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      <title>Promessi Sposi: un percorso di lettura e scrittura by SARA TONON</title>
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      <description>&#39;&#39;Smontiamo e rimontiamo Manzoni&#39;&#39; in modalità Flipnet classroom</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-27 06:31:18 UTC</pubDate>
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         <title>Video su Edpuzzle (se il video non si carica, prova con il link)</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://edpuzzle.com/assignments/5b3342b110cf55407b2ff9ed/watch">https://edpuzzle.com/assignments/5b3342b110cf55407b2ff9ed/watch</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-27 06:31:18 UTC</pubDate>
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         <title>P. CITATI in &#39;&#39;Corriere della Sera&#39;&#39;, I, IV, 1973</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>''Aveva il naso lungo, la bocca affilata, il labbro inferiore e il mento un po' sporgenti: gli occhi chiari, luminosi e scintillanti, ora azzurri come il sereno del cielo, ora grigi come le nuvole dietro cui è nascosto il sole, ora verdastri e oscuri come l'ombra della sera. Vestito semplicemente di grigio o di nero, camminava con le spalle alte verso il capo; e se vedeva qualcuno per la prima volta -ciò che risvegliava in lui timore, imbarazzo e diffidenza- si rannicchiava ancora di più, mentre faceva il primo inchino. Nessuno riusciva a capire quali pensieri si nascondessero dietro gli occhi mobilissimi di questo padre distratto, di questo dilettante di giardini e di letteratura, di quest'ombra squisita ed elegante''</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-27 06:31:18 UTC</pubDate>
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         <title>Cerca di comporre una dettagliata &#39;&#39;carta d&#39;identità&#39;&#39; di A. Manzoni (prendi spunto dalla tua carta di identità e aggiungi le voci che ti sembrano mancare), sfruttando tutti i documenti qui proposti:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268694144</link>
         <description><![CDATA[<div>1) Ritratto di Manzoni di F. Hayez<br>2) Estratto dall'articolo di P. Citati pubblicato sul ''Corriere della Sera''<br>3) Video<br><br>Autore: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Hayez">Francesco Hayez</a><br>Data: 1841<br>Tecnica: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_a_olio">olio</a> su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pittura_su_tela">tela</a><br>Dimensioni: 120×92,5 cm<br>Ubicazione: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pinacoteca_di_Brera">Pinacoteca di Brera</a>, Milano</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-27 06:31:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Guarda con la massima attenzione il video proposto, prendi appunti precisi e ordinati, poi svolgi il quiz che segue:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268706193</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://edpuzzle.com/assignments/5b334e3310cf55407b3002b3/watch" />
         <pubDate>2018-06-27 08:49:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Clicca il link sottostante per accedere al quiz (dopo ogni risposta ti sarà comunicato se essa è corretta o sbagliata; appuntati le risposte errate)</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268706256</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://ripassofacile.blogspot.com/2013/03/verifica-sui-promessi-sposi.html">http://ripassofacile.blogspot.com/2013/03/verifica-sui-promessi-sposi.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-27 08:50:12 UTC</pubDate>
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         <title>I luoghi del romanzo</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268707346</link>
         <description><![CDATA[<div>Ricopia la seguente cartina sul tuo quaderno, <strong>personalizzandola a tuo piacimento</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/167159959/2fdc98e7f736e297a767f0079d79cb70/luoghi_promessi_sposi.jpg" />
         <pubDate>2018-06-27 09:01:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il sistema dei personaggi della 1^ parte del romanzo </title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268707448</link>
         <description><![CDATA[<div>Ricopia la seguente mappa concettuale sul tuo quaderno, <strong>personalizzandola a tuo piacimento</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/167159959/bca14f79f225c927c087cec90e60ead7/04__I_PROMESSI_SPOSI_MAPPA_RIASSUNTO_1_parte.png" />
         <pubDate>2018-06-27 09:02:26 UTC</pubDate>
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         <title>I momenti importanti del primo capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/268713816</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo si apre con un'ampia descrizione paesaggistica, che è tra le pagine più famose del romanzo e delinea un quadro dei luoghi della vicenda che utilizza la tecnica cinematografica dello "zoom" (l'autore parte con uno sguardo dall'alto, che abbraccia il lago di Como nel suo complesso, per poi stringere via via l'inquadratura sino a descrivere le "stradicciole" su una delle quali compare <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-abbondio.html">don Abbondio</a>). È stato osservato che Manzoni tratteggia qui il quadro di una natura quasi incontaminata, una dimensione contadina che contrasta con quella caotica e malsana della città: ciò vale soprattutto per Milano, che sarà descritta in termini assai più negativi. Un altro celebre passo simile è quello noto come "Addio, monti...", che chiude il <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-viii.html">cap. VIII</a>, e in entrambi è evidente la perfetta conoscenza da parte dell'autore dei luoghi, oltre che la carica affettiva che pone nella descrizione di essi.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Riflettiamo sul paesaggio''</li></ul><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-27 10:07:00 UTC</pubDate>
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         <title>Alcuni spunti di riflessione sul secondo capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/271179559</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo si apre con il paragone ironico tra <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-abbondio.html">don Abbondio</a> e il principe di Condé, che suona beffardo non solo per l'accostamento tra il nobile condottiero e il povero curato, ma anche perché mette a confronto la celebre battaglia di Rocroi con i guai del religioso, che deve trovare un pretesto per sottrarsi al suo dovere.</li><li>Il vero protagonista dell'episodio è <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a>, che entra in scena nel romanzo e dimostra subito il suo carattere: giovane impulsivo e alquanto incline alla collera, intuisce che il curato lo sta imbrogliando e poi fa abilmente leva sull'ingenuità di <a href="https://promessisposi.weebly.com/perpetua.html">Perpetua</a> per farla parlare; nel secondo confronto con don Abbondio arriva di fatto a minacciarlo, cosa di cui in seguito si scusa (ottiene comunque lo scopo di estorcere al curato una confessione).</li><li>Lucia è introdotta verso la fine del capitolo e di lei c'è la celebre descrizione nel suo abbigliamento da sposa, che in seguito ha influenzato l'iconografia di questo personaggio: viene subito presentata come una giovane molto timida, riservata, dotata di una "modesta bellezza" contadina (non tale, dunque, da giustificare una passione morbosa da parte di don Rodrigo).</li><li>Spesso nei <em>Promessi sposi </em>i personaggi potenti usano la lingua come strumento per confondere le idee ai popolani, dissimulando le loro vere intenzioni o non facendo capire quanto in realtà stanno dicendo, sfruttando l'ignoranza delle persone più umili: ciò è parte di quella questione linguistica che sta tanto a cuore al Manzoni, in quanto le parole possono essere mezzo per diffondere le idee e preservare la libertà, ma anche per esercitare soprusi ai danni dei più deboli (ovviamente la cosa ha anche risvolti politici). Questo capitolo contiene un esempio di quanto descritto.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''La descrizione di persona''</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-26 07:37:49 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/271180878</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>All'inizio del capitolo <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> racconta l'antefatto del suo incontro con <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a>, che l'autore sintetizza in un breve discorso indiretto: apprendiamo che all'origine di tutto è una scommessa fatta per gioco con un altro nobile (ci verrà detto nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-v.html">cap. V</a> essere il cugino, il conte <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-attilio.html">Attilio</a>), dunque una prepotenza usata da un aristocratico contro una povera contadina, che non nasce certo da una torbida passione o da un'ossessione di natura amorosa. In seguito scopriremo che il termine per la scommessa è il giorno di San Martino, l'11 novembre, le che don Rodrigo vorrà vincerla a tutti i costi soprattutto per una questione di puntiglio cavalleresco, per non sfigurare di fronte ad Attilio e agli altri amici nobili.</li><li>L'avvocato <a href="https://promessisposi.weebly.com/azzecca-garbugli.html">Azzecca-garbugli</a> è il vero protagonista dell'episodio: personaggio farsesco e degno di una commedia, cade in un grossolano equivoco scambiando <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> per un bravo venuto a cercare assistenza legale e mostra al povero giovane che le gride e le leggi non assicurano minimamente la <a href="https://promessisposi.weebly.com/giustizia.html">giustizia</a> alle vittime, poiché esse si prestano ad essere aggirate da chi ha denaro, agganci politici e amici influenti. Attraverso di lui l'autore rivolge una dura polemica contro le storture dei sistemi giudiziari, più accentuate negli Stati politicamente decadenti (è il caso della Lombardia del '600, ma la critica di Manzoni non risparmia neppure le istituzioni giudiziarie dell'800, ben lontane dall'assicurare la giustizia ai più deboli).</li><li>All'inizio del capitolo viene citato il <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> e il cappuccino è poi direttamente chiamato in causa alla fine, attraverso la figura di <a href="https://promessisposi.weebly.com/fra-galdino.html">fra Galdino</a>: questi rappresenta l'uomo semplice che nutre una fiducia cieca e un po' ingenua nel potere della carità, esemplificata attraverso l'apologo del "miracolo delle noci". Il racconto è un intermezzo narrativo edificante che fa da diversivo nella trama del romanzo, ma serve anche a introdurre le figure dei cappuccini che della carità e del servizio al prossimo facevano la loro ragion d'essere; val la pena, inoltre, di osservare come la storia del figlio degenere del proprietario del noce ricordi vagamente quella di don Rodrigo, il cui padre era stato di tempra ben diversa, mentre lui, ora che gli è succeduto, si dà ai bagordi e alle soperchierie non diversamente dal protagonista del racconto. La morale dell'apologo, naturalmente, è che la carità vince sulla malvagità umana e questo si rivelerà vero per lo stesso don Rodrigo.</li><li>I cappuccini formano l'ultima, in ordine di tempo, delle tre famiglie autonome del primo Ordine di san Francesco d'Assisi, staccatasi dai Frati minori osservanti per il desiderio di una più rigida osservanza della Regola: essi furono approvati da papa Clemente VII con la bolla <em>Religionis zelus</em> (datata 3 luglio 1528) e da allora i frati cappuccini prosperarono in tutta Italia, raggiungendo un gran numero di adepti e conventi tra XVII e XVIII secolo. Detti così per l'uso di portare una tonaca con cappuccio (un altro segno distintivo era la barba), divennero famosi predicatori e acquistarono un notevole prestigio, il che spiega come mai Manzoni introduca nel romanzo più di un personaggio appartenente a quest'Ordine, a cominciare naturalmente da <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>. Nell'introdurre la sua figura alla fine del cap. III l'autore spende alcune parole di elogio nei confronti dei cappuccini, affermando che essi erano esempio di umiltà, carità, dedizione al prossimo, ma godevano anche di grande autorità ed erano, per certi aspetti, temuti.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Le grida, esempio di testo regolativo''</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-26 08:00:05 UTC</pubDate>
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         <title>I luoghi del romanzo</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/271437922</link>
         <description><![CDATA[<div>Ricopia la seguente cartina sul tuo quaderno, <strong>personalizzandola a tuo piacimento</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 11:04:00 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/271437965</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Protagonista assoluto del capitolo è <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>, di cui l'autore racconta il passato per spiegare l'indole e l'atteggiamento del personaggio attuale: la sua è la vicenda di un uomo che in gioventù lottava contro il male con le armi e la violenza, ha commesso un <strong>omicidio</strong>, si è <strong>pentito</strong> e ha scelto di espiare il delitto indossando la tonaca e votandosi a una vita di penitenza al servizio del prossimo. La sua storia prefigura in parte quella dell' <a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">Innominato</a>, destinato anch'egli a pentirsi dei suoi peccati e a convertirsi in modo clamoroso, benché lui non scelga di farsi frate ma di mettersi al servizio degli altri senza più portare armi o usare la violenza. L'esempio di Lodovico (=Padre Cristoforo) è significativo anche in quanto l'autore lascia intendere che chi è nobile difficilmente può sottrarsi a una logica di violenza e sopraffazione, a meno di uscire in modo definitivo dalla sua classe sociale con una diversa scelta di vita (è quanto non saprà fare <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a>, che si sottomette al volere del padre e indossa il velo contro la sua volontà).</li><li>Manzoni, attraverso il personaggio del padre di Lodovico, critica l'aristocrazia che per i suoi pregiudizi disprezza la classe borghese e i mercanti, preferendo vivere in modo ozioso e improduttivo. L'autore ritiene che l'aristocrazia debba rendersi utile alla propria nazione impegnandosi in attività produttive, allineandosi in ciò alla critica che già la letteratura dell'Illuminismo rivolgeva alla vecchia nobiltà di sangue (cfr. Parini e il "giovin signore" del <em>Giorno</em>).</li><li>Manzoni non manca di sottolineare nel corso del romanzo l'importanza che regole e codici cavallereschi hanno per gli aristocratici del Seicento, che per difendere il loro onore nobiliare non esitano a commettere azioni delittuose e ingiustizie: ciò è parte della critica dell'autore contro la vecchia nobiltà di sangue, ridicolmente attaccata ai propri privilegi di casta. I duelli avevano in effetti grande importanza nel sistema di valori e precetti di comportamento dell'aristocrazia del XVI-XVII secolo, come dimostra il gran numero di libri e trattati sull'argomento che venivano scritti da autori specializzati in questioni di questo genere.<br>Non è dunque un caso che quando <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> si reca al <a href="https://promessisposi.weebly.com/palazzo-di-don-rodrigo.html">palazzo</a> di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a> (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-v.html">cap. V</a>) trovi il signorotto a tavola con i suoi commensali, fra cui il <a href="https://promessisposi.weebly.com/podesta-di-lecco.html">podestà</a> e il conte <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-attilio.html">Attilio</a> impegnati in una sciocca disputa cavalleresca che riguarda proprio una sfida a duello: la discussione ferve intorno alla legittimità o meno della bastonatura impartita da un nobile al messaggero che gli ha recato il "cartello" di sfida per il fratello, non per pietà verso il malcapitato ma solo per il rispetto delle regole della cavalleria. Il padrone di casa invita il cappuccino a farsi arbitro della contesa, facendo allusioni inopportune al suo passato di laico (dunque al fatto che lui stesso aveva ucciso un uomo in un duello), ma la risposta di padre Cristoforo è che, secondo lui, non ci dovrebbero essere né sfide, né duelli, né bastonature, dunque respinge quell'insieme di codici cavallereschi che, invece, sono tanto importanti per i nobili presenti. Infatti la reazione del conte Attilio è di sorpresa e compatimento per il frate, col dire che un mondo senza il "punto d'onore" sarebbe un mondo alla rovescia, in cui ci sarebbe "impunità per tutti i mascalzoni" (questo termine designava, in ambito cavalleresco, coloro che si comportavano in modo vile). Il punto di vista di Cristoforo è ovviamente quello di un religioso che crede nella carità e non nella violenza, ma è un "debole parere" (le parole sono del padre stesso) che, come ribadito poi dall'<a href="https://promessisposi.weebly.com/azzecca-garbugli.html">Azzecca-garbugli</a>, "non val niente... in una disputa cavalleresca", in quanto la sua visione del mondo è incompatibile con quella di nobili che vivono nell'ozio e, per passare il tempo, discutono di questioni assolutamente futili e di nessuna importanza rispetto ai veri problemi della società (essi, del resto, sono intenti a gozzovigliare, mentre fuori, nel mondo reale, infuria la carestia).</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti.</li><li>LABORATORIO: guarda con il video che segue, appuntati quanto ritieni importante poi leggi e schematizza il paragrafo 1 della seguente pagina web: <a href="http://www.luzappy.eu/promessi_sposi.htm">http://www.luzappy.eu/promessi_sposi.htm</a></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 11:05:05 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Protagonista del capitolo è <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>, la cui storia è stata narrata nel <em>flashback </em>del <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-iv.html">cap. IV</a> e che ora vediamo direttamente in campo nel tentativo di aiutare i due promessi: il frate intende usare unicamente le armi della carità cristiana e delle fede, per cui rimprovera aspramente <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> quando questi manifesta il proposito di reagire alla prepotenza subìta. </li><li>Compare finalmente in scena <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">Don Rodrigo</a>, il "malvagio" del romanzo che finora era stato solamente descritto o evocato da altri personaggi: la sua apparizione è in realtà assai deludente, poiché il signorotto si dimostra un malvagio mediocre e di mezza tacca:  lo dimostra il fatto che ama circondarsi di amici influenti, che cerca l'appoggio e la complicità degli uomini di legge, che non caccia subito padre Cristoforo per la sua "politica" di buone relazioni col convento dei cappuccini. È ridicolmente attaccato ai suoi privilegi di casta e alle regole cavalleresche (infatti vuole sedurre <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> per una sciocca questione di puntiglio), mentre è decisamente volgare e inopportuno quando coinvolge il frate nella disputa sul portatore di sfida bastonato, dal momento che non ignora il passato di Cristoforo. La sua mediocrità emerge in maniera ancor più netta se si pensa al terrore con cui il suo nome è stato pronunciato nei capp. precedenti: quando i <a href="https://promessisposi.weebly.com/bravi.html">bravi</a> minacciano don Abbondio (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-i.html">I</a>), quando il curato confessa tutto a Renzo (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-ii.html">II</a>), quando il giovane lo nomina all'<a href="https://promessisposi.weebly.com/azzecca-garbugli.html">Azzecca-garbugli</a> (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-iii.html">III</a>). </li><li>Nel capitolo si fa riferimento alla <a href="https://promessisposi.weebly.com/guerra-di-mantova.html">guerra</a> per la successione al ducato di Mantova, che si svolse nel periodo 1628-1631 e fu uno degli episodi della guerra dei Trent'anni: Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato, morì senza eredi diretti e i suoi possessi vennero contesi tra Carlo Gonzaga di Nevers, sostenuto dalla Francia di Richelieu, e Ferrante Gonzaga duca di Guastalla, sostenuto dalla Spagna dell'Olivares; in seguito entrarono nel conflitto anche Carlo Emanuele I di Savoia e l'imperatore Ferdinando II d'Asburgo al fianco della Spagna, mentre Venezia e il papa Urbano VIII sostenevano la Francia. Le truppe spagnole cinsero d'assedio la fortezza di Casale e il successivo diretto intervento della Francia causò la discesa in Lombardia delle truppe del generale boemo Albrecht von Wallenstein, che si abbandonarono a saccheggi e portarono nel Milanese la <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a>. Il conflitto si concluse con un trattato di pace che riconobbe legittimo successore al ducato Carlo di Nevers, ovvero colui che, secondo il <a href="https://promessisposi.weebly.com/podesta-di-lecco.html">podestà</a>, non avrebbe mai vinto a dispetto del conte-duca. </li><li>LETTURA IN CLASSE di un passo scelto (rr. 175-269)</li><li>LABORATORIO: <strong><em>Ambasciatore porta pena? </em></strong>L'accesa discussione fra il conte Attilio e il podestà sull'opportunità o meno di bastonare un ambasciatore costituisce un esempio di ''testo argomentativo'', cioè un testo che intende sostenere un'idea, un pensiero, una tesi su una determinata questione, facendo ricorso ad argomentazioni, ragionamenti, esempi, al fine di convincere gli altri. La questione diplomatica e cavaleresca trattata al banchetto di Don Rodrigo è un esempio ''confuso'' di testo argomentativo, perché ricorre a considerazioni improvvisate, incomplete ed impulsive. A noi toccherà rimettere ordine in questa discussione, rintracciando la tesi dell'uno e quella dell'altro con le rispettive argomentazioni a sostegno. Buon lavoro! (a coppie)</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-30 12:25:53 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il "pezzo forte" dal capitolo è ovviamente il confronto fra <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> e <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a>, in cui il frate tenta dapprima di convincere il nobile con le armi della diplomazia e della prudenza, poi, dopo la sua indecente proposta di offrire "protezione" a <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a>, prorompe in una violenta invettiva contro il signorotto, piena di enfasi predicatoria: il frate predice la punizione divina contro la casa dell'aristocratico, paragonata in tono sprezzante a "quattro pietre", e cita l'episodio biblico del Faraone che venne colpito dalle dieci piaghe d'Egitto per la sua ostinazione contro gli Ebrei. In tutto il colloquio fra Cristoforo ha evocato l'elemento del giudizio ultraterreno (anche visivamente, col rosario e il teschietto di legno che porta alla cintola, rappresentante un ammonimento alla brevità della vita umana) e ciò inquieta profondamente don Rodrigo, che infatti reagirà con stizza all'ultima profezia del cappuccino ("Verrà un giorno..."). Questa scena, in particolare il frate che punta il suo indice accusatorio contro il nobile, verrà rievocata nel sogno di don Rodrigo ammalato di peste, nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxiii.html">cap. XXXIII</a>.&nbsp; Il nobile definisce padre Cristoforo un <strong>"poltrone incappucciato"</strong>, alludendo al fatto che i frati non lavorano e vivono di elemosine (ciò è ancor più ipocrita se si pensa alla vita inerte e oziosa del signorotto), nonché <strong>"villano rincivilito"</strong>, in quanto le origini del cappuccino sono borghesi e non nobili. Nonostante la sua condotta sprezzante, tuttavia, don Rodrigo continuerà a vedere in padre Cristoforo una minaccia, tanto che sarà ben lieto che il conte <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-attilio.html">Attilio</a> chieda l'intervento del <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-zio.html">conte zio</a> per farlo allontanare da <a href="https://promessisposi.weebly.com/pescarenico.html">Pescarenico</a>: il frate non rappresenta forse solo un ostacolo materiale ai suoi sporchi progetti, quanto soprattutto un ammonimento circa il giudizio divino che attende tutti nell'altra vita, cosa di cui il nobile prova un sincero terrore.</li><li>Il "vecchio <a href="https://promessisposi.weebly.com/vecchio-servitore.html">servitore</a>" che rivela a padre Cristoforo di essere a conoscenza di certi disegni del suo padrone è lo stesso che lo aveva accolto al <a href="https://promessisposi.weebly.com/palazzo-di-don-rodrigo.html">palazzo</a> (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-v.html">cap. V</a>) e aveva manifestato la sua sorpresa a vederlo in quella casa (qui dimostra di disapprovare la condotta di don Rodrigo e di volersi salvare l'anima). Sarà lui a rivelare al frate il piano per il rapimento di Lucia (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-viii.html">cap. VIII</a>).</li><li>Lo stratagemma del "matrimonio a sorpresa" escogitato da <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a> corrisponde a una pratica assai diffusa nel XVII secolo e dovuta al fatto che spesso i due "promessi" dovevano superare l'ostacolo del divieto delle famiglie: il Concilio di Trento (1545-1563) aveva introdotto una clausola nel diritto canonico per cui il matrimonio era valido se i due fidanzati pronunciavano la loro volontà di fronte al parroco, mentre in seguito la Chiesa dichiarò nulle le nozze celebrate con questo espediente e minacciò pene severe a chi tentasse qualcosa di simile.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Lavoriamo sui registri''</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-31 05:14:36 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche riflessione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo costituisce il secondo tempo della "notte degli imbrogli" in cui avviene il fallito stratagemma del "matrimonio a sorpresa" e il mancato rapimento di <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a>, che sfugge ai <a href="https://promessisposi.weebly.com/bravi.html">bravi</a> proprio perché è andata dal curato insieme agli altri. Le vicende sono narrate dall'autore con la tecnica del <strong>flashback</strong>, dal momento che all'inizio viene descritta l'azione a casa di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-abbondio.html">don Abbondio</a>, in seguito si torna indietro al momento in cui il <a href="https://promessisposi.weebly.com/griso.html">Griso</a> e i bravi penetrano nella casetta delle due donne e sopraggiunge <a href="https://promessisposi.weebly.com/menico.html">Menico</a>, per poi tornare ancora indietro al momento in cui <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a> e <a href="https://promessisposi.weebly.com/perpetua.html">Perpetua</a> sono sorprese dal grido del curato, dalle campane e poi dall'urlo di Menico. La concitazione domina largamente l'episodio, anche in seguito all'accorrere disordinato della folla dei paesani, mentre solo alla fine prevale un ritmo più disteso (quando i tre giungono al convento di <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>). Dello stratagemma attuato dai due promessi sposi Padre Cristoforo non ne saprà mai nulla, mentre Lucia confesserà tutto al cardinal <a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html">Borromeo</a>, il quale avrà parole di conforto e dirà alla giovane che non deve accusare se stessa dopo tutte le sofferenze patite (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxiv.html">cap. XXIV</a>).</li><li>Dopo il travestimento del Griso nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-vii.html">cap. VII</a>, in cui si era spacciato per un mendicante ed era entrato in casa di Agnese e Lucia, qui il criminale si finge un pellegrino per ottenere lo stesso scopo, indossando un "<strong>sanrocchino</strong>" (il mantello indossato dai pellegrini  dal nome del loro protettore, S. Rocco) e impugnando un "<strong>bordone</strong>", il classico bastone usato da chi si metteva in pellegrinaggio (il bastone e le <strong>conchiglie</strong> di cui è cosparso il mantello sono attribuzioni di San Giacomo, il cui sepolcro a Compostella è da secoli meta di pellegrinaggi). Clicca <a href="https://www.google.it/url?sa=i&amp;source=images&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwiBrdT_zsjcAhWOyIUKHTndDQgQjRx6BAgBEAU&amp;url=http%3A%2F%2Fliceo-santarosa.blogspot.com%2F2017%2F04%2Fi-pellegrini-nel-medioevo.html&amp;psig=AOvVaw2DsKdtq5WiAm0GgM6QWAHt&amp;ust=1533101671404725">qui</a> per avere un idea del tipico costume del pellegrino.  </li><li>Le <strong>campane a martello</strong> venivano suonate nei villaggi di una volta per richiamare l'attenzione dei paesani in caso di emergenza (un incendio, un assalto di predoni o nemici, un'altra calamità...) e l'uso è attestato largamente in Italia fino alla prima metà del XX secolo. La folla dei compaesani di don Abbondio e dei due promessi è sollecita ad accorrere alla chiesa, ma appare disorganizzata e tumultuosa nel decidere il da farsi e, soprattutto, fin troppo rapida a disperdersi quando si sparge la falsa voce secondo cui Agnese e Lucia si sono messe in salvo. In ogni caso la rappresentazione degli abitanti del <a href="https://promessisposi.weebly.com/paese-di-renzo-e-lucia.html">paese</a> è positiva e la loro condotta è improntata alla solidarietà reciproca, il che non si potrà certo dire della popolazione della città di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a> durante la <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a>.</li><li>Il luogo dove Agnese e Lucia dovranno rifugiarsi in seguito alla fuga dal paese è indicato con degli asterischi, attribuiti alla consueta <strong>finzione della reticenza dell'anonimo</strong>, ma l'autore nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-ix.html">cap. IX</a> spiegherà chiaramente che si tratta di <a href="https://promessisposi.weebly.com/monza.html">Monza</a>, ovvero la città dove sorge il convento in cui è presente <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a> e in cui troveranno riparo le due donne.</li><li>Il passo che conclude il capitolo è il cosiddetto <strong>"Addio, monti..."</strong>, ovvero la celebre pagina in cui Manzoni attribuisce a Lucia in partenza un commosso saluto ai luoghi dove è nata e vissuta, dai quali deve forzatamente separarsi con inevitabile sofferenza: è un grande pezzo di bravura, in cui il <strong>tono</strong> è altamente <strong>lirico</strong> e il <strong>linguaggio</strong> <strong>solenne</strong> e <strong>sostenuto</strong>, quale ovviamente <strong><em>non</em></strong> potrebbe usare nella realtà una povera contadina (e infatti l'autore precisa alla fine che "Di tal genere, se non tali appunto, erano i pensieri di Lucia"). Il brano costituisce un'ulteriore descrizione dei luoghi della parte iniziale del romanzo, dopo quella altrettanto famosa che apriva il <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-i.html">cap. I</a>.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Cambiamo il punto di vista''</li><li>Clicca <a href="https://www.youtube.com/watch?v=AR0-ge-aErE">qui</a> per ascoltare l'''Addio ai monti'' di Ennio Morricone in concerto a Venezia</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2018-07-31 05:31:09 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
         <link>https://padlet.com/posta_bancodigitale/h4y3fq61i8e2/wish/271868682</link>
         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo è diviso in due parti, la prima delle quali descrive l'arrivo dei tre protagonisti a <a href="https://promessisposi.weebly.com/monza.html">Monza</a>, la separazione da <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> e infine la presentazione delle due donne a <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a>, mentre la seconda è l'inizio del lungo <strong>flashback</strong> che ripercorre l'infanzia e la giovinezza della monaca (la sua storia si concluderà nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-x.html">cap. X</a>). La digressione costituisce un vero <strong>"romanzo nel romanzo"</strong> e ha la funzione non solo di spiegare il comportamento singolare della "Signora" e il suo successivo coinvolgimento nel rapimento di <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a>, ma anche di condannare la spietata condotta del <a href="https://promessisposi.weebly.com/principe-padre.html">padre</a> della giovane che agisce in nome dell'onore e dell'orgoglio nobiliare (si veda oltre).</li><li>La separazione di Renzo e Lucia durerà a lungo, dal momento che il giovane sarà costretto a fuggire nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/bergamo.html">Bergamasco</a> in seguito al suo coinvolgimento nella <a href="https://promessisposi.weebly.com/tumulto-di-s-martino.html">sommossa</a> di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a> del giorno di S. Martino, per cui i due potranno rivedersi <strong>solo nel </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxvi.html"><strong>cap. XXXVI</strong></a><strong> </strong>(quando Renzo ritroverà la sua promessa sposa al <a href="https://promessisposi.weebly.com/lazzaretto.html">lazzaretto</a>).</li><li>Nel rivolgersi a Lucia, Gertrude insinua il "dubbio maligno" che la giovane potesse essere innamorata di don Rodrigo e che la madre l'abbia costretta a sposare Renzo per toglierle quel partito dalla testa: la ragazza, nonostante la sua ingenuità e inesperienza, intuisce dove voglia arrivare la monaca e risponde a tono, spazzando via ogni sospetto circa i suoi sentimenti per il promesso sposo. Gertrude agisce sotto la spinta della sua <strong>morbosa curiosità</strong>, ma anche dalla triste esperienza che, spesso, i genitori impongono le proprie scelte ai figli come è accaduto a lei.</li><li>La storia di Gertrude allude alla reale vicenda di <strong>Marianna de Leyva</strong> (1575-1650), di cui potrai conoscere la triste vicenda cliccando <a href="https://edpuzzle.com/media/5b64015377f40440a4f118b3">qui</a>.</li><li>Ricorda: nei <em>Promessi sposi</em> l'autore rinuncia programmaticamente a dare delle azioni malvage e delittuose una descrizione abbondante di particolari, tacendo i dettagli più sordidi o sconvenienti, <em>proprio come nella tragedia classica in cui le scene cruente non si svolgevano sotto gli occhi del pubblico ma venivano riassunte a parole da un messaggero</em>. Ciò emerge in più di un punto della trama del romanzo (a cominciare dalla persecuzione di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a> ai danni di <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> di cui ci viene sommariamente riferita l'origine), ma è particolarmente evidente nella vicenda di <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a> che intreccia con <a href="https://promessisposi.weebly.com/egidio.html">Egidio</a> una torbida relazione clandestina, che la porterà a commettere un omicidio tra le mura stesse del monastero in cui vive: è significativo che l'inizio di questo rapporto sacrilego venga narrato per sommi capi, con il giovinastro che osa rivolgere la parola alla monaca vedendola passeggiare nel chiostro e la religiosa che ricambia il suo saluto dando inizio alla tresca proibita, mentre la frase con cui Manzoni segnala l'inizio della vicenda (<strong>"La sventurata rispose"</strong>) è divenuta <em>quasi proverbiale</em> e ha in sé una forza narrativa superiore a qualunque più dettagliata descrizione. Lo stesso delitto della <a href="https://promessisposi.weebly.com/conversa.html">conversa</a> è accennato con assoluta reticenza, senza neppure rivelare quale segreto la donna intenda rivelare e limitandosi a dire che le ricerche darebbero esito più fruttuoso se, anziché cercare lontano, si scavasse vicino. Più avanti, quando Egidio coinvolgerà Gertrude nel complotto che porterà al rapimento di Lucia (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xx.html">XX</a>), il consenso della monaca verrà estorto dall'uomo facendo ovviamente pesare il terribile segreto che unisce i due amanti, ma neppure in questa circostanza sarà riportato dall'autore il dialogo al termine del quale la "Signora" accetterà a malincuore quella proposta "spaventosa" (altrettanto lapidaria la frase con cui Manzoni chiude il paragrafo: "Il delitto è un padrone rigido e inflessibile, contro cui non divien forte se non chi se ne ribella interamente. A questo Gertrude non voleva risolversi; e ubbidì").<br>Questa sorta di <strong>reticenza</strong> dell'autore per cui i fatti scabrosi o cruenti vengono relegati in uno spazio "fuori scena" è una conquista dell'ultima edizione, mentre nel è narrata con ben maggiori dettagli.&nbsp;</li><li><strong>Egidio</strong> è l'ispiratore del delitto e il maestro di scelleratezze di Gertrude ed esercita su di lei un vero potere psicologico che lo rende simile ai protagonisti di tanti romanzi neri della letteratura europea (francese, soprattutto) del XIX secolo; successivamente egli convince Gertrude a fare uscire Lucia dal convento in modo che venga rapita, ma per farlo deve impegnarsi in una estenuante trattativa al termine della quale promette di sbarazzarsi del corpo della suora uccisa, il cui "fantasma" turba i sonni della "Signora" (ciò è rapidamente accennato nei <em>Promessi sposi</em>) e minacciando di troncare la relazione con la sua amante, ciò che soprattutto persuade Gertrude a farsi complice di questa ulteriore scelleratezza per non essere abbandonata dall'uomo di cui si è ormai innamorata.</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Le lettere di Gertrude''</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-08-03 07:11:54 UTC</pubDate>
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         <title>La Milano del romanzo</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricopia la seguente cartina sul tuo quaderno, <strong>personalizzandola a tuo piacimento</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/167159959/1067b4e55c564e200ab26c2069627d6b/milano_promessi.png" />
         <pubDate>2018-08-03 08:08:59 UTC</pubDate>
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         <title>La rivolta del pane</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>Guarda con estrema attenzione il video seguente, prendi appunti, poi svolgi il LABORATORIO su Weschool, ''L'intervista''<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://edpuzzle.com/media/5b641111c86d6b40aa43bba4" />
         <pubDate>2018-08-03 09:05:18 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>L'episodio è fondamentale nel percorso di "formazione" di <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a>, che dopo aver assistito al <a href="https://promessisposi.weebly.com/tumulto-di-s-martino.html">tumulto</a> per il pane si mette a "predicare in piazza" attirando l'attenzione di un <a href="https://promessisposi.weebly.com/ambrogio-fusella.html">poliziotto</a>, il che sarà poi causa del suo arresto e della sua fuga nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/bergamo.html">Bergamasco</a>. Gli altri protagonisti del capitolo sono il sedicente Ambrogio Fusella, abile nel raggirare Renzo per estorcergli il suo nome, e l'<a href="https://promessisposi.weebly.com/oste-luna-piena.html">oste</a> della <a href="https://promessisposi.weebly.com/luna-piena.html">Luna Piena</a>, costretto a reggere il gioco al poliziotto e irritato contro il montanaro per la sua ingenuità (i tre danno vita a una sorta di commedia delle parti, in cui Renzo è ovviamente la vittima designata e viene ingannato anche a causa della sua ubriachezza).</li><li>Il discorso che Renzo rivolge alla folla dopo il tumulto è un <strong>piccolo capolavoro di oratoria popolare</strong>, in cui emerge tutta l'amarezza del giovane contadino per le angherie e i soprusi patiti al suo <a href="https://promessisposi.weebly.com/paese-di-renzo-e-lucia.html">paese</a>: ai suoi occhi di montanaro inurbato la sommossa è stata un atto di <a href="https://promessisposi.weebly.com/giustizia.html">giustizia</a> e il popolo dovrebbe andare da <a href="https://promessisposi.weebly.com/antonio-ferrer.html">Ferrer</a> per far rispettare la legge, facendo in modo che le gride siano finalmente applicate, senza rendersi conto che l'unico a subire le ritorsioni della giustizia sarà lui stesso, pur non avendo fatto nulla di male. L'autore guarda con simpatia Renzo e i suoi guai, ma vuole anche mettere in guardia contro i moti di piazza e le soluzioni sediziose ai problemi politici, poiché le rivolte causano troppo spesso disordini e violenze indiscriminate (alla fine del romanzo Renzo dirà di aver imparato "a non predicare in piazza", condannando in modo implicito la sua partecipazione ai tumulti di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>).</li><li>Nel finale del capitolo Renzo viene mostrato <strong>completamente ubriaco</strong>, intento a dare un pessimo spettacolo di sé agli altri avventori dell'osteria: <strong>l'autore disapprova esplicitamente la sua condotta</strong> e in seguito il giovane si mostrerà assai più morigerato nel bere (specie quando andrà all'osteria di Gorgonzola, durante la sua fuga verso il Bergamasco). Durante l'intero episodio la voce del narratore si fa spesso sentire per <strong>giudicare negativamente il comportamento del protagonista.</strong></li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-08-03 09:22:32 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo è dedicato alla fuga rocambolesca di <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> da <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>, che si concluderà nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xvii.html">cap. XVII</a> con il passaggio dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/adda.html">Adda</a> e l'approdo felice nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/bergamo.html">Bergamasco</a>, dove il giovane troverà l'aiuto del cugino <a href="https://promessisposi.weebly.com/bortolo.html">Bortolo</a>. Questa prima parte dell'episodio vede Renzo alla faticosa ricerca della strada più sicura da seguire per giungere a destinazione, scansando le insidie che gli si possono presentare lungo il cammino: egli veste i panni dell'eroe "cercatore", che gira il mondo con spirito picaresco e affronta i pericoli che la strada gli può mettere di fronte, facendo tesoro dell'esperienza accumulata (la vicenda di Renzo assume i caratteri di un percorso formativo, di cui questo viaggio verso Bergamo è una tappa essenziale).&nbsp;</li><li>La <a href="https://promessisposi.weebly.com/vecchia-dellosteria.html">vecchia</a> della prima osteria offre a Renzo dello stracchino, un formaggio che è fra i prodotti tipici della Lombardia, e quando il giovane le chiede il nome di un paese vicino al confine lei gli indica Gorgonzola, anch'esso famoso per la produzione del formaggio che porta lo stesso nome. L'autore ci dice in seguito che Renzo attraversa vari villaggi "col nome di Gorgonzola in bocca", forse per proporre un ironico gioco di parole.</li><li>Renzo all'osteria di Gorgonzola dimostra di <strong>aver fatto tesoro della brutta esperienza</strong> vissuta in quella della <a href="https://promessisposi.weebly.com/luna-piena.html">Luna Piena</a> e infatti qui la sua condotta è più cauta: evita di dire il luogo di provenienza all'<a href="https://promessisposi.weebly.com/oste-di-gorgonzola.html">oste</a>, elude abilmente le domande dell'uomo riuscendo a ottenere le informazioni ricercate, si tiene prudentemente al di fuori dei discorsi degli avventori simulando indifferenza. L'osteria si conferma come un luogo potenzialmente insidioso, specie per la presenza di sfaccendati di ogni sorta e per l'indiscreta curiosità dei locandieri (il protagonista stesso se ne rende conto: "Maledetti gli osti!" [...] più ne conosco, peggio li trovo"), per cui questa sarà <strong>l'ultima taverna in cui Renzo metterà piede nel romanzo</strong>, a parte quella in cui consumerà un pasto frugale una volta giunto nel Bergamasco.</li><li>La parte saliente del capitolo vede come protagonista il <a href="https://promessisposi.weebly.com/mercante-di-milano.html">mercante</a>, che informa gli avventori (e il lettore) degli ultimi avvenimenti a Milano ed esprime il suo originale punto di vista sulle rivolte, aggiungendo particolari fantasiosi e improbabili sulla fuga di Renzo (si veda oltre). Il giovane imprecherà tra sé contro questo personaggio all'inizio del cap. XVII, specie per il particolare della lettera di <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> che, nel colorito racconto del commerciante, è diventato un "fascio" di carte che svelavano la "cabala" degli intrighi internazionali dietro alla sommossa. Padre Cristoforo, dopo aver appreso che <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> è ricercato dalla giustizia in seguito al <a href="https://promessisposi.weebly.com/tumulto-di-s-martino.html">tumulto</a> di S. Martino, scrive al padre Bonaventura per avere ragguagli (il cappuccino non saprà dirgli nulla).</li><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''La descrizione di ambiente''</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-08-03 09:28:53 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo narra la conclusione della fuga di <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> dal territorio di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>, con il cammino notturno verso l'<a href="https://promessisposi.weebly.com/adda.html">Adda</a> che risulta la parte più difficile e insidiosa del viaggio, non tanto per i pericoli materiali ma per l'angoscia interiore che il giovane deve affrontare nel bosco. Renzo si dimostra in questo episodio un vero "eroe cercatore", che affronta la strada e i pericoli che essa presenta, mostrando spirito d'iniziativa e una buona dose di coraggio (specie nel trovare il cammino al buio e nel decidere poi di non tentare il guado perché troppo rischioso, passando la notte nel capanno).&nbsp;</li><li>Nel <strong>soliloquio</strong> iniziale Renzo ripensa alle assurde calunnie che il mercante ha detto su di lui all'osteria di Gorgonzola, immaginando di spiegare all'interlocutore le sue ragioni: insiste soprattutto sul fatto di aver agito a fin di bene e di essere finito nei guai per questo, ripromettendosi di essere più prudente in avvenire (viene ridicolizzata anche la trasformazione della lettera di <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> in un "fascio" di carte, come il fatto che essa conterrebbe la "cabala" della rivolta, poiché è la lettera di un religioso a un altro frate). Il discorso di Renzo è un esempio di retorica popolare, non privo di una certa efficacia.</li><li>Il barcaiolo che traghetta Renzo sull'altra sponda dell'Adda è una figura analoga a quello che ha trasportato lui e le due donne in fuga dal <a href="https://promessisposi.weebly.com/paese-di-renzo-e-lucia.html">paese</a> (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-viii.html">cap. VIII</a>), con la differenza che quello agiva per spirito caritatevole e in modo disinteressato, questo svolge abitualmente un tale servizio in cambio di denaro.</li><li>Compare finalmente il personaggio di <a href="https://promessisposi.weebly.com/bortolo.html">Bortolo Castagneri</a>, il cugino di Renzo emigrato nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/bergamo.html">Bergamasco</a> che si mostra subito sollecito nel dare asilo e lavoro al giovane fuggiasco. Il discorso con cui illustra i provvedimenti assunti dalla città di Bergamo e dal senato veneziano per alleviare le sofferenze della <a href="https://promessisposi.weebly.com/carestia.html">carestia</a> è importante, perché mostra il modello economico privilegiato da Manzoni (fondato sul libero commercio e la circolazione delle merci, senza dazi doganali) ed è polemicamente contrapposto alla politica insensata delle autorità milanesi, con l'imposizione del calmiere sul prezzo del pane.&nbsp;</li><li>Il termine "baggiani" con cui i Bergamaschi chiamano i Milanesi corrisponde al lombardo <em>bagiann</em>, "sciocco", e ciò che Bortolo spiega a Renzo si rifà a un'usanza ancora attiva al tempo di Manzoni in quei territori. Dalla parola è derivato l'italiano "baggianata", che significa appunto "sciocchezza".</li><li>Col cap. XVII si conclude un ampio tratto di narrazione (iniziato alla fine del <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xi.html">cap. XI</a>) che ha descritto le vicissitudini di Renzo dopo la fuga dal paese e che ha visto lui solo tra i personaggi principali sulla scena; dal successivo inizierà un altro gruppo di capitoli dedicati alle tribolazioni di Lucia (XVIII-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvii.html">XXVII</a>), mentre Renzo farà la sua ricomparsa solo nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvi.html">XXVI</a> quando dovrà trasferirsi in un altro paese e assumere il falso nome di <strong>Antonio Rivolta</strong>.</li></ul><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-08-03 09:41:03 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>- Con questo capitolo si chiude la parentesi narrativa dedicata alle disavventure di <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xi.html">XI</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xvii.html">XVII</a>) e se ne apre un'altra che racconterà le tribolazioni di <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a>, destinata a chiudersi nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvi.html">cap. XXVI</a>: tornano in scena quasi tutti i personaggi principali della vicenda, mentre l'autore usa la tecnica già vista del flashback per spiegare fatti avvenuti in precedenza (il ritorno a casa di <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a> e la partenza di <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>). Da questo momento il ritmo narrativo subirà un'accelerazione, dal momento che nei primi diciassette capitoli sono state narrate le vicende di soli cinque giorni e mezzo, dal 7 al 13 novembre 1628, mentre da qui in poi la narrazione diventerà più distesa e la seconda parte del romanzo coprirà un arco di tempo di circa due anni.<br>- Si conferma che il motivo principale che spinge don Rodrigo a perseguitare Lucia è soprattutto il puntiglio cavalleresco, il timore di essere sbeffeggiato e deriso dagli altri amici nobili: stimolo potente a non rinunciare all'impresa è il conte Attilio, il quale, dopo aver vinto la famosa scommessa, prende il capriccio del cugino come oggetto di sciocco e frivolo divertimento, al punto da coinvolgere addirittura lo <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-zio.html">zio</a> membro del governo di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>. - - Don Rodrigo si decide alla fine a chiedere l'aiuto dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, che comparirà nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xx.html">cap. XX</a> e diventerà uno dei personaggi centrali nello sviluppo della vicenda.<br>- L'autore spiega come <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a> stia stringendo un rapporto più che affettuoso con Lucia, la quale a sua volta trae consolazione dai suoi colloqui con la "Signora": ciò anticipa il terribile dilemma cui si troverà di fronte la monaca quando il suo amante <a href="https://promessisposi.weebly.com/egidio.html">Egidio</a>, nel cap. XX, le chiederà di collaborare al rapimento della giovane, richiesta alla quale essa dovrà forzatamente obbedire.</div><ul><li>LETTURA IN CLASSE di passi scelti</li><li>LABORATORIO: vai su Weschool, ''Il bozzetto''</li></ul><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-20 17:13:51 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo è diviso in due parti, la prima delle quali mostra le trame con cui il <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-zio.html">conte zio</a> fa in modo di allontanare <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> da <a href="https://promessisposi.weebly.com/pescarenico.html">Pescarenico</a>, mentre la seconda è dedicata al ritratto dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, il personaggio che entrerà in scena nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xx.html">cap. XX</a> e che svolgerà un ruolo centrale nelle successive vicende del romanzo. L'episodio si concentra interamente sulle trame dei "malvagi" per ottenere i loro scopi.</li><li>Il colloquio tra il conte zio e il <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-provinciale.html">padre provinciale</a> dei cappuccini è un piccolo capolavoro di retorica, che mostra i giri di parole, le allocuzioni, le insinuazioni e l'arte della simulazione di cui si sostanzia la politica, cosa che Manzoni naturalmente condanna. L'autore mostra in azione l'uomo politico e gli fa esprimere tutte le qualità negative che aveva descritte nella sua presentazione avvenuta nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xviii.html">cap. XVIII</a>, prima dell'incontro col conte <a href="https://promessisposi.weebly.com/conte-attilio.html">Attilio</a>.</li><li>Padre Cristoforo accetta con rassegnazione e umiltà l'ordine di lasciare Pescarenico, rammaricandosi di non poter più aiutare i suoi protetti ma confidando nell'aiuto di Dio del quale lui è stato un semplice esecutore: non riapparirà più nelle vicende del romanzo, sino al <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxv.html">cap. XXXV</a> quando <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> lo troverà durante la <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a> al <a href="https://promessisposi.weebly.com/lazzaretto.html">lazzaretto</a>, dove ha chiesto di essere mandato per accudire i malati. Ovviamente la sequenza che narra la sua partenza, così come il dialogo tra il conte zio e il padre provinciale, è un <em>flashback </em>rispetto al colloquio tra <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a> e <a href="https://promessisposi.weebly.com/fra-galdino.html">fra Galdino</a> nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xviii.html">cap. XVIII</a>.</li><li>La seconda parte del capitolo è quasi interamente dedicata al ritratto dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, il potente bandito la cui identità non viene rivelata ma che certamente richiama la figura storica di <strong>Francesco Bernardino Visconti</strong>: l'autore traccia la sua biografia facendo risaltare la sua sinistra grandiosità e sottolineando nel finale la differenza tra lui e don Rodrigo, malvagio di mezza tacca che ricorre al suo aiuto per riuscire a spuntarla in un'impresa troppo rischiosa, ma che non tiene a pubblicizzare la sua amicizia col famoso criminale in quanto desideroso di avere dalla sua parte i poteri pubblici e la giustizia.</li><li>L'innominato compariva già nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/fermo-e-lucia.html"><em>Fermo e Lucia</em></a>, col nome però di <strong>Conte del Sagrato </strong>che gli era stato affibbiato dopo il brutale omicidio di un uomo sul sagrato di una chiesa: l'episodio era descritto con ampiezza di particolari macabri e nella redazione definitiva del romanzo è stato eliminato</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-20 17:55:08 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>- La descrizione iniziale del <a href="https://promessisposi.weebly.com/castello-innominato.html">castello</a> dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a> è uno dei passi più celebri del romanzo e mostra il luogo sinistro come il "nido di aquila" in cui il bandito vive nella sua solitudine feroce e come una fortezza inespugnabile dove l'uomo consuma i suoi delitti senza avere nessuno sopra di sé, dominando anche fisicamente la regione circostante. È stato osservato che la tana del potente bandito suscita un'impressione ben più imponente del modesto <a href="https://promessisposi.weebly.com/palazzo-di-don-rodrigo.html">palazzo</a> di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a>, descritto nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-v.html">cap. V</a> come un piccolo fortilizio dall'aspetto trasandato e decadente.<br>- I nomi dei <a href="https://promessisposi.weebly.com/bravi.html">bravi</a> che accompagnano don Rodrigo sono molto espressivi e ad alcuni critici ricordano quelli dei demoni Malebranche che compaiono nei canti XXI-XXII dell'<em>Inferno </em>dantesco: il Tiradritto aveva già accompagnato il <a href="https://promessisposi.weebly.com/griso.html">Griso</a> a <a href="https://promessisposi.weebly.com/monza.html">Monza</a>, mentre lo Squinternotto ("squinternato") e il Tanabuso (deformazione dialettale di "tarabuso", un uccello rapace) compaiono in alcune gride del XVII secolo.<br>- Il colloquio tra don Rodrigo e l'innominato è riassunto in un sintetico discorso indiretto, mentre nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/fermo-e-lucia.html"><em>Fermo e Lucia</em></a> era assai più ampio e infarcito di termini spagnoleggianti con cui il signorotto lusingava il potente alleato, e ai quali l'uomo rispondeva con un atteggiamento di sprezzante superiorità: la scena, piuttosto forzata e poco convincente sul piano narrativo, venne quasi del tutto eliminata nella redazione definitiva del romanzo.<br>- Apprendiamo che <a href="https://promessisposi.weebly.com/egidio.html">Egidio</a>, l'amante di <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a> già protagonista dell'assassinio della <a href="https://promessisposi.weebly.com/conversa.html">conversa</a> narrato nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-x.html">cap. X</a>, è complice dell'innominato e ciò risulterà decisivo nel convincere la "Signora" a tradire <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> e consegnarla nelle mani dei suoi rapitori: come già in precedenza, viene sottolineato il carattere debole della monaca, la quale, pur inorridita all'idea di fare del male alla ragazza, non riesce ad opporsi al suo amante e maestro di delitti, alla cui "scola infernale" ha imparato a mentire e ingannare chi si fida di lei (delicata e terribile la similitudine con il pastore che accarezza la pecora prima di consegnarla al macellaio, che qualifica Lucia come personaggio puro e innocente a fronte della perversità di Gertrude). Rispetto al <a href="https://promessisposi.weebly.com/fermo-e-lucia.html"><em>Fermo e Lucia</em></a>, in cui il dialogo con Egidio era narrato con abbondanza di particolari e riferimenti al delitto della suora, qui esso è riassunto in una frase ("le impose... il sagrifizio dell'innocente che aveva in custodia").<br>- Il vero protagonista dell'episodio è l'innominato, già preda di dubbi e angosce prima di incontrare don Rodrigo e poi sempre più incerto sul compimento di quest'impresa scellerata, che è sul punto di abbandonare più volte (l'autore prepara il terreno alla crisi di coscienza e al ravvedimento dei capp. successivi, che sarebbero poco credibili se non fossero il frutto di una lenta maturazione interiore). L'uomo è tormentato soprattutto dall'idea della morte inevitabile, che diventa quasi la costante di tutti i suoi pensieri (anche la carrozza che osserva dalla finestra è detta avanzare "col passo della morte") e insinua in lui il timore di un giudizio divino che sente come ineluttabile.<br>- Il <a href="https://promessisposi.weebly.com/nibbio.html">Nibbio</a>, il luogotenente dell'innominato, cui il bandito affida il compito di rapire Lucia, è un bravo ''anomalo'': avrà una parte non secondaria nell'aggravare i dubbi morali del suo padrone (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxi.html">cap. XXI</a>); inoltre già durante il rapimento mostra un lato "umano" sconosciuto agli altri <a href="https://promessisposi.weebly.com/bravi.html">bravi</a>, cercando di rincuorare Lucia come poi farà lo stesso innominato.<br>- Il personaggio della <a href="https://promessisposi.weebly.com/vecchia-del-castello.html">vecchia</a> è forse una delle "macchiette" più riuscite del romanzo ed è, al tempo stesso, una delle figure più negative e odiose: servile e sottomessa al suo padrone, ha perso qualunque remora di tipo morale e mostra un egoismo e un attaccamento alle cose materiali senza pari, specie quando si renderà conto che l'innominato prova compassione per Lucia (è talmente grottesca nei suoi atteggiamenti che non solo non farà coraggio alla giovane come le è stato ordinato, ma le incuterà ancora più timore).<br>- Il <em>topos</em> del rapimento della fanciulla innocente ad opera di un malvagio prevaricatore <strong>non</strong> è invenzione del Manzoni ma giunge a lui attraverso una tradizione più che secolare, che ha le sue origini in celebri episodi del mito classico come il <em>ratto di Europa</em> e di altre figure femminili ad opera di Giove, nonché in quello di <em>Proserpina</em> compiuto dal dio degli inferi Plutone: in tutti i casi si tratta di fanciulle indifese vittime di un gesto brutale di prepotenza sessuale, in particolare Proserpina che Ovidio nelle <em>Metamorfosi</em> (V, 385 ss.) presenta poco più grande di una bambina, strappata crudelmente alla madre Cerere mentre è intenta a cogliere fiori in un prato, il che sembra una chiara allusione al timore dei popoli antichi che le giovani figlie venissero rapite da predoni stranieri durante le loro scorribande (pericolo un tempo estremamente concreto). Lo stesso motivo è in fondo richiamato anche dalla leggenda del <em>ratto delle Sabine compiuto dai Romani.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-20 20:48:23 UTC</pubDate>
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         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Qualche osservazione sul capitolo: </strong></div><ul><li>Il capitolo rappresenta un punto di svolta nella vicenda del romanzo, poiché in seguito all'incontro fra <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> e l'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, quest’ultimo matura il <strong>ravvedimento</strong> che porterà alla sua conversione e alla successiva liberazione della giovane (dunque il bene inizia a prevalere sul male e i piani di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a> vanno a monte), d'altro canto Lucia pronuncia il voto di verginità che in seguito costituirà un grave ostacolo al suo ricongiungimento a <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> e che verrà sciolto da <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a> solo nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxvi.html">cap. XXXVI</a>.</li><li>L'episodio ha una <strong>posizione</strong> <strong>centrale</strong> nella struttura del libro ed è evidente che solo l'intervento della Provvidenza divina consente un felice scioglimento della vicenda di Lucia, poiché essa illumina l'anima del bandito attraverso le preghiere della giovane prigioniera.</li><li>Il momento saliente del capitolo è ovviamente la <strong>duplice</strong> <strong>notte</strong> <strong>angosciosa</strong> <strong>vissuta</strong> <strong>da</strong> <strong>Lucia</strong> <strong>e</strong> <strong>dall'innominato</strong>, che avendo cause diverse si chiude anche in modo opposto: la ragazza trova conforto nel voto pronunciato alla Vergine e riesce alla fine a prendere sonno, invece il bandito è oppresso dalla coscienza dei crimini compiuti ed è in preda alla più tetra disperazione, sfiorando l'idea del suicidio (lo trattiene, tra gli altri, il dubbio che forse c'è una vita oltre la morte e un giudizio divino). Ancora una volta la notte viene presentata come momento di inquietudine e incertezza per un personaggio, come già avvenuto per Renzo durante la fuga (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xvii.html">cap. XVII</a>) e come accadrà per don Rodrigo ammalato di peste (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxiii.html">XXXIII</a>). </li><li>La notte tragica dell'innominato è una delle pagine più famose del romanzo, un raro esempio di finezza psicologica e verosimiglianza nel descrivere il rovello interiore che non dà pace al bandito e lo porta alla disperazione: il capitolo si conclude con un'atmosfera di "sospensione", nel momento in cui il bandito sente lo <strong>scampanio</strong> e vede i fedeli che accorrono dal cardinal <a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html">Borromeo</a>, la cui presenza nel vicino paese verrà spiegata all'inizio del <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxii.html">cap. XXII</a> (sarà l'incontro con il prelato a compiere il ravvedimento morale intrapreso dall'innominato, poiché solo attraverso il confronto con un uomo che ha fama di santo il bandito arriverà a chiedere perdono a Dio per i suoi orrendi peccati).</li><li>La disperazione di Lucia prigioniera nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/castello-innominato.html">castello</a> è parsa ad alcuni interpreti eccessiva, così come la frettolosa decisione di pronunciare il voto con cui di fatto rinuncia al suo amore per Renzo: l'episodio ha un'indubbia funzione narrativa, poiché pone un ulteriore ostacolo sulla strada della felicità dei due promessi, ma è in fondo coerente col personaggio di Lucia quale è apparso finora, ovvero quello di una giovane religiosissima e piena di verecondia e timore (lo stesso <a href="https://promessisposi.weebly.com/nibbio.html">Nibbio</a> l'aveva definita "un pulcin bagnato che basisce per nulla", <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xx.html">cap. XX</a>), senza contare che la prospettiva di finire nelle mani di don Rodrigo la riempie di terrore (a <a href="https://promessisposi.weebly.com/gertrude.html">Gertrude</a> aveva detto di preferire la morte piuttosto che "cader nelle sue mani", <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-ix.html">cap. IX</a>). </li><li>Il Nibbio gioca un ruolo secondario ma decisivo, per certi versi, nel ravvedimento dell'innominato: dice infatti al padrone che Lucia gli ha fatto <strong>compassione</strong>, provocando lo <strong>stupore</strong> del bandito e suscitando in lui la curiosità di incontrare la prigioniera, fatto che provocherà poi la sua angoscia e il successivo pentimento. Diversa invece la parte della <a href="https://promessisposi.weebly.com/vecchia-del-castello.html">vecchia</a>, già apparsa nel cap. precedente e vera macchietta comica: succube del suo padrone, fa di tutto per obbedirgli anche se in modo goffo e involontariamente ridicolo, mentre mostra un attaccamento quasi animalesco per i suoi bisogni materiali (soprattutto il cibo e le comodità).</li><li>La frase "tu non dormirai", che l'innominato crede di sentirsi rivolgere dall'immagine di Lucia tremante all'inizio della sua notte angosciosa, si ispira al <em>Macbeth </em>di W. Shakespeare, in cui il protagonista (Atto II, scena II) dopo aver assassinato re Duncan crede di sentire una voce che gli dice <em>"Sleep no more!"</em> (non dormirai più). La tragedia era citata da Manzoni anche nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-iv.html">cap. IV</a>, nella descrizione del <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-di-lodovico.html">padre</a> di Lodovico che vedeva comparire nella sua memoria il passato di mercante così come Macbeth vedeva "l'ombra di Banco".</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 07:43:28 UTC</pubDate>
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         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Qualche osservazione sul capitolo:</strong></div><ul><li>La prima parte del capitolo è dedicata all'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, in preda ai rimorsi per la sua vita delittuosa, che decide di recarsi dal cardinal <a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html">Borromeo</a> in visita pastorale al vicino paese: l'autore interrompe poi la narrazione per aprire una <strong>lunga</strong> <strong>digressione</strong> sulla biografia del personaggio storico, che occupa interamente il capitolo e che il lettore è invitato a saltare qualora volesse riprendere il racconto degli avvenimenti del romanzo (Manzoni si serve della similitudine del viandante stracco e tristo);</li><li>Il cardinale apparirà direttamente sulla scena solo nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxiii.html">cap. XXIII</a> e in seguito non mancheranno accenni alla sua attività pastorale, specie in riferimento alla <a href="https://promessisposi.weebly.com/carestia.html">carestia</a> e all'epoca della <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a>;</li><li>La biografia del cardinale è ricca di elogi e tende a mostrare il personaggio in una luce positiva ed edificante, al punto che alcuni interpreti l'hanno giudicata leziosa e ai limiti del <strong>racconto</strong> <strong>agiografico</strong>: in realtà Manzoni intende dimostrare, attraverso l'esempio altissimo del prelato, come una vita possa essere spesa al servizio del prossimo ed essere illuminata dalla Grazia e dal Vangelo, dimostrando tra l'altro spiccate virtù in un secolo (il Seicento) dominato da difetti diametralmente opposti (l'umiltà contro l'orgoglio nobiliare, la frugalità contro lo sfarzo, la cura della pulizia contro il sudiciume). Le fonti storiche dell'autore sono l'<em>Historia patria</em> di G. Ripamonti e la <em>Vita di Federigo Borromeo</em> di F. Rivola, scritti che ricordano l'incontro tra il cardinale e l'innominato;</li><li>Tra i molti meriti del Borromeo vi è senza dubbio la <strong>fondazione</strong> nel 1607 della <strong>Biblioteca</strong> <strong>Ambrosiana</strong>, che nel 1609 fu tra le prime ad essere aperte al pubblico con una sala di lettura: a tutt'oggi è una delle più prestigiose al mondo e conta qualcosa come 35.000 manoscritti, inoltre conserva il <em>Codice atlantico</em> di Leonardo Da Vinci e numerosi autografi di autori fra cui Petrarca, Boccaccio, Ariosto e lo stesso Manzoni. Il romanziere vi consultò molti volumi e si documentò sulla storia del XVII secolo, raccogliendo materiale per i <em>Promessi sposi;</em></li><li>La figura del cardinale è dichiaratamente ispirata al personaggio storico di Federigo Borromeo (1564-1631), il patriarca milanese cugino di S. Carlo e venerato nel XVII secolo come un santo egli stesso;</li><li>Nel finale del capitolo Manzoni accenna in modo velato al fatto che il Borromeo abbracciò alcune opinioni comuni al suo secolo, in quanto <strong>promosse</strong> alcuni <strong>processi</strong> per <strong>stregoneria</strong> e, soprattutto, <strong>credette</strong> alla diceria degli <strong>untori</strong>: l'allusione è assai reticente e viene motivata da alcuni critici con la volontà da parte del romanziere di sfumare l'impressione negativa sul cardinale, il cui personaggio viene mostrato in una luce del tutto positiva e con un <strong>alone</strong> di <strong>santità</strong>, specie nelle successive vicende che porteranno alla conversione dell'innominato. Altrettanto velato, anche se con una certa ironia, l'accenno all'oblio in cui sono cadute le molte opere scritte dal Borromeo, poiché Manzoni lascia intendere che esse partecipano della vacuità della <a href="https://promessisposi.weebly.com/cultura.html">cultura</a> secentesca e sono perciò state dimenticate (lo scrittore ricorre allo stesso espediente già usato nell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/introduzione.html">Introduzione</a> per evitare ulteriori spiegazioni circa le scelte linguistiche del romanzo, ovvero il non voler tediare il lettore con lunghi discorsi).</li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-28 07:21:24 UTC</pubDate>
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         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Qualche osservazione sul capitolo:</strong></div><ul><li>Il capitolo riprende la narrazione degli eventi dopo la pausa del <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxii.html">cap. XXII</a>, occupato quasi interamente dalla biografia del cardinal <a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html">Borromeo</a>;</li><li> l'episodio è diviso in due parti:</li></ul><ol><li>la prima delle quali descrive il confronto tra Federigo e l'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a> che porta alla conversione del bandito</li><li>la seconda ha per protagonista <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-abbondio.html">don Abbondio</a> ed ha risvolti decisamente più umoristici, facendo da contrappunto ai toni drammatici di quanto narrato nei capp. precedenti. Il curato torna in scena dopo una lunga assenza, dal momento che era apparso l'ultima volta direttamente nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-viii.html">cap. VIII</a> ed era stato citato nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xi.html">cap. XI</a>;</li></ol><ul><li>Il drammatico confronto tra il bandito e il cardinale è il momento centrale del capitolo e, in un certo senso, dell'intero romanzo, poiché grazie alla conversione dell'innominato <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> verrà liberata e i piani criminosi di <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html">don Rodrigo</a> saranno sventati: il dialogo mette di fronte due personaggi di altissima statura morale, ovvero un vescovo amato dal popolo per la sua fama di santità e un malfattore famigerato per i suoi crimini, anche se in preda a una terribile crisi di coscienza e in cerca di risposte alla sua ansia interiore. L'episodio è rappresentato dall'autore con toni elevati e, tuttavia, senza eccedere nel patetico o nei risvolti stucchevoli, in quanto la conversione del bandito viene descritta come il momento finale di un percorso interiore iniziato tempo prima e giunge alla conclusione attraverso l'incontro decisivo col prelato, che qui appare come un provvidenziale inviato di Dio. Federigo assume un <strong>atteggiamento</strong> <strong>paterno</strong> e <strong>benevolo</strong> verso l'innominato, <strong>senza</strong> <strong>usare</strong> un <strong>tono</strong> <strong>predicatorio</strong> o di <strong>superiorità</strong> ma, anzi, sforzandosi di mettersi sullo stesso piano della "pecorella smarrita" con autentico spirito evangelico;</li><li>Don Abbondio viene nuovamente presentato dall'autore con le consuete caratteristiche della paura e dell'egoismo, per cui il curato resta <strong>insensibile</strong> alla <strong>straordinaria</strong> <strong>conversione</strong> dell'innominato e si preoccupa solamente per se stesso, tentando anche goffamente di sottrarsi alle sue responsabilità. Memorabile è il suo "monologo interiore" durante il viaggio verso il <a href="https://promessisposi.weebly.com/castello-innominato.html">castello</a> in compagnia del bandito, che anticipa quello di tono simile di cui sarà protagonista nel viaggio di ritorno, nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxiv.html">cap. XXIV</a>. </li><li>La donna inviata nella lettiga per consolare <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> è la <a href="https://promessisposi.weebly.com/moglie-del-sarto.html">moglie</a> del <a href="https://promessisposi.weebly.com/sarto.html">sarto</a> del paese, che ospiterà la giovane e <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a> nei giorni seguenti (capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxiv.html">XXIV</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxv.html">XXV</a>).</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-28 07:55:08 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo, <strong>tra i più lunghi e narrativamente complessi del romanzo</strong>, conclude il racconto della conversione dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a> mostrando la liberazione di <a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html">Lucia</a> dal <a href="https://promessisposi.weebly.com/castello-innominato.html">castello</a> e la sua ricongiunzione con la madre <a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html">Agnese</a>, che la raggiunge nella casa del <a href="https://promessisposi.weebly.com/sarto.html">sarto</a> dopo che il cardinal <a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html">Borromeo</a> l'ha mandata a chiamare. <strong>L'episodio è uno snodo fondamentale nella vicenda, dal momento che d'ora in avanti Lucia sarà al sicuro dalla persecuzione di </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html"><strong>don Rodrigo</strong></a><strong> </strong>(verrà infatti ospitata a <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a> da <a href="https://promessisposi.weebly.com/donna-prassede.html">donna Prassede</a> e <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-ferrante.html">don Ferrante</a>, come verrà spiegato nei capp. seguenti), ma non potrà comunque riunirsi a <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> per la sua "latitanza" nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/bergamo.html">Bergamasco</a> e la vicenda del voto, di cui la giovane inizialmente si rammarica e che in ogni caso tiene nascosto alla madre (glielo dirà solo nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvi.html">cap. XXVI</a>);</li><li>Tra i protagonisti del capitolo spicca la figura del <a href="https://promessisposi.weebly.com/sarto.html"><strong>sarto</strong></a>, <strong>personaggio minore ma delineato con tratto felice dall'autore e che rappresenta insieme alla </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/moglie-del-sarto.html"><strong>moglie</strong></a><strong> una famiglia fondata sull'amore e la solidarietà, nonché su solidi valori umani che nel romanzo contrappongono i popolani e gli abitanti del contado ai nobili e agli abitanti delle città</strong>. Il sarto è anche una figura bonariamente comica, specie per il modo un po' goffo con cui si vanta di saper leggere e di essere un uomo "dotto", salvo poi non saper mettere insieme due parole di fronte alla presenza imponente del cardinale;</li><li>Agnese, colpita dai modi benevoli del cardinale e stizzita per il comportamento di <strong>don Abbondio, che le ha intimato di non dir nulla al suo superiore del matrimonio non celebrato, si sfoga rivelando al Borromeo le mancanze del curato </strong>(ciò sarà oggetto dei rimproveri del prelato a don Abbondio, nei capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxv.html">XXV</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvi.html">XXVI</a>). Anche Lucia confessa il "matrimonio a sorpresa" nonostante le occhiatacce della madre, ma Federigo ha parole di grande comprensione per lei (la sua colpa è ben lieve a paragone dell'infame persecuzione di cui è stata oggetto;</li><li>Il finale dell'episodio è dedicato all'innominato che rivela ai suoi <a href="https://promessisposi.weebly.com/bravi.html">bravi</a> la propria conversione e li invita a scegliere se restare o rimanere, andando poi a dormire e riuscendo a prendere sonno a differenza della notte precedente, narrata con efficacia nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxi.html">cap. XXI</a>. Dopo circa un anno, il sarto dirà a don Abbondio (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxix.html">XXIX</a>) che la maggior parte degli sgherri ha cambiato padrone, mentre l'autore si dilungherà sulla vita onesta e caritatevole di cui l'ex-bandito ha dato prova dopo la sua conversione;</li><li>Lettura parti scelte (La liberazione di Lucia)</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-11 06:32:46 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Il capitolo è il primo di un "<strong>trittico</strong>" (formato anche dai capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvi.html">XXVI</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvii.html">XXVII</a>) che funge da <strong>raccordo </strong>con l'ultima parte del romanzo, introdotta dall'affresco storico della <a href="https://promessisposi.weebly.com/carestia.html">carestia</a> e della successiva calata del Lanzichenecchi (capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxviii.html">XXVIII</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxx.html">XXX</a>) e poi dallo scoppio della <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a> nel Milanese (capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxi.html">XXXI</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxii.html">XXXII</a>). <strong>Nella prima parte dell'episodio è narrato il ritorno di </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/lucia.html"><strong>Lucia</strong></a><strong> e </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/agnese.html"><strong>Agnese</strong></a><strong> al </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/paese-di-renzo-e-lucia.html"><strong>paese</strong></a><strong>, in concomitanza con la visita pastorale del cardinal </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/federigo-borromeo.html"><strong>Borromeo</strong></a><strong> e in preparazione della nuova separazione delle due donne, poiché Lucia si recherà poi a </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html"><strong>Milano</strong></a>; la seconda parte è occupata dal colloquio del cardinale con <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-abbondio.html">don Abbondio</a>, che viene rimproverato dal superiore per le sue mancanze;</li><li>All'inizio del capitolo <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-rodrigo.html"><strong>don Rodrigo</strong></a><strong> lascia il paese per recarsi a Milano, irritato degli sviluppi imprevisti della vicenda e per evitare di dover omaggiare il cardinale</strong>: non riapparirà più nelle vicende del romanzo, sino all'inizio del <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxiii.html">cap. XXXIII</a> quando si scoprirà ammalato di peste. La sua partenza è ironicamente paragonata dall'autore a quella di <strong>Catilina </strong>da Roma, similitudine in cui è evidente la sproporzione tra i due personaggi;</li><li>Fanno la loro apparizione nel romanzo <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-ferrante.html">don Ferrante</a> e <a href="https://promessisposi.weebly.com/donna-prassede.html">donna Prassede</a>, i due nobili milanesi che ospiteranno Lucia nella loro casa per tutta l'ultima parte della vicenda: del primo ci verrà fornito un ironico ritratto nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxvii.html">cap. XXVII</a>, mentre della nobildonna ci viene detto subito che si sente in dovere di "fare del bene" a tutti per puntiglio personale, spesso in maniera grottesca e inopportuna (lo si vedrà anche con Lucia, quando tenterà di toglierle dalla testa <a href="https://promessisposi.weebly.com/renzo.html">Renzo</a> finendo per alimentare nella giovane la nostalgia e il ricordo del suo innamorato). La ragazza resterà nella loro casa sino allo scoppio dell'epidemia di <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a> e Renzo la cercherà lì in occasione del suo ritorno a Milano (<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxiv.html">cap. XXXIV</a>);</li><li>Lettura di passi scelti (Don Rodrigo fugge a Milano; Ritratto di Don Ferrante e Donna Prassede)</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-11 06:39:45 UTC</pubDate>
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         <title>Qualche osservazione sul capitolo:</title>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Lucia rivela finalmente alla madre il voto pronunciato durante la sua prigionia al <a href="https://promessisposi.weebly.com/castello-innominato.html">castello</a> dell'<a href="https://promessisposi.weebly.com/innominato.html">innominato</a>, in base al quale la ragazza non può più sposare Renzo: il voto non è valido, ma la cosa è ignorata dalle due donne e la stessa Agnese si guarda bene dal dissuadere dalla figlia da un impegno che considera sacro (Lucia non vuole che se parli ad anima viva e questo è il motivo per cui non saprà della nullità della promessa fino a quando glielo spiegherà <a href="https://promessisposi.weebly.com/padre-cristoforo.html">padre Cristoforo</a>, nel <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxvi.html">cap. XXXVI</a>).  È questo l'ultimo incontro fra madre e figlia, che potranno riabbracciarsi solo nel capitolo finale dopo le traversie dovute alla <a href="https://promessisposi.weebly.com/peste.html">peste</a>;</li><li>Apprendiamo che Renzo ha dovuto lasciare il paese del cugino <a href="https://promessisposi.weebly.com/bortolo.html">Bortolo</a> e assumere per qualche tempo la falsa identità di <strong>Antonio Rivolta</strong>, tutto a causa delle ricerche (sia pure molto blande e destinate a restare senza esito) delle autorità della Repubblica sul suo conto: tutto nasce dalle pressioni politiche del governatore <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-gonzalo.html">don Gonzalo</a> sul rappresentante diplomatico di Venezia a <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>, dovute non certo a una personale persecuzione nei confronti del giovane, ma  per un complesso gioco politico legato alla <a href="https://promessisposi.weebly.com/guerra-di-mantova.html">guerra</a> di Mantova e del Monferrato in cui Renzo si è trovato casualmente implicato. Assolutamente ironico e sproporzionato il paragone tra il giovane filatore in fuga e <strong>Annibale Barca</strong>, il grande nemico di Roma perseguitato molto tempo dopo la fine della guerra con Cartagine;</li><li>Lettura passi scelti (Lucia svela ad Agnese il voto di castità)</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-11 06:51:52 UTC</pubDate>
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         <author>posta_bancodigitale</author>
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         <description><![CDATA[<div>- È la<strong> terribile epidemia</strong> che si scatenò nel<strong> Nord Italia tra il 1630 e il 1631</strong>, decimando la popolazione e infuriando con particolare virulenza nella città di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a>, allora tra le più popolose della regione: è descritta nelle pagine finali del romanzo, in particolare nei capp. <a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxi.html">XXXI</a>-<a href="https://promessisposi.weebly.com/capitolo-xxxii.html">XXXII</a> interamente occupati da una <strong>digressione storica</strong> che ricostruisce la <strong>diffusione del morbo e le sue drammatiche conseguenze</strong>. L'epidemia si propagò facilmente anche grazie allo <strong>stato di estrema povertà e privazione in cui il popolo si trovava dopo due anni di terribile </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/carestia.html"><strong>carestia</strong></a>, <strong>e in seguito a movimenti di truppe e saccheggi avvenuti nell'ambito della </strong><a href="https://promessisposi.weebly.com/guerra-di-mantova.html"><strong>guerra</strong></a><strong> per la successione di Mantova, che vedeva la Spagna opposta alla Francia</strong>;<br>-<strong> Il contagio fu portato in Lombardia dalla discesa delle truppe tedesche</strong> al comando di Albrecht von Wallenstein, che penetrarono dalla Valtellina dirette a Mantova per porre l'assedio alla città e <strong>nelle cui fila covava da tempo la peste in forma endemica. </strong>Le autorità sanitarie di <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a> nutrivano forti timori che il passaggio delle soldatesche potesse diffondere la malattia, cosicché Alessandro Tadino, allora membro del Tribunale di Sanità e autore in seguito di un <em>Ragguaglio</em> più volte citato da Manzoni come fonte, rappresentò al governatore milanese <a href="https://promessisposi.weebly.com/don-gonzalo.html">don Gonzalo</a> Fernandez de Cordoba il rischio incombente sulla città chiedendo provvedimenti di prevenzione, ma l'uomo politico rispose che la discesa delle truppe era dovuta a esigenze belliche imprescindibili e che bisognava confidare nella Provvidenza;<br>- I cronisti dell'epoca si affannarono a citare il nome del soldato che, entrando a <a href="https://promessisposi.weebly.com/milano.html">Milano</a> con un fagotto di vesti comprate dai fanti tedeschi, contribuì a diffondervi il mortale contagio: si trattava di un certo Pietro Antonio Lovato, che alloggiava in casa di suoi parenti presso Porta Orientale e, ammalatosi, morì tre giorni dopo all'ospedale dove fu ricoverato. Sul suo corpo fu riscontrata la presenza di un <strong>bubbone sotto un'ascella</strong>, segno inconfondibile della malattia, così il Tribunale di Sanità ordinò di bruciare tutte le sue suppellettili e di internare al <a href="https://promessisposi.weebly.com/lazzaretto.html">lazzaretto</a> le persone che erano entrate in contatto con lui, anche se questo rallentò e non impedì la diffusione del morbo. L'epidemia crebbe lentamente e ci furono casi sporadici di peste in città tra la fine del 1629 e i primi mesi del 1630, senza che questo allarmasse più di tanto le autorità milanesi o impedisse i festeggiamenti per il carnevale, mentre il popolo continuava a ignorare la realtà attribuendo i decessi a febbri malariche o altre malattie. Per ordine del Tribunale venivano costretti alla quarantena nel lazzaretto tutti i malati o le persone sospette, il che spingeva molti a nascondere i casi di peste e i decessi (la cosa contribuì al propagarsi dell'epidemia), mentre la voce popolare accusava di incompetenza e connivenza col Tribunale stesso quei medici che si erano adoperati per fronteggiare l'emergenza: fra questi il Tadino e Senatore Settala figlio del protofisico Lodovico, che venivano accolti con insulti e sassate dalla folla di Milano e accusati di diffondere voci infondate sulla peste per dare lavoro alla Sanità;<br>- La paura per il contagio che mieteva vittime sempre più numerose in città fece nascere nella moltitudine nuovi pregiudizi e iniziò così a diffondersi <strong>l'assurda credenza che alcuni uomini spargessero appositamente unguenti venefici per propagare la peste, personaggi immaginari noti col nome famigerato di </strong><strong><em>untori</em></strong><strong>:</strong> tale diceria non era alimentata solo dalla superstizione e dall'ignoranza popolare, ma <strong>trovava conferma anche nelle teorie di molti "dotti" del tempo e si rifaceva a fatti simili che, si narrava, erano avvenuti in altri paesi d'Europa in occasione di analoghe pestilenze.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-11 06:58:07 UTC</pubDate>
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