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      <title>La Storia della Salvezza by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-10 16:34:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescobressan1</author>
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         <description><![CDATA[Racconto

Immaginatevi il mondo umano, la storia umana, come un’immensa pianura e, in questa immensa pianura, un immenso stuolo di ditte, di imprese edili, particolarmente allenate a far strade e ponti. Tutte nel loro angolo, dal loro angolo cercano di lanciare, fra il punto in cui sono, fra il momento effimero che vivono, e il cielo trapuntato di stelle, un ponte che colleghi i due termini. Vi si immagina, seduto sulla spiaggia di notte, una notte stellata, un individuo, un uomo che guarda, fissa la stella più grossa, apparentemente più vicina, e pensa alle migliaia e migliaia di archi che occorrerebbe erigere per costruire questo ponte, un ponte mai definibile, mai completamente operabile. Immaginatevi, dunque, questa pianura immensa, tutta gremita di tentativi di gruppi grossi e piccoli, o anche solitari, ognuno attuando il suo disegno immaginato, fantasticato. 
Improvvisamente s’ode nell’immensa pianura una voce potente, che dice: «Fermatevi! Fermatevi tutti!». E tutti gli operai, gli ingegneri, gli architetti sospendono il lavoro e guardano dalla parte da cui è venuta la voce: è un uomo, che alzando il braccio continua: «Siete grandi, siete nobili nel vostro sforzo, ma questo vostro tentativo, pur grande e nobile, rimane triste, per cui tanti vi rinunciano e non ci pensano più, e diventano indifferenti; è grande, ma triste, perché non sarà mai definitivo, non riesce mai ad andare al fondo. Ne siete incapaci perché siete impotenti a questo scopo. C’è una sproporzione non colmabile tra voi e la stella ultima del cielo, tra voi e Dio. Non potete capire, possedere il mistero. Ora, lasciate il vostro lavoro così faticoso e ingrato, venite dietro di me: io vi costruirò questo ponte, anzi io sono questo ponte! Perché io sono la via, la verità, la vita!».
Queste cose si capiscono col cuore. Immaginatevi, dunque, voi che passate vicino e, mentre passate e guardate curiosi, sentite l’individuo, che sta in mezzo, che dice: «Io sono la via, la verità, la vita». Immaginatevi, fate uno sforzo di immaginazione, di fantasia: cosa fareste, cosa direste? Scettici quanto possiate esserlo, non potete non sentire il vostro orecchio attirato da quella parte, e almeno guardate con curiosità estrema quell’individuo che o è pazzo o è vero. 
Infatti, c’è stato un solo uomo, uno, a dire questa frase, uno in tutta la storia del mondo!  Un uomo in mezzo a un gruppetto di gente, tante volte in mezzo a un gruppetto di gente, e tante volte in mezzo anche a una grande folla.
Dunque, nella grande pianura tutti sospendono il lavoro e stanno attenti a questa voce, e lui continuamente ripete le stesse parole. I primi seccati della questione, chi furono? Gli ingegneri, gli architetti, i padroni delle varie imprese edili, i quali hanno detto quasi subito: «Su, su, ragazzi, al lavoro, al lavoro. Operai, al lavoro! Quello è un fanfarone!». 
Era alternativa radicale, al loro progetto, alla loro creatività, al loro guadagno, al loro potere, al loro nome, a sé? Era contro o era altro, altro livello, parlava su di un altro spazio umano, lo spazio che c'è dentro l'uomo? Lo spazio del cuore, dei sentimenti dell'uomo. Spazio che va curato e nutrito perché poi dal cuore dell'uomo nascono l'operosità, la creatività le relazioni  con gli altri e con il mondo.
Gesù dice io sono la via la verità la vita. É Dio la fonte da coltivare e da curare dentro il nostro cuore.
Dopo gli ingegneri, gli architetti e i capi, anche gli operai, incominciando un po’ a ridere, più a stento hanno trascinato via lo sguardo da quell’individuo, parlandone per un po’, prendendolo in giro, oppure dicendo: «Chissà, chissà chi è, sarà pazzo?». Ma alcuni, invece, no. Alcuni hanno sentito un accento che non avevano mai sentito, e all’ingegnere, all’architetto o al padrone dell’impresa che diceva loro: «Su, in fretta, cosa fate qui, cosa vi fermate ancora a guardar là?», loro non rispondevano; continuavano a guardare quell’uomo. E lui avanzava. Anzi, gli andarono vicino. Su centoventi milioni erano dodici. Ma avvenne: questo è un fatto storico.]]></description>
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         <pubDate>2021-01-10 16:36:11 UTC</pubDate>
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         <author>francescobressan1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Esaù affamato mangia</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-10 16:44:53 UTC</pubDate>
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         <author>francescobressan1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giacobbe e Sara ingannano Isacco</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-10 16:45:38 UTC</pubDate>
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         <author>francescobressan1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tre stranieri annunciano </div>]]></description>
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         <title>Abramo Parte per la Storia della Salvezza</title>
         <author>francescobressan1</author>
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         <pubDate>2021-01-10 16:50:27 UTC</pubDate>
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