<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>FEDRO e il genere favolistico by giannini federica</title>
      <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola</link>
      <description>Fatto con l’aiuto della fortuna</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-08-25 14:01:11 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-09-20 14:50:39 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f42d.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>storia di uno schiavo...</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1696097405</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Fedro </strong>nacque in <strong>Macedonia tra il 20 e il 15 a.C.</strong>, visse sotto il principato di Tiberio, Caligola e Claudio.<br>Fu portato a Roma ancora bambino come <strong>schiavo di Augusto</strong> che lo rese<strong> liberto</strong>, come testimoniano le sue opere.<br>Cominciò a scrivere favole sotto Augusto. <br>La sua produzione artistica comprende un totale di poco più di <strong>novanta favole tutte in versi senari giambici</strong>, usati precedentemente da Plauto e Terenzio. <br>I primi due dei suoi <strong>cinque libri</strong> furono pubblicati quasi sicuramente prima del 31 a.C. anno in cui morì Seiano, prefetto del pretorio di Tiberio.<br>Fedro ebbe <strong>problemi giudiziari </strong>poiché accusato da <strong>Seiano</strong> di aver alluso al personaggio di Tiberio con accezioni negative nelle sue favole.<br><strong>Morì a Roma nel 50 d.C.</strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/728049943/4e754870bbce54762a2d63a97b88306e/image.png" />
         <pubDate>2021-08-25 14:08:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1696097405</guid>
      </item>
      <item>
         <title>la FAVOLA: una forma letteraria &quot;antica&quot;</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1696100454</link>
         <description><![CDATA[<div>La più antica favola, tra tutte quelle note, è considerata la <strong>Storia dei due fratelli,</strong> un componimento <strong>egizio del XIII secolo a.C.</strong></div><div><br>La più antica raccolta di origine <strong>orientale,</strong> il <strong>Pañcatantra </strong>(IV-V d,C.),&nbsp; è sopravvissuta solamente attraverso una traduzione araba dell'VIII secolo, questa si compone come un <strong>racconto-cornice</strong> sul quale si innestano <strong>settanta favole</strong> che veicolano <strong>precetti di morale</strong> utilitaristica.</div><div><br></div><div><strong>IN GRECIA</strong></div><div><strong>Esopo </strong>(VI a.C.)<strong>, </strong>di cui possediamo<strong> 400 favole in prosa,</strong> è il più antico autore di favole dell'antica Grecia e del mondo occidentale e, ancora oggi&nbsp; le sue favole costituiscono il modello su cui si basa il genere letterario.</div><div>Rispecchiano la morale tradizionale dell'antica Grecia.</div><div><strong>Prima di lui,</strong> altri poeti greci, come <strong>Esiodo e Archiloco </strong>(VIII-VII a.C.), avevano utilizzato la favola come espediente nelle loro opere a scopo moralistico.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>A ROMA</strong></div><div>Anche negli autori dell’Antica Roma ritroviamo questo utilizzo, un esempio risalente all’età Augustea è quello di <strong>Orazio.</strong>&nbsp;</div><div><strong>Fedro</strong> fu il primo latino a realizzare<strong> una raccolta interamente di favole.</strong></div><div><br></div><div><strong>MEDIOEVO</strong></div><div>Nel medioevo la più <strong>popolare raccolta di favole </strong>era<strong> in prosa</strong> ed era chiamata Romulus (IX secolo), vennero generate anche opere di <strong>favole in versi latini</strong>, come per esempio il Novus Aesopus di Alexander Neckam in distici elegiaci.</div><div><strong>In Francia </strong>fiorirono <strong>raccolte di favole esopiche in prosa in lingua francese, </strong>&nbsp;la più famosa delle quali fu scritta da Maria di Francia.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-08-25 14:09:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1696100454</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Fedro poeta consapevole...</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1751932081</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br>Libro primo<br>Prologo<br></strong><br></div><div><br>Quella <em>materia di cui Esopo fu l'inventore,<br>messala in versi senari,</em> io ve l'ho resa più bella.<br>Duplice è il pregio del piccolo libro: che <em>suscita il riso,</em><br>ed <em>è, con saggi consigli, d'insegnamento </em>alla vita.<br>Se poi qualcuno vorrà rimproverarmi il fatto<br>che non le bestie soltanto, ma parlano anche le piante,<br>noi, lo ricordi, <em>scherziamo con dei racconti fantastici</em>.<br><br><br></div><div><strong><br>Prologus</strong><br>Aesopus auctor quam materiam repperit,<br>hanc ego polivi versibus senariis.<br>Duplex libelli dos est: quod risum movet,<br>et quod prudenti vitam consilio monet.<br>Calumniari si quis autem voluerit,<br>quod arbores loquantur, non tantum ferae,<br>fictis iocari nos meminerit fabulis.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-09-19 15:52:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1751932081</guid>
      </item>
      <item>
         <title>...e indipendente</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1751949182</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>FAVOLE Libro terzo, Prologo </strong>&nbsp;<br><br>Ora, essendo stato<br>scoperto il genere delle favole,<br>insegnerò brevemente. <br><em>La schiavitù suddita da sempre, poiché non osava dire ciò che voleva, trasferì i propri sentimenti nelle favolette,</em> ed eluse la calunnia con finti giochi. <br>Io feci una via al posto del sentiero di Esopo, e pensai<br>più cose che lui abbia lasciate, <em>pur&nbsp; scegliendo alcune cose per la mia rovina.</em><br>Che se ci fosse un accusatore diverso da Seiano, se<br>un testimone diverso, ed infine un giudice diverso, mi confesserei degno di così grandi mali, e non calmerei il dolore con questi rimedi... <br>... nulla meno vorrei scusarmi con costui. <br><em>Né io ho l'animo di bollare i singoli, ma mostrare la stessa vita ed i costumi degli uomini.</em> Forse qualcuno dirà che io ho detto una cosa importante.&nbsp;<br><br>... Ti ho indotto a leggere? Chiedo che mi renda col noto<br>candore un giudizio sincero.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-09-19 16:03:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1751949182</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;evoluzione del genere nel &#39;900: Trilussa e Gadda</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1754013168</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Trilussa</strong>, pseudonimo anagrammatico di Carlo Alberto Camillo Mariano Salustri, è stato un poeta, scrittore e giornalista italiano, particolarmente noto per le sue composizioni in <strong>dialetto romanesco</strong>. Contraddistinto da uno<strong> stile satirico</strong> ma con una riflessione disincantata sugli usi e costumi della borghesia del suo tempo.<br><br></div><div>In questa selezione di brevi favole è sintetizzata la capacità dell’autore di individuare <strong>ipocrisie </strong>e <strong>meschinità </strong>non solo borghesi, ma più universalmente <strong>umane</strong>.&nbsp;</div><div><br><strong>AVARIZZIA<br></strong>Ho conosciuto un vecchio<br>avaro, ma avaro: avaro a un punto tale<br>che guarda li quatrini ne lo specchio<br>pe’ vede raddoppiato er capitale.<br><br></div><div>Allora dice: quelli li do via<br>perché ce faccio la beneficenza;<br>ma questi me li tengo pe’ prudenza…<br>E li ripone ne la scrivania.<br><br></div><div><strong>LA LUCCIOLA<br></strong>La Luna piena minchionò la Lucciola:<br>– Sarà l’effetto de l’economia,<br>ma quer lume che porti è deboluccio…<br>– Si – disse quella – ma la luce è mia!<br><br></div><div>&nbsp;<strong>CARITA' CRISTIANA</strong></div><div>Er Chirichetto d’una sacrestia<br>sfasciò l’ombrello su la groppa a un gatto<br>pe’ castigallo d’una porcheria.<br>– Che fai? – je strillò er Prete ner vedello<br><br></div><div>– Ce vò un coraccio nero come er tuo<br>pe’ menaje in quer modo… Poverello!…<br>– Che? – fece er Chirichetto – er gatto è suo? –<br>Er Prete disse: – No… ma è mio l’ombrello!-<br><br></div><div>&nbsp;<strong>LA TARTARUGA<br></strong>Mentre una notte se n’annava a spasso,<br>la vecchia tartaruga fece er passo più lungo<br>de la gamba e cascò giù<br>cò la casa vortata sottoinsù.<br><br></div><div>Un rospo je strillò: “Scema che sei!<br>Queste sò scappatelle che costeno la pelle…”<br>– lo so – rispose lei – ma prima de morì,<br>vedo le stelle.<br><br></div><div>&nbsp;<strong>ACCIDIA</strong></div><div>In un giardino, un vagabonno dorme<br>accucciato per terra, arinnicchiato,<br>che manco se distingueno le forme.<br><br></div><div>Passa una guardia: – Alò! – dice – Cammina! –<br>Quello se smucchia e j’arisponne: – Bravo! –<br>Me sveji propio a tempo! M’insognavo<br>che stavo a lavorà ne l’officina!<br><br></div><div>&nbsp;<strong>ER SOMARO E ER LEONE</strong></div><div>Un Somaro diceva: – Anticamente,<br>quanno nun c’era la democrazzia,<br>la classe nostra nun valeva gnente.<br>Mi’ nonno, infatti, per avé raggione<br>se coprì co’ la pelle d’un Leone<br>e fu trattato rispettosamente.<br><br></div><div>– So’ cambiati li tempi, amico caro:<br>– fece el Leone – ormai la pelle mia<br>nun serve più nemmeno da riparo.<br>Oggi, purtroppo, ho perso l’infruenza,<br>e ogni tanto so’ io che pe’ prudenza<br>me copro co’ la pelle de somaro!<br><br></div><div><strong>BONSENSO PRATICO<br></strong>Quanno, de notte, sparsero la voce<br>che un Fantasma girava sur castello,<br>tutta la folla corse e, ner vedello,<br>cascò in ginocchio co’ le braccia in croce.<br>Ma un vecchio restò in piedi, e francamente<br>voleva dije che nun c’era gnente.<br><br></div><div>Poi ripensò: “Sarebbe una pazzia.<br>Io, senza dubbio, vedo ch’è un lenzolo:<br>ma, più che di’ la verità da solo,<br>preferisco sbajamme in compagnia.<br>Dunque è un Fantasma, senza discussione”.<br>E pure lui se mise a pecorone.<br><br></div><div><strong>LA STATISTICA</strong></div><div>Sai ched’è la statistica? È na‘ cosa<br>che serve pe fà un conto in generale<br>de la gente che nasce, che sta male,<br>che more, che va in carcere e che spósa.<br><br></div><div>Ma pé me la statistica curiosa<br>è dove c’entra la percentuale,<br>pé via che, lì, la media è sempre eguale<br>puro co’ la persona bisognosa.<br><br></div><div>Me spiego: da li conti che se fanno<br>seconno le statistiche d’adesso<br>risurta che te tocca un pollo all’anno:<br>e, se nun entra nelle spese tue,<br>t’entra ne la statistica lo stesso<br>perch’è c’è un antro che ne magna due.<br><br></div><div><strong>LI NUMMERI</strong></div><div>Conterò poco, è vero:<br>– diceva l’Uno ar Zero –<br>– ma tu che vali? Gnente: propio gnente<br>sia ne l’azzione come ner pensiero<br>rimani un coso vôto e inconcrudente.<br><br></div><div>Io, invece, se me metto a capofila<br>de cinque zeri tale e quale a te,<br>lo sai quanto divento? Centomila.<br><br></div><div>È questione de nummeri. A un dipresso<br>è quello che succede ar dittatore<br>che cresce de potenza e de valore<br>più so’ li zeri che je vanno appresso.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/728049943/ff11dccb1ed26254c5f08175fbcd656d/image.png" />
         <pubDate>2021-09-20 13:37:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1754013168</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CARLO EMILIO GADDA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1763208696</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo autore scrisse delle favole raccolte nel:</div><div><strong>Il primo libro delle favole</strong></div><div>Quest’opera contiene in totale 186 favole: il <strong>primo nucleo</strong> di 98 favole gaddiane, si aggiunge un <strong>secondo corpus </strong>di testi composti o corretti.</div><div><strong>Componente esopica, satira politica e critica sociale: ”l’agnello e il lupo”</strong>&nbsp;<br><br></div><div><br>La presenza di animali parlanti, è un rimando esplicito alle favole di Esopo e di Fedro,<strong> </strong>nel testo incipitario del libro, il paradigma fedriano viene rovesciato:<br><br></div><div><br>&nbsp;«L’agnello di Persia incontrò una gentildonna lombarda, che prese a rimirarlo con l’occhialino. “Fedro, Fedro”, belava miseramente l’agnello: “prestami il tuo lupo”!».<br><br></div><div>La sferzata polemica si indirizza infatti, nella figura simbolica della dama milanese, <strong>contro la spietata società borghese</strong>, la quale tramite gli occhi di un animale dal vello pregiato, risulta ben più temibile della famigerata belva classica.<br><br></div><div><strong><br>“Il corvo e la volpe”<br></strong><br></div><div>Nella raccolta è presente una brillante <strong>riproposizione</strong> de <em>Il corvo e la volpe</em> fedriana. All’apologo, narra del trucco dalla volpe affinché il corvo, aprendo il becco, lasci cadere il pezzo di formaggio procacciato, Gadda aggiunge un seguito e immagina gli effetti provocati dall’accaduto sulla famiglia del corvo descritti della favola 119 alla 123.<br><br></div><div>119 La madre del corvo, richieduta dai pennacchioni di novelle, non ne so, diceva, non ne so.&nbsp;<br><br></div><div>120 Il padre del corvo, richieduto dai pennacchioni di novelle, non ne so, diceva, non ne so.&nbsp;<br><br></div><div>121 Il fratello del corvo, richieduto dai pennacchioni di novelle, non ne so, diceva, non ne so.&nbsp;<br><br></div><div>122 La sorella del corvo, richieduta dai pennacchioni di novelle, non ne so, diceva, non ne so.&nbsp;<br><br></div><div>123 Queste favolette ne adducano: acqua in bocca, e cacio nel becco. E d’attorno a’ corbi e’ fanno buon giulebbe e’ babbei.<br><br></div><div><strong>Lo stile<br></strong><br></div><div>Gadda realizza una raccolta che,in varie forme, appare ispirata a tre principi fondamentali: il <strong>manierismo espressivo</strong>, i <strong>toni </strong>talmente <strong>dissacranti</strong> da essere talora simili a sfoghi rabbiosi e la comune ispirazione dei racconti <strong>a uno dei principali presupposti concettuali</strong> del pensiero gaddiano. Egli scrive che l’esistenza di un sistema dipende dall’andamento di ogni possibile fase vitale: la <strong>sopravvivenza</strong> , <strong>progressione o progresso</strong> e <strong>degradamento o regressione</strong>.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>Il rapporto con la politica dell’epoca</strong></div><div>A prescindere dal coinvolgimento di Gadda con il regime fascista, uno dei nuclei più complessi della raccolta è costituito dalla serie delle cosiddette favole mussoliniane. Si nota che l’azione narrativa culmina, come un'esplosione di collera, nell’amplesso del personaggio protagonista (dittatore), con una figura femminile (collettività sociale), che voleva vendicarsi.&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://live.staticflickr.com/8311/8029817496_b756f9eb5b_b.jpg" />
         <pubDate>2021-09-23 14:36:59 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1763208696</guid>
      </item>
      <item>
         <title>l&#39; evoluzione del genere tra &#39;600 e&#39;700: La Fontaine e Lessing.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1765102728</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1359281935/4901c095e99ae47a6e41df8e26c9fdc4/MAGIA_3.docx" />
         <pubDate>2021-09-24 07:40:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1765102728</guid>
      </item>
      <item>
         <title>“Lupus et agnus”</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1765115067</link>
         <description><![CDATA[<div>«Ad rivum eundem lupus et agnus venerant, siti compulsi.<br>Superior stabat lupus, longeque inferior agnus.<br>Tunc fauce improba latro incitatus iurgii causam intulit:<br>"Cur - inquit - turbulentam fecisti mihi aquam bibenti?"<br>Laniger contra timens:<br>"Qui possum - quaeso - facere quod quereris, lupe? A te decurrit ad meos haustus liquor."<br>Repulsus ille veritatis viribus:<br>"Ante hos sex menses male - ait - dixisti mihi".<br>Respondit agnus:<br>"Equidem natus non eram!"<br>"Pater, hercle, tuus - ille inquit - male dixit mihi!"<br>Atque ita correptum lacerat iniusta nece.<br>Haec propter illos scripta est homines fabula qui fictis causis innocentes opprimunt.»</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-09-24 07:48:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/1765115067</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Vacca, capella, ovis et leo</title>
         <author>gianninifederica</author>
         <link>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/2712380112</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br><em>Nunquam est fidelis&nbsp;🤬  potente societas. <br>Testatur haec fabella propsitum meum.<br>&nbsp;<br>&nbsp;Vacca et capella,et patiens ovis injuriae, <br>&nbsp;socii fuere&nbsp; leone in saltibus. <br>&nbsp;Hi 🤬 cepissent cervum vastis corporis, <br>&nbsp;sic est locutus partibus factis leo: <br>&nbsp;ego primam tollo, nominor quia leo; <br>&nbsp;secundam, quia sum fortis, tribuetis mihi:<br>&nbsp;tum, quia plus valeo, me sequetur tertia: <br>&nbsp;malo adfligetur, si quis quartam tetigerit. <br>&nbsp;Sic praedam sola mprobitas abstulit.<br></em>&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2023-09-20 08:09:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/gianninifederica/FEDRO_favola/wish/2712380112</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
