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      <title>Le poleis greche by Emanuele</title>
      <link>https://padlet.com/emanuele_pennin/poleis</link>
      <description>Politica, società ed economia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-03-30 13:46:48 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è la polis</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_pennin/poleis/wish/103242098</link>
         <description><![CDATA[<div>Con la fine dei secoli bui del medioevo ellenico, si afferma in Grecia la polis (plurale poleis), una forma di organizzazione sociale e politica che caratterizzerà la storia greca, lasciando un segno anche sul nostro presente: basti pensare che da questa parola derivano "Politica", "polizia" ecc.<br>Il termine polis indicava la comunità dei cittadini, cioè persone libere che adottano le stesse leggi, gli stessi culti, moneta, governo (come gli stati moderni). Ovviamente il termine veniva utilizzato per indicare l'insieme degli edicifi e il territorio in cui le persone vivevano: da qui l'espressione città-stato.<br>In totale in Grecia vi erano circa 750 poleis (più altre 300 sparse nelle colonie): alcune erano molto vaste (Atene, Sparta), altre estese per pochi kmq.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 13:51:53 UTC</pubDate>
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         <title>Come nascono le poleis</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il medioevo ellenico, le città erano governate dal basileus (re), supportato dagli aristoi (i nobili &gt; aristocratici).<br>La ripresa economica e commerciale portò poco alla volta i contadini, gli artigiani e i mercanti a rivendicare un ruolo politico (ricoprire cariche pubbliche, partecipare alle assemblee, decidere il futuro della città) e militare: il popolo infatti partecipava sempre più alle battaglie per difendere la città o espanderne il territorio.<br>Il principio che si affermò fu semplice: chi partecipava alla vita militare, rischiando la vita per la città, aveva diritto a partecipare anche alla vita politica. Bisogna anche aggiungere che la particolare tattica militare che si affermò in Grecia - la cosiddetta falange oplitica - favorì la coesione dei cittadini</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 13:59:42 UTC</pubDate>
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         <title>Come era fatta la polis</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 14:08:44 UTC</pubDate>
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         <title>Il governo della polis</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni polis aveva il proprio modello politico.<br>Bisogna chiarire una cosa: erano cittadini a pieno titolo solo i maschi adulti, nati liberi (quindi non figli di schiavi); normalmente un altro requisito era il fatto che almeno uno dei due genitori fosse cittadino della polis. Ad esempio, un bambino nato a Corinto da cittadini ateniesi, non avrebbe avuto la cittadinanza di Corinto ma ateniese.<br>In molte città governavano gli aristocratici (che possedevano le terre), dando vita a regimi oligarchici (governo di pochi).<br>In altre città si affermarono i tiranni (la parola non aveva ancora il significato negativo di oggi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 14:09:38 UTC</pubDate>
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         <title>Sparta</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_pennin/poleis/wish/103248898</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli Spartani erano i discendenti dei Dori, che secondo la tradizione erano stati una delle cause del crollo dei Micenei (però non ci sono vere prove archeologiche di ciò).<br> La città di Sparta (anche detta <strong>Lacedemone</strong>) era situata nella regione della Laconia, una pianura circondata da monti sui quali si trovavano<strong> numerose miniere di ferro.</strong> Anche questo può servire a spiegare l'eccezionale forza militare della città.<br>La vallata del fiume Eurota era fertile e difesa dal monte <strong>Taigeto.</strong><br>Tuttavia gli Spartani non ebbero quasi mai il problema della stenochoria (mancanza di terre), a causa del <strong>numero ridotti di abitanti.</strong><br><br>Sparta ben presto sottomise la vicina regione della <strong>Messenia, creando uno stato tra i più vasti della Grecia</strong>. Inoltre, per mantenere in equilibrio il numero di abitanti, fu creata la colonia di <strong>Taranto</strong>, in Italia meridionale.<br>Tra il VII e il VI secolo a.C. <strong>gli Spartani conquistarono quasi tutto il Peloponneso</strong>, anche se, ciclicamente, i Messeni si ribellarono a Sparta (in particolare, 464 a.C. terza guerra messenica, dopo il terremoto che distrusse Sparta).<br><br>La società spartana aveva una struttura particolare: <br>a) <strong>circa 9000 SPARTIATI erano gli unici cittadini a pieno titolo</strong>: possedevano la terra, governavano la città, facevano la guerra: omoioi= uguali<br>b) i PERIECI (30000?) erano cittadini liberi, ma esclusi dal governo; si occupavano di commercio e artigianato.<br>c) gli ILOTI (200000?) erano i servi, privati di ogni diritto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 14:15:09 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Spartiati</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sparta non aveva mura difensive, perché le mura della città erano i suoi cittadini: già questo basterebbe a spiegare l'eccezionalità della città. Gli altri Greci in effetti consideravano gli spartani (ma dovremmo dire meglio, gli spartiati) come diversi, particolari. <br><strong>Gli spartiati, infatti, sin da bambini, dovevano dedicarsi esclusivamente alla difesa della città (dalle rivolte degli iloti e dagli attacchi esterni)</strong>: dai sette anni di vita, i maschi cominciavano<mark> l'agoghé,</mark> cioè l'educazione militare e politica che avrebbero continuato praticamente per tutta la vita: trascorrevano buona parte del giorno insieme, allenandosi, facendosi esercitazioni militari, abituandosi alla fatica e al dolore. Ai bambini veniva dato poco da mangiare, cosicché imparassero a procurarselo da soli (anche <mark>rubando, ma se venivano scoperti subivano gravi punizioni!).</mark><br>Non rispettare il proprio compito di spartiate era un grave disonore, per l'individuo e tutta la sua famiglia.<br>Una prova che veniva richiesta ai giovani era la<strong> krypteia</strong> (krypteuo significa nascondersi al buio, pensa all'italiano "cripta"): di notte giravano nelle campagne con l'obbiettivo di uccidere gli Iloti.<br><br><mark>Le donne avevano una libertà che in nessuna altra città greca era riscontrabile:</mark> potevano allenarsi come i maschi (gli spartiati erano convinti che solo donne forti e in salute avrebbero generato figli adatti).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 14:24:23 UTC</pubDate>
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         <title>Governo di Sparta</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-03-30 14:38:24 UTC</pubDate>
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         <title>Atene</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Atene, che sorgeva nella valle dell'Attica, era stata una città importante già in epoca micenea. La leggenda di <strong>Teseo, vincitore del Minotauro</strong>, testimonia che già anticamente gli Ateniesi erano combattivi e intraprendenti.<br>L'Attica era una regione fertile, ricca di miniere e circondata dal mare, che la rendeva sicura.<br><br><strong>Dopo una lunga fase monarchica,</strong> conclusa con la morte in battaglia del re Codro (mitico), ad Atene governarono a lungo i <strong>nobili, gli EUPATRIDI ("di buona stirpe"),</strong> che eleggevano gli <strong>ARCONTI (i 9 membri del governo)</strong>: formulavano le leggi, amministravano la giustizia e l'esercito.<br><strong>L'areopago</strong>, il consiglio degli anziani ex arconti, sosteneva il governo degli arconti stessi.<br><strong> All'ECCLESIA,</strong> cioè all'assemblea dei cittadini <strong>(demos</strong>), partecipavano anche contadini e artigiani, che però inizialmente erano esclusi dalle cariche politiche.<br>Iniziò nel <strong>VII secolo una fase di lotte sociali,</strong> perché il popolo pretendeva delle <strong>leggi scritte</strong> e <strong>maggiori tutele</strong>. Erano soprattutti <strong>i mercanti, gli artigiani, gli imprenditori (ricchi, ma non nobili)</strong> a chiedere riforme che gli consentissero di prendere parte alle istituzioni della città.<br><br> <strong>Nel 621 a.C. Dracone</strong> fissò <strong>le prime leggi scritte,</strong> in cui, ad esempio veniva vietata la vendetta privata&gt; es. omicidio dev'essere punito tramite sentenza dal<strong>l'aeropago.</strong><br><br>Qualche decennio dopo, <strong>Solone </strong>si incaricò di portare a termine alcune importanti riforme:<br>- <strong>abolizione della schiavitù per debiti</strong><br>- regolamentazione delle <strong>eredità</strong><br>- sistemazione del sistema dei <strong>pesi, delle misure e delle monete</strong> per favorire il commercio<br>-<strong> riforma della costituzione</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-05 14:51:37 UTC</pubDate>
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         <title>La timocrazia di Solone</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>I cittadini di Atene vennero divisi in<strong> quattro classi in base al reddito annuale </strong>(TIMOCRAZIA = POTERE IN BASE AL REDDITO). Tutti i cittadini potevano partecipare all'ecclesia, ma solo i cittadini delle due classi più elevate potevano essere elette all'ARCONTATO. <br>Gli ex arconti entravano poi nell'areopago.<br>Tutti i cittadini, estratti a sorte, potevano partecipare all'ELIEA, un tribunale popolare, composto da 6000 cittadini.<br><br>La riforma di Solone censiva i cittadini i base al reddito agricolo (grano, olio e vino): quindi i <strong>nobili, che possedevano più terre, mantenevano di fatto il potere. </strong>Ma chiunque, nel popolo, riuscisse ad accumulare ricchezze, poteva entrare nelle classi più elevate e quindi partecipare direttamente al governo della città</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-05 14:59:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-04-05 21:35:23 UTC</pubDate>
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         <title>Pisistrato</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 561 a.C., circa trent'anni dopo le riforme di Solone, <strong>Pisistrato si impose come tiranno ad Atene:</strong> pur essendo un nobile,<strong> difese gli interessi dei piccoli proprietari terrieri, dei commercianti e degli artigiani.</strong><br>Egli sviluppò la<br>1) <strong>flotta militare</strong>,<br>2) fece costruire templi, acquedotti, dighe, non solo per abbellire la città e fornire dei servizi, ma anche per dare lavoro ai<strong> nullatenenti.<br></strong><br>Dopo la sua morte, però, i suoi figli non riuscirono a mantenere il potere: <strong>Ipparco </strong>fu ucciso nel 514 a.C., il fratello<strong> Ippia</strong> fu cacciato (i nobili ateniesi furono aiutati dagli Spartani!) e si rifugiò in Persia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-07 14:46:17 UTC</pubDate>
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         <title>La riforma di Clistene</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-04-07 14:51:05 UTC</pubDate>
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         <title>Le tribù</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Perché Clistene scelse di creare tribù che comprendevano trittie della città, della costa e della campagna? perché così <strong>ogni tribù comprendeva diverse categorie di persone: commercianti, marinai, artigiani, contadini ecc...</strong><br>Il principio rivoluzionario fu <strong>l'isonomia:</strong> cioè il fatto che all'interno della tribù i cittadini erano totalmente uguali di fronte alla legge  e nei diritti/doveri.<br>Inoltre<strong> molte cariche venivano sorteggiate, </strong>in modo tale che anche i più poveri potessero ricoprire delle cariche politiche. Questo però poteva rappresentare anche un problema: persone impreparate non erano adeguate!<br>Clistene inoltre istituì l<strong>'ostracismo:</strong> l'ecclesia poteva ogni anno condannare a dieci anni di esilio quel cittadino che sembrasse pericoloso per lo stato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-07 14:53:17 UTC</pubDate>
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         <title>Vivere ad Atene</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Le differenze tra maschi e femmini erano enormi:</strong> le donne non avevano diritti ed erano totalmente subordinate ai maschi della propria famiglia, venivano educate dalla madre ad essere brave padrone di casa e brave mogli.  Paradossalmente, le <strong>donne dei ceti più bassi erano più libere</strong>.<br>Per i ragazzi l'educazione era diversa: dovevano, come in ogni polis, imparare a combattere, esercitandosi alla guerra (trascorrevano parecchie ore del giorno in <strong>palestra,</strong> almeno i più ricchi). Ma, vista l'importanza che l<strong>a discussione aveva per la vita politica</strong>, gli Ateniesi, a differenza degli Spartani, curavano l'educazione culturale dei giovani, che imparavano ben presto a leggere e scrivere e continuavano <strong>a studiare fino a circa 15 anni.</strong> Dopo di che potevano o imparare un mestiere o continuare gli studi<strong>, in particolare dedicandosi alla filosofia, all'oratoria o alla medicina.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-07 15:02:35 UTC</pubDate>
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         <title>Le guerre persiane</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciro il grande, fondatore dell'Impero persiano, aveva sottomesso anche il regno di Lidia, a cui erano sottoposte le poleis greche dell'Asia minore, tra cui la principale, Mileto. <br>Fu però solo sotto il regno di Dario che i Greci delle <strong>colonie ioniche </strong>si ribellarono. Dario infatti esigeva tasse più alte, soldati per le campagne militari e una sottomissione formale all'impero.<br>Nel 499 a.C. Mileto, la città più importante tra le colonie, si ribellò. Alcune città greche, tra cui <strong>Atene</strong> ed Eretria, appoggiarono la ribellione inviando truppe e navi militari.<br>Nel 494 a.C. Mileto fu però conquistata dai Persiani, che rasero al suolo la città, deportandone gli abitanti. La stessa sorte toccò nel 490 a.C ad Eretria, colpevole di aver sostenuto Mileto.<br>I Persiani poi, con la guida di Ippia (il figlio del tiranno Pisistrato), sbarcarono in Attica, la regione di Atene, ponendo la propria base a Maratona, a 42 km dalla città. <br>Milziade, l'<strong>arconte polemarco</strong> in carica, decise di attaccare le truppe persiane, nonostante l'inferiorità numerica degli Ateniesi (solo Platea, tra le altre città greche aveva fornito un supporto militare; Sparta rifiutò perché la <strong>Lega del Peloponneso</strong> stava celebrando i giochi sacri ad Apollo, durante i quali era proibito entrare in guerra).<strong><br></strong>La battaglia fu un successo per gli Ateniesi, che persero meno di 200 soldati (rispetto agli oltre 6000 persiani).<br>I Persiani, sconfitti, si ritirarono dopo aver tentato inutilmente di attaccare Atene anche via mare.<br>L'anno dopo Milziade morì, così ad Atene nacque uno scontro politico tra due personaggi, Temistocle ed Aristide. Temistocle riuscì a far <strong>ostracizzare</strong> l'avversario e far approvare delle leggi importanti:<br>- fortificazione del <strong>Pireo</strong><br>- legge navale: costruzione di 200 navi da guerra (triremi), utilizzando i fondi ricavati da una nuova miniera d'argento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-20 15:53:52 UTC</pubDate>
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         <title>La seconda guerra persiana</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Alla morte di Dario, il figlio Serse riprese la guerra contro le poleis greche (480 a.C.)</strong> con un esercito enorme, sottomettendo velocemente numerose città, mentre altre, sotto la guida di Sparta e Atene, scelsero di non arrendersi.<br> La linea difensiva greca fu posta al <strong>passo delle Termopili</strong>, dove gli Spartani guidati dal re Leonida resistettero fino alla morte per rallentare l'avanzata dei Persiani (in realtà l'esercito greco contava circa 5000 soldati di varie poleis, ma solo i 300 Spartani rimasero fino all'ultimo). <br>Secondo la leggenda nello stesso giorno, la flotta greca, guidata dagli Ateniesi, subì una grave disfatta, presso il Capo Artemisio. <br>Nelle settimane seguenti i Persiani poterono così giungere ad Atene, devastandola, mentre<strong> i suoi abitanti si erano rifugiati sull'isola di Salamina, di fronte alla stessa Atene.</strong><br>Fu proprio nella baia di Salamina che lo stratega ateniese Temistocle attirò la flotta persiana: le grandi navi persiane, lente e difficili da manovrare, finirono nella trappola greca, finendo per urtarsi a vicenda e venendo così in buona parte distrutte.<br>L'anno dopo (479 a.C.) i Persiani subirono altre due pesanti sconfitte, a Platea dove vinsero gli Spartani guidati da Pausania e a Micale, in Asia Minore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-26 13:23:43 UTC</pubDate>
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         <title>Salamina</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <pubDate>2016-04-26 13:34:41 UTC</pubDate>
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         <title>Le triremi greche</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <pubDate>2016-04-26 13:36:31 UTC</pubDate>
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         <title>La lega di Delo</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla fine della guerra con la Persia Atene promosse la creazione di una lega di città con scopo difensivo, nel caso in cui i Persiani attaccassero nuovamente. La base della lega fu posta a <strong>Delo</strong>, dove c'era l'importante santuario del dio Apollo, in cui veniva conservato il tesoro della lega. <br>Inizialmente gli Ateniesi non pretesero di guidare la lega ma nei decenni seguenti fu chiaro che il loro obiettivo era sottomettere le altre poleis: il tesoro venne spostato ad Atene, le ribellioni delle città vennero stroncate duramente e in numerose poleis vennero spediti <strong>cittadini ateniesi</strong>.<br>Ovviamente Sparta non aderì alla lega di Delo: con le proprie alleate formava infatti la lega del Peloponneso.<br><br>Gli interessi delle due città era diversi: mentre gli Ateniesi puntavano al predominio economico e commerciale, gli Spartani non avevano interesse a sviluppare una flotta ed una rete commerciale.<br>Tuttavia entrambe le città puntavano alla supremazia in Grecia: anche per questo Temistocle propose di stipulare un accordo di pace con la Persia e dichiarare guerra agli Spartani. Gli aristocratici ateniesi però riuscirono a farlo ostracizzare con l'accusa di aver tradito la Grecia.<br>Poi nel 461 a.C., in occasione di un violento terremoto, gli iloti si ribellarono agli Spartiati. Gli Ateniesi, guidati dall'aristocratico <strong>Cimone</strong> (il figlio di Milziade, vincitore di Maratona), inviarono un contingente militare in aiuto degli Spartiati per soffocare la rivolta. Ma questi temetterono che i soldati ateniesi, popolani e democratici, avrebbero in realtà parteggiato per gli iloti. Così gli Ateniesi furono rispediti indietro. <br>Cimone fu ostracizzato dagli Ateniesi e i rapporti tra Atene e Sparta divennero ostili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-04-26 13:36:49 UTC</pubDate>
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         <title>Dopo la guerra del Peloponneso</title>
         <author>emanuele_pennin</author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_pennin/poleis/wish/111626925</link>
         <description><![CDATA[<div>Ad Atene la sconfitta nella guerra del Peloponneso ebbe gravi ripercussioni:<br>- il<strong>&nbsp;governo dei trenta tiranni</strong>, un regime oligarchico promosso dagli Spartani, condannò a morte o all'esilio tanti democratici<br>- i danni di guerra resero difficile riattivare l'economia ateniese<br>- nel 403 a.C. il democratico&nbsp;<strong>Trasibulo</strong>&nbsp;restaurò la democrazia in un clima di guerra civile.<br><br>A Sparta la vittoria della guerra, paradossalmente, produsse solo danni:<br>- gli Spartiati decisero di non riformare la loro costituzione (aumentando la cittadinanza almeno ai perieci), ma in questo modo non riuscirono a mantenere il controllo sulla Grecia con un numero così ridotto di soldati.<br><br>Ad approfittare della crisi furono i Persiani: quando molte città (Tebe, Corinto, Argo e Atene soprattutto) formarono una lega di ribelli contro gli Spartani, la Persia intervenne favorendo gli insorti: nel 386 a.C. il re Artaserse fece stipulare un accordo di pace tra tutte le poleis greche che in realtà stabiliva la supremazia persiana!<br>- Sparta accettò di diventare la rappresentante della Persia in Grecia<br>- Atene potè riavere la propria flotta e ricostruire le grandi mura<br>- le altre poleis mantennero la loro autonomia<br>- le colonie dell'Asia minore tornarono sotto il dominio persiano<br>- nessuna città greca doveva più occuparsi dell'Oriente</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-19 10:08:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanuele_pennin</author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_pennin/poleis/wish/491250113</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-04-03 14:39:06 UTC</pubDate>
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