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      <title>La società nel dopoguerra by Gianfranco Buonocore</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-11-26 10:24:58 UTC</pubDate>
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         <title>Breve introduzione</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
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         <description><![CDATA[<p>La Prima Guerra Mondiale segna una grande frattura tra due secoli, l'Ottocento e il Novecento. Infatti, si pensava che il Novecento potesse dare continuità al periodo di splendore e di progresso di cui l'umanità stava godendo soprattutto nella seconda metà dell'Ottocento con la Belle Epoque. La Grande guerra però infranse queste speranze e dopo il conflitto la società cambiò per sempre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 14:38:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il lascito principale della guerra: la crisi. La crisi economica </title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
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         <description><![CDATA[<p>Come detto precedentemente nell'introduzione, la Grande guerra cambiò per sempre la società, sia quella mondiale che quella Europea. Ricordiamoci che nessuno mai si sarebbe aspettato un conflitto mondiale di queste dimensioni, dato il conteggio di 64 milioni di soldati impegnati, 9 milioni di morti e 20 milioni di feriti. Nello stesso periodo, causa scarsa condizione igienica nelle trincee, si diffonde nel 1918 la febbre spagnola. Le conseguenze della guerra non si contano solamente in perdite umane ma anche dal punto di vista economico, sociale e politico. </p><p>Economicamente, ci fu un'aumento dell'inflazione quindi un grande aumento dei prezzi. Molti stati europei chiesero dei prestiti per supportare le spese belliche ad altri stati o a privati cittadini ma una volta conclusosi il conflitto non si trovarono in grado di risanare quei debiti. Per questo motivo iniziarono a stampare nuova cartamoneta, ma ciò non fece altro che peggiorare la situazione in quanto il denaro perse il suo valore. Inoltre aumentò notevolmente anche la disoccupazione, poiché le fabbriche fecero fatica a tornare alla normale produzione dopo essere state trasformate in fabbriche belliche e i reduci di guerra non riuscirono ad integrarsi facilmente nella società dopo aver passato anni nelle trincee. </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 15:14:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il lascito principali della guerra: la crisi. La crisi sociale e politica</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
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         <description><![CDATA[<p>La società del dopoguerra non subì una crisi solo a livello economico ma anche sociale e politico. Ci si trova in un contesto di sfiducia nei confronti dei governi, che avrebbe dovuto tutelare i reduci di guerra favorendo il loro reinserimento all'interno della società. Tornati dai fronti, i veterani si divisero in due classi di pensiero, chi era ormai abituato alla violenza viste le brutalità della guerra, mentre altri si convinsero che la guerra fosse solo una perdita di risorse e vite umane inutile. Inoltre, date le limitazioni alla libertà che i governi avevano imposto durante il conflitto, i cittadini si erano ormai abituati a regimi autoritari e nazionalisti. Gli stessi governi, in seguito alle campagne nazionaliste messe in atto durante la guerra, volte a screditare i nemici, ebbero grandi difficoltà a rimarginare i legami con le altre nazioni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 15:52:40 UTC</pubDate>
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         <title>La conferenza di Parigi</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
         <link>https://padlet.com/gianfrancobuonocore005_/gv266trbz8chyqoi/wish/2802988939</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel gennaio del 1919 si aprì la conferenza di Parigi, ovvero una conferenza di pace dove si sedettero al tavolo solo "i quattro grandi" cioè i quattro vincitori della guerra: Thomas Wilson (Stati Uniti), Lloyd George (Gran Bretagna), Clemencau (Francia) e Vittorio Emanuele (Italia). Al tavolo si discusse del piano composto da ben quattordici punti del presidente americano Wilson che si basava sul principio di autodeterminazione dei popoli, secondo il quale i nuovi confini europei e mondiale dovevano basarsi a seconda delle etnie presenti sul territorio. Questo principio non fu però rispettato nei confronti della Germania. Infatti, per punire i tedeschi, a cui si attribuì la totale responsabilità del conflitto, si dovette arrivare ad un compromesso che in realtà non piacque a nessuno, in quanto ogni paese aveva avuto diversi legami con la Germania sia prima che durante la guerra. Il paese che più di tutti voleva punire la Germania fu la Francia che in modo molto radicale avanzò tante richieste per limitare il più possibile il potere e il prestigio internazionale tedesco. Secondo gli storici, il fallimento della conferenza di Parigi prima e della Società delle Nazioni poi, e l'inasprimento delle sanzioni contro la Germania "agevolarono" la salita al potere di Hitler che bramava vendetta.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-11-26 16:49:56 UTC</pubDate>
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         <title>Thomas Woodrow Wilson, l&#39;uomo sbagliato per condurre il mondo verso una nuova pace</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
         <link>https://padlet.com/gianfrancobuonocore005_/gv266trbz8chyqoi/wish/2814773700</link>
         <description><![CDATA[<p>Girando per il web, ho trovato un libro molto interessante, si chiama "Pace Mancata" e si discute di come la conferenza di Parigi rappresentasse una grande occasione per risanare quasi del tutto i legami tra le nazioni e quindi di instaurare una pace che potesse durare. Ovviamente così non fu perché come ben sappiamo una ventina di anni dopo scoppiò la seconda guerra mondiale. Nel libro sopra citato, non poteva non essere menzionato l'allora presidente degli Stati Uniti, Thomas Woodrow Wilson.</p><p>L'americano fu colui che guidò la conferenza anche senza avere nessuna esperienza per condurre una trattativa internazionale di quel tipo. Wilson ideò già prima della fine della Prima Guerra Mondiale, 14 punti per arrivare ad una pace tra le nazioni. Tra i punti più importanti c'era il principio dell'autodeterminazione dei popoli sulla base dell'etnia. Principio che però non si poté attuare ad ogni nazione perché nella maggior parte dei casi si vennero a creare nuovi paesi multietnici in cui le nazionalità che erano in maggioranza si comportavano in maniera discriminatoria su quelle in minoranza. Per decidere quindi i nuovi confini internazionali, si adottò una vera e propria assegnazione a tavolino.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-05 17:05:03 UTC</pubDate>
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         <title>Le punizioni inflitte alla Germania</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
         <link>https://padlet.com/gianfrancobuonocore005_/gv266trbz8chyqoi/wish/2814825354</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel paragrafo precedente, abbiamo parlato del presidente statunitense Wilson e di come abbia malamente gestito la questione già molto spinosa della pace internazionale. Un esempio più che lampante della brutta gestione dei "Grandi Quattro" alla conferenza di Parigi può essere per grandi linee questo scatto di venti anni dopo. Durante la Conferenza di Pace del 1919, si è ovviamente discusso delle sanzioni che dovevano essere inflitte ai responsabili dell'inizio della guerra. In origine, più che sanzioni il presidente Wilson voleva favorire la democratizzazione della Germania togliendo alla classe dirigente tedesca il modo di nuocere, così facendo non avrebbe rallentato lo sviluppo del paese ma con le pressioni della Francia, Wilson accettò di attribuire alla Germania la responsabilità totale dello scoppio della guerra. Questo documento di pace venne chiamato "Trattato di Versailles" e determinò prima di tutto che la Germania perdesse tutte le sue colonie, poi gli venne imposto un pagamento di 132 miliardi di marchi in oro e dopodiché gli venne imposto di non creare un esercito più numeroso di 100 000 mila unità. Così facendo, si creò un precedente storico e la Germania non si dimenticò di certo queste punizioni esemplari.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-05 17:41:57 UTC</pubDate>
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         <title>I nuovi confini Europei</title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
         <link>https://padlet.com/gianfrancobuonocore005_/gv266trbz8chyqoi/wish/2814980258</link>
         <description><![CDATA[<p>Così si presenta l'Europa alla fine del primo conflitto mondiale. Come già detto in precedenza, la Germania dopo essere stata costretta a firmare il trattato di pace si ritrova con molti meno territori e senza colonie. I tedeschi infatti, perdono numerosi territori a favore della Polonia, Francia e Danimarca poi viene divisa dalla Prussia Orientale grazie alla Danzica e inoltre anche la Renania venne smilitarizzata.</p><p>Nascono molti altri paesi dalla dissoluzione dei grandi imperi, e tutti questi nuovi paesi ospitano nel loro territorio una grande varietà di etnie. L'Italia ad esempio, fece valere il patto di Londra ed ebbe finalmente i territori dell'Istria e il Venezia Giulia con etnie slave al loro interno e l'Alto Adige con minoranze tedesca. In oriente invece dalle ceneri dell'Impero ottomano nasce proprio nel 1923 la repubblica turca.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-05 19:37:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il genocidio degli armeni </title>
         <author>gianfrancobuonocore005_</author>
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         <description><![CDATA[<p>Dopo la dissoluzione dell'Impero Ottomano, nel 1923 nasce la Repubblica Turca. Già da prima della Grande Guerra all'interno dell'Impero si faceva grande difficoltà a gestire le tante etnie diverse che ci vivevano. Con la fine dell'Impero queste tensioni si accendono sempre di più. Di tutte le etnie presenti nel vecchio Impero, la situazione più drammatica fu quella relativa alla minoranza armena. Infatti, gli armeni che abitavano già nei territori ottomani, non godevano degli stessi diritti dei turchi perché di origine diversa. Questa situazione degenerò quando, all'inizio della Grande Guerra, l'esercito armeno perse numerose battaglie a opera dei russi, e visto che queste sconfitte avvennero nella parte di territorio popolato dalla maggior parte da armeni, il Governo dei giovani turchi (salito a potere nel 1908), colse l'occasione e incolpò la popolazione armena di esserne responsabili. Da questo momento inizia la campagna di repressione contro gli armeni. Nel 1915 iniziò la deportazione, gli adulti maschi vennero arrestati e fucilati mentre donne, vecchi e bambini furono costretti ad attraversare grandi tratte, per lo più desertiche e spesso a piedi, questi viaggi furono motivo di tante morti. In totale si stima che tra il 1915-16 siano stati uccisi più di 1 milione e mezzo di armeni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-06 15:33:26 UTC</pubDate>
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