<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Nemmeno è tutto nero by </title>
      <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j</link>
      <description>Dagli angoli bui si può uscire</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-06 14:44:50 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-04-14 15:30:32 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>1.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265897862</link>
         <description><![CDATA[<div>Era una mattina di febbraio. Il sole era oscurato dalle nuvole.  Non si vedeva una giornata così spenta e cupa da tanto tempo. La pioggia cadeva scrosciante su tutta Bagheria mentre gli alunni delle diverse scuole si affrettavano per l’inizio delle lezioni.                                                     <br><br></div><div> Al Liceo Scientifico Emilio, un ragazzo di sedici anni con i capelli arruffati color rame scuro e lentigginoso, già prima dell'inizio delle lezioni era in classe, seduto al suo posto.  Ascoltava  “Bike” dei Pink Floyd, che gli faceva desiderare di essere fuori a sfrecciare tra le vie di Bagheria con la sua bici, quella che aveva ricevuto in dono dal nonno. Per quanto la bici fosse vecchia gli permetteva di provare a fuggire dai soliti posti. Osservava la pioggia sbattere contro le finestre della sua classe. La pioggia sui vetri lo ipnotizzava: si concentrò su due gocce. All’inizio scendevano veloci, poi rallentavano. La pioggia lo rattristava, preferiva il sole e le giornate estive che di solito passava a mare con i cugini, a giocare a pallone e a mangiare il gelato mentre in radio venivano trasmessi i tormentoni estivi.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/cf4ce15a5a61c9259d33d18d945fd90a/Foy_Vance___Purple_Rain__Today_FM_.mp3" />
         <pubDate>2018-06-06 14:55:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265897862</guid>
      </item>
      <item>
         <title>2.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900210</link>
         <description><![CDATA[<div>Emilio era perso nel suo mondo a ruote rosa e blues quando la campanella suonò per annunciare l’inizio della prima ora. Quando arrivarono tutti, il professore Morbici, che insegnava storia, entrò in classe con la solita valigetta piena di appunti e di National Geographic History. Indossava una giacca di tweed. Ad Emilio sembrava un professore di un college inglese. Gli piacevano le sue lezioni, per lui era come fare un viaggio nel tempo. Ma mentre il professore spiegava la guerra dei Cent’Anni, l’attenzione di Emilio si spostò su Marta, una compagna di classe, che rovistava nello zaino. Comprese che era preoccupata perché non trovava ciò che cercava. Notò Marta iniziare a chiedere ai compagni che aveva intorno se avevano visto l’oggetto.            <br><br></div><div>Anche il professore la notò e interruppe la lezione per chiedere quale fosse il problema.                                                                                                      -Non trovo più l’orologio,  disse lei, cercando di mantenere la calma.            -Sicura di aver cercato bene?                                                                              -Sì prof! Fino a poco fa era nella tasca dello zaino.                                    -Ma sicuro di non averlo al polso? chiese in modo ironico il professore. Emilio sorrise, ma Marta continuava a rimanere seria, sempre più preoccupata.                                                            <br><br></div><div> -Prof, secondo me c’è stato l’ennesimo furto.                                       <br><br></div><div>Era da un po’ che in classe si verificavano dei furti: cuffiette, quaderni, cancelleria e adesso anche l’orologio di Marta. Non si era ancora riuscito a capire chi fosse il ladro e nessuno aveva idea di chi fosse<br><br></div><div> -Ragazzi, la situazione si sta facendo seria, vi consiglio di indire un’assemblea per discuterne.                                                                   <br><br></div><div> -Lo faremo al più presto, proprio per parlare di questi furti, perché non è sparito solo l’orologio di Marta. </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/8e60d806303e1564fb33aec7479b3bdc/alla_ricerca_dell_oggetto.pdf" />
         <pubDate>2018-06-06 15:05:16 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900210</guid>
      </item>
      <item>
         <title>3.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900506</link>
         <description><![CDATA[<div>Ad ognuno di noi manca qualcosa, disse Michelle, la rappresentante di classe, che dietro consiglio del professore, compila la richiesta alla Preside per   l’assemblea di classe. Tutti stavano ad ascoltare Michelle, tranne Emilio.  Era come se fosse perso nel suo mondo anche quando ascoltava gli altri. Michelle annunciò di aver perso un braccialetto di perle a cui teneva. Riuscì a convincere la classe che fosse stato Emilio perché non stava bene economicamente. Emilio, sentendo Michelle che lo accusava, si alzò di scatto, infuriato.                                                                       <br><br></div><div>- Io non sono un ladro. Sono povero ma mi accontento di quello che ho.                                – Non ti credo. Svuota le tasche!  lo sfidò Michelle.                                                 Emilio, convinto della sua innocenza svuotò le tasche e con sua sorpresa trovò il braccialetto di Michelle. La vide sorridere, soddisfatta perché finalmente era riuscita ad incastrarlo.                                                                – Io non sono un ladro. Qualcuno mi ha incastrato!                                              - Basta mentire. Ormai tutti sanno che sei un cleptomane, disse lei. Gli si avvicinò e, con un gesto fulmineo,  si riprese il suo braccialetto.                                             Stanco di non essere creduti, uscì dalla classe sbattendo la porta. Mentre si allontanava era inseguito dalle voci dei suoi compagni che continuavano a giudicarlo come qualcuno che lui sapeva di non essere.                                                                </div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/6612412327851ad92c310c9399553eb2/Bob_Dylan___Things_Have_Changed__.mp3" />
         <pubDate>2018-06-06 15:06:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900506</guid>
      </item>
      <item>
         <title>4.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900607</link>
         <description><![CDATA[<div>Emilio andò in cavea. Si sedette sui gradini di marmo ancora umidi di pioggia e scoppiò a piangere. In che situazione assurda si era cacciato! Avrebbe voluto essere altrove, da solo con le sue cuffiette e la musica alta.                                                        Il professore Morbici lo vide da solo e piangente a bordo della cavea, in preda a un pianto inconsolabile. Gli si avvicinò e si sedette accanto a lui.  Lo lasciò sfogare ancora un po’ e chiese: - Emilio perché piangi? Dopo un po’, ma come se la voce venisse da  un altro mondo, Emilio rispose: - tutti mi accusano dei furti avvenuti in classe… ma, in realtà non sono stato io. Non sono un ladro! Il professore dispiaciuto, comprendendo la situazione lo incoraggiò: Su’ Emilio, basta con queste lacrime! Spegni la radio, togli le cuffiette e raccontami un po’ dei tuoi rapporti con i compagni.<br><br></div><div> Emilio staccò la musica, ripose le cuffiette e asciugò le lacrime, che non smettevano di scendere. Quindi vuole sapere realmente come stanno le cose?                 <br><br></div><div>Il professore gli disse: -Tranquillo, sfogati pure.  <br><br></div><div>-I rapporti che ho con la mia classe non sono buoni, anzi, sono pessimi…nessuno parla con me, nessuno si interessa di me, tutti mi vedono come un mostro, un mostro orrendo, il cattivo, il ladro della classe…ed Emilio scoppiò nuovamente a piangere.                                                    Il professore lo abbracciò e gli disse: -Emilio, stai tranquillo. Smettila, sii forte. Adesso ci sono io qui con te, non temere, sarò pronto ad aiutarti a risolvere questo problema. Insieme affronteremo qualsiasi ostacolo.<br><br></div><div> Emilio rispose: -Grazie professore. In questo periodo vedo tutto nero.                     Il professore disse: -Tranquillo Emilio, ti aiuterò in un modo o nell’altro!                        <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/9ebf81482f046fd076de958a49fcdb1b/Vivere_la_vita___Alessandro_Mannarino_HD_Version.mp3" />
         <pubDate>2018-06-06 15:06:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900607</guid>
      </item>
      <item>
         <title>5.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900717</link>
         <description><![CDATA[<div>Il giorno successivo, durante la ricreazione, la classe di Emilio uscì dall’aula. Tutta la scuola si riversava fuori per la ricreazione, trangugiando pezzi di tavola calda che avrebbero assicurato a tutti loro un futuro prossimo di giovani adulti oversizes. Emilio girava tranquillo per la scuola  osservando tutto. Dei ragazzi più grandi di lui fumavano sigarette autorollate. Altri si insultavano  a vicenda ridendo. Un gruppo di ragazze gli passò vicino spintonandolo. Prima che quei venti minuti d’aria fresca terminassero, Emilio andò a sedersi in cavea per mangiare una pizzetta e ripassare la lezione di inglese. <br><br></div><div>Il professore Morbici intanto, fermamente intento a scoprire chi era il ladro della classe, passò la ricreazione davanti alla stampante fingendo di fare fotocopie. In realtà teneva sott’occhio l’interno dell’aula, aspettandosi che succedesse qualcosa da un momento all’altro.                                             Poco prima che suonasse la campanella di fine ricreazione Con la coda dell’occhio notò una figura entrare nell’aula. Chi era? Si stupì quando a frugare negli zaini trovò  Michelle, che stava razziando diversi oggetti dei suoi compagni e li nascondeva nel suo zaino. Prima che Michelle si accorgesse di essere spiata, il professore decise di andare via. <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/e4c378f00202c496eb4d0c8220056ea7/un_ombra_nella_classe.pdf" />
         <pubDate>2018-06-06 15:07:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900717</guid>
      </item>
      <item>
         <title>6.</title>
         <author>elisaastuto01</author>
         <link>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900886</link>
         <description><![CDATA[<div>Suonò la campanella e i ragazzi ritornarono in classe. Il professore Morbici era già in aula. Quando tutti furono rientrati:                               Ragazzi in questi giorni avete messo in disparte Emilio, che non ha fatto nulla di male nei vostri confronti e lo avete giudicato ingiustamente <br><br></div><div> - Professore, Emilio ha rubato il braccialetto di Michelle, disse una ragazza.                                                                                                                               - Lo teneva in tasca, disse un’altra.                                                                               - E’ stato ingannato, e insieme a lui anche voi, da una persona per la quale avete fiducia. Il professore guardò Michelle e mantenendo la stessa tonalità di voce le incitò a parlare: - Perché non confessi? <br><br></div><div> Michelle che era rimasta calma fino ad allora, iniziò a cedere e a confessare i furti commessi.                                                                                      - Ho rubato io tutto quello che avete perso e non Emilio, l’ho incolpato perché era più facile dire una bugia che ammettere di essere una cleptomane ed essere esclusa da tutti. Subito scoppiò a piangere.                                 - Non credi che sia proprio quello che avete fatto ad Emilio, invece di comprenderlo?  Michelle singhiozzò un sì.                                                                 - Scusami Emilio, non dovevo incolparti, né prenderti in giro per la tua situazione economica, né escluderti dalla classe. <br><br></div><div>Poi prese lo  zaino e restituì tutto ai legittimi proprietari.<br><br></div><div>Emilio la perdonò e insieme a lei si scusò con la classe.           <br><br></div><div>La campanella suonò per annunciare la fine delle lezioni. Gli alunni raccolsero le proprie cose e uscirono dall’aula. Emilio si soffermò a parlare col professore: - Volevo ringraziarla per l’aiuto e per aver creduto in me. Adesso spero di integrarmi e di non avere più problemi. <br><br></div><div>    -Vedi Emilio, nemmeno è tutto nero. Le difficoltà si affrontano e si risolvono. Insieme uscirono dalla classe. Emilio non finì mai di ringraziare per tutto quello che fece il professore. <br><br></div><div>Finalmente splendeva il sole. <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/295481677/ab6021598852a3b934ef6a3dcacb18d6/Bobby_McFerrin___Don_t_Worry_Be_Happy.mp3" />
         <pubDate>2018-06-06 15:08:07 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/elisaastuto01/gozgqtt8ga3j/wish/265900886</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
