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      <title>&quot;Seduti in quel caffè&quot;  by Giuseppina Scarpino</title>
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      <description>Pensieri e riflessioni sul tema della legalità</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-01-24 11:48:08 UTC</pubDate>
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         <title>Libertà è partecipazione!</title>
         <author>giuseppinascarpino</author>
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         <pubDate>2024-01-24 11:54:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuseppinascarpino</author>
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         <pubDate>2024-02-07 14:25:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gregoracemartina</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>ANCHE SE VOI VI CREDETE ASSOLTI, SIETE PER SEMPRE COINVOLTI.</em></strong></p><p>Questa è la frase simbolo di protesta, non solo contro l'ingiustizia chiamata mafia, ma  contro il silenzio, chiamato anch'esso mafia. Se il gesto di restare fermi e immobili a guardare ci dà l'impressione di essere informati riguardo il crimine, forse dovremmo chiederci se dentro l'atto criminale non ci siamo anche noi. Il silenzio <strong>è mafia.   </strong>Se il pensiero di tutti fosse rivolto verso l'interesse collettivo e non verso la protezione del singolo, fatta di puro egoismo, la forza formata dall'onestà sarebbe più forte di tutto.</p><p><em>"Voi non potete fermare il vento, gli fate solo perdere tempo."</em></p><p><strong><em><br></em></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-07 16:20:56 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ATTO DI DIFENDERE</title>
         <author>francescofioccata1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nicola Gratteri è un magistrato italiano che lotta contro la Ndrangheta. Egli per me è un esempio da seguire perché dedica la maggior parte della sua vita per cercare di sconfiggere questa mafia. Egli tutti i giorni mette in grandissimo pericolo la sua vita e quella della sua famiglia; tant’è che vive con la scorta, nonostante tutto questo s’impegna ogni giorno per cercare di fermarla. Un altro grandissimo magistrato Italiano che ammiro è Giovanni Falcone. Mi è rimasta impressa la sua celere frase “chi tace e china la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola nella vita” effettivamente secondo me affrontare le sfide a testa alta è un segno di grandissimo coraggio, mentre chi non parla soffre dentro di se.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-08 15:04:30 UTC</pubDate>
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         <title>Contro la Mafia: Impariamo dal Passato per Cambiare il Futuro</title>
         <author>fiorenzaalessandro24166</author>
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         <description><![CDATA[<p>Antonio Pelle è stato un esponente di spicco della 'Ndrangheta, una delle organizzazioni criminali più potenti e pericolose al mondo. </p><p>Il suo percorso criminale è stato caratterizzato da violenza, corruzione e illegalità, segnando indelebilmente la vita di molte persone e gettando un'ombra cupa sulla società calabrese. </p><p>Nell'affrontare questo argomento, è fondamentale sottolineare l'importanza di imparare dalla storia e di non idealizzare figure come Pelle. La 'Ndrangheta è una realtà che ha arrecato danni enormi al tessuto sociale e economico del nostro Paese, e la sua esistenza è la prova tangibile di quanto sia cruciale combattere la criminalità organizzata. </p><p>Questo argomento mi spinge a considerare la responsabilità di ognuno di noi nel contribuire alla costruzione di una società più giusta e equa. </p><p>Il ruolo dell'istruzione diventa cruciale in questo contesto, poiché solo attraverso la conoscenza e la consapevolezza possiamo contrastare fenomeni come la criminalità organizzata. In conclusione, è nostro dovere come studenti e cittadini impegnarci attivamente nella promozione di valori etici e nella lotta contro l'illegalità. </p><p>Antonio Pelle rappresenta un capitolo oscuro della nostra storia, ma è attraverso la comprensione e la consapevolezza che possiamo trasformare il passato in un insegnamento per il futuro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-08 21:40:09 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La mafia verrà sconfitta, solo quando un mafioso parlerà.&quot;</title>
         <author>passafaroantea23127</author>
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         <description><![CDATA[<p>Furono le parole di un giudice durante il processo tra Totò Riina e Tommaso Buscetta.</p><p>Il confronto tra Totò Riina e Tommaso Buscetta rappresenta due figure emblematiche della criminalità organizzata in Italia, in particolare della mafia siciliana. Totò Riina, noto come il "Capo dei capi", è stato uno dei boss più spietati e potenti della storia della mafia, responsabile di numerosi omicidi e attentati. La sua brutalità e determinazione nel consolidare il potere della mafia hanno fatto di lui un personaggio temuto e rispettato all'interno dell'organizzazione criminale. Dall'altra parte, Tommaso Buscetta è stato uno dei primi pentiti della mafia, che ha deciso di collaborare con la giustizia per rivelare i segreti dell'organizzazione e contribuire alla lotta contro la criminalità organizzata. La sua testimonianza ha portato alla condanna di numerosi boss mafiosi e ha permesso di smantellare parte dell'organizzazione criminale.</p><p>Il confronto tra Totò Riina e Tommaso Buscetta mette in luce due approcci diversi alla criminalità organizzata: da un lato la brutalità e la violenza di Riina, dall'altro la collaborazione con la giustizia e il pentimento di Buscetta. Questo confronto ci fa riflettere sull'importanza della legalità e della lotta alla mafia, e sull'importanza di individui coraggiosi come Buscetta che decidono di rompere il silenzio e collaborare con le autorità per contrastare la criminalità organizzata.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-08 21:53:30 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Coraggio e Giustizia&quot;</title>
         <author>veciloqueluigi24092</author>
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         <description><![CDATA[<p>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono due giudici italiani che hanno combattuto la mafia. La loro determinazione e il loro coraggio sono un esempio per tutti. Falcone ha lavorato duramente per mandare in prigione i criminali della mafia. Borsellino ha resistito alle minacce e ha sempre difeso la giustizia. Entrambi hanno perso la vita per il loro lavoro, ma il loro esempio ci ispira ancora oggi. La loro memoria ci impara a continuare la lotta contro il crimine organizzato.</p><p><br></p><p>Link intervista Falcone</p><p>https://youtu.be/BL9cMtTIM_c?si=8ehP3Um2meoaeXaM</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 11:30:51 UTC</pubDate>
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         <title>GIANCARLO SIANI</title>
         <author>manfredagiovanni24171</author>
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         <description><![CDATA[<p>Giancarlo Siani nasce a Napoli il 19 settembre 1959 nella casa di famiglia al Vomero e frequenta il Liceo classico Giovan Battista Vico diplomandosi con il massimo dei voti. Iscrittosi all’Università partenopea, inizia immediatamente la propria attività giornalistica dedicandosi principalmente alle condizioni sociali delle zone più emarginate della città. L’emarginazione e il disagio sociale, specialmente tra i più giovani, catalizzano infatti le energie di Siani sia sotto il profilo della ricerca e dello studio della realtà cittadina, sia per le proprie iniziative di denuncia e sensibilizzazione. Non a caso, infatti, il disagio giovanile e le difficili condizioni di alcuni quartieri di Napoli rappresentano fattori ambientali decisivi per l’agire delle organizzazioni camorristiche, soprattutto per il reclutamento di giovani nelle dinamiche criminali del traffico di stupefacenti. Su questi temi, Siani scrive i primi articoli per il periodico “Lavoro nel Sud” fino a quando diventa corrispondente da Torre Annunziata, per il Mattino di Napoli. In questo ruolo, Giancarlo Siani si occupa spesso di cronaca nera e di camorra, che gli permette pertanto di ricostruire molte delle relazioni tra famiglie delle consorterie criminali, i loro affari, i loro legami. Come giornalista del Mattino, Siani riesce a rintracciare gli interessi della camorra nella ricostruzione successiva al terremoto avvenuto in Irpinia nel 1980, irritando significativamente i boss del clan Gionta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:36:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scarfoneenrico24179</author>
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         <description><![CDATA[<p>Matteo Messina Denaro è un noto criminale italiano, considerato uno dei capi della mafia siciliana, specificamente della famiglia di Cosa Nostra di Trapani. E' stato uno dei latitanti piu' ricercati in Italia ed è stato condannato all'ergastolo per vari reati legati alla criminalità organizzata, tra cui omicidio, associazione mafiosa e traffico di droga. La sua latitanza ha alimentato molte speculazioni ed è stato oggetto di intense ricerche da parte delle autorità italiane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:38:22 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ASSOCIAZIONI E SPORT</title>
         <author>petruzzapietro24173</author>
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         <description><![CDATA[<p>L' US Catanzaro tramite il progetto aquile in classe creato da Piervincenzo Gigliotti fa riflettere i ragazzi sulla tematica della legalità nelle scuole. La legalità è una tematica che integra molto gli studenti e li spinge a riflettere.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:40:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883251617</link>
         <description><![CDATA[<p>Giancarlo Siani era un giovane giornalista pubblicista napoletano. Fu ucciso a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, nel quartiere residenziale del vomero: aveva compiuto 26 anni il 19 settembre, pochi giorni prima.Si era iscritto all'Universita' e, contemporaneamente, aveva iniziato a collaborare con alcuni periodici napoletani, mostrando sempre spiccato interesse per le problematiche sociali del disagio e dell'emarginazione, individuando in quella fascia il principale serbatoio della manovalanza della criminalita' organizzata, "la camorra".Inizio' ad analizzare prima il fenomeno sociale della criminalita' per interessarsi dell'evoluzione delinquenziale delle diverse "famiglie camorristiche", calandosi nello specifico dei singoli individui. Fu questo periodo che contrassegno' il suo passaggio dapprima al periodico "osservatorio sulla camorra" rivista a carattere socio-informativo, diretta da Amato Lamberti e successivamente al quotidiano "Il Mattino", come corrispondente da Torre Annunziata presso la sede distaccata di Castellammare di Stabia, Comune di oltre 90mila abitanti, distante una decina di chilometri da Torre Annunziata. E cosi Siani inizio' a frequentare quella redazione, trattenendosi a scrivere lì i propri articoli: in pratica faceva vita di redazione, pur non potendo ufficialmente, essendo solo un corrispondente.Un'esperienza che lo fece diventare fulcro dei primi e temerari movimenti del fronte anticamorra che sorgevano. Promotore di iniziative, firmatario di manifesti d' impegno civile e democratico, Siani era divenuto una realta' a Torre Annunziata: scomodo per chi navigava nelle acque torbide del crimine organizzato, d'incoraggiamento per chi aveva una coscienza civile, ma non aveva il coraggio per urlare.Egli aveva capito che la camorra s’era infiltrata nella vita politica e voleva sconfiggerla.Giancarlo era diventato una minaccia per loro e quindi decisero di ucciderlo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:42:29 UTC</pubDate>
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         <title>IL SILENZIO E&#39; MAFIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883252919</link>
         <description><![CDATA[<p><strong><em>Il silenzio è mafia, dicevamo all'inizio. Quest'espressione risale ad uno slogan immortalato in una vecchia foto del 1993 circa e vuole dire una cosa sola: che chi è testimone di un atto mafioso e non dice niente a nessuno, è uno di loro, è un mafioso.</em></strong></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:43:47 UTC</pubDate>
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         <title>STRAGE DI CAPACI</title>
         <author>lamoreaantonio24169</author>
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         <description><![CDATA[<p>La morte di Giovanni Falcone venne nominata la strage di capaci , compiuta da cosa nostra il 23 maggio del 1992 , ed ogni volta che si sente parlare di questa strage , nella mente degli ascoltatori si cerca una soluzione e una spiegazione a come sia possibile . Per uccidere Giovanni Falcone l' associazione cosa nostra ha utilizzato 500 kg di tritolo , messi sull' autostrada A29 di Palermo , la carica esplose proprio quando passò l'auto con dentro il magistrato antimafia . Oltre a Giovanni Falcone quel giorno morirono con lui la moglie e 3 agenti della polizia. Questo è un altro esempio di cosa può fare la mafia e cosa può accadere alle persone che ne vanno contro</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:44:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scarfoneenrico24179</author>
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         <description><![CDATA[<p>In linea teorica è presente un codice d’onore all’interno delle organizzazioni mafiose ma questo termine è usato in modo improprio perché la parola onore significa difendere e rispettare le promesse e garantire con la propria responsabilità le proprie azioni. La mafia ha un suo personale codice d’onore su cui tutti i membri si basano, ma che ovviamente è conosciuto solo in parte, grazie ai pentiti, a documenti confiscati e indagini della polizia; di certo le parole onore e mafia si legano, e ogni famiglia mafiosa basa i propri valori su fiducia e rispetto non solo verso il loro boss, ma anche verso le donne e gli altri membri della famiglia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:50:14 UTC</pubDate>
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         <title>21 MARZO</title>
         <author>scuterialfredo24180</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera promuove la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L'iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.</p><p>Dal 1996, ogni anno, una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora, per non farli morire mai. Il 21 marzo in tanti luoghi del nostro Paese per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.</p><p><br></p><p>Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:53:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:53:45 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La Tazzina della Legalità</title>
         <author>falconeagostino24057</author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo è il titolo del libro che stato scelto nel nostro istituto, per il progetto della legalità nelle scuole. </p><p>Nel libro le voci di tutti i partecipanti sono vere ed informali come avviene davanti ad un caffè con lo scopo di mettere in sinergia obiettivi, azioni, competenze, risorse e capacità, per sradicare la consuetudine mentale di tacita accettazione della trasgressione e dell’ illegalità.</p><p>Con il mio gruppo abbiamo lavorato ad una video-presentazione incentrata sul capitolo che ci è stato assegnato.</p><p>Il capitolo sottolinea il ruolo cruciale dell'associazionismo innestato nei territori nel favorire la partecipazione e promuovere iniziative collettive per l'inclusione  e il benessere, in modo da prevalere la dove lo stato è assente e la mafia si infiltra</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:54:18 UTC</pubDate>
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         <title>PER UNA RIFORMA CHE GUARDA L&#39;EUROPA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Potere istituzionale a cui è demandata l'applicazione della legge.<br>-L'autorità demandata a esercitare il potere giudiziario<br>-Gli esecutori della potestà giudiziaria<br>- Ministero di grazia e giustizia, ministero che si occupa della pubblicazione e archiviazione delle leggi, dell'organizzazione e del funzionamento dei servizi relativi alla giustizia, e di altre funzioni<br>-Palazzo di giustizia, edificio in cui hanno sede gli uffici giudiziari</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:55:11 UTC</pubDate>
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         <title>In movimento per la legalità </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo è il nome dell’ associazione antimafia che si impegna a combattere le malie promuovendo incontri e dibattiti.</p><p>L associazione si occupa anche di contrastare il roket delle estrorsioni e dell usura, senza usufruire  dei fondi dello stato inoltre sostiene fortemente che è possibile liberare le città dal rocket e dall’ omertà.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:57:54 UTC</pubDate>
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         <title>DODO&#39; GABRIELE</title>
         <author>lacannadaniele24168</author>
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         <description><![CDATA[<p> La mafia è una piaga storica del nostro Paese, che, grazie anche al suo legame con politici e figure istituzionali di alto livello, è riuscita a prosperare negli anni, intimidendo con atti di violenza, faide, omicidi ed estorsioni.</p><p>Spesso a essere vittima della mafia sono persone innocenti, un esempio è Domenico Gabriele detto Dodò.</p><p>Il destino crudele, che più crudele è difficile immaginare, ha voluto che la sua brevissima vita terminasse proprio su un campo di calcio, ucciso mentre giocava a calcetto. Era la sera del 25 giugno del 2009 quando due sicari irruppero proprio sul campetto di calcio dove stava giocando a pallone anche Dodò, nella contrada Margherita, alla periferia nord di Crotone. Obiettivo dell'azione era Gabriele Marrazzo, un emergente della mala locale, che fu ucciso sul colpo. I killer, però, incuranti dei possibili bersagli di quell’agire scellerato, spararono all'impazzata, ferendo anche altre nove persone, tra le quali il bambino. Dai ricordi del padre Giovanni emerge con dolore inconsolabile come quella che doveva essere una giornata di divertimento tra i due, che si alternavano a giocare la partita, si fosse poi tramutata in una tragedia infinita che ha segnato per sempre la loro vita. Dodò non venne ucciso sul colpo, ma iniziò un calvario durato altri tre lunghi mesi; fu ricoverato a Crotone, poi a Catanzaro, operato prima al fegato e poi al cervello, morì il 20 settembre. Mentre lottava tra la vita e la morte in un letto d’ospedale, Giovanni e Francesca, i suoi genitori, sono stati sempre lì e, dal giorno in cui Dodò se ne è andato per sempre, hanno dedicato la loro esistenza alla memoria, alla testimonianza e all’impegno sociale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:59:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>falconeagostino24057</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883268521</link>
         <description><![CDATA[<p>L'associazione Esperia è un'associazione fondata a Pisa con lo scopo di riunire le comunità calabresi e raccontare le tradizioni combattendo i luoghi comuni.</p><p>Questa associazione mi ha colpito molto per i suoi obbiettivi e la sua direzione tutt'oggi</p><p>molto attiva .</p><p>A seguire allego il link del suo sito:</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.associazionecalabresipisa.it/">https://www.associazionecalabresipisa.it/</a> </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 09:59:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883268521</guid>
      </item>
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         <title>Peppino Impastato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883572929</link>
         <description><![CDATA[<p>Sono passati 45 anni dalla morte del <strong>giovane Peppino Impastato</strong>, ucciso dalla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/la-mafia-dalle-origini-ad-oggi-tesina.html">mafia</a> il 9 maggio 1978. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/topic/peppino-impastato.html"><strong>Giuseppe Peppino Impastato</strong></a> è nato a Cinisi nel 1948, all'interno di una famiglia mafiosa ma fin da giovanissimo si ribella al sistema, rompendo ogni legame con il padre, e avviando un'attività politica e culturale<strong> anti-mafiosa</strong>.</p><p>Portato sul grande schermo da <em>I cento passi</em> di <strong>Marco Tullio Giordana</strong>, <strong>Peppino Impastato</strong> è stato un <strong>attivista politico</strong>, che nel 1968 è diventato dirigente delle attività dei gruppi di <strong>Nuova Sinistra</strong> e ha appoggiato le lotte dei contadini a cui hanno espropriato la terra per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.</p><p>Nel 1978 <strong>Peppino Impastato</strong> si candida nella lista di <strong>Democrazia Proletaria</strong> per le elezioni comunali ma non ne conoscerà mai il risultato. Pochi giorni dopo gli elettori di Cinisi lo voteranno, facendolo eleggere simbolicamente al Consiglio Comunale.</p><p>Quando <strong>Peppino Impastato</strong> viene assassinato dalla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/mafia-tema-svolto-e-riflessioni-su-cosa-nostra.html"><strong>mafia</strong></a>, nella notte tra l'8 ed il 9 maggio, è ormai diventato un personaggio scomodo.</p><p>Il cadavere viene ritrovato adagiato sulla ferrovia, sopra una carica di tritolo, per simulare un attentato suicida e distruggerne anche l'immagine. La sua <strong>morte</strong> passa quasi inosservata poichè nelle stesse ore in cui veniva ritrovato il suo cadavere veniva rinvenuto anche il corpo di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/topic/aldo-moro.html"><strong>Aldo Moro</strong></a>, ucciso dalle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.studenti.it/brigate-rosse-storia-attentati.html"><strong>Brigate Rosse</strong></a>, in via Caetani.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 15:01:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>venturamattia24182</author>
         <link>https://padlet.com/giuseppinascarpino/gojl8m4kr21y8gha/wish/2883680154</link>
         <description><![CDATA[<p>La legalità è l’ emblema dell’ onestà verso la comunità sociale.</p><p>Comportarsi con legalità significa abbattere le barriere dell’ omertà e della paura per creare un mondo migliore alle sue generazioni.</p><p>Libero Grassi per esempio è stato l’ imprenditore che per rispettare i principi di legalità ha sacrificato la sua stessa vita.</p><p>Un imprenditore che non ha ceduto al pagamento del pizzo, come metodo mafioso,ma si è ribellato incarnando in pieno il principio della legalità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 16:22:56 UTC</pubDate>
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