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      <title>Donne senza nome by Flavia Togni</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-09 16:38:56 UTC</pubDate>
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         <title>RESISTENZA (8 settembre 1943 -maggio 1945)</title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div>con il termine "Resistenza" si indica l'insieme dei movimenti politici e militari che in Italia si opposero, dopo l'armistizio di Cassibile, al nazifascimo nell'ambito della guerra di liberazione italiana<br>Nella Resistenza le donne ebbero un ruolo fondamentale.<br>Innanzitutto potevano eseguire ogni diverso compito previsto dalla lotta per la Liberazione (scontro armato, stampa e propaganda, approvvigionamento, soccorso), in quanto, a differenza degli uomini, non erano sottoposte ai bandi di reclutamento.<br>Provengono da ogni fascia sociale e, sia donne armate che non, partecipano attivamente, diventando un elemento imprescindibile della lotta stessa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:41:40 UTC</pubDate>
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         <title>RESISTENZA CIVILE</title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le donne sono anche le protagoniste della Resistenza civile: alcune loro azioni di massa ottengono risultati estremamente concreti e importanti da un punto di vista strategico e politico (ad esempio a Napoli impediscono i rastrellamenti degli uomini, facendo svuotare i camion tedeschi e innescando la mina per un'insurrezione civile).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:43:38 UTC</pubDate>
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         <title>RESISTENZA ARMATA</title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le donne sono comunque importanti anche nella lotta armata partigiana: sono combattenti nelle bande extra-urbane, organizzatrici di manifestazioni contro la guerra, a favore dei detenuti o dei deportati, o in onore dei partigiani caduti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:44:41 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ECCIDIO DEL PONTE DI FERRO</title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>26 Marzo 1944 <br></em></strong>Il generale tedesco Kurt Mälzer, comandante della piazza di Roma, emette un'ordinanza che riduce a 100 grammi la razione giornaliera di pane destinata quotidianamente ai civili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:46:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flaviatogni182</author>
         <link>https://padlet.com/flaviatogni182/donnesenzanome/wish/240250715</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>7 Aprile 1944</em></strong> <br>E' la mattina di venerdì Santo gruppo di donne dai quartieri di Ostiense, Portuense e Garbatella assalta il forno Tesei, che panifica pane e farina bianca e rifornisce le truppe naziste. Il direttore del forno, di fronte a tanta disperazione, concede loro di impossessarsi di pane e farina. Tuttavia qualcuno chiama il comando tedesco. In pochi minuti Via del Porto Fluviale fu circondata dalle truppe nazifasciste. Alcuni soldati allora prendono dieci donne tra le presenti e ne dispongono nove contro la ringhiera del ponte con il viso rivolto al fiume, la decima, una ragazza di vent'anni, viene trascinata di sotto. Gli accessi al ponte sono sbarrati. Parte l'ordine dei tedeschi. Le nove donne vengono fucilate senza alcuna pietà, la decima uccisa dopo esser stata violentata dai soldati. I corpi delle donne vengono lasciati sul ponte fino a tarda notte, come monito. Soltanto un gruppo di suore si reca sul posto a pregare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:49:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>8 Aprile 1944<br></em></strong>La mattina dopo queste donne vengono caricate su un camion, ma non si sa dove vengono portate, né dove vengono sepolte. Sono rimaste per anni donne senza identità, senza volto, donne senza nome. Solo nel 1997 sul luogo dell'eccidio è stata deposta dal comune una lapide commemorativa, per iniziativa dell'ex-partigiana e parlamentare Carla Capponi e grazie alle ricerche del giornalista Cesare De Simone, che ha recuperato la memoria dell'eccidio e attribuito finalmente dei nomi alle vittime: <em>Clorinda Falsetti, Italia Ferracci, Esperia Pellegrini, Elvira Ferrante, Eulalia Fiorentino, Elettra Maria Giardini, Concetta Piazza, Assunta Maria Izzi, Arialda Pistolesi, Silvia Loggreolo.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:52:26 UTC</pubDate>
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         <title>TESTIMONIANZE</title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div>"<strong>Piovigginava sul Ponte di Ferro, dal Tevere salivano i fumi lenti di una nebbiolina rada, piccole volute biancastre, che fluttuavano addensandosi a pelo d'acqua</strong>". <br>Così aveva iniziato il suo libro lo storico De Simone nel descrivere il luogo in cui avvenne l'eccidio </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:53:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flaviatogni182</author>
         <link>https://padlet.com/flaviatogni182/donnesenzanome/wish/240255155</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>"Ieri, a motivo di assalto al Forno Tesei, in via B. Baldini, zona Portuense, da parte di una folla giunta anche dai quartieri adiacenti, è intervenuto un reparto della polizia germanica, riportando l’ordine. Dieci donne, sobillatrici dei disordini, sono state fucilate sul Ponte dell’Industria"<br></em></strong>Dal Mattinale della Questura di Roma, conservato nell'Archivio Centrale dello Stato. Rapporto datato 8 aprile 1944.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:56:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flaviatogni182</author>
         <link>https://padlet.com/flaviatogni182/donnesenzanome/wish/240256045</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>"Le donne dei quartieri Ostiense, Portuense e Garbatella avevano scoperto che il forno panificava pane bianco e aveva grossi depositi di farina. Decisero di assaltare il deposito che apparentemente non sembrava presidiato dalle truppe tedesche. Il direttore del forno, forse d'accordo con quelle disperate o per evitare danni ai macchinari, lasciò che entrassero e si impossessassero di piccoli quantitativi di pane e farina. Qualcuno invece chiamò la polizia tedesca, e molti soldati della Wehrmacht giunsero quando le donne erano ancora sul posto con il loro bottino di pane e farina. Alla vista dei soldati nazisti cercarono di fuggire, ma quelli bloccarono il ponte mentre altri si disposero sulla strada: strette tra i due blocchi, le donne si videro senza scampo e qualcuna fuggì lungo il fiume scendendo sull'argine, mentre altre lasciarono cadere a terra il loro bottino e si arresero urlando e implorando. Ne catturarono dieci, le disposero contro la ringhiera del ponte, il viso rivolto al fiume sotto di loro. Si era fatto silenzio, si udivano solo gli ordini secchi del caporale che preparava l'eccidio. Qualcuna pregava, ma non osavano voltarsi a guardare gli aguzzini, che le tennero in attesa fino a quando non riuscirono ad allontanare le altre e a far chiudere le finestre di una casetta costruita al limite del ponte. Alcuni tedeschi si posero dietro le donne, poi le abbatterono con mossa repentina "come si ammazzano le bestie al macello": così mi avrebbe detto una compagna della Garbatella tanti anni dopo, quando volli che una lapide le ricordasse sul luogo del loro martirio. Le dieci donne furono lasciate a terra tra le pagnotte abbandonate e la farina intrisa di sangue. Il ponte fu presidiato per tutto il giorno, impedendo che i cadaveri venissero rimossi; durante la notte furono trasportati all'obitorio dove avvenne la triste cerimonia del riconoscimento da parte dei parenti."</strong></div><div>- Carla Capponi </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 16:58:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flaviatogni182</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>"... verso le 10 del mattino iniziò l'assalto al forno, poco dopo arrivarono le SS, chiamate dai fascisti della PAI, per rappresaglia, visto che diverse ceste di pane erano state portate via dalla folla... presero queste donne, le portarono sul ponte e lì, le fucilarono.<br>-</strong>Carla Capponi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 17:04:35 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Aiello legge Donne senza nome</title>
         <author>idronauta1983</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima parte</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-07 23:15:30 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Aiello legge Donne senza nome </title>
         <author>idronauta1983</author>
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         <description><![CDATA[<div>Seconda parte<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-07 23:17:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>idronauta1983</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-27 17:17:35 UTC</pubDate>
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         <title>Pochi giorni dopo, in via Badile, un&#39;altra vita falciata dalla barbarie</title>
         <author>idronauta1983</author>
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         <pubDate>2018-04-27 17:22:20 UTC</pubDate>
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         <title>Il contesto storico in cui esplose la protesta ed iniziarono gli assalti ai forni</title>
         <author>idronauta1983</author>
         <link>https://padlet.com/flaviatogni182/donnesenzanome/wish/348049411</link>
         <description><![CDATA[<div> </div><div>L’occupazione tedesca durava da 7 mesi e i romani erano stremati, per la ferocia dell’occupazione – la strage delle Fosse Ardeatine era avvenuta pochi giorni prima, il 23 marzo – per l’arrivo degli sfollati dalle campagne, circa 200000, che aveva determinato un significativo aumento della popolazione, per gli attentati e l’aumento della stretta dell’invasore, per i bombardamenti alleati (alla fine furono 51), per i rastrellamenti (quello del ghetto era stato effettuato il 16 ottobre del 1943, quello del Quadraro sarebbe avvenuto il 17 aprile), per la delusione del mancato arrivo delle truppe alleate bloccate ad Anzio, a pochi chilometri da Roma, e soprattutto per la difficoltà dei collegamenti  e la conseguente riduzione dei rifornimenti alimentari, che dovevano essere condivisi anche con le migliaia di persone - ebrei, disertori, partigiani, politici ecc. - nascoste dai romani. A ciò si aggiunge che Il 24 marzo il generale tedesco Kurt Mälzer, comandante della piazza di Roma, aveva emesso un'ordinanza che riduceva da 150 a 100 grammi la razione giornaliera di pane, nero, destinata ai civili.</div><div> </div><div>Tutti ricorrevano al mercato nero e si mangiava quel che si trovava: carrube lesse, pane di vegetina (miscela di farine di lupini, ceci, fagioli, piselli, ghiande di leccio, fave e castagne), bucce di patate bollite… e si bruciavano i mobili per scaldarsi e cucinare. La borsa nera favoriva la speculazione e il prezzo dei generi di prima necessità era aumentato vertiginosamente, mentre ingenti quantitativi di farina erano venduti di contrabbando dagli organi addetti alla distribuzione… Gli ospedali erano pieni di bambini denutriti, e si contarono numerosi decessi per fame e malattie da denutrizione, forse più di trecento.</div><div> </div><div>Le donne diventarono quindi le principali protagoniste degli assalti ai forni e ai rifornimenti delle truppe tedesche, nei quartieri di Trionfale, Borgo Pio, Via Leone Quarto e Appio, fin quando nella mattina di venerdì Santo decine di donne provenienti dai quartieri di Ostiense, Portuense e Garbatella assaltarono il forno Tesei che riforniva le truppe naziste. </div><div> </div><div>Per molto tempo è stata messa in dubbio la ricostruzione storica dell'eccidio del Ponte dell'Industria fatta dalla gappista Carla Capponi e dallo storico Cesare De Simone, ma negli ultimi anni il lavoro fatto dall’ANPI ha portato alla luce diverse testimonianze che si aggiungono e rafforzano quelle raccolte precedentemente, in particolare quelle di alcuni parenti di una delle vittime e testimoni che allora erano bambini e riportano quanto avevano ascoltato dagli adulti. La rilettura della Resistenza che si sta effettuando da alcuni anni a questa parte sta per l’appunto valorizzando il contributo dell’opposizione dei civili e delle donne in primis. </div><div>  </div><div>L'eccidio è stato inserito nell' "Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia" <a href="http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281">http://www.straginazifasciste.it/?page_id=281</a> . Nel 2019 per la prima volta l’Ambasciata tedesca ha chiesto il permesso all’VIII Municipio di portare un omaggio floreale sul luogo dell’eccidio il giorno dell’anniversario. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-03 13:15:23 UTC</pubDate>
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         <title>Omaggio del Liceo Pilo Albertelli https://www.youtube.com/watch?v=2Oc2EpTZ5Zo&amp;feature=youtu.be</title>
         <author>idronauta1983</author>
         <link>https://padlet.com/flaviatogni182/donnesenzanome/wish/349962286</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-09 14:43:55 UTC</pubDate>
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