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      <title>Racconti horror horr... endi! by Elena Garroni</title>
      <link>https://padlet.com/eligarroni1/glinb51uyi8l</link>
      <description>Realizzato con un alone di mistero dalla classe IIC - 2019/2020</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-06-06 06:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>La maledizione degli organi di Emi</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La giornata  era iniziata come tutte le altre per James e Rachel, ma qualcosa  dopo pranzo cambiò; i loro genitori li avevano fatti salire in macchina e li avevano condotti davanti a tre case. Tra le tre, una era la più accogliente con un cortile recintato quasi attaccato a un'altra casa,  più  piccola  e inquietante. A sei metri di distanza  circa c'era  un cimitero e dietro era situato un piccolo capanno  degli attrezzi da dove stava uscendo un piccolo ometto brutto e pelato con un fucile nella mano destra e una lepre nella sinistra, così il padre chiese: " Mi scusi sa per caso qual è  la casa in vendita tra le tre ?" Lui rispose : "Sì, ma non potete entrare, sloggiate ". E l'ometto se ne andò. Qualche ora più tardi finalmente la trovarono. Cenarono e il primo giorno passò. Mentre i due ragazzi si dirigevano nel letto per dormire, James disse: "Rachel, e se sotto il tuo letto ci fosse  uno  zombie?" con tono divertito. Rachel  rispose: "Non fare l'imbecile!".<br>Il giorno dopo qualcosa cambiò. I due scesero per fare  colazione in cucina, aprirono  l'anta della mensola , ma dei cereali nemmeno  l'ombra e con gran disgusto trovarono dei denti , James urlò senza pensarci: "È  stato lo zombie! "; tutti e tre lo guardarono sbalorditi, e il padre disse con tono pacato: "Quale zombie?  Qui non c'è  nessuno  zombie", ma James controbatté: "Beh non mi credete?  Si aggira per la casa, è  pericoloso !". Ad un tratto cadde il lampadario , sul soffitto videro un corpo di una creatura e, con gran orrore,  scoprirono  che era un bambino, senza un bulbo oculare, un orecchio e la lingua; oltre a questo  sbavava e ringhiava, la  famiglia urlò  sguaiatamente e al bambino turbinò la testa. Immediatamente fuggirono fuori e trovarono l'ometto che fece loro un cenno, e così lo seguirono fino alla capanna. Entrarono, lui aprì una botola nel  capanno e si  ritrovarono  in un tunnel; a quel punto disse disse: "Sapevo che sarebbe riaccaduto, per questo non volevo veniste " e poi continuò: nella casa grigia viveva mio fratello. Lui odiava i bambini, ma proprio lì  dove vivete voi ora era venuta ad abitare una famiglia con un bambino molto  curioso. In casa sua mio fratello faceva cose orribili e il bambino lo sentiva, ascoltava e riferiva  ai suoi genitori. Cosi uccise lui e i suoi genitori  e gli tolse un 'occhio, un orecchio e la lingua, che sono riposti uno in casa vostra e gli altri in casa sua. Bisogna distruggerli, ma non è  facile: il bambino zombie proverà  a uccidervi, quindi sloggiate! Mio fratello si è  ucciso, ma non si è  mai ritrovato il suo cadavere..."<br>"Venga con noi" dissero in coro, ma lui rispose che il bambino  zombie  lo avrebbe  impedito.<br>Riemersero del tunnel e  balzarono fuori dal capanno, furtivi.<br>Molto  cautamente  osservarono l'area. Lui era lì ad aspettarli...</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-26 15:45:37 UTC</pubDate>
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         <title>Vuoto, completamente vuoto di Luisa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao mi chiamo Zaki, e sono da un anno intrappolato qui. Ho 10 anni.<br>Io e la mia famiglia dovevamo trasferirci in una nuova casa: questa era abbandonata perché una signora che abitava lì scomparve, e nessuno la trovò più. Io non avevo paura, per niente. In quella casa c'era una stanza che non conteneva nulla, c'erano solo tre quadri: uno con un vecchio dallo sguardo cattivo, violaceo con un sorriso maligno e le rughe scavate nella faccia; il secondo era occupato da una donna spaventata,  e il terzo era vuoto, completamente vuoto.<br>Quella stanza era in più perciò decidemmo di tenerla com'era.<br>Passarono giorni e settimane; non c'era nulla di strano in quella casa. C'erano solo rumori fastidiosi provenienti da quella stanza, rumori come se qualcuno stesse trascinando un gessetto sulla lavagna. Presi una decisione, sarei entrato in quella stanza. Pensavo: e se... dietro la porta ci fosse stato un mostro vampiro che attendeva solo me? No, era impossibile, io non avevo paura. <br>Entrai in quella rumorosa stanza, la porta si chiuse dietro di me, sbattendo e, dietro essa, non c'erano né mostri né vampiri, io non avevo paura.<br>Ad un certo punto nella stanza si alzò un vento fortissimo, una bufera; io cercai di aggrapparmi a qualcosa, ma la stanza era vuota... maledizione, il mio cuore batteva più forte che poteva nel mio petto. Provai ad urlare, ma dalla mia bocca uscirono solo piccoli gemiti, come quando un cucciolo di leone prova per la prima volta a ruggire.<br>La bufera mi spinse nel terzo quadro: ero imprigionato, avevo paura.<br>Mio padre, convinto che fossi alla mia scrivania, mi cercò, entrò nella rumorosa stanza, voleva portarmi a mangiare un gelato.<br>Poi lo vidi, pallido,  guardare il terzo quadro che non era più vuoto, era occupato.<br>E lì sul muro ce n'era un quarto. Era vuoto, completamente vuoto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-27 09:06:16 UTC</pubDate>
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         <title>Camper killer di Alice</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Se sono qui ora, a scrivere queste righe è perché sono uscita viva dal camper, soprannominato " Camper killer " . </div><div>Non era un comune camper come quelli che siamo abituati a vedere.</div><div>Tutto iniziò, quella maledetta domenica, che decidemmo di fare un escursione in bicicletta su un'altura; arrivammo in un prato e trovammo un camper parcheggiato. La sua porta era semiaperta ed invitava ad entrare;  ma una volta entrati, la porta si chiuse di colpo e ci imprigionò.</div><div>Era impossibile uscire.</div><div>Esso era pieno di polvere e  di sporcizia ovunque. Era così ripugnante da farmi venire il voltastomaco!</div><div>In quell'istante il camper iniziò la sua folle corsa, a tutta velocità; all'improvviso si arrestò! </div><div>Urlai a mio fratello: "Siediti ! ", ma lui non fece in tempo e, cadendo, picchiò la testa contro uno spigolo. A poco poco smise di respirare .</div><div>Ricordo ancora l'espressione dei miei genitori, il terrore e la disperazione che ho letto nei loro volti.</div><div>Purtroppo era impossibile tornare indietro nel tempo e non fare lo stesso errore.</div><div>In quel momento si udì della musica terrificante in sottofondo, le antine dei pensili incominciano a sbattere e i cassetti si aprono e si chiusero più volte; nel mentre partì un coltello che si scaglio nella gola di mia mamma.</div><div>La paura e l'incredulità mi attanagliava.</div><div>Per fortuna c'era ancora mio padre (non avrei mai voluto dire queste parole) che stava cercando in tutti i modi di aprire quella maledetta porta.</div><div>Nei cassetti trovammo una pistola: a mio padre venne l'idea di sparare alla finestra per rompere il vetro, ma ahimè! La pallottola rimbalzò e penetrò nel cuore di mio padre.</div><div>Ormai ero in preda al panico: avevo visto la mia famiglia morire, uno dopo l'altro.</div><div>Ho lottato per sopravvivere, più volte ho rischiato di essere divorata da quelle pareti.</div><div>Per caso scoprii il suo punto debole ...</div><div>Pensai: "Lui è vivo, quindi anche lui può morire, devo solo capire come ".</div><div>Iniziai a staccare le antine, i pensili, le tende dalle finestre e lui iniziò a urlare dal dolore, io continui, cercando di infliggerli più dolore possibile.</div><div>Ero sfinita, ma non potevo mollare proprio ora.</div><div>Presi un coltello e iniziai a colpire le pareti. Il camper era talmente esausto che cedette e aprì la porta<br>Non ci potevo credere: quella era la mia via di fuga verso la vita.<br>Correvo il più lontano possibile. Mi voltai e il camper non c'era più.<br>  </div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-27 13:26:09 UTC</pubDate>
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         <title>Una notte nell&#39;altro mondo di Davide (un po&#39; splatter)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eligarroni1/glinb51uyi8l/wish/598687982</link>
         <description><![CDATA[<div>Era una notte speciale per me, perchè proprio in quella notte ero partito per conoscere un Boss della mafia.<br>Ero partito alle tre di notte ovvero la cosiddetta ora degli spiriti demoniaci, ma io non credevo a quella roba, o almeno fino a quella notte.<br>Ero partito così presto perchè il luogo dell'incontro tra me e il Boss era molto lontano da casa mia e dovevo arrivare entro mezzogiorno.<br>Per il viaggio mi ero portato con me una rivoltella, un coltello,  alcuni vestiti e una valigetta con al suo interno €1.000.000.<br>La cosa più bella oltre che alla sorpresa che aveva in serbo per me, è che sarei anche stato suo ospite per qualche giorno.<br>Dopo aver messo tutto l'occorrente in una valigia per poi riporla nel bagagliaio, ero salito in macchina e la misi in moto per poi partire verso la destinazione.<br>Appena varcata la soglia della mia villa cominciai a sentirmi osservato e avvertivo anche delle sensazioni strane che mi provocavano un ansia tremenda. Cominciai a vedere cose strane ma non me ne feci un cruccio e continuai ad andare per la mia strada.<br>Per togliermi dalla testa quelle strane sensazioni, cominciai a pensare a quanto ero fiero di me, come ero bravo nel mio lavoro, che sorpresa aveva in serbo per me il grande e famigerato Boss e altre cose così; ma  una cosa mi fece distogliere la mente da quei bei pensieri: in lontananza vidi sempre più nitida la strada che però non era asfaltata e la cosa mi fece rabbrividire perchè ci ero passato molto spesso da lì, ma non era mai stata senza asfalto e non c'erano nemmeno i lavori stradali; era come se fossi stato teletrasportato in un'altra dimensione parallela alla mia. <br>Appena arrivai sullo sterrato mi fermai e decisi di scendere dalla mia vettura, ma prima presi il mio telefono e chiamai la polizia per chiederle più informazioni. Non  c'era campo; presi la mia rivoltella, aprii  la portiera e, poco prima di mettere il piede fuori sullo sterrato arido e desertico immerso nel buio, una cosa si schiantò violentemente sul cofano della mia macchina. Io ero andato vicino all'infarto e i battiti da mille passarono a duemila e con il cuore che si dimenava nel mio petto come se volesse evadere dalla cassa toracica, scesi comunque e vidi, sul cofano ammaccato, un uccello spappolato che con il suo sangue e le budella aveva creato una stella di quelle che si vedono nei rituali satanici, poi di colpo l'uccello si girò verso di me e prese il volo.<br>Alzai lo sguardo verso l'orizzonte e vidi che non c'era più nemmeno l'asfalto ma solo la terra rossiccia illuminata sotto una luce rossa che proveniva dal completo nulla; e fu Lin quel momento che capii che non sarei più tornato a casa e che non avrei mai saputo la sorprese che tanto aspettavo e amavo senza sapere nemmeno cosa fosse.<br>Rientrai in macchina affannato e imprecante di morte; provai ad accenderla ma non diede segno di vita e lei non avrebbe fatto come l'uccello.<br>"Sono spacciato, sono spacciato", me lo continuavo a ripetere senza fine finché decisi di scendere dalla macchina. Questa volta la porta si aprì da sola e vidi che per terra c'era una chiazza di sangue e sentii anche dei rumori sinistri e soppressi; mi chinai e misi il mio dito all'interno del sangue, era caldo e non ancora coagulato, lo assaggiai ed era proprio il gusto del sangue umano, ma per esserne certo mi tagliai con il mio coltello la pelle della mano proprio in centro e lo assaggiai,  il gusto era identico al mio; rimasi basito dopo il confronto del colore che anche quello era uguale.<br>Vidi che dalla chiazza ne seguiva una striscia che portava ad un corpo: familiare con la pancia aperta e con gli organi messi a fianco al corpo, e la sua faccia. Era il viso che conoscevo meglio, e come non riconoscerla.<br>Di colpo apparve anche l'angelo della morte e mi disse "Guardati sei davvero affascinante da morto" e si mise a ridere, poi la testa del corpo si girò e caddi a terra con un tonfo. Cominciai a perdere sangue dalla testa e non mi alzai più fino a che vidi una sagoma che assaggiava il sangue e che lo confrontava all'altro per poi avvicinarsi a me e spaventarsi all'arrivo dell'angelo della morte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-28 09:02:10 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ombra luminosa - di Luca</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ero a casa da solo. Era notte, e i miei genitori quella sera erano fuori città. Ma io mi sentivo osservato: era una sensazione strana, non sembrava reale. Proveniva da sotto il letto. E pensai: "Sarà solo una mia sensazione, essendo a casa da solo". Quindi continuai a giocare come se niente fosse. <br>Quando arrivò l'ora di andare a dormire, la sensazione aumentò sempre di più.<br>"Non importa: vado a letto". La sensazione di una presenza si intensificava sempre di più e mi costringeva ad andare a guardare in camera.<br>Vidi degli occhi bianchi luminosi che mi fissavano e rimasi impietrito. Vedevo questa persona uscire da lì sotto, da solo il mio letto. <br>Io ero immobilizzato a tal punto che sembravo una statua di ghiaccio.<br>Vedevo che quell'essere tirava fuori una lama. Con uno scatto mi fu addosso, mi perforò lentamente la schiena. E io morii. <br>Ora, però, c'è un assassino a piede libero per tutta la città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-28 15:32:05 UTC</pubDate>
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         <title>ll campo di grano - di Ale</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/eligarroni1/glinb51uyi8l/wish/599432154</link>
         <description><![CDATA[<div>In lontananza, in mezzo al campo di grano, scrutavo un'ombra misteriosa, la quale non era ben definita. Vedevo  solo che si stava dirigendo in una casa situata dall'altra parte del campo di grano: io rimasi a guardare finché Tommy il ragazzo di quella uscì e quell'ombra, a me parsa misteriosa, si trasformò in qualcosa... ma cosa? Dissi tutto ai miei genitori e loro si misero a ridere e a prendermi in giro. Pian piano, giorno per giorno, quella insignificante ombra prendeva una famiglia e i miei genitori ciechi se la spassavano senza capire cosa sarebbe accaduto. Però io mi feci più astuto: trovai un posto in camera mia, sicuro e introvabile.<br>ARRIVO' QUEL GIORNO.<br>Sentimmo il drinnnnnnn della campanella e io  mi misi nel mio amato posto, consapevole che i miei genitori non ce l'avrebbero fatta. Li sentii urlare forte e poi silenzio 🤬. Non sentii una mosca, a parte i suoi leggeri passi che si stavano dirigendo verso di me.<br>Quando mi trovò e lo vidi, capii che non c'e l'avrei fatta. Lui annusava le paure delle persone e si trasformava in esse. Capii come tutti erano morti.<br>D'INFARTO!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-28 15:34:44 UTC</pubDate>
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         <title>Lo scherzo mortale - di Serena </title>
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         <description><![CDATA[<div>Era una cupa giornata invernale, in Nevada. Luis, un misero contadino, uscì a recuperare la legna per il camino, mentre Jonny stava architettando uno scherzo molto semplice. Fin da piccoli si facevano scherzi stupidi a vicenda: pensò di mettere un topo nel letto di Luis, ma quando Jonny andò a dormire, lo trovò e lo tolse senza esitare, stupendosi che la sua paura per i topi fosse scomparsa. <br>Una sera di qualche giorno dopo, Luis entrò nella camera di Jonny e disse: “C'’è un’ombra che si aggira nella mia stanza, ha una mano gigante e bitorzoluta che esce di soppiatto da sotto il letto e mi spaventa”. Jonny, pensando che stesse scherzando, si mise a sghignazzare e Luis irritato uscì della camera. <br>Nei giorni successivi Jonny vide Luis molto preoccupato e più silenzioso del solito e iniziò a insospettirsi. <br>La sera dell’ultimo giorno del mese si sentì una voce che diceva: “ Luis, Luissss... domani morirai”  ripetuto per tutta la notte. <br>La mattina successiva, Luis scrisse una lettera che lasciò sulla scrivania per Jonny, uscì sul tetto e si buttò.<br>Da quel giorno si narra che si sente una voce che dice: “Attenti, vi sto osservando...” </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-28 19:32:46 UTC</pubDate>
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         <title>Il vento invernale - di Giulia</title>
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         <description><![CDATA[<div>Ero sotto le coperte, mentre il vento invernale mi soffiava freddo sulla faccia, quando qualcuno mi toccò la spalla. ''Dormo ancora un attimo'' risposi assonnata, dopo pochi istanti lo sentii di nuovo. Chiunque fosse era gelido e aveva delle mani vecchie. ''Ho detto ancora un attimo'' ripetei scocciata.<br>La mano mi toccò di nuovo ma stavolta non osai aprire bocca. Mi aveva lasciato qualcosa sul collo. Era sangue. Sangue bollente che colava giù fino ai vestiti. Decisi di rimanere sotto le coperte, mentre il vento invernale mi soffiava freddo sulla faccia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 07:22:16 UTC</pubDate>
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         <title>Una trappola inaspettata - di Mikaela</title>
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         <description><![CDATA[<div>Era una sera d’estate, quando Lara, Elia e Fabio, tre ragazzi di dodici anni, decisero di andare a fare un campeggio in mezzo al bosco. <br>Montate le tende, stanchi, sdraiandosi sul prato, si misero ad ascoltare il frinire dei grilli che emanavano tranquillità.<br>Allo scoccare della mezzanotte, un rumore inaspettato si fece sentire: era forte, assordante e disturbava i tre ragazzi.<br>Fabio, il più sveglio, andò a controllare da dove provenisse quel rumore e, man mano che si avvicinava si faceva sempre più intenso. <br>Il tempo scorreva e di Fabio non c’era più nessuna traccia; era scomparso nel nulla. <br>Lara ed Elia, impauriti, videro un’ombra, fuori dalla loro tenda, avvicinarsi a loro.<br>Lara disse:  Elia, non è meglio che andiamo a controllare?“ <br>Ed Elia rispose: “Per me è meglio restare qui, fermi e immobili per scoprire cosa succede”.<br>L’uomo si avvicinò sempre di più alla loro tenda e con un fucile, puntato verso di loro, prese Elia, lo scaraventò a terra e con un’ascia lo trafisse dritto nel cuore fino a farlo morire.<br>Lara, iniziò a correre, ma inciampò, l’uomo riuscì ad afferrarla, la strangolò e la buttò nel fuoco ardente.<br>Soddisfatto del suo lavoro, l’uomo sorrise.<br>Non si accorse, però, che, nascosto dietro ad un cespuglio, Fabio lo stava osservando...</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-29 21:49:07 UTC</pubDate>
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         <title>Un tesoro infestato di Filip (avventura - thriller)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Driin, il telefono squilla da anonimo. Fill Wilsom risponde:  "Pronto, chi parla?"<br>Una voce cupa, soffocante, come se stesse facendo fatica a parlare, risponde: "Ci serve il tuo aiuto: ti abbiamo osservato che rubavi! Da quel che abbiamo visto sembri un esperto! Ci vediamo tra quattro giorni alle 23:30 sotto il municipio. Riattacca."<br>Il ragazzo non ha le idee chiare, pensa per tutti questi giorni alla chiamata, fino a che non arriva il momento.<br>Sotto il municipio sono già lì in attesa di Fill. Appena arrivato, Filip, non fa in tempo ad aprire bocca che gli incastrano un cappuccio sella testa in modo da non vedere niente.<br>Lo portano davanti ad una casa malandata, gli tolgono il cappuccio e gli disdicono: "Devi entrare a rubare!"<br>Sembra semplice. Entra nella casa e nota subito un cartello: "Se vuoi aprire questa porta devi andare e nord-est della Florida, dove c'è un grosso albero."<br>Fill senza perdere tempo, parte, arriva davanti all'albero, ma non vede niente di sospetto; sta lì un paio d'ore poi si accorge che un pezzo di corteccia era diverso dagli altri, non aveva la stessa forma!<br>La mano del cercatore la apre e trova al suo interno la chiave.<br>Ultra felice torna a quella casa e apre la porta convinto di avercela fatta, ma poi vede un altro cartello su cui è scritto di andare a sud-ovest della Cina, dove c'è Tianya Haijiao una spiaggia.<br>Fil parte anche questa volta, ma con sé porta un metal detector. Fa bene a portarlo perché,  appena lo accende per iniziare le ricerche, squilla subito!<br>Allora lui scava e trova una scatoletta con l'ennesima scritta:  "Ti mancano ancora 20 passi".<br>Il metal detector suona ai suoi 20 passi precisi, scava e trova la chiave.Torna alla casa e apre pure quella porta, con un'insegna: "Qui dietro c'è il tesoro però non sarà facile come le altre due volte: dovrai andare in mezzo all'oceano Atlantico, sul fondale c'è un forziere."<br>Questa volta il ragazzo ci pensa un po' di più, ma, alla fine, parte comunque. Arriva in mezzo all'oceano e si cala con una muta e due bombole; arriva in fondo all'oceano, prende il forziere e risale a galla dove c'è un marinaio con la sua barca.Tornano a riva e Fill non si riposa neanche un momento, prende la macchina e parte. Durante il viaggio chiama il numero anonimo che risponde e gli dice che si trovava davanti alla casa. Arrivati davanti alla casa pure gli altri, Fill apre il forziere, prende la chiave e apre la porta.<br> È bellissimo, sbarluciccante, splendente. All'improvviso una luce: non siamo soli, si sentono dei rumori, dei versi.Vedono un'ombra muoversi, si avvicina velocemente affamata. Fill corre via a nascondersi come tutti. Scopre però una cosa: la strana cosa è affamata di carne umana. Il mostro esce dalla casa, Fill scappa, la creatura lo rincorre, è più veloce del ragazzo ma non più intelligente.<br>Si ritrovano faccia a faccia, tutti e due senza paura: il mostro lo attacca, di soppiatto. Fill non se ne accorge per cui se lo ritrova dietro che cerca di morderlo. Fil scappa appena in tempo, raggiunge il signore anonimo, lo afferra e lo lancia con un tiro da campione nella bocca del mostro che in un sol boccone lo mangia e lo digerisce.<br>E anche se una persona era stata "sacrificata" per salvare le altre, ora era riuscito a prendere il tesoro!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-30 12:07:07 UTC</pubDate>
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         <title>&#39;&#39;CHARLIE...CHARLIE...&#39;&#39; di Giorgi</title>
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         <description><![CDATA[<div>Quella famiglia, ero convinta, era nel mio giardino, sotto terra.<br>Sentivo una voce nitida: la chiamavano in continuazione, la tormentavano. <br>Avevo scoperto che era una bambina: il suo nome era Charlie.<br>Un giorno decisi di iniziare a scavare, quelle voci le sentivo da anni.<br>Prima abitavo in un'altra casa, poi venni a vivere in questa. E proprio quel giorno mi misi a scavare: provavo ansia, mi tremavano le gambe, sulle mie spalle sentivo la solita voce: ''Charlie...Charlie...''. Non stavo nella pelle, le arcate dei miei denti picchiavano tra loro come degli animali che lottano, un branco contro un altro branco. Ero munita di pala e rastrello. Scavai e riscavai fino a tre metri e lì la trovai... </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-31 09:54:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il bosco della verità di Federico</title>
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         <description><![CDATA[<div>Un giorno stavo passeggiando in montagna: mi imbattei in un bosco, ma non era come tutti gli altri boschi. Questo bosco era diverso, era incantevole; un bosco con un cartello che diceva: "Entra e sarai accolto". Ero molto incuriosito da quell'insegna e mi domandavo cosa avrei trovato in quel bosco sperduto. Allora decisi di entrare, camminai per un centinaio di metri e, ad un certo punto, tutto intorno a me diventò morto e appassito: improvvisamente una folata di vento spinse via delle foglie e trovai una lapide con una scritta e uno specchio.<br>Sulla lapide c'era scritto... "Dennis Alonso" e, indovinate?, era proprio il mio nome. Poi mi guardai nello specchio e vidi la mia faccia, soltanto che era squarciata e sanguinava; in preda al panico decisi di scappare.<br>Il giorno dopo chiamai la polizia. Gli agenti decisero di venire con me in quel bosco; entrammo. Continuavamo a camminare e, ad un certo punto, la loro pelle diventò rossa ed esplosero come sette bombe di sangue. Di nuovo come ieri: tutto divenne morto e vidi di nuovo la mia tomba con il mio nome<br>l'indomani tornai con il doppio delle forze dell'ordine, ma niente da fare: esplosero anche loro. Allora decisi di non fare tornare nessuno, ma il bosco aveva fame e voleva carne umana.<br>Non capivo però perché non divorasse anche me: forse ero un bambino e quindi non mi mangiava perché ero troppo piccolo. Immerso in quei pensieri, mi toccai la faccia ed era ricoperta del mio sangue. Fu da quel momento che capii che il bosco mi voleva dare degli indizi perché mi aveva mostrato la mia immagine da morto e poi non mi faceva esplodere come gli altri. Era come se non ci fossi.<br>Iniziai a capire: la polizia non era venuta nel bosco ad aiutarmi, non stavo passeggiando, il bosco non era mai esistito. Ero solo io che me lo immaginavo. Perché ero morto. In verità ero un morto</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-31 13:55:16 UTC</pubDate>
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         <title>Scary Tery di Lori</title>
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         <description><![CDATA[<div>Era una notte come le altre, fino a quando, in un istante, ebbe una svolta.<br>Jack e Denise erano con altri loro amici in una chiesa abbandonata, dove stavano giocando a Scary Tery fino a quando un loro amico confessò, con uno sguardo terrorizzato: &lt;&lt;Il gioco è reale, assecondalo o morirai&gt;&gt;.<br>A quelle parole nessuno credette e tutti se ne tornarono a casa.<br>Il giorno dopo Denise, in biblioteca, vide una persona estranea che cambiava faccia e iniziò a strozzarla, ma nessuno dei presenti poteva vedere niente, fino a quando smise e lei si rannicchiò a terra con grandi respiri e tornò in classe .<br>In classe sul suo banco c'era scritto: ''Non dovevate farlo'', con una faccia sconvolta andò dai suoi amici a raccontare quello che gli era successo, ma solo Jack gli credette.<br>Tornati in classe per la lezione , sulla lavagna c'era la medesima frase: "Non dovevate farlo"; da quel momento iniziarono le ricerche a casa di Denise dove il demone si era impossessato del riflesso di Denise nello specchio.<br>Una loro amica era in camera da sola e il demone la squartò sopra il letto; quando Denise salì in camera la vide sul letto morta e iniziò ad urlare terrorizzata.<br>Il giorno seguente Jack cercò informazioni su internet e scoprì che una ex suora  doveva sapere qualcosa del demone, ma si trovava a 100 km da loro.<br>Ci andarono ugualmente; arrivati, la suora non parlava, ma gli scrisse tutto quello che c'era da sapere e scoprirono che il demone era stato evocato da una suora e che per rinchiuderlo, chi lo aveva evocato doveva tagliarsi la lingua. Denise si alzò di scatto e urlò:  &lt;&lt;È lei che ha evocato il demone!&gt;&gt;. A quelle parole la suora aprì la bocca e mostrò la lingua tagliata a metà. <br>Verso sera provarono a rinchiudere il demone, ma senza riuscirci.<br>Decisero così di girare un video dove dicevano del gioco che era reale e pronunciarono, come ultima frase sconvolgente, questa: "Sotto a chi tocca" e così il demone andò a perseguitare qualcun altro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-31 13:56:21 UTC</pubDate>
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         <title>LA RAGAZZA NELLA FOTOGRAFIA di Melissa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Durante un giorno di scuola, un ragazzo, di nome Mike, sedeva nella sua classe a studiare storia. Mancavano ormai pochi minuti all'uscita però, mentre finiva il compito, qualcosa catturò la sua attenzione. Il suo banco poggiava proprio sulla finestra, così ebbe modo di voltarsi a guardare il giardino esterno. Sul prato sembrava esserci qualcosa, qualcosa simile a una fotografia. Una volta suonata la campanella, Mike si precipitò a raccogliere quella foto, curioso. Corse talmente veloce che nessun altro, prima di lui, avrebbe potuto raccoglierla. Prese la foto tra le mani e sorrise. L''immagine presentava la più bella ragazza che Mike avesse mai visto. Indossava un completo stretto e delle scarpe rosse, mentre con la mano faceva l'iconico segno di vittoria. La ragazza era così bella che subito Mike volle conoscerla; così girò per l'intero istituto, chiedendo a tutti della persona nella fotografia. Quando chiedeva se qualcuno la avesse mai vista, in risposta tornava sempre un no. Il ragazzo era sconfortato. Una volta a casa, Mike decise di chiedere anche a sua sorella maggiore della fantomatica ragazza, ma sfortunatamente anche quest'ultima non la conosceva.<br>Nel frattempo l'ora si era fatta tarda. Mike salì le scale, posò la foto sul comodino e andò a dormire. Nel bel mezzo della notte, Mike venne svegliato da leggeri colpi sulla finestra. Un rumore simile al ticchettio delle unghie. Gli si gelò il sangue e iniziò a tremare. Dopo i colpetti poté udire una leggera risatina. Vide un'ombra riflessa nella finestra, così uscì dal letto e si avvicinò a essa. La aprì e cercò di seguire incuriosito la lieve risata. Una volta raggiunto il suono, quest'ultimo era sparito. Il giorno dopo decise di chiedere anche ai vicini delle informazioni sulla ragazza della foto, però anche loro risposero: &lt;&lt;No, mi dispiace non la conosciamo&gt;&gt;. Quando sua madre tornò a casa, chiese anche a lei, ma la risposta era sempre negativa. Tornò in camera sua, ripose la foto sul comodino e si addormentò. Venne nuovamente risvegliato dai quei colpetti leggeri alla finestra. Prese con sé la foto e seguì la risatina fin fuori casa. Attraversò la strada, dove una macchina sbucò all'improvviso e lo investì.  Morì con la fotografia tra le mani. Il conducente dell'auto, aprì rapidamente la portiera dell'auto, correndo in aiuto di Mike, ma ormai era troppo tardi. Tra le mani del ragazzo però vide una foto e la raccolse.<br>La fotografia ritraeva una graziosa ragazza che mostrava la mano con alzate non due, ma ben tre dita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-31 18:22:44 UTC</pubDate>
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         <title>Vuoi sapere? Io sì di Ili</title>
         <author>ilariaminiero</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao, io sono Sara e ho dodici anni. Vivevo in una casa bellissima, ma un giorno  andai a vivere  in una villa; sembrava bella. Un vecchio che abitava lì mi disse: "Ragazzina,  quella casa è infestata". Mi spaventai molto e dissi a miei genitori: "Non voglio questa casa!"; mia mamma rispose: "Non fare così, dai è bella"<br>"Ok, mamma"<br>Dentro era tutta sporca con ragnatele ovunque. Andai di sopra, aprii la porta della mia camera: dietro il mio letto c'era una porticina. Mamma mi aveva dato   una chiave.<br>Ero curiosa molto, ma anche spaventata (sì, lo so, sono strana). La aprii, ci entrai e dentro c'era la mia vecchia casa. Wow! Era fantastico: c'erano anche i miei amici. Stavo per gridare "Seeeeee!", ma non lo feci, se no sembravo pazza<br>Dissi: "Ciao a tutti, amici miei!";  loro risposero: "Ciao, come va?"<br>E io: "Male e bene", ma in quel momento si girarono verso di me e vidi che avevano dei i bottoni sugli occhi. Mamma mia! Avevo paura.<br>Poi, d'un tratto, uno di loro mi prese da dietro e mi divorò viva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-03 08:02:51 UTC</pubDate>
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         <title>🩸IL TOSTAPANE 🩸di Lucrezia</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il tostapane zampettò su per lo scantinato, era rovente, puzzava di bruciato e aveva delle zampe di gallina come piedi.<br>Si mise a correre per un lunghissimo e oscuro corridoio. Davanti ad una porta, con il suo naso da maialino, fiutò, poi, con il filo che aveva per la corrente, tirò un colpo di frusta sulla maniglia; e girò. All’interno della stanza trovò una maglietta blu, stesa sul pavimento. Poi un terribile paio di jeans di moda vecchia. <br>E in fine una mano che pendeva dal letto!<br>Una mano giovane, una mano da rapire e portarsi nella tana dello scantinato ovviamente. Il tostapane tostò quella mano che, con uno sfrigolio,  si staccò...<br>Nel frattempo un urlo e poi 🤬<br>Non c’era più nulla.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-03 17:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>OMBRE di Andrea (thriller)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Siamo nell'anno 2034 e cinque amici, 🤬,Johnny,Eric,Frank e Chris, decidono di andare a New York per partecipare al carnevale, ma non sanno cosa li aspetta. <br>Mentre organizzano il loro viaggio, fantasticando su tutto ciò che di meraviglioso potranno vedere per la prima volta, tre killer spietati stanno contemporaneamente organizzando il rapimento di alcune persone per poi ucciderle.<br>I cinque amici arrivano così ignari a NY e, dopo essersi divertiti per le vie della città, decidono di rientrare in hotel; sulla via del ritorno trovano una mazzetta di soldi: mentre si avvicinano per raccoglierla, improvvisamente, vengono rapiti da 3 uomini incappucciati.<br>Il van dove vengono catapultati li porta fino a un magazzino abbandonato, dove i tre killer avevano progettato torture che li avrebbero portati alla morte.<br>Il primo è Eric, a cui vengono tagliate braccia e gambe e al quale tocca morire dissanguato.<br>Decidono di rimandare il resto del lavoro al giorno dopo.<br>Quando i killer lasciano il capannone, 🤬 riesce a recuperare dalla sua tasca il suo portachiavi con coltellino, con il quale può liberarsi e liberare i suoi compagni.<br>Mentre stanno scappando, Chris cade in una trappola piena di coltelli che lo infilzano e muore; 🤬, Johnny e Frank affranti, continuano la loro fuga e, dopo qualche isolato, si trovano ad una fabbrica abbandonata e si nascondono al suo interno, dove trovano un'ascia.<br>Nel frattempo, i tre killer, ritornati al capannone per portare cibo ai prigionieri, scoprono la loro fuga e seguono le loro tracce fino a ritrovarli: così Carlos, uno degli assassini, raggiunge Frank e lo accoltella alla gola; 🤬 e Johnny rimangono così soli e, con l'ascia trovata, Johnny uccide Carlos.<br>Riprendono la loro fuga che li porta in breve tempo alla strada dove si mettono a fare autostop ma, quando vedono una macchina avvicinarsi, si accorgono che all'interno vi sono i killer.<br>Investono Johnny e, dopo averlo ucciso, cercano di investire anche 🤬 che però all'ultimo riesce a scansarsi e i due sbandando, finisconono in un fossato, allora 🤬 con l'ascia, che aveva ancora con sé, li uccide.<br><br>5 anni dopo...<br><br>🤬 riuscì, con molte difficoltà a ricostruirsi una vita, a costruirsi una famiglia e proprio mentre stava giocando nel cortile di casa con suo figlio, vide delle ombre in lontananza che lo scrutavano... si accorse che non erano morti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-06-08 12:19:51 UTC</pubDate>
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