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      <title>Bergson in v G è NA GUERRA by Salvatore Improta</title>
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      <description>vivere nel kairos con la v d</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-12-01 09:34:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>BERGSON:<br> TEMPO E DURATA<br></strong><strong><em><br></em></strong>« <strong>Un'ora, non è solo un'ora, è un vaso colmo di profumi, di suoni, di progetti, di climi"</strong><br><br></div><div>La riflessione di Henry Bergson inizia a fine ottocento, la filosofia di questo periodo era orientata in reazione al positivismo.<br><br></div><div>Nella sua tesi di dottorato, «<em>Essai sur les données immédiates de la conscience»</em> (1889), Bergson si oppone alla corrente positivista per la quale i fenomeni umani e sociali sono sottoposti ad un determinismo così assoluto come quello che disciplina i fatti del mondo fisico. La vita psichica, lungi dal potere essere sottoposta alle leggi della fisica o ad un trattamento solo quantitativo, è di un altro ordine, quello dello spirito  e non del corporeo, della qualità e non della quantità, della durata vissuta, del dato immediato della coscienza, che rivela l’«intuizione» interna. Il tempo della fisica è un tempo astratto che possiede tutti i caratteri dello spazio: giustapposizione, divisibilità, reversibilità, e assenza  di durata. Al contrario, il tempo concreto, reale, è la durata, continua, indivisibile e non misurabile. È un tempo qualitativo, di essenza dello spirito.<br><br></div><div>Punto centrale del suo pensiero è il problema del tempo; da subito si oppone all'idea di tempo fisico-matematico, che si era affermata sia in campo scientifico, sia nella psicologia sperimentale. Scrive a questo proposito "<em>Saggio sui dati immediati della coscienza</em>" (1889) e "<em>Durata e simultaneità</em>" (1922); in quest'ultimo critica apertamente il concetto di tempo della teoria della relatività di Einstein.<br><br></div><div><br></div><ul><li>    TEMPO FISICO  inteso spazializzato (insieme di punti  identici l’uno all’altro)</li></ul><div><br></div><div>Tempo spazializzato reversibile, misurabile, ogni istante si sussegue all’altro ed ogni istante è uguale all’altro (omogeneo)<br><br><br><br></div><ul><li>TEMPO SOGGETTIVO INTESO COME DURATA, dunque non lineare</li></ul><div>Tempo come durata (sfugge alla meccanica): è il tempo dell’esperienza vissuta. La coscienza (io)salda il passato con il presente ed anticipa il futuro; nessun attimo è uguale all’altro. <br><br></div><div><br><br><br><br></div><div><strong><em>“</em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/esistere/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>Esistere</em></strong></a><strong><em> significa </em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/cambiare/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>cambiare</em></strong></a><strong><em>, </em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/cambiare/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>cambiare</em></strong></a><strong><em> significa </em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/maturare/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>maturare</em></strong></a><strong><em>, </em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/maturare/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>maturare</em></strong></a><strong><em><br><br>significa continuare a </em></strong><a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/creare/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term"><strong><em>creare</em></strong></a><strong><em> se stessi incessantemente.” </em></strong></div><div><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:11:45 UTC</pubDate>
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         <title>La qualità del tempo </title>
         <author>fedemele999</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Edoardo Bennato</strong> nella canzone esprime il suo desiderio di fermare il tempo per vivere sempre lo stesso istante e cioè quello che lo vede congiunto alla donna amata. Afferma che non tutti gli attimi sono uguali perché alcuni sono molto più intensi ed importanti di altri. Si collega in questo modo alla teoria di <strong>Bergson</strong> secondo cui il tempo della vita, a differenza di quello scientifico, è fatto di istanti che si diversificano soprattutto <em>qualitativamente</em>. <br>(FEDERICA MELE<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:11:55 UTC</pubDate>
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         <title>KRONOS</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:00 UTC</pubDate>
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         <title>il passato il presente il futuro</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEMPO ESISTE?</title>
         <author>fedemele999</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173691583</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>De Crescenzo</strong>, nella scena del film, riporta la concezione filosofica del tempo secondo Socrate, il quale affermava che il tempo non esiste, è solo una convenzione. Il tempo è costituito da:<br><br></div><div>·       Passato</div><div>·       Presente </div><div>·       Futuro <br><br></div><div>Il passato è qualcosa che nel momento in cui si parla non c’è; il futuro è qualcosa che dovrà accadere. Se presente e futuro, dunque, non esistono, non può esistere nemmeno il presente che altro non è che la separazione tra due cose che non esistono.<br><br></div><div><strong>Bergson</strong>, invece, afferma che il tempo della vita esiste, è concreto, interiore e si identifica con la durata. Esso è costituito da momenti che si compenetrano e si sommano tra loro.<br>(FEDERICA MELE)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:31 UTC</pubDate>
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         <title>confronto collana di perle  gomitolo di lana</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173691637</link>
         <description><![CDATA[<div>Come in una collana di perle ogni perla è uguale all’altra, così nel tempo inteso come spazializzato ogni perla è un attimo, un momento del tempo, si può misurare; si possono ricondurre tutti gli istanti ad una certa  ripetitività ……………….., cioè dieci minuti per la scienza sono sempre dieci minuti in qualsiasi momento della giornata.<br><br></div><div>Ma per gli esseri umani il tempo è davvero qualcosa che si può scandire, misurare in qualsiasi momento, come il metronomo? No, per Bergson no<br><br></div><div>Il tempo per Bergson è un gomitolo di lana, noi possiamo vedere l’estremità del gomitolo, ma  tutto il suo interno, che non vediamo,   è il tempo passato e non possiamo riviverlo, il tempo soggettivo che è irreversibile e gli istanti non sono tutti uguali, ogni istante è unico.<br><br></div><div>Dunque IL TEMPO SOGGETTIVO PER BERGSON è INTESO COME DURATA, perché ha una certa continuità, memoria, perché si riesce a ricordare il passato (S.Agostino).<br><br></div><div>Ma soprattutto il tempo non si riesce a scandirlo-misurarlo in attimi uguali a se stessi, perché ci sono dei momenti che sono più importanti  e altri momenti meno importanti, cioè come se dentro al gomitolo ci fossero dei nodi più grandi, che rappresentano degli attimi centrali  più importanti dell’esperienza vissuta. <br><br></div><div>Per esempio vivere 10 minuti con gioia, magari giocando passano più in fretta di 10 minuti di noia  magari ascoltando una lezione di Filosofia.<br><br></div><div>DUNQUE LE REGOLE  DEL TEMPO SPAZIALIZZATO  NON POSSONO VALERE PER IL TEMPO SOGGETTIVO.<br><br></div><div>Ecco perché polemizzerà con Einstien quando pubblicherà  nel 1922 <br><em>Durée et<br>simultanéité </em>perché per Einstein IL TEMPO=SPAZIO, per Bergson  invece bisogna tener conto delL’ASPETTO PSICOLOGICO.<br><br></div><div>Per Bergson la psicologia e la filosofia possono divenire rigorose solo accettando il fatto che i fatti di coscienza sono solo qualità pura e non ammettono misurazione, cioè rinunciando all'idea positivistica di ridurre la realtà spirituale all'ordine dello spazio e del numero.<br><br></div><div>Ciò che registra la durata reale è la singola coscienza per la quale il tempo è inesteso e non divisibile, qualitativo ed eterogeneo, non misurabile ed irreversibile.<br><br> C'è un'inconciliabile scissione tra il mondo e la sua coscienza, come egli stesso scrive: <em>"nel nostro io c'è successione senza esteriorità reciproca, fuori dell'io esteriorità reciproca senza successione"</em>.<br><br></div><div><br>" Dans la succession de notre I sans<br>extériorité réciproque , en dehors de l' auto extériorité réciproque sans<br>succession» .<br><br></div><div>  <strong>“Materia e memoria”<br></strong><br></div><div>La filosofia di Bergson è profondamente dualista, come ne è testimone  il titolo di un suo lavoro «Matière et mémoire» (1896), che rifiuta il monismo materialista ed oppone l’interiorità della coscienza all’esteriorità della scienza, lo spirito alla materia. Ne consegue che  la coscienza è libertà, il suo tempo interiore è imprevedibile, tempo dell’ “io profondo”, opposto all’“io superficiale” sottoposto agli automatismi della pratica e delle convenzioni.  <em>“Noi siamo liberi, dice Bergson, quando i nostri atti emanano la nostra personalità intera, quando la esprimono.”   <br></em><br></div><div>La nostra vita interiore  è anche memoria. <br><br></div><div>Bergson ne distingue due tipi:<br><br></div><div>v “la memoria-abitudine”, memoria del corpo, fatta di automatismi e di meccanismi, la cui utilità è di adattare le nostre reazioni all’ambiente; </div><div>v la “memoria pura”, spirituale, che è la coscienza stessa, staccata da qualsiasi preoccupazione di agire: il passato sopravvive in essa in  una massa indistinta di ricordi.<br><br></div><div>Alla individuazione di due distinte memorie corrisponde l’opposizione tra  azione e conoscenza, alle quali fanno capo rispettivamente:<br><br></div><div> l’intelligenza e l’intuizione</div><div><strong> </strong></div><div><strong><em> </em></strong></div><div><strong><em>Intelligenza ed intuizione</em></strong></div><div><strong><em> </em></strong></div><div>Incapace a farci conoscere il reale e la continuità del divenire, l’intelligenza è attiva,  non contemplativa</div><div> “<em>facoltà di fabbricare attrezzi che fanno attrezzi” </em></div><div> (l’Evoluzione creatrice, 1907),</div><div>l’uomo è faber prima di essere sapiens. È propria degli uomini ciò che è l’istinto per gli animali: una forma d’adattamento al reale. Semplicemente, l’uomo ha “attrezzi” più potenti di quelli degli animali: </div><div> </div><div>Solo l’intuizione va al cuore del reale e permette di conoscere il tempo vero che è la durata interna. È “<em>la conoscenza diretta dello spirito con lo spirito</em>” che va oltre la mediazione della lingua incapace di afferrare “<em>l’Io fondamentale”.<br></em><br></div><div>L’intuizione è anche la conoscenza della durata dell’universo e del grande soffio della vita. Tale è l’insegnamento dell’<em>Evoluzione creatrice</em> (1907). <br>C’è soltanto la coscienza che dura.  L’universo materiale, le cose, hanno anche una durata propria, che si può constatare considerando il tempo che una zolletta di zucchero impiega a fondersi in un bicchier d’acqua: ma tale durata non è soltanto un tempo quantitativo, spazializzato, misurabile, è anche la mia durata interna mentre attendo che lo zucchero fonda. La durata costituisce così la sostanza del nostro essere e di qualsiasi altra cosa. Il suo tratto spirituale fa sì che attribuirà alla filosofia bergsoniana l’etichetta di “panspiritualismo”. Ma verrà anche  detta  “vitalista”, nel senso in cui, fondamentalmente, per Bergson è la vita che dura:  «Ovunque dove qualcosa vive, essa ha  aperto, a fianco, un registro dove il tempo vi è registrato» Ora, la vita non può comprendersi in termini fisico-chimici, e Bergson rifiuterà ad un tempo sia il meccanicismo di Darwin che il finalismo di Leibniz per il fatto che essi mettono, ciascuno con modalità proprie, il tempo tra parentesi. Al contrario, l’intuizione coglie lo slancio vitale che spinge la materia all’evoluzione e si esprime nell’energia spirituale dell’uomo. La vita è un movimento creativo ed uno sforzo per risalire la china data dalla materia.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il tempo interiore e il tempo esteriore</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:12:58 UTC</pubDate>
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         <title>il tempo senza emozioni è...</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:13:05 UTC</pubDate>
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         <title>Si può fermare il tempo?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:40:31 UTC</pubDate>
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         <title>S.AGOSTINO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>“<em>Se qualcuno non mi chiede cosa sia il tempo, io so cosa è. Ma se qualcuno mi chiede cosa sia, non lo so più</em>”: questa è la risposta che <strong>Sant’Agostino</strong> soleva dare ai suoi discepoli che lo incalzavano. Il religioso originario di Tagaste (attuale Algeria), ha cercato di dare una propria interpretazione del tempo, definendolo come un concetto che sfugge dalle mani dell’uomo e dunque fallace: prima della creazione dell’uomo e del mondo, il tempo non esisteva; infatti, esso è un concetto che appartiene alla sfera dell’anima dell’uomo che è il vero e proprio soggetto che misura il cambiamento e i tempi (passato, presente e futuro).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:40:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2017-05-24 18:40:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>La persistenza della memoria Salvatore Dali</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:40:57 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Kronos</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito  su Kronos dice  che <strong>Crono</strong> nella <strong>mitologia greca </strong>era un famoso titano, figlio di <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/gea/">Gea</a> e di Urano.  Poco dopo la sua nascita, il padre <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/urano/">Urano</a> decise di precipitare lui ed i suoi fratelli nelle profondità della terra perchè ossessionato dall'idea che potessero privarlo del dominio dell'universo. Per istigazione di Gea, Crono affrontò il padre e lo evirò con un falcetto che gli aveva dato la madre e prese il suo posto nel dominio dell'universo.<br><br></div><div>Per prima cosa Crono liberò i suoi fratelli <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/titani/">Titani</a> dalla prigionia alla quale il padre li aveva relegati ad eccezione dei <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/ciclopi/">Ciclopi</a> e degli Ecatonchiri nei confronti dei quali aveva dubbi sulla loro lealtà nei suoi confronti. <br><br></div><div>Crono, per proseguire con l'opera della creazione si unì in matrimonio con la sorella <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/rea/">Rea</a> (una dei Titani). <br><br></div><div>Con Rea, Crono ebbe diversi figli tra cui <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/poseidone/">Poseidone</a>, <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/ade/">Ade</a>, <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/era/">Era</a>, <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/demetra/">Demetra</a> ed <a href="http://www.elicriso.it/it/mitologia_ambiente/dei/estia/">Estia</a>.<br><br></div><div>sotto il dominio di Krono la terra prosperò felice fino a quando una profezia ne sconvolse la mente: fu predetto che il suo regno sarebbe finito per mano di uno dei suoi figli.<br><br></div><div>Terrorizzato, per cercare di ingannare il destino iniziò a divorare tutti i suoi figli non appena nascevano, tenendoli così prigionieri nelle sue viscere. <br><br></div><div>La moglie Rea, sconvolta da quanto il marito stava facendo, decise di reagire.)  vkcLue��~:!�<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:41:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il tempo misto in Svevo (La coscienza di Zeno)</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eventi avvenuti in epoche diverse o contemporanei vengono narrati al di fuori della successione, all’interno di quello che lo stesso Svevo definisce “tempo misto”, proiezione sulla realtà della coscienza interiore di Zeno. Lo scopo del racconto è infatti quello di scoprire le ragioni della nevrosi del protagonista, non di scrivere una autobiografia che segua l’ordine in cui si sono succeduti gli avvenimenti. Spesso il passato ripercorre le strade del pensiero di Zeno e si confonde con il presente, formando un unico impasto non scindibile: all’ordinato susseguirsi degli avvenimenti secondo una disposizione lineare subentra un loro continuo intersecarsi secondo piani temporali diversi (il presente si insinua nel passato, il passato nel presente). Zeno frantuma la propria memoria in una miriade di ricordi, lasciando emergere solo le esperienze cruciali.<br><br></div><div>Il tempo della narrazione è “misto” anche perché gli avvenimenti che in esso si svolgono sono sempre alterati dal desiderio del narratore. Zeno, infatti, rievocando il passato, lo modifica, e a volte lo crea ex-novo. Il tempo non è più realtà oggettiva, ma una continua creazione della coscienza.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:41:45 UTC</pubDate>
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         <title>elan vital</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173698005</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Lo slancio vitale </strong>(evoluzione creatrice).<br><br></div><div><br>La vita è sempre creazione, imprevedibilità e nello stesso tempo conservazione integrale e automatica dell'intero passato. Questo percorso riguarda sia l'uomo che la natura, ma le loro sorti sono diverse: l'uomo può vivere solo una vita e quindi deve scegliere, mentre la natura non deve prendere decisioni. <br><br></div><div><strong><br>Bergson </strong>esclude il finalismo, la vita è creazione libera e imprevedibile, l'evoluzione non può essere avvenuta per cause puramente meccaniche. Divisione fra pianta e animale: la pianta è capace di fabbricare sostanze organiche con sostanze minerali mentre gli animali si sono evoluti nella locomozione (e quindi sono più svegli).<br><br></div><div><br>Lo <em>slancio vitale</em> di cui parliamo consiste, in sostanza, in una esigenza di creazione; non può creare in senso assoluto, perché incontra davanti a sé la materia, cioè il movimento inverso a suo, ma della materia, che è la necessità medesima, esso si impadronisce, e cerca d’introdurvi la più grande quantità possibile d’indeterminazione e di libertà. Come può ottener ciò?<br><br></div><div><br> <br><br></div><div><br>Per questo motivo Bergson può giungere ad affermare che anche l’universo dura. Alla base di tutto egli sostiene vi è uno slancio vitale che spinge in avanti la materia verso realizzazioni sempre più complesse, materia che si espande in diverse direzioni e con intensità diverse. Ciò spiega l’esistenza del mondo vegetale separato da quello animale. Il meccanicismo e il finalismo smettono di avere significato. L’evoluzione concepita da Bergson parte dal presupposto che nulla è dato ma tutto è realtà in movimento. Non ci sono da una parte cose create e dall’altra un loro creatore, ma tutto proviene da una stessa realtà. L’evoluzione è insieme soggetto e oggetto di se stessa perché segue un processo che ha un’unica origine e che si realizza in un continuo slancio verso la vita, perciò è evoluzione creatrice.<br> La materia adesso viene allora concepita in maniera diversa: essa non è l’ostacolo pesante con il quale la coscienza deve fare i conti. La materia diventa il punto di arrivo dello sviluppo di una determinata branca di questo slancio vitale che esaurendo le sue possibilità di evoluzione, incapace di proseguire ricade su se stessa. In quest’opera allora la materia si riduce ad una manifestazione dello spirito.<br><br></div><div><br> <br><br></div><div><br>   �<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:41:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;eternità nel tempo in Kierkegaard</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173698063</link>
         <description><![CDATA[<div>Kierkegaard tratta del tempo nella parte in cui descrive l'uomo estetico, che costituisce la prima delle tre sfere in cui la vita umana può venirsi a trovare, seguita da quella etica e da quella religiosa. Dell'uomo estetico è propria l'incapacità di programmare e ricordare, poiché non pensa al futuro né al passato: egli vive nell'orizzonte della possibilità infinita, poiché non ha scelto se stesso infinitamente. Ne deriva una personalità frammentata, una parcellizzazione dell'individualità. Nel momento in cui ne prende coscienza, l'uomo estetico non può più rimanere in questo stadio "innocentemente": egli può operare la scelta della sua personalità, ed in questo caso si trova già nello stadio etico, oppure può tentare di salvarsi dalla disperazione più assoluta attraverso la ripetizione infinita dello stesso gesto (la seduzione) per dare una parvenza di stabilità e di continuità alla sua vita. <br><br>Per l'uomo estetico ogni atto è come se fosse eterno, egli non ha memoria nel senso che non ha presenti alla mente né il passato né il futuro, poiché egli è nel momento, si perde totalmente nello stato d'animo senza essere in grado di controllarlo. Nel suo agire non c'è un principio e una fine, ma ogni momento ha valore per se stesso, e non in funzione di un futuro che ne sarà effetto e di un passato che ne è causa. <br><br>Una concezione ciclica del tempo, propria in Kierkegaard dell'uomo estetico e contrapposta a quella lineare dell'uomo etico, è presente e anzi centrale nel pensiero di Nietzsche, solo che per quest'ultimo se si vuole vivere bisogna dimenticare tutto e l'unico uomo felice al mondo è quello assolutamente inconsapevole, che ha una concezione a-storica, non lineare del tempo proprio come il don Giovanni di Kierkegaard. <br><br>Questo pensiero è espresso nella dottrina dell'eterno ritorno dell'uguale, secondo cui ogni attimo deve essere vissuto per se stesso, come se dovesse ritornare per l'eternità, non come semplice anello di una catena di cause ed effetti in cui solo il termine dà senso a tutto il resto. Ogni attimo è quindi già perfetto così com'è, tanto che il motto cui lo spirito libero fa riferimento è: Divieni quello che sei. <br><br>A questo punto, sembra sussistere un dualismo irrisolvibile tra quello che ho chiamato tempo lineare, o oggettivo, o della storia, e quello che invece ho chiamato tempo ciclico, o soggettivo, o della natura; tuttavia, se, come osservavo all'inizio, anche la concezione soggettiva del tempo è determinata culturalmente e socialmente, e quindi storicamente, bisogna ammettere che entrambe le dimensioni stanno tra loro in una relazione di reciproco scambio e influenza. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:42:04 UTC</pubDate>
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         <title>Il tempo in Saba</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173698096</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tempo che cambia, il tempo che scorre, tormenta e rallegra, é presente costantemente nelle poesie di Umberto Saba. Il tempo tormenta e fa paura. Il suo cuore rimpicciolisce, i suoi polmoni anche, i suoi occhi sono sereni, ingenui. Sorridono. La sua gobba, ormai diventata l'appoggio per la rabbia, la tristezza e la frustrazione, scompare. La sua schiena, partendo dal basso, si raddrizza. I capelli bianchi da ormai qualche anno assumono un colore nero intenso. Le sue rughe, diventate ragnatele di piacere, angoscia, vittoria e sconfitta, si distendono come il mare si placa dopo una tempesta d'odio verso Dio che non lo ascolta, lo comanda e lo condanna. L'udito è tutt'altra cosa: i timpani sono tamburi della migliore pelle. Il tempo accompagna, salva, rallegra e trasforma. Saba è vittima di un cambiamento statico come l'alternarsi delle stagioni, del dì e della notte (tempo esterno); Saba si estrenea dal tempo e non è più parte di esso; il tempo si restrige e si dilata seguendo gli stati d'animo del poeta (tempo interno). "L'orologio comune" Saba è travolto da un tempo che non può fermarsi, né rallentare o scorrere alla velocità della luce: il tempo convenzionale, l'orologio del mondo. La sua vita è scandita dal ripetersi delle stagioni, del dì e della notte. Il poeta si trova al centro di questa ruota immerso nel dolore forte ed assillante. E' una ruota che inganna con i suoi colori sempre diversi: il dolce marrone delle foglie autunnali, il morbido rosa perla della primavera, il bianco freddo dell'inverno, il rosso carminio della mattina e della sera che poi si trasforma in giallo. In realtà lo scorrere del tempo è sempre lo stesso, non si scappa. No, non si sfugge. I suoi pensieri tormentati e disperati filano dritti nel tunnel della convenzione temporale ( non sempre ). Saba vorrebbe fermare questo stupido ed ignorante "tempo di tutti", ma non ci riesce. L’alternarsi delle stagioni è un elemento rilevante nelle poesie di Saba perchè ad ogni stagione corrisponde una parte del suo stato d’animo. L’inverno e l’autunno vengono considerati le stagioni più tristi e più dure da affrontare: sono entrambe stagioni che ricordano la morte e la sofferenza. Durante questi periodi Saba ricorda la sua straziata infanzia e i periodi più bui. L’inverno viene definito come qualcosa di rovinoso, viene paragonato alla vecchiaia che è gioiosa per i ricchi ma tremenda per i poveri, mentre l’autunno è una stagione che fa male al cuore, triste, dolorosa. Anche in questa stagione Saba ripercorre tutta la sua giovinezza provocando dolore a se stesso e ai suoi cari ,“è l’autunno [... ]che fa male al cuore ". Anche la primavera per Saba è un momento doloroso. La definisce la stagione che uccide e resuscita contemporaneamente. Saba dice di temerla molto perché tutto rinasce mentre lui non vuole farlo, ha paura. L’unica stagione che gli porta serenità è l’estate. Improvvisamente tutti i dolori spariscono per lasciare spazio alla tranquillità, alla pace e alla gioia di vivere: "[… ] tutto si muove lietamente, come tutto fosse di esistere felice". </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:42:11 UTC</pubDate>
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         <title>KRONOS</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/173698162</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-24 18:42:26 UTC</pubDate>
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         <title>il tempo interno e il tempo esterno</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/257918894</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-04 06:04:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il tempo durante il Novecento (Di Lena Crescenzo)</title>
         <author>dilenarenzo10</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/365058385</link>
         <description><![CDATA[<div>L'influsso filosofico di <strong><em>Henri Bergson</em></strong> sul tema del tempo ha caratterizzato anche la letteratura e le arti figurative del 20° secolo, in tutto il mondo. L'uomo si è posto sempre domande sul tempo, sul suo scorrere e sulla percezione di presente, passato e futuro. In questo periodo però, l'esigenza sembra più alta perché la crisi delle certezze, la disillusione e la frustrazione come conseguenza dei conflitti mondiali hanno recato maggiori dubbi sul senso dell'esistenza e sulle dimensioni di tempo e spazio.<br><strong><em>Gabriele D'Annunzio</em></strong>, poeta decadente, scrive <strong><em>"La Sabbia del Tempo"</em></strong>, dove la clessidra è protagonista della nostalgia del passato, oltre che simbolo materiale dello scorrere dell'esistenza. La clessidra per funzionare deve essere continuamente rovesciata, ma nonostante ciò, noi non possiamo manipolare il tempo che passa. Nasce una visione quasi metafisica del rapporto tra l'uomo e il tempo, che ci può ricordare i quadri di de Chirico e Dalì.</div><div><strong><em>Giorgio de Chirico</em></strong> è il maggior esponente di pittura <strong><em>Metafisica</em></strong>, le sue opere sono sempre legate all'enigma, al mistero e alla coesistenza tra passato e presente. Particolare è <strong><em>"L'enigma dell'ora"</em></strong>, dove l'assenza di movimento dà l'impressione di un tempo fermo; al centro di un'architettura classica c'è un orologio che scandisce un tempo cristallizzato, infatti l'orario dell'orologio (circa le 14:55) si contraddice rispetto all'ombra che sembra essere di alcune ore prima.<br>Con il <strong><em>Surrealismo</em></strong> di <strong><em>Salvador Dalí </em></strong>torna il tema del tempo legato alla desolazione, particolarmente evidente in <strong><em>"La persistenza della memoria".</em></strong> Nel dipinto gli orologi si sciolgono come per impotenza del tempo, formiche e mosche attaccano gli orologi afflosciati secondo un'azione disturbante e lo scorrere del tempo è inafferrabile. L'opera ha questo titolo perché dopo aver visto questa scena, è impossibile dimenticare; l'immagine rimane impressa nel nostro cervello per via dei suoi elementi bizzarri.<br>Terre sterili e desolate sono presenti anche nei poemi di <strong><em>Thomas Stearns Eliot</em></strong>. Il poeta inglese supera i limiti di spazio e tempo, attraverso il metodo mitico e il correlativo oggettivo; c'è un netto contrasto tra la sterilità del presente e la fertilità del passato, inoltre in <strong><em>"The Waste Land"</em></strong>, la primavera diventa il mese più crudele perché i fiori nascono da una terra distrutta dal conflitto mondiale. L'inverno diventa invece il miglior periodo dell'anno, perché ci tiene uniti al caldo e la neve copre immemore i danni della guerra.<br>Contrariamente da Eliot, per <strong><em>Umberto Saba</em></strong> l’inverno e l’autunno vengono considerati le stagioni più tristi e più dure da affrontare: sono entrambe stagioni che ricordano la morte e la sofferenza. Durante questi periodi Saba ricorda la sua straziata infanzia e i periodi più bui. L’inverno viene definito come qualcosa di rovinoso, viene paragonato alla vecchiaia che è gioiosa per i ricchi ma tremenda per i poveri, mentre l’autunno è una stagione che fa male al cuore, triste, dolorosa. Anche la primavera per Saba è un momento doloroso. La definisce la stagione che uccide e resuscita contemporaneamente.<br>Il tempo rivisto come flusso di coscienza è presente soprattutto nelle scritture di Joyce e Woolf, Svevo in Italia.<br>L'irlandese<strong><em> James Joyce</em></strong> si rifà alle epifanie, rivelazioni improvvise di emblematiche realtà o verità, spesso causate da oggetti esterni e situazioni banali. Tra i <strong><em>"Dubliners"</em></strong> spicca la figura di <strong><em>Eveline</em></strong>, 19 enne che resta paralizzata dalla possibilità di lasciare l'ordinaria Dublino col suo fidanzato Frank per via di una promessa fatta alla madre defunta. Tale promessa prevedeva di non lasciare la casa e i suoi fratelli in balia del violento padre, ed ogni volta che la ragazza ascolta la musica proveniente dall'organo da strada, ella ripercorre con tristezza il ricordo della promessa.<br>Per <strong><em>Virginia Woolf</em></strong> il tempo scivola dalle mani, si restringe, si condensa e si dilata. Un giorno nella vita di <strong><em>"Mrs Dalloway"</em></strong> ci consente di viaggiare nel tempo e nello spazio. D’altra parte non è un caso che inizialmente Woolf avesse deciso di intitolare il libro "<em>Le Ore"</em>. Ogni personaggio si individua a seconda del suo rapporto con il tempo, naturalmente ci troviamo di fronte a due tipi di temporalità, quella esterna, facilmente individuabile sia dalle informazioni che ci fanno scoprire la data, il periodo storico, sia dai rintocchi del Big Ben, ma anche, e forse soprattutto, una temporalità interiore, direttamente collegata a quelle “caverne” che si aprono all’interno di ogni personaggio, delle quali Woolf parla nei suoi diari. Due giorni, separati dal tempo cronologico ma non da quello dell’anima, si condensano nei ricordi agrodolci di <strong><em>"Gita al faro"</em></strong>. Circa tre secoli, invece, ci fanno viaggiare insieme a <strong><em>"Orlando" </em></strong>nei generi e nella storia.<br><strong><em>Italo Svevo</em></strong>, invece, con <strong><em>"La Coscienza di Zeno"</em></strong> tratta un tempo misto. Lo scopo del racconto è infatti quello di scoprire le ragioni della nevrosi del protagonista, non di scrivere un'autobiografia che segua l’ordine in cui si sono succeduti gli avvenimenti. Spesso il passato ripercorre le strade del pensiero di Zeno e si confonde con il presente, formando un unico impasto non scindibile. Zeno frantuma la propria memoria in una miriade di ricordi, lasciando emergere solo le esperienze cruciali. Il tempo non è più realtà oggettiva, ma una continua creazione della coscienza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-01 18:41:34 UTC</pubDate>
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         <title>UNGARETTI E BERGSON</title>
         <author>adry_tuccillo</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/365138553</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante il suo soggiorno a Parigi, Giuseppe Ungaretti assiste alle lezioni di Henri Bergson. La sua influenza si evince da due sue opere, “L’Allegria” e il “Sentimento del tempo”.<br><br></div><div>Nel “Sentimento del tempo” il tempo è sentito come durata, come causa del mutare di tutte le cose, in un processo continuo di distruzione e rinascita. Ne “L’Allegria”, invece, le singole poesie miravano a fissare quell’istante in cui si manifesta, in modo quasi magico, il mistero della vita: il tempo viene così concepito come un’ entità discontinua, un insieme di attimi separati e distinti tra di loro.<br><br></div><div>Lo scenario in cui Ungaretti colloca le liriche del “Sentimento del tempo” è la città di Roma. Quest’ultima, per il poeta, viene considerata innanzitutto come il “luogo della memoria”: la città è colma di antichi monumenti e il ricordo degli antichi splendori è ancora presente neri resti degli edifici sparsi nella città. È proprio la consunzione di tali edifici che evidenzia come il trascorrere del tempo faccia perire tutto, anche le civiltà più illustri. L’altro aspetto che fa di Roma un luogo privilegiato per poter cogliere il “sentimento del tempo” è rappresentato dalle sue numerose opere barocche. L’epoca barocca, infatti, ebbe un senso acuto del trascorrere del tempo. Dunque la memoria, da un lato consente di recuperare il passato, ma dall’altro finisce per identificarlo nei resti di quei monumenti, oramai erosi dal tempo. C’è infine ancora un aspetto per cui l’antichità romana diviene fonte di ispirazione per la poesia ungarettiana. In numerose liriche fanno la loro comparsa alcune divinità della mitologia greco- romana, come Apollo e Giunone: esse sono le voci del vocabolario accorse a rievocare i fantasmi ( le ombre che riemergono dal passato) e coprono quella sensazione di vuoto che si prova sia di fronte all’arte barocca, sia davanti al Colosseo. La sezione centrale dell’opera si intitola “La fine di Crono”: Crono è il padre di Giove ed è proprio il simbolo del tempo. Egli esemplifica gli intendimenti dell’intera raccolta, ossia quell’eternità che l’uomo, soprattutto attraverso la poesia, cerca costantemente di raggiungere già in questa vita, ma essa si attuerà soltanto dopo la morte.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-02 19:13:56 UTC</pubDate>
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         <title>Improta </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/gjuw9job5kfi/wish/368040313</link>
         <description><![CDATA[<div> <br><br></div><div><strong>BERGSON:<br> TEMPO E DURATA<br></strong><br></div><div>La riflessione di Henry Bergson inizia a fine ottocento, la filosofia di questo periodo era orientata in reazione al positivismo.<br><br></div><div><br> Punto centrale del suo pensiero è il problema del tempo; da subito si oppone all'idea di tempo fisico-matematico, che si era affermata sia in campo scientifico, sia nella psicologia sperimentale. Scrive a questo proposito "Saggio sui dati immediati della coscienza" (1889) e "Durata e simultaneità" (1922); in quest'ultimo critica apertamente il concetto di tempo della teoria della relatività einsteniana.<br><br></div><div>Per Bergson l'idea di tempo 'scientifico', omogeneo e reversibile, quantitativo e calcolabile, che si limita a riprodurre l'idea dello spazio geometrico, deve essere rifiutata poiché totalmente inadeguata in quanto ciò che viene misurato non è l'intervallo di tempo in sé, ma solo una porzione di spazio. Questo porta al fatto che "<em>se tutti i movimenti dell'universo si producessero due o tre volte più rapidamente non ci sarebbe nulla da modificare nelle nostre formule, né nei numeri che vi facciamo entrare</em>".<br> <br> Bergson arriva ad affermare che <em>"l'intervallo di durata non conta dal punto di vista della fisica"</em> e che essa riesce a cogliere solo la proiezione della traettoria spaziale e non il movimento in sé. <br><br></div><div><br> <br> Ciò che registra la durata reale è la singola coscienza per la quale il tempo è inesteso e non divisibile, qualitativo ed eterogeneo, non misurabile ed irreversibile.<br> <br> C'è un'inconciliabile scissione tra il mondo e la sua coscienza, come egli stesso scrive: <em>"nel nostro io c'è successione senza esteriorità reciproca, fuori dell'io esteriorità reciproca senza successione"</em>.<br><br></div><div><br> <br> La vera durata, però, viene messa in secondo piano ed occultata dalle esigenze dell'azione e della comunicazione sociale; inoltre la comune idea di spazio influenza a nostra insaputa anche la vita interiore; <em>"proiettiamo il tempo nello spazio [...] e la successione prende per noi la forma di una linea continua"</em>, mentre solo a tratti riconosciamo la caratteristica peculiare della nostra coscienza: il flusso di coscienza.<br> <br> Solo in questi momenti possiamo capire la verità su di essa e scoprire che la psicologia sperimentale e associativa sia solo un modo per dare un'apparente scientificità alla visione deformata del senso comune.<br><br></div><div><br> <br> Per Bergson la psicologia e la filosofia possono divenire rigorose solo accettando il fatto che i fatti di coscienza sono solo qualità pura e non ammettono misurazione, cioè rinunciando all'idea positivistica di ridurre la realtà spirituale all'ordine dello spazio e del numero.<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-18 04:30:08 UTC</pubDate>
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