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      <title>Arnolfo di Cambio by Elisa Gori</title>
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      <description>Nato nel 1240 circa, è stato uno scultore e architetto italiano. La sua attività si svolse in particolare a Roma e Firenze, la sua corrente appartiene al classicismo.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-28 06:30:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 06:36:22 UTC</pubDate>
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         <title>Trattazione Ritratti di Bonifacio VIII</title>
         <author>gabry_monti10</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gabriele Monti<br><br>Con papa Bonifacio VIII Arnolfo di Cambio ebbe un dialogo intenso e duraturo. </div><div>Bonifacio VIII, nato ad Anagni nel 1230 circa, è stato il 193º papa della Chiesa cattolica, dal 1294 fino alla sua morte avvenuta l’11 ottobre 1303. </div><div>L'artista toscano riuscì ad assecondare in pieno il desiderio del papa di creare simboli e immagini di sé. </div><div>Fin dall’inizio del suo pontificato, lo incaricò di realizzare la sua cappella funebre nella basilica di S. Pietro in Vaticano. </div><div>Dentro la cappella si trova il sarcofago di Bonifacio VIII che Arnolfo ricavò da un sarcofago antico di cui rilavorò il frontale (e solo parzialmente i lati) in forma di letto funebre. </div><div>Nessun papa si era fatto costruire una statua funebre mentre era ancora in vita, il che suscitò scandalo e perplessità presso i contemporanei, e fu anche il primo ad aver fatto un uso politico della propria immagine, diffusa come un ritratto di Stato. Il volto del papa ha i precisi tratti fisiognomici di Bonifacio VIII: la sua calma classica è la serenità che vince la morte. Il corpo irrigidito presenta un vecchio volto sfatto in un faticato sonno eterno. </div><div>Sempre per la cappella Arnolfo scolpì un busto del papa che presenta un alto numero di novità. </div><div>É la prima statua di un papa che benedice con la mano destra e che stringe le chiavi con la sinistra. </div><div>Il gesto della mano destra raffigura Cristo benedicente e facendosi rappresentare con le chiavi, recupera un simbolo che doveva servire a rendere visibile il ruolo intermedio del papa tra cielo e terra. </div><div>Dal 1296 Arnolfo è stabilmente a Firenze, esegue l'apparato decorativo della facciata comprendente alcune statue che furono rimosse nel 1587.Tra queste la statua di Bonifacio VIII risalente al 1297-1298, collocato solo provvisoriamente, il ritratto di Bonifacio VIII non è stato scolpito in un solo blocco, ma si compone di più pezzi tenuti assieme, oggi, da perni metallici. </div><div>La figura del pontefice era originariamente affiancata da un diacono e un assistente. </div><div>Egli è proposto seduto in trono, benedicente e ancora giovane, mentre era già in età avanzata. </div><div>La corporatura sottile diventa lo specchio dell'interiorità del pontefice che, con lo sguardo fisso, viene mostrato come una sorta di divinità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 06:39:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 06:39:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 06:40:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 06:40:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 07:02:12 UTC</pubDate>
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         <title>Trattazione Ritratto di Carlo I D&#39;Angiò</title>
         <author>elisagori06</author>
         <link>https://padlet.com/elisagori06/gi21xgkkifxx/wish/264020763</link>
         <description><![CDATA[<div>Elisa Gori<br><br>Uno dei primi lavori svolti da Arnolfo in qualità di scultore indipendente fu la statua onoraria di Carlo I D’Angió, essa doveva far parte di un grandioso monumento fatto erigere proprio da Carlo I d’Angiò probabilmente negli anni in cui ottenne per la seconda volta il titolo di Senatore di Roma, tra il 1268-1278. La statua marmorea, di 190 cm di altezza, è oggi conservata ai Musei Capitolini nel Palazzo dei Conservatori a Roma, ma inizialmente era collocata nella basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma. Questa statua, la quale sembra rappresentare la dignità, ci appare come una magnifica opera tardo-antica. Carlo l D’Angiò raffigurato seduto su una sella curùlis, priva di schienale con i fianchi a testa e zampe di leone. Egli viene raffigurato con in testa una preziosa corona e nelle mani, impugnava uno scettro o una corta spada e il globo, simboli del potere regale. Il volto lo si può considerare come un vero e proprio ritratto in quanto vengono rappresentate realisticamente le fisionomie di Carlo D'Angiò: i solchi profondi, la pelle leggermente cadente sotto il mento, il naso aquilino, la mascella squadrata e le labbra serrate, caratteristiche che descrivono un uomo maturo dall'espressione severa. Originariamente la statua era dipinta con colori brillanti; il manto era azzurro fermato sulla spalla da una spilla a forma di fiore, anche la veste era di colore azzurro con gigli d'oro e calzari appuntiti rossi, colori ed emblemi della casa reale di Francia e D'Angiò. I suoi capelli scendono lunghi ai lati del viso ed erano dorati ricordando la tonalità bionda mentre le parti scoperte del corpo erano dipinte di un colore rosato imitando l'incarnato della pelle In quest'opera vi sono molti elementi come la fissità nel vuoto, le poche pieghe presenti sugli abiti che modellano la forma, il busto eretto e la solida volumetria che comunicano all'opera una monumentalità classica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 12:34:54 UTC</pubDate>
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         <title>Trattazione Santa Maria Del Fiore</title>
         <author>alessia_meloni</author>
         <link>https://padlet.com/elisagori06/gi21xgkkifxx/wish/264021159</link>
         <description><![CDATA[<div>Alessia Meloni<br><br>La cattedrale di Santa Maria del Fiore, è la principale chiesa fiorentina, simbolo della città, conosciuta più comunemente come Duomo di Firenze. La costruzione fu progettata da Arnolfo di Cambio, al tempo intorno al ‘400 era la più grande chiesa del mondo. La cattedrale nasce sulle fondamenta dell’antica chiesa di Firenze, che la stessa, aveva dedicato a Santa Reparata.<br>La pianta della chiesa è composta da un corpo a tre navate saldato ad un’enorme rotonda triconica che sostiene l’immensa cupola di Brunelleschi nella quale è visibile la più grande superficie mai decorata ad affresco. La costruzione iniziò nel 1269 e si concluse solo nel 1436. Inizialmente i lavori vennero svolti da Arnolfo di Cambio per poi essere interrotti e ripresi da altri grandi nomi dell’architettura Italiana. Arnolfo di Cambio creò una basilica avente spazi classici, con tre ampie navate. Egli aveva progettato una struttura del tutto diversa da quella attuale. Sui fianchi dell’edificio, infatti, possiamo notare che le prime quattro finestre sono più strette e basse di quelle verso est. Alla morte di Arnolfo i lavori rallentarono notevolmente per poi riprendere nel 1331. Nel 1334 fu nominato CapoMastro dell’opera, Giotto, il quale si occupò prevalentemente del campanile. Intanto continuano i lavori di rivestimento in marmo all’esterno e anche la decorazione degli ingressi fra cui, la porta dei Canonici a sud e la porta della Mandorla a nord.<br>Molto eleganti si presentano altre due porte come quella del Campanile a sud e quella della Balla a nord. La cattedrale inoltre presenta una facciata principale, un foamco meridionale e un fianco settentrionale. L’interno della cattedrale in stile gotico dà una forte impressione di vuoto aereo. Una cosa molto evidente che si nota subito nella cattedrale è la grande cupola del Brunelleschi, decorata da mosaici dorati per riflettere al massimo la luce proveniente dalle finestre del tamburo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 12:37:28 UTC</pubDate>
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         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 12:46:41 UTC</pubDate>
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         <author>elisagori06</author>
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         <pubDate>2018-05-28 12:47:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <author>elisagori06</author>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
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         <title>Trattazione Ciborio di San Paolo fuori le mura </title>
         <author>silviacarlini14</author>
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         <description><![CDATA[<div>Silvia Carlini<br><br>La Cattedrale di San Paolo fuori le mura aureliane si trova a Roma, in via Ostiense, all’interno di essa, al centro del transetto, al di sotto dell’arco trionfale, si trova il Ciborio, ispirato al doppio ciborio della Sainte-Chapelle di Parigi; venne realizzato nel 1285, per volere dell’abate Bartolomeo, da Arnolfo Di Cambio che lasciò la sua firma in un'apposita targa cum suo socio Petro. L’opera è in stile gotico, ha una forte influenza francese ed è stata realizzata in marmo. È  costituito da un'edicola di stile gotico che viene sorretta da quattro colonne corinzie in porfido rosso; essa presenta alla base, in corrispondenza dei lati, quattro cuspidi che si aprono verso l'interno con degli archi ogivali trilobati. Ai quattro angoli dell'edicola, all’interno delle nicchie sormontate da cuspidi triangolari, ci sono le statue di San Paolo, San Pietro, San Benedetto e San Timoteo collocate nei punti vitali della composizione. Nella parte più in alto del ciborio vi è un'alta cuspide sormontata da una croce latina dorata e sorretta da un piccolo loggiato con aperture in stile gotico. Davanti all'altare maggiore, c’è la Confessione che si trova più in basso rispetto alla navata centrale e vi si accede grazie a due scale in marmo; essa era utilizzata per la Messa feriale e c’era un altare addossato alla parete su cui poggia il ciborio, dopo i restauri del 2002 l'altare è stato demolito per lasciar spazio all'attuale apertura quadrangolare che permette di vedere sia il sarcofago dell'apostolo Paolo, sia l'abside della basilica. L'effetto complessivo punta verso una decisiva spinta ascensionale esprimendo quella concezione gotica dell'architettura, questo avviene soprattutto grazie al baldacchino, in cui gli archi ogivali trilobati, timpani triangolari ornati da rosoni a traforo, le cuspidi, i pinnacoli e un alto fastigio centrale che accentuano lo slancio verso l'alto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 15:01:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>elisagori06</author>
         <link>https://padlet.com/elisagori06/gi21xgkkifxx/wish/264051295</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 15:10:14 UTC</pubDate>
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         <title>Trattazione Santa Croce</title>
         <author>silviacarlini14</author>
         <link>https://padlet.com/elisagori06/gi21xgkkifxx/wish/264052483</link>
         <description><![CDATA[<div>Francesco Palazzi<br><br>La basilica di Santa Croce è una delle massime realizzazioni del gotico in Italia  essa è luogo di sepoltura di illustri personaggi italiani: Galileo Galilei Niccolò Machiavelli Vittorio Alfieri e  Ugo Foscolo </div><div>Sull'attribuzione ad Arnolfo di Cambio non abbiamo documenti scritti che lo confermino, ma la critica lo ha confermato facendo riferimento all'elevato livello qualitativo del complesso e per le analogie con altre opere del grande architetto. Fu edificata a spese della popolazione della Repubblica fiorentina. Alla morte di Arnolfo nel 1302 doveva essere completata la parte del coro e del transetto, con le cappelle. Procedendo con rapidità, i lavori nel 1320 resero la basilica utilizzabile, ma in seguito, le vicende della crisi, dell'alluvione e della peste, ne rallentarono vistosamente il completamento</div><div>Santa Croce è progettata come una croce egizia, con un tetto in legno aperto; ci sono molte lastre tombali incastonate nel marciapiede. La navata centrale è ampia e luminosa, con massicci pilastri ampiamente distanziati che sostengono archi a sesto acuto. Entrando nella basilica, in stile gotico fiorentino la nostra attenzione è subito attratta dal lato est, dove le vetrate alte e strette sembrano perforare le pareti sotto le volte. Una caratteristica fondamentale delle chiese francescane primi era la narrazione affrescata, in modo semplice e termini chiari, delle storie di Cristo, di San Francesco e di altri santi, Molte delle grandi famiglie fiorentine acquistarono il patronato di cappelle a Santa Croce, assumendo così l'onore di decorare e arredare loro. Alcune di queste decorazioni del 14 ° secolo sono  sopravvissute fino ai nostri tempi, compresa quella dipinta dal grande Giotto con storie della vita di San Francesco e scene della vita di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. Seguaci più stretti di Giotto, Dalla metà del 14 ° secolo le pareti delle navate laterali e la sagrestia furono affrescate da Andrea Orcagna, Giovanni da Milano, Niccolò di Pietro Gerini e Agnolo Gaddi. che illustrano la storia della Vera Croce.</div><div>Esterno: Tra le opere d'arte che appaiono sulla facciata spiccano le tre lunette dei portali, che ricordano la leggenda della Vera Croce, alla quale la chiesa è dedicata: da sinistra sono il Ritrovamento della Croce di Tito Sarrocchi, il Trionfo della Croce di Giovanni Duprè e la Visione di Costantino di Emilio Zocchi (Santa). Il portale centrale ha le ante lignee che fino al 1903 erano sul Duomo. Davanti al portale si trova la sepoltura di Matas. inconfondibile è il profilo esterno della basilica, coi fianchi ritmati dai nudi timpani triangolari delle false campate della navata (la copertura non è infatti a volta, secondo lo stile paleocristiano che Arnolfo aveva visto a Roma). Su ciascun scomparto si apre un'alta bifora, mentre il paramento è in semplice pietraforte a vista, decorato solo da pluviali a forma di teste umane o leonine, oggi molto sciupati. </div><div>Sulla sinistra del sagrato fu collocato il magniloquente monumento a Dante di Enrico Pazzi, a conclusione delle celebrazioni dantesche del 1865 per il VI centenario della nascita del grande poeta. Alla presenza di Re Vittorio Emanuele II fu inaugurata al centro della Piazza, ma venne in seguito spostata nel 1968 per permettere di nuovo le partite del calcio in costume.L'alto piedistallo è decorato da leoni marzocchi e dagli stemmi delle città italiane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 15:18:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silviacarlini14</author>
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         <title>Trattazione Fontana degli Assetati di Perugia</title>
         <author>elisagori06</author>
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         <description><![CDATA[<div>Flavia Gubbiotti<br><br>La Fontana degli assetati è stata eseguita da Arnolfo di Cambio tra il 1277 e il 1281, nella città di Perugia, nella parte bassa della piazza principale della città. Insieme alla fontana Maggiore, collocata nella parte alta della stessa piazza. Questa venne poi smontata nel 1308 per motivi poco chiari ma probabilmente dovuti al mal funzionamento. La fontana degli assetati è un monumento, andato perduto, del quale rimangono soltanto alcuni degli elementi che lo componevano. Questi sono conservati nella Galleria nazionale dell Umbria e rappresentano le figure dei tre assetati: la Vecchia assetata, la Giovane assetata, e il  Paralitico e due Giuristi, di cui uno ,sia per la tecnica che per lo stile è sicuramente lo stesso Arnolfo. Di grande impatto  è la forza espressiva che traspare dalle forme delle figure, è presente un principio di essenzialità che per molto tempo è stato scambiato per “arcaismo”, gli elementi caratterizzati da purezza e semplicità, riconducono al classicismo che è la corrente artistica alla quale appartiene Arnolfo. Nell’ opera l’autore introduce figure assolutamente nuove, in un contesto pubblico così importante come la piazza principale della città, non erano mai state rappresentate figure come quelle dei mendicanti. La figura del paralitico rappresenta l’assoluto naturalismo. Il personaggio sembra essersi trascinato presso la fontana, appoggiandosi al braccio destro. Mentre rovescia la testa indietro per bere, con la sinistra solleva i suoi panni per mostrare la gamba deforme e impietosire i passanti. Mentre la Vecchia assetata è rappresentata inginocchiata a terra e tutta protesa con le braccia in avanti per raccogliere l'acqua ed esprime con forza la fatica del suo gesto dovuta al peso degli anni. <br>La Giovane assetata invece, si muove con disinvoltura. È il momento dove la serva si concede un momento di riposo in cui si rinfresca alla fonte, mentre il velo le scivola indietro e la veste si scioglie lasciando il seno scoperto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 15:18:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>silviacarlini14</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 15:19:02 UTC</pubDate>
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