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      <title>Le emozioni by Stefano De Rosa</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-11 14:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>La rabbia</title>
         <author>stefanoderosa2006</author>
         <link>https://padlet.com/stefanoderosa2006/geccnbloej4witvc/wish/1513457182</link>
         <description><![CDATA[<div>La rabbia è un'emozione che si manifesta in tutti, grandi e piccoli, e in alcuni casi porta all’attuazione di agiti, mentre in altri è soffocata.<br><br></div><div>Numerosi sono i motivi per cui è possibile perdere la calma, per esempio quando consideriamo un’altra persona responsabile per averci procurato un danno, un fastidio; se non dovessimo trovare un responsabile diretto, è possibile arrabbiarsi con se stessi, oppure trovare un capro espiatorio, un colpevole di quello che succede, perché serve per rivolgere la rabbia verso qualcosa o qualcuno.<br><br></div><div>Spesso ci arrabbiamo con le persone a cui siamo più legati, come i genitori, i coniugi, in quanto proprio da loro ci aspettiamo di essere capiti e ascoltati, ma questo non si verifica sempre e, allora, la rabbia ci inonda.<br>La rabbia mostra un andamento sinusoidale, a volte ha dei picchi in eccesso chiamati collera, esasperazione, furore e ira, oppure in difetto, di intensità minore, e li definiamo irritazione, fastidio, impazienza. In ogni caso si tratta di una risposta emotiva intensa ma transitoria, che si protrae per brevi momenti.<br><br></div><div>Solo in casi estremi la rabbia si esprime attraverso dei comportamenti (rompendo oggetti, guidando velocemente), ma il più delle volte si manifesta verbalmente con l’alterazione del tono di voce che diventa più intensa o sibilante, stridula o minacciosa.<br><br></div><div>In altri casi, la rabbia non è un'emozione negativa, infatti da piccoli è adattiva e anche da adulti potrebbe esserlo incanalandola in attività alternative a quelle del bisogno che ci viene negato. Così facendo, aumenta il nostro benessere e non rimaniamo incastrati in questa emozione.<br>&nbsp;&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 14:09:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il disgusto</title>
         <author>stefanoderosa2006</author>
         <link>https://padlet.com/stefanoderosa2006/geccnbloej4witvc/wish/1513468201</link>
         <description><![CDATA[<div>Sia Ekman che Darwin classificano il disgusto come "qualcosa di nauseante in relazione al cibo". Nella psicologia moderna però il disgusto è considerato come un'emozione complessa di difesa da pericoli di varia natura. Sono stati individuati diversi tipi di disgusto:<br>-Disgusto centrale: quello che più si avvicina al concetto psicoevoluzionistico originario, infatti è l'emozione che mette in guardia l'uomo su ciò che mangia&nbsp;<br>-Disgusto completo: deriva dell'espansione del disgusto centrale a tutti i sensi corporei<br>-Disgusto di contaminazione: scaturisce da comportamenti sessuali anomali o inappropriati&nbsp;<br>-Disgusto interpersonale: implica contatti con persone considerate sgradevoli o contaminanti<br>-Disgusto socio-morale: è provocato da violazioni morali o sociali, che coinvolgono gesti brutali, messi in atto da persone sgradevoli.<br>Nonostante spesso ci difenda da cose e situazioni pericolose, il disgusto è anche causa di alcune fobie specifiche (paura degli insetti), disturbi alimentari, disturbo ossessivo compulsivo ,depressione, disturbo post traumatico da stress.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 14:11:45 UTC</pubDate>
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         <title>La paura</title>
         <author>stefanoderosa2006</author>
         <link>https://padlet.com/stefanoderosa2006/geccnbloej4witvc/wish/1513495427</link>
         <description><![CDATA[<div>La paura è un'emozione comune sia al genere umano che al genere animale, e spesso è guidata dall'istinto di sopravvivenza.&nbsp;<br>È un'emozione provocata da una situazione di pericolo, che può essere reale o immaginaria. La paura è accompagnata da una serie di reazioni fisiologiche: aumento del battito cardiaco, sudorazione, ansia, tremore. In pratica il nostro sistema nervoso prepara il corpo ad una situazione di emergenza. La paura può essere anche una risposta al dolore e venire trasformata in rabbia, rendendo gli individui pericolosi.&nbsp;<br>A seconda del grado d'intensità, la paura può prendere il nome di timore, ansia, panico, fobia, terrore. Di solito la paura è più frequente durante l'infanzia, poiché il bambino affronta un mondo che ancora non conosce. Abbiamo due tipi di paure: FISIOLOGICA: di solito scompare verso i 3 anni di età, quando i bambini cominciano a maturare; PATOLOGICA: comporta disturbi del sonno, dell'alimentazione, della comunicazione, del comportamento, ecc... Tutto questo provoca sofferenza e disagio nei bambini, che vanno quindi seguiti da medici specializzati e/o psicologi. In conclusione, si può affermare che la paura è una delle emozioni più radicate negli esseri umani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 14:17:07 UTC</pubDate>
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         <title>La gioia</title>
         <author>stefanoderosa2006</author>
         <link>https://padlet.com/stefanoderosa2006/geccnbloej4witvc/wish/1513502591</link>
         <description><![CDATA[<div>Cosa sono le emozioni? In psicologia è largamente condivisa l’ipotesi che esistano sei emozioni di base (ovvero universali e presenti in tutte le culture): paura, sorpresa, rabbia, disgusto, gioia e tristezza.&nbsp;<br>La gioia è lo stato di appagamento e felicità che di solito si manifesta quando raggiungiamo obiettivi, vediamo esaudito un desiderio o soddisfatto un bisogno. È caratterizzata da specifiche componenti: tra quelle più comuni troviamo le fisiologiche, come l’accelerazione del battito cardiaco e l’aumento dell’eccitazione.<br>"Gioia” è il nome dell’emozione basilare e generica, che solitamente si esprime con il sorriso e gli occhi. Ci si sente gioiosi perché uno dei nostri bisogni fondamentali è stato soddisfatto.&nbsp;<br>La gioia si manifesta nelle sue forme caratteristiche in seguito alla gratificazione dei bisogni essenziali ed è fra le prime emozioni a manifestarsi. Già nei bambini appena nati appare come l’emozione che segue la soddisfazione di una richiesta o la realizzazione di un desiderio.<br>Fra le esperienze di gioia, una delle più intense è sicuramente l’innamoramento. Rendere felice la persona amata essendone ricambiati e condividere con lei le esperienze sono tutte azioni che danno grande gioia e infondono entusiasmo.<br>La gioia rende più facile la socializzazione e la vita di comunità e favorisce anche la ripetizione dei comportamenti che la hanno generata. Allo stesso modo, la gioia favorisce l'individuazione di più elementi e l'osservazione di più informazioni nella situazione che ne è all'origine.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 14:18:30 UTC</pubDate>
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         <title>La tristezza</title>
         <author>stefanoderosa2006</author>
         <link>https://padlet.com/stefanoderosa2006/geccnbloej4witvc/wish/1515031348</link>
         <description><![CDATA[<div>La tristezza è un'emozione molto importante e utile se impariamo a riconoscerla e a controllarla. Può essere provata durante la quotidianità o per via di un evento traumatico molto grave, ed è una risposta naturale a situazioni che coinvolgono dolore psicologico.<br>La funzione della tristezza è portarci ad un ritiro dal mondo esterno e dalla ragione che l’ha provocata, e ha lo scopo soprattutto di offrirci protezione.<br>L’esser tristi serve anche a dare il giusto spazio al dolore affinché non continui a fare male: a volte occorre concedersela, perché sentirla dà la possibilità di vivere ed elaborare ciò che proviamo.<br>Inoltre la tristezza ci dà una prospettiva realistica della vita e ci fa capire fin dall’inizio che non tutto è rose e fiori. Essa ci aiuta a determinare cosa conta per noi, cosa ci piace e non ci piace, e ad elaborare esperienze difficili come lutti, delusioni e sofferenze.<br>La tristezza è collegata ad alcuni processi fisiologici: per esempio la dimensione della pupilla è un indicatore di tristezza, poiché le pupille diventano più piccole quando non ci si sente bene. Anche  il tono della voce cambia e diventa più basso e il dialogo si svolge molto lentamente. Infine anche i muscoli facciali vengono influenzati: gli angoli della bocca vanno verso l’ingiù, si è più rigidi o certe volte dal nostro aspetto sembriamo senza sentimenti.<br>La tristezza è spesso confusa per la depressione, ma in realtà sono due cose completamente diverse: la prima la proviamo per poco tempo e comunque ci permette di fare tante cose e possiamo averne anche dei benefici, mentre la seconda è un disturbo e in un certo senso è una tristezza che non finisce mai. Il tempo non cura la depressione come accade con la tristezza, ed è sempre presente: man mano inizi a stancarti di fare tutto e anche le cose più semplici sembrano impossibili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 19:36:36 UTC</pubDate>
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