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      <title>La paura del riflesso by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-06 14:45:28 UTC</pubDate>
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         <title>1</title>
         <author>includendo2</author>
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         <description><![CDATA[<div>Era lì, ferma, che si osservava allo specchio. Quanti problemi le aveva causato il suo odiato riflesso.<br><br></div><div>Quella mattina si sentiva diversa, camminava con decisione verso il liceo, poco distante. Puntualmente, specchiandosi ovunque potesse farlo, si accorse che il suo sorriso cresceva sempre di più. Era da poco suonata la campanella che segnava la fine delle lezioni. Camminava guardando ogni cosa,  anche le pietruzze dei marciapiedi. D’improvviso qualcosa la turbò, qualcosa di banale. Una breve risata dolce. Sollevò lo sguardo, fermò i suoi passi: una bambina dai lunghi capelli arruffati e rossi, insieme ad un uomo. Il padre? In quel momento pensò al suo, era un idolo per lei e adesso non le stava più accanto. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-06 14:48:57 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-06-06 14:58:29 UTC</pubDate>
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         <title>2</title>
         <author>includendo2</author>
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         <description><![CDATA[<div>      Così si ricordò di quel giorno, quando tornò a casa dal suo primo giorno di scuola. Entrò in cucina con sguardo basso e stanco, si sedette a tavola pronta per mangiare, quando si accorse della tensione che aleggiava nell’aria. Sua mamma, insolitamente silenziosa e con movimenti meccanici, stava preparando il pranzo. Il rumore della porta che sbatteva violentemente e subito dopo, il papà e la piccola Greta. La bambina saltellando raggiunse il suo posto a tavola. Il papà ancora fermo sulla soglia della porta, guardò con severità la mamma e subito dopo uscirono dalla stanza. Non ci volle molto prima che le grida cominciassero a squarciare il silenzio.<br><br></div><div> “Niki che sta succedendo??” disse Greta ingenuamente. Nicole aprì la bocca per spiegarle la situazione ma le parole le morirono in gola. Non sapeva che dirle, non avevano mai litigato davanti a lei. “Basta, Io me ne vado!” urlò il papà. Quando le urla cessarono, l'’unico rumore percepibile erano i singhiozzi di Greta, che piangeva con le mani premute sulle orecchie per evitare di ascoltare le urla. Nicole si prese la testa fra le mani, distrutta dalla situazione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-06 14:59:09 UTC</pubDate>
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         <title>2</title>
         <author>includendo2</author>
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         <pubDate>2018-06-06 15:00:37 UTC</pubDate>
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         <title>3</title>
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         <description><![CDATA[<div>Passarono i giorni, lui non tornava. Le sue cose in casa sembravano svanire nell’aria. Ci stava abbandonando. Durante quei giorni la mamma tornava più tardi del solito, barcollando e biascicando frasi senza senso. La situazione con Leonardo, suo fratello, cominciò ad essere fredda, difficile. Adesso tutto pesava su Nicole: la sorella, la casa, la scuola. <br><br></div><div>A scuola poi la situazione non era delle migliori. Nicole si sentiva fuori luogo, presa in giro da tutti. Non era accettata dai propri compagni a causa della sua immagine. Guardava gli altri con ammirazione e invidia, i loro vestiti firmati, i capelli sempre a posto, tutti sempre perfetti insieme alle loro automobili nuove e brillanti, con cui sfrecciavano verso le feste più belle in città. Veniva presa in giro da quelle persone perché lei, piena di imperfezioni, trascurava il suo aspetto e camminava sempre a piedi nel tragitto scuola/casa. Alla fine i suoi unici pensieri, nella solitudine di quel tragitto, erano che non sarebbe mai andata alle festa e che sarebbe rimasta sola.<br><br></div><div>Trascorreva le sue giornate tra la cucina e i libri. Da qualche tempo aveva cominciato ad avere attacchi di panico che si manifestavano soprattutto a casa. Tutto iniziava con una strana sensazione di ansia preceduta da brividi. E tutto, lo sentiva, era legato ad un singolo pensiero, il nucleo profondo e inscalfibile dei suoi problemi: il suo riflesso che non sopportava più. Poi però i brividi diminuivano, le palpebre tremavano e lei sveniva, ormai vinta dal pensiero del riflesso. Il fratello, che aveva assistito una o due volte alle sue crisi di panico, cercava di farla ragionare.  Da quando il padre era andato via era lui a lavorare tutto il giorno fuori casa per poter mantenere le sorelle. Avrebbe avuto bisogno, Nicole, ogni volta che il panico la attaccava alla gola, più della sua presenza che dei soldi che portava ogni settimana a casa. Ma Leonardo non c’era e perciò Nicole era costretta a farsi coraggio da sola, anche se sotto sotto stava per crollare </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-06 15:01:05 UTC</pubDate>
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         <title>4</title>
         <author>includendo2</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una domenica, una qualunque, Leonardo ebbe la grandiosa idea di fare un pranzo per cercare di far riunire la famiglia ormai svaporata. Lo faceva per Nicole. Era convinto che le avrebbe fatto bene.<br><br></div><div> Prenotò un tavolo presso il locale più frequentato della città. La mattina, a colazione, nella cucina minuscola di casa loro, comunicò la sua iniziativa <br><br></div><div>alle sorelle e alla madre.<br><br></div><div>&lt; Pensavo si potesse andare tutti insieme a pranzare fuori. Bello, no?&gt; cominciò Leonardo, emozionato per la sua idea. La madre non ascoltava, era reduce da una sbornia. Nicole puntò il suo sguardo spaventato contro al fratello.<br><br></div><div>&lt; Non credo sia una buona idea...&gt; balbettò incerta.<br><br></div><div> Lui si fece più serio e la sfidò.<br><br></div><div>&lt; Perché no. E’ per riunire la famiglia.&gt; Disse Leonardo, con voce carica di speranza. &lt;Famiglia? Non siamo più una famiglia da quando papà è andato via&gt; urlò Nicole, sbattendo la porta. <br><br></div><div>Arrivata in bagno un conato la scosse. Mise la mano davanti la bocca e vomitò tutto quello che aveva ingerito. Subito dopo entrò in bagno Leonardo che l’aveva seguita e restò di sasso a guardare la scena. Aveva già intuito qualcosa. Era sempre pallida e sciupata, ma mangiava abbastanza e sembrava essere migliorata rispetto ai primi giorni dall’abbandono. Invece era esattamente il contrario. Leonardo corse in suo aiuto e le promise che ne sarebbe uscita molto presto, e che tutto sarebbe tornato come prima. <br><br></div><div>Ormai era chiaro che Nicole stesse male. Fu difficile riuscire a sconfiggere quella malattia, la bulimia nervosa. Dopo il ricovero in ospedale ci vollero ulteriori giorni di assistenza da parte dei medici e del fratello, che le faceva visita ogni volta che poteva. Non ci fu nulla da fare per la madre di Nicole che ormai, costantemente ubriaca per l’abbandono del marito, non comprendeva nemmeno cosa stesse accadendo alla figlia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-06 15:04:04 UTC</pubDate>
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         <title>5</title>
         <author>includendo2</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tornò al presente. La bambina dai capelli rossi e il suo papà erano andati via. La campanella era suonata e Nicole corse dentro la scuola. La giornata passò velocemente e uscita da scuola andò a prendere sua sorella Greta all’asilo, che si trovava alle spalle del suo liceo, di fronte piazza Doglio. Era passata così tante volte da quella piazza che ormai ne conosceva ogni dettaglio. Si fermò ad ammirare i nuovi graffiti che aveva notato sui muretti. Da un po’ di giorni aleggiava un’insolita puzza di bruciato su quei graffiti.  Le palme che circondavano la piazza erano dei tizzoni piantati sul marciapiede. Greta era rimasta la sola bambina ad attendere i familiari. Non appena vide sua sorella le corse incontro per abbracciarla e così si incamminarono verso casa </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-06 15:05:12 UTC</pubDate>
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         <title>3</title>
         <author>includendo2</author>
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