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      <title>PARADIGMI DELL&#39;EDUCARE by UNI_PEDlet</title>
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      <description>Fatto con il piacere dell’avventura</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-09-29 22:23:49 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-10-09 16:08:56 UTC</lastBuildDate>
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         <title></title>
         <author>UNI_PEDlet</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quale dei contenuti e delle riflessioni del video si "aggancia"&nbsp;<br>maggiormente con la tua esperienza di istruzione ( come educazione formale) e perchè</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/SVeNeN4MoNU" />
         <pubDate>2021-09-23 10:28:31 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Non copiare!&quot; </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La collaborazione è una cosa fondamentale che invece a scuola non viene contato perché giudichiamo le persone singolarmente. Infatti, si tende a considerare qualcuno che “copia” come imbroglione. Come viene affermato anche nel video, “il migliore apprendimento avviene in gruppo”. Concordo su questa riflessione perchè confrontarsi e scambiarsi idee su una determinata tematica aiuta molto nell’apprendimento oltre che a sviluppare un maggior pensiero critico.&nbsp;<br><br>Martina Reggiani </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:47:32 UTC</pubDate>
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         <title>La scuola come catena di montaggio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'analogia tra il nostro sistema scolastico e il lavoro a catena mi ha colpito perché lo trovo perfettamente esplicativo rispetto a quella che è la nostra situazione odierna. Nell'intero percorso scolastico è infatti evidente come ogni singolo studente non venga quasi mai visto nella sua singolarità, ma sempre all'interno di un gruppo, non permettendogli così di valorizzarsi e conoscere a pieno se stesso. Il fatto di creare percorsi uguali per tutti è demotivante e poco proficuo, perché porta ad individui con competenze analoghe che spesso e volentieri non sanno come e quale loro skills approfondire per specializzarsi in qualche specifico settore.<br><br>Giada Pizzighella</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:50:27 UTC</pubDate>
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         <title>Un&#39;unica strada</title>
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         <description><![CDATA[<div>Sicuramente una riflessione antiquata ma che fin da piccoli mi e ci viene fatta è proprio quella che per aver successo bisogna studiare e lavorare sodo, più studi più avrai possibilità di non fallire. Ecco che quindi la paura di fallire diventa più forte di qualsiasi altra motivazione spingendo quindi molti ragazzi a fare determinate scelte solo perchè sembra garantiscano più successo. Come il fatto che già da quando siamo piccoli ci viene chiesto cosa vogliamo fare da grandi obbligandoci così a dare già una risposta che deve essere solo una, più cresciamo e più dobbiamo essere settorizzati, prendere un'unica strada e rimanere su quella. Cosa che, indipendentemente dagli interessi della persona, al giorno d'oggi non è più possibile perchè il mondo è in cuntinuo sviluppo e c'è costante bisogno di reinventarsi, ecco perchè alla domanda: che lavoro vuoi fare da grande? I giovani faticano a rispondere o addirittura si sentono in obbligo di scelta aggiungendo molto pressione che rischia di diventare insopportabile<br><br>Gualtiero Maria</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:52:09 UTC</pubDate>
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         <title>Differenze che contano</title>
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         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781879420</link>
         <description><![CDATA[<div>Una cosa che condivido con il video è la questione dell’omologazione scolastica. È vero che è richiesto che tutti gli studenti abbiano delle conoscenze base, ma è pur vero che siamo tutti diversi, ognuno di noi apprende in modo differente. Non viene dato il giusto spazio alle diversità intellettuali degli studenti. Tutti sanno le stesse cose e se qualcuno non le sa allora è lui quello sbagliato. Ci sono migliaia di conoscenze che possono essere molto più utili che la scuola non insegna, e che magari quello studente che non ha imparato la “lezioncina” del giorno sa, ma lui per il nostro sistema scolastico verrà bollato come incapace. Ma di certo non è così.</div><div><br>Perla Esquivel</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:54:46 UTC</pubDate>
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         <title>Rigidità anestetizzante</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il contenuto espresso sul sistema educativo attuale che si aggancia maggiormente con la mia esperienza è indubbiamente questa obsoleta rigidità del sistema. Ho frequentato il liceo linguistico e per tutti gli anni ho odiato dover studiare obbligatoriamente materie come chimica e fisica che non mi interessavo minimamente e ancora oggi fatico a comprendere in che modo potessero essere utili per lo sviluppo delle mie potenzialità, interessi e programma formativo futuro. È stato proprio l'obbligo di dover studiare per ore e ore discipline per le quali non avevo nessun interesse, quando il mio unico volere era acquisire delle capacità multilinguistiche utili al mio futuro, che mi ha portato alla fine del terzo anno ad avere una crisi e voler mollare gli studi a "soli" due anni dalla maturità. <br>Da qui la mia decisione invece di trascorrere un anno all'estero negli Stati Uniti che ha completamente stravolto la mia visione sul sistema scolastico e ha in un solo anno stimolato <strong>passioni</strong> che negli 11 precedenti erano state appunto <strong>anestetizzate</strong>.&nbsp;<br><br>Aurora Ravelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:55:36 UTC</pubDate>
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         <title>“Stupid Boy”</title>
         <author>martinaolivati</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781888213</link>
         <description><![CDATA[<div>Quello che lascia l'amaro in bocca dopo la visione del video è il fatto che nel 2021 ancora si sia istruiti da un sistema scolastico ideato e pensato per la società del 1800.<br>Se pensiamo bene il filo conduttore dell’istruzione oggi è “restare al passo con la società”, “continuo aggiornamento” ma ciò che usiamo per istruire è vecchio 200 anni.<br>Il contenuto che si lega maggiormente alla mia esperienza è l’idea che se un ragazz* non riesce a fare/studiare una certa cosa, un determinato concetto o svolgere un particolare esercizio allora deve per forza essere stupido, che questa sia l’unica spiegazione logica e razionale.<br>Fortunatamente soprattutto negli anni più delicati, quali quelli della scuola dell’obbligo, non tutti gli insegnanti applicano questo ragionamento ed è in quel momento grazie a quella/e persona/e che lo studente prende coraggio e aumenta la sua autostima arrivando anche molto in alto rispetto all'inizio del suo percorso.<br><br>Martina Olivati</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:57:38 UTC</pubDate>
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         <title>Una scuola più aperta</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781890048</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel video viene spiegato come il sistema scolastico sia impostato su un modello a "fabbrica", che suddivide in categorie ben precise gli studenti. Avere invece un luogo di studio in cui ci si può confrontare con persone diverse (non solo con i propri compagni di aula), di età diverse permette probabilmente di imparare non soltanto dall'insegnante stesso, ma anche da chi ha già fatto esperienze simili alle nostre in precedenza o che ne ha avute di completamente diverse.&nbsp;<br><br>Elisa Compagnoni</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:58:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781891600</link>
         <description><![CDATA[<div>La riflessione che mi ha colpito maggiormente è quella legata alla standardizzazione della scuola. Nonostante infatti vi siano numerose materie presenti all' interno del percorso di studi, queste potrebbero non essere sufficienti allo studente per trovare l' ambito in cui è piu portato o interessato a conoscere. Questo porta di conseguenza l'individuo a credere di non avere una predisposizione particolare verso lo studio o piu semplicemente di non avere interessi , quando invece il problema potrebbe dipendere dal fatto che questa sua predisposizione naturale non riesce a trovare sfogo nello spettro di materie e argomenti presentati dal sistema scolastico.<br><br>Pietro Padovani</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 15:58:44 UTC</pubDate>
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         <title>perdita del pensiero divergente </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>A me ha colpito molto l'esperimento del ferma carte che viene spiegato nel video&nbsp; e che dimostra come il nostro sistema di istruzione non favorisca la creatività ma si concentri solo sullo studio di materie prettamente teoriche. inoltre come viene del video ho riscontrato quanto sia vero il fatto che si pensa all'istruzione come apprendimento di classici o in generale di materie non estetiche.&nbsp;<br>Nell'arco della mia vita scolastica mi è capitato di trovarmi in una situazione per la quale mi è stato chiesto di mettere da parte la mia indole creativa: quando ho dovuto scegliere le scuole superiori volevo fare il liceo artistico e invece tutti i professori e i miei stessi famigliari mi hanno portata a fare il liceo economico sociale, tutto perché sostenevano che con il liceo artistico sarei "stata sprecata, come se le materie artistiche fossero di minore importanza.&nbsp;<br>come può una persona sviluppare un pensiero divergente e una spiccata creatività se la società e il nostro modello di istruzione vede come "studi degni" solo quelli teorici?&nbsp;<br>questo porta gli studenti ad essere anestetizzati, il che non è assolutamente un bene non solo per loro stessi ma anche per la società futura dato che; frase scontata ma vera, "noi siamo il futuro della società".&nbsp;<br><br>Elena Braga&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:00:05 UTC</pubDate>
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         <title>Standardizzazione</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781898299</link>
         <description><![CDATA[<div>Il fatto che la società e la scuola cerchino sempre di creare gruppi omogenei e standardizzati valutando le capacità del gruppo, senza basarsi troppo sul singolo e le sue capacità e quindi non aiutandolo a crescere personalmente. Non viene considerata la differenza d'apprendimento, come ad esempio possono essere i tempi che essendo definiti e standardizzati non possono bastare a certe persone. Inoltre il seguire percorsi standard che arrivano un solo risultato appunto blocca anche la creatività e il pensiero divergente di cui si parla e che è un elemento molto importante nella crescita e nello sviluppo personale.<br><br>Alessandro Giovanoli</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:00:57 UTC</pubDate>
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         <title>Valorizzare il singolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781899242</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel video si parla di come la rigidità della scuola spesso tenda a sopprimere le peculiarità individuali piuttosto che valorizzarle, creando individui anestetizzati cercando di concentrarsi maggiormente su quelle competenze che vengono ritenute come necessarie, che tutti devono acquisire per raggiungere un risultato pressoché similare.&nbsp;</div><div>Personalmente mi trovo in accordo con questo aspetto espresso dal video, e penso che se la singolarità individuale riuscisse ad emergere attraverso il sistema scolastico non solo gli studenti sarebbero più motivati nel loro percorso, ma riuscirebbero anche a concretizzare le loro passioni, i loro interessi e le loro abilità in un obiettivo più definito.&nbsp;</div><div>Per la struttura che il sistema di istruzione presenta e per i metodi con cui viene perseguito, oggi risulta molto più facile sentirsi “persi” al termine del proprio percorso di studi, spesso senza nemmeno aver chiaro l’ambito in cui ci si vorrebbe specializzare.<br><br>Serena Cappi</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:01:19 UTC</pubDate>
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         <title>Più libertà</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Non mi ero mai accorta delle somiglianze e del parallellismo che si può fare tra scuola e fabbrica. Questa impostazione dovrebbe cambiare, soprattuto per invogliare gli studenti ad andare a scuola e fare in modo che non si sentano obbligati ad andarci ogni giorno. Bisognerebbe inoltre lasciare un pò più di libertà ai ragazzi: oltre che avere delle materie standard obbligatorie, sarebbe migliore avere la possibilità di seguire delle classi, anche extracurricolari, a cui possono partecipare tutti indipendentemente dall'età o dal livello di conoscenza in quel determinato ambito. Questo porterebbe a favorire la collaborazione tra individui, ma soprattutto alla possibilità di offrire agli altri il proprio sapere, le proprie idee riflessioni per crescere come persona.<br><br>Micol Bottarelli</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:01:36 UTC</pubDate>
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         <title>Pensiero divergente</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781900242</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel video vi è un riferimento al libro "Break point and Beyond", testo in cui si descrive uno studio svolto su un gruppo di studenti a partire dalla scuola materna fino ad arrivare alla scuola superiore. In questo "test" è emerso come nel periodo dell'infanzia il 98% dei bambini, nella scala di misurazione del pensiero divergente, superino il livello per essere considerati dei geni; tuttavia questa percentuale va diminuendo man mano che i singoli individui crescono. Questo, come riportato nel video, ci fa capire come tutte le persone hanno questa capacità innata dentro di se che, a seconda delle esperienze che vissute, può crescere, diminuire o restare invariata. Questo studio mi ha fatta pensare, mi ha fatta ragionare su come molto spesso noi giudichiamo le persone senza tener conto del loro vissuto, senza tenere conto di quello che hanno passato, senza pensare che alla fin fine siamo tutti uguali: solamente alcuni di noi hanno avuto più fortuna di altri. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:01:41 UTC</pubDate>
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         <title>La scelta </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781901841</link>
         <description><![CDATA[<div>L’esperienza che ho avuto con l’istruzione in parte si rispecchia con il video visto, in quanto ho quasi sempre trovato una mentalità rigida e giudiziosa nei confronti dello studente.&nbsp;</div><div>Ho avuto un’esperienza abbastanza negativa nei primi anni delle superiori, poiché non riuscivo a trovare la mia strada, e ovunque andassi incontravo insegnanti o persone che non mi aiutavano, mi informavano sulle materie, sugli anni, sui libri, sui soldi, ma non riuscivano a vedere oltre il loro lavoro, e io di conseguenza oltre alla mia scelta.&nbsp;</div><div>Una cosa che è impressa in me è la disumanizzazione che alcuni insegnanti associano al sistema scolastico, come se lo studente dovesse essere fatto con lo stampino, invece di liberare le sue potenzialità e creare, in una classe, un insieme di persone che si completino l’una con l’altra, e che sappiano collaborare insieme.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:02:16 UTC</pubDate>
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         <title>Emarginazione &quot;Intellettiva&quot;</title>
         <author>albertonicolin99</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781903940</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono d’accordo con la sentenza riguardante l’alienazione e l’emarginazione degli studenti poco intelligenti. Mi sono capitate situazioni in cui lo studente veniva ignorato dagli insegnati perchè “non capirai mai niente”, favoreggiando quegli studenti che invece eccelgono nelle loro materie aumentando sempre di più il divario sociale tra i due ragazzi e favoreggiando azioni di derisione. Queste situazioni sono aggravate da un’istruzione che prevede che ogni insegnate pretenda la conoscenza massima della propia materia, mancando lui per primo della conoscenza in materie a lui non affini (es. insegnate di italiano che non sa fare equazioni matematiche). Oppure insegnati che ritengono la loro parola inappellabile, rifiutandosi di instaurare qualsiasi tipo di dibattito sugli argomenti della lezione.</div><div><br></div><div>Alberto Nicolin</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:03:01 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Accademico e non accademico</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781903944</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video esplicita come questo ormai vecchio (appunto appartenente all'illuminismo) sistema scolastico distingua persone intelligenti e non, per la semplice scelta di proseguire o meno gli studi o per il fatto di essere o non essere bravi a scuola. Tutto ciò è assai limitativo, poiché nella mia stessa esperienza ho incontrato più volte persone molto interessanti ed intelligenti, ma che ad esempio preferissero svolgere lavori manuali, piuttosto che persone eccelse negli studi, ma poi in realtà privi di contenuti. Questo è sicuramente un danno, un pregiudizio, che il sistema scolastico ha fondato nella società e che molto spesso rischia di non potenziare le abilità che molte persone hanno, semplicemente perché "non vanno bene a scuola".&nbsp;<br><br>Giulia Piovini</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:03:01 UTC</pubDate>
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         <title>Un sistema obsoleto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781904071</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video dimostra chiaramente come quello che abbiamo sperimentato sia un sistema scolastico obsoleto. La similitudine della catena di montaggio calza a pennello: la standardizzazione che continua a proporre il corrente sistema scolastico non permette al singolo individuo di esplorare le sue potenzialità attraverso un ampio spettro di materie, magari anche creandosi un percorso di studi diverso dai propri coetanei.</div><div><br>Nicolò Giorgio</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:03:04 UTC</pubDate>
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         <title>A favore del singolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781905634</link>
         <description><![CDATA[<div>Il dato che più mi ha stupito riguarda il test realizzato sul pensiero divergente. Questi dati dimostrano come il&nbsp; sistema educativo (non solo italiano) non ponga un'attenzione sul singolo. La scuola non permette di "tirar fuori" le potenzialità di ogni singolo studente, ma anzi, categorizza&nbsp; come non intelligenti e non adatti agli studi, coloro che sono diversi dalla cosiddetta "norma". Ragazzi che potrebbero eccellere se il sistema non fosse strutturato su un'antiquata idea di apprendimento. Il test dimostra come siamo nati con un pensiero divergente, il nostro cervello si è sviluppato per aiutarci a trovare sempre diverse soluzioni, anche non convenzionali, a un problema. La scuola invece va contro tutto ciò insegnandoci che per ogni domanda esiste una e una sola risposta corretta. Questo è a parer mio uno dei fattori su cui si dovrebbe più lavorare. Creare un sistema educativo che permetta a tutti di dimostrare le proprie capacità e potenzialità senza ricadere nella classica categoria di studente modello.&nbsp;<br><br>Monica Sauro</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:03:26 UTC</pubDate>
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         <title>C&#39;è solo una risposta giusta!</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il pensiero divergente deve essere valorizzato il più possibile sopratutto nell’età dell’adolescenza dove nell’uomo si formano le proprie caratteristiche. La scuola punta sempre a dirci quale sia la risposa giusta e a volte senza nemmeno spiegare il perchè. Ma nel momento in cui un alunno non trova la stessa risposta di tutti gli altri viene etichettato come sbagliato. La scuola dovrebbe puntare a far sviluppare quelle caratteristiche che contraddistinguono un’essere umano dall’altro e non a reprimerle.&nbsp;<br><br>Petra Mistura</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:03:41 UTC</pubDate>
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         <title>Esperienza Estetica e Anestetica</title>
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         <description><![CDATA[<div>Una delle caratteristiche che vengono affermate nel video e in cui mi rivedo di più è quella dell'esperienza "anestetica" della scuola. La scuola italiana si concentra quasi unicamente su un metodo di studio rigoroso, antico e prefissato che non prevede esperienze al di fuori delle lezioni somministrate in classe. Io credo che la cultura di una persona venga in gran parte formata da esperienze che si discostano dai metodi tradizionali di insegnamento a cui siamo abituati noi studenti italiani. Esperienze che mettano in risalto i sensi, le emozioni e le passioni di ognuno. Sarebbe utile ampliare il sistema scolastico con esperienze extracurricolari, facendole diventare però parte del curriculum scolastico, incrementando così la partecipazione attiva degli studenti stessi.&nbsp;<br><br>Caterina Ceriani</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:04:14 UTC</pubDate>
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         <title>Il cambiamento</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Per quanto il video sia interessante e pieno di nozioni, la mia riflessione principale gravita attorno a quella che è la consapevolezza dell'impossibilità del cambiamento. Il sistema educativo per quanto fallace, poco meritocratico e basato su un sistema di valutazione estremamente "elitario" rimane comunque l'unico fattibile all'interno della nostra società.&nbsp;Il nostro sistema educativo si basa su un paradigma post industriale perchè l'ideologia della massa risulta ancora statica su questo tema. Il metodo di istruzione di un certo Paese riflette quello che è la società che lo ospita, per quanto il modello economico avanzi quello che rimane fermo e indissolubile è l'approccio della massa. Quello che mi turba è che nonostante la consapevolezza di come tutto il sistema sia terribilmente antiquato, mal organizzato e pressochè inutile comunque rimane e rimarrà ancora per molti anni l'unico attuato in Italia.       Giulia Tommasi  </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:05:28 UTC</pubDate>
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         <title>Esigenze di ciascuno</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel video viene affermato che ogni ragazzo apprende meglio in condizioni diverse. È un concetto quasi banale, di cui sento parlare da quando sono piccolo, eppure nel contesto scolastico, soprattutto dalla scuola secondaria in su, è raro vedere una comunicazione diversa da quella verbale, che sia scritta o orale e che vari nelle modalità, nei luoghi e nel tipo di oggetti con cui si interagisce.<br><br>Raffaele Bonometti</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:05:56 UTC</pubDate>
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         <title>Rigidità</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>il maggior problema del nostro sistema è la rigidità, questa suddivisione in compartimenti stagni dell'insegnamento scolastico che non fa altro che causare ansia e depressione nei giovani. Molte persone durante la loro adolescenza hanno sperimentato sulla pelle cosa significa essere rinchiusi in una gabbia progettata per un certo tipo di persone, ed io sono tra queste. Non c'è niente di peggio di sentirsi fuori logo, inadatto, incompreso, di vedere gli altri riuscire, venire elevati a menti brillanti, mentre tu, che non sei semplicemente l'ingranaggio giusto per quel tipo di motore, sei tagliato fuori, non ti incastri alla perfezione con gli altri. Un sistema sano dovrebbe contribuire all'integrazione di ognuno nel sistema che risulta essere il più adatto, non alla derisione dell'elemento con capacità di un determinato tipo inferiori agli altri. Nessuno dovrebbe sentirsi fuori posto, sbagliato e inferiore agli altri solo perchè non sta ricevendo una istruzione adatta e viene assimilato in una standardizzazione competitiva dell'apprendimento, specialmente nella fase di crescita, in cui essere influenzati è semplicissimo.<br><br>Stefano Rigon</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:07:36 UTC</pubDate>
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         <title>No al pensiero divergente</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781917239</link>
         <description><![CDATA[<div>Come dice il video, il pensiero divergente è molto più sviluppato in bambini dell'asilo rispetto che negli adulti. La scuola non ci aiuta ad ampliarlo ma, anzi, sembra che ci privi di quelle capacità che sono insite in tutti noi dalla nascita. Porre dei paletti, degli schemi da seguire (altrimenti si prende un brutto voto o una nota) ci fa crescere con l'idea che esiste solo un modo corretto di fare quella determinata cosa (e si aggiunge la paura di sbagliare). Questo non ci aiuta nel momento in cui ci troviamo in difficoltà particolari, non siamo stati abituati a pensare con la nostra testa, a ragionare, ma ad agire solamente in quel modo che ci ha insegnato la scuola. Sei bravo se sai fare le equazioni, se conosci la Divina Commedia, se reciti a memoria una poesia...capacità che attualmente non sono nemmeno indispensabili per trovare un lavoro. E se non ci riesci? Sei considerato il diverso, lo stupido, quello che non si impegna. Vieni isolato.<br><br>Sarah Martini</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:07:38 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;We should be waking them up!&quot;</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781917715</link>
         <description><![CDATA[<div>All'interno del video, l'elemento che più mi ha colpito è stata la frase: "Non dovremmo metterli a dormire, bensì dovremmo svegliarli". Tutta l'esperienza scolastica, infatti, sembra focalizzarsi sull'apprendimento di quanti più concetti possibili, all'interno di un'ottica prettamente meccanica e "spersonalizzando" i singoli studenti. Non dico che le materie non abbiano un loro valore e una loro peculiarità; ciò che tende a trasformare l'apprendimento in un'esperienza passiva è il metodo utilizzato, decisamente obsoleto per il contesto contemporaneo. <br>Sicuramente cambiando questo elemento, l'istruzione assumerebbe tutto un altro sapore, diventerebbe una vera e propria scoperta dove la conoscenza viene assimilata in modo sicuramente diverso e, probabilmente, più duraturo dell'imparare a memoria. Questo permetterebbe ai singoli di scoprirsi, di confrontarsi maggiormente e di raggiungere nuove idee su un concetto che, ad oggi, viene spiegato meccanicamente sempre nello stesso modo. <br><br><em>Adela Sibisan</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:07:48 UTC</pubDate>
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         <title>La scuola deve cambiare</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781918123</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono d’accordo con il pensiero racchiuso nel video. Penso che la maggior parte dei ragazzi quando finisce le scuole medie non ha le idee chiare sul suo futuro, per questo spesso la scelta della scuola superiore da frequentare risulta difficile. Ci ritroviamo con delle classi formate da ragazzi diversi, che hanno capacità diverse e studiano tutti le stesse materie (che sono quasi sempre le stesse negli anni) e questo fa si che vengono divisi in intelligenti, mediocri e buoni a nulla. Non si punta alle capacità del singolo, agli interessi del singolo, si studiano le stesse materie e chi non è capace, ripete l’anno. Dovremmo anche chiederci se spostare un ragazzo da tutte le sue amicizie, possa farlo migliorare in quella materia in cui va male, o magari si potrebbe proseguire l’anno con l’impegno di dover recuperare quella materia con un doppio sforzo?</div><div>&nbsp;</div><div>Personalmente penso che a volte essere ‘svegli’ o avere un pensiero ‘divergente’ possa aiutarti ad arrivare più lontano che il bel voto in matematica. Nel caso dei miei compagni di classe delle superiori, quelli che si stanno realizzando maggiormente, non andavano così bene a scuola ma avevano delle forti attitudini personali, che spesso nel nostro sistema scolastico non vengono prese in considerazione.<br>Giulia Neri</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:07:58 UTC</pubDate>
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         <title>Persone non accademiche</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Concordo sul fatto che non si possa definire una persona intelligente o meno solo in base al suo percorso scolastico. Come sappiamo esistono intelligenze teoriche e intelligenze pratiche e nella maggior parte dei casi a scuola si applica solo quella teorica. In questo modo alcuni studenti si sentiranno meno incentivati a continuare gli studi buttandosi subito nel mondo del lavoro senza abbastanza conoscenze.&nbsp; Non si può quindi definire una persona non accademica solo perché la scuola non riesce ad individuare le sue capacità e predisposizioni.&nbsp;<br><br>Veronica Conchetto</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:08:21 UTC</pubDate>
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         <title>Scelte precoci</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>A 13 anni mi hanno chiesto che percorso di scuola superiore volessi intraprendere: io non lo sapevo, ma dovevo lo stesso prendere una decisione (ma con che criterio?).&nbsp;<br>Si rischia che ad una certa età si facciano scelte in base alla comodità, amicizie, e dopo si studiano materie con fatica, che non stimolano gli interessi - e solo perché inserite in un percorso di studi già prestabilito.<br>Questa scelta precoce rischia di far sentire fuori d'acqua chi ancora non ha un'idea precisa di cosa vuole fare: non esistono percorsi diversi, ma standardizzati.<br>Questa standardizzazione è pericolosa: non potenzia e non stimola, ma abbatte e soffoca - fa sentire sbagliato chiunque non rispetti i tempi stabiliti, le modalità stabilite. Si tende a favorire il singolo e non il gruppo.<br><br><br>Angela Masiero</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:08:38 UTC</pubDate>
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         <title>Costruire il Futuro con strumenti del Passato?</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Purtroppo i problemi del metodo di insegnamento attuale sono molteplici e non tengono conto dei cambiamenti sociale e culturali che avvengono appunto da sempre e costantemente. Questo porta molti a sentirsi "Sbagliati" poiche' viene imposto un metodo che non puo' adeguarsi alla maggior parte della gente, essendo un metodo basato appunto su cose che oggi sono anche state superate. Il fatto è che nessuno investe per un cambiamento futuro, il probelma c'è , si sa ma viene accantonato, messo in pausa. Questo provoca rabbia, sapere di essersi sentiti sbagliati in un ambito in cui non possiamo fare nulla, ed è cosi per tanti studenti di oggi ma purtroppo anche di domani. La scuola cerca di preparare al futuro con strumenti del passato, la frase da sola fa storcere il naso, dubito che l'educazione raccolga tanti frutti coninuando con questo medoto, anzi come sottolineato dal video puo' portarne altri, e purtroppo le conseguenze negative sono davanti ai nostri occhi. Quello che piu' fa rabbia è che se non ti accorgi di essere in un sistema sbagliato pensi di essere tu quello sbagliato, e la scuola è brava a dividere, a metterci in competizione, a darci un voto, quando noi a queste istituzioni non possiamo rivolgerci, non veniamo ascoltati veniamo appunto etichettati come persone che "non comprendono"<br><br>Florina Martiuc</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:10:23 UTC</pubDate>
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         <title>Materie artistiche </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781931616</link>
         <description><![CDATA[<div>Come è stato mostrato nel video spesso le materie artistiche vengono considerate meno rispetto alle altre, facendo un liceo artistico ho avuto modo di entrare in contatto con questa visione perché a parità di ore e difficoltà rispetto agli altri licei c'è sempre un' idea generale radicata che al liceo artistico ci vanno le persone svogliate che non hanno voglia di fare e per paura di questo giudizio molti insegnanti al liceo trattavano gli alunni con severità usando spesso paragoni con gli altri indirizzi liceali ma anche il tasso di bocciature nel biennio iniziale era tenuto molto alto per scoraggiare l'idea di una scuola semplice , ovviamente a risentirne sono gli alunni. Un altro esempio di una bassa considerazione del liceo artistico è spesso la sua mancanza fra le voci di scelta fra cui selezionare in alcuni documenti o certi tipo di curriculum.&nbsp;<br><br>Alexandra Lisca</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:12:54 UTC</pubDate>
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         <title>I disturbi dell&#39;attenzione</title>
         <author>francysepe7</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1781961307</link>
         <description><![CDATA[<div>Ad oggi, purtroppo, si parla ancora “dell’abilità di tipo accademico”, su cui l’intelligenza è basata sul ragionamento riduttivo e sulla conoscenza dei classici e questo porta appunto a una divisione abissale tra accademico reputato intelligente e non accademico reputato non intelligente. In prima persona ho ascoltato persone che si reputano poco intelligenti solo perché non hanno intrapreso un percorso universitario ma si sono buttate direttamente nel lavoro. Concordo quindi che quest’ideologia ha causato caos nelle vite di queste persone soprattutto perché fin da subito, in primis i genitori,&nbsp; educano all’idea che solo un percorso di studi “completo” permetta una realizzazione personale e una facilità nel trovare lavoro.&nbsp;</div><div>Concordo anche sull’idea del pensiero divergente in quanto ad oggi, come comunicatore grafico, spesso mi trovo in difficoltà ad attuare questo pensiero perché come afferma il video, fin da bambini ci fanno vivere la nostra istruzione da anestetizzati quindi non sempre ci è permesso di avere risposte differenti da quelle che vogliono loro. Il concetto di copiare al liceo l’hanno sempre considerato come “scorciatoia” per lo studente sfaticato, ma ho sempre pensato che copiare fosse un abilità per prendere ispirazione da chi prima di me ha realizzato qualcosa di significativo.</div><div>&nbsp;<br>Francesca Sepe</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 16:23:30 UTC</pubDate>
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         <title>Tutti bravi in tutto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1782270088</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovo incredibile come esca un modello di telefono, o di televisore, o di aspirapolvere ogni giorno, ma non si possa aggiornare invece qualcosa di così importante come l'istruzione, lasciandola ad un modello di centinaia di anni fa.<br>Ci battiamo per tante cause, tante motivazioni alcune più rilevanti, altre meno, ma nessuno di noi pensa mai a questo. E ciò accade secondo me perché nel nostro modo di pensare è visto come normale: noi siamo così abituati che questo tipo di istruzione, di educazione sia "così e basta" che lo diamo per scontato pensando non possa cambiare. Sappiamo che a scuola ci verranno insegnate determinate materie e che per essere considerati intelligenti dovremo saper eseguire ogni compito, ogni verifica perfettamente, solo allora avremo un futuro e i nostri genitori saranno fieri di noi.<br>In questo video invece io penso sia stato sottolineato qualcosa di molto importante, che anche io ho vissuto a scuola, ovvero che tutti bisogna essere bravi in tutto, saper fare le cose in egual modo, o non si è considerati intelligenti. Invece la maggior parte delle volte le persone più capaci sono quelle che magari non sanno svolgere alla perfezione un'equazione di secondo grado, ma di fronte a un problema sanno trovare migliaia di soluzioni diverse, la cui mente spazia in mondi magari non ancora esplorati trovando risposte a domande non ancora fatte.<br>Io penso siano queste le persone che creeranno un futuro,&nbsp; non necessariamente quelle che prendevano 10 in ogni interrogazione o verifica e ora ti sanno ripetere a memoria qualche poesia.<br><br><br>Chiara Carlini</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-30 18:26:16 UTC</pubDate>
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         <title>Il bisogno di cambiamento</title>
         <author>luciaguerra3</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/g38q3spbo3ez9fw7/wish/1799128690</link>
         <description><![CDATA[<div>Arrivata a questo punto del mio percorso di studi mi sto rendendo conto di quante lacune ci sono nel nostro attuale sistema educativo e sempre di più mi rendo conto di quanto sia obsoleto. Come dice il video c'è bisogno di una ventata di aria fresca che possa risvegliate i ragazzi e portarli a vedere la scuola come un insieme di infinite possibilità e non più come un obbligo da cui scappare. Credo che questo tipo di metodo educativo, che divide persone accademiche e non accademiche, sia una delle cause che molto spesso porta alcuni ragazzi a pensare di non riuscire ad andare avanti nell'ambito degli studi, ad esempio con l'università, in quanto si considerano non abbastanza intelligenti e lasciando così “morire” delle capacità che non sapranno mai di avere.&nbsp;</div><div>Una delle cose che non mi sono resa conto prima perché la consideravo come la normalità, è quanto la scuola sia organizzata su una linea di fabbrica. Il luogo in cui la persona dovrebbe crescere per sviluppare un proprio pensiero e una propria personalità, sembra più una gabbia che uno spazio aperto dove sperimentare e sbagliare e riprovare ancora.&nbsp;</div><div>La cosa che mi sta dando più fastidio è che ho scoperto solamente all'università l'esistenza di un pensiero divergente, un qualcosa che si può sviluppare e allenare, che mi da la possibilità di vedere le situazioni da più punti di vista con estrema facilità. Un qualcosa che nelle scuole precedenti non viene nemmeno perso in considerazione. Nel percorso di studi che sto affrontando il pensiero divergente è uno dei suoi pilastri e attualmente mi trovo molto in difficoltà nel sfruttarlo perché è ancora un frutto acerbo il cui potenziale fa molta fatica a maturare. Come dice il video la causa principale per cui questo tipo di pensiero non decolla, ma anzi scende in picchiata con il passare degli anni, è proprio la scuola e io non posso essere più d'accordo.&nbsp;</div><div>C'è bisogno di un cambiamento perché altrimenti i ragazzi si troveranno sempre di più in difficoltà nell'imparare, nel credere nelle istituzioni e di quelle che sono le proprie capacità e quelle altri, oltre a perdere come punto di riferimento un valore sociale e morale importantissimo: l'essere umano non è mai solo anche quando crede di esserlo, che ogni persona è diversa e per questo motivo non è importante solo il singolo ma è ancora più importante il gruppo e i valori che porta con sé.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-07 08:35:29 UTC</pubDate>
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