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      <title>Il Risorgimento Italiano dal 1861 by Federica Harmon</title>
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      <description>by Fedez_N</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-09-20 15:22:30 UTC</pubDate>
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         <title>                                    Il Risorgimento Italiano</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:24:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il termine Risorgimento</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>il suo significato è "Rinascere" ed per questo, che questo termine, viene utilizzato per indicare questo periodo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:24:53 UTC</pubDate>
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         <title>Le tre ipotesi</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il Risorgimento, s'impongono tre ipotesi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>       Ipotesi Repubblicana</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>l'ipotesi Repubblicana, ovvero la volontà di riunire l'Italia, sotto forma di una repibblica democratica. <br>quest'ipotesi era sostenuta da Mazzini e Garibaldi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:26:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ipotesi Federale.</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'ipotesi Federale ebbe tra i suoi sostenitori Cattaneo e Gioberti.<br>Anche se l'obiettivo era lo stesso, il processo per arrivarci era differente.<br>Cattaneo voleva fare dell'Italia una repubblia federale formata da vari stati italiani, sperava in un <strong>federalismo di tipo repubblicano</strong>, sul modello degli Stati Uniti <br>Mentre Gioberti propose di associare gli stati d'italia in una confederazione con a capo il pontefice, per questo la sua posizone fu definita neoguelfa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:26:30 UTC</pubDate>
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         <title>Ipotesi Monarchica</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'ipotesi monarchica venne sostenuta da Cavour. L'ipotesi monarchica voleva che l'Italia diventasse una moarchia come quella del regno di sardegna, questo regno godeva di presigio internazonale e poteva coinvolgere la Francia e l'Inghilterra nel progetto di unificazione d'Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:26:35 UTC</pubDate>
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         <title>Le riforme del 1846 e del 1847</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div> Tra il 1846 e il 1847 l'elezione di Papa Pio IX segna una maggiore apertura della politica della Santa Sede, che concede l'amnistia ai detenuti politici, attenua i rigori della censura e attua alcune riforme amministrative. Toscana e Piemonte seguono l'esempio del papa e nel 1847 stipulano con lo stato pontificio un accordo per eliminare le dogane. Tali provvedimenti preoccupano il cancelliere Metternich, che ordina al generale Radetzky di occupare Ferrara, città dello stato pontificio, con l'armata austriaca. L'Italia intera entra allora in fermento, mentre la parola risorgimento è ormai sulla bocca di tutti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:29:14 UTC</pubDate>
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         <title>I moti del ‘48 del Risorgimento</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>La primavera dei popoli, conosciuta anche come moti del 1848, fu un'ondata di moti rivoluzionari che sconvolsero l'Europa nel 1848 e nel 1849.  Scopo dei moti fu abbattere i governi della Restaurazione per sostituirli con governi liberali. Il loro impatto storico fu così profondo e violento che nel linguaggio corrente è entrata in uso l'espressione «<em>fare un quarantotto</em>» per sottintendere una improvvisa confusione, o scompiglio. <br>La prima agitazione europea del 48 si verificò in Sicilia: la rivoluzione siciliana  esplose il 12 gennaio e rappresentò la prima miccia dell'esplosione europea. L'insurrezione siciliana, spinse in un primo momento i Borbone a concedere il ritorno alla costituzione del 1812. Ci fu poi la rivoluzione a Napoli, il 27, che costrinse, due giorni dopo, Ferdinando II a promettere una Costituzione, promulgata l'11 febbraio. Lo stesso 11 febbraio Leopoldo II di Toscana, concesse la Costituzione, nella generale approvazione dei suoi sudditi. L'esempio borbonico fu seguito da Carlo Alberto di Savoia (Statuto albertino) e da Papa Pio IX (Statuto fondamentale). Solo il re piemontese mantenne però lo statuto. In Sicilia il parlamento siciliano proclamò in marzo l'indipendenza e la nascita del regno di Sicilia, che durò fino 1849. A Napoli la concessione e la successiva repressione delle libertà costituzionali, portò da maggio a settembre di quell'anno a una serie di moti. In tutto il Regno Lombardo-Veneto scoppiarono rivolte, come le Cinque giornate di Milano che sfociarono nella prima guerra di indipendenza. Nello Stato Pontificio una rivolta interna estromise papa Pio IX dai suoi poteri temporali e portò alla costituzione della Repubblica Romana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:29:20 UTC</pubDate>
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         <title>Unità d&#39;Italia</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div> Il <strong>17 marzo del 1861</strong> Vittorio Emanuele II viene proclamato<strong> Re d’Italia</strong> dal primo parlamento nazionale, eletto, secondo la legge Piemontese, su una base rigidamente censitaria. Cavour muore meno di due mesi dopo, il 6 giugno del 1861: gli storici non sono certi della causa precisa, ma sembra si trattasse di complicazioni della malaria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:29:26 UTC</pubDate>
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         <title>I MOTI RIVOUZIONARI E LE GUERRE D&#39;INDIPENDENZA</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’Italia conquistò l'indipendenza dopo una serie di moti rivoluzionari, che diventarono poi vere e proprie guerre contro gli occupanti stranieri. Per conquistare l'unità in Italia si combatterono tre Guerre d'Indipendenza.La prima Guerra d'indipendenza scoppiò nel 1848 : il re di Sardegna Carlo Alberto di Savoia, assecondando i patrioti lombardi, dichiarò guerra all'Austria. Inizialmente vittorioso, alla fine venne però sconfitto e dovette lasciare il regno al figlio Vittorio Emanuele II. La seconda Guerra d'indipendenza scoppiò nel 1859: durò circa tre mesi e di nuovo fu combattuta contro l'Austria dal Regno di Sardegna, questa volta alleato con la Francia. Terminò il 12 luglio 1859 con la liberazione della Lombardia, evento che provocò l’annessione al Regno di Sardegna anche di Toscana, Parma, Modena e della parte di Romagna governata dallo Stato Pontificio.<br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2019-09-20 15:36:16 UTC</pubDate>
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         <title>Garibaldi e i mille.</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>nel 1860,venne fatta la spedizione dei Mille, importantissima per l’unità d’Italia.</div><div>Giuseppe Garibaldi, il  generale  chiamato anche "l'eroe dei due mondi", il 5 maggio salpò da Quarto, presso Genova, e raggiunse Marsala, in Sicilia, con circa mille uomini al seguito. Da lì, combattendo contro l'esercito borbonico e aiutato dalla popolazione, i Mille conquistarono tutta la Sicilia finché, da Messina, risalirono verso Nord fino a Napoli. Nelle stesse settimane re Vittorio Emanuele II mosse l'esercito per conquistare le Marche e l'Umbria, regioni controllate dallo Stato Pontificio e, evitando il Lazio, scese con i soldati fino in Campania dove, il 26 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi si incontrarono a Teano, nei pressi di Caserta: l'Italia era praticamente unita. Il 17 marzo 1861 venne dichiarato il Regno d'Italia, con capitale Torino.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:39:47 UTC</pubDate>
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         <title>La terza guerra d&#39;indipendenza</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’Italia però non era ancora unita e liberata: alla nazione  mancavano il Veneto e il Lazio. Con la terza Guerra d'indipendenza (dal 20 giugno 1866 al 12 agosto 1866), nonostante le sconfitte militari che l'esercito di Vittorio Emanuele II ebbe sul campo di Custoza (Verona) e nella battaglia navale di Lissa (di fronte alle coste della Croazia), venne liberato il Veneto. Quattro anni dopo, nel 1870, i bersaglieri giunsero a Roma e, aprendosi un varco nelle Mura <br>( la famosa breccia di Porta Pia ), entrarono in città e misero fine al potere di governo del Papa. Nel 1871 Roma divenne la capitale del Regno d'Italia, finalmente unito ed esteso su tutta la Penisola.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 15:45:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>"L'Italia è fatta, tutto è salvo"</strong>. Camillo Benso Conte di Cavour</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:01:27 UTC</pubDate>
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         <title>Cavour</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div>Camillo Benso, conte di Cavour, fu primo ministro del Regno d'Italia e uno dei principali protagonisti del Risorgimento italiano.</div><div>Cavour fu inizialmente avviato alla carriera militare, ma presto decise  di abbandonare l'esercito, nel quale era guardato con sospetto a causa delle sue idee liberali, maturate nel corso dei soggiorni all'estero e degli studi di economia e di politica. Cavour collaborò con alcune riviste italiane, svizzere e francesi con una serie di articoli nei quali analizzò temi quali il pauperismo, il liberismo doganale, maturando il convincimento che l'indipendenza nazionale fosse per l'Italia un obiettivo storicamente fondato.</div><div>In Piemonte iniziò la sua attività politica negli ultimi anni del regno di Carlo Alberto. Nel 1847, i Cavour fondò, con alcuni moderati piemontesi, il giornale "Il Risorgimento”.  A questo punto la sua partecipazione alla vita politica dell’Italia era chiara, e con essa le sue idee di convinto liberale. Egli sosteneva, infatti, che i metodi della libertà fossero i soli capaci di assicurare un progresso in campo economico e politico, sotto la guida dei ceti istruiti e industriosi e quella del Piemonte, da egli considerato esempio di correttezza amministrativa e di valore militare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:07:08 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Italia dopo l&#39;unità</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per merito di Cavour, l'Italia era uno stato liberale, il potere legislativo era controllato dal parlamento composto da due camere: senato, di nomina regia, e la camera dei deputati, la cui assemblea era eletta dal popolo ma poichè solo il 2% della popolazione votava, non si puo' considerare l'Italia come uno stato democratico. In questo periodo, si distinsero due ideologie, due fazioni: destra e sinistra storica.  La maggior parte della popolazione era analfabeta, le industrie erano concentrate a nord (l'unica al sud risultava l'industria siderurgica napoletana).</div><div>Per i trasporti vi erano ferrovie sempre nella parte nord, Torino, Milano, Firenze. Era evidente il divario fra nord e sud.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:33:16 UTC</pubDate>
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         <title>Destra</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Destra: eredi di Cavour, favorevoli alla monarchia. Governo' dal 1861 al 1879. Il primo problema che dovette affrontare fu la bancarotta dell'Italia. Il paese a causa delle guerre e della costruzione di ferrovie, era indebitato ed il pareggio del bilancio di cui si occupo' il finanziere Sella, fu la causa del corso forzoso, carta moneta svalutata non convertibile in oro e della tassa sul macinato. Il pareggio del bilancio fu raggiunto nel 1876. Un altro problema fu il brigantaggio. Nel meridione infatti il popolo non era soddisfatto in quanto a causa dell'arretratezza non otteneva niente con l'unità d'Italia, tasse sempre più pesanti e l'obbligo del servizio militare crearono malcontento. Il fenomeno del brigantaggio non era altro che manifestazioni con motivazioni politiche e religiose ma che il governo fece passare come brigantaggio in quanto erano soliti susseguirsi atti di violenza, rapina e di uccisioni. Dietro vi erano forse i Borboni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:33:40 UTC</pubDate>
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         <title>Sinistra</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sinistra: durante il risorgimento furono democratici, volevano qualche riforma e lo sviluppo industriale. Nel 1876 il governo passa alla sinistra. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:34:50 UTC</pubDate>
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         <title>Giolitti:1901 al 1914</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giolitti fu la carta vincente che la borghesia piemontese giocò per impedire che la situazione evolvesse verso la democrazia sociale e repubblicana. Per un quindicennio egli seppe mediare tra le opposte tendenze, facendo inutili promesse, nel senso che la maggior parte di esse non riuscì a mantenerle. Illuse i socialisti che si sarebbero fatte delle riforme decisive a favore dei lavoratori. Quando i socialisti cominciarono a capire che venivano solo presi in giro e vi fu la svolta congressuale del 1904, con la vittoria dell'ala massimalista guidata da Mussolini, Giolitti cercò alleanze sia coi nazionalisti (guerra di Libia nel 1911) che coi cattolici (patto Gentiloni del 1912) in funzione anti-socialista. La sua doppiezza venne chiaramente alla luce.  La sinistra reagì e con la "settimana rossa" del 1914 sembrava dovesse scoppiare una rivoluzione, ma fu solo un fuoco di paglia: la mancanza di un'organizzazione nazionale centralizzata si fece enormemente sentire. I dirigenti socialisti avevano mostrato tutta la loro pochezza. La borghesia tuttavia ne ebbe una grande paura e, pur di evitare il ripetersi, preferì entrare nella prima guerra mondiale, naturalmente promettendo ai militari provenienti dal mondo rurale che, al ritorno, avrebbero ottenuto la riforma agraria. Cosa che, non avverrà. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:46:46 UTC</pubDate>
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         <title>Crisi di fine secolo</title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Crisi di fine secolo: dal 96: governo Di Rudinì, 98: il re dette l'ordine a Bava Beccaris di sparare sulla folla . Pelleux: leggi liberticide, vieta gli scioperi, leggi non approvate, la sinistra temporeggia, metodo dell'ostruzionismo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:47:14 UTC</pubDate>
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         <title>Crispi: 1887-1896 </title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Crispi era un siciliano garibaldino che credeva fortemente all'unificazione, tentò di darsi uno stampo autoritario, dette molto potere all'esercito, qualsiasi rivolta che si verificava veniva repressa trami esso. Riforme: elettorale (fino all'8%), sindaco eleggibile dai cittadini e stop alla pena di morte. Crispi era spaventato  dai socialisti e dai cattolici. Durante il suo governo nascerà a Genova il partito socialista il cui leader sarà Turati, un gradualista. Secondo il quale,  la rivoluzione non va accelerata ma aspettata, la rivoluzione sarebbe stata l'atto finale di una società che doveva subire ancora cambiamenti. Nel 1891 il papa leone XIII vara un'enciclica (Rerum Novarum) dove condanna il partito socialista, cercando di dare un modello alternativo sia a quello socialista che a quello liberista. Durante il suo governo Crispi si avvicina alla Germania. Durante il suo governo nasce la rivolta dei fasci siciliani, prima con il governo Giolitti che non li reprime poi quando si fanno più violenti tocca a Crispi che li reprime con l'esercito. La sua politica coloniale riguarda l'Etiopia. i genovesi avevano già conquistato la baia di Assab in Eritrea, poi l'Italia con il consenso inglese e francese occupò anche Massaua ma incontrarono le truppe etiopi . Venne stipulato il Trattato di Uccialli con l’Etiopia che trasse in inganno l’Italia e entrarono in guerra: l'Italia venne sconfitta ad Adua.  Crispi da le dimissioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:47:19 UTC</pubDate>
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         <title>De Pretis: 1876-1887 </title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>equilibrato, trasformista in quanto in tutto cio' che fece cercò il consenso dell'opposizione. Riforme: elettorale, riforma scolasti (obbligo fino ai 7-9 anni), tasse doganali di tipo protezionistico: grano, zucchero e siderurgica (divario fra nord e sud, i contadini erano svantaggiati al contrario dei latifondisti, dovettero infatti emigrare in America). Stop al corso forzoso e alla tassa sul macinato. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-20 17:47:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedejrmi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sonnino: lancia lo sloga "torniamo allo statuto."</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-21 13:34:17 UTC</pubDate>
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         <title>La gIovine Italia</title>
         <author>fedejrmi</author>
         <link>https://padlet.com/fedejrmi/fwkeq1i2gqb9/wish/390894722</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La Giovine Italia fu fondata da Giuseppe Mazzini nel 1831. Essa era un' organizzazione clandestina che doveva avere un programma chiaro e ben definito e che tutti gli aderenti ne fossero al corrente. Si basava sull' unità, sulla repubblica e sull' indipendenza. Per Mazzini  nazione significava repubblica, democrazia e sovranità popolare. Per ottenere ciò era necessario cacciare gli austriaci dall' Italia e doveva essere il popolo a costruire la nazione rovesciando il dispotismo dei sovrani. Negli anni '30 Mazzini organizzò sommosse in varie località italiane, con la speranza che da queste rivolte nascesse l' insurrezione popolare generale contro le dinastie regnanti, ma furono spesso scoperti e i mazziniani arrestati, processati e condannati a morte.  Dal 1834 Mazzini fondò la Giovine Europa che riuniva patrioti italiani, tedeschi e polacchi che condividevano il desiderio di creare un' Europa fatta di nazioni libere e democratiche. Sempre in quell'anno la Giovine Italia si trovò in grave difficoltà. Nel 1840 mentre era in esilio a Londra rifondò la Giovine Italia.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-28 17:46:12 UTC</pubDate>
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