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      <title>Cesare Beccaria by Domenico Fusco</title>
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      <description>Approfondimenti su questo grande illuminista italiano e autore del libro &quot;Dei delitti e delle pene&quot;</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-01-26 13:34:51 UTC</pubDate>
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         <title>LA VITA</title>
         <author>domenicofusco006</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Beccarìa</strong>, Cesare. - Giurista ed economista (<a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/milano/">Milano</a> 1738-1794). Tra i massimi rappresentanti dell'illuminismo italiano, la sua fama è legata al trattato <em>Dei delitti e delle pene</em>(pubblicato anonimo a <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/livorno/">Livorno</a> nel 1764), che pose le fondamenta della scienza criminale moderna.egli intende quindi il delitto come violazione dell'ordine sociale (e del primitivo "contratto") e la pena come una difesa di questo: di qui la polemica contro la pena di morte "né utile né necessaria" e in contraddizione con il principio contrattualistico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-26 13:38:58 UTC</pubDate>
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         <title>ECCO UN SUO RITRATTO</title>
         <author>domenicofusco006</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-26 13:43:08 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;DEI DELITTI E DELLE PENE&quot;</title>
         <author>domenicofusco006</author>
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         <description><![CDATA[<div>Questo libro venne ideato alla redazione "Il Caffè", fu esposto nel 1764. In esso Beccarìa racconta il problema dello stato deplorevole della giustizia penale. Il successo di esso fu immenso: esaltato dalle più alte personalità del tempo, fu commentato da Voltaire. Non mancarono le critiche tra cui quelle del padre F. Facchinei che in certe sue <em>Note ed osservazioni</em> accusò il B. di avere offeso la religione e l'autorità sovrana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-26 13:44:36 UTC</pubDate>
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         <title>COSA HA FATTO?</title>
         <author>domenicofusco006</author>
         <link>https://padlet.com/domenicofusco006/fvuega4vavbk/wish/324574633</link>
         <description><![CDATA[<div> Nel 1768 ebbe la cattedra di economia politica (detta allora di <em>scienze camerali</em>), creata per lui, nelle Scuole palatine di Milano. Nel 1771 fu eletto consigliere del Supremo consiglio dell'economia e finalmente nel 1791 entrò nella Giunta per la riforma del <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/sistema-giudiziario/">sistema giudiziario</a> civile e criminale. La sua fama resta legata all'opera <em>Dei delitti e delle pene</em>, che - oltre a quanto già esposto - eccelle anche per la lucida critica ai metodi giudiziarî del tempo (come per esempio la tortura) dominati dall'arbitrio, e non rispondenti ai loro stessi fini. I legislatori non vi rimasero indifferenti: Caterina II di <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/russia/">Russia</a> promosse una riforma del cod. pen. nettamente ispirata all'opera del Beccaria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-26 13:54:24 UTC</pubDate>
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         <title>LE ALTRE OPERE</title>
         <author>domenicofusco006</author>
         <link>https://padlet.com/domenicofusco006/fvuega4vavbk/wish/324574778</link>
         <description><![CDATA[<div>scrisse, dietro consiglio di <a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-verri/">Pietro Verri</a>, il saggio <em>Del disordine e de' rimedi delle monete nello stato di Milano nel 1762.<br>Oltre a dei delitti e delle pene, scrisse anche </em>le <em>Ricerche intorno alla natura dello stile</em> (1770), in cui sostenne doversi abbandonare, nell'esame dello stile, il criterio dell'aderenza a norme fisse tradizionali, dedotte dalle opere del passato, per sostituire a esso un'indagine filosofica sull'essenza dell'attività artistica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-26 13:55:43 UTC</pubDate>
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