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      <title>Il Parco Nazionale Cilento, Vallo di Diano E Alburni. by Elea Outdoor</title>
      <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3</link>
      <description>Realizzato con un pizzico di passione</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-03 09:08:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-05-16 21:30:06 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e alburni</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193320564</link>
         <description><![CDATA[<div>L'area protetta del parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni è situato a sud della campania.  Il suo territorio ricade interamante nella provincia di Salerno ed è compreso tra la piana del Sele a Nord, la Basilicata a Est e a Sud, e il mar Tirreno ad Ovest. </div><div>Il <strong>Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni</strong> ha una superficie di 181.048 ettari interessa 8 Comunità montane e 80 Comuni, alcuni sono totalmente inglobati, altri sono in parte protetti in parte no, la sede ufficiale si trova a Vallo della Lucania.</div><div>Se si considera solo la superficie della terra ferma è il secondo parco nazionale dopo quello del Pollino, se invece prendiamo in considerazioni anche la superficie delle due aree marine protette il <strong>Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e Alburni</strong> è il parco nazionale più esteso </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 09:11:43 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: breve  storia dell’Ente Parco</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193341220</link>
         <description><![CDATA[<div>Alcune tappe fondamentali:</div><div> ·        <strong>1991</strong> è stato istituito il Parco Nazionale del Cilento.</div><div>·        <strong>1995</strong> viene istituito l’ente per la gestione.</div><div>·        <strong>1997</strong> l’UNESCO assegna al Parco la qualifica di <strong>Riserva della biosfera (MaB) </strong>13 in Italia</div><div>·        <strong>1998</strong> l’UNESCO nomina <strong>Patrimonio dell’umanità,</strong> grazie al fatto di ospitare e custodire con cura i siti archeologici di Paestum e Velia, e la Certosa di Padula, </div><div>·         <strong>2010</strong>  l’UNESCO assegna al parco la qualifica di <strong>Geoparco.</strong></div><div>Il PNCDV diventa il primo parco nazionale italiano ad essere nominato geoparco. 10 geoparchi in Italia</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 10:31:22 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: la  Flora</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193342221</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo il Prof. La Valva (1995), nel Cilento sono presenti circa <strong>3000</strong> specie vegetali autoctone.&nbsp; (autoctono: originario della zona in cui si trova)</div><div>In tutt’Italia esse sono 5500-6000; nel Mediterraneo sono circa 25.000</div><div><strong><em>L’importanza di una flora, e quindi di un territorio, non sta soltanto nell’avere 3000 specie diverse, ma nell’avere specie preziose, rare.&nbsp;</em></strong></div><div>Nel Cilento, secondo il Prof. La Valva (1995), sono presenti:</div><div><strong>- 9 specie endemiche puntiformi</strong>&nbsp; &nbsp;(in aree strettissime es. <em>Primula palinuri</em>)&nbsp;</div><div><strong>- 15 specie endemiche meridionali</strong> (solo in Italia meridionale)&nbsp;</div><div><strong>- 91 specie endemiche</strong> ad <a href="Collegamenti/Areale.ppt">areale</a> più ampio (italiane)&nbsp;</div><div><strong>- 7 entità arboree nane</strong></div><div><strong>- più di 100 piante officinali</strong></div><div><em>(endemico: presente in una zona circoscritta, ristretta)</em></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>Quindi delle 3000 specie vegetali circa 250 rare e di grande rlevanza</strong>.</div><div>&nbsp;Il simbolo del parco è la <strong>Primula palinuri</strong>.&nbsp;</div><div>Tra le specie endemiche puntiformi ci sono da citare:</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; la Genista cilentina scoperta 1993 sulla scogliera di Ascea.</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; la Bassia saxicola scoperta nel 2011sulla scogliera di Palinuro. La bassia o meglio conosciuta come granata delle pietraie è un arbusto presente a Palinuro, Capri e sullo Strombolicchio&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>La grande varietà di specie vegetali è dovuta a molti fattori (geologici tipo del terreno, culturali, storici) ma anche dal fatto che in meno di 40 km si passa dalla costa del mare&nbsp; ai quasi 2000 m di altitudine del monte Cervati.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 10:34:55 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: la fauna</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193344014</link>
         <description><![CDATA[<div> Per quanto riguarda la fauna, nell’intero territorio interessato si hanno</div><div><strong>oltre 600 segnalazioni di specie differenti</strong>, </div><div><strong>65</strong> di <strong>interesse comunitario </strong>di cui alcune di interesse prioritario. </div><div>Il simbolo faunistico del parco è la Lontra.</div><div> </div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/1Lpikp19fi0" />
         <pubDate>2017-10-03 10:39:01 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: le aree marine protette</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193345248</link>
         <description><![CDATA[<div>Le due aree marine protette del parco sono</div><div><strong>L’Area Marina Protetta Costa degli Infreschi e della Masseta</strong>  comprende 2.332 ettari di mare a cui si aggiunge un ettaro di costa, si trova tra Camerota e San Giovanni a Piro e ospita specie floristiche di pregio tra cui il raro endemismo rappresentato dalla Primula palinuri.</div><div><strong>L’altra Area Marina Protetta è quella di Santa Maria di Castellabate</strong>: 7.095 ettari di mare e un po’ di costa, a Castellabate (SA), tra la punta di Ogliastro e la baia del Sauco. Qui troviamo fondali marini con il coralligeno e praterie estese di Posidonia oceanica, oltre a numerose specie animali</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 10:41:29 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: la geologia</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193345771</link>
         <description><![CDATA[<div>Il parco è molto ricco ed interessante anche dal punto di vista geologico infatti nel 2010  è diventato il primo parco nazionale italiano ad essere riconosciuto come Geoparco. Molti sono i geositi riconosciuti che hanno un grande valore geologico. Tra cui la scogliera di Ascea.</div><div>L’unicità geologica del Cilento è dovuta alla duplice natura geologica delle rocce che costituiscono il Cilento: </div><div>·        quella del <strong>«Flysch del Cilento»,</strong> che ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino idrogeografico del Fiume Alento e dei principali monti del Cilento occidentale, quali il Monte Centaurino (1433 m),  </div><div>·        quella delle <strong>«rocce calcaree»</strong> che costituiscono i complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte Cocuzzo) del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.</div><div> </div><div>°Sul monte Centaurino sono presenti estese affioramenti di rocce ignee.</div><div> </div><div><strong>Flysch</strong> terreni di vari strati e divario tipo deposti nel corso della genesi delle catene montuose</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 10:43:27 UTC</pubDate>
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         <title>PNCVDA: La Storia</title>
         <author>eleaoutdoor</author>
         <link>https://padlet.com/eleaoutdoor/fvu6yyqu8cb3/wish/193346220</link>
         <description><![CDATA[<div>Il parco è ricco di testimonianze storiche che vanno dal Paleolitico ai giorni nostri.</div><div>È  una storia lunga perché i più antichi segni di presenza dell’uomo trovati su nel Cilento <strong>risalgono al Paleolitico medio: 500.000 mila anni a.C</strong>. Parliamo dell’uomo preistorico <strong>Homo</strong> <strong>camarotensis</strong> che ha lasciato numerose testimonianze della sua presenza  lungo le grotte costiere tra Palinuro e Scario.</div><div> Ci sono tre siti archeologici di  rilevanza mondiale <strong>Patrimonio dell’umanità </strong>riconosciuti dall’Unesco:</div><div>       -            Area archeologica di Paestum </div><div>       -            Area archeologica di Velia, </div><div>       -            la Certosa di Padula, </div><div>Il Cilento è ricco di tantissime altre testimonianze di una storia millenaria, basti pensare ai siti archeologici detti secondari dei dintorni: il fruryon di Civetella, i resti dell’antica città lucana di Fistelia a Roccagloriosa, i vari cenobi basiliani (Pattano, San Giovanni a Piro).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-03 10:45:20 UTC</pubDate>
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