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      <title>Le parole della Legalità by Marco Farina</title>
      <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza</link>
      <description>Il Padlet del progetto PON: &quot;Le parole della Costituzione&quot; </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-20 19:35:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2017-11-20 19:37:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2017-11-20 19:47:29 UTC</pubDate>
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         <title>Questo padlet, un DIZIONARIO RAGIONATO SULLE PAROLE DELLA COSTITUZIONE è un progetto didattico che coinvolge tutti gli studenti dell&#39;Istituto Comprensivo 2 di Pontecorvo e che si riallaccia a quanto programmato dal Collegio dei Docenti, che al fine di rendere più qualificato ed efficace l’intervento educativo inerente le diverse educazioni previste, ha deliberato un’organizzazione didattico-educativa verticale e interdisciplinare nonché alle azioni didattiche del PNSD. Il padlet, accessibile da parte di tutti gli allievi, costituirà originale strumento per documentare i vari lavori didattici in modo da poterdiventare un album didattico-pedagogico con raccolta di esperienze dei tre ordini di scuola che diventerà, a fine anno scolastico, un libro digitale, ma speriamo anche cartaceo, da diffondere nelle varie sedi e nei laboratori di lettura dei vari plessi.</title>
         <author>marco_farina1962</author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/208874317</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-20 19:48:32 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;oculata scelta delle varie tematiche legate alla Cittadinanza Attiva, avviata con successo già da diversi anni, consente ad ogni gruppo-classe o sezione di lavorare in modo sincronico con tutti gli altri gruppi, approfondendo ogni mese una tematica comune diversa ed il padlet vuole essere strumento ulteriore di condivisione e creatività.</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-20 19:52:59 UTC</pubDate>
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         <title>Ma cosa pubblicare nel padlet?</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sulla base delle richieste degli allievi e docenti verranno create tante colonne quante sono le parole della Legalità che verranno analizzate. Alcune sono già predisposte, altre verranno aggiunte. Ogni colonna conterrà disegni, storie, eroi, pensieri...&nbsp;<br>perché parlare di legalità significa essere cittadini migliori, ragazzi e ragazze&nbsp; che sappiano quali sono i propri diritti ed i propri doveri e che facciano&nbsp; di tutto affinché la società diventi migliore. Si mediti sulle parole del grande Martin Luther King: "Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti."<br>Buon lavoro!<br>L'Animatore Digitale</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-20 19:58:09 UTC</pubDate>
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         <title>F.A.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>LA VIOLENZA SULLE DONNE</em></strong></div><div>La violenza maschile sulle donne assume molteplici forme e modalità.<br><strong>&nbsp;VIOLENZA FISICA</strong><br>Comprende l’uso di qualsiasi atto guidato dall’intenzione di fare del male o terrorizzare la vittima. &nbsp;</div><div>&nbsp;Atti riconducibili alla violenza fisica sono:&nbsp;</div><ul><li>lancio di oggetti</li><li>spintonamento</li><li>schiaffi</li><li>morsi, calci o pugni</li><li>colpire o cercare di colpire con un oggetto</li><li>percosse</li><li>soffocamento</li><li>minaccia con arma da fuoco o da taglio</li><li>uso di arma da fuoco o da taglio.</li></ul><div>&nbsp;Tali forme ricorrono nei reati di percosse, lesioni personali, violenza privata, violazione di domicilio, sequestro di persona.&nbsp; <strong>VIOLENZA SESSUALE<br></strong>&nbsp;Comprende l’imposizione di pratiche sessuali indesiderate o di rapporti che facciano male fisicamente e che siano lesivi della dignità, ottenute con minacce di varia natura.<br>&nbsp;L’imposizione di un rapporto sessuale o di un’intimità non desiderata è un atto di umiliazione,&nbsp; che provoca nella vittima profonde ferite psichiche oltre che fisiche.<br>&nbsp;<strong>VIOLENZA PSICOLOGICA</strong> <br><strong>&nbsp;</strong>Racchiude ogni forma di abuso che offende l’identità della donna: &nbsp;</div><ul><li>attacchi verbali come la derisione, la molestia verbale, l’insulto, la denigrazione, finalizzati a convincere la donna di “non valere nulla”, per meglio tenerla sotto controllo</li><li>isolare la donna, allontanarla dalle relazioni sociali di supporto o impedirle l’accesso alle risorse economiche e non, in modo da limitare la sua indipendenza</li><li>gelosia ed ossessività: controllo eccessivo, accuse ripetute di infedeltà e controllo delle sue frequentazioni</li><li>minacce verbali di abuso, aggressione o tortura nei confronti della donna e/o la sua famiglia, i figli, gli amici</li><li>minacce ripetute di abbandono, divorzio, inizio di un’altra relazione se la donna non soddisfa determinate richieste</li><li>danneggiamento o distruzione degli oggetti di proprietà della donna</li><li>violenza sugli animali cari alla donna e/o ai suoi figli/e. È importante ricordare che nei momenti di rabbia tutti possiamo usare parole provocatorie, oltraggiose o sprezzanti, possiamo agire comportamenti fuori luogo ma di solito seguiti da rimorsi e pentimenti. Nella violenza psicologica invece non si tratta di un impeto d’ira momentaneo ma di un tormento costante e intenzionale con l’obiettivo i sottomettere l’altro/a e mantenere il proprio potere e controllo.&nbsp; <br><strong>VIOLENZA ECONOMICA</strong><br>Spesso tale violenza è difficile da registrare come una forma di violenza. Può sembrare normale e scontato che la gestione delle finanze familiari spetti all’uomo. Si definisce violenza economica:&nbsp;<ul><li>limitare o negare l’accesso alle finanze familiari</li><li>occultare la situazione patrimoniale e le disponibilità finanziarie della famiglia</li><li>vietare, ostacolare o boicottare il lavoro fuori casa della donna</li><li>non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge</li><li>sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare o in genere senza</li><li>dare in cambio nessun tipo di retribuzione</li><li>appropriarsi dei risparmi o dei guadagni del lavoro della donna e usarli a proprio vantaggio</li><li>attuare ogni forma di tutela giuridica ad esclusivo vantaggio personale e a danno della donna (per esempio l’intestazione di immobili). Tale forma di controllo diretto, che limita e/o impedisce l’indipendenza economica della donna, spesso non permette la sottrazione da una relazione distruttiva di maltrattamento. <br><strong>STALKING</strong> <br>Indica il comportamento controllante messo in atto dal persecutore nei confronti della vittima da cui è stato rifiutato (prevalentemente è l’ex partner). Spesso le condotte dello stalker sono subdole, volte a molestare la vittima e a porla in uno stato di soggezione, con l’intento di compromettere la sua serenità, farla sentire braccata, comunque non libera.&nbsp; <br><strong>MECCANISMI DELLA VIOLENZA</strong><br>La violenza più diffusa, al contrario di quanto si pensa, è quella che avviene all’interno delle mura domestiche, ovvero in ambito familiare. La violenza domestica consiste in una serie continua di azioni diverse ma caratterizzate da uno scopo comune: il dominio e controllo da parte di un partner sull’altro, attraverso violenze psicologiche, fisiche, economiche, sessuali.&nbsp; &nbsp;<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:600,&quot;url&quot;:&quot;http://www.direcontrolaviolenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Routadelpotere.jpg&quot;,&quot;width&quot;:630}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.direcontrolaviolenza.it/wp-content/uploads/2014/03/Routadelpotere.jpg" width="630" height="600"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br>Il meccanismo che meglio definisce le fasi di una condizione di violenza domestica subita da una donna viene chiamato “<strong>spirale della violenza</strong>” o “<strong>ciclo della violenza</strong>” ad indicare le modalità attraverso cui l’uomo violento raggiunge il suo scopo di sottomissione della partner facendola sentire incapace, debole, impotente, totalmente dipendente da lui. Le fasi della spirale della violenza possono presentarsi in un crescendo e poi “mescolarsi”. Isolamento, intimidazioni, minacce, ricatto dei figli, aggressioni fisiche e sessuali si avvicendano spesso con una fase di relativa calma, di false riappacificazioni, con l’obiettivo di confondere la donna e indebolirla ulteriormente.&nbsp;<br>&nbsp;</li></ul></li></ul><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagini-25-Novembre-Violenza-sulle-Donne.jpg&quot;,&quot;width&quot;:463}" data-trix-content-type="image"><img src="http://www.controcampus.it/wp-content/uploads/2015/11/Immagini-25-Novembre-Violenza-sulle-Donne.jpg" width="463" height="300"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 16:29:22 UTC</pubDate>
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         <title>C.M</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/209954199</link>
         <description><![CDATA[<div>L'EMANCIPAZIONE DELLE DONNE<br>L’emancipazione femminile si è sviluppata alla fine del IXX sec. e nei primi decenni del XX sec. in Inghilterra e negli Stati Uniti d’America, dove le donne rivendicano il diritto al voto e parità di trattamento con gli uomini nelle varie mansioni.<br>La vera emancipazione femminile nel mondo occidentale è iniziata dopo la seconda guerra mondiale per l’affermarsi nel 1946, le donne parteciparono alle elezioni per l’assemblea Costituente e nel 1948 alle prime li<br>bere elezioni politiche. La diffusione dei mezzi d’informazione come la radio, i giornali, i libri e soprattutto la TV, favorirono la nascita dell’opinione pubblica in favore dell’emancipazione femminile, sostenuta anche dalla notevole scolarizzazione delle donne. <br>&nbsp;<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:185,&quot;url&quot;:&quot;https://sites.google.com/site/aulacapogrossi205/_/rsrc/1369417975858/successi/donne-boss/images%20%282%29.jpg&quot;,&quot;width&quot;:273}" data-trix-content-type="image"><img src="https://sites.google.com/site/aulacapogrossi205/_/rsrc/1369417975858/successi/donne-boss/images%20%282%29.jpg" width="273" height="185"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br> Ovviamente per far ottenere questi diritti, la donna ha cominciato a ribellarsi e a manifestare .Nascono così i movimenti Femministi. In Italia i primi movimenti nacquero negli anni 70 ,che si presentò delle donne si presentò come un movimento soprattutto culturale, rivolto a trasformare il sistema dei valori e il modo di fare politica. Lo scopo delle donne era di superare il tradizionale discorso sull’emancipazione con quello più innovativo della liberazione, che verrà cercata attraverso due percorsi.<br>Il primo sfocerà nella pratica dell’autocoscienza, cioè in una rivisitazione della vita quotidiana insieme ad altre donne, considerata fondamentale per analizzare le dimensioni culturali e sociali dell’oppressione della donna. Più che di politica i collettivi femministi discutevano di temi quali la riproduzione, la sessualità, i rapporti interpersonali e la vita quotidiana.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:183,&quot;url&quot;:&quot;https://sites.google.com/site/aulacapogrossi205/_/rsrc/1369417965981/successi/donne-boss/images%20%281%29.jpg&quot;,&quot;width&quot;:276}" data-trix-content-type="image"><img src="https://sites.google.com/site/aulacapogrossi205/_/rsrc/1369417965981/successi/donne-boss/images%20%281%29.jpg" width="276" height="183"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div>Il movimento delle donne introdusse nuovi modelli di protesta nel repertorio dell’azione collettiva, come ad esempio le auto-denunce&nbsp; pubbliche sul tema dell’aborto. La ricerca di forme d’azione ‘non maschili’ portò i collettivi femminili a puntare sulla creatività, attraverso mostre grafiche, improvvisati sketch per strada, o la distribuzione di volantini fumetto. Alla violenza si sostituiva la provocazione con fantasia, come fu ad esempio il blocco per quattro ore delle linee telefoniche di un quotidiano.</div><div>Venivano utilizzate anche tattiche di protesta basate su azioni illegali ma non violente. Ad azioni perturbative, come l’occupazione di luoghi pubblici e asili, l’incatenarsi ai cancelli di edifici pubblici, si aggiunse la pratica del self-help per l’aborto, chiamata ”autogestione dell’aborto”.<br>Oggi le violenze sulle donne sono ancora moltissime ed è stato istituito un giorno in cui si ricordano le tantissime donne, per la precisione circa 7 milioni di donne nella propria vita hanno subito un abuso mentre circa 1740 donne sono state uccise in&nbsp; 7 anni di cui 1251 in famiglia.<br>il giorno è il 25 novembre, queste manifestazioni vengono fatte attraverso flashmob.<br>il simbolo di questo giorno sono le scarpe rosse perchè il colore rosso ricorda il colore del sangue sono diventate il simbolo della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.<br>quindi nella giornata del 25 novembre, indossare un paio di scarpe rosse vuol simboleggiare la nostra adesione ad una lotta che ci deve vedere tutte unite, per dire basta ad ogni tipo di violenza: e se si pensa che in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa da un uomo che la conosceva bene e che diceva di amarla.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:183,&quot;url&quot;:&quot;https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRu6EgJGHQRYPc4gZqeRRdSK6i22Q1HowhIkDc5sHHcdoOo0OAp&quot;,&quot;width&quot;:275}" data-trix-content-type="image"><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRu6EgJGHQRYPc4gZqeRRdSK6i22Q1HowhIkDc5sHHcdoOo0OAp" width="275" height="183"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><br>Un altro fenomeno è lo stalking.<br>&nbsp; Sono 3 milioni e 466 mila in Italia, secondo l'Istat, le donne che nell'arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono le vittime di comportamenti persecutori dell'ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto.<figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:1536,&quot;url&quot;:&quot;https://static.independent.co.uk/s3fs-public/thumbnails/image/2015/04/04/19/23-Stalking-Man-Rex.jpg&quot;,&quot;width&quot;:2048}" data-trix-content-type="image"><img src="https://static.independent.co.uk/s3fs-public/thumbnails/image/2015/04/04/19/23-Stalking-Man-Rex.jpg" width="2048" height="1536"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure> OGGI IN UNA SOCIETÀ' AVANZATA E TECNOLOGICA COME LA NOSTRA DOVREMMO TUTTI COMBATTERE E RIUSCIRE AD ELIMINARE LA VIOLENZA SULLE DONNE!<br> <figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:174,&quot;url&quot;:null,&quot;width&quot;:290}" data-trix-content-type="image"><img src="null" width="290" height="174"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-24 16:40:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La violenza sulle donne.                 C.C.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210014375</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 25 novembre di ogni anno si celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne tante e  troppe sono ancora le vittime della violenza. Dietro le statistiche ci sono numeri impressionanti e scandalosi di storie vere che ogni giorno le donne in tutto il mondo subiscono violenza. In tutto il mondo c'è una percentuale molto alta di donne che hanno subito violenza, sessuale e non, almeno una volta nella vita. La violenza assume molteplici forme. La VIOLENZA FISICA è quella più facile da riconoscere,comprende l'uso di qualsiasi atto guidato dall'intenzione di fare del male o di terrorizzare la vittima. Gesti riconducibili a questo tipo di violenza sono:<br>-lancio di oggetti<br>-morsi,calci o pugni<br>-percosse<br>-soffocamento<br>-minaccia con armi <br>-sequestro di persone<br>-uso di armi da taglio o da fuoco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 09:58:14 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L.A.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210017258</link>
         <description><![CDATA[<pre><strong>LA LOTTA DELLE DONNE PER IL VOTO</strong></pre><div><br>Le donne che nella Seconda Guerra Industriale hanno lottato per ottenere il diritto di voto, venivano chiamate Suffragette (dalla parola "suffragio", cioè voto). In seguito la parola "suffragetta" ha finito per indicare la donna che lotta per la propria dignità. Un primo segno di protesta ci fu nel 1789 con i " <em>Cahier de Doléances des Femmes" </em>e poi negli stessi anni, Olympe de Gouges pubblicò " <em>Le prince philosophe", </em>un romanzo che rivendicava i diritti delle donne ed iniziò a formare gruppi di donne, ma poi nel 1793 venne ghigliottinata. Anche nel Regno Unito, le donne, affiancate da persone che acconsentivano la lotta per il voto come Jonh Stuart Mill, iniziano questo percorso per ottenere il diritto di voto. Jonh propose nel 1865 il suffragio femminile agli elettori del Regno Unito e poi venne sostenuto da numerosi umonini e donne, pronti a lottare per lo stesso motivo. Nel 1792, Mary Wallstoncecraft pubblicò " <em>A Vindication of Right of Women" ,</em>nel mentre che si formavano i primi circoli femminili. Le richieste delle donne non veneto subito accettate fin quando, con la riforma del 1832, alle donne venne concesso il diritto di voto, ma non universale. Il movimento delle suffragette vide la luce solo nel 1869, infatti in questo periodo, si formò un movimento nazionale chiamato "<em>National Union fo Women's Suffrage", </em>che però ebbe scarsi risultati fino al 1903. Infine le donne riuscirono ad ottenere il suffragio universale solo nel 1920, dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 10:36:10 UTC</pubDate>
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         <title>F.G.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210034194</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Divorzio<br>Dal 1926 fino ad oggi, l' ISTAT riporta dei dati che riguardano il confronto dei matrimoni celebratisi dal 2008 fino ad oggi.<br>Nel 2015 sono stati quasi registrati 4.600 matrimoni in più rispetto agli altri anni ; cosa che non accadeva<br>anche cambiata l' età delle donne e degli uomini che convolano a nozze . Però quando si parla di matrimonio si parla anche di divorzio , infatti nel 2015 proprio quando sembra che i matrimoni siano aumentati , sono aumentati anche i divorsi del 57%.Il numero assoluto di divorzi avvenuti nel 2015 è 82.469. Le separazioni invece sono state 91.706: sono aumentate del 2,7 per cento rispetto al 2014. L'età media della durata di un matrimonio è di 17 anni ; infine i problemi che riguardano sopratutto le separazioni è l' affidamento dei figli che 10 anni fa veniva deciso a chi affidarli , ma ora vengono condivi fra madre e padre come dice la legge 54 del 2006.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 14:01:33 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE SOTTOPAGATE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210037130</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>In Italia  il fatto che affligge di più le donne è proprio lo sfruttamento femminile  nell ' ambito lavorativo. Un Italiano avendo troppe tasse da pagare per questo motivo non paga adeguatamente il lavoratore come dettato dalle legge .Nell antichità le donne non dovevano lavorare ma bensì badare ai figli che potevano essere tantissimi non come oggi massimo 5-6 figli . C era un tasso molto alto di nascite voluto dai genitori perché volevano tanti figli maschi .Se era femmina il capo- famiglia non era molto felice perché servivano molti uomini in una famiglia per guadagnare più soldi per portarla avanti , le donne erano predisposte a pulire a cucinare ma mai a lavorare .A questo viene collegato il diritto di voto . Le donne le pensavano inferiori a loro .uando ero giunto il momento di andare in guerra al lavoro andavano le donne che svolgevano il lavoro come e anche meglio degli uomini. Oggi le donne badano ai figli e lavorano anche la classe operaia si è stabilizzata ad oggi ma rimane sempre lo sfruttamento . Se una persona vuole prendere un lavoratore per lui deve pagarla adeguatamente altrimenti il lavoro può benissimo svolgerlo da solo. Gli uomini pensano di poter ingannare le donne ma non è così. Purtroppo oggi anche per guadagnare poco bisogna lavorare tanto anche con la consapevolezza di essere sfruttati. Non è neanche giusto che oggi non si accettano ragazze al lavoro maggiori ai 30 anni .Non è giusto !!STOP ALLO SFRUTTAMENTO SUL POSTO DI LAVORO!!STOP ANCHE ALLO SFRUTTAMENTO MINORILE !!  </blockquote><div><br><br>                                            B.M.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-25 14:31:57 UTC</pubDate>
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         <title>Violenza sulle Donne</title>
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         <description><![CDATA[<div>F.T&nbsp;<br>La Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite, tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 10:41:35 UTC</pubDate>
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         <title>La salute delle donne</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Z.A</em></strong><br>All' inizio del novecento le donne vivevano in una condizione pietosa , infatti esse venivano comandate dal marito ,che era il padrone di casa,ed esse erano costrette a stare in casa tutta la vita.La vita massima di una donna in quel tempo era di più o meno 40-50 anni .Le donne di quel tempo erano costrette a sposarsi giovanissime, massimo 16-17 anni per poi avere tanti figli che  potevano essere addirittura 15).I primi figli poi venivano subito "addestrati " per sorvegliare i fratellini più piccoli .Le donne in quel tempo non avevano molti privilegi, erano delle casalinghe tutto fare e siccome nel giorno sprecavano molte energie e le medicine erano ridotte praticamente a nulla, esse morivano anche molto giovani,lasciando cosi i figli maggiori a fare da "madri ai figli più piccoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 11:24:52 UTC</pubDate>
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         <title>N.S.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210125236</link>
         <description><![CDATA[<div><strong> IL DIVORZIO.<br></strong>Oggi purtroppo capita molto spesso di sentir parlare di divorzio, sia in televisione e sia tra la gente comune, nelle grandi città e nei piccoli paesi. <br>Il divorzio è l'istituto giuridico che permette lo scioglimento di un matrimonio ed esistono due tipi di divorzio:<br>· Divorzio congiuntivo: quando c'è accordo dei coniugi su tutte le condizioni da adottare.<br>· Divorzio giudiziale: quando non c'è accordo sulle condizioni.<br>Il divorzio si differenzia dalla separazione legale in quanto i coniugi non pongono fine definitivamente al rapporto matrimoniale, con la speranza di una riconciliazione. Le cause che permettono ai coniugi di divorziare sono elencate nell'art.3 della legge 1970/898. Esso può essere richiesto:<br>· In caso di separazione giudiziale; qualora vi sia stato il passaggio in giudicato della sentenza del giudice.<br>· In caso di separazione consensuale; a seguito di omologazione del decreto disposto dal giudice.<br>· In caso separazione di fatto; se la separazione è iniziata 2 anni prima del 18 dicembre 1970. <br><em> </em><em><sup> </sup></em>La sentenza del divorzio potrà anche stabilire provvedimenti su:<br>· Questioni patrimoniali e assegnazione dell'abitazione familiare.<br>· Versamento assegno divorziale.<br>· Affidamento della prole.<br>Secondo me è giusto separarsi soprattutto quando ci sono problemi nella coppia seri, alcune volte anche per motivi non molto gravi ma comunque ognuno ha dei problemi e se proprio non si riescono a superare e a toglierli bisogna separarsi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 11:34:40 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>P.L.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210140389</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il divorzio</strong><br>Il <strong>divorzio</strong> è l'istituto giuridico che permette lo <em>scioglimento</em> o la <em>cessazione degli effetti civili del matrimonio</em> quando tra i coniugi è venuta meno la comunione spirituale e materiale di vita.</div><div>Si parla di <strong>scioglimento</strong> qualora sia stato contratto matrimonio con rito civile, di <strong>cessazione degli effetti civili</strong> qualora sia stato celebrato matrimonio concordatario.</div><div>Anche il <a href="http://www.separazione-divorzio.com/divorzio_procedimento.php">procedimento di divorzio</a> può seguire due percorsi alternativi, a secondo che vi sia o meno consenso tra i coniugi:<strong>divorzio congiunto</strong>, quando c'è accordo dei coniugi su tutte le condizioni da adottare (in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi)<strong>divorzio giudiziale</strong>, quando non c'è accordo sulle condizioni (in questo caso il ricorso può essere presentato anche da un solo coniuge)</div><div><strong>Il divorzio si differenzia dalla </strong><a href="http://www.separazione-divorzio.com/separazione.php"><strong>separazione legale</strong></a> in quanto con quest'ultima i coniugi non pongono fine definitivamente al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti nell'attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.</div><div>Il divorzio è disciplinato dal codice civile (art. 149 c.c.), dalla legge 898/1970 (che ha introdotto l'istituto per la prima volta in Italia) e dalla <a href="http://www.separazione-divorzio.com/legge_01_dicembre_1970_898.php">legge n. 74/1987</a> (che ha apportato delle modifiche significative alla precedente).</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 14:07:43 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>N.E.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/210160852</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il divorzio <br></strong><br>Il <strong>divorzio</strong> (dal <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <em>divortium</em>, da <em>di-vertere</em>, "separarsi"), o lo <strong>scioglimento del </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Matrimonio"><strong>matrimonio</strong></a>, è un istituto giuridico che decreta la fine di un matrimonio, lasciandone validi solo gli aspetti amministrativi e legali. Non va confuso con l'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Annullamento_del_matrimonio">annullamento del matrimonio</a>, perché prevede la fine di un matrimonio <em>legalmente valido</em> e non il suo disconoscimento.<br><br></div><div><br>Le leggi sul divorzio variano considerevolmente in tutto il mondo, ma nella maggior parte dei paesi la validità del divorzio richiede la sentenza di un <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tribunale">tribunale</a> o di altra autorità in un processo legale. La procedura legale per il divorzio può anche comportare questioni riguardanti gli alimenti, la custodia e il mantenimento dei figli. Nei paesi in cui la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Monogamia">monogamia</a> è legge, il divorzio permette un nuovo matrimonio.<br><br></div><div><br>Dal <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1970">1970</a> diversi paesi hanno legalizzato il divorzio (tra cui <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Portogallo">Portogallo</a>, <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Repubblica_d%27Irlanda">Repubblica d'Irlanda</a><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Divorzio#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Malta">Malta</a>). Ad oggi solo due paesi al mondo - le <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Filippine">Filippine</a> e <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Citt%C3%A0_del_Vaticano">Città del Vaticano</a>- non possiedono nei loro ordinamenti una procedura civile per il divorzio.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-26 16:40:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/225289582</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>LA SHOAH</em></strong><br>Alla fine della seconda guerra mondiale viene creato un gruppo investigativo per scovare i nazisti responsabili delle atrocità dell'olocausto.<br>Centinaia di uomini,donne e bambini condotti in veri e propri campi di sterminio che dovevano abituarsi a vedersi sulle proprie braccia dei numeri.<br>Uno dei più grandi campi di concentramento è quello di Auschwitz.<br>Non esisteva solo un campo di concentramento ma molti, fra i più famosi: CAMPO DI RAVENSBRUCK un campo ideato per sole donne, dove in sei anni furono rinchiuse oltre 130.000 donne, il campo di BIKENAU, MONOWITZ e altri 46 campi.<br>Il complesso di tutti i campi di Auschwitz svolge un ruolo fondamentale nel progetto di "soluzione della questione Ebraica" con il quale i nazisti indicarono lo sterminio degli ebrei.  <br>La  soluzione della questione Ebraica decisa nel 1942 nel corso della conferenza di Wannsee si divideva in sei punti:<br>1: DEPORTAZIONE: la deportazione era la prima tappa dello sterminio degli ebrei. <br>2 : CAMPO DI CONCENTRAMENTO:  sono appositi terreni dove in tempo di guerra vengono reclusi i militari fatti prigionieri.<br>I nazisti li istituirono per ospitare chi veniva considerato "nemico della civiltà Tedesca".<br>3: LAVORO FORZATO: i nazisti utilizzarono a lungo nell'industria bellica gli internati.<br>A questo scopo vicino ad Aushwitz fu costruito uno stabilimento per la produzione di gomma sintetica.<br>4: CAMPI DI STERMINIO o LAGER: erano ampi spazi delimitati da filo spinato percorso da corrente elettrica ad alta tensione e sorvegliati da guardiani muniti di mitragliatrici .<br>Il 25% dei nuovi arrivati che venivano considerati idonei venivano tenuti nelle baracche gli altri, considerati non idonei, venivano portati nelle camere a gas.<br>5: CAMERE A GAS: potevano togliere la vita a migliaia di vittime alla volta.<br>vennero installate per evitare di fucilare i prigionieri che richiedeva troppo tempo. Questi venivano portati in queste camere a gas con le scuse che fossero docce.<br>6: SELEZIONE: appena arrivati al campo i detenuti dovevano subire una selezione: un medico decideva in pochi secondi chi era in condizione di lavorare e chi invece doveva essere eliminato perché malato o omosessuale.<br>anche per chi era sopravvissuto alla selezione era difficile la vita nei campi e spesso morivano.<br>Anche in Italia c'erano i campi di concentramento,43.<br>Questi campi alla metà avevano una piazza dove la sera si radunavano tutti per essere contati.<br>Tutti in questi campi avevano delle divise a righe con dei simboli .<br>I criminali un triangolo verde, i politici un triangolo rosso e gli ebrei una stella  ebraica rossa e gialla.<br>Tanti furono i comandanti dei campi di concentramento tra i più famosi Beur, Shawaez, Zill, Bolthmann e il più famoso Adolf Hitler che il 30 aprile 1935 si suicida nel suo bunker mentre Berlino viene attaccata dai suoi alleati.<br>Nel gennaio del 1945 il campo di concentramento di Aushwitz fu liberato dai Sovietici che trovarono circa 80.000.000 abiti maschili, 5.000.000 vestiti femminili e circa 30 kg di capelli.<br>I soldati Sovietici trovarono qualche migliaia di prigionieri vivi, ma circa 6.000 erano morti.<br>in totale i morti erano circa 15 milioni di persone.<br>Solo dopo la liberazione dei campi di sterminio il mondo potrà finalmente conoscere le dimensioni reali dell'orrore nazista che per oltre 44 anni ha messo in ginocchio gran parte dell'Italia Orientale.<br>Questo fatto è stato chiamato prima Olocausto che in greco significa "bruciato interamente" successivamente fu chiamato, in quanto genocidio degli ebrei, Shoah che in lingua ebraica significa "Catastrofe".<br>Ogni anno il 27 gennaio celebriamo la liberazione da questa catastrofe. <br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-27 13:16:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il nostro Padlet associato al bullismo e cyberbullismo</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 15:05:10 UTC</pubDate>
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         <title>Il nostro Padlet associato sulla lettura</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 15:07:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il nostro Padlet didattico sulla Shoah</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 15:09:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <title>La Costituzione</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 15:22:46 UTC</pubDate>
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         <title>La Costituzione - testo vigente in PDF</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 16:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>http://www.raiscuola.rai.it/articoli/costituzione-italiana-la-nascita/5014/default.aspx</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 16:08:24 UTC</pubDate>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 16:14:16 UTC</pubDate>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 16:14:43 UTC</pubDate>
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         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[<div>“GLI UNICI STRUMENTI CHE UN BAMBINO DOVREBBE TENERE IN MANO SONO PENNE E MATITE”.<a href="#_ftn1">[1]</a> <br>     </div><div>Lahore, 16 aprile 1995</div><div> </div><div>Caro amico,</div><div>sono Iqbal, il tuo fortunato ex compagno di lavoro.  </div><div>Abbiamo sofferto tanto assieme -e per tanti anni- incatenati agli sporchi telai di quella maledetta fabbrica di tappeti,  dopo che mio padre, quel giorno terribile, aveva venduto, per 12 dollari, me e la mia fanciullezza.</div><div>Ricordo ancora, con tanta gratitudine, le volte che mi hai tenuto compagnia parlandomi  dalle tavole lerce che chiudevano la tomba, quel pozzo senz’aria dove mi rinchiudevano ogni volta che cercavo di esprimere le mie opinioni o di difendere qualche nostro amico.</div><div>Ricordi quando mi hai aiutato a fuggire per recarmi a quella manifestazione del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF) quando improvvisai il discorso su di noi, piccoli schiavi dei telai, che ci portò, finalmente, a vedere il nostro aguzzino in carcere ed a cominciare veramente a vivere? Ti devo moltissimo!</div><div>In questi ultimi mesi ho tenuto molte conferenze sui diritti negati di noi bambini ed ho avuto una sovvenzione che, forse mi permetterà di costruire una piccola scuola. Penso sia un’iniziativa importantissima perché la cultura è la chiave che ci potrà veramente liberare dallo sfruttamento: nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite!</div><div>Sai, recentemente, ho denunciato lo sfruttamento di tremila bambini e li ho fatti liberare, ma ora ho veramente paura: mi hanno minacciato apertamente dicendo che ho le ore contate: sto dando troppi problemi…</div><div>Ho chiesta anche la protezione delle Forze dell’Ordine, ma ancora non se ne fa nulla.</div><div>Spero di rivederti presto, caro amico, per ora ti auguro Buona Pasqua.</div><div>Con affetto, Iqbal.</div><div> </div><div>PS: Scusa per la calligrafia quasi illeggibile, ma le mie deformate e doloranti mani non mi permettono di scrivere meglio, spero tu capisca ugualmente ciò che ho scritto… </div><div> </div><div>***   </div><div>Per capire il testo:</div><div><strong>Iqbal Masih</strong>, (Muridke, Pakistan, 1983 - Lahore, 16 aprile 1995), a quattro anni viene venduto dal padre per 12 dollari (per saldare un debito) e lavora in una fabbrica di tappeti in condizioni di schiavitù, incatenato a un telaio per circa dodici ore al giorno e con un salario irrisorio. Ogni volta che si ribella o cerca di fuggire viene rinchiuso in un pozzo, quasi senza aria, che Iqbal chiamava "la tomba". Nel 1992 partecipa, di nascosto, ad una manifestazione del <strong>Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato (BLLF)</strong> e, in un discorso improvvisato, denuncia le terribili condizioni di lavoro dei bambini della fabbrica di tappeti in cui lavorava e il direttore-schiavista viene arrestato. Da questo momento Iqbal si dedica  a conferenze internazionali di denuncia dello sfruttamento minorile nel suo paese e, il suo impegno a favore dei diritti dell’infanzia, gli vale un premio di 15.000 dollari, con i quali Iqbal avrebbe voluto finanziare una scuola nel suo paese. In una conferenza a Stoccolma afferma che "<em>Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite</em>". Grazie a lui, nel 1995, circa tremila piccoli schiavi dei telai vengono liberati e il governo pakistano chiude decine di fabbriche di tappeti. Iqbal, a causa del duro lavoro e della penuria di cibo, all'età di 10 anni è grande come un bambino di 6,  ha il volto di un vecchio e le mani deformate. Il 16 aprile del 1995, domenica della festa cristiana della Pasqua, Iqbal Masih viene assassinato mentre gioca in bicicletta davanti a casa sua. La sua morte ha una forte eco in tutto il mondo. Nel 1998, la regista Cinzia T.H. Torrini realizza il film <em>"Iqbal". </em>Numerose sono le scuole intitolate a suo nome in Italia e nel mondo.</div><div> </div><div>Marco Farina</div><div><br><a href="#_ftnref1">[1]</a> La lettera di Iqbal non è una vera lettera, è stata immaginata, col cuore, da Marco Farina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 16:16:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 16:17:48 UTC</pubDate>
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         <title>Ha vinto la fiducia delle donne nel cambiamento </title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 17:27:21 UTC</pubDate>
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         <title>Ha vinto la fiducia delle donne nel cambiamento p2</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 17:28:10 UTC</pubDate>
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         <title>Le donne e le conquiste del dopoguerra</title>
         <author>marco_farina1962</author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/349021671</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div> </div><div> Dopo il 1946.</div><div> </div><div>La Costituzione repubblicana aveva stabilito l’uguaglianza formale fra i sessi, ma la conquista dei diritti civili si intrecciava da parte delle donne con la percezione, che divenne via via più nitida negli anni Sessanta e Settanta, di aver raggiunto diritti non completi, di avere di fronte consuetudini sociali e culturali che ancora non riconoscevano loro una reale parità.</div><div>Dalla fine degli anni Sessanta il cambiamento dell’idea stessa di politica diffuso dai movimenti giovanili e studenteschi iniziò a investire anche la sfera del privato, modificando le forme di partecipazione alla vita pubblica. Per settori consistenti della popolazione femminile, soprattutto nelle grandi città, l’adesione alla mobilitazione del '68 significò in molti casi una forma di iniziazione alla politica. Il bisogno di impegnarsi attivamente fu anche un modo per dar voce a istanze di emancipazione e di liberazione che fino a quel momento erano state scarsamente recepite a livello istituzionale.</div><div>Gli anni Settanta furono il periodo in assoluto più importante per il movimento femminista italiano, che dovette fronteggiare sia la crisi del Paese, sia una difficile modernizzazione. Questi anni, grazie anche e, forse, soprattutto, alle battaglie condotte dalle donne, segnarono importanti vittorie civili, sociali e culturali. In Italia, dal dopoguerra ad oggi, la condizione sociale e giuridica delle donne si è infatti lentamente ma radicalmente modificata. Ecco alcune tappe fondamentali di tale cammino:</div><div> </div><div> </div><div>1948</div><div>Entra in vigore la Costituzione. Gli articoli 3, 29, 31,37,48 e 51 sanciscono la parità tra uomini e donne.</div><div>Angela Maria Cingolani Guidi è la prima donna sottosegretario (Industria e commercio con delega all'artigianato).</div><div>1950</div><div>Varata la legge 26 agosto 1950, n. 860, «Tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri».</div><div>1956</div><div>Le donne possono accedere alle giurie popolari col limite massimo di tre su sei (la norma rimarrà in vigore fino al 1978) e ai tribunali minorili.</div><div>Le funzioni riconosciute alle donne sono ancora quelle legate alla figura materna. Il loro intervento viene giudicato opportuno in quei casi in cui i problemi vadano risolti, «più che con l'applicazione di fredde formule giuridiche con il sentimento e la conoscenza del fanciullo che è proprio della donna».</div><div>1958</div><div>La legge Merlin chiude definitivamente le case di tolleranza: legge 20 febbraio 1958, n. 75, «Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui».</div><div>1959</div><div>Viene istituito il Corpo di polizia femminile.</div><div>1963</div><div>Il matrimonio non è più ammesso come causa di licenziamento: legge 9 gennaio 1963, n. 7, «Divieto di licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio e modifiche della legge 26 agosto 1950, n. 860».</div><div>Marisa Cinciari Rodano è eletta vicepresidente della Camera. Le donne sono ammesse alla magistratura: legge 9 febbraio 1963, n. 66, «Ammissione della donna ai pubblici uffici ed alle professioni».</div><div>Un ulteriore passo avanti nell'effettiva attuazione dell'art.51 della Costituzione: le donne possono accedere a tutti i pubblici uffici senza distinzione di carriere né limitazioni di grado.</div><div>1968</div><div>L'adulterio femminile non è più considerato reato.</div><div>L'art. 559 del Codice penale recitava: «La moglie adultera è punita con la reclusione fino ad un anno. Con la stessa pena è punito il correo». Per il marito non esisteva nulla del genere: la disparità di trattamento non rispettava le norme fondamentali della Costituzione. Con due senten­ze del 19 dicembre 1968, la Corte costituzionale abroga l'articolo sul diverso trattamento dell'adulterio maschile e femminile e quello analogo del Codice penale.</div><div>1970</div><div>Viene approvata la legge sul divorzio: legge 1° dicembre 1970, n. 898, «Disciplina dei casi di scioglimento del matrimonio».</div><div>L'introduzione del divorzio in Italia era stata collegata alla questione del voto alle donne. In sede costituente, il PCI, per una scelta di fondo sfociata nell'approvazione dell'art. 7, non aveva sollevato la questione. La Commissione dei 75 avrebbe voluto includere l'indissolubilità del matrimonio nel testo della carta costituzionale, ma, dopo un'aspra battaglia in aula, la parola «indissolubile» non era stata inserita, bocciata con un esiguo margine di voti.</div><div>Nel 1965, il socialista Loris Fortuna avanzò la prima proposta di legge, sulle orme del collega Renato Sansone, che negli anni Cinquanta aveva proposto a più riprese e senza successo una legge di «piccolo divorzio», per i casi estremi di ergastolani, malati di mente, scomparsi, divorziati all'estero.</div><div>Dopo l'approvazione della nuova normativa, nel 1974 sarebbe stato indetto un referendum abrogativo, ma in seguito alla vittoria del fronte del NO col 59% dei voti la legge sarebbe rimasta in vigore.</div><div>1971</div><div>La Corte costituzionale cancella l'articolo del Codice civile che punisce la propaganda di anticoncezionali.</div><div>Dall'inizio degli anni Sessanta la pillola contraccettiva era in commercio in molti Paesi europei, ma nel 1968 la Chiesa condannò aspramente la contraccezione. Nel 1969 la pillola cominciò, tuttavia, a essere venduta anche in Italia, come farmaco per le disfunzioni del ciclo mestruale. Nel 1971 la Corte costituzionale, dopo un'aspra battaglia, abrogò l'art. 535 del Codice penale che vietava la propaganda di qualsiasi mezzo contraccettivo e puniva i trasgressori col carcere.</div><div>Viene approvata la legge sulle lavoratrici madri: legge 30 dicembre 1971, n. 1204, «Tutela delle lavoratrici madri».</div><div>Sono istituiti gli asili nido comunali: legge 6 dicembre 1971, n. 1044, «Piano quinquennale per l'istituzione di asili-nido comunali con il concorso dello Stato».</div><div>1975</div><div>Riforma del diritto di famiglia: legge 19 maggio 1975, n. 151, «Riforma del diritto di famiglia».</div><div>Fino a questa riforma, il peso dell'educazione dei figli gravava, di fatto, sulle madri, ma tale impegno non aveva un adeguato riconoscimento giuridico. La patria potestà spettava ad entrambi i genitori, ma il suo esercizio toccava al padre, secondo l'art. 316 del Codice civile.</div><div>Col nuovo diritto di famiglia, la legge riconosce parità giuridica tra i coniugi che hanno uguali diritti e responsabilità e attribuisce ad entrambi la patria potestà.</div><div>1976</div><div>Per la prima volta una donna, Tina Anselmi, viene nominata ministro (Lavoro e previdenza sociale).</div><div>1977</div><div>È riconosciuta la parità di trattamento tra donne e uomini nel campo del lavoro: legge 9 dicembre 1977 n. 903, «Parità fra uomini e donne in materia di lavoro».</div><div>1978</div><div>Viene approvata la legge sull'aborto.</div><div>Nel 1974 i radicali avevano iniziato una campagna per un referendum al fine di abrogare le norme che penalizzavano l'aborto. Gli articoli dal 546 al 551 del Codice penale stabilivano, infatti, che la donna che si procurava un aborto dovesse essere punita con la reclusione da uno a quattro anni (ma, se l'aborto era effettuato per "salvare l'onore", era prevista una riduzione, che andava da un terzo alla metà della pena).</div><div>Dopo l'approvazione della legge, unreferendum abrogativo del maggio del 1981 non avrebbe avuto successo.</div><div>1979</div><div>Nilde Jotti è la prima donna presidente della Camera.</div><div>1981</div><div>Il motivo d'onore non è più attenuante nell'omicidio del coniuge infedele.</div><div>1983</div><div>La Corte costituzionale stabilisce la parità tra padri e madri circa i congedi dal lavoro per accudire i figli.</div><div>1984</div><div>Presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri è costituita la Commissione nazionale per la realizzazione delle pari opportunità, presieduta da Elena Marinucci.</div><div>1986</div><div>La commissione nazionale per la parità uomo e donna elabora il «Programma azioni positive»: aziende e sindacati devono tutelare accesso, carriera e retribuzioni femminili.</div><div>1989</div><div>Le donne sono ammesse alla magistratura militare.</div><div>1991</div><div>Legge 10 aprile 1991, n. 125, «Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro».</div><div>La legge dovrebbe essere in grado di intervenire nel rimuovere le discriminazioni e valorizzare la presenza e il lavoro delle donne nella società. Purtroppo, è ancora poco applicata.</div><div>1992</div><div>Legge, 25 febbraio 1992, n. 215, «Azioni positive per l'imprenditorialità femminile».</div><div>La legge sull'imprenditoria femminile favorisce la nascita di imprese composte per il 60% da donne, società di capitali gestiti per almeno 2/3 da donne e imprese individuali.</div><div>1993</div><div>Con la legge 25 marzo 1993, n. 81 per la prima volta vengono introdotte le "quote rosa" in merito alle elezioni dei rappresentanti degli enti locali.</div><div>Si stabilisce che per le elezioni regionali e comunali, i candidati dello stesso sesso non possano essere inseriti nelle liste in misura superiore ai due terzi: ciò riserva, di fatto, un terzo dei posti disponibili al sesso sottorappresentato (cioè le donne). Per le elezioni nazionali, viene introdotta l'alternativa obbligatoria di uomini e donne per il recupero proporzionale ai fini della designazione alla Camera dei deputati.</div><div>Nel 1995 questa serie di interventi legislativi è stata annullata con la sentenza n. 422 della Corte costituzionale, avendo il giudice stabilito che, in materia elettorale, debba trovare applicazione solo il principio di uguaglianza formale e che qualsiasi disposizione tendente ad introdurre riferimenti al sesso dei rappresentanti, anche se formulata in modo neutro, sia in contrasto con tale principio.</div><div>1996</div><div>La legge 15 febbraio 1996, n. 66, «Norme contro la violenza sessuale», punisce lo stupro come delitto contro la persona e non contro la morale come in precedenza.</div><div>Il governo nomina un ministro per le pari opportunità, Anna Finocchiaro.</div><div>2000</div><div>Legge 8 marzo 2000, n. 53, «Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città».</div><div>Sia il padre che la madre possono chiedere l'aspettativa, da sei a dieci mesi, entro gli otto anni di vita del bambino. La cura dei figli smette di essere, dal punto di vista legislativo, esclusiva prerogativa delle madri.</div><div>2003</div><div>Legge costituzionale 30 maggio 2003, n. l, «Modifica dell'art. 51 della Costituzione».</div><div>L’art. 51 della Costituzione («Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge») viene modificato, con l'aggiunta: «A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini».</div><div>2004</div><div>La legge sulle elezioni dei membri del Parlamento europeo introduce una norma in materia di "pari opportunità": legge 8 aprile 2004, n. 90, «Norme in materia di elezioni dei membri del Parlamento europeo e altre disposizioni inerenti ad elezioni da svolgersi nell'anno 2004».</div><div>L’art. 3 prescrive che le liste circoscrizionali, aventi un medesimo contrassegno, debbano essere formate in modo che nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai due terzi dei candidati.</div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 17:29:11 UTC</pubDate>
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         <title>A scuola durante la guerra</title>
         <author>marco_farina1962</author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/349022259</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 17:30:33 UTC</pubDate>
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         <title>Malala, al Palazzo di Vetro il discorso sul diritto all&#39;istruzione per tutti i bambini New York, 2013. </title>
         <author>marco_farina1962</author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/349022716</link>
         <description><![CDATA[<div>"Oggi non è il mio giorno, è il giorno di tutti coloro che combattono per i propri diritti. I talebani non mi ridurranno mai al silenzio e non uccideranno i miei sogni". A testa alta, coperta da uno scialle di Benazir Bhutto e con la voce ferma di chi, ad appena 16 anni, ha già la consapevolezza di essere il simbolo di chi vuole difendere i propri diritti, Malala Yousafzai, la giovane attivista pakistana ferita dai talebani in un attentato nel 2012, ha parlato dal Palazzo di Vetro. "Sono qui e oggi parlo per tutti coloro che non possono far sentire la propria voce. Pensavano che quel proiettile ci avrebbe fatto tacere per sempre, ma hanno fallito", ha detto, lanciando un vibrante appello "all'istruzione per tutti i bambini". <br><br></div><div> <br><br></div><div>Il discorso in inglese con traduzione  <a href="https://youtu.be/gksAyQPPD5E">https://youtu.be/gksAyQPPD5E</a> <br><br></div><div><a href="https://scuola.repubblica.it/lombardia-milano-iccalvinoviafrigia/2016/02/17/discorso-di-malala-allonu/">https://scuola.repubblica.it/lombardia-milano-iccalvinoviafrigia/2016/02/17/discorso-di-malala-allonu/</a> <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Malala-a-Palazzo-di-Vetro-il-discorso-sul-diritto-a-istruzione-per-tutti-i-bambini-ab90d7a8-1e79-4915-a6f1-07fddda04d50.html" />
         <pubDate>2019-04-05 17:31:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
         <link>https://padlet.com/marco_farina1962/Cittadinanza/wish/349023432</link>
         <description><![CDATA[<div>RIFLESSIONI SUL DISCORSO DI MALALA ALL'ONU - SPUNTO PER DEBATE<br><br></div><div>“Un bambino, una penna, un insegnante, un libro”… Queste sono le parole della giovane Malala, la diciottenne pakistana, che ha subito un’aggressione da parte di un gruppo di terroristi. Lei è la più giovane vincitrice di premi Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l’affermazione dei diritti civili e per il diritto all’istruzione, bandito da un editto dei talebani, alle donne della città di Mingora. Lei afferma che non sia giusto negare l’istruzione a una persona! E in effetti è vero, nessuno può essere privato dell’istruzione. Fa riflettere molto la lettura del suo discorso, che ha esposto all’Onu il giorno della consegna dei Nobel per la pace. Parla soprattutto del diritto all’istruzione, dato che quello è lo scopo della sua lotta, e del fatto che molte donne ne sono private. Lo studio, andare a scuola, apre veramente molte porte nella vita. Ti insegna a fare varie attività, ti aiuta a scoprire le cose che in questo momento stanno accadendo in questo mondo. Anche se a volte sembra scontato andare a scuola. Molte persone che dicono: “Uffa. Devo andare a scuola!” e danno per scontato che hanno una grande fortuna! Perché ci sono persone che per vari motivi (tra cui povertà, o persino la negazione di andare a scuola, come nel caso di Malala) non hanno questa fortuna! <br> La frase che ho riportato all’inizio, nella prima riga, ha un forte significato! Il fatto che le persone vogliano impedire alla gente di studiare, è dato dal fatto che esse non hanno potuto studiare, e sono impaurite da quello che c’è scritto nei nostri libri, perché è diverso da quello che c’è scritto nei loro, oppure non hanno mai potuto leggere. <br> Nel suo discorso poi, cita varie persone che hanno fatto la differenza in passato, ma che ancora oggi ricordiamo: Martin Luther King, Nelson Mandela, Madre Teresa, Aung San Suu Kyi. Si può fare subito una riflessione. Lei non si sofferma a parlare di persone che erano solo della sua religione, bensì va oltre, parla di tutte in generale per coinvolgere, in un certo senso, tutti quanti, per non fare differenziazioni. Ed è questa cosa che ancora adesso unisce tutti noi. <br> Verso la fine del suo discorso parla di un problema serio. il fatto che per queste persone sia più semplice darci una pistola, anziché un libro, costruire un carro armato anziché una scuola. A questo punto è chiaro l'impedimento allo studio. Ma è anche possibile vedere che si sta anche impedendo la pace, che è una delle cose fondamebntali per vivere bene, in una condizione di salute. Gente che ha cercato di opporsi è morta ed è rimasta gravemente ferita (come Malala quando le hanno sparato). Ma adesso le nazioni si devono unire per fare la differenza. Per impedire a queste persone di negarci di leggere un libro. Per riuscire a garantire un futuro a quelle bambine (che sono quelle più coinvolte nel problema) e alle ragazze di tutte le età. Perchè come noi tutti, loro hanno un sogno! loro vogliono apprendere, loro vogliono imparare a leggere, loro vogliono fare una professione da adulte. Loro vogliono un futuro migliore! e come possiamo garantirgli un futuro migliore se continueranno guerre di questo genere? Quanto ancora dovranno aspettare ragazze come Malala per comiciare a studiare? <br> Questo non è un problema solo del Pakistan, ma di tutti noi! <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 17:32:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 17:36:34 UTC</pubDate>
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         <title>La stella </title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <title>Il profumo dei limoni</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 17:58:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <pubDate>2019-04-05 18:00:37 UTC</pubDate>
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         <title>Articolo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano verde,bianco e rosso,a tre bande verticali di eguali dimensioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 07:40:25 UTC</pubDate>
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         <title>Articolo 9</title>
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         <description><![CDATA[<div>La <a href="https://www.brocardi.it/dizionario/8.html">Repubblica</a> promuove lo sviluppo della <a href="https://www.brocardi.it/dizionario/34.html">cultura</a> e la <a href="https://www.brocardi.it/dizionario/35.html">ricerca scientifica e tecnic</a>a. Tutela il <a href="https://www.brocardi.it/dizionario/36.html">paesaggio</a> e il <a href="https://www.brocardi.it/dizionario/37.html">patrimonio storico e artistico della Nazione</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 07:46:24 UTC</pubDate>
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         <title>Aforisma sull&#39;uguaglianza</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Io amo la notte, perché di notte tutti i colori sono uguali e io sono uguale agli altri." <br>             Bob Marley</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 07:52:35 UTC</pubDate>
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         <title>Citazione sulla guerra- art. 11 </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Quando l'uomo compie un atto di violenza e lo <br> fa nella presa di coscienza dell'ingiustizia che ne è alla base, allora l'atto diventa guerra." <br>       Carmine Ferrara </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 08:00:24 UTC</pubDate>
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         <title>Anche quello dello scolaro è un lavoro – Giovanni Pascoli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il capo ad ora ad ora egli solleva<br>Dalla catasta dei vocabolari,<br>come un galletto garrulo che beva,<br>Povero bimbo! Di tra i libri via<br>Appare il bruno capo tuo, scompare;<br>come di un rondinotto, quando spiase<br>torna mamma e porta le zanzare.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 08:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>frase di Sandro Pertini</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<ul><li>Io credo nel popolo italiano. È un popolo generoso, laborioso, non chiede che lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra. Chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo.</li></ul><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 08:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>Citazione sulla cultura</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Le radici della cultura sono amare, ma i frutti sono dolci.<br>(Aristotele)</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 08:18:55 UTC</pubDate>
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         <title>frase sull&#39;articolo 22</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>il nostro paese è il mondo e la cittadinanza l'umanità intera</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 08:42:20 UTC</pubDate>
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         <title>Citazione sulla scuola </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>" La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo<br>               (Malcom X) </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:01:24 UTC</pubDate>
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         <title>AH QUANTI DIRITTI NEGATI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div><br></div><div>Ah, quanti diritti negati,<br>e quanti doveri dimenticati!<br>I doveri dei grandi della terra<br>Che dovrebbero assicurare la pace e non la guerra.<br>Parlo di quei diritti negati<br>Ai fanciulli ...</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:01:38 UTC</pubDate>
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         <title> </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>" L’accoglienza migliore? Il sorriso<br> La miglior medicina? L’ottimismo<br> La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto<br> La forza più grande? La fede<br> La cosa più bella del mondo? L’amore." <br>Madre Teresa di Calcutta </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:04:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>“Io <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/opinioni/">vedo</a> che, quando allargo le braccia, i <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/muro/">muri</a> cadono. <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/ospitalit%C3%A0/">Accoglienza</a> vuol <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/comunicare/">dire</a> <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/realizzazione/">costruire</a> dei ponti e non dei <a href="https://www.frasicelebri.it/argomento/muro/">muri</a>.” <br>         Don Andrea Gallo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:09:13 UTC</pubDate>
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         <title>Canzone dedicata alle donne </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><strong> Woman – John Lennon</strong></div><div><em>Woman I know you understand </em><br> <em>The little child inside the man, </em><br> <em>Please remember my life is in your hands, </em><br> <em>And woman hold me close to your heart, </em><br> <em>However, distant don’t keep us apart, </em><br> <em>After all it is written in the stars, </em><br> <em>oooh well, well, </em></div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Citazione di Romano battaglia sulla salute</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>I vecchi saggi raccontano che il corpo umano si tiene in equilibrio con la felicità e ogni volta che questa viene a mancare insorgono i disturbi, le malattie: la felicità è l’equilibrio dell’universo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:15:07 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Educazione Stradale</title>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div><strong><br>Cosa si intende per educazione stradale? Si tratta dell'insegnamento delle norme del codice stradale nelle scuole di ogni ordine e grado. I destinatari sono i bambini e i ragazzi, per i quali è opportuna la conoscenza dei segnali per andare in giro a piedi, in bici o in motorino, con prudenza e opportune capacità. Ma l'educazione stradale non è solo questo...</strong> <br> </div><div>E' già da 10 anni, dall'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada nel 1992, che si auspicava l'insegnamento dell'educazione stradale in tutte le scuole " di ogni ordine e grado ivi compresi gli istituti di istruzione artistica e le scuole materne". Col termine educazione stradale si comprendono tutti quei "principi della sicurezza stradale, nonche' delle strade, della relativa segnaletica, delle norme generali per la condotta dei veicoli e delle regole di comportamento degli utenti ". Questo è quanto recita l'articolo 230 del Codice, con ciò esprimendo la necessità di impartire, anche ai più giovani, le conoscenze basilari per circolare, conoscere e rispettare le regole sulla strada.Non è infatti vero che il codice stradale sia stato scritto esclusivamente per gli automobilisti.</div><div>L'articolo 1 è molto chiaro al proposito: " le norme e i provvedimenti attuativi si ispirano al principio della sicurezza stradale, perseguendo gli obiettivi di una razionale gestione della mobilita', della protezione dell'ambiente e del risparmio energetico". L'articolo 2 mette ben in evidenza come per strada si debba intendere " l'area ad uso pubblico destinata alla circolazione dei pedoni, dei veicoli e degli animali. L'educazione stradale è molto importante perché serve non solo a prevenire gli incidenti, ma anche a "educare" persone e bambini quando un giorno si ritroveranno da soli.</div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-06 09:16:39 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita della Costituzione</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-05-03 21:23:42 UTC</pubDate>
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         <title>EMANUELA LOI</title>
         <author>marco_farina1962</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Guance piene, chioma fulva e aria da ragazzina spensierata: <strong>Emanuela Loi aveva in effetti poco meno di venticinque anni quando rimase uccisa nell’attentato di Via D’Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino</strong>.<br><br></div><div>Originaria di Sestu, vicino a Cagliari, Emanuela sognava in realtà di diventare maestra; ma per qualche strana ragione a volte si fanno scelte che condannano il proprio destino, e la giovane, ispirata dalla sorella maggiore, tenta insieme a lei il concorso in polizia, superandolo – a differenza della sorella – a pieni voti.<br><br></div><div><strong>Nel 1989 Emanuela entra perciò, quasi per caso,</strong> <strong>nella Polizia di Stato</strong>, spostandosi a Trieste per l’addestramento e iniziando la serie di trasferimenti che la porteranno lontana dalla famiglia e dalla sua terra.<br><br></div><div>Due anni dopo, infatti, invece di rientrare in Sardegna, viene trasferita a Palermo, dove le vengono affidati i piantonamenti a casa Mattarella, la scorta alla senatrice Masaino e la guardia al boss Francesco Madonia.<br><br></div><div>E così, oltre al dispiacere della lontananza da casa, si aggiunge la paura, perché la Sicilia tra gli anni Ottanta e Novanta è martoriata di stragi mafiose che uccidono indifferentemente magistrati e agenti di polizia.<br><br></div><div><strong>A Palermo, inoltre, Emanuela deve fronteggiare anche gli sberleffi degli adolescenti, che scherniscono le donne in divisa</strong>.<br><br></div><div>È il luglio 1992. Solo due mesi prima, la strage di Capaci ha ucciso il giudice Giovanni Falcone insieme a quasi tutta la sua scorta. <strong>Quel tremendo attentato ha scosso profondamente tutti i poliziotti, anche Emanuela, che come i colleghi non si sente più sicura</strong>.<br><br></div><div>Teme per la sua vita, ma non può certo tirarsi indietro: è il suo lavoro. A un amico preoccupato, rivela che solo se l’avessero assegnata alla scorta di Borsellino avrebbe corso seri rischi.<br><br></div><div>E fatalmente viene assegnata proprio al giudice, che incontrandola le chiede: “<em>E lei dovrebbe difendere me? Dovrei essere io a difendere lei</em>”.<br><br></div><div>Non servono le rassicurazioni alla famiglia e al fidanzato che non le sarebbe successo nulla: <strong>Emanuela sa di rischiare la vita per quell’incarico, molto più pericoloso dei precedenti; a darle coraggio, il pensiero di fare scrupolosamente il suo lavoro</strong>, e soprattutto di fare ritorno a Sestu, nella sua Sardegna, per un periodo di ferie.<br><br></div><div>Ma Emanuela non ne avrà il tempo.<br><br></div><div><strong>Il secondo giorno di scorta a fianco di Borsellino, alle 16.58 del 19 luglio 1992, in via D’Amelio, dove il giudice si era recato per un saluto alla madre, una Fiat 126 esplode proprio nel momento in cui i due scendono dall’auto</strong>, uccidendo insieme a loro anche gli altri membri della scorta <strong>Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli</strong>.<br><br></div><div>Emanuela avrà il triste primato di <strong>prima donna poliziotto a morire in servizio</strong>. In Sardegna la aspettavano a fine mese mamma Alberta e papà Virgilio, la sorella Claudia, il fratello Marcello e il fidanzato, ma a Sestu tornerà solo il suo corpo dilaniato dall’esplosione.<br><br></div><div><strong>Claudia, 26 anni, quella sorella di cui Emanuela voleva seguire le orme e che invece era diventata parrucchiera, oggi tiene vivo il suo ricordo nell’associazione contro le mafie “Libera”</strong>.<br><br></div><div>Emanuela era una ragazza solare e sorridente, che amava la vita e il suo lavoro, a cui ha sacrificato anche se stessa.<br><br></div><div>Gli ultimi istanti della sua vita sono raccontati in un bellissimo libro per ragazzi di Annalisa Strada, <em>Io, Emanuela, agente della scorta di Paolo Borsellino</em>, che dipinge il coraggio di questa giovanissima poliziotta, per restituirle almeno sulla carta i sogni che quel giorno di luglio le ha spezzato troppo presto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-24 06:36:16 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-03-24 17:00:38 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 10:26:13 UTC</pubDate>
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         <title>ciao amici sono bello</title>
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         <description><![CDATA[<div>come va?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-10 16:39:30 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Ao ciao</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-14 13:24:16 UTC</pubDate>
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