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      <title>scomparsa delle specie animali e vegetali by </title>
      <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed</link>
      <description>fatto da Alessia, Bianca, Carlotta, Irene</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-21 07:49:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-03-27 17:07:40 UTC</lastBuildDate>
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         <title>LE API SI STANNO ESTINGUENDO AIUTIAMOLE</title>
         <author>biancaudovici</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2104964183</link>
         <description><![CDATA[<div>Le ragioni dell'estinzione delle api possono essere molto diverse e vanno dall'uso di pesticidi al cambiamento dell'habitat ... Le <strong>api</strong> sono a rischio <strong>estinzione</strong> .<br><em>Google</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-21 10:01:17 UTC</pubDate>
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         <title>LA SCOMPARSA DI ALCUNE SPECIE DI PIANTE</title>
         <author>biancaudovici</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2114169541</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Gli habitat naturali delle <strong>piante</strong> autoctone stanno diminuendo. Per fermare attualmente l'estinzione delle <strong>piante</strong> e proteggere la biodiversità è importante anche conoscere e catalogare le specie vegetali presenti. <br><em>Google</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-25 17:00:49 UTC</pubDate>
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         <title>CAUSE DELL&#39;ESTINZIONE</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115347825</link>
         <description><![CDATA[<div>Tantissimi animali e piante rischiano l’estinzione a causa di diversi fattori che costituiscono una seria minaccia: perdita e degradazione degli habitat terrestri e marini, modifiche nell’utilizzo del suolo, sfruttamento diretto (caccia e pesca), cambiamento climatico, inquinamento, specie esotiche invasive.</div><div><em>Attualità parlamento europeo</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 07:51:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DEGRADAZIONE  DEGLI HABITAT TERRESTRI e MODIFICHE NELL&#39;UTILIZZO DEL SUOLO</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115358119</link>
         <description><![CDATA[<div>L<em>a degradazione o la frammentazione degli habitat sono</em> a loro volta causate sia da calamità naturali (ad esempio: incendi, eruzioni vulcaniche, tsunami, alluvioni, ecc.) sia e soprattutto da profondi cambiamenti del territorio condotti ad opera dell’uomo. Ad esempio la <mark>distruzione della foresta tropicale</mark> per lasciare il posto a coltivazioni di soia, canna da zucchero o palma da olio è tra le principali cause di perdita di biodiversità, sia perché la foresta tropicale ne è molto ricca, sia perché ne vengono distrutti milioni di ettari ogni anno. Molte aree selvatiche sono distrutte <mark>per prelevare piante o parti di piante per le industrie farmaceutica o cosmetica</mark>; anche nei paesi ricchi e più industrializzati continua la perdita di biodiversità per via della distruzione di <em>habitat</em> naturali o semi-naturali, <mark>per costruire aeroporti, centri commerciali, parcheggi, abitazioni</mark>. A farne le spese sono la campagna, il bosco, l’area umida, la prateria.&nbsp; Secondo la FAO, negli ultimi dieci anni sono distrutti mediamente 13 milioni di ettari di foreste (una superficie pari a quella della Grecia) l’anno.&nbsp; In più altri milioni di ettari ogni anno sono<mark> degradati dal prelievo di legname, dalla costruzione di miniere, dighe, strade</mark>. La maggior parte della deforestazione si concentra nei paesi tropicali. Brasile, Indonesia e Congo, in tre diversi continenti, sono le nazioni più colpite dal fenomeno. Il danno non si limita alla sola perdita di biodiversità. A causa della distruzione delle foreste si liberano in atmosfera enormi quantità di gas-serra, responsabili del riscaldamento globale.<br><em>https://www.isprambiente.gov.it/</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 08:12:31 UTC</pubDate>
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         <title>PESCA INDISCRIMINATA</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115363713</link>
         <description><![CDATA[<div>Il problema dello <strong>sfruttamento intensivo delle risorse ittiche</strong> non colpisce soltanto le specie di maggiore interesse commerciale, le cosiddette “specie target”, ma anche tutte quelle specie che vengono catturate accidentalmente da attrezzi di pesca poco selettivi. La cattura di specie non desiderate è uno dei problemi più gravi e insoluti della pesca in tutto il mondo. Quindi <strong>l’attività di pesca ha un doppio impatto sulla biodiversità marina</strong>: sfruttando intensamente la risorsa in modo non sostenibile e causando la morte di molte specie non oggetto di pesca, catturate accidentalmente.<br><em>WWF</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 08:23:07 UTC</pubDate>
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         <title>IL BRACCONAGGIO</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115368057</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>bracconaggio è</strong> un fenomeno dannoso, pervasivo, combattuto, che ogni anno miete milioni di vittime fatturando decine di miliardi. Macchiati di sangue. Si tratta infatti di un’attività di caccia illegale, che ignora completamente le normative vigenti ed è finalizzata a far arrivare in Paesi lontani (e ricchi) oggetti preziosi e materiali derivanti dalla <strong>cattura indiscriminata e illecita</strong> di specie rare, in via di estinzione e caratteristiche di località spesso in via di sviluppo che dalla presenza di questi animali (vivi) potrebbero avere un ritorno economico di natura turistica. Ma non solo. Viene identificato come bracconiere anche chi semplicemente <strong>cattura o uccide specie protette</strong> o chi caccia in zone soggette a divieto o in periodi non autorizzati.<br><em>La popolazione degli elefanti è diminuita del 90% nel giro di un secolo. Il 78% delle morti che interessano le tigri di Sumatra sono causate dall’intervento dell’uomo. Il pangolino è praticamente estinto. Il bracconaggio è un fenomeno ancora diffuso, sostenuto da un’enorme rete di criminalità organizzata che danneggia la biodiversità e le economie dei paesi in via di sviluppo.<br>Ohga</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 08:30:57 UTC</pubDate>
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         <title>CAMBIAMENTO CLIMATICO</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115371607</link>
         <description><![CDATA[<div>L’<strong>effetto-clima</strong> sulle specie animali e vegetali è un amplificatore della <strong>“Sesta estinzione di massa”</strong> che l’uomo sta provocando nei confronti della ricchezza della vita sul pianeta. Ma, al contrario delle prime 5 estinzioni già avvenute, non è frutto di fenomeni geologici naturali ma avanza rapidissima ed<strong> è causata da una sola specie: l’uomo</strong>.<br><strong>Il simbolo dell’effetto clima è senz’altro l’orso polare</strong>: con la progressiva riduzione della banchisa polare rischiamo di perdere i due terzi degli orsi polari entro il 2050.<br>Sempre in area polare, stavolta in Antartide,&nbsp; il<strong> 75% della popolazione dei pinguini di Adelia potrebbe scomparire se le temperature del globo cresceranno di 2°</strong>.<br>Gli ambienti più colpiti sono quelli del freddo, dai poli alle vette alpine (sulle Alpi abbiamo perso il 40% della superficie dei ghiacciai negli ultimi 40 anni) e himalayane (a grande rischio il <strong>leopardo delle nevi</strong>), ma la classe animale più colpita è quella degli <strong>anfibi <br></strong><em>WWF</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 08:37:56 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;INQUINAMENTO</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115377738</link>
         <description><![CDATA[<div>L’inquinamento è un altro grave problema. Lo spargimento di prodotti chimici e le fuoriuscite di petrolio avvelenano i fiumi e i mari e con loro gli esseri viventi che vi abitano, mentre i pesticidi e i fertilizzanti chimici possono distruggere gli animali terrestri e il loro cibo e diffondersi nelle acque. <br><em>https://www.istitutocapialbi.edu.it/</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 08:45:50 UTC</pubDate>
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         <title>SPECIE ESOTICHE INVASIVE</title>
         <author>irenecollesei</author>
         <link>https://padlet.com/irenecollesei/funwozj0lxfwuoed/wish/2115556766</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno dei pericoli maggiori per la biodiversità a livello mondiale è quello legato alla presenza di <a href="https://www.focus.it/ambiente/animali/che-cosa-sono-le-specie-aliene"><mark>specie aliene invasive</mark></a>, animali (o piante) che non sono nativi di una certa area ma che ci vengono portati, per sbaglio o apposta, da noi esseri umani. Le specie invasive fanno concorrenza a quelle autoctone e, in certi casi, si possono addirittura dimostrare più adatte di loro a sopravvivere e prosperare in un dato ambiente - in particolare perché lì non ci sono i loro predatori naturali: in questo modo sottraggono risorse preziose alle specie locali, e rischiano di spingerle verso la scomparsa.<br>Un esempio tipico di specie "aliena" è la nutria, un grosso roditore semi-acquatico originario del Sud America che sul finire dell'800 ha cominciato a essere allevato anche in Nord America e in Europa (Italia inclusa) come animale da pelliccia. Con il declino del commercio di queste pelli, molti animali furono liberati e diventarono infestanti. Fuori dal loro habitat le nutrie sono un flagello per la vegetazione acquatica.<br><em>Focus</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-27 13:27:32 UTC</pubDate>
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