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      <title>“La filosofia implica una mobilità libera del pensiero, è un atto creativo che dissolve le ideologie.” Martin Heidegeer by Serena Vecci</title>
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      <description>Potrebbe essere un lavoro infinito inserire tutti gli spunti che ci avete fornito durante questo corso. Mi sono fermata inserendo quello che ritenevo più idoneo in relazione a due approfondimenti specifici che ho scelto di creare. Spero vi piaccia.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-27 08:12:28 UTC</pubDate>
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         <title>Umanesimo </title>
         <author>sere90v</author>
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         <description><![CDATA[<div>L' Umanesimo è un movimento culturale che si sviluppò in primis in Italia, in particolar modo, il suo centro propulsore fu la città di Firenze, per poi espandersi in Europa, dalla fine del XIV secolo. Se nel Medioevo si concepiva l'idea della storia come un qualcosa che alimenta il presente, magnifica il mondo in quanto creatura di Dio: nell'Umanesimo tutto questo cambia.</div><ol><li>L'umanesimo mette in luce l'<strong>importanza delle "Humanitas" e delle "Humane litterae</strong>", che rappresentano una vasta gamma di conoscenze che erano state trascurate nel periodo medievale. Attraverso un approccio storico, gli umanisti riscoprono e apprezzano i saperi dell'antichità classica, come la filosofia, la letteratura e la storia, che portano a una comprensione più ampia della cultura.</li><li>Gli umanisti, inoltre, riconoscono l'importanza delle relazioni sociali e coltivano un <strong>tessuto di relazioni</strong> tra di loro. Ad esempio, Petrarca, famoso umanista, collaborò a lungo con Mappaghini nella pratica della copiatura dei testi, un'attività che contribuì alla diffusione e alla conservazione delle opere.</li><li>Nell'umanesimo, assistiamo alla <strong>diffusione della cultura</strong> attraverso la diffusione dei testi scritti, con la rivoluzionaria invenzione della stampa alla fine del XV secolo. Questa diffusione della cultura influenzò il tessuto sociale, poiché la disponibilità di testi stampati rese possibile un accesso più ampio alla conoscenza.&nbsp;</li><li>Inoltre, durante il tardo Trecento, si osserva l'<strong>emergere della borghesia</strong>, che inizia gradualmente a liberarsi dall'influenza predominante della religione. Ciò si traduce in una <strong>maggiore opportunità di attingere a fatti, eventi e fenomeni della cultura</strong>, poiché la borghesia, con la sua crescente influenza sociale ed economica, diventa una forza trainante nel promuovere l'accesso alla conoscenza.</li><li>Inoltre, in questo contesto si sviluppa una <strong>nuova concezione della ricchezza</strong>. A differenza del Medioevo, in cui la ricchezza era spesso considerata una colpa o un segno di immoralità, nell'umanesimo la ricchezza viene valutata come una risorsa che può contribuire ad abbellire la città e a promuovere la cultura. La borghesia, grazie al suo potere economico, diventa un mezzo per finanziare le arti, l'istruzione e le iniziative culturali, creando una nuova prospettiva sulla ricchezza come un mezzo per il progresso e il miglioramento della società.</li><li>L'uomo viene concepito come l'Homo Faber, l'uomo facitore del proprio destino, al centro della realtà di ogni riflessione, è padrone del mondo. Tutto ciò però ha un tallone d'Achille: il DESTINO. Si sviluppa il tema a contrasto, tra VIRTU' e&nbsp; FORTUNA (come <em>vox media</em>= sfortuna o fortuna). Questo tema risorge dal dibattito dei classici, trasportato però in questo nuovo periodo storico. Per molti intellettuali comprendere se fosse più importante/forte la VIRTU' o il DESTINO, fu uno spunto di riflessione: si pensi a Leon Battista Alberti che sostiene che l'uomo virtuoso vince sulla sorte e sul destino. Oppure si pensi a Machiavelli, che riflette più volte nelle sue opere rispetto a questi due concetti, non emerge però la sua posizione in quanto: nel Principe per esempio possiamo scorgere affermazioni favorevoli alla virtù umana, allo stesso tempo sono presenti affermazioni della sorte intesa come un'infausta vittoria ai danni dell'uomo. </li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-27 08:34:35 UTC</pubDate>
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         <title>Kristeller Paul Oskar</title>
         <author>sere90v</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaK/KRISTELLER_%20GLI%20UMANISTI%20NON%20FUR.htm">Kristeller Paul Oskar, storico e filosofo tedesco-americano, in un saggio pubblicato nel 1950 sulla rivista “Humanitas”, ci regala una sua interpretazione dell'Umanesimo, sostenendo la tesi che gli umanisti non furono né buoni né cattivi filosofi: furono semplicemente dei retori come quelli del Medioevo, con la differenza che ritennero di poter migliorare l'arte retorica con un più intenso studio e con una maggiore imitazione dei classici.</a><br><br><a href="https://digilander.libero.it/fabioutili/uman.html">Secondo Kristeller il termine ‘umanesimo’ va ristretto alle discipline retorico-letterarie (le <em>humane literae</em>&nbsp;di Cicerone), </a>un termine che descrive le attività di chi studia le lettere, senza implicazioni filosofiche; gli Umanisti consideravano l'arte retorica come una competenza fondamentale, e credevano che essa potesse essere migliorata tramite uno studio approfondito e un'imitazione fedele dei classici antichi. Gli umanisti non avevano l'obiettivo primario di sviluppare nuove teorie filosofiche o di superare i retori medievali, ma si concentravano invece sul perfezionamento dell'arte retorica stessa. Il loro scopo era apprendere e utilizzare in modo efficace le tecniche retoriche, come la persuasione e l'eloquenza, attraverso lo studio e l'emulazione dei modelli classici. Continua affermando che gli studi umanistici, discipline accademiche che studiano l'uomo e la sua condizione umana, includono una disciplina filosofica, ovvero la MORALE, escludendo ambiti filosofici più teorici e astratti come la logica, la filosofia della natura, la metafisica e la matematica.&nbsp; Per Kristeller per cui non si può definire l’Umanesimo come la somma della cultura di un’epoca, ma solo come un campo di studi limitato ad alcune discipline. Egli continua sostenendo che l'Umanesimo non va considerato come un sistema filosofico ma più come un programma culturale e pedagogico che valorizzava e sviluppava un'importante ma limitato settore degli studi della Letteratura, (si pensi a Colucci Salutati, Poggio Bracciolini, Leon Battista Alberti).&nbsp;<br>Nell'umanesimo e nel Rinascimento, l'educazione assume un ruolo centrale, focalizzandosi sulla promozione della corretta morale ed etica per formare cittadini in grado di contribuire all'armonia e al progresso della loro comunità cittadina.<br><br>Troveremo nel pensiero di Eugenio Garin conclusioni diametralmente opposte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-27 13:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Eugenio Garin</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2606809564</link>
         <description><![CDATA[<div>Eugenio Garin a differenza di Kristeller afferma che l'Umanesimo, con la sua filosofia non "scolastica", si caratterizza per il suo spostamento dell'attenzione e della riflessione dalla teologia al "mondo dell'uomo", alla "città".&nbsp; Non conta ciò che l’Umanesimo ha conosciuto del passato, ma come l’ha conosciuto, il modo, appunto, storico. Afferma che esiste all'interno dell'Umanesimo una forte tensione alle questioni filosofiche dove questa filosofia si avvale di strumenti come l'arte, la poesia e la retorica. In polemica con coloro che sostengono la tesi della continuità, Garin afferma :-"non può né deve distinguersi nell'umanesimo la scoperta del mondo antico e la scoperta dell'uomo perché fu un tutt'uno"-, sostenendo&nbsp; che nel contesto dell'umanesimo, la riscoperta e l'approfondimento del mondo antico e la comprensione dell'essenza dell'uomo sono inseparabili e devono essere considerate come un'unica entità. I numerosi elementi di continuità tra le due epoche non possono eliminare ciò che è "nuovo" anzitutto nello spirito umano. L'amore per gli antichi nasce attraverso il loro inserimento in una dimensione storica. Per Garin <a>è&nbsp; vero che il termine umanista riguarda l’uomo dedito alle lettere, ma allo stesso tempo indica un atteggiamento per cui questo studio va ad illuminare tutti gli aspetti della vita, non solo l’insegnamento accademico. Ciò significa fare filosofia e farlo in modo nuovo, rivisitando le lettere del passato attraverso nuovi gusti e nuove prospettive.&nbsp;</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-27 14:07:30 UTC</pubDate>
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         <title>I DUE ESTREMI SI TOCCANO</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607086535</link>
         <description><![CDATA[<div>Le due filosofie di pensiero di Garin e Kristeller hanno però un punto di contatto: probabilmente il cuore di tutta la questione è che entrambi affermano, seppur percorrendo strade diverse, che all'interno dell' Umanesimo esiste un SENSO NUOVO DELL'UOMO e dei suoi problemi. La centralità dell'esistenza è sull'UOMO stesso e NON SUL MONDO all'interno del quale l'uomo vive.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 08:26:17 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La civiltà del Rinascimento in Italia&quot;: Jacob Burckhardt</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607099510</link>
         <description><![CDATA[<div>E' proprio in quest'opera del 1860 dello storico e intellettuale Jacob Burckhardt che si si consolida il termine RINASCIMENTO. Rinascimento inteso come continuità dell'Umanesimo, la coscienza della centralità dell'uomo, come civiltà tutta intera, l'uomo nel '500 è al centro di ogni riflessione che diventa viatico nelle questioni culturali, sociali e politiche. Egli espose la sua visione del Rinascimento italiano, sostenendo una netta separazione e antitesi tra il periodo medioevale e il rinnovamento rinascimentale. Vedeva il Medioevo come un'epoca di oscurantismo e declino culturale, mentre il Rinascimento rappresentava una rinascita delle arti, della cultura e della civiltà. Gli uomini del rinascimento si sentivano come portatori di un messaggio di luce in contrapposizione alle tenebre del Medioevo.&nbsp; Questo contrasto si ripresenterà durante l'Illuminismo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 09:17:44 UTC</pubDate>
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         <title>il precursore dell&#39;Umanesimo: Francesco Petrarca</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607120152</link>
         <description><![CDATA[<div>Sebbene Petrarca non abbia contribuito in modo significativo al pensiero filosofico dell'umanesimo, la sua passione per la cultura classica ha esercitato un'influenza duratura sull'umanesimo e sui suoi seguaci: viene considerato il precursore dell'Umanesimo. Ad oggi con il suo "Canzoniere" possiamo marcare la nascita di questo periodo storico, in quanto rappresenta un'opera fondamentale che incarna molte delle idee e dei valori centrali dell'Umanesimo, come: l'amore per l'antichità classica, l'importanza dell'individuo, la soggettività e l'uso delle lingue vernacolari. Questa raccolta poetica segna un punto di svolta nella storia letteraria e culturale europea, influenzando profondamente il pensiero e la produzione letteraria degli umanisti successivi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 10:35:37 UTC</pubDate>
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         <title>Cittadino del Mondo: Petrarca la meditazione e la riflessione etico-religiosa.</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607120915</link>
         <description><![CDATA[<div>La filosofia di Petrarca si basa sulla convinzione che la vera saggezza risieda nel conoscere se stessi e che le arti liberali siano il mezzo per raggiungere questa conoscenza. Secondo lui, è importante coltivare le arti liberali non solo come fine a sé stesse, ma anche come strumento per la formazione spirituale. Petrarca attribuiva una grande importanza alla parola, affermando che la dignità dell'uomo non si basa solo sui sillogismi, ma soprattutto sul potere delle parole, poiché è attraverso di esse che l'uomo viene veramente compreso. Egli è considerato il primo degli Umanisti, già nei primi decenni del XV secolo. Quest'approfondimento continua con il link del mio Padlet in alto, sulla meditazione e la riflessione etico religiosa del poeta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 10:38:24 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Medioevo Volterriano&quot;</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607239024</link>
         <description><![CDATA[<div>Voltaire, uno dei principali esponenti dell'Illuminismo, aveva una visione critica del Medioevo. Per lui, l'epoca medievale rappresentava un periodo caratterizzato da ignoranza, superstizione e oppressione, in netto contrasto con l'illuminazione e il progresso intellettuale dell'epoca in cui viveva. Secondo Voltaire, il Medioevo era segnato da una stagnazione culturale, in cui la conoscenza e l'intelletto erano stati trascurati e soffocati.</div><div>Gli intellettuali rinascimentali si percepivano come "uomini nuovi" che portavano un nuovo messaggio di luce, in netto contrasto con le "tenebre" del Medioevo. Questa concezione sottolinea il contrasto tra il Rinascimento e l'Umanesimo, poiché molti umanisti attribuirono a questa epoca un'immagine di oscurantismo, di negatività e di retrocessione rispetto al loro tempo. In sostanza, il Medioevo era visto come un periodo di rottura e declino, mentre il Rinascimento rappresentava una nuova era di progresso e rinascita culturale.&nbsp;<br><br>Tuttavia la storiografia moderna ha adottato una prospettiva più sfumata e complessa del periodo medievale rispetto alla visione tradizionale di un'epoca oscura e incivile. Si riconosce che il Medioevo è stato un periodo di grande ricchezza e diversità culturale, in cui si sono verificati numerosi sviluppi significativi tra cui il verificarsi della Rinascenza Carolingia, che si svolse alla corte di Carlo Magno nell'VIII e IX secolo. Questo periodo fu caratterizzato da un rinnovato interesse per l'apprendimento e la cultura, simile al successivo Rinascimento. Si assistette a una riscoperta e rivalutazione delle tradizioni culturali e intellettuali dell'antichità classica, contribuendo a stimolare il progresso intellettuale in Europa. Questa rinascita culturale gettò le basi per ulteriori sviluppi nel corso del Medioevo, influenzando sia l'Umanesimo che il Rinascimento successivi. L'Umanesimo sottolineò l'importanza della cultura classica e dell'individuo, promuovendo la conoscenza e l'umanità come elementi centrali della cultura. Il Rinascimento, d'altra parte, vide una rinascita nell'arte, nell'architettura, nella letteratura e nelle scienze, spesso ispirandosi agli ideali e alle opere dell'antichità classica.<br>La rinascenza carolingia quindi, nel periodo medievale svolse un ruolo cruciale nel preservare e diffondere le conoscenze dell'antichità, aprendo la strada a un rinnovato interesse per la cultura classica e influenzando gli sviluppi successivi dell'Umanesimo e del Rinascimento. Questi movimenti cambiarono il corso della storia e lasciarono un'impronta durevole sul modo di pensare e sullo sviluppo culturale dell'umanità.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 16:22:26 UTC</pubDate>
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         <title>Niccolò Cusano (1401-1464):&quot;So che tutto ciò che so non è Dio, e che tutto ciò che io posso concepire non ha con Lui somiglianza&quot; </title>
         <author>sere90v</author>
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         <description><![CDATA[<div>Niccolò Cusano è una figura unica nel panorama del XV secolo. Pur essendo influenzato solo in parte dal Rinascimento, si basa principalmente sul pensiero neoplatonico, distinguendosi sia dagli scolastici che dagli umanisti. Il suo metodo di approccio non segue la retorica degli umanisti né il metodo delle disputazioni degli scolastici. Invece, Cusano sviluppa un teoria che ha radici nella matematica, ma ne trae un valore analogico e allusivo. Questo metodo di conoscenza è chiamato "docta ignorantia".<br>Secondo Cusano ignorante è l'uomo che non può conoscere Dio, tuttavia quest'ignoranza può essere definita dotta perchè l'uomo è consapevole che Dio è irraggiungibile alla nostra conoscenza, Non potendo conoscere la realtà divina possiamo solo formula congetture. Cusano definisce Dio come Coincidentia Oppositorum, la conciliazione degli opposti. Nell'universo non esiste un punto centro ma ne esistono tanti, non essendoci la verità assoluta, tutto è necessario per mantenere un equilibrio.&nbsp;<br>Nel rapporto Dio-universo individua 3 principi:<br>-complicazione: Dio include tutte le cose<br>-esplicazione: tutte le cose manifestano Dio, sono sue immagini<br>-contrazione: Dio è contratto nell'universo (manifestandosi nella sua pluralità).&nbsp;<br>L'uomo è considerato un microcosmo secondo un principio di circolarità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 17:42:09 UTC</pubDate>
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         <title>l&#39;Uomo come punto di svolta della creazione, l&#39;uomo come protagonista.</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2607274251</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-28 18:04:18 UTC</pubDate>
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         <title>Riforma protestante , Riforma cattolica e Controriforma cattolica.</title>
         <author>sere90v</author>
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         <description><![CDATA[<div>Secondo Hubert Jedin, uno dei punti di contatto tra la Riforma Cattolica e la Controriforma è il riconoscimento dell'importanza del papato. Nonostante le differenze tra i due movimenti, entrambi riconoscevano il papato come un'istituzione centrale nella Chiesa, istituzione polita, luogo decisionale e propulsivo.&nbsp;<br>-Nella Riforma Cattolica, alcuni cercavano una riforma interna senza mettere in discussione il ruolo del papato.&nbsp;<br>-Nella Controriforma, invece, si ribadiva ancora di più l'autorità papale come successore di Pietro e capo supremo della Chiesa Cattolica.&nbsp;<br>In entrambi i casi, il papato veniva considerato un elemento fondamentale per la struttura e l'autorità della Chiesa Cattolica. Non sarà casuale la scelta di Papa Paolo III di scegliere di convocare un Concilio che fosse in grado di:<br>-porre le base per un rinnovamento profondo della Chiesa<br>-configurare in maniera strutturata i rapporti con il mondo e la chiesa protestante. Per entrare nel vivo del Concilio di Trento vi invito a spostarvi a Trento dove ebbe luogo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 07:42:53 UTC</pubDate>
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         <title>Crisi religiosa del &#39;500: la vendita delle indulgenze</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2609085401</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 12:34:14 UTC</pubDate>
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         <title>Siamo realmente liberi di agire e scegliere le azione all&#39;interno della religione che professiamo, (se la professiamo)?O la religione determina in un qualche modo un servo arbitrio, negando quindi la libertà assoluta di scelta e di azione?</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2609090101</link>
         <description><![CDATA[<div>Riporto una riflessione che troverete anche nel link allegato qui in alto del padlet che ho realizzato sul tema del Libero arbitrio vs servo arbitrio.&nbsp;Nell'approfondimento mi chiedo:<br>Quando si parla della pratica delle indulgenze, che era diffusa durante il Rinascimento, è comprensibile che si possano fare dei paralleli con alcune situazioni attuali. La vendita delle indulgenze come forma di ottenere la remissione dei peccati attraverso il pagamento di denaro è stata una pratica controversa e criticata nel passato.<br><br></div><div>Nel contesto attuale, potrebbe essere possibile individuare situazioni in cui si richiede il pagamento di somme di denaro per ottenere determinati servizi religiosi, come ad esempio la celebrazione di un matrimonio o di un funerale. Sebbene non sia una pratica formalmente dichiarata dalla Chiesa, potrebbe essere vista come un'applicazione pratica di "dare denaro per avvicinarsi a Dio e alla sua salvezza".<br><br></div><div>È importante sottolineare che questa è una mia riflessione personale e a mio avviso oggettiva sulla questione sollevata. La Chiesa come istituzione è ancora oggi una delle più ricche nel mondo, e potrebbe sorgere la domanda se abbia effettivamente bisogno di queste somme di denaro.<br><br></div><div>Ricordo che questa è una questione complessa e dibattuta, e le opinioni possono variare. È importante rispettare diverse prospettive e considerare che i dogmi che si sono formati nel passato possono trasformarsi e assumere forme diverse nel contesto attuale.<br><br>Il mio pensiero&nbsp; vorrebbe invitare a riflettere sulle pratiche e sulle dinamiche attuali all'interno dell'Istituzione della Chiesa, senza sostenere né accusare alcuna ideologia religiosa, ma ponendo l'attenzione sulla possibilità che alcuni elementi di natura economica possano ancora avere un ruolo nella religione. Secondo il libero arbitrio, gli individui sono liberi di scegliere e determinare il proprio comportamento, senza essere vincolati da cause esterne o da fattori predeterminati. Se ciò appena detto lo associo alla riflessione esposta , mi verrebbe da chiedermi, siamo realmente liberi di agire e scegliere le azione all'interno della religione che professiamo, se la professiamo? o la religione determina in un qualche modo un servo arbitrio, negando quindi la libertà assoluta di scelta e di azione?</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 12:38:36 UTC</pubDate>
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         <title>Concilio di Trento</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2609126957</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante il Concilio di Trento, importante concilio della Chiesa Cattolica che si svolse tra il 1545 e il 1563 fu formulata una dichiarazione di fede ovvero la <em>Professione di Fede Tridentina</em>, nota anche come Credo del Concilio di Trento. Lo scopo era quello di riaffermare e definire la dottrina cattolica in risposta alle critiche della Riforma Protestante. Nel concilio di fatto si confrontarono 2 posizioni:<br>-una parte minoritaria più progressista<br>-una parte più conservatrice.<br>La Professione di Fede Tridentina rappresenta una sintesi dottrinale della fede cattolica, enfatizzando l'autorità della Chiesa, i sacramenti e l'importanza della salvezza attraverso Gesù Cristo. Rappresenta anche uno sforzo per definire e difendere la fede cattolica dalle critiche della Riforma Protestante. La Professione di Fede Tridentina afferma la fede cattolica in vari punti chiave, tra cui:</div><ol><li>La Trinità: la fede nella Santa Trinità, composta da Padre, Figlio e Spirito Santo, come unico Dio.</li><li>La divinità di Cristo: la fede nella divinità di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, nato da Maria Vergine.</li><li>La redenzione: la fede che Cristo è morto sulla croce per la salvezza dell'umanità e che è risorto dai morti.</li><li>La Chiesa: la fede nella Chiesa Cattolica come l'unica vera Chiesa di Cristo fondata sugli apostoli, con il Papa come successore di Pietro.</li><li>I sacramenti: la fede nei sette sacramenti, come mezzi di grazia e salvezza, compresi il battesimo, l'eucaristia, la confessione, la confermazione, l'ordine sacro, il matrimonio e l'unzione degli infermi, (Lutero confermava solo il battesimo e l'eucarestia).</li><li>La venerazione dei santi: la fede nella comunione dei santi e la venerazione dei santi come intercessori presso Dio.</li></ol><div>Nell'ambito delle decisioni più marcatamente organizzative viene confermato:<br>-il celibato ecclesiastico<br>-obbligo di residenza per i sacerdoti<br>-il valore della tradizione oltre il contenuto del testo biblico<br>-nuovo impulso alle pratiche di pietà<br>-vengono intensificati gli studi biblici, filosofici e teologici.<br>e ancora nel 1542 -fu stabilito il Santo uffizio, che avrebbe sovrainteso al Tribunale di Inquisizione.<br>-1559 fu stabilito l'indice dei libri proibiti<br>-si torna a guardare alla filosofia di San Tommaso d'Aquino e alla prima scolastica</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-30 13:11:06 UTC</pubDate>
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         <title>Niccolo Machiavelli </title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2613517680</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-06-03 13:03:26 UTC</pubDate>
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         <title>Giordano Bruno (1548-1600) e la Filosofia della Natura</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2615749673</link>
         <description><![CDATA[<div>Giordano Bruno è un filosofo, naturalista, astronomo affascinato dalla magia, conosciuto in primis per le sue arti mnemoniche è un intellettuale a 360°, figlio del suo tempo, il rinascimento. Rifiuta in maniera rigida l'idea di universo chiuso e geocentrismo tipico del pensiero Aristotelico, avvicinandosi più ad una visione neoplatonica di Dio e l'universo già trattata da Cusano. Bruno attribuiva all'universo una struttura infinita e in costante movimento. Sostenne che l'universo era composto da un numero infinito di mondi abitati, ciascuno con la propria vita e intelligenza. Queste idee si scontrarono con la visione geocentrica e antropocentrica predominante dell'epoca, che considerava la Terra come il centro dell'universo e l'umanità come la creazione privilegiata di Dio. Secondo Bruno, la natura non era solo un oggetto passivo da studiare, ma una realtà viva e animata, pervasa da un'anima divina. Egli considerava ogni ente naturale come dotato di un principio vitale e intelligente, sostenendo l'esistenza di una sorta di anima universale che permeava tutto l'universo. Questa concezione implicava che tutto, dalla materia inanimata alle piante, agli animali e all'intero cosmo, era pervaso da una forma di coscienza. Le idee di Giordano Bruno sulla filosofia della natura sono state innovative e provocatorie per il suo tempo, mettendo in discussione le concezioni tradizionali dell'universo e della posizione dell'uomo al suo interno. Morirà arso vivo a Campo dei fiori a Roma, per la sua libertà di pensiero.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-06 10:56:48 UTC</pubDate>
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         <title>Erasmo da Rotterdam (1466/69-1536)</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2615824210</link>
         <description><![CDATA[<div>Erasmo da Rotterdam, è il principale umanista del suo tempo. Come umanista, Erasmo era un grande sostenitore del ritorno alle fonti classiche e alla loro corretta interpretazione. Egli credeva che nel corso del Medioevo molti testi classici fossero stati letti e interpretati in modo errato o se ne fosse persa la comprensione autentica, primo tra tutti il Vangelo. Egli criticava la Chiesa del suo tempo, evidenziando la mancanza di carità e il divario tra l'insegnamento di Gesù e le azioni della Chiesa stessa. Egli riteneva che la Chiesa dovesse tornare alle radici dell'insegnamento di Cristo e abbandonare gli elementi corrotti che erano penetrati all'interno dell'istituzione.<br><br></div><div>Nel suo lavoro intitolato "Elogio della follia",&nbsp; Erasmo personifica la follia come una figura femminile che critica i difetti e le ipocrisie della società e della Chiesa. Erasmo sostiene che la follia è necessaria per l'unione tra uomo e donna, e che le passioni, incluse quelle considerate "folli", sono parte integrante della natura umana e della costruzione delle civiltà. <a href="https://www.studenti.it/elogio-della-follia-erasmo-da-rotterdam.html#:~:text=L'Elogio%20della%20follia%20%C3%A8%20un'opera%20molto%20originale%20in,ecclesiastico%20o%20laico%2C%20saggio%20o">La Follia, soprattutto, rappresenta l’unica guida per accedere alla vera sapienza: poiché tutte le passioni, tutti gli umani errori e tutte le umane debolezze, rientrano nella sfera della Follia, il vero saggio è chi che si lascia&nbsp;<strong>guidare dalle passioni</strong>. Precisa l’autore che questi elementi emotivi “<em>non solo assolvono la funzione di guide per chi si affretta verso il porto della sapienza, ma nell’esercizio della virtù vengono sempre in aiuto spronando e stimolando, come forze che esortano al bene”.</em></a></div><div>Tuttavia, nonostante le sue idee progressiste e la sua critica alla Chiesa, Erasmo rimase comunque un credente cattolico. Le sue opere, tra cui "Elogio della follia", furono oggetto di controversie e vennero condannate dal Concilio di Trento, un importante concilio della Chiesa cattolica che si tenne nel XVI secolo in risposta alla Riforma protestante. Negli anni venti discute e polemizza con Lutero a proposito del <strong>libero arbitrio; </strong>non aderirà mai alla Riforma, pur condividendone molte idee.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-06 12:26:44 UTC</pubDate>
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         <title>dalle Marche alla Toscana: riflessioni sul corso</title>
         <author>sere90v</author>
         <link>https://padlet.com/sere90v/fsrj9pvab3arynx1/wish/2616257782</link>
         <description><![CDATA[<div>Fare filosofia, pensare o riflettere in maniera filosofica significa dal mio punto di vista avere un approccio metacognitivo, indagare razionalmente e in maniera critica sulle domande più profonde e complesse riguardanti l’esistenza umana e il mondo in cui viviamo, riflettendo su questioni che ci poniamo. Ma credo che è possibile fare filosofia non soltanto attraverso titoli e riconoscimenti ma è il modo in cui ognuno di noi rifletti su temi complessi della vita e lo puoi fare attraverso anche l’arte e non soltanto attraverso le parole. E qui riprendo le vostre parole come docente e tutor che ci avete regalato: <em>Se innaffi una pianta non t'aspetti che restituisca l'acqua ricevuta, ma che la trasformi in foglie, fiori, frutti. Così nella formazione: il docente seleziona testi, li illustra, li approfondisce, offre spunti, poi però s'aspetta che quel nutrimento torni indietro non così com'è, ma nella forma che ciascuno saprà dargli sulla base di ciò che è, della sua storia, dei suoi valori, delle sue attitudini, degli obiettivi che s'è dato. </em>Anche il mio ruolo professionale, seppur diverso, è quello di "innaffiare una pianta", (mi passi il termine) in quanto come insegnante di danza mi ritrovo a dover nutrire i miei allievi e accompagnarli nel loro personale processo di auto-formazione affinché possano costruire, esplorare e trovare la loro danza . La filosofia per me è un percorso di riflessione, lo è sempre stato fin dal liceo, ma ora, che da quel momento sono passati 13 anni , trovo più interessante scoprire e riscoprire temi in un'ottica più matura. <em><br></em><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-06-06 20:16:09 UTC</pubDate>
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