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      <title>Conoscere e custodire il Parco dell&#39;Etna by Valentina Sinitò</title>
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      <pubDate>2022-04-09 17:19:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <pubDate>2022-04-22 14:53:18 UTC</pubDate>
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         <title>I mammiferi dell&#39;Etna</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <pubDate>2022-04-22 14:53:49 UTC</pubDate>
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         <title>I rapaci</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <pubDate>2022-04-22 14:55:07 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;agricoltura</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>La presenza millenaria dell'uomo sul vulcano ha lasciato un'impronta profonda: monumentali opere di terrazzamento, magazzini, palmenti, cantine costellano le pendici della "Montagna". In questo contesto, il Parco dell'Etna guarda con particolare attenzione all'agricoltura biologica, metodo di coltivazione capace di offrire prodotti sani nel rispetto dell'ambiente e dalla salute degli agricoltori.<br>Oggi vigneti, oliveti, pistacchieti, noccioleti e frutteti circondano il vulcano testimoniando una vocazione agricola del territorio ampiamente diffusa e caratterizzata dalla presenza di varietà locali particolarmente interessanti. La ricchezza varietale delle specie coltivate sull'Etna è un patrimonio di biodiversità da tutelare e diffondere per mantenere un'eredità importante che può diventare la nota distintiva dell'agricoltura del Parco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 15:11:34 UTC</pubDate>
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         <title>La Viticoltura</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il particolare microclima del comprensorio etneo ha caratterizzato la coltura della vite e la produzione di vino sin dall'antichità. Le popolazioni etnee debbono alla vite e al vino una parte determinante della propria civiltà. Le vigne etnee, nel tempo, hanno subito numerose e profonde trasformazioni e sono divenute un elemento caratterizzante del paesaggio antropico. La viticoltura etnea, essendo di collina e di montagna, si sviluppa su terreni sistemati a "terrazze" di piccola e media larghezza. Generalmente, all'interno dei vigneti, si trovano manufatti rurali che possono comprendere "palmenti" (parte del fabbricato destinato alla lavorazione delle uve) e cantine.<br>L'Ente Parco, mirando all'integrazione tra protezione ambientale e promozione delle attività economiche, tutela e promuove la vitivinicoltura etnea quale "inestimabile patrimonio ereditato" da custodire, valorizzare e far conoscere.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 15:12:48 UTC</pubDate>
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         <title>Parco dell&#39;Etna</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <pubDate>2022-04-22 15:45:15 UTC</pubDate>
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         <title>Ficodindia</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Ficodindia dell'Etna ha già il riconoscimento Dop e ricade nei territori di Belpasso, Adrano, Biancavilla, Ragalna, S. Maria di Licodia. &nbsp;</div><div>La denominazione dei frutti è legata al periodo di maturazione secondo il quale vengono distinti in agostani provenienti dal primo fiore, raccolti a partire dalla seconda decade di agosto, e scozzolati o bastardoni quelli di seconda fioritura raccolti dalla seconda decade di settembre fino a dicembre. Quest'ultima tipologia di frutti autunnali, ottenuti grazie alla tecnica della scozzolatura è ritenuta la più tipica della zona ed è la più apprezzata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 15:58:35 UTC</pubDate>
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         <title>Pera</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il pero rappresenta certamente una delle specie frutticole più importanti nel panorama etneo. Relativamente alle cultivar autoctone alcune sono ancora abbastanza diffuse e assai ben note (Ucciardone, Spineddu, etc.), ma la maggior parte sono estremamente sporadiche e, spesso, a rischio scomparsa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:02:22 UTC</pubDate>
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         <title>Pistacchio Verde di Bronte</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Il Pistacchio Verde di Bronte ha un areale di produzione circoscritto ai soli comuni di Adrano, Bronte, Biancavilla e Ragalna, nei quali viene coltivato quasi il 100 % del pistacchio italiano. Vengono coltivati circa 3000 ettari con una produzione di circa 2 mila tonnellate.<br>Viene anche designato oro verde e ciò si deve al suo particolare colore verde brillante, cui si associa il profumo intenso e la consistenza grassa. Particolarità economica rilevante è quella di essere una coltura a produzione biennale, la scozzolatura delle gemme fruttifere spingono la pianta a produrre ad anni alterni, al fine di ottenere maggiori rese ed un prodotto qualitativamente superiore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:07:54 UTC</pubDate>
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         <title>Funghi dell&#39;Etna</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>I funghi dei boschi dell'Etna sono presenti in numerose specie e generi. La loro aromaticità deriva dal particolare sviluppo in simbiosi con alcune piante, dalle quali riescono a trarre profumi e aromi, come dalla resina dei pini, una certa dolcezza dai castagni, sensazioni speziate dai faggi e di erbaceo dalle erbe aromatiche del sottobosco dei querceti.<br>&nbsp;</div><div>Il porcino dell'Etna è unico nel profumo e nel gusto, possiede tutti i requisiti sopra elencati, capace di esaltare il palato in qualunque modo venga preparato.</div><div><br>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:09:33 UTC</pubDate>
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         <title>Gatto selvatico</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Sicilia vive l’unica popolazione mediterranea che non è il risultato del’introduzione dell’uomo e, aspetto ancor più importante, in un recente studio è stato evidenziato che il patrimonio genetico di questa popolazione insulare è chiaramente divergente rispetto alle popolazioni italiane continentali, rendendo di fatto questa popolazione una distinta unità di conservazione. La condizione di insularità accentua ancor di più la necessità di conservare questa popolazione in stato ottimale infatti, se si estinguesse sarebbe persa per sempre</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:29:31 UTC</pubDate>
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         <title>Volpe</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono molto utili soprattutto in ambito agricolo per la loro capacità di liberare i campi da varie specie di roditori, che danneggiano i raccolti. L' ’uomo dovrebbe avvicinarsi a queste creature con estrema delicatezza ed apprezzarne l’inestimabile valore.&nbsp;<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:30:59 UTC</pubDate>
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         <title>Picchio rosso</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>La sua presenza si nota grazie alla colorazione prevalente in cui si alternano il bianco e il nero, su cui spicca una piccola macchia rossa nella nuca del maschio</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:31:46 UTC</pubDate>
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         <title>Aquila  </title>
         <author>valentinasinito</author>
         <link>https://padlet.com/valentinasinito/fseun3d8ig9sxgm/wish/2153849389</link>
         <description><![CDATA[<div>L’aquila reale è posta all’apice della catena alimentare. In ambienti come quelli del Parco, dove i grandi carnivori sono estinti da secoli, questa specie assume il ruolo di superpredatore, pertanto assolve ad un ruolo fondamentale per l’equilibrio della biocenosi. Infatti l’aquila svolge una importante azione regolatrice nei confronti delle popolazioni di animali selvatici che preda, meglio di altri predatori, eliminando per primi gli esemplari che è possibile catturare con minor fatica e correndo i minori rischi: i soggetti menomati, feriti, meno accorti e ammalati. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-22 16:35:13 UTC</pubDate>
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         <title>Terrazzamenti sull&#39;Etna</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>COSA SONO E COME SONO FATTI<br><br></div><div>I terrazzamenti dell’Etna abbelliscono il paesaggio e facilitano il lavoro degli agricoltori da millenni, sull’Etna fanno parte della tradizione agricola e anche nelle vigne del fanno capolino ad ogni cambio di pendenza.&nbsp;<br><br></div><div>I terrazzamenti sono sistemi che rendono coltivabili aree collinari o montuose, che altrimenti sarebbero inutilizzabili.&nbsp;<br><br></div><div>Con i terrazzamenti si cerca quindi di rendere pianeggianti terreni a forte pendenza, formando diversi scalini delimitati da muretti a secco.<br><br></div><div>COME VENGONO REALIZZATI I TERRAZZAMENTI DELL’ETNA<br><br></div><div>Si inizia con la costruzione dei muretti a secco (di recente riconosciuti ufficialmente come patrimonio mondiale dell’Unesco), che probabilmente è la parte più faticosa. La tecnica costruttiva è piuttosto semplice ma richiede molta manualità e pazienza. I muretti a secco devono seguire la morfologia del terreno ed essere della giusta altezza<br><br></div><div>Non si utilizza alcun tipo di collante come fango o cemento per tenere in piedi il muretto, di conseguenza la base su cui si appoggia deve essere molto solida. Per questo motivo, prima di procedere alla costruzione, viene scavata una trincea lungo tutto il perimetro dove sorgerà il muretto. <br><br></div><div>I terrazzamenti dell’Etna&nbsp;<br><br>Successivamente si piazzano le pietre, ma solo dopo averle squadrate. Nel mettere in piedi il muretto si inizia piazzando le pietre più pesanti in basso e poi sempre più leggere salendo in altezza, lasciando i sassi più piccoli da parte, per poi utilizzarli per coprire gli interstizi. Un muretto a secco costruito male crollerà in breve tempo. Una volta costruiti i muretti a secco, si dovranno soltanto riempire le aree delimitate dai muretti, e il terrazzamento sarà pronto. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-04-27 04:36:26 UTC</pubDate>
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         <title>Mettiamoci alla prova!</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <pubDate>2022-04-30 16:35:48 UTC</pubDate>
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         <title>La Ginestra</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[<div>Curiosità: Si riproduce facilmente per seme ma anche per talea. La <strong><em>ginestra dell'Etna</em></strong> è una specie pioniera, colonizzatrice di pendici nude e aride.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 16:52:31 UTC</pubDate>
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         <title>Considerazioni generali</title>
         <author>valentinasinito</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 16:57:46 UTC</pubDate>
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