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      <title>Ravenna tra il V e il VI secolo by Bombamiche</title>
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      <description>Made by Caterina Costa, Antonia D&#39;Alto, Federica Potignano e Lucrezia Rizzo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-30 14:20:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la distruzione dell'Impero romano d'Occidente, Ravenna diventò tra il 489 e il 526 residenza del re ostrogoto Teodorico e poi,  con la fine della guerra greco-gotica nel 533, capitale dell'Italia bizantina. La decadenza cominciò nel 568 con l'invasione longobarda in Italia e la deviazione del ramo del Po che la collegava al mare: la città si ridusse a capitale dell'esarcato, fino a che, 751, cadde nelle mani dei Longobardi. Le varie correnti artistiche che interessarono Ravenna tra il V e il VI secolo possono, di conseguenza, essere periodizzate a seconda del ruolo della città e di chi la occupò in: imperiale, ostrogoto, bizantino e giustinianeo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 14:36:50 UTC</pubDate>
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         <title>Mausoleo di Galla Placidia</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo intervento significativo legato alla presenza della corte imperiale d'Occidente fu la costruzione, tra il 424 e il 450,&nbsp; della Chiesa palatina di Santa Croce, voluta da Gallia Placidia, figlia di Teodosio I.&nbsp; Poco dopo, addossato alla testata meridionale del narcete, fu edificato un mausoleo, erroneamente attribuito all'imperatrice. La pianta dell'edificio è a croce greca, con il braccio longitudinale leggermente più lungo;è coperto da una volta a botte al di sopra della quale si eleva una cupola, nascosta all'esterno da una struttura cubica, il tiburio; tre delle stremità erano occupate da un sarcofago segno&nbsp; della sua probabile destinazione funeraria. L'esterno, semplice ed in laterizi, contrasta con l'interno, impreziosito da marmi e da mo saici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 14:52:24 UTC</pubDate>
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         <title>Battistero degli ortodossi o neoniano</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Su commissione del vescovo Orso venne costruito nel IV secolo, annesso alla cattedrale di Ravenna, il Battistero degli ortodossi, completato dal vescovo Neone, perciò chiamato anche neoniano. La pianta è ottagonale, con nicchioni semicircolari sui quattro lati; l'esterno, semplice e lineare è in laterizi, movimentato solo dalla presenza di finestre centinate. All'interno l'edificio presenta una straordinaria ricchezza decorativa di porfido, marmi e mosaici. Notevoli sono le edicole realizzate in stucco, vicino alle pareti,che ospitano figure di santi: esse documentano una tecnica artistica molto diffusa nell'arte paleocristiana, utilizzata per rendere più sontuosi gli edifici sia pubblici che religiosi. Di particolare interesse è la cupola, realizzata utilizzando filari concentrici di tubi fittili, secondo una tecnica tipica dell'arte bizantina e del ravennate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 15:09:42 UTC</pubDate>
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         <title>   Periodo imperiale</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 17:34:35 UTC</pubDate>
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         <title>Sant&#39;Apollinare Nuovo</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La basilica fu fatta erigere dal re goto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teodorico_il_Grande">Teodorico</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/505">505</a> come chiesa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Culto_ariano">culto ariano</a> con il nome di Domini Nostri Jesu Christi. Fu la chiesa palatina di Teodorico (cioè una chiesa per l'uso della sua corte). In seguito alla conquista della città da parte dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_bizantino">Impero bizantino</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/540">540</a>) l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano_I">imperatore Giustiniano</a> passò in proprietà della Chiesa cattolica tutti i beni immobili già posseduti dagli ariani. Tutti gli edifici legati ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Goti">goti</a> e all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arianesimo">arianesimo</a> furono integrati al culto cattolico. La basilica ex teodoriciana venne riconsacrata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Martino_di_Tours">San Martino di Tours</a>, difensore della fede cattolica e avversario di ogni eresia. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 17:40:05 UTC</pubDate>
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         <title>Il mausoleo di Teodorico</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mausoleo"><strong>Mausoleo</strong></a><strong> di Teodorico</strong>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna">Ravenna</a>, è la più celebre costruzione funeraria degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostrogoti">Ostrogoti</a>. Fu costruito verso il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/520">520</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teodorico_il_Grande">Teodorico il Grande</a> come sua futura tomba. La costruzione si distingue da tutte le altre architetture ravennati per il fatto di non essere costruito in mattoni, ma con blocchi di pietra Aurisina (e non in pietra d'Istria come è sempre stato affermato, materiale invece utilizzato per i restauri); il mausoleo presenta una pianta decagonale e l'impostazione a pianta centrale riprende la tipologia di altri mausolei romani (come il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mausoleo_di_Cecilia_Metella">Mausoleo di Cecilia Metella</a>), ed è caratterizzato da due ordini: il primo è esternamente decagonale, con nicchie su ciascun lato coperte da solidi archi a tutto sesto, mentre all'interno ha un vano cruciforme, forse con destinazione di camera sepolcrale. Il secondo è più piccolo, raggiungibile da una scala esterna e anticamente circondato da un deambulatorio con colonnine che lo rendevano più aggraziato e del quale restano solo tracce nell'attaccatura di archi alla parete. È anch'esso a forma decagonale all'esterno, ma diviene circolare al livello del fregio. Il vano interno è circolare, con una sola nicchia ad arco provvisto di croce. Oggi vi si trova la vasca di porfido rosso, priva di lastra superiore e che conteneva il corpo del re, i cui resti furono rimossi durante la dominazione <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_bizantino">bizantina</a>. La caratteristica più sorprendente dell'edificio è costituita dalla copertura formata da un enorme unico monolite a forma di calotta, anch'esso in pietra Aurisina, di 10,76 metri di diametro e 3,09 di altezza, per un peso di circa 230 tonnellate.Fu trasportato per mare e issato sull'edificio tramite le sue dodici anse (occhielli). Il forte senso di massa dell'edificio dovuto all'utilizzo della pietra segnala la continuità di questo con gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Heroon">heroon</a> di tradizione romana (la calotta presenta una spaccatura che diede origine a diverse leggende riguardanti Teodorico). Come si sia riusciti a posizionare il monolite in cima alla costruzione non è ancora oggi del tutto chiaro; due possibili ipotesi potrebbero essere che esso sia stato alzato sull'edificio man mano che questo veniva costruito, o che gli architetti fecero costruire una specie di diga, una "piscina", attorno al mausoleo completato e che quindi abbiano trasportato con una zattera il monolite fino alla cima. Inoltre qui si trova all'esterno una fascia decorativa con un motivo "a tenaglia", l'unica testimonianza a Ravenna di una decorazione desunta dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oreficeria">oreficeria</a> gota invece che dal repertorio romano-bizantino. Oltre che rifarsi alla tradizione romana e nordica, l'edificio presenta influssi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Siriaci">siriaci</a> nell'accentuata cornice di coronamento<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 17:50:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <pubDate>2017-05-30 17:53:34 UTC</pubDate>
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         <title>La basilica di San Vitale</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La <strong>basilica di San Vitale</strong> è uno dei più famosi ed importanti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luogo_di_culto">luoghi di culto</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cattolicesimo">cattolici</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna">Ravenna</a>, esemplare capolavoro dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_paleocristiana">arte paleocristiana</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_bizantina">bizantina</a>. Nell'ottobre del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1960">1960</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Giovanni_XXIII">papa Giovanni XXIII</a> la elevò alla dignità di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_minore">basilica minore</a>.La basilica è inserita, dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1996">1996</a>, nella lista dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lista_dei_patrimoni_dell%27umanit%C3%A0_in_Italia">siti italiani patrimonio dell'umanità</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/UNESCO">UNESCO</a>, all'interno del sito seriale "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna#Monumenti_e_luoghi_d.27interesse">Monumenti paleocristiani di Ravenna</a>".  La costruzione fu iniziata dal vescovo Ecclesio intorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/530">530</a>, dopo la morte di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teodorico_il_Grande">Teodorico</a>, e completata nel 547 dal successore di Ecclesio, l'arcivescovo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimiano_(vescovo)">Massimiano</a>, quando Ravenna era già stata riconquistata dall'imperatore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano_I">Giustiniano I</a>. L'edificio, capolavoro dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_ravennate">architettura ravennate</a>, combina elementi architettonici romani (la cupola intradossata, la forma dei portali, le torri) con elementi bizantini (l'abside poligonale, i capitelli, la costruzione in mattoni, ecc.).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 17:55:10 UTC</pubDate>
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         <title>QELFI</title>
         <author>fedepotignano12</author>
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         <pubDate>2017-05-30 17:58:37 UTC</pubDate>
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