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      <title>Res publicas administrandi cursus hounorumqe by Pietro Mazzon</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-20 14:49:06 UTC</pubDate>
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         <title>Le cariche pubbliche</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le cariche pubbliche romane che un cittadino poteva ottenere erano numerose, qui sono esposte nell'ordine del cursus honorum.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:04:22 UTC</pubDate>
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         <title>Il vingintiviratus</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima di accedere alla questura l'aspirante politico doveva scalare il vigintiviratus ovvero l'insieme delle cariche inferiori.</div><div>Iniziava come <mark>decemviro </mark>ovvero come giudice per cause minori ad esempio per quelle di cittadinanza.<br>Continuando si diventava <mark>quattruorviri viarum curandarum </mark>cioè coloro che curavano la manutenzione delle strade sotto le direzioni degli edili.<br>Poi si diveniva <mark>triumviri monetales</mark> cioè gli addetti alla coniazione delle monete.  <br>Infine si svolgerva il riuolo di triumviri capitales cioè coloro che presiedevano le esecuzioni capitali e sorvegliavano le prigioni.<mark><br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:07:17 UTC</pubDate>
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         <title>I questori</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343381437</link>
         <description><![CDATA[<div>La carica dei questori è antichissima, nominati prima dal re poi dai consoli e infine dai comizi tributi erano inizialmente due in seguito quattro con l’aggiunta di due questori plebei.</div><div>Due rimanevano a Roma (<mark>quaestores urbani</mark>) uno risiedendo ad Ostia ( <mark>quaestor Ostiensis</mark>) l’altro amministrando l’erario (<mark>quaestor aerarii</mark>).</div><div>Gli altri due invece seguivano i comandanti militari come consoli, proconsoli o propretori oppure amministravano le province (quaestores militares e quaestores provinciales). </div><div>Sotto l’impero i quaestores Caesaris rappresenteranno l’imperatore in senato.</div><div>Erano magistrati privi di imperium cioè del potere militare.</div><div>Per diventare questore bisognava avere 28 anni ridotti a 25 sotto l’impero e bisognava aver svolto almeno dieci anni di militanza nell’esercito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:17:45 UTC</pubDate>
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         <title>Gli edili</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343385617</link>
         <description><![CDATA[<div>Eletti anch’essi dai comizi tributi erano due plebei e due curuli eletti tra i patrizi (<mark>aediles plebei</mark> e <mark>curules</mark>).</div><div>Non si sa quali fossero le originali funzioni degli edili plebei ma si pensa fossero addetti a un sacrario oppure fossero dei sovrintendenti ai mercati. Secondo la tradizione erano gli assistenti dei Tribuni della plebe quindi responsabili anche del tesoro che si trovava nel tempio di Cerere ed erano inoltre gli organizzatori dei giochi (<mark>ludi plebeii</mark>).</div><div>Dal 367 a.C. vennero istituiti anche gli edili curuli, magistrati civici che erano contraddistinti dalla sedia con due braccioli.</div><div>Esisteva anche un ufficio degli edili nominato dal Senato con compiti di vigilanza grazie a delle guardie non inquadrati nell’esercito (<mark>praefecti nocturni</mark>).</div><div>Nel 44 a.C. Cesare istituì gli <mark>aediles cereales</mark> per sovrintendere il rifornimento dell’Urbe. Ai tempi di Cicerone bisognava avere almeno 37 anni ( <mark>Lex Villia annalis</mark>) per essere nominati edili e essere stati questori in precedenza. Come afferma egli stesso riguardo l’istituzione di un’età minima: “<em>Legibus enim annalibus cum grandiorem aetate ad consulatum constituebant, adolescentia temeritate urebantur</em>” <mark>Quando stabilivano un’età maggiore per il consolato con leggi che imponevano intervalli di anni, temevano l'imprudenza dei giovani</mark>. </div><div>Gli edili non avevano diritto a una guardia del corpo (<mark>lictor</mark>) ma potevano portare una toga con il bordo di porpora (<mark>praetexta</mark>).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:24:16 UTC</pubDate>
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         <title>I pretori</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343390213</link>
         <description><![CDATA[<div>In origine secondo Cicerone erano tre e comandavano l’esercito romano, in seguito due di essi diventarono consoli mentre al terzo venne affidata la giustizia. Questo ruolo venne creato ufficialmente in seguito all'accesso al consolato dei plebei e quindi accessibile solo ai patrizi. Anche se dopo pochi anni anche i plebei riuscirono ad accedere a questa carica che in quanto possedeva <mark>l’imperium  </mark>cioè un potere di stampo militare e la <mark>iuristictio </mark>cioè il potere di impostare giuridicamente le controversie, poteva correggere l’ordinamento giuridico. </div><div>I due consoli erano il<mark> praetor urbanus</mark> ovvero colui che aveva giurisdizione sui cittadini romani e il <mark>praetor peregrinus</mark> che aveva giurisdizione sui peregrini ovvero gli stranieri.</div><div>I pretori erano dei Magistrati maiores però doveva obbedienza ai consoli. Inoltre avevano diritto a sei littori che rappresentavano il suo ufficio. </div><div>In età repubblicana i pretori potevano avere il controllo dell’esercito oppure amministrava la giustizia all'interno della città, questi ruoli venivano sorteggiati dopo l’elezione.</div><div>Essere pretori era un modo per riessere ammesso in Senato se espulsi da esso, come nel caso di Sallustio.</div><div>Durante l’età imperiale infine il numero dei questori crebbe fino a 12 facendo amministrare il tesoro (<mark>aerarium</mark>) ai questori o ai questori non più in carica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:31:27 UTC</pubDate>
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         <title>I censori</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343392040</link>
         <description><![CDATA[<div>“Idem hic annus censurae initium fuit, rei a parva origine ortae, quae deinde tanto incremento aucta est, ut morum disciplinaeque Romanae penes eam regimen, senatui equitumque centuriis decoris dedecorisque discrimen”. <mark>Quello stesso anno fu l’inizio della censura, un compito inizialmente poco importante che in seguito acquistò un prestigio tanto grande che sottopose sotto la propria autorità i costumi e la disciplina dei Romani così come il giudizio sul decoro e sulla vergogna del senato, dei cavalieri e delle centurie.</mark></div><div>Questo tratto del “De urbe condita” esprima al meglio l’importanza dei censori, in origine solo patrizi, poi anche plebei. Costoro dovevano essere ottimi oratori e rigidissimi, venivano nominati dai comizi centuriati e in quanto figuravano tra i magistrati più importanti erano privi di <mark>imperium</mark>. La cerimonia di elezione era chiamata “<mark>lustratio</mark>” cioè purificazione attraverso l’acqua della città.</div><div>Inizialmente il loro mandato durava cinque anni poi ridotti a uno e mezzo venivano eletti comunque ogni cinque.</div><div>Si occupavano dei censimenti e della <mark>cura morum</mark> cioè la regolazione dei comportamenti dei cittadini. Cadde in disuso verso la fine della Repubblica per poi venire ripristinato da Augusto divenendo prerogativa degli imperatori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:34:19 UTC</pubDate>
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         <title>I consoli</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>I consoli erano sicuramente le figure più importanti delle Roma repubblicana e continuarono ad esistere anche durante l’Impero. Secondo la tradizione i primi consoli vennero eletti subito dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo.</div><div>Erano proprio loro a dare il nome agli anni in quanto la loro carica era annuale, inoltre i consoli potevano comandare l’esercito e riunire il popolo a comizio, convocare il senato e amministrare la giustizia e le finanze, promuovere censimenti e approvare opere pubbliche anche se in origine avevano poteri religiosi in quanto officiavano i sacrifici prima della battaglie.</div><div>I consoli si possono paragonare agli odierni esecutivi, erano nominati dai comizi centuriati su suggerimento di un console in carica e questa procedura avveniva un anno prima del loro mandato. Esistevano quindi tre categorie di consoli: i <mark>consules ordinarii</mark> cioè quelli in carica, i <mark>consules designati</mark> ovvero i consoli eletti infine i <mark>consules suffecti</mark> erano i consoli supplenti, morti o eletti illegalmente.<br><br><br><br><br></div><div>I due consoli avevano uguali poteri e potevano ostacolarsi l’un l’altro; per evitare ciò si procedeva a stipulare un accordo politico tra i due magistrati chiamato <mark>ius intercedendi</mark> che stabiliva periodi mensili durante i quali i consoli si alternavano nello svolgimento delle loro funzioni.</div><div>Non di rado si vedevano i consoli alla testa degli eserciti, avendo poteri illimitati sul campo di battaglia erano però chiamati a render conto dell’operato al termine del mandato. Se il console moriva in battaglia o durante il suo mandato ne veniva eletto un altro, appunto il <mark>consules suffectus</mark> che al termine del mandato rimaneva in Senato a vita in qualità di “”<mark>vir consularis</mark>” </div><div>Un console si distingueva innanzitutto per gli abiti: portava infatti la <mark>toga praetexta </mark>oppure la <mark>toga pieta</mark>, sua prerogativa. Era inoltre accompagnato da dodici littori e aveva diritto a sedere sulla sedia curiale.</div><div>Per diventare consoli erano necessari almeno 40 anni, poi ridotti a 33 sotto l’Impero. Anche dopo la fine della Repubblica rimase la carica di console, anche se con poteri ridotti era pur sempre un onore rivestire questo incarico così venivano nominati dai vari imperatori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:37:47 UTC</pubDate>
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         <title>Le magistrature</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Oltre agli edili, i censori e i pretori tra le magistrature capitoline figuravano i tribuni della plebe e il Senato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:41:36 UTC</pubDate>
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         <title>I tribuni della plebe</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343404187</link>
         <description><![CDATA[<div>Erano eletti dai Concili della Plebe ed erano dotati si <mark>sacrosantitas </mark>ovvero la loro persona era sacra e santa quindi intoccabile. <br>Lo Stato proteggendoli dava loro la possibilità di difendere i cittadini plebei dalle accuse dei patrizi.<br>Possedevano anche lo <mark>Ius intercessionis</mark> ossia il diritto di veto per ogni mozione che danneggiasse i diritti della plebe.<br>Inizialmente due poi divennero dieci dal 450 a.C.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-20 15:54:46 UTC</pubDate>
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         <title>Il senato</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343875350</link>
         <description><![CDATA[<div>Deriva da <mark>senex </mark>cioè anziano perché inizialmente era formato dai membri più vecchi della popolazione.<br>Non aveva una propria sede fissa ma solitamente si riuniva presso il tempio di Giunone.<br>Venne fondato già durante l'età dei re e aveva il potere esecutivo durante <mark>l'interregnum </mark>ossia quando veniva a mancare il re o più in generale di consigliare il sovrano.<br>Durante l'età repubblicana il suo numero crebbe fino a trecento ed era il detentore del potere poiché poteva operare in ogni campo del governo.<br>Per diventare senatori era necessario aver esercitato una magistratura, avere almeno cinquant'anni e avere un censo adeguato a sostenersi economicamente senza lavorare (400000 sesterzi almeno).<br>Durante l'età imperiale il Senato perse tutto il potere e il censo necessario venne alzato a un milione di sesterzi.<br>Inoltre potevano riunirsi al massimo due volte al mese, una alle Calende e una alle Idi.<br>I senatori indossavano la toga con il <mark>lataclavio </mark>(una striscia di colore porpora) e avevano posti privilegiati durante gli spettacoli.<br>Con il crollo dell'Impero il Senato venne tutelato dai sovrani barbarici fino al VII secolo d.C. quando papa Gregorio I lamentava l'assottigliamento dell'ordine senatorio. Dopo quel discorso non venne più fatta menzione di quest'antica istituzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 16:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>Le assemblee popolari</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/343888440</link>
         <description><![CDATA[<div>Le assemblee riunivano tutti i cittadini e servivano ad eleggere i magistrati.<br>Esse erano:<br>-l'assemblea curiata.<br>-l'assemblea centuriata, divisa in cinque classi formate da 183 unità di voto, di solito votavano prima gli <mark>equites </mark>e i secondi a votare venivano sorteggiati tra le prime classi. Il voto della prima centuria determinava così tutta la votazione.<br>-i comizi centuriati che eleggevano i magistrati più importanti e i capi militari e dichiaravano guerra. Anche qui il censo influiva nelle votazioni, dando notevoli vantaggi ai patrizi.<br>-l'assemblea tributa che rappresentava il popolo in tribù, senza divisioni per censo.<br>-i comizi tributi che votano per i magistrati inferiori.<br>-i concili della plebe (<mark>concilia plebis</mark>) che rappresentano solo la plebe e votano i tribuni. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 16:39:03 UTC</pubDate>
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         <title>Un percorso in salita</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni cittadino che aveva intenzione di ricoprire cariche politiche doveva seguire un percorso secondo vincoli determinati dalla legge, ricoprendo cariche sempre più alte.<br>Per un cittadino romano il cursus honorum rappresentava anche la sua rispettabilità perché addirittura il semplice servizio militare conferiva onore, permettendogli banalmente l'ospitalità in casa di ogni buon cives.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 14:25:50 UTC</pubDate>
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         <title>La Lex Villia</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Lex Villia era la legge fondamentale che regolava il cursus honorum dei cittadini. <br>Stabiliva l'età necessaria per accedere alla cariche pubbliche evitando che il potere si accumulasse nelle mani di un unico gruppo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 15:08:56 UTC</pubDate>
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         <title>Tre carriere</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il cursus honorum era diviso in tre categorie, senatoria, equestre e inferiore.<br>La prima era accessibile solamente a chi apparteneva all'ordine senatorio per nascita oppure per essere stato ammesso.<br>La carriera equestre era disponibile per gli equites mentre quella inferiore era per coloro che non appartenevano a nessuna delle due classi.<br>Per appartenere agli equites o ai senatori erano necessari almeno 1.400.000 sesterzi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 15:16:43 UTC</pubDate>
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         <title>La carriera equestre </title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/344284371</link>
         <description><![CDATA[<div>Mentre con la carriera senatoria era possibile accedere a ogni carica eccezion fatta per il tribunato della plebe, gli equites dovevano aver prima svolto ruoli di comando nell'esercito e poi entrare nelle varie prefetture (età imperiale).<br>Dal IV secolo d.C. sparì la carriera equestre che venne fusa con quella senatoria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 16:04:33 UTC</pubDate>
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         <title>La carriera inferiore</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>La carriera inferiore consisteva di incarichi di basso profilo come il governo delle singole città o nello svolgere cariche religiose sempre a livello cittadino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 16:06:54 UTC</pubDate>
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         <title>Le province</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Anche per governare le province era necessario un buon cursus honorum, ancora di più quando sotto Augusto vennero create province imperiali e senatorie.<br>Le prime, non completamente pacificate erano affidate agli equites mentre le seconde ai senatori.<br>Per essere inoltre governatori della provincia africana e asiatica era necessario essere stati consoli, mentre per le altre semplicemente pretori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 16:10:00 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;homo novus</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Verso il Isecolo a.C. nacque la figura dell'homo novus ovvero una persona non nobile che riusciva a completare il cursus honorum, un esempio è Mario.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 16:10:11 UTC</pubDate>
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         <title>Pater Familias </title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/346208559</link>
         <description><![CDATA[<div>La famiglia romana nell'antica Roma: come era organizzata, i rapporti tra padri e figli, tra il pater familias e ciascun membro, i poteri del pater familias<br><br></div><div>La famiglia romana nell'antica Roma era molto più ampia della nostra. Oltre al padre, alla madre e ai figli, comprendeva le mogli dei figli ei nipoti, gli schiavi ei liberti.<br><br></div><div>Tutto il potere è concentrato nelle mani del maschio più anziano, il pater familias . Le donne occupano una posizione subalterna, perché non è considerato un individuo, quanto una parte della famiglia. Se in una stessa famiglia, sono logico, più donne, si distinguono con l'appellativo di maior e minor oppure prima , secunda , tertia ecc. Qunidi si potrebbe avere Tullia maior o Tullia prima.<br><br></div><div>Il pater familias era l'unico un possedere la piena capacità giuridica . In altre parole, disponeva tutto del patrimonio famigliare e qualunque atto rilevante per il patrimonio, per esempio la compravendita di un terreno, ritenuto deciso da lui o dietro sua autorizzazione.<br><br></div><div>Il pater familias deteneva poi un potere giudiziario . Infatti ha preso la facoltà di emettere sentenze, anche capitali, contro tutti i membri della famiglia che hanno commesso un reato. Alla nascita di un bambino decideva se tenerlo oppure abbandonarlo e lasciarlo morire. Poteva liberamente diseredare i figli.<br><br></div><div>Alla morte del pater familias la famiglia si divide in tanti nuclei quanti i figli del pater. Dunque, un figlio liberato dalla patria potestas diventava a sua volta pater familias, anche se era ancora un bambino troppo piccolo per essere padre.<br><br></div><div>Da un punto di vista giuridico, l'avvenimento che ha fatto di un uomo romano un vero e proprio pater non era la nascita di un figlio, ma la morte del proprio padre.<br><br></div><div>Un figlio, comunque, potrebbe diventare adulto anche se il padre lo " emancipava ", quali la liberava dalla propria tutela, consentendogli di diventare un suo padre di famiglia. Il figlio, anche se era sposato e aveva figli a sua volta, anche se era un cittadino di pieno diritto e militarizzato nell'esercito, non era considerato pater familias : quindi non era piena autonomia economica, non poteva stipulare un contratto o fare testamento, non poteva comparire autonomamente in tribunale ed era sempre sottopostoalla disciplina paterna.<br><br></div><div>La famiglia romana nell'antica Roma era teatro di riti religiosi molto sentiti: nelle case romane conserva la statua dei Lari e dei Penati, oggetto di culto di cui il pater familias era il sacerdote.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-28 15:47:23 UTC</pubDate>
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         <title>I clientes </title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/346210002</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'antica Roma i clienti (in latino clienti , al singolare cliens ) erano uomini liberi, in un rapporto di subordinazione, in un'altra persona, collocata socialmente più in alto, il patrono ( <em>patronus</em> ).<br><br></div><div>L' istituto della clientela è di origine antica. È infatti già citato nell'antico testo della "Legge delle Dodici Tavole" "(450 a.C. circa), in particolare nella seguente formula:« <em>Patronus si clienti fraudem fecerit, sacer esto</em> », ovvero:« Se un patrono sarà imbrogliato un cliente, sia maledetto » <em>Leges XII Tabularum</em> <br><br></div><div>Il patrono deve difendere i propri clienti nelle liti giudiziarie e venere incontro alle loro esigenze primarie.<br><br></div><div>I clienti da parte loro:</div><div>· Erano obbligati alla "salutatio matutina <strong>"</strong> . La salutatio matutina era una visita di onore nelle prime ore del mattino, nella quale il cliente riceveva la sportula (contenitore con beni di prima necessità);</div><div>· Dovevano dare il proprio voto al patrono nelle elezioni;</div><div>· Aiutarlo economicamente per la figlia in procinto di sposarsi.</div><div><br>Sia il patrono che i clienti non possono intentare un'accusa, né testimoniare in tribunale in maniera svantaggiosa per l'altro.<br><br></div><div>In tarda età repubblicana, l'istituto della clientela continua ad avere grande importanza. Perse la sua funzione sociale in età imperiale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-28 15:49:55 UTC</pubDate>
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         <title>Provocatio ad populum </title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/346217187</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella Roma repubblicana non esisteva la figura del giudice di professione. La giustizia era amministrata da consoli, pretori e dittatori, cioè quei magistrati investitori di imperium , quel potere che obbligava chiunque a rispettare gli ordini importanti.<br><br></div><div>La maggior parte delle cause penali era affidata ai pretori e si svolgeva nel Foro e nelle aule giudiziarie adiacenti. Il senato si occupava dei crimini più gravi come l'alto tradimento.<br><br></div><div>Fino alla tarda età repubblicana bastava la semplice volontà del magistrato per condannare a morte qualcuno, ma l'imputato poteva opporsi a questa decisione attraverso la provocatio ad populum, letteralmente un «ricorso al popolo» che, limitando l'eccessivo imperium del magistrato, sospendeva il suo giudizio e rinviava tutto ai comizi centuriati , che decidevano al suo posto. Questo diritto non è stato applicato, senza incidenti e senza provocazione su richiesta di Cicerone, né durante gli scontri tra Mario e Silla.<br><br></div><div>I reati contro lo Stato erano sottoposti ai iudicia populi, i «giudizi del popolo», ovvero processi svolti davanti ai comizi e in cui il magistrato era sia giudice sia accusatore. Era lui, infatti, che doveva svolgere l’indagine (la quaestio) e citare in giudizio l’accusato, specificando la data, l’ora, il capo di imputazione e la pena proposta. Il processo iniziava convocando a giorni alterni tre adunanze del popolo, durante le quali si ascoltavano l’accusa, la difesa e i testimoni. Il magistrato, poi, formulava l’accusa e proponeva la pena; l’assemblea emetteva la sentenza.</div><div>A partire dalla metà del II secolo a.C., in un clima di alta tensione politica e sociale, i giudizi popolari furono sostituiti dalle quaestiones perpetuae, «tribunali permanenti» che dovevano garantire processi più equi. Il processo iniziava se un privato cittadino (e non solo il magistrato, come nel giudizio popolare) presentava un formale atto di accusa davanti al tribunale competente. Se le accuse risultavano fondate, chi aveva intentato la causa poteva essere ricompensato con premi, altrimenti poteva essere controquerelato per calumnia. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-28 16:02:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il giuramento</title>
         <author>machiavelli_mp3</author>
         <link>https://padlet.com/machiavelli_mp3/frqmyi5cg1lq/wish/355446183</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Giuramento nell’antica Roma era un avvenimento che consisteva in un’invocazione della divinità come testimone a garanzia della verità di un’affermazione o dell’impegno di compiere una certa azione o di mantenere un certo comportamento in futuro. L’ individuo, che poneva così in gioco la propria vita corporale e spirituale, si assumeva una responsabilità non di fronte al suo interlocutore, diretto interessato a quanto egli asseriva o prometteva, bensì di fronte alla divinità che veniva esortata a punire l’eventuale spergiuro. Se si guarda all’epoca più antica, il giuramento si ritrova a fondamento dei più svariati rapporti, dai trattati internazionali al giuramento militare, dal l’impegno nell’assumere una carica politica al rapporto tra privati. Si tratta di relazioni allora percepite in una dimensione anche religiosa, in cui l’aspetto giuridico risulta vincolato al valore di tipo sacrale connesso al giuramento.<br><br></div><div>Nel mondo romano arcaico, il termine sacramentum è il più antico con cui si indica il giuramento e deriva dalla voce ‘sacrare’ (che trae a sua volta origine da ‘sacer’), indicando il modo con cui si rende sacra una promessa e individuando inizialmente il giuramento della milizia. Sacrum indica la sfera di ciò che è appartenente al dio, contrariamente a profanum, che denota tutto quanto non è investito dalla dimensione del sacro.<br><br></div><div>Oltre a sacramentum, altri termini utilizzati nel mondo romano per indicare il giuramento sono iusiurandum e iuramentum.<br><br></div><div><br></div><div>Nei primi secoli di Roma il concetto di fides ha elevato valore giuridico-morale, specie se correlato al giuramento, in quanto fonda e garantisce qualsiasi rapporto. Lealtà e onorevolezza hanno grandissima importanza e su di esse, ben più che sul patrimonio, si misurano la ricchezza e la stima dell’individuo presso i concittadini. La fides è intesa come una virtù a cui si ispira il comportamento di chi adempie il dovere che gli deriva da una funzione o da un impegno assunto. A Roma la centralità della fides nella vita pubblica e privata, nelle relazioni tra uomini e tra popoli, era addirittura divinizzata. Esemplare dimostrazione del ruolo centrale della fides nel sistema dei valori romani è il comportamento di Attilio Regolo. Dopo aver riportato una splendida vittoria sulla flotta cartaginese durante la prima guerra punica, egli promette ai Cartaginesi di tornare a Roma per trattare uno scambio: la sua persona contro i prigionieri di guerra. Benché il Senato gli neghi l’autorizzazione, Attilio non tradisce la fides e ritorna dai nemici, sapendo che sarebbe stato messo a morte. «A quei tempi si giurava, in tutta lealtà, su divinità di coccio, e chi ne aveva invocato il nome tornava al nemico, pur sapendo di andare a morte, per non mancare alla parola data» ; le parole di Seneca ricordano i valori di un’epoca antica.<br><br></div><div>Il giuramento, come altre figure del diritto romano arcaico, si struttura attorno alle parole, determinanti, più potenti della realtà e produttrici di effetti giuridici. La presenza della scrittura a Roma è da collocarsi in un periodo remoto della sua storia, nella prima età regia, ma resta indubbio che inizialmente il suo scopo sia solamente quello di fissare la memoria dei rituali. Il giuramento nel mondo romano arcaico sembra risultare dalla congiunzione di tre elementi: un’affermazione accompagnata da un gesto, l’invocazione degli Dei e una maledizione rivolta allo spergiuro.<br><br></div><div>Lo spergiuro si presenta come oltraggio alla potenza degli Dei, la cui vendetta divina diviene terribile e inevitabile e si esplica attraverso qualsiasi tipo di male, che sia malattia, ferite, fulmini, e infelicità di ogni sorta. Tutti i giuramenti si concludono con una maledizione dello spergiuro, che accompagna necessariamente il  giuramento e ne costituisce un elemento costitutivo. Il giuramento, difatti, contiene tra i suoi elementi costitutivi una maledizione, cioè un’invocazione rivolta alle divinità affinché, per punire lo spergiuro, da testimoni diventino vendicatori. Il nome del dio, che garantisce il legame tra parole e fatti, se questo si spezza, si trasforma in maledizione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-30 14:16:20 UTC</pubDate>
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