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      <title>My delightful wall by 1e</title>
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      <description>Made with a quick smile</description>
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      <pubDate>2018-02-26 18:54:58 UTC</pubDate>
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         <author>1elanfranconi</author>
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         <author>1elanfranconi</author>
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         <author>1elanfranconi</author>
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         <pubDate>2018-03-06 16:42:21 UTC</pubDate>
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         <author>1elanfranconi</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>La Filigrana di Campo Ligure</em></strong></div><div><br>Nel 1884, un maestro, Antonio Oliveri, aprì in proprio una bottega per la lavorazione della filigrana a Campo Ligure. Il suo esempio fu seguito da altri artigiani e ben presto i laboratori raggiunsero la consistenza di ben 33. Da tempo ormai in Italia solo gli artigiani di Campo Ligure possono degnamente qualificarsi come gli unici eredi di coloro che in tempi lontani avevano variamente contribuito a migliorare ed evolvere quest’arte che si è fermata in Liguria. Ancora oggi, così, nel suo laboratorio, un artigiano con “bruscelle” (pinze di varie misure), un cannello per saldare i fili d’argento, sulla sua piastrella, reinventa e crea i suoi ricami in argento: i gioielli in filigrana. La preziosità di questi oggetti non è data tanto dai materiali quanto dalla minuziosa e paziente lavorazione che si nasconde in ognuno di essi. Nulla o quasi è mutato nei laboratori di questi artigiani: qui arte e tecnica si legano indissolubilmente all’abilità di un vero e proprio artista. Mentre gli altri corrono inseguendo i ritmi di una società frenetica ed impetuosa, il filigranista ha fermato il tempo, e continua a ripetere gesti di un passato lontano, dando nuove vesti ad un’arte antica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 16:45:47 UTC</pubDate>
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         <title> IL VELLUTO DI ZOAGLI</title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Antico borgo marinaro incorniciato in una location di grande impatto visivo ed emotivo, tra Rapallo e Chiavari, <strong>Zoagli</strong>,  caro a personalità come Friedrich Nietzsche e il pittore Vasilij Kandinskij, fa gli onori di casa presentandosi al massimo del suo fascino. Non solo bellezza paesaggistica caratterizzata da rocce, mare e scorci mozzafiato, la storia di questa perla della Riviera Ligure di Levante è legata all’eccellenza delle famose seterie che, nel corso dei secoli, hanno fatto di questa città una delle più importanti produttrici tessili non solo d’Italia ma dell'Europa intera specializzandosi nella lavorazione manuale di velluti in seta pura. <br><br><strong>LA TRADIZIONE</strong> Tutto inizia a cavallo tra il ‘400 ed il ‘500 quando Genova vestì i panni della capitale mondiale della produzione tessile raggiungendo il riconoscimento ufficiale nel 1432, a seguito della costituzione della Corporazione dell’Arte della Seta. Basti pensare che, nella seconda metà del ‘500, più della metà della popolazione locale era impegnata nel settore serico, un attività che rimase in piedi con successo sino ai primi dell’Ottocento quando la concorrenza estera e il peso dell’evoluzione industriale iniziarono a farsi sentire. Un’arte questa che Zoagli eredita quando passò sotto il dominio della Repubblica di Genova spiccando per la sua eccellenza nella produzione dei velluti e divenendo una delle più importanti produttrici del mondo, pronta ad entrare con eleganza nelle dimore nobiliari arredando saloni di re, principi tra cui Enrico VIII, e le più illustri famiglie d’Europa, un’eccellenza sopravvissuta nel tempo e ammirabile tutt’oggi nei laboratori che continuano a portare avanti questa preziosa eredità.<br><br><strong>LE CARATTERISTICHE</strong> La lavorazione di Zoagli consiste nella produzione di sete, damaschi e velluti tessuti a mano per lo più appannaggio del gentil sesso che, armate di pazienza e di resistenza, si mettevano all'opera alle prese con filato di seta pura e, con le loro abitli mani, intrecciavano fili di ordito e trama servendosi di antichi telai in legno tutt’oggi in vigore. I tempi di lavorazione sono piuttosto lunghi e impegnano i tessitori nelle diverse fasi di lavorazione: dalla tintura alla preparazione dei rocchetti, dall'orditura del telaio alla tessitura vera e propria elaborando prestigiosi disegni dalle accese tinte tra il rosso rubino, il blu cobalto e il verde smeraldo pronti ad impreziosire mobili, vestire dame e tanto altro. Vera e propria punta di diamante della zona è quella del velluto liscio nero “di Genova”, eccellente non solo per la bellezza ma soprattutto per la qualità unica, frutto di un certosino lavoro. I prodotti tessili realizzati manualmente sono contraddistinti con il marchio “Artigiani In Liguria Velluto di Zoagli” che ne assicura l’unicità ed autenticità.<br><br><strong>IL TERRITORIO</strong> Per inseguire il fascino della tradizione, a Genova, tra le sale della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, ad attendere i curiosi le Collezioni Tessili della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico che custodiscono damaschi, velluti e ricami; altro punto di riferimento DVJ Damasco Velluto Jeans, un centro studi incentrato sul mondo dei tessuti, nato dalla collaborazione tra il Comune e la Soprintendenza per il Patrimonio artistico là dove, oltre a riempire gli occhi di meraviglie con abiti antichi, damaschi, velluti e tessuti operati relativi al periodo storico a cavallo tra il XVI e XIX secolo, è possibile anche seguire corsi di formazione e apprendere la storia e la tecnica dei tessili antichi etc. Tra gli appuntamenti da segnare in agenda quello in calendario per il mese di luglio quando, dal 20 al 23, tutti in strada nella Piazza Mazzini Chiavari (Ge) là dove avrà luogo la Mostra del Tigullio che mette in scena il meglio dell'artigianato ligure.<br><br><strong>INDIRIZZI</strong> Nel territorio di Zoagli sono ancora attivi opifici per la tessitura della seta che tengono viva una tradizione secolare: tra i nomi storici quello delle Seterie Cordani, un’azienda a conduzione familiare che, dal 1849, tesse a mano su antichi telai in legno prestigiosi velluti lisci, un vanto che li rende unici in quanto risultano gli unico produttori al mondo: basti pensare che queste meraviglie, oltre alle corti rinascimentali, hanno preso il volo per finire, ai tempi di J.F Kennedy, nella Casa Bianca.  All’interno dei laboratori siti in Via Aurelia 102-104, a disposizione dei curiosi, dal lunedì al venerdì, un tour guidato che permette ammirare gli antichi telai dell’800 con cui ancora si lavora e, a seguire, pause di shopping nello show room. Altra istituzione in città quella della seteria Gaggioli che, dal 1932, dopo aver rilevato quella che era la Società Anonima Velluti di Zoagli, è  passa di padre in figlio conservando e tramandando la professionalità ed i segreti dei “magistri texitores”.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-06 17:31:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <title>Immagini zoagli</title>
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         <description><![CDATA[<div>Macramè di Chiavari </div>]]></description>
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         <title>Foto ardesia</title>
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         <title>Ardesia di Val Fontanabuona</title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <title>La FiligranaCon il termine filigrana ci si riferisce principalmente, in oreficeria, alla tecnica artistica consistente nel fissare su un supporto di materiale prezioso fili d’oro o di argento intrecciati in modo da creare un elegante effetto di struttura traforata. Manufatti in filigrana vengono tutt&#39;oggi realizzati secondo questa tecnica molto antica, in diverse regioni dell&#39;Italia, in particolare Liguria, Veneto, Abruzzo e Sardegna. storiaLa tecnica della lavorazione a filigrana è molto antica, si sviluppò tra il sec. VIII e il VII a. C. soprattutto in Etruria, dove durò fino al sec. V a. C.; i fili d&#39;oro e d&#39;argento venivano spesso arricchiti con perline o granelli di eguale metallo (perlinazione e granulazione) Nell&#39;oreficeria greca la filigrana ebbe grande sviluppo fra il sec. IV e il III a. C. soprattutto a Taranto e in altre località della Magna Grecia, come risulta dai gioielli aurei trovati nelle tombe.La decorazione a filigrana rimase in uso nel periodo romano, ma negli ultimi secoli dell&#39;Impero perse la sua autonomia e servì per lo più a incastonare e incorniciare cammei e pietre preziose.  Nel tardo sec. XIII e per tutto il XIV la tecnica della filigrana venne largamente praticata a Venezia, La filigrana ebbe una grande fioritura anche tra i popoli arabi e del mondo islamico e si diffuse quindi in Sicilia e in Spagna,  tra il sec. XVI e il XVII.La filigrana ligureNel 1884 a Campo Ligure Antonio Olivieri, un maestro artigiano decise di aprire in proprio una bottega per la lavorazione della filigrana. In breve tempo numerosi suoi compaesani seguirono il suo esempio ed aprirono ulteriori laboratori, facendo sì che quest&#39;arte diventasse una delle attività principali nell&#39;economia del comune. Negli anni questa tradizione si è consolidata e ancora oggi numerosi artigiani che spesso affiancano al laboratorio un negozio per l&#39;esposizione e la vendita al dettaglio, fanno di Campo Ligure punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale di quest&#39;arte. Nel 1984  in occasione del centenario della nascita del primo laboratorio è stato inaugurato il Museo civico della filigrana che espone ogni anno opere della produzione locale e gioielli raccolti in tutto il mondo. </title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <pubDate>2018-03-06 22:13:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>IL RISSEU DEL GENOVESATO:</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Il risseu o rissêu (traduzione dal genovese ciottolo) è un tipico mosaico acciottolato dei sagrati delle chiese e dei giardini delle ville e dei palazzi della Liguria.<br><br></div><div><strong>LE</strong> <strong>ORIGINI:</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ispirata forse dai mosaici greco-romani che i mercanti genovesi avevano potuto ammirare nelle loro peregrinazioni nel mar Mediterraneo, la decorazione delle pavimentazioni nota come risseu nasce intorno al XVII e XVIII secolo.<br><br></div><div>&nbsp;<strong>LA REALIZZAZIONE</strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; La posa di un risseu è preceduta dalla realizzazione di un disegno precostituito sulla pavimentazione da decorare, su cui si baserà l'opera. La base è costituita da una malta di calce e porcellana in polvere.<br><br></div><div>&nbsp;<strong>LE PIETRE USATE: </strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; I ciottoli che compongono la decorazione sono sassi scelti per il loro colore e la loro dimensione sulle spiagge dei fiumi o del mare o nelle cave. Di colore nero (serpentinite) o bianco (quarzo o calcite), più raramente rossastri (diaspro).<br><br><strong>PALAZZO REALE:&nbsp; </strong>&nbsp;<br>La costruzione del palazzo cominciò fra il 1618 e il 1620 ed è uno dei maggiori edifici storici di Genova divenuto nel 2006 patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <title>IMMAGINI RISSEU</title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Palazzo Reale</div>]]></description>
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         <title>IMMAGINI RISSEU</title>
         <author>1elanfranconi</author>
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         <description><![CDATA[<div>La realizzazione&nbsp;</div>]]></description>
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