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      <title>I collaboratori di giustizia by HUB Scuola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-17 14:08:48 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-04-24 10:08:15 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Perché sono importanti i collaboratori di giustizia?</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-17 14:09:31 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa degli argomenti</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-03-17 14:10:23 UTC</pubDate>
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         <title>Guida all&#39;uso</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342117131</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-03-17 14:10:38 UTC</pubDate>
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         <title>Vivere e morire in Cosa Nostra: &quot;Gli uomini del disonore&quot; di Pino Arlacchi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342133962</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Gli uomini del disonore</em></strong> è uno dei libri fondamentali per capire la mafia. <strong>Pino Arlacchi</strong>, da sempre impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, intervista <strong>Antonino Calderone</strong>, ex boss della mafia catanese e poi collaboratore di giustizia in grado di far arrestare decine di criminali. Da pentito e in carcere, Calderone accetta di incontrare Arlacchi e raccontargli la sua storia: ne viene fuori<strong> uno dei primi e più vividi ritratti della mafia dall'interno</strong>, uno dei libri che ha rivelato all'Italia qual è il sistema fondante della criminalità organizzata. E chi sono davvero gli "uomini del disonore".<br><em><br>Leggi il brano proposto:</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-17 16:20:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ex braccio destro del boss: &quot;La mafia non lascia tempo&quot; di Anna Vinci</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342133977</link>
         <description><![CDATA[<div>Anna Vinci <strong>intervista Gaspare Mutolo</strong>, ex braccio destro di Totò Riina negli anni Settanta e poi collaboratore di giustizia tra i più eccellenti. Mutolo parla della sua giovinezza, del suo ingresso in Cosa Nostra e delle sue azioni nella criminalità organizzata; poi racconta di <strong>un sistema insostenibile</strong>, di un peggioramento nella strategia della mafia che diventa <strong>sempre più pericolosa anche per i familiari stessi dei suoi uomini</strong>, del suo arresto e dell'inizio della sua collaborazione con i magistrati. <em>La mafia non lascia tempo</em> scava nella psicologia del pentito, che "<strong>sa quando parlare</strong>" e "si rende conto quando lo Stato è disposto ad ascoltare".<br><em><br>Leggi il brano proposto:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/239962353/bae7b0fad8a98757bf53f677f385217a/Libro_La_mafia_non_lascia_tempo.doc" />
         <pubDate>2019-03-17 16:20:57 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Tra pentimento e collaborazione: &quot;La verità del pentito&quot; di Giovanna Montanaro</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342134112</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Gaspare Spatuzza</strong> è il più importante collaboratore di giustizia degli ultimi anni, l'uomo che ha costretto i magistrati a riaprire e riaggiornare i casi ormai chiusi delle <strong>stragi di mafia dei primi anni Novanta</strong>. Ma Spatuzza è anche un caso di collaboratore atipico, che inizia a collaborare con i magistrati solo diversi anni dopo il suo arresto, al termine di un processo di riflessione personale <strong>e -forse- di vero pentimento etico</strong>. Giovanna Montanaro cerca di ricostruire la storia di Spatuzza e di gettare luce, da un nuovo angolo di visuale, su uno dei periodi più bui della storia d'Italia.<br><em><br>Leggi il brano proposto:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/239962353/85abfefd879d62ea647685eea961bea9/Libro_La_verita_del_pentito.doc" />
         <pubDate>2019-03-17 16:21:50 UTC</pubDate>
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         <title>Chi sono i collaboratori di giustizia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342160009</link>
         <description><![CDATA[<div>I <strong>collaboratori di giustizia</strong>, o "<strong>pentiti</strong>", sono coloro che, dopo aver commesso un reato grave, decidono di aiutare lo Stato fornendo informazioni preziose. Solitamente sono collaboratori di giustizia gli ex appartenenti a un'<strong>organizzazione criminale</strong> che decidono di dissociarsene e rivelare preziose informazioni su di essa e sul suo operato in cambio di uno <strong>sconto di pena</strong> e della <strong>protezione da parte dello Stato</strong>.<br>La prima norma legislativa a riconoscere ufficialmente i collaboratori di giustizia, nata su impulso dell'operato dei magistrati impegnati nella lotta contro la mafia (e in particolare di <strong>Giovanni Falcone</strong>), è stata il <strong><em>Decreto-Legge 15 gennaio 1991, n. 8</em></strong>, poi  convertito nella <strong><em>Legge 15 marzo 1991, n. 82</em></strong>. Questa legge ha stabilito che chi collabora con la giustizia ha diritto a "misure di protezione idonee ad assicurarne l'incolumità". Il successivo <strong><em>Decreto-Legge 13 maggio 1991, n. 152</em></strong>, convertito nella <strong><em>Legge 12 luglio 1991, n. 203</em></strong>, ha poi stabilito forti riduzioni della pena per i mafiosi pentiti. Queste norme hanno introdotto nel nostro sistema un "<strong>diritto premiale</strong>" che si è rivelato molto utile nella lotta alla criminalità organizzata.<br><br><em>Leggi il Decreto-Legge 15 gennaio 1991, n. 8 sul sito internet della Gazzetta Ufficiale.</em></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1991/03/16/091A1317/sg" />
         <pubDate>2019-03-17 19:26:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La nuova legge sui collaboratori di giustizia del 2001</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342160228</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong><em>Legge 13 febbraio 2001, n. 45</em></strong> ha modificato la Legge n. 82 del 1991 e riformato la disciplina dei collaboratori di giustizia. In particolare, si è introdotto un <strong>termine massimo di 180 giorni</strong> entro il quale il pentito deve riferire tutto quello che sa; il collaboratore di giustizia, inoltre, può accedere ai benefici previsti solo quando le sue dichiarazioni vengano valutate come <strong>importanti e inedite</strong>. Viene poi stabilito che il detenuto, anche quando collabora con la giustizia, deve comunque scontare <strong>almeno un quarto della pena</strong> (per gli ergastolani, almeno dieci anni di carcere). Tutti questi aspetti hanno subito alcune critiche dai magistrati, che ritengono che queste limitazioni rendano più difficile per il pentito parlare.<br>La nuova legge ha infine introdotto la nuova figura del “<strong>testimone di giustizia</strong>”.<br><br><em>Leggi la Legge 13 febbraio 2001, n. 45 sul sito internet della Gazzetta Ufficiale:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2001/03/10/001G0088/sg" />
         <pubDate>2019-03-17 19:27:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Chi sono i testimoni di giustizia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342160267</link>
         <description><![CDATA[<div>La Legge n. 45 del 2001 ha distinto il collaboratore di giustizia dal <strong>testimone di giustizia</strong>, definito come chi "è offeso dal reato" o "è persona informata sui fatti" e ha intenzione di aiutare la magistratura. I testimoni di giustizia, quindi, <strong>non hanno commesso alcun crimine</strong> ma si trovano in possesso di informazioni che possono risultare preziose.<br>Anche ai testimoni di giustizia sono garantite <strong>misure di protezione</strong> per sé e per i propri familiari ogni volta che è necessario e fino al cessato pericolo. In aggiunta, lo Stato si impegna a fornire misure di assistenza "volte a garantire un tenore di vita personale e familiare non inferiore a quello esistente prima dell'avvio del programma". I testimoni hanno infine diritto al mantenimento del posto di lavoro (se dipendenti pubblici) e alla corresponsione di una somma a titolo di mancato guadagno (se abbandonano un'altra attività lavorativa).<br><em><br>Leggi un articolo sui testimoni di giustizia sul sito Internet di Antimafia duemila:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.antimafiaduemila.com/home/di-la-tua/238-senti/73177-testimoni-di-giustizia-una-risorsa-nella-lotta-alle-mafie.html" />
         <pubDate>2019-03-17 19:28:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Ucciso a Natale il fratello di un pentito di &#39;ndrangheta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342980483</link>
         <description><![CDATA[<div>Ha riempito le prime pagine di tutti i giornali l'uccisione il giorno di Natale del 2018 di <strong>Marcello Bruzzese,</strong> fratello del pentito di 'ndrangheta Girolamo Bruzzese. Con tutta probabilità, <strong>una vendetta e un avvertimento da parte della criminalità organizzata</strong>: non sono al sicuro non solo i pentiti, ma anche tutti i loro familiari.<br>Girolamo Bruzzese è un collaboratore di giustizia particolarmente importante, ex killer di fiducia negli anni Novanta di uno dei boss della 'ndrangheta calabrese. Allo scoppio di un'ennesima faida tra famiglie, Bruzzese si era prima ribellato al suo capo, e poi era stato catturato dalla polizia. Le sue <strong>rivelazioni da collaboratore di giustizia</strong> hanno permesso di arrestare molti membri della famiglia Crea. L'uccisione del fratello Marcello, avvenuta a Pesaro dove Bruzzese viveva sotto copertura, ha riportato drammaticamente alla ribalta il problema della protezione dalla mafia.<br><br><em>Leggi un articolo sull'omicidio di Marcello Bruzzese sul sito internet del Corriere della Sera:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_25/pesaro-omicidio-giorno-natale-uomo-ucciso-colpi-pistola-1c14c7e0-087f-11e9-9efd-ce3c5bf3dd59.shtml" />
         <pubDate>2019-03-19 17:12:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342980483</guid>
      </item>
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         <title>Il dramma dei testimoni di giustizia: quando la protezione non basta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342980513</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>I testimoni di giustizia non sono criminali</strong>, né hanno fatto parte di organizzazioni mafiose. Sono cittadini privati che <strong>hanno deciso di aiutare lo Stato</strong>, perché hanno notato delle infiltrazioni mafiose sul posto di lavoro oppure perché sono venuti a conoscenza di notizie preziose che riguardano i clan. Eppure spesso sono confusi, persino dalle istituzioni, con gli ex mafiosi. Eppure spesso, come hanno deciso di rivelare a un'intervista con l'Huffington Post nel 2018, <strong>vivono vite in fuga come criminali</strong>. Hanno diritto a una serie di benefit da parte dello Stato, ma di fatto si trovano sotto protezione lontano da casa, a volte con diverse identità, spesso abbandonati dai partner che non riescono a reggere la tremenda pressione. Vivono con sussidi statali e aspettano, senza troppe speranze, il momento del "cessato pericolo". Sono protagonisti, insomma, di un dramma al quale è necessario trovare una soluzione.<br><em><br>Leggi l'articolo sui testimoni di giustizia pubblicato sul sito internet dell'Huffington Post:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.huffingtonpost.it/2018/12/27/quei-78-esiliati-di-stato-il-dramma-dei-testimoni-di-giustizia-in-italia_a_23627745/" />
         <pubDate>2019-03-19 17:12:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/342980513</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Un collaboratore di giustizia tra Italia e Stati Uniti: &quot;Il pentito&quot; di Pasquale Squitieri</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/343256528</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla metà degli anni Ottanta si iniziava a scoprire in Italia <strong>l'importanza dei collaboratori di giustizia</strong>; la figura non era ancora riconosciuta a livello giuridico, ma il caso clamoroso di <strong>Tommaso Buscetta</strong> aveva colpito l'attenzione dell'opinione pubblica e dei media. E proprio alla vicenda di Buscetta si ispira <strong><em>Il pentito</em></strong> di <strong>Pasquale Squitieri</strong>, uscito nelle sale nel 1985 e quindi un anno prima dell'inizio del maxiprocesso di Palermo a Cosa Nostra. Un film di genere che <strong>per la prima volta parla dei pentiti </strong>e del loro ruolo nella lotta alla mafia: l'ex membro di Cosa Nostra Vanni Ragusa è in disaccordo con i boss, scappa negli Stati Uniti, v<strong>ede i suoi familiari morire</strong> in Italia e decide infine di <strong>parlare con i magistrati</strong>.<br><em><br>Leggi la scheda del film:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=17987" />
         <pubDate>2019-03-20 11:25:34 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La storia del primo pentito: &quot;L&#39;uomo di vetro&quot; di Stefano Incerti</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/343256628</link>
         <description><![CDATA[<div>Con <strong><em>L'uomo di vetro</em></strong> Stefano Incerti racconta una storia importante quanto interessante, quella del <strong>primo pentito di mafia Leonardo Vitale</strong>. Negli anni Settanta Vitale, che faceva parte di Cosa Nostra, venne arrestato e poi scagionato, ma in carcere subì una crisi psicologica e nervosa che lo portò a confessare tutto alla polizia e ad <strong>autoaccusarsi di far parte della mafia</strong>. Le sue rivelazioni, però, sono ascoltate solo in parte dalla giustizia: in una società che non ha ancora capito come <strong>contrastare efficacemente la criminalità organizzata</strong>, il comportamento strano e autolesionista di Vitale, tormentato da attacchi e crisi psicologiche, <strong>viene visto come il delirio di un pazzo</strong>. Le sue rivelazioni servono comunque ad arrestare decine di mafiosi, e lo porteranno alla prematura morte nel 1984. <br><em><br>Guarda il trailer del film:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.mymovies.it/trailer/?id=47312" />
         <pubDate>2019-03-20 11:25:52 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Il documentario di Rai Storia: il processo che cambiò la lotta alla mafia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/343531798</link>
         <description><![CDATA[<div>A 30 anni di distanza dal 1986, <strong>Rai Storia</strong> ha realizzato un interessante documentario sul <strong>maxiprocesso di Palermo </strong>che portò all'arresto di centinaia di mafiosi e soprattutto svelò per la prima volta all’Italia i segreti di Cosa Nostra: un vero e proprio spartiacque nella storia recente della Sicilia e dell'Italia. <strong>Protagonisti del processo</strong>, voluto da magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, <strong>sono i pentiti</strong>, primo fra tutti <strong>Tommaso Buscetta</strong>. A essere condannati, tra gli altri, i boss Pippo Calò, Michele Greco, Luciano Liggio, e i latitanti Bernardo Provenzano e Totò Riina.</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.raistoria.rai.it/articoli/il-maxi-processo-di-palermo/19192/default.aspx" />
         <pubDate>2019-03-20 20:14:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Web Quest: il maxiprocesso di Palermo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/344344228</link>
         <description><![CDATA[<div>Il<strong> maxiprocesso di Palermo </strong>contro Cosa Nostra fu un evento di portata epocale nella lotta alla mafia, e in esso grande importanza ebbero per la prima volta i<strong> collaboratori di giustizia</strong>.<br>Dopo aver visionato il materiale fornito, provate a svolgere le attività allegate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-22 18:13:40 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Intervista di Roberto Saviano all&#39;ex boss di camorra Maurizio Prestieri</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/fnslcy6e4oh1/wish/344344623</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo video, originariamente andato in onda sul canale Nove, <strong>Roberto Saviano</strong> intervista il <strong>collaboratore di giustizia Maurizio Prestieri</strong>. Prestieri è stato per vent'anni il braccio destro del boss della camorra Paolo Di Lauro, a capo di un'organizzazione criminale attiva soprattutto nel giro molto redditizio del traffico di droga. Nell'intervista Prestieri racconta a Saviano delle sue passate attività nel quartiere di Napoli di Secondigliano e del <strong>funzionamento attuale della camorra</strong>: come si comportano i mafiosi, che cosa pensano e come sono visti dalla popolazione.<br><em><br>Guarda l'intervista di Roberto Saviano a Maurizio Prestieri:</em></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?time_continue=1346&amp;v=506AyzC7d-k" />
         <pubDate>2019-03-22 18:14:31 UTC</pubDate>
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