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      <title>Temi epici by fabio lanotte</title>
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      <description>Interviste e lettere  inedite agli eroi del mito</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-23 10:36:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gioiabati</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-03-23 10:53:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>moricolisara8</author>
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         <pubDate>2019-03-23 10:54:05 UTC</pubDate>
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         <title>Da Patroclo per Achille</title>
         <author>larisettis</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carissimo Achille,</div><div>è il tuo migliore amico a scriverti. </div><div>Sono giorni che passeggio per il campo, tormentato da cattivi e paurosi pensieri. Ho paura di perderti, di essere rimpiazzato o dimenticato, che il mio onore non sia tale da poter essere ricordato perennemente.</div><div>Non sono geloso, non invidio la bella Briseide che stava al tuo fianco e che ti hanno tolto, ma provo tanta rabbia. Sento che le nostre menti camminano all’unisono, sono inseparabili, percepiscono le stesse emozioni. Quindi quanto tu sei iracondo, tanto lo sono io.</div><div>Rimembri, quando al ritorno dalla spiacevole assemblea, ti coricavi nella mia tenda e stremato dall’ira cadevi nel sonno, come un sasso gettato nel profondo mare di Poseidone e che fluttua leggero finché toccato dal fondo? Accarezzavo la tua bella chioma per ore, non battevo ciglio, non volevo sprecare neanche un secondo trascorso vicino a te, fonte di ispirazione e bellezza.</div><div>Per te darei la vita, per te la torrei altrui.</div><div>Invincibile, nessuno potrà farti del male, nessuno potrà fuggire, piegato dalla tua lancia modellata dal dio Efesto. Ma se dovesse capitarti qualcosa di terribile e impensabile io sarò pronto a vendicarti, a onorarti e a lasciare i tuoi nemici insepolti e dilaniati dalle belve, così che tu possa stare in pace nelle candide dimore dell’Ade.<br> Dopo, presto ti raggiungerei.</div><div>Manca poco alla battaglia, vestito delle tue armi sarò temuto dai "domatori di cavalli“ e facilmente li stenderò a terra, si faranno indietro e io li inseguirò fino a ucciderli privandoli delle loro vite e delle loro famiglie. Avrò la potenza di dieci uomini e conquisterò la nemica Ilio, soltanto una forza divina potrebbe fermarmi. Se mai dovessi fallire, rivendica il mio onore, forniscimi di una degna sepoltura e vendica come merita colui che avrà osato separarmi da te. Fai sì che non abbia il tempo di predirti per quale mano avrai la morte e che non possa essere sepolto e venerato dai suoi cari. </div><div>Sò di sembrare in uno stato diverso dal solito, non sono più il fragile e tenero uomo che i miei genitori crearono. Sento di poter essere ricordato come eroe e di poter dare un’eco al mio nome, tanto che rimbombi nelle più cupe e profonde caverne e nelle bocche dei più saggi.</div><div>Proteggi il popolo Acheo e portalo alla vittoria.</div><div>Tuo, Patroclo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 17:39:14 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera di Ettore ad Andromaca </title>
         <author>iacomonigiulia</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/345390376</link>
         <description><![CDATA[<div> Dopo aver capito di avere pressapoco nessuna speranza contro Achille, Ettore è colto dal panico e, mentre corre attorno alle mura di Troia, riesce miracolosamente a fermarsi in un luogo appartato senza essere trovato, e scrive una lettera di sfogo indirizzata alla moglie Andromaca, nonostante sappia che molto probabilmente non le sarà mai recapitata.<br> Queste sono le sue parole:<br> Cara Andromaca, credo che la mia vita sia ormai giunta al termine, non che non sapessi di andare incontro a questa sorte recandomi in battaglia, ma la speranza è l'ultima a morire, e la mia si è spenta nel momento in cui mi sono reso conto di non avere possibilità di trionfare sul Pelide. Sarò stato uno stolto, arrivando a questo punto affermando di non temere la morte senza averci mai veramente pensato a fondo, ed ora che sono costretto a guardarla negli occhi sono colto dal più profondo terrore. So che la mia fuga non durerà a lungo, che non porterà a nulla, e che in ogni caso finirò con il dovermi scontrare con il tanto temuto Achille e ciò, in fondo, mi dà anche uno strano e malinconico sollievo. Non mi pento di essere sceso sul campo di battaglia e, mentre fuggo, sopraffatto dall'istinto di sopravvivenza, sono tormentato da una miriade di domande: che utilità ha ciò che sto facendo? C'è ancora una minima speranza che io sfugga al fato? Ma soprattutto, cosa ne sarà della mia amata e di mio figlio? So di essere stato duro nel lasciarvi, ma mi era imposto dal mio incosciente animo pieno di orgoglio ed avevo in cuor mio il terrore di mostrarmi a voi debole. Quindi dopo questa riflessione, ormai rassegnato al destino, cara Andromaca, ti dico addio, sperando che questa lettera venga trovata e consegnata a te, che spero inverosimilmente, che in un futuro, sarai una donna libera e felice anche in mia assenza, la cui unica preoccupazione sarà quella di crescere nostro figlio, al fine di renderlo un eroe migliore di me<br> Dal morente Ettore<br> Alla bella e pura Andromaca </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 17:48:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>itnopode</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/345768769</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra reale e mitico</div><div><br></div><div>Ieri 26 febbraio 2019, alle ore 2:36 del mattino, è stata trovata una testimonianza sensazionale! Sotto lo strato 7a dell'omonima collina che ospita la famosissima città di Troia è stato scoperto un reperto che cambierà la storia del giornalismo; difatti dentro una cassa sono state trovate diverse pergamene. Tra queste una vera e propria intervista. Infatti quello che si potrebbe chiamare un precursore del giornalismo, Aristio Plichide, riporta un'intervista ad alcuni dei personaggi ritenuti fantastici ma che ora sembrano avere una certa veridicità storica. Realtà o Finzione?</div><div>Valuterete voi leggendo l'intervista qui sotto riportata.</div><div><br></div><div>La caduta di Troia o il fallimento Acheo?</div><div><br></div><div>Io, Aristio Plichide, figlio d'un Argivo e d'una Ateniese misi piede a Troia prima del fatale giorno in cui la morte attanaglio le mura dell'antica rocca di Priamo. Difatti prima andai fra le genti degli Achei, schinieri robusti, per testimoniare fra gli uomini la forza e la crudeltà degli eroi. Per primo sentii lo storpio, quel povero cane che fra gli Achei era il più codardo e pusillanime: “Sei tu colui che risponde al nome di Tersite?” io chiesi ed egli rispose tristemente: “Che io mi chimi Tersite è la triste verità io fui il più cane tra gli audaci mi ritrovai all'alta Troia per colpa dell'onore che gli Achei portano in cuore”. Io in risposta: “Però fosti tu colui che audace rispose ad Agamenone, pastore d'eserciti, con parole ardite, piene di codardia?”. “Sì... Fui sempre io che tra il vociare Acheo mi feci avanti, per tornare alle concave navi. Ma poiché io sono Tersite tutti mi rinnegarono anche se stanchi e laceri in cuore per il troppo combattere. Se lo avesse detto lo splendente Odisseo, che brama il sapere, allora tutti sarebbero corsi per il mare”.</div><div>“O Tersite, se tu credi che Odisseo avrà facile ritorno sappi che non è così: il fato parla chiaro! Ora vai, povero vigliacco e riposa perchè la rocca ancora deve crollare”. Così mi spostai nella tenda di Achille entrando cauto per placare il suo animo: “O Pelide, io mi prostro dinanzi a te o uccisore di Troiani, ti ringrazio per la clemenza che hai nel farmi entrare nel campo. Io sono qui solo per dimandare e nulla togliere a te o glorioso”. Ma lui rispose guardandomi bieco: “Tu sei qui per la clemenza di Menelao, tu sei e sarai sempre uno sporco Troiano. Con quale coraggio esci dalla rocca? Come topo che esce dalla fogna ti insinui fra le tende parla dunque, dimmi cosa vuoi, traditore*”. “io sono qui per sapere ciò che farai a Ettore, massacratore, dopo che ha straziato il povero Patroclo tuo amico”. “Ah!! Tu peggiore di Tersite pusillanime e traditore mi dimandi che succederà al vile Ettore?! Io non mi fermerò finchè le carni straziate di lui e dei Troiani penderanno da una rupe. Ora dunque elargisci al povero Troiano la sua fine da cane!”.</div><div>Dopodichè fui scortato dal Sire d'eroi, il tempestoso Agamennone. Entrai nella tenda ornata d'ori e lini dell'Asia e ricca di fregi,fronzoli e gioielli, mi inginocchiai all'Acheo e toccandogli le ginocchia parlai: “Tu pastore d'eserciti, Sire d'eroi perdona la mia insolenza. Io parlo e chiedo venia per il popolo Troiano. Tu o grande eroe, non sei stanco di lotte e carestie per la presa del campo, non sogni la tua Argo?”. “Io mai sono stanco e mai lo sarò parli forse tu come il pavido Tersite? O forse vuoi testare l'audacia di un re? Ebbene sappilo: Troia è ai miei piedi pronta a cadere, dunque tu scostati e tornatene alla tua città Argivo Troiano”.</div><div>Così tornai fra le genti straziate e salii fin sulla rocca dell'anziano priamo. Egli si reggeva stanco sul trono che sarebbe presto crollato allora chiesi: “O Priamo dolce sovrano, l'ora della tua Troia è quasi giunta; le schiere Troiane son pronte a crollare. Dimmi ora: tu cosa farai?” “Mio figlio, mio figlio Ettore audace porterà il peso della Troade fra le mani e fermerà il Pelide”.</div><div>“Così dici tu... ah come sarebbe bello... ma preparati che presto le mura tremeranno” così dissero i grandi eroi quando andai a far loro visita. Preparatevi genti di Troia che il fato è pesato.</div><div><br></div><div><br></div><div>Così si conclude l'intervista che non fu mai pubblicata di Aristio Plichide: attendendo aggiornamenti il giornale fa un caldo saluto ai lettori.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>*Perchè di origine Greca ma schierato con i Troiani [N.D.R.]</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 15:51:45 UTC</pubDate>
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         <title>Fatale bellezza</title>
         <author>biancalaazzari</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/346608000</link>
         <description><![CDATA[<div>Nonostante gli innumerevoli anni di lavoro che ho alle spalle,nei quali ho vagato perfino oltre i confini del mondo e su Marte,prima di questa esperienza non m’era mai capitato d’ avere a che fare con simili tecnologie,tanto all’avanguardia e futuristiche,ma,nel duemilacinquantacinque, bisogna anche sottolineare che le macchine del tempo hanno iniziato ad esser sempre più diffuse nel commercio mondiale,ed è proprio grazie a queste che ho avuto l’onore d’intervistare la donna più radiosa che sia mai esistita: Elena di Troia,anche detta Elena di Sparta. Appena arrivata nel territorio troiano,ancora in guerra e dal terreno macchiato di rosso, l’ andai a cercare nelle sue sontuose stanze. Qui risiedeva con solo una manciata d’ancelle al suo fianco e,data la mia lacuna nell’epica greca, non me ne capacitai ben il motivo. Inizialmente,quando provai ad estorcerle qualche informazione, fu abbastanza scettica,d’altronde come chiunque avrebbe fatto,ma poi ella chiese alle ancelle di lasciarci da sole e così fecero. Data la mia curiosità metterla al mio agio fu impossibile e la prima mia domanda fu abbastanza invadente e fuori luogo: “ma come mai non sei vista di buon occhio? Non hai una carica importante qui?”.<br>Lei subito abbassò lo sguardo, tanto intenso quanto triste e,tirandosi dietro le piccole orecchie una ciocca di capelli grano mi rispose,con solamente un filo di voce triste: “Purtoppo è impossibile che mi vedano di buon occhio qui,a Troia: vedi tutto questo sangue? Vedi i padri disperati per la morte dei figli in battaglia e le mogli straziate? Son stata io a crear tutto ciò. Son io che porto assieme al mio viso tutta questa distruzione.” <br>Tirò su il naso,come se stesse per piangere,persino da scomposta era incantevole e fu irresistibile per me indagare sul broncio che rendeva il suo visino ancor più intrigante,come quando non si riesce a risolvere un gigantesco puzzle poiché mancano dei tasselli,ed il ciò diventa ancora più interessante. “E cosa hai fatto tu,una ragazza che sembra così gentile e cordiale,per causare tutto questo strazio che ci circonda?” <br>Esitò un attimo a rispondere,si vedeva che man mano si stava aprendo e che ciò che avevo visto era solo un forziere,anche se d’oro, rispetto al tesoro che vi era riservato dentro. “In realtà nulla,ma ahimè, son stata sfortunata. Sfortunata a nascer così bella ed ambita da ogni uomo; vorrei solo esser una donna normale,come tutte le altre.” Non la osservai,troppo intenta a conoscer quel tesoro all’interno del forziere. “Che tu sia avvenente nessuno ne ha il dubbio,ma come mai tu sei anche così fatale?” E qui,disse un’espressione che porterò sempre con me: “Se potessi tornar indietro nel tempo e sceglier come nascere nascerei meno piacente,ma anche con meno disgrazie.” Come poteva una ragazza con un tale dono decider di cambiarlo,anzi,di cancellarlo? “Cosa ti ha comportato questo tuo splendore?” Dissi accarezzandole il viso, ora non mi sembrava più bella,ma delicata ed indifesa. “Sono solo trattata come un oggetto , Afrodite mi lasciò tra le braccia di Paride,quando ormai il mio cuore era già tra le mani di un altro uomo,l’amore della mia vita: Menelao. È questa contesa tra i miei due amanti ad aver provocato tutto ciò.” Detto ciò scoppiò a piangere, ma persino il suo pianto m’ammaliava: era come se dai suoi occhi non uscissero lacrime salate,ma un siero dolce come l’ambrosia che aveva dei riflessi quasi dorati. Solo ella poteva esser così,ma non così bella,quanto più così unica. “Ma qui? Nessuno è al tuo fianco,o almeno ti tratta con un po’ più d’affetto?” Qui le s’illuminò il viso,come quando tra le nuvole grigie quando piove si vedono i primi bagliori di luce. “C’è un uomo,un uomo che ormai è quasi mio amico. Si chiama Ettore,egli è il più valoroso tra gli eroi ed anche il più gentile; mi tratta bene e si prende cura di me,a volte mi rende anche felice.”<br>Quel piccolo sorriso che le spuntò al pensiero del guerriero valoroso mi riscaldò completamente il petto,quella donnina era talmente semplice e gentile che anche se fosse stata esteticamente una serpe se ne sarebbero innamorati tutti gli uomini.<br>"Ma di quest’uomo,Paride,che ne pensi? Che opinione hai di lui?” Gli occhioni le si riempirono subito di un’ intensa collera e si morse le labbra rosse,per le quali chiunque avrebbe morto. “Di lui? È il più vile degli uomini,il solo pensargli mi da repulso. Cosa dire d’ un uomo che sa solo rubare le donne altrui? Nulla di piacevole.” Quando aveva ancora il visino imbronciato vidi il mio orologio lampeggiare: il tempo che avevo a mia disposizione stava per finire. Subito raccolsi tutti i miei fogliacci sparsi e,dopo averle dato un frettoloso abbraccio ad aver sentito il suo profumo d’erba tagliata,anch’esso indimenticabile, corsi via a malincuore. <br>In conclusione del tutto posso dire una cosa: Elena è la più bella donnina che sia mai esistita,ma anche la più gentile,cova rancore solo per chi le ha compiuto grandi torti,rovinandola; per il resto vederla è stata come vedere un bellissimo diamante grezzo: irresistibile sin dall’apparenza,ma ancor più incantevole se lo si sa conoscere ed apprezzare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-29 15:49:16 UTC</pubDate>
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         <title>Achille riconosce il valore di Ettore</title>
         <author>flavio_brunelli_it</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/346620075</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Caro Ettore,<br><br></div><div>mai avrei pensato, qui nell’Ade, di scriverti una lettera, dopo tutto ciò che facemmo da vivi durante la contesa nata per vendicare il torto subito dagli Atridi, nell’ampia Troia. <br><br></div><div>Ti scrivo perché, per quanto io sia ancora molto legato a ciò che mi capitò quando ancora nei campi facevo stragi, la mia ira va affievolendosi qui nel regno dei dannati, ora che ho potuto ricongiungermi al caro Patroclo, di cui tu mi privasti al tempo. Le mie membra intorpidite e la mia mente, ormai lontane dalla carneficina, mi spingono a riconoscere che tu Patroclo l’uccidesti per difendere i tuoi affetti, le tue donne e i tuoi fratelli, non per sete di fama come il sottoscritto, troppa ne ottenni sotto Ilio. <br><br></div><div>Non mi pento di ciò che feci in vita, tanto a Ftìa sotto il buon padre Peleo, quanto a Troia per onorarlo, anche se forse mi curai più di magnificare me stesso che di dare gioie al vecchio: in balìa dei nemici lo lasciai. Tuttavia di questo ho rimorso: non ebbi il giusto rispetto per te, guerriero degno di grande gloria e d’esser ricordato da Achei e Troiani tutti. Per giorni il tuo corpo logorai, accecato dal sentimento: non comprendevo quanto ci fosse di nobile in ciò che ti spingeva a non risparmiare colpi, nel furore della battaglia. Adesso mi sento di dirti che il mio pensiero è più vicino al tuo, e forse lupo e agnello posson davvero aver cuori concordi. <br><br></div><div>Infatti per te i lamenti e il remare di Caronte fra le anime straziate han tutt’altro sapore: tu vivesti e combattesti tranquillo, seppur tremante all’ombra di Cèrbero, sapendo che la morte, sopraggiunta in difesa dei tuoi cari, ti avrebbe garantito gradito soggiorno con le loro ombre in mezzo ai dolenti; io invece ho quasi vergogna dinanzi a padre e madre, che furono in continua tribolazione per le mie battaglie e la mia sorte. Dell’unico figlio, anzitempo, li privai per la gloria: adesso che mi rimane? Non mi si scalda il cuore all’idea d’esser ricordato, né al pensiero delle imprese che affrontai lungo le coste della Ionia, e come Tàntalo figlio di Zeus egìoco ho sete, non di fama, ma d’affetto, e fame, non di guerra, ma d’amore. <br><br></div><div>In ricordo di quanto di buono facemmo in vita, io, Achille, eroe in preda all’amarezza della morte e della permanenza qui nell’Ade, ti porgo le mie scuse e ti rendo omaggio, Ettore, che valoroso combattesti fra i più grandi, ma non con animo da eroe, con animo da uomo, rassegnato al suo destino di morte ma che va oltre i semplici affari di guerra, stringendo vincoli d’affetto superiori al senso di appartenenza ad una stirpe. Per questo tu verrai sempre ricordato: tanti giovani lotteranno per la famiglia e per la patria ispirandosi alle tue nobili gesta.<br><br></div><div>Achille, figlio di Peleo <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-29 16:18:04 UTC</pubDate>
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         <title>ACHILLE ED ETTORE A CONFRONTO </title>
         <author>antonellamarro04</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/346666149</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa mattina mi sono recata a Roma in uno studio dove si tengono interviste importanti. Come ospiti vi ereno Ettore e Achille, due grandi rivali che hanno combattuto la lunga e sanguinosa guerra di Troia. <br>ETTORE=Elmo abbagliante, primogenito di Primo ed Ecuba,sposato con Andromaca,padre di Astianatte, eroe molto valoroso che nonostante sia molto legato alla famiglia e conosce il suo destino, decide di andare ugualmente in guerra per difendere la patria. <br>ACHILLE= Ira funesta che infiniti dolori inflisse agli achei, figlio di Teti (dea marina) e Priamo, è un eroe vulnerabile, perché da piccolo venne immerso nelle acque del fiume Stige, ma l'unica parte invulnerabile è il tallone che non venne immerso nelle acque. Eroe che visse una vita breve, viene considerato un basileus, perché partecipò alla guerra come volontario. <br><br>Schierati come su un campo di battaglia ci sono i due grandi eroi. <br>GIORNALISTA="Buongiorno a tutti voi che siete qua questa mattina per assistere a questa intervista che vede protagonisti questi due grandi rivali."<br>ACHILLE="Buongiorno a tutti." <br>ETTORE="Buongiorno a tutti e grazie per avermi chiamato." <br>G="Sono molto appassionato dei poemi omerici, ma non ho ben capito le caratteristiche di voi eroi."<br>E="Che dire:le caratteristiche che dovevamo avere erano quelle che rappresentavano ognuno di noi, per poi essere definiti eroi. Una di queste è l'onore (τιμή), la virtù (άρετη)."<br>A="Si,(conferma ciò che è stato detto da Ettore) c'è anche la vergogna (άιδως) e infine la gloria (κλέος)." <br>G="Ettore ho una domanda per te,ti mancavano i tuoi familiari mentre eri in guerra?" <br>E="Si, mi mancavano molto mia moglie Andromaca e mio figlio Astianatte, ma il mio intento era quello di tornare a casa sano e salvo, ma non ci sono riuscito, perché sono stato ucciso da Achille che volle vendicarsi della morte del suo migliore amico." <br>G="Achille, tu cosa ne pensi?" <br>A="In battaglia c'è sempre un perdente e in qietso caso è stato lui, non per vantarmi, ma dovevi vendicarmi del mio amico e quindi il fato ha voluto così." <br>G="Bene, ora un'ultima domanda, cosa ne pensate di Elena, colei che è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?" <br>E:"Elena senz'altro è una donna dolce e femminile in tutti i sensi, ma la colpa la darei a Paride, dato che è stato lui a rapirla." <br>A="Concordo con Ettore, ma aggiungo che è una donna totalmente disinteressata alla sorte degli uomini." <br>G="OK, siamo giunti al termine di questa intervista. Diamo la linea al TG1." <br>E="Ancora grazie mille per l'ospitalità e buona giornata." <br>A="Anche io ringrazio tutte le persone che lavorano in questo studio, sono fantastiche, buona giornata." </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-29 18:17:18 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Atride pastore d&#39;eserciti:&quot;Sono tornato!&quot;</title>
         <author>violascenzi</author>
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         <description><![CDATA[<div>Regista:"3...2...1...In onda! Vai Viola Inizia!" <br>Viola:"Buongiorno a tutti, colleghi cittadini!<br>Oggi, un giorno primaverile come gli altri, sarà rivoluzionato dalla persona qui accanto a me, nello studio di "Chi è Omero?" Un applauso al mitico e glorioso Agamennone"<br>L'ospite ringrazia della presentazione ed è pronto a rispondere ad alcune domande degli ascoltatori<br>V:"Iniziamo subito! Che puoi dirci della tua famiglia? <br>Con quel sacrificio potevi rimetterci una figlia..."<br>Agamennone di tutta risposta:"I miei figli stanno benissimo: Elettra e Oreste sono partiti insieme dopo che Clitemnestra ed Egisto mi hanno ucciso... <br>Questa tecnologia che mi fa essere qui nonostante tutto è fantastica!<br>Quanto ad Ifigenia, è sacerdotessa di Artemide.<br>riguardo al sacrificio... dovevamo partire, mio fratello era stato disonorato; se l'unico modo per riuscirci era quello, non avevo scelta. Tu porti il nome della dea che ha salvato mia figlia!"<br> V:"Perfetto, andiamo avanti: <br> Con Achille come va? So che avete fatto una bella litigata"<br> Lui guardandomi bieco risponde:"Preferisco non tornare a quel momento; avevo e ho sempre ragione io.<br> Più che di Achille la colpa è di quel sacerdote Crise che ha disturbato Apollo per scatenare una pestilenza nel nostro accampamento! Achille se ne è andato, ed è vero, ma è anche vero che per le sue paranoie ha perso il suo più caro amico: Patroclo, ucciso non solo dalle mani di Ettore Luminoso. Lo ricordo ancora con uno dei suoi epiteti perchè devo riconoscere che non aveva paura pur conoscendo il suo destino."<br> V:"Direi che non c'è nulla da aggiungere.<br> La prossima domanda è: Hai chiamato Ettore con un suo epiteto, vuoi parlarci di uno dei tuoi?"<br> A:"Volentieri; è un po' che sento parlare dei sacerdoti che obbediscono ad un solo dio (e questa cosa non mi piace, ma tralasciando ciò) quelle persone vengono chiamate "pastori di anime", cioè controllano tutti  i credenti; ecco, questo è ovviamente ripreso dal mio epiteto "pastore di eserciti", non ci si scorda mai dei veri eroi!"<br> V:"Mi sembra capiente come risposta, proseguiamo con la quarta domanda: Un uomo di cui di ti ricordi particolarmente?"<br> A:"Bella domanda, Tersite è quello di cui mi ricordo di più!<br> Mala lingua, stolto di un uomo!<br> Mi ricordo che era zoppo, gobbo e quasi del tutto calvo, aveva la testa a punta e le spalle curve verso l'interno.<br> Era un vigliacco, sparlava sempre di me e mio fratello, degli Atridi: ci rendiamo conto?<br> Una volta per provare la lealtà del mio esercito (avevo avuto un sogno premonitore): ho detto che saremmo ripartiti di lì a pochissimo: loro tutti felici corsero verso le concave navi; mi ci volle non si sa quanto per portarli in assemblea, e questo maledetto oratore mi diceva le cose peggiori. <br> Ma per fortuna c'era lì Odisseo, oh, quell'uomo! E' grazie a lui se quell'orrido uomo ha smesso di burlarsi di me."<br> V:"Quinta ed ultima domanda: la maschera d'oro che si dice appartenerti, è veramente tua?"<br> A:"Ebbene sì, lo è realmente, solo che la persona incaricata di farla non è stata efficientissima: assomiglia, anche se fatta sul mio viso, a Menelao!"<br> V:"Grazie della tua presenza, vorremmo offrirti questo cavallino di cioccolato fatto dai nostri cuochi!"<br> A:"Grazie a tutti voi e, come si dice di questi tempi "se vedemo"!!"<br> V:"Un applauso all'Atride Agamennone!"</div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-29 19:08:36 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>marco_cav04</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'intervista epica<br><br>Ieri sera tornai a casa molto stanco.Dopo cena piombai sul letto e mi addormentai subito.Ad un certo punto mi svegliai,ma non mi trovavo a casa.Ero in un luogo tetro,buio.Cominciai a guardarmi intorno,incredulo,ma allo stesso tempo stupito.Mentre camminavo e pensavo al perché mi trovassi lì,vidi in lontananza un uomo girato di spalle.Era biondo,la sua chioma gli scendeva lungo il collo e indossava un'armatura che pareva essere stata forgiata da un Dio,per quanto era bella.Lui stesso,dal suo aspetto al dir poco armonico, sembrava non essere un normale essere umano.Mi avvicinai,curioso.Mi feci coraggio e quando fui abbastanza vicino dissi:&lt;&lt;Scusami...chi sei? Dove mi trovo?&gt;&gt;Lui si girò bruscamente e mi rispose:&lt;&lt;Stai parlando con Achille,figlio di Peleo,e questo è l'Ade.&gt;&gt;.Esitai,stupito,poi dissi:&lt;&lt;Non posso credere di avere davanti una persona come te Oggi,nel 2019,sei famosissimo,soprattutto per le tue imprese a Troia;sono stati fatti tanti film su di te.Perdona il mio entusiasmo,ti dispiace se ti faccio qualche domanda?&gt;&gt;Lui rispose:&lt;&lt;Sono contento che ancora oggi vengo ricordato perché aspiravo proprio a questo quando ero in vita.Comunque chiedimi quello che vuoi.&gt;&gt;.&lt;&lt;Ehm...&gt;&gt;,dissi emozionato.&lt;&lt;Non saprei proprio da dove cominciare.Per prima cosa come ci si sente ad essere un semidio,ad essere invincibile?&gt;&gt;.Lui mi rispose:&lt;&lt;Sicuramente ero tanto orgoglioso del fatto che i miei nemici avessero paura di me,tremavano di paura quando sapevano che stavano per affrontarmi insieme a tutto l'esercito acheo.Ahimé, però, non posso dire di essere invincibile.C'é qualcosa che è al di sopra di me, a cui né io né nessun altro può solo pensare di ribellarsi:il fato.La mia sorte è stata quella della morte ed io,per quanto forte possa essere stato,non ho potuto farci nulla.&gt;&gt;.&lt;&lt;Uh!Deve essere stata dura accettarlo!&gt;&gt;dissi io,colpito da quelle parole.&lt;&lt;Se ti dovessi descrivere con una sola parola,un solo aggettivo,come lo faresti?Quale pensi che sia l'aspetto che più ti contraddistingue?&gt;&gt;.Lui mi rispose:&lt;&lt;Se mi dovessi...beh,sono sempre stato lodato per il mio valore in battaglia,per la mia agilità nel combattimento.Quindi mi potrei descrivere come "Achille piè veloce"o,magari, "piede rapido",non so&gt;&gt;.&lt;&lt;Sono d'accordo.Senti,ho un'altra domanda da farti.Cosa si prova nell'uccidere una persona?Nell'infilarle una spada nel petto?Che emozioni si avvertono?&gt;&gt;.&lt;&lt;Beh...se quella persona ti ha fatto qualcosa di brutto come privarti di un amico...&gt;&gt;.Si fermò pensieroso.&lt;&lt;Allora?&gt;&gt;.&lt;&lt;Allora si prova quasi piacere ad ucciderla e non si ascolta nessuna delle sue suppliche perché si ha sete di vendetta.&gt;&gt;.&lt;&lt;Come ti è accaduto con Ettore?&gt;&gt;,chiesi.&lt;&lt;Esattamente&gt;&gt;.&lt;&lt;Ma allora,se avevi tanta sete di vendetta, perché ne hai restituito il corpo ai Troiani?&gt;&gt;.&lt;&lt;Beh,in realtà all'inizio non volevo.Di solito sono irremovibile su questo ma quel povero Priamo era venuto a prostrarsi davanti a me supplicandomi di restituirgli il corpo del figlio.Il suo discorso mi commosse perché mi ricordó mio padre.Per questo presi tale decisione.&gt;&gt;.&lt;&lt;Bene,penso di non doverti chiedere più niente.Grazie per la tua disponibilità.Ti saluto e spero di rincontrarti un giorno&gt;&gt;.&lt;&lt;Prego,ti saluto anch'io.Ti auguro buona fortuna nel mondo dei vivi&gt;&gt;.In quel momento mi svegliai e quella fantastica intervista finì.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-29 20:50:38 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;eroismo del troiano Ettore</title>
         <author>simone_montalto04</author>
         <link>https://padlet.com/fabiolanotte84/fi97dipens3a/wish/349000210</link>
         <description><![CDATA[<div>Intervistatore: "Buongiorno a tutti, e benvenuti su Canale 5. Al nostro fianco abbiamo Ettore, l'eroe troiano pronto ad affrontare il terribile Achille. Cosa ha da dire riguardo alla sua vita privata?"</div><div> </div><div>Ettore: "Sono il marito di una bellissima signora di nome Andromaca, e da due anni sono diventato padre di un bambino di nome Astianatte."</div><div> </div><div>Intervistatore: "Dopo che è iniziata la guerra, lei ha visto almeno una volta la sua famiglia?"</div><div> </div><div>Ettore: "Dato che sono il più grande eroe troiano, sono sempre nel campo di battaglia pronto a procurarmi gloria (<em>kleos</em>) e onore (<em>timè</em>). Durante una pausa della guerra sono potuto tornare a casa, desideroso di vedere la mia famiglia. Però dopo che ho aperto la porta, in casa non c'era nessuno. A quel punto ho pensato che Andromaca potesse essere uscita. Ho chiesto informazioni alla dispensiera e lei mi ha riferito che era andata alle porte Scee con Astianatte e un'ancella. Sono corso come un matto fino alle porte Scee, finché l'ho vista. Aveva un'espressione molto triste e impaurita, dato che il mio esercito stava perdendo."</div><div> </div><div>Intervistatore: "Andromaca ha cambiato espressione quando l'ha vista?"</div><div> </div><div>Ettore: "Era diventata molto, ma proprio molto felice, poiché pensava che mi fosse successo qualcosa. A quel punto mi continuava a dire che non dovevo tornare in guerra, perché era convinta che Achille mi avrebbe ucciso. Mi diceva di anteporre gli affetti familiari alla guerra e di non lasciare il figlio orfano e lei vedova. Dopo ciò mi rievocava la strage che Achille aveva fatto della sua famiglia, e mi supplicava ancora di più di deporre le armi. Io le avevo detto che il mio posto era sul campo di battaglia e che dovevo dare tutto me stesso per difendere la mia patria."</div><div> </div><div>Intervistatore: "Lei quindi cosa ha fatto?"</div><div> </div><div>Ettore: "Anche se ero consapevole di morire per mano di Achille, preferivo morire prima della nostra totale sconfitta, perché non volevo vedere, dopo la conquista della città, mia moglie catturata da qualche acheo vincitore e resa sua concubina. Quanto ad Astianatte, sicuramente un acheo lo scaglierà giù dalle mura di Troia e morirà. Perciò io dovevo andare in battaglia e non potevo ritirarmi, anche se Andromaca e l'ancella piangevano, dato che, come me, erano convinte che non sarei più ritornato."</div><div>Intervistatore: "Dopo questo incontro familiare, ha dovuto affrontare dei nemici molto potenti e spietati?"</div><div> </div><div>Ettore: "Sì, eccome! L'esercito acheo è sempre molto forte e potente dato che ha arruolato dei soldati pronti a tutto. Il nemico che seminava il terrore tra i miei compagni non era Achille, bensì i suo migliore amico: Patroclo. Dopo una contesa con Agamennone, Achille si era ricusato di combattere e Patroclo era sceso in campo per dimostrare il suo valore. Il dio Apollo è nostro alleato e quindi lo ha stordito. Uno dei nostri soldati più valorosi, Euforbo di Pantoo, lo aveva ferito con la lancia e infine io gli sono balzato addosso uccidendolo. Poco prima di morire mi insultava dicendo che ero un vigliacco, poiché ho avuto paura ad assalirlo, in quanto ero stato l'ultimo a farlo, perché prima lo avevano indebolito Apollo ed Euforbo."</div><div> </div><div>Intervistatore: "Dopo che ha ucciso Patroclo, cosa ha fatto del suo corpo?"</div><div> </div><div>Ettore: "Avevo notato che quelle erano le armi del valoroso Achille, quindi decisi di spogliarlo e di prenderne possesso".</div><div> </div><div>Intervistatore: "E' stata un'intervista bellissima. Ora, se non ha altro da aggiungere, concludiamo la puntata di "ILIADE E ODISSEA, I PIACERI DELLA SCOPERTA" e linea a Fabrizio con lo sport."</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-05 16:35:58 UTC</pubDate>
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