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      <title>Ugo Foscolo by Rossana Vitale</title>
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      <description>Realizzato con un desiderio su una stella</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-06-08 06:54:02 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ugo Foscolo nasce il 6 Febbraio 1778 a Zante. Dopo l'infanzia, trascorsa tra Zante e Spalato, nel 1793 raggiunge la madre a Venezia. La discesa di Napoleone in Italia accende l'entusiasmo politico di Foscolo, che si impegna per la causa rivoluzionaria. Quando Napoleone cede Venezia all'Austria con il trattato di Campoformio (1797), la delusione del poeta è grande. Foscolo continua a seguire gli eserciti napoleonici, ma il suo atteggiamento diventa sempre più nettamente antifrancese. Dopo la sconfitta di Napoleone a Lipsia, Fosco rientra a Milano da Firenze, dove risiedeva dall'estate dell'anno precedente. Tornati gli austriaci, per non giurare fedeltà al nuovo potere, prende la via dell'esilio. E'  prima a Zurigo e poi a Londra, dove rimane fino alla morte, avvenuta il 10 Settembre 1827.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-28 07:16:25 UTC</pubDate>
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         <title>Pensiero</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dall'Illuminismo Foscolo attinge una visione laica della storia e della società, nonchè una solita prospettiva materialistica. Ma dall'Illuminismo si rivela assai distante nella concezione dell'intellettuale e del sapere. Mentre gli illuministi considerano l'intellettuale uno "scienziato" al servizio della società, Foscolo, al contrario, conferma la subalternità del pensiero scientifico rispetto alla poesia e all'arte. La valorizzazione della poesia si inserisce però all'interno di una concezione pessimistica della storia e della società. La poesia, pur in grado di esprimere i grandi valori della civiltà, non può riscattare la fatale negatività del vivere sociale. La separazione tra l'esperienza autobiografica e quella letteraria è decisamente netta. Come emerge dall'Epistolario foscoliano si scorge un animo appassionato e ribelle dominato da un senso triste della vita, legato agli affetti familiari e ossessionato dal pensiero della morte; sul piano letterario Foscolo agiva in un'altra direzione, esercitandosi, con un utile apprendistato tecnico, su modelli come <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pietro_Metastasio">Metastasio</a> e l'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Arcadia">Arcadia</a> in generale. Inoltre, dedicandosi all'attività di critico letterario, Foscolo propone un metodo citico fondato sulla filologia. La letteratura cessa così di essere una successione più o meno casuale di episodi e diventa un fenomeno calato nelle diverse condizioni storiche e nelle diverse esperienze umane e culturali.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 06:54:55 UTC</pubDate>
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         <title>Opere</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <pubDate>2018-06-08 06:56:52 UTC</pubDate>
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         <title>In prosa</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 06:58:04 UTC</pubDate>
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         <title>Ultime lettere di Jacopo Ortis (1796-1817)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il romanzo narra le vicende di uno studente universitario veneto di passione repubblicana: <strong>Jacopo Ortis</strong>. Dopo aver assistito impotente al sacrificio della sua patria, Jacopo si rifugia presso i Colli Euganei. Il ragazzo trascorre una vita in perfetta solitudine, ormai deluso da tutto e da tutti, passando il suo tempo libero scrivendo al suo caro amico <strong>Lorenzo Alderani</strong>, leggendo il filosofo greco <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=3091&amp;biografia=Plutarco">Plutarco</a> o intrattenendosi quando capita con un sacerdote, con il medico e con altre persone della cittadina. La sua vita ha una svolta quando incontra il <strong>Signor T</strong> e le sue due figlie <strong>Teresa</strong> e <strong>Isabellina</strong>. L’uomo inizia a frequentare la loro casa e si innamora perdutamente di Teresa, ma la donna è già promessa in sposa al freddo e avido <strong>Odoardo</strong>.<br><br></div><div>Proprio durante una passeggiata, Teresa confessa a Jacopo di non sentirsi felice e di non volere sposare Odoardo, al quale il padre l’ha promessa in sposa solo esclusivamente per mere questioni economiche. Il ragazzo da una parte è felice di questa sua dichiarazione, dall’altra però sente la sua disperazione per un amore a suo dire impossibile.<br><br></div><div>Stanco di tutto, decide di andare a Padova, dove è riaperta l’Università. Dopo alcuni mesi, però, Jacopo ci ripensa e ritorna da Teresa. Nel frattempo, approfittando dell’assenza del futuro sposo Odoardo riprende i dolci colloqui con la donna. Ma anche quella felicità dura un soffio. Il destino è segnato: “<em>l’uomo sarà infelice</em>” e questo Jacopo lo ripete narrando la storia di <strong>Lauretta</strong>, una fanciulla infelice, nelle cui braccia è morto il fidanzato e i cui genitori sono dovuti fuggire dalla loro patria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:00:01 UTC</pubDate>
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         <title>In versi</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266249572</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:09:23 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Ode a Luigia Pallavicini caduta dal cavallo (1799)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[<div>Luigia Pallavicini è una bellissima donna, ma data la sua caduta da cavallo ella si vergogna e decide di non mostrarsi più in pubblico.<br>Il poeta si rivolge alle Grazie perché portino alla donna ferita i balsami e i lini (usati per Venere punta da uno spino il giorno in cui piangeva Adone morto) per risanarla.<br>Gli Amori piangono per lei ed offrono voti ad Apollo perché ella guarisca e possa ritornare presto alle danze.<br>Il poeta, dopo essersi rammaricato che la donna non si sia dedicata alla poesia ma abbia scelto occupazioni virili come l'equitazione, racconta quanto accaduto quel triste giorno. Il vento e il morso tentarono inutilmente di frenare il cavallo imbizzarrito che correndo impaurito si lanciò verso il mare.<br>Ma mentre le onde stavano per inghiottirlo, Nettuno intervenne e respinse dal mare l'animale che arretrando si impennò rovesciando dall'arcione la bella donna trascinandola sulla strada lastricata di sassi.<br>Il poeta, a questo punto, maledice chi ha insegnato alle donne l'arte del cavalcare ma spera e prega che alla sua amica tocchi la sorte di Diana che caduta dal cocchio ne ebbe il viso rovinato ma che poté in seguito ritornare lieta tra le sue ninfe dalle feste di Efeso e salire, più bella di prima, al cielo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:10:25 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ode all&#39;amica risanata (1802)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266251174</link>
         <description><![CDATA[<div><br>In quest'ode il poeta parla della vanità di una bellissima donna che organizzava feste e invitava artisti e letterati nella famosa Villa Litta di Lainate; purtroppo si ammalò e non riuscì più a partecipare agli incontri, per problemi sia fisici sia mentali, scossa dalla malattia.<br>Come il pianeta Venere si alza brillante a far fuggire le tenebre, così l'amica si alza, guarita, dal letto e in lei rinasce quella bellezza che faceva trepidare.<br>Le Ore, durante la malattia dispensatrici di medicine, le porgono ora i bei vestiti e gli ornamenti in modo che, quando ella ritornerà nei luoghi notturni, tutti la potranno ammirare come se fosse una dea.<br>La bellezza della donna non morirà ma durerà eterna se un poeta la canterà, così come per Diana, Bellona e Venere, donne mortali che il canto dei poeti rese immortali.<br>Foscolo, che è nato in quel mare dove regnò Venere e dove era lo spirito senza speranza di Saffo, trasporterà nella pur severa poesia italiana i ritmi più delicati e soavi della poesia eolica (di cui Saffo fu l'esponente sommo) per cantare la donna amata che sarà venerata come dea dalle donne lombarde delle generazioni future ("Le insubri nepoti", così chiamate in ragione dei Galli Insubri che abitarono la zona).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:18:05 UTC</pubDate>
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         <title>Alla sera (1803)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266251455</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tema è la sera, vista come immagine della morte, la «fatal quiete», cioè una dimensione cosmica atemporale, ma anche la pace dell'anima. Per questo motivo è molto cara al poeta. Ma affine a questo, emerge dalla poesia anche un altro tema fondamentale: il sofferto rapporto tra il desiderio di pace del poeta e il senso angoscioso della vita che lo travaglia. La sera è descritta quindi dal Foscolo sia portatrice di bei tramonti estivi, accompagnata da venti leggeri, sia foriera di atmosfere invernali, tenebrose e nevose, ma in entrambi i casi la sera è sempre desiderata, perché essa ispira i più intimi pensieri, le più segrete aspirazioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:19:39 UTC</pubDate>
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         <title>A Zacinto (1802-1803)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
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         <description><![CDATA[<div>Originariamente conosciuto come <strong><em>Né più mai toccherò le sacre sponde</em></strong>, dal primo verso — è uno dei più celebri sonetti più celebri della produzione foscoliana.<br>Il componimento è dedicato all'isola del mar Ionio (l'odierna Zante) dove Foscolo nacque, ed affronta il tema dell'esilio e della nostalgia della terra natale. Il poeta paragona la sua condizione a quella di Ulisse, che però fu più fortunato di lui in quanto riuscì a rimettere piede sulla sua amata Itaca, mentre Foscolo è condannato ad una "illacrimata sepoltura" (una sepoltura in una tomba su cui nessuno potrà venire a piangere) in terra straniera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:26:34 UTC</pubDate>
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         <title>In morte del fratello Giovanni (1803)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266253210</link>
         <description><![CDATA[<div>E' un sonetto composto per ricordare la morte di suo fratello, Giovanni Dionigi, probabilmente ucciso a causa di debiti di gioco. È una poesia tristissima, dove l'autore esprime tutto il suo dolore per la mancanza di suo fratello, e la lontananza dalla sua famiglia e dalla sua patria ( “..i miei tetti..”). E' una composizione molto personale, come "A Zacinto", infatti è legata in modo particolare al mondo privato dell'autore, ai suoi affetti personali. Nel sonetto si parla anche della madre che, addolorata, parla con le “ceneri mute” del figlio morto, <br>“col suo di tardo traendo”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:30:00 UTC</pubDate>
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         <title>Alla musa (1802-1803)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266253841</link>
         <description><![CDATA[<div> La struttura tematica è incentrata sulla contrapposizione fra un passato, quello della gioventù del poeta, fecondo di poesie, e un presente nella maturità in cui l’ispirazione è quasi inaridita. Foscolo vi esprime il proprio dolore per una vita piegata dal tormento che neppure la poesia può mitigare.</div><div>Si possono facilmente riconoscere varie analogie tra questo e gli altri sonetti di Foscolo. L’uso dell’interlocutore diretto è comune anche a A Zacinto, In morte del fratello Giovanni, Alla sera: infatti si rivolge rispettivamente al luogo di nascita, al fratello deceduto e alla sera. Comune è anche la ripresa di elementi classici: la Musa, i Numi, Venere e Ulisse.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 07:33:51 UTC</pubDate>
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         <title>Le Grazie (1812-1813)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266268999</link>
         <description><![CDATA[<div>Un poema suddiviso in tre inni dedicati rispettivamente a tre dee della mitologia greca: Venere, dea dell’amore e della bellezza; Vesta, dea del focolaio domestico; Pallade, dea dell’ingegno. Il poema è ispirato all’omonimo gruppo marmoreo dello scultore Antonio Canova.<br>Le Grazie sono delle divinità intermedie tra il cielo e la terra e rappresentano le arti. Hanno una funzione civilizzatrice in quanto conducono l’uomo fuori dal suo stato bestiale e lo elevano al sublime e all’armonia, esprimendo i valori della civiltà umana.<br>L’arte è, infatti, il risultato di una condizione di benessere e civiltà.<br>Il poema è uno dei principali esempi della poesia neoclassica italiana in cui è espressa l’aspirazione all’equilibrio interiore, all’armonia e alla capacità di dominare le proprie passioni. In una situazione di crisi, guerre e rivolte politiche, Foscolo esalta la funzione civilizzatrice dell’arte, capace di condurre gli uomini verso l’armonia e l’equilibrio. <br>- Il primo inno descrive la nascita delle Grazie e la loro apparizione sulla Terra, che rappresenta la nascita della civiltà nella Grecia classica. Il tema fondamentale è la funzione civilizzatrice dell’arte, capace di far uscire gli uomini dal loro stato bestiale, guidandoli al controllo sulle loro passioni.<br>- Nel secondo inno, è descritto il passaggio delle Grazie in Italia e il poeta celebra per loro un rito, accompagnato da tre donne che simboleggiano la musica, la poesia e la danza.<br>Tema di questo inno è la trasmigrazione dell’arte dalla Grecia classica all’Italia, in un luogo simbolo del Rinascimento italiano: la villa di Bellosguardo a Firenze.<br>- Il terzo inno descrive la fuga delle Grazie nella mitica isola di Atlantide, dove si erano rifugiate per sfuggire all’imbarbarimento degli uomini e alla decadenza del mondo.<br>La dea Pallade le richiama sulla Terra, proteggendole con un velo, tessuto da Flora ed eternato dall’ambrosia versata da Ebe.<br>Foscolo vive in una situazione di crisi in cui i valori rappresentati dalle arti erano stati perduti. Pertanto era necessario proteggere le Grazie dalla concupiscenza umana con un velo che rappresenti i valori che le divinità avevano portato sulla Terra, civilizzando gli uomini: la compassione, la pietà, la purezza, il pudore, l’umanità, l’accoglienza, la nobiltà. <br>Il tema dell’inno è il legame tra poesia e nobili sentimenti, capaci di civilizzare l’animo umano, elevarlo al sublime e ispirargli azioni virtuose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 09:00:46 UTC</pubDate>
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         <title>Dei Sepoolcri (1807)</title>
         <author>rossanavitale45</author>
         <link>https://padlet.com/rossanavitale45/fdy1kws3e65i/wish/266271426</link>
         <description><![CDATA[<div>E' l'opera più compatta e conclusa. I Sepolcri sono costituiti da 295 endecasillabi sciolti. Il testo è suddivisibile in quattro parti.<br>La prima parte affronta il tema dell'utilità delle tombe e dei riti funerali.<br>La seconda parte è dedicata ad una ricognizione delle varie concezioni e dei vari usi che si sono susseguiti, rispetto alla morte, nel corso della civiltà umana.<br>La terza parte tratta a fondo il rapporto tra significato privato e significato pubblico della morte e dei riti collegati.<br>La quarta parte, oltre a ribadire il valore morale della morte, che compensa le ingiustizie della vita, viene affermata la funzione centrale della poesia, il cui compito è quello di celebrare le virtù e di conservare nel tempo il ricordo.<br><br>Il tema dei Sepolcri diviene in Foscolo un tema strategico perchè risulta in grado di convogliare e raccogliere i principali nodi problematici della sua opera. E' un tema, cioè, all'incrocio di altri temi importanti: il materialismo, la riflessione sul significato della civiltà e in particolare della poesia, la condizione storica dell'Italia e le possibilità di riscatto, l'identità individuale e sociale del poeta.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-08 09:14:02 UTC</pubDate>
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