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      <title>Un&#39;ora di didattica per Giuseppe Di Matteo by carmina</title>
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      <description>Iniziativa del Parlamento della Legalità internazionale. 
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-06 18:18:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carmina_ielpo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un'ora di didattica per Giuseppe Di Matteo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-06 18:49:02 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>RIFLESSIONE SU GIUSEPPE DI MATTEO,VITTIMA DELLA MAFIA</div><div><br></div><div>La mafia,detta anche Cosa Nostra,è un’organizzazione criminale unitaria e verticisticamente strutturata,che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di “territorialità”.</div><div>Vittima della mafia fu il piccolo Giuseppe di Matteo,che a soli quattordici anni,venne strangolato e sciolto nell’acido,per il pentimento del padre,ex affiliato di Cosa Nostra.</div><div>Il piccolo Giuseppe,innocente com’era,è morto così,nonostante il padre avesse scelto di collaborare con la giustizia,per garantire un futuro diverso al figlio.</div><div>Con la morte di Giuseppe,la mafia ha definitivamente perso la sua finta “innocenza”:l’”innocenza” di un’organizzazione che non uccideva i bambini.</div><div>Oggi,Lunedì 11 Gennaio,ricorre l’anniversario di morte di Giuseppe.</div><div>Giuseppe era un ragazzo entusiasta della vita,che non aveva niente a che vedere con la tristezza della mafia.</div><div>Giuseppe aveva tanti sogni:una delle sue più grandi passioni,era l’equitazione.</div><div>Giuseppe era un ragazzo come me,morto guardando in faccia i propri aguzzini che non hanno avuto la minima pietà,tanto erano accecati dal rancore.</div><div>Purtroppo nulla farà tornare indietro il piccolo Giuseppe,nè le frasi retoriche,nè i fiumi di parole scritte contro la mafia.</div><div>E’ importante però far rimanere vivo il ricordo di questo ragazzo,che ha pagato per colpe non sue.</div><div>La speranza è che le nuove generazioni riescano a sradicare la cultura mafiosa,in modo che episodi del genere non si verifichino mai più. </div><div><br></div><div>Camilla Verri</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-09 19:02:35 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessione su Giuseppe di Matteo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Di Matteo, un ragazzo di soli 14 anni, aveva ancora tutta la vita davanti a sé ma dei mafiosi la misero a termine.</div><div>Il padre di questo giovane ragazzo faceva parte di un gruppo di mafiosi, ma un giorno si pentì di tutto quello che aveva fatto, decidendo così di confessare alle forze dell’ordine.</div><div>Questa confessione però non piacque ai suoi ex colleghi di malefatte, tanto che per fargli ritrarre tutte le informazioni che dette ai giudici, decisero di rapire il figlio.<br>La notizia del rapimento arrivò prima al nonno di Giuseppe Di Matteo, che avvertì il figlio facendo presente delle minacce di morte presenti nella busta di avvertimento spedita dai mafiosi. Tuttavia il padre di Giuseppe non ritirò le accuse, facendo così infuriare il capo del gruppo di mafiosi, che condannò a morte il povero Giuseppe Di Matteo, una morte violenta.</div><div>Il ragazzo venne sciolto nell’acido.</div><div>La sua storia ci fa capire cosa farebbero certe persone per continuare a uccidere come se nulla fosse, come se uccidere fosse un’azione normale.</div><div>Non ci rendiamo proprio conto del pericolo? Anche secondo voi uccidere è così scontato?</div><div>Perché agire solo quando le cose ci toccano personalmente?                                         <br> Manuel Tremò<br><br><br></div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-10 18:34:40 UTC</pubDate>
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         <title>Per non dimenticare...Giuseppe Di Matteo</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe era un ragazzo come tanti, amante della vita, entusiasta nel fare progetti per il futuro, al quale, però, è stato negato in modo orrendo il diritto alla vita!<br><br></div><div>Abbiamo conosciuto la sua storia proprio oggi, nel giorno del 25/esimo anniversario del suo barbaro assassinio per mano della mafia e tale storia ha suscitato in noi profonde riflessioni…<br><br></div><div>Santino Di Matteo, papà di Giuseppe, nella sua vita ha sbagliato, ma poi si è pentito e ha dato un contributo forte per sconfiggere la mafia…Ha sacrificato tanto di sé, il suo stesso figlio…Ha sofferto, dopo aver capito che il male deve essere combattuto e dopo aver iniziato a combatterlo…e si è rivolto a noi tutti con il suo accorato appello: <strong>“Aiutami a cambiare le generazioni intere!”</strong>                                                                                           …E noi non possiamo rimanere insensibili a questo appello!<br><br></div><div>La società, spesso, si abitua alle illegalità e finisce col restare indifferente a quanto, in essa, di illegale si verifica. Bisogna fare in modo che ciò non accada, bisogna fare in modo di non allontanarsi mai dalla strada della giustizia!<br><br></div><div>Per incamminarsi nella giusta direzione, la FAMIGLIA rappresenta il punto di partenza che dà il via all’intero percorso della nostra vita, con esempi di amore, unione, solidarietà e giustizia, volti al rispetto reciproco ed alla realizzazione del bene comune.<br><br></div><div>Bisogna essere pronti a rinunciare alla strada più comoda, quella del facile guadagno, del successo, del potere…<br><br></div><div>Bisogna avere il coraggio di non abbassare la testa di fronte alle ingiustizie, di non essere omertosi, perché fingere di non aver visto, fingere di non aver sentito e decidere di non denunciare i mali della società sfocia in un silenzio …che UCCIDE!<br><br></div><div>…E allora si rende necessario combattere e sconfiggere prima di tutto la PAURA che, talvolta, ci impedisce di fare ciò che vorremmo…Penso che, in ogni uomo, essa sia presente e ritengo ciò comprensibile, ma, accanto alla PAURA, deve necessariamente esserci il CORAGGIO: …un CORAGGIO temerario, capace di neutralizzare la PAURA e di infondere nell’uomo la forza di lottare contro ogni forma di ingiustizia, in nome della LEGALITA’!<br><br></div><div>Non è semplice affrontare il marcio che ci circonda, ma…se tutti ci unissimo, ispirati dagli stessi ideali, potremmo davvero rispondere all’appello di Santino Di Matteo, anche noi “pentiti” di non aver fatto, fino ad ora, abbastanza per cambiare, in meglio, il mondo!<br><br></div><div>La legalità è un impegno civile quotidiano per tutti noi…Con la nostra vita, con le nostre denunce, con la nostra fermezza proveremo che è possibile cambiare la società di intere generazioni.                                          Deve essere così, affinché la legalità riesca davvero a trionfare!                                                                             Dobbiamo farla coincidere con la normalità di ogni giorno…Essa deve riguardarci perché <strong>TUTTO RIGUARDA TUTTI ED OGNUNO DEVE SENTIRSI RESPONSABILE DEL BENE COLLETTIVO!<br></strong><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>Riflessioni degli alunni dell’ I.C. Bruno-Fiore  NOLA<br><br></div><div>                (Classi   II H   III H   IIIE )  <br>    <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 10:45:38 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Dissoluzione</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 12:45:17 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 13:56:31 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-01-11 14:10:34 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Un giorno in memoria di Giuseppe di Matteo<br>Il bambino che amava i cavalli, è un eroe per la conquista della legalità </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 14:13:38 UTC</pubDate>
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         <title>PER NON DIMENTICARE IL NOSTRO COMPAGNO GIUSEPPE..! Classe 3B, Istituto Rina Durante</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Alessia Vergara <br>Mafia, piaga storica riuscita a prosperare negli anni intimidendo attraverso attività illecite e \ o atti di violenza!<br>I suoi sostenitori, in data 11 gennaio 1996, strangolarono impassibili e sciolsero nell’acido un innocente ragazzo di 15 anni: Giuseppe di Matteo. La causa? Il pentimento di suo padre, ex-mafioso che aveva scelto la cosa giusta: collaborare con la giustizia. Per impedire ciò, però, alcuni esponenti mafiosi decisero di uccidere il figlio, il quale corpo non venne mai più ritrovato essendo, appunto, stato disciolto in una vasca di acido nitrico. I mafiosi tennero rinchiuso questo ragazzo, per vendetta, per una grandissima quantità di giorni pari a 779! <br>Nei 3 anni antecedenti alla sua morte, giunsero alla famiglia biglietti intimidatori, uno dei quali “Tappaci la bocca” con annesse due foto del ragazzo con in mano il Quotidiano. Essendo oramai chiaro il rapimento, tentavano di spingere il padre a ritrattare le sue rivelazioni attraverso queste intimidazioni. <br>Ricorre proprio oggi l’anniversario di morte. Ancora ad oggi questo innocente ragazzo viene ricordato attraverso foto nelle quali eseguiva la sua più grande passione, il suo sogno: l’equitazione. <br>Una sola voce potrebbe non fare la differenza ed è per questo che siamo qui a ricordare insieme il decesso di tale ragazzo. <br>Come disse Falcone: “La Mafia non è affatto invincibile. (…) Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave; e che si può vincere non pretendendo l'eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.”<br><br>Giada Mazzeo<br>Era l'11 gennaio di 25 anni fa, quando venne strangolato e sciolto nell'acido il figlio del pentito che per primo parlò della strage dei Capaci. Il figlio si chiamava Giuseppe di Matteo di soli 15 anni rinchiuso nel sotterraneo di un vecchio casolare. Il corpo del ragazzo non venne piú ritrovato poiché é stato disciolto nell'acido nitrico. Giuseppe era un ragazzo come tanti altri e aveva un grande passione per i cavalli. Suo padre fu arrestato, con un'accusa di aver commesso alcuni omicidi e qualche tempo dopo iniziò a collaborare con la giustiazia.Questa collaborazione permise di arrivare alla strage dei Capaci e Via d'Amelio, inoltre deve i nomi dei boss e degli uomini coinvolti. a questo punto Giovanni Brusco incaricó di rapire il ragazzo il 23 novembre del 1993 per portarlo nel bunker per 779 giorni. Oggi nonostante sono passati 25 anni ricordiamo ancora Giovanni,un ragazzo pieno di vita che ha combattuto contro la mafia.<br><br>Camilla Verri<br>La mafia,detta anche Cosa Nostra,è un’organizzazione criminale unitaria e verticisticamente strutturata,che si contraddistingue da ogni altra per la sua caratteristica di “territorialità”.<br>Vittima della mafia fu il piccolo Giuseppe di Matteo,che a soli quattordici anni,venne strangolato e sciolto nell’acido,per il pentimento del padre,ex affiliato di Cosa Nostra.<br>Il piccolo Giuseppe,innocente com’era,è morto così,nonostante il padre avesse scelto di collaborare con la giustizia,per garantire un futuro diverso al figlio.<br>Con la morte di Giuseppe,la mafia ha definitivamente perso la sua finta “innocenza”:l’”innocenza” di un’organizzazione che non uccideva i bambini.<br>Oggi,Lunedì 11 Gennaio,ricorre l’anniversario di morte di Giuseppe.<br>Giuseppe era un ragazzo entusiasta della vita,che non aveva niente a che vedere con la tristezza della mafia.<br>Giuseppe aveva tanti sogni:una delle sue più grandi passioni,era l’equitazione.<br>Giuseppe era un ragazzo come me,morto guardando in faccia i propri aguzzini che non hanno avuto la minima pietà,tanto erano accecati dal rancore.<br>Purtroppo nulla farà tornare indietro il piccolo Giuseppe,nè le frasi retoriche,nè i fiumi di parole scritte contro la mafia.<br>E’ importante però far rimanere vivo il ricordo di questo ragazzo,che ha pagato per colpe non sue.<br>La speranza è che le nuove generazioni riescano a sradicare la cultura mafiosa,in modo che episodi del genere non si verifichino mai più.<br><br>Samira Lombardo<br>Oggi,11 gennaio celebriamo l’anniversario  di morte di Giuseppe di Matteo.<br> Quello che può sembrare un avvenimento incredibile e distante dai giorni nostri nella realtà è molto diffuso.<br><br>Giorgia Pastore <br>Vittima della mafia è il quattordicenne Giuseppe di Matteo che ricordiamo oggi lunedì 11 gennaio. Il povero ragazzo venne ucciso da alcuni mafiosi e poi sciolto nell'acido, solo perché il padre decise di abbandonare una delle cosche e confessò tutto alla giustizia per assicurare a suo figlio un futuro migliore. Nonostante la accuse nessuno riuscì a salvare il ragazzo che venne condannato a morte ingiustamente.  Lui pieno di vita,di sogni e di amore per l’equitazione è morto perché suo padre aveva scelto la strada giusta.                                                                                                                                                                  Perché coloro che l’hanno ucciso sono andati a dormire tranquillamente quella notte nonostante avessero la morte di un bambino sulla coscienza ,con quale pietà? Bisogna chiederci a 25 anni dalla morte del piccolo Giuseppe. Ucciso per un motivo pietoso,come si può uccidere per aver scelto la strada giusta ?                                                                                          Oggi tutti noi dobbiamo avere fiducia nelle nuove generazioni che dovrebbero capire l'importanza della vita di una qualsiasi persona.<br><br>Ludovico De Matteis<br>Oggi, 11 gennaio 2021, il mio pensiero va a Giuseppe Di Matteo, un ragazzo che appena a 15 anni fu vittima della mafia, un'organizzazione criminale retta da violenza e omertà. Fu rapito, legato e rinchiuso prima in un furgoncino e poi i luoghi che sono i mafiosi conoscevano. Nonostante il suo rapimento il padre, Santino di Matteo, ex mafioso e collaboratore di giustizia, decise di proseguire il cammino intrapreso con i giudici. I mafiosi che non vedevano di buon occhio questa collaborazione, decisero di infliggergli un dolore immenso: uccidere suo figlio e discioglierlo nell'acido. Ciò avviene dopo 25 mesi di prigionia del ragazzo e la condanna alla pena dell'ergastolo di Giovanni Brusca, il capo del clan mafioso. Io mi auguro, che casi del genere non accadano mai più e che in noi ragazzi prevalgano sempre sentimenti di giustizia, onestà e lealtà.<br><br>Gabriel Cisternino<br>"Non mi fate del male" parole di supplica, sconfortanti, brutte da immaginare.<br>Sono le parole di un ragazzo Siciliano di 14 anni, Giuseppe Di Matteo, ucciso da tre mafiosi.<br>É brutto pensare, come una vita, dei sogni, possano andare distrutti in una così tenera età, senza poi poter dire "Ciao" ai suoi genitori, ai suoi cari.<br>Una speranza, tante aspirazioni, tanta felicità, bruciate nell' acido.<br>Fa male pensare che nonostante siano passati più di vent'anni, la mafia ancora esiste, perché esistono persone senza sogni, senza uno scopo, e senza nessuna aspirazione.<br>Al contrario di Giuseppe, che amava l'equitazione e che ora é una stella.<br><br>Gioele Camassa<br>La mafia, Cosa Nostra è un'espressione utilizzata per indicare un'organizzazione criminale di tipo mafioso-terroristico presente in Italia, soprattutto in Sicilia e in più parti del mondo. <br>Giuseppe di Matteo fu vittima della mafia. Il piccolo ragazzo, aveva solo 14 anni, quando venne sciolto nell'acido, per il dispiacersi del padre, ex membro di Cosa Nostra. <br>Con la morte del piccolo Giuseppe, la mafia ha perso la sua falsa innocenza. Ovvero l'innocenza di un'organizzazione che ammazzava i bambini. <br>Oggi, lunedì 11 Gennaio, è l'anniversario della morte di Giuseppe di Matteo. <br>La passione di Giuseppe era l'equitazione. <br>Giuseppe purtroppo non ritornerà più, però, tutti noi dobbiamo ricordare questo giovane ragazzo. <br>Speriamo che queste cose non si verifichino più nel mondo.  <br><br>Samuele Camassa<br>La mafia o Cosa Nostra è un'organizzazione criminale suddivisa in più associazioni dette ( cosche o famiglie) . La mafia è un sistema di potere esercitata attraverso estorsioni, violenza e controllo del territorio. La mafia ha ucciso molte persone, tra cui il figlio di un collaboratore di giustizia che si chiamava Giuseppe di Matteo un ragazzo tredicenne ucciso e sciolto nell'acido. Giuseppe di Matteo fu rapito un gruppo di mafiosi che aggiorno su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe joto. Giuseppe di Matteo fu ucciso per impedire che il padre Santino, collaboratore di giustizia collaborasse con gli investigatori. Giuseppe di Matteo era un bambino come tutti gli altri che amava studiare e fare equitazione, per questo motivo il padre per avere un futuro diverso inizio a collaborare con la giustizia. Secondo me nessuno bambino deve morire per le decisioni prese dal padre.<br><br>Elisabetta Potì<br>La mafia, un’organizzazione criminale sorta in Sicilia nel XIX secolo diffusasi prima su base territoriale, e poi in tutto il mondo sarà per sempre ricordata nella storia come una delle associazioni più spietate. <br>E’ l’11 gennaio il giorno in cui, il giovane Giuseppe Di Matteo veniva sciolto nell’acido, mentre affogava in un mare di crudeltà e sofferenza. Il ragazzo di soli 14 anni non avrebbe più avuto l’occasione di vedere i suoi genitori i quali, precedentemente coinvolti nella mafia, collaboravano con la polizia per risolvere un caso, motivo dell’assassino di Giuseppe. Non avrebbe più potuto cavalcare il suo cavallo preferito. Non avrebbe più potuto ridere con i suoi amici né incontrare una persona speciale. I suoi genitori non avrebbero mai più avuto la possibilità di sentire il battito del suo giovane cuore, che troppo presto,ha smesso di battere, disintegrato in una vasca di acido. Casi come quello di Giuseppe hanno spinto moltissime persone a intraprendere la guerra contro la mafia che ancora oggi, sussurra all’orecchio di un altissimo numero di persone. L’innocenza di Giuseppe serve a ricordarci quanto sia ingiusto il mondo <br>e le persone che vi vivono.<br>Ciò che dobbiamo a questo povero ragazzino è ricordarlo per essere stato così coraggioso. Per aver tentato di sopravvivere ad un rapimento, ad una crudeltà disumana. Da quest’ultima tuttavia, non è riuscito a scappare.<br><br>Melissa Mazzeo<br>Giuseppe Di Matteo é nato a Palermo il 19 gennaio del 1981. Essi passò una vita non facile . Aveva solo l'età di 14 anni quando fu rapinato da un gruppo di mafiosi . La mafia é un organizzazione criminale suddivisa in più associazioni , che esercitano attività economiche illecite . I rapinatori lo ingannarono facendogli credere di rivedere il padre che in realtà era lontano dalla Sicilia . Io ancora non capisco come sia possibile ingannare un ragazzo in questo modo che aspetta solo di rivedere e di riabbracciare la sua famiglia . Essi implorò ai rapinatori di non fargli del male ma ha loro poco importò . Prima lo strangolarono e poi disciolto nell'acido ucciso tra l'altro senza delle colpe  . Era un ragazzo come tutti pagato però con violenza e inganno.<br><br>Marianna Montinaro<br>Come si fa a commemorare solo L'11 gennaio di 25 anni fa, se ancora oggi è verde, il Semaforo delle azioni violente,<br>Che ci lascia ancora qualcosa, che niente e nessuno potrà mai cancellare.<br>Diciannove ergastoli confermati in appello e in Cassazione ed è ancora viva l’associazione mafiosa,casa nostra  conosciuta oggi per riferirsi esclusivamente alle origini siciliane sempre pronta ad uccidere, ricordiamo appunto L'11 gennaio di 25 anni fa, venne strangolato e sciolto nell'acido, Giuseppe Di Matteo figlio del  pentito Mario Santo, lo tenevano rinchiuso nel sotterraneo di un vecchio casolare immerso nelle campagne di San Giuseppe Jato senza neppure una finestra con l’obiettivo di far ritirare le accuse dal padre,collaboratore della polizia,sui suoi ex amici mafiosi.<br><br>Marisol Giannone<br>Giuseppe di Matteo era un ragazzo di 14 anni, vittima della mafia. Un associazione corrotta, ancora viva a causa della violenza. È crudele il modo in cui i sequestratori del ragazzo raccontarono senza un briciolo di umanità o pentimento di come dopo averlo sciolto nell’acido, andarono a dormire tranquillamente. Anche lui era un ragazzo come tanti, e una famiglia, e che a differenza sua non aveva mai avuto a che fare con la tristezza della mafia. Dovremmo riflettere su questi accaduti, ma soprattutto non dimenticare e tenere vivo il ricordo di un ragazzo con delle passioni, dei sogni, degli amici, che aveva come unica colpa quella di avere un padre che compiendo un atto di coraggio, si è scontrato contro la mafia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 15:24:57 UTC</pubDate>
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         <title>PER NON DIMENTICARE IL NOSTRO COMPAGNO GIUSEPPE..! Classe 3B, Istituto Rina Durante </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Greta Gallo<br>Ma io ancora mi chiedo come abbiano fatto. Con quale coraggio sono riusciti a torturare ed ammazzare un innocente bambino in un modo così brutale. Un bambino con tutta la sua vita davanti, sicuramente con tanti sogni e tante aspirazioni. Un bambino la cui unica colpa era quella di avere un padre che si è pentito di aver fatto parte di quel gruppo che ha ucciso il piccolo Giuseppe. Un bambino la cui vita si è esaurita nelle mani di quegli esseri senza pietà ed in un po' di acido. E sì, li chiamo esseri, perché non hanno il minimo diritto di essere chiamati uomini. <br><br>Giulio Sicuro<br>Oggi lunedì 11 gennaio, ricorre il 25º anniversario dalla morte di Giuseppe, lui ormai è diventato un simbolo, il bambino che ha sconfitto la mafia.<br>Giuseppe amava la vita, aveva tanti sogni e obiettivi, la sua più grande passione era l’ equitazione.<br>Ora nulla può far tornare indietro Giuseppe, ma una cosa la possiamo fare <br>noi: ricordare, ricordare quel ragazzo pieno di vita che ha sempre combattuto contro la mafia e che, senza pietà, è stato ucciso per colpe non sue.<br>Non bisogna perciò dimenticare perché è grazie a queste persone se noi oggi possiamo permetterci una vita libera.<br>Le nuove generazioni devono eliminare così la cultura mafiosa, cosicché avvenimenti come quello di Giuseppe di Matteo non si verifichino mai più.<br>Dobbiamo studiare il passato per non commettere errori in futuro.<br>Per sconfiggere la mafia dobbiamo unirci, far sentire la nostra voce e studiare.<br>La scuola e la cultura sono la miglior arma contro la mafia e l'ignoranza.<br><br>Maddalena Doria<br>Dall’episodio di Giuseppe di Matteo , capiamo quanto la mafia si possa spingere oltre, e di quanto possa essere crudele nel distruggere tutto ciò che per lei rappresenta un ostacolo o una potenziale minaccia. <br>Ritengo sia fondamentale rammerorare l’avvenimento di questo giovane ragazzo che ha pagato con la propria vita. <br>Era un semplice ragazzino come tutti che viveva con la sua innocenza di bambino che morì senza nessuna colpa e senza potersi difendere.<br>Penso che la storia di Giuseppe debba essere ricordata perché insegna alle prossime generazioni i mali di tutta la nostra terra. <br>Un delitto che a parer mio sia stato ingiusto e che mostra il vero volto orribile della mafia e la crudeltà dei suoi carnefici.<br><br>Poesia di Emma Giausa<br>Corri,<br>Scappa finché puoi, <br>Ma lei ti prende. <br>Ti rapisce.<br>Pur di nascondersi.<br> Dietro la vigliaccheria.<br>Senza pietà poi attacca, <br>All’insaputa di tutti,<br>E ora guarda, <br>Sciolta dall’ acido<br>un’altra anima <br>spezzata dalla mafia.<br>                                                                                       Da una poesia di Salvatore Caravello<br><br>Mattia Longo<br>Siamo nel 2021 e ancora ci domandiamo con quale coraggio , l'11 gennaio del 1996, un gruppo di esponenti mafiosi uccise Giuseppe Di Matteo, nel tentativo di impedire al padre ,un ex-mafioso , Santino Di Matteo , di collaborare con gli investigatore e la DIA.<br>Il piccolo Giuseppe nacque nel 1981 a Palermo , subito dopo più precisamente nel 1993  a soli 13 anni fu rapito da un'associazione mafiosa sotto ordine di Giovanni Brusca.<br>Tutti i svariati tentativi della famiglia e della DIA non furono necessarie perché l'11 gennaio del 1996 , il ragazzo fu strangolato e sciolto nell'acido .<br>Questo fatto viene ricordato ancora oggi in data 11 gennaio .<br><br>Sofia Petrachi<br>Una delle tante vittime della mafia fu il quattordicenne Giuseppe Di Matteo, che venne strangolato e sciolto nell'acido, per il dispiacerti del padre. <br>Con la sua morte, la mafia per l'innocenza di un'organizzazione che non uccideva i bambini. Lunedì 11 gennaio 2021 ricorre l'anniversario di morte di Giuseppe, lui era un ragazzo che aveva tanti sogni:una delle sue più grandi passioni, era l'equitazione. <br>Purtroppo nulla farà tornare indietro Giuseppe, ma è importante far rimanere vivo il suo ricordo.<br><br>Linda Rollo<br>Oggi lunedì 11 ricorre l'anniversario di Giuseppe di Matteo, ragazzo di 14 anni ucciso da 3 mafiosi.<br>Il ragazzo come tutti aveva tanti sogni ed obiettivi da raggiungere, era un semplice ragazzino innocente a cui è stata tolta la vita ingiustamente.<br>Non meritava di morire soprattutto in questo modo atroce, non aveva nessuna colpa e non aveva fatto nulla di male.<br>È stata un'ingiustizia!<br><br>Leonardo Dima<br>Una delle vittime più conosciute della mafia è Giuseppe di Matteo. Un tredicenne che con l’inganno di rivedere il padre fu rapito e rinchiuso per 25 mesi. Infine strangolato e gettato nell’acido.<br>La sua vita, ormai finita, lascio’ un segno nella storia proprio perche’ 11 gennaio si celebra la morte di Giuseppe che non dovremmo mai dimenticare. <br>E spero che questa tortura, successa al ragazzo, non capiti piu’ a nessuno.<br><br>Manuel Tremò<br>Giuseppe Di Matteo, un ragazzo di soli 14 anni, aveva ancora tutta la vita davanti a sé ma dei mafiosi la misero a termine.<br>Il padre di questo giovane ragazzo faceva parte di un gruppo di mafiosi, ma un giorno si pentì di tutto quello che aveva fatto, decidendo così di confessare alle forze dell’ordine.<br>Questa confessione però non piacque ai suoi ex colleghi di malefatte, tanto che per fargli ritrarre tutte le informazioni che dette ai giudici, decisero di rapire il figlio.<br>La notizia del rapimento arrivò prima al nonno di Giuseppe Di Matteo, che avvertì il figlio facendo presente delle minacce di morte presenti nella busta di avvertimento spedita dai mafiosi. Tuttavia il padre di Giuseppe non ritirò le accuse, facendo così infuriare il capo del gruppo di mafiosi, che condannò a morte il povero Giuseppe Di Matteo, una morte violenta.<br>Il ragazzo venne sciolto nell’acido.<br>La sua storia ci fa capire cosa farebbero certe persone per continuare a uccidere come se nulla fosse, come se uccidere fosse un’azione normale.<br>Non ci rendiamo proprio conto del pericolo? Anche secondo voi uccidere è così scontato?<br>Perché agire solo quando le cose ci toccano personalmente?<br><br>Martina Mele<br>Scrivo a uno dei tanti ragazzini vittima della mafia, un'organizzazione  criminale, dove  uccisero Giuseppe di Matteo un ragazzino come me di soli quattordici anni, strangolato amaramente e sciolto nell'acido, eppure innocente.<br>Scrivo per ricordare. Quest'oggi 11 gennaio ricorre l'anniversario della morte di Giuseppe. Purtroppo non ci sei... ma speriamo solo che le nuove generazioni qualifichino la mafia  come un male.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 15:28:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Samuele manca<br>Giuseppe di matteo,un bambino di tredici anni,nato a Palermo nel 1980 circa, che girando per strade di Palermo incontra due mafiosi ,travestiti da poliziotti,che con la scusa di portarlo dal padre lo legarono e lo misero nel loro furgone.<br>Questa è una totale ingiustizia ma che ci sta aiutando a sconfiggere questa mafia ma soprattutto io mi auguro che in futuro tutto ciò non accada mai più a nessuno e che questo fatto rimanga sempre nelle menti di tutti ma soprattutto nelle menti di quei mafiosi che ancora adesso provocano danni nel mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-11 16:26:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>IN MEMORIA DI GIUSEPPE DI MATTEO<br>Molta rabbia e tanto dolore, <br>per questo grande orrore. <br>La tua vita è stata rubata, <br>ma non è stata dimenticata. <br>Tu ingenuo e senza torto <br>sei finito morto. <br>Quei mostri senza pietà <br>mai nessuno perdonerà. <br>Io non riesco a pensare, <br>come l'uomo possa arrivare <br>a un gesto così forte, <br>e ritornare alla propria vita <br>senza mostrare alcuna ferita. <br>Dalla storia abbiamo imparato <br>che la mafia è crudeltà. <br>ma finché abbiamo memoria <br>non dimenticheremo questa orribile storia. <br>REBECCA SASSONE <br>Istituto comprensivo Pollina, San Mauro, Castelverde. <br>Classe II F</div>]]></description>
         <pubDate>2021-01-11 18:09:51 UTC</pubDate>
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         <title>Liceo Martin Luther King, Favara </title>
         <author>loredana_spoto</author>
         <link>https://padlet.com/carmina_ielpo/f8z9xg6lw763dqiv/wish/1098811844</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Coordinamento delle proff. Serenella Randazzo e Loredana Spoto<br><br><strong>Pi ssempri esisti <br></strong><br></div><div>Ogni annu l'11 gennaiu pinsamu a tia,<br>e a to scomparsa pari ancora na bugia,<br>ti nni isti senza  a nuddru salutari<br>ma no pi curpa to, ma di chiddri cristiani.<br>Ti ficiru soffriri comu un cani,<br>e pi cchissu hann’a pagari.<br>A luci di l'occhi t'astutaru,<br>e a vita ti livaru.<br>Sempri cu sorrisu t’arricurdamu<br>e accussì ni rallegramu.<br>La spiranza ca finisci sta bestia un mori mai,<br>ma ancora n'avemu assai.<br>La forza di lottari unn’ava abbannunari<br>e pi tia l’ama fari.<br><br></div><div><strong>Alessia Maria Pia Vita, 5 C LES, Liceo Martin Luther King, Favara<br><br><br>Avevo solo 13 anni<br></strong><br></div><div>Avevo solo 13 anni quando sorridevo alla vita,<br>e le mie labbra gridavan libertà,<br>quando i problemi li contavo sulle dita,<br>fino a quando non successe un’assurdità. <br>Avevo solo 13 anni quando andai al maneggio,<br>perché solo quel cavallo sapeva darmi emozione,<br>ma non sapevo di andar incontro al peggio, <br>e mi trovai vittima di un’aggressione.<br>Avevo solo 13 anni quando pregavo di non essere davanti alla morte,<br>e la mia pelle pallida era ricoperta da brividi,<br>mi convincevo di esser forte,<br>e a consolarmi c’eran solo quei muri ruvidi<br>Avevo solo 13 anni e li avrò per sempre,<br>perché la mafia mi ha ucciso,<br>adesso vivo nelle ombre,<br>anche se io tutto questo non l’ho deciso.<br>Avevo solo 15 anni quando il mio corpo è stato sciolto,<br>e di me resterà la corda con cui mi hanno ucciso,<br>mia madre potrà solamente ricordare il mio volto, <br>il mio nome per sempre nel cuore ha inciso.<br><br></div><div> </div><div><strong>Samuela Costanza, 5 C LES, Liceo Martin Luther King, Favara<br></strong><br></div><div><strong><br>   Una giornata di sole</strong></div><div> <br><br></div><div>Era una giornata di sole quando  decisi di prendere il mio amico fidato,<br>ma all’improvviso qualcuno era entrato.</div><div>Due anime buone mi si avvicinarono</div><div>e buone notizie portarono,</div><div>mi dissero di salire su un furgone per andare a trovare il mio campione.</div><div>      </div><div>All’improvviso il furgoncino si fermò</div><div>e dentro un magazzino restò,</div><div>non capivo dove mi trovassi</div><div>ma ero messo a terra </div><div>con una corda legata ai polsi</div><div>non capivo quanti giorni passassero, <br>ma ero speranzoso di rivedere i miei cari,</div><div>non capivo cosa avessi fatto di male <br>per non  vivere come un bambino normale.</div><div> Un giorno mi presero e mi spostarono,<br>arrivai in  un buco in cui a malapena entravo,</div><div>non mi restava che vagare tra i miei pensieri,</div><div>il che mi portava ad unico desiderio:<br>che con la mia famiglia sarei ritornato.</div><div>Infiniti giorni passarono</div><div>fino a quando delle mani fredde mi toccarono,</div><div>fu così che la mia anima dolce e innocente, <br>lasciò quelle quattro mura, finalmente. <br>Ero felice del pensiero<br>che avrei protetto la mia famiglia dal cielo.</div><div> </div><div><strong>Chiara Bacchi 5 C LES, Liceo Martin Luther King di Favara<br><br>LETTERA A GIUSEPPE DI MATTEO DI DANILA IACONO 5 C LES, Liceo Martin Luther King, Favara<br><br></strong>Caro Giuseppe,</div><div>mi chiamo Danila, ho 18 anni e vivo a Favara, in Sicilia, proprio nella tua stessa regione.</div><div>La regione dove sei nato e cresciuto, dove è nata la tua passione per i cavalli e la stessa regione in cui sei stato ucciso. Sei stato una vittima innocente della mafia, quella stessa organizzazione di cui faceva parte tuo padre, Santino Di Matteo, che al suo arresto ha deciso di collaborare con la giustizia, convinto che l'avrebbe "sconfitta", invece a sconfiggerla sei stato proprio TU! Un bambino innocente, di soli 13 anni viene rapito e sequestrato, e costretto a passare 779 giorni rinchiuso dentro dei casolari e addirittura per un anno in bunker, in solitudine, senza giocare, senza vedere la famiglia, gli amici e senza poter coltivare più la sua passione, cioè tutto quello che fanno i bambini della tua età. Invece a te, tutto questo è stato negato, è stato vietato, é stato strappato, solamente perché tuo padre stava svelando tutto su Cosa Nostra, su questi uomini "d'onore" che uccidono bambini e donne, che lo fanno come soldati di fronte al nemico, senza un cuore e senza un'anima, senza un minimo di cervello, perché sí, sono uomini senza cervello o meglio uomini che si fanno comandare da altri perché incapaci di utilizzarlo.</div><div>Ebbene sì, tu sei stato una loro vittima. </div><div>Quanto coraggio hai avuto?</div><div>E quanta forza hai trovato nel tuo piccolo corpicino debole?</div><div>Sei nella memoria di tutti, sei nel ricordo,  sia di chi ti ha conosciuto e amato, ma anche di chi ha conosciuto la tua storia e ha deciso di schierarsi dall’unica parte possibile: quella della giustizia e della legalità!</div><div><br></div><div><br><strong>LETTERA A GIUSEPPE <br>11/01/2021</strong></div><div><strong>Caro Giuseppe, </strong></div><div>Quest’oggi sono qui a scriverti questa lettera con il cuore in mano, pensando a tutto l’orrore che hai passato.</div><div>Purtroppo nel mondo non tutti prendono la retta via, e molte persone per vari motivi entrano in questo giro mafioso dove per soldi si fa qualunque cosa disinteressandosi di tutto il male che creano, una volta entrati non se ne esce più e finora neanche la legge è riuscita a fermare tutto ciò. </div><div>Come sai le persone non sono tutte uguali, infatti alcune non riescono a vivere con la coscienza sporca di sangue, come il tuo papà, che si è pentito di tutto il male che ha fatto. Dal coraggio di parlare, da quella voglia di riscatto e di giustizia è scaturita un’altra tragedia: il tuo rapimento…</div><div>Penso a te, piccolo, così innocente. Sei stato ingannato in una maniera così brutale, ti hanno fatto sentire al sicuro e ti hanno promesso ciò che più desideravi: rivedere il tuo papà. Da quel momento, caro mio, tutti qui pensavamo a te, perchè sapevamo che quelle persone il cuore non ce l’hanno e non guardano in faccia nessuno. La speranza fu l’ultima a morire, ti aspettavamo con ansia e sognavamo il tuo ritorno, perché la vita di un bambino non poteva finire così, dovevi fare ancora tante cose, dovevi vivere la vita, dovevi fare amicizie, innamorarti, cercare la felicità… </div><div>Ti vedevo ovunque, in ogni bambino, in ogni voce sentivo te, non mi sono mai rassegnata al pensiero che non saresti tornato più e ho creduto fino in fondo che un giorno saresti tornato a ridere e giocare come se niente fosse successo.</div><div>La mia attesa però quel maledetto giorno svanì, andò via veloce come un soffio di vento quando arrivò quella notizia, dopo 25 mesi ad aspettare che tu, piccolo, facessi ritorno a casa. L’11 gennaio misero fine alla tua vita nel modo peggiore che si può immaginare, ti hanno fatto soffrire una morte più che dolorosa, prima strangolandoti e poi, come se non fosse abbastanza, non restituendo il tuo cadavere sciolto nell’acido. Non so dove si trovi il coraggio di fare questo ad un bambino che non aveva colpe, che non aveva sbagliato nulla, che non c'entrava NIENTE.</div><div>Piccolo angioletto, voglio dirti che ad oggi hai lasciato un segno nella storia e la tua morte non è stata vana, perché grazie a te tante persone sono state messe dietro le sbarre in modo da non creare più altre tragedie e dopo 25 anni, piccolo mio, sei sempre nei nostri cuori per ricordarci che dobbiamo stare attenti nella vita, alle decisioni e alle scelte che prendiamo e dobbiamo comprendere che questo orrore ancora esiste e dobbiamo stare attenti e avere il coraggio di opporci a questa organizzazione che porta male, dolore, sofferenza e odio.</div><div>Spero che tu abbia trovato la pace che meriti tanto.</div><div> A presto piccolo Giuseppe.</div><div>                                                               <strong>Evelyn Crapanzano, 4 C LES, Liceo Martin Luther King, Favara</strong></div><div><strong><br></strong><br><br><br></div><div>                </div><div>             </div><div>             </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-18 18:39:39 UTC</pubDate>
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         <title> 1A Liceo Martin Luther King di Favara</title>
         <author>ivanakatyapipitone</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 09:53:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Poesia per Giuseppe Di Matteo</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 18:10:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Per non dimenticare<br>CLASSE 2 I <br>LICEO MARTIN LUTHER  KING<br>FAVARA</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 19:50:41 UTC</pubDate>
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         <title> Lettera immaginaria scritta a Giuseppe Di Matteo dai suoi compagni di scuola nei primi giorni del sequestro</title>
         <author>loredana_spoto</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong> </strong></div><div><strong>Liceo M.L.King Favara</strong></div><div><strong>III C LES<br></strong><br>Coordinamento delle proff. Serenella Randazzo e Loredana Spoto</div><div><br></div><div> </div><div>8/12/93</div><div> </div><div>Ciao Giuggiù</div><div>Come stai?</div><div>Ti cerchiamo da settimane e ti cercheremo ancora per molto.</div><div>Qui manchi a tutti. A scuola, quando i professori fanno l’appello, speriamo sempre in una tua risposta.</div><div>In classe siamo tutti preoccupati per te. I grandi non vogliono dirci la verità, ma noi sappiamo che sono stati “loro”, perché tuo padre Santino sta rivelando molto sulla strage di Capaci in cui sono morti il giudice Falcone, sua moglie, Francesca Morvillo e la sua scorta. La collaborazione di tuo padre è molto coraggiosa, li sta smascherando tutti!</div><div>Ti scriviamo questa lettera il giorno dell’Immacolata e preghiamo sempre per il tuo ritorno perché, a quanto dicono, “loro” sono molto religiosi e non farebbero mai male ad un ragazzino, è scritto nelle loro regole! Solo da poco si inizia a parlare apertamente di mafia, da quando sono stati uccisi i giudici Falcone e Borsellino, che con le loro indagini hanno permesso a tutti di conoscere la crudeltà di questa organizzazione, spesso molto violenta, ma mai con le donne e i bambini. </div><div>Gli attentati contro questi due giudici coraggiosi invece di intimorire i siciliani, hanno risvegliato un grande senso di giustizia e hanno fatto prendere coscienza a tutti noi che non si può più tacere. Se tu fossi qui potresti vedere quante manifestazioni ci sono nelle piazze e nelle strade. Le abbiamo fatte anche per te, affinché “loro” capiscano quale grande errore hanno fatto prendendoti!</div><div>Ma noi siamo fiduciosi perché come diceva Falcone “la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.</div><div>Ricordi quando giocavamo a guardie e ladri, e nessuno voleva fare il ladro? Da quando a scuola si è iniziato a parlare di mafia, abbiamo capito qual è la parte giusta da cui stare, o forse l’abbiamo sempre saputo e ci è mancato il coraggio di manifestare le nostre idee. Ma adesso il popolo ha cominciato il suo riscatto e nulla lo potrà fermare. Non vogliamo più sottostare a queste leggi di ingiustizia e sopraffazione, vogliamo gridare a tutti il cambiamento che sta partendo da noi ragazzi!</div><div>Se avrai questa lettera tra le mani, speriamo che ti possa dare conforto e che possa convincere “loro” a farti tornare da noi. Sarà la dimostrazione che tutti si possono pentire e cominciare a fare del bene. Chissà, forse questa nostra terra, bella e martoriata, diventerà finalmente libera!</div><div>Per questa nostra lotta, abbiamo bisogno di te Giuggiù, torna al più presto.</div><div> </div><div>I tuoi compagni di classe. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 08:23:16 UTC</pubDate>
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         <title>PPT: La storia di Giuseppe Di Matteo </title>
         <author>loredana_spoto</author>
         <link>https://padlet.com/carmina_ielpo/f8z9xg6lw763dqiv/wish/1109059635</link>
         <description><![CDATA[<div>Simona Bellavia 5 C LES Liceo Martin Luther King Favara<br>Coordinamento delle proff. Serenella Randazzo e Loredana Spoto</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 08:40:09 UTC</pubDate>
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         <title>LAVORI DELLA IV F DEL LICEO M.L.KING (coordinati dalla prof.ssa Giada Attanasio)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>INTRODUZIONE (Gemma Sorce, Michele Bellavia)<br>Abbiamo deciso di dedicare una raccolta di poesie a Giuseppe di Matteo,  era un bambino come altri, ma non riuscì a godersi in pieno la gioia di vivere, perché  morì a soli 15 anni, il suo cadavere non fu mai ritrovato, perché fu disciolto nell’acido nitrico per non lasciare traccia, un atto terribile. La mafia non ha scrupoli e questo  ci fa dubitare su quanto davvero certe persone siano veramente umane. Anche chi sapeva e non diceva. Come diceva Albert Einstein:“Il mondo è un posto pericoloso, non a causa di quelli che compiono azioni malvagie ma per quelli che osservano senza fare nulla”.<br><br>1)	NON RESPIRO (di Elisa Castronovo)<br>Non riesco a respirare, e non me ne sono mai accorto<br>è assurdo respirare, ci pensi mai?<br>Non ce ne accorgiamo nemmeno quando lo facciamo.<br>Che figata il respiro, anche le piante respirano o il mare.<br>Ma tu, lo sai perché respiri?<br>Tu, cosa respiri a fare?<br>Perché qualcuno mi ha dato la possibilità di respirare togliendola ad un altro?<br>ma spiegami chi è che decide chi deve respirare e chi non deve,<br>ma tu, lo sai che non basta respirare per essere uomini?<br>Io non sono come te,io non sono un vigliacco, io non nascondo un inutile<br>respiro dietro un biglietto<br>io non rapisco un ragazzo mentre chiama suo padre in cerca di aiuto<br>mentre sua madre lo sta cercando piangendo mentre urla il suo nome a<br>perdifiato.<br>Respirare, chi sceglie chi può o non può farlo? Di una cosa però sono sicuro,<br>loro non dovevano.<br><br>2)	Mammuzza mia (di Simona Cinquemani)<br>C’è scuru, mammuzza mia,<br>c’è scuru e un sacciu picchi.<br><br>I cuperti su raspacciusi<br>e i linzola parinu vagnati.<br><br>Ogni notti m’abbrazzu tuttu forti forti <br>mi scantu ca è ccà la me morti <br><br>M’a pirdunari, mammuzza mia<br>pi stu duluri ca ti dugnu a lu cori.<br><br>A me patri vulia abbrazzari <br>e iddri mi ci vulianu purtari. <br><br>I un ‘u sapia, mammuzza mia <br>mi parivanu angili di ‘ncelu<br>ammeci eranu lupi senza pilu.<br><br>C’è friddu, mammuzza mia<br>c’è friddu e un sacciu picchi.<br><br>Ora mi sentu leggiu, <br>mi pari di vulari<br>comu quannu u cavadduzzu <br>facia santari.<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>3)	Tappati la bocca (di Calogero Distefano )<br><br>L’innocenza di un bambino<br>e l’efferatezza della Mano<br>nera della mafia<br>s’incontrarono<br>a Piana degli Albanesi;<br><br>qui la Mano lo prese<br>e lo portò esasperato<br>tra campagne, bettole<br><br>e ripostigli, per una colpa<br>non commessa.<br>Poi Giuseppe si stancò<br><br>e il suo spirito fuggì lieve:<br>dal suo corpo esanime<br>Giuseppe fu libero.<br>                                                                                                           <br>4)	Piccolo (di Gaetano Mancuso)<br><br>Piccolo agitavi le braccia tese,<br>imploravi di non essere ucciso<br>ma qualcuno aveva già deciso,<br><br>ti inchini timidamente<br>sotto lo sguardo del delinquente,<br><br>ma ti spinsero<br>in quella vasca colma di acido,<br><br>non restò neanche la cenere<br>tua madre piangente,<br>implorava loro di lasciarti<br>per vivere i tuoi sogni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 17:00:47 UTC</pubDate>
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         <title>PPT: Giuseppe Di Matteo</title>
         <author>loredana_spoto</author>
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         <description><![CDATA[<div>Raffaella Meli 5 C LES Liceo Martin Luther King Favara<br>Coordinamento delle proff. Serenella Randazzo e Loredana Spoto</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 18:26:57 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera a Giuseppe Di Matteo</title>
         <author>loredana_spoto</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>di Antonella Simone </strong><br>5 C LES Liceo Martin Luther King Favara<br>Coordinamento delle proff. Serenella Randazzo e Loredana Spoto<strong><br></strong><br></div><div>Caro Giuseppe, </div><div>gli anni di differenza tra noi due sono parecchi. Io non ti conosco, o almeno non ti conoscevo. Non ero ancora nata quando tutto successe! </div><div>Un giorno di questa settimana però, precisamente lunedì 11 gennaio 2021, durante una lezione scolastica una prof. con occhi lucidi e con il cuore un pochino spezzato iniziò a parlarci di te. La tua storia mi colpì molto, tanto che iniziai a documentarmi ancor di più e nel frattempo, non posso negarti che mentre leggevo notizie sulla tua storia, il mio cuore piangeva davanti a tale crudeltà.</div><div>Sei stato ingannato da due delinquenti. Due delinquenti senza pietà. Due delinquenti che si sono approfittati della tua giovane età e che si sono approfittati anche del tuo ‘punto debole’ ovvero del fatto che volevi incontrare tuo padre. </div><div>Eri felicissimo di incontrarlo. Non volevi altro, non volevi giochi, non volevi nulla. Tu volevi solo incontrare il ‘supereroe’ che tutti dovrebbero avere per sempre nella loro vita, il papà.</div><div>Quel supereroe che per tutti noi rappresenta un modello da seguire.E tu, non desideravi altro che averlo con te. Non desideravi altro che parlare con lui, giocare con lui. I due delinquenti per te, furono degli angeli in quanto ti dissero che ti avrebbero portato da tuo padre. </div><div>Ma purtroppo non andò così. Più che angeli, erano delle bestie. </div><div>Delle bestie che hanno avuto il coraggio di tenerti prigioniero per oltre 779 giorni. 779 giorni d’inferno. 779 giorni tolti alla tua libertà, tolti alla tua meravigliosa vita. Tutti questi giorni di prigionia ti portarono a non avere più forza. Eri stanco psicologicamente, eri debole fisicamente. Non riuscivi più a sopportare tutto ciò che ti stava accadendo. Tutto questo perché eri figlio di un pentito di mafia.</div><div>Allora come potevano vendicarsi? Accanendosi contro una persona, anzi addirittura contro un povero bambino innocente. Un bambino che amava la vita. Un bambino che aveva grandi sogni. Un bambino che aveva una grande passione per i cavalli. Ma la cosa più straziante è il modo in cui sei stato portato via dal mondo. </div><div>Quelle ‘bestie’ senza un briciolo di umanità inizialmente ti strangolarono, successivamente non contenti, ti sciolsero nell’acido. Uno degli assassini raccontò che nella vasca in cui sei stato gettato, rimasero soltanto un pezzo di gamba e una parte della schiena. </div><div>Un gesto atroce che quasi non mi fa comprendere come nel mondo possano esistere davvero delle persone del genere. Addirittura i tre assassini, dopo aver  fatto di te ciò che volevano, andarono a dormire come se nulla fosse successo, come se non avessero fatto nulla di male.</div><div>E adesso di te cosa resta? Di te resta soltanto il ricordo. Il ricordo di un bambino a cui oltre alla vita, furono tolti anche i sogni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 18:40:38 UTC</pubDate>
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         <title>Saponara</title>
         <author>luciacarlomagnlo</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-23 13:21:17 UTC</pubDate>
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         <title>Un&#39;ora per Giuseppe  Di Matteo</title>
         <author>luciacarlomagnlo</author>
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         <description><![CDATA[<div>I.C. Lentini - Lauria</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-23 13:23:52 UTC</pubDate>
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         <title>INSIEME A GIUSEPPE......</title>
         <author>luciacarlomagnlo</author>
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         <description><![CDATA[<div>I.C Lerntini - Lauria</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-23 13:29:25 UTC</pubDate>
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