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      <title>Il mondo dello Studio Ghibli by Christian</title>
      <link>https://padlet.com/xcricco/Christian</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-12 11:47:53 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-05-26 14:13:55 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Introduzione</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/2989302168</link>
         <description><![CDATA[<p>Ho scelto di realizzare un capolavoro che si basa sull'animazione giapponese e la sua evoluzione prendendo in esame il famoso Studio Ghibli e la figura immensa di Hayao Miyazaki, uno dei colossi dell'industria d'animazione.</p><p>Il motivo che mi ha spinto a farlo lo ritroviamo negl'ormai lontani anni della scuola primaria dove mi sono approcciato all'animazione giapponese con la famosa opera Death Note e da lì è nata questa mia passione perpretatasi negl'anni che mi ha trasmesso innumerevoli emozioni e aiutato nella mia crescita personale, questo si riflette anche nella mia scelta futura dove ho deciso di proseguire gli studi approcciandomi alla lingue e la cultura del fantastico paese del Sol levante di cui i film del maestro Miyazaki sono pregni.</p><p>L'esamina che andrò a fare si basa sui temi trattati nelle pellicole, andando quindi ad esaminare i film più significativi secondo il mio punto di vista.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-12 12:36:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
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         <description><![CDATA[<p>Hayao Miyazaki</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-12 12:37:54 UTC</pubDate>
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         <title>Nascita dello Studio Ghibli</title>
         <author>xcricco</author>
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         <description><![CDATA[<p>"Facciamo soffiare un vento caldo nel mondo dell'animazione  giapponese!" </p><p>-Hayao Miyazaki</p><p>“Ghibli” è il nome che, durante la Seconda Guerra Mondiale, i piloti italiani in Nord Africa diedero ad un vento caldo del deserto proveniente dal Deserto del Sahara, ed è anche il nome usato per indicare i loro aeroplani da ricognizione. Hayao Miyazaki, che ha da sempre una passione per i vecchi velivoli, ne era a conoscenza, e ha deciso di usare questa parola come nome per il nuovo studio.</p><p>La storia dello Studio Ghibli, però, è iniziata probabilmente più di trent’anni fa, quando Isao Takahata (che ci ha purtroppo lasciati il 5 aprile 2018 per un cancro ai polmoni) e Hayao Miyazaki si incontrano per la prima volta: entrambi lavorano alla Toei Animation, uno studio di produzione che all’epoca si occupava solo di film di animazione per il cinema. Per varie ragioni, lo studio aveva iniziato poi a produrre soltanto cartoni animati per la tv (tra cui la serie Heidi, in onda nel 1974, animata da Miyazaki e diretta da Takahata).<br><br>Miyazaki e Takahata, insoddisfatti dei limiti del piccolo schermo, desideravano fare qualcosa di più: creare un’animazione di altissima qualità, che esplorasse la profondità della mente umana e illustrasse le gioie e i dolori della vita e delle emozioni. Quando si rendono conto che gli studi esistenti non permettono loro di realizzare questo tipo di film, capiscono di non avere altra scelta che avviare un proprio studio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-12 12:41:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/2989313797</link>
         <description><![CDATA[<p>Hayao Miyazaki e Isao Takahata</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-12 13:00:45 UTC</pubDate>
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         <title>Nausicaa della Valle del Vento (1984)</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003904959</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>In seguito ad un cataclisma che ha sconvolto l’intero pianeta, una foresta tossica ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre. In questo scenario apocalittico, dove una nuova guerra è sul principio di esplodere, il regno della Valle del Vento – governato da Jihl, padre della coraggiosa Principessa Nausicaä – è una delle poche zone ancora popolate. Nausicaä ha due doni: saper cavalcare il vento volando come gli uccelli e riuscire a comunicare con gli Ohm, i giganteschi insetti guardiani della foresta. Grazie alle sue abilità nonchè all’amore e alla stima del suo popolo, la Principessa Nausicaä intraprenderà una coraggiosa sfida volta a ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra.</p><p><br/></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>Il film di <em>Nausicaä</em> sia stato un precursore per aver mostrato che gli anime e i cartoni animati in generale possono concentrarsi su problemi reali e di attualità, come ad esempio il degrado della natura e la necessità di una pacifica convivenza tra culture diverse. Nausicaä aiuta chi le sta vicino a comprendere e a rispettare la natura, rappresentata come benevola, spirituale e corroborante per coloro che vi entrano in pace.</p><p>Per comprendere l'origine delle tematiche ambientaliste del regista bisogna necessariamente includere nella disamina la situazione economico-sociale giapponese di quel periodo storico.  La nazione sta conoscendo in questi anni una rapida cementificazione, una forma quasi incontrollata e sicuramente indisponente nei confronti dell'ambiente di urbanizzazione. Tale rincorsa verso il progresso reca ingenti danni ambientali al territorio e allarga sempre di più il divario sia economico, sia in termini di equità sociale, che intercorre tra la classe operaia in difficoltà dalla Seconda guerra mondiale e la nascente classe borghese imprenditoriale. Non è un caso quindi che Miyazaki, per realizzare il suo film, si sia ispirato a un fatto di cronaca realmente accaduto: la tragedia della Baia di Minamata, uno dei più tremendi disastri ecologici della storia, provocato dagli sversamenti di metilmercurio nelle acque della città operati dalla fabbrica di fertilizzanti Chisso Corporation. Quegli sversamenti avevano inquinato la flora e la fauna marina, uccidendo i pesci e le alghe, nonché i pescatori e gli abitanti della città che di quei pesci si nutrivano. </p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:38:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003905666</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:39:32 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio vicino Totoro (1988)</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003909899</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>Le sorelline Satsuke e Mei (11 anni la prima, 4 la seconda) si trasferiscono insieme al padre in una nuova casa, in campagna, in attesa che la madre venga dimessa dal vicino ospedale.<br>Per le due bambine inizia un viaggio alla scoperta di un nuovo mondo, abitato da creature fantastiche: dai nerini del buio, spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate, visibili solo agli occhi dei bambini.</p><p><br/></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>L’impatto col ritorno primordiale alla natura è fortissimo: i colori acquerellati della primavera giapponese, le risate delle bambine, le creature misteriose del bosco, gli spiriti delle piante e il senso d’appartenenza a un pianeta vivo, ricco di creature che avevamo dimenticato, improvvisamente tornano alla memoria ed esplodono, rendendo <em>Il mio vicino Totoro</em> il miglior film d’animazione per bambini.</p><p>Gli insegnamenti di questo splendido lungometraggio sono innumerevoli: l’approccio a un’esistenza consapevole ed ecologica, attenta e rispettosa dell’altro, dove l’altro è chiunque e qualunque cosa e il senso stesso di cosa si scompone e si frantuma, perché tutto ha uno spirito e un’anima, tutto esiste e, in quanto tale, ci appartiene come noi apparteniamo a esso e, nel comprenderlo, ci ricomponiamo. In quest’ottica anche le paure scompaiono, colpevoli di trasformare l’estraneo in un nemico da temere.</p><p>L’infanzia, però, è soprattutto avventura, curiosità e mistero. Osservando come i bambini si avvicinino con fiducia e ingenuità al diverso, ritroviamo la giusta chiave di lettura per comprendere il mondo. La piccola Mei, inseguendo alcune tracce di ghiande, una mattina, incontra due spiritelli buffi e dalle lunghe orecchie, uno bianco e uno azzurro. Per correre loro dietro, s’intrufola dentro un enorme albero di canfora e lì incontra Totoro.</p><p>Totoro non è altro che lo spirito buono del bosco, il custode della foresta, dalle sembianze confuse e miste di una talpa, un orso e un procione. Grazie a lui, Mei riuscirà a tornare sana e salva a casa; entrambe le ragazze impareranno che la natura è un mondo nel mondo, dev’essere rispettata perché vivente, portentosa e ricca di straordinari poteri, dove le creature che la abitano vivono in armonia e si danno da fare per proteggerla e preservarla, garantendone intatto lo spirito. Gli amanti dello Studio Ghibli sapranno che il personaggio di Totoro è oggi il marchio della casa di produzione.</p><p><em>Il mio vicino Totoro</em> è oggi considerato universalmente una pietra miliare, un capolavoro animato per bambini, un’opera accessibile anche ai più grandi, capace di comunicare e diffondere un messaggio di gentilezza e rispetto nei confronti d’ogni essere del nostro pianeta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:48:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:48:20 UTC</pubDate>
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         <title>Porco Rosso (1992)</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003914120</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>In quella che Miyazaki Hayao definisce “l’epoca degli idrovolanti”, Marco Pagot è un ex-pilota che si è misteriosamente ritrovato nelle mutate sembianze di un maiale antropomorfo. Con il nome di battaglia di Porco Rosso, vola alla ventura sui cieli dell’Adriatico a bordo del suo idrovolante vermiglio, sfuggendo al giogo fascista e sbarcando il lunario come cacciatore di taglie. Ma l’arrivo del pilota americano Curtis, assoldato dai Pirati del Cielo, lo costringerà a nuove battaglie per salvare il proprio onore e quello di una radiosa fanciulla, per la riconquista di un perduto amore e della fiducia nell’umanità.</p><p><br></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>In <em>Porco rosso</em>, Miyazaki poté sfoggiare il proprio virtuosismo nella messa in scena di sequenze d’azione di livello molto alto, grazie anche alla precisione ingegneristica con cui rappresentò i velivoli e le stesse manovre. Ma <em>Porco rosso</em> era – ed è ancora oggi – tanto altro.</p><p>Fu in particolare il primo film con cui Miyazaki esplicitò un pensiero ideologico che era presente altrove ma mai in modo così evidente. Il fatto che Marco Pagot fosse in netta contrapposizione con l’ideologia fascista rappresentò una dichiarazione politica da parte del suo autore (che era stato vicino al pensiero marxista e protagonista delle manifestazioni sessantottine). In tal modo, il personaggio è addirittura diventato un’icona: in Italia, per esempio, ogni 25 aprile, l’immagine di Marco Pagot che dice «Meglio maiale che fascista» è ormai rappresentativa della festa della liberazione.&nbsp;Una sintesi della frase pronunciata dal protagonista durante il film, che nell’adattamento italiano è: «piuttosto che diventare un fascista meglio essere un maiale».</p><p>Con <em>Porco rosso</em>, Miyazaki portò a un nuovo livello il suo essere autore. Prese tutto ciò che aveva rappresentato il suo cinema degli anni Ottanta e lo sintetizzò con sfumature reali, mettendoci dentro George Orwell (<em>La fattoria degli animali</em>) e una tendenza poetica che abbandonava la dimensione dolce di film come <em>Il mio vicino totoro</em> o <em>Kiki – consegne a domicilio</em> per assumere connotati più nostalgici.&nbsp;</p><p><em>Porco Rosso</em>,&nbsp;inoltre, radicalizzava un certo nichilismo, altrove solitamente più celato: la scelta di essere maiale anziché uomo del protagonista formalizzava un rifiuto netto degli orrori dell’umanità e, in qualche misura, connotava una visione pessimistica dell’uomo stesso.</p><p>Miyazaki, però, non è pessimista in senso assoluto, ma si apre a una possibilità. Perché, se è vero che è un disilluso, è altrettanto vero che crede ancora (e ci ha sempre creduto) nella bellezza del mondo: l’amore, la poesia, l’innocenza, quel senso comunitario fatto di aiuto reciproco che è tutto dell’uomo, aprono a un orizzonte di speranza.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:57:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 21:57:48 UTC</pubDate>
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         <title>Principessa Mononoke (1997)</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003916829</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>È la storia di Ashitaka, un guerriero Emishi, e della maledizione caduta su di lui dopo che ha salvato il suo villaggio dalla furia di Nume cinghiale, impazzito dall’ira. Destinato a morte certa, il giovane abbandona il villaggio per evitare che il maleficio ricada su tutti gli abitanti. Durante il suo viaggio per liberarsi dalla maledizione, si ritroverà immischiato in una guerra tra umani e divinità. È qui che incontrerà le due acerrime nemiche Eboshi, la padrona della città del ferro, e San, la principessa spettro. L’umana che cerca di distruggere il bosco delle divinità e la ragazza lupo che cerca di contrastarla.</p><p><br/></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>È il film in cui Miyazaki riversa tutta la sua sfiducia per il genere umano, riconosciuto come portatore di distruzione nel mondo. Viene condannato il desiderio espansionistico dell’uomo a discapito dell’ambiente, la sua noncuranza e la sua ignoranza nel riconoscere quanto la natura sia importante. Il film si discosta leggermente dalla filmografia dell’autore per le atmosfere più tetre. L’elemento magico è rivisto in chiave più adulta e cupa e la violenza è usata per sottolineare il carattere pessimistico della storia. La vicenda è caratterizzata dall’odio, anche se alla fine si potrà scorgere un barlume di speranza.ù</p><p>Un’ulteriore caratteristica che distingue l’avventura di Ashitaka e San dalle altre storie miyazakiane è, infatti, la crudezza delle immagini, costellate di ferite sanguinanti e morti violente.<br>Gli abitanti del bosco, ben lontani dalla dolcezza di Totoro o dalla tenerezza di Ponyo, sono creature imponenti e maestose, avvelenate dall’odio e decise a vendicare la tracotanza degli uomini, autori di continui soprusi.</p><p>Oltre all’equilibrio, altro tema cardine del film è la <strong>compresenza di bene e male</strong> all’interno di ogni cosa e ogni essere. Nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo, ma si può scegliere come operare, il bene diventa così una scelta consapevole.<strong> </strong>Il male è in qualche modo sempre giustificato, anche se mai assolto<strong>. </strong>Miyazaki non condanna e non giudica, ci mostra semplicemente come dal male può nascere solo morte e distruzione.</p><p>Possiamo scorgere la dualità in tutto il film: la foresta stessa ci è mostrata come luogo incantato ma presenta angoli bui e inquietanti. Gli dei-animali sono buoni, la loro causa è giusta, ma sono mossi da odio.</p><p>Lady Eboshi ci è presentata come un capo crudele e senza scrupoli, impersonificazione dell’espansionismo e dell’ambizione umana. Ma, contemporaneamente, è un capo buono per il suo popolo, offre casa e lavoro ai più bisognosi. <strong> </strong>Il contraltare di Lady Eboshi è San, la principessa Mononoke, la principessa spettro. San è una ragazzina abbandonata e allevata dai lupi. È mossa dall’odio per gli umani e diventa il simbolo della vendetta della natura. Quindi il sentimento che la spinge non è buono, anzi è il più cattivo, anche se la causa per cui lotta è giusta. San è sì una delle eroine miyazakiane, ma rispetto alle altre è caratterizzata da una ferocia bestiale. È selvaggia e selvatica, una guerriera che rinnega la sua vera natura per mettersi una maschera e combattere da animale.</p><p>In questa storia, dunque, la caratterizzazione bidimensionale tipica di molti film di animazione (e non) lascia spazio alla<strong> </strong>profondità psicologica, dando vita a personaggi complessi e accattivanti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 22:03:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3003918837</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 22:07:44 UTC</pubDate>
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         <title>La città incantata (2001)</title>
         <author>xcricco</author>
         <link>https://padlet.com/xcricco/Christian/wish/3007564901</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>Chihiro, una bambina di 10 anni, e i suoi genitori stanno traslocando, quando il padre della bambina prende la strada sbagliata. Pensando di aver trovato un parco divertimenti abbandonato il padre si addentra nel complesso per visitarlo, seguito dalla moglie e, a malincuore, da Chihiro.</p><p><br></p><p>I tre superano il letto di un fiume in secca e si trovano in una città composta interamente da ristoranti e locali, e su un bancone trovano un ricco buffet. I genitori si siedono e cominciano a mangiare, pensando di pagare quando si mostrerà qualcuno. Chihiro intanto esplora la zona e trova un grande complesso termale. Un giovane ragazzo, Haku, le ordina di andarsene, ma tornando indietro la bambina scopre che i genitori sono diventati maiali e che non riesce ad attraversare il fiume ormai in piena.</p><p><br></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>L’idea di base de <em>La Città Incantata</em> proviene dal concetto di <em>kamikakushi, </em>credenza che andrebbe a spiegare la scomparsa di persone care causata dall’ira degli dei. Storicamente viene usata spesso per consolare i genitori in lutto, sostenendo che siano stati gli spiriti a portare via i bambini. </p><p><br></p><p><strong>Senza-Volto </strong></p><p>La prima volta che vediamo questo personaggio è fuori dallo stabilimento termale, insicuro della sua capacità di poter entrare. Esistono molti significati dietro al personaggio, ma due di questi prevalgono sugli altri. Il primo è che Senza-Volto sia la manifestazione dei sentimenti di solitudine e abbandono che Chihiro prova, la rappresentazione di cosa significhi essere abbandonati o soli e come questo possa trasformarsi in un buco nero che consuma tutto ciò che può, proprio come Senza-Volto.</p><p>Un’altra interpretazione è che sia lo spirito della tentazione. La sofferenza è causata dal desiderio, dalla gola. L’unico modo per sconfiggere Senza-Volto ed evitare di essere consumati dallo spirito è negare ciò che offre, negare il desiderio e l’avidità.</p><p><br></p><p><strong>Yubaba</strong></p><p>È la leggenda della <em>yamauba</em>, una strega di montagna giapponese, alla base di Yubaba. Yubaba trasforma i genitori di Chihiro in animali con l’intenzione di mangiarli e, nella leggenda, le <em>yamauba</em> fanno esattamente questo. Tuttavia, vengono rappresentate anche come madri amorevoli, dedite alla famiglia e orgogliose di crescere i propri figli.</p><p>Yubaba, l’anziana donna responsabile dello stabilimento, uno dei personaggi più accattivanti della storia, è la manifestazione di questa leggenda. Intrappola Chihiro e i suoi genitori, minacciando di divorarli e mostrandosi gelida nei confronti degli altri. Allo stesso tempo, viene rappresentata come madre amorevole e devota, la quale farebbe di tutto pur di tenere il suo bambino al sicuro. Mentre si dimostra indifferente e malvagia verso il prossimo, è scrupolosa e onesta negli affari.</p><p><br></p><p><strong>Haku</strong></p><p>Haku è un altro dei personaggi più noti della rappresentazione cinematografica. Giovane ragazzo che inizialmente aiuta Chihiro e che finisce per essere aiutato a sua volta dalla protagonista. Solamente verso la fine si scopre che Haku in realtà è un drago volante, noto anche come il dio e spirito del fiume <em>Kohakunushi</em>. Questo nome molto probabilmente allude all’antica leggenda di Nigihayami Kohaukunushi, uomo che tradì il cognato schierandosi con l’imperatore.</p><p>Infatti, all’inizio del film, sembra che Haku sia destinato a tradire tutti nel tentativo di ottenere l’accesso alla magia di Yubaba, questo a spese di tutti i suoi amici e della loro fiducia, ma è grazie all’influenza di Chihiro che il destino di Haku cambia, rendendo chiaro alla fine che film e storia mitologica divergono.</p><p><br></p><p><em>La Città Incantata</em> rappresenta più che un semplice cartone d’animazione per bambini. Si può osare ed affermare che, in realtà, è un’opera che dovrebbe essere guardata e apprezzata da un pubblico più adulto, che possa coglierne i messaggi e il simbolismo. Capire i miti, le leggende e i significati del film può dare un livello di consapevolezza della trama completamente diverso.</p><p>Tutto ciò senza andare a contrastare i significati e interpretazioni dell’<em>audience. </em>Valori come il non guardarsi indietro, cercare di vivere senza rimpianti e l’affrontare le avversità a testa alta sono solamente pochi degli infiniti messaggi lasciati da Miyazaki nel corso dell’opera e che hanno permesso infine al regista di vincere il tanto agognato oscar come miglior film d'animazione nel 2003 fino a quel momento l'unico prodotto d'animazione giapponese ad ottenere questo riconoscimento.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-26 13:53:51 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>xcricco</author>
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         <pubDate>2024-05-26 13:56:02 UTC</pubDate>
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         <title>Il ragazzo e l’airone (2024)</title>
         <author>xcricco</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>TRAMA</strong></p><p>Mahito, un ragazzino di 12 anni, fatica ad ambientarsi in una nuova città dopo la morte della madre. Tuttavia, quando un airone parlante lo informa che sua madre è ancora viva, entra in un mondo fantastico alla sua ricerca.</p><p><br/></p><p><strong>ANALISI</strong></p><p>Il ragazzo e l'airone è, ormai è chiaro, molto più di un film d'animazione. È un saggio sul dolore, sulle <strong>avversità della vita</strong> che occorre cavalcare per riassaporarla, ma anche sul bisogno di amare e di riporre la fiducia nel prossimo, con la certezza che, qualsiasi cosa accada, sarà sempre e solo la famiglia a tirarci fuori dai guai.</p><p>Nel film l'airone svolge il ruolo di psicopompo, una parola del greco antico che, in questo caso, allude a una divinità che fa da traghettatore esattamente come Caronte, senza considerare che gli aironi in Giappone vengono ricondotti al mondo degli spiriti nonché alla morte e al passaggio a un altro mondo.</p><p><br/></p><p>Secondo alcuni il protagonista de <em>Il ragazzo e l'airone</em> potrebbe essere lo stesso Hayao Miyazaki visto che, esattamente come Mahito Maki, Miyazaki era il figlio di un ingegnere aeronautico, proprietario insieme al fratello della Miyazaki Airplane, azienda specializzata nella produzione di timoni per i caccia Mitsubishi A6M. Gli aerei tornano ne <em>Il ragazzo e l'airone</em> facendoci capire che, anche qui, Miyazaki attinge dalla sua vita per abbozzare la sua opera.</p><p><br/></p><p>Toshio Suzuki, il produttore del film, ha parlato di un legame che avvicina il Prozio del film ad Isao Takahata. Il Prozio è, infatti, un uomo che si ritrova ad aver creato un ambiente apparentemente sano, costruito di 13 elementi all’interno dei quali non ci sono guerre, malattie e preoccupazioni se non un normale corso degli eventi. Nel film il Prozio è alla ricerca di un erede e questo, nella realtà dei fatti, potrebbe essere interpretato con il desiderio segreto di Miyazaki e di Takahata di affidare il futuro dello Studio Ghibli a un altro.</p><p><br/></p><p>La matrigna di Mahito per qualcuno potrebbe rappresentare la madre di Miyazaki che, dal 1947 al 1955, soffrì di tubercolosi spinale, malattia che la costrinse a letto prima in ospedale e poi a casa, in un ambiente al quale non era possibile accedere. Un’analogia neanche troppo velata a quanto accade a Natsuko, la zia di Mahito, e al tabù della sala parto all’interno della torre fatata.</p><p><br/></p><p><strong>RIFERIMENTO ALL'INFERNO DANTESCO?</strong></p><p>A suggerire questa versione è la presenza di un'iscrizione che recita <em>fecemi la divina podestate,</em> che potrebbe rimandare a quanto scritto da Dante Alighieri nel terzo canto dell’Inferno. Con questo dettaglio Miyazaki potrebbe voler dare il benvenuto a Mahito a quello che potrebbe essere un inferno dantesco, strutturato come un insieme di gironi che contengono al loro interno diverse tipologie di peccatori e condannati, collocati lì per volere della potenza divina. Una cosa che, tra l'altro, si ricollegherebbe al ruolo dell'airone che, in quanto guida e accompagnatore, potrebbe essere interpretato come l'alter ego di Virgilio, che accompagnò proprio Dante nella sua discesa all'Inferno e al Purgatorio.</p><p><br/></p><p>Nella versione originale il titolo del film non è Il ragazzo e l'airone, ma E voi come vivete? Un romanzo del 1937 scritto da Genzaburo Yoshino.<strong> </strong>Miyazaki è partito da qui per creare la sua storia, senza contare che questo romanzo ha rappresentato una lettura molto importante per il regista al punto da inserirlo direttamente nel film, quando Mahito trova una copia del libro lasciatagli proprio da sua madre. Il romanzo terminava con una domanda in cui l'autore chiedeva al lettore come avrebbe deciso di affrontare la propria vita da quel momento in poi: un messaggio che sempre chiarissimo anche ne Il ragazzo e l'airone visto che, dopo il viaggio all’interno della torre, Mahito è pronto a vivere il suo futuro facendo tesoro di quello che ha affrontato e al quale è sopravvissuto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-26 13:57:43 UTC</pubDate>
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         <author>xcricco</author>
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         <pubDate>2024-05-26 14:05:50 UTC</pubDate>
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