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      <title>L&#39;ira e le sue conseguenze by Utente Admin Koinokalo</title>
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      <description>Inserisci almeno un riferimento alla passione dell&#39;ira in letteratura, in arte, nel teatro, nel cinema o nel mito. Il tuo post deve contenere almeno una foto o un link e un tuo commento/spiegazione</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-10-26 18:01:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Attraverso quest’opera, che rappresenta il mito di Arcne e Atena , possiamo percepire una sensazione di gelosia e infelicità che porta i soggetti,&nbsp; in questo caso appartenenti alla mitologia,&nbsp; alla follia nonché ira. Possiamo osservare come Atena dea della tessitura si ostini a punire una giovane umana che ha sviluppato delle abilità nella tessitura superiori rispetto alla sua capacità divine e per questo decide di trasformarla&nbsp; in ragno per far sì che ella non emergesse più.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 09:38:47 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;S&#39;i&#39; fosse foco&quot; di Cecco Angiolieri </title>
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         <description><![CDATA[<p>Il tema dell'ira viene trattato nella poesia "S'i' fosse foco" di Cecco Angiolieri in modo intenso e passionale.</p><p>Nel poema, Angiolieri immagina di trasformarsi in fuoco per bruciare tutto ciò che lo ha ferito e causato la sua ira. Descrive la sua rabbia come un fuoco ardente che consuma tutto ciò che tocca, desiderando di distruggere tutto ciò che gli ha causato dolore.</p><p>L'ira del poeta è diretta principalmente verso le donne, che lui ritiene responsabili delle sue sofferenze amorose. Le descrive come creature malvagie e ingannevoli, che lo hanno tradito e deluso. La sua ira è così intensa che desidera che tutte le donne siano bruciate dal suo fuoco interiore.</p><p>Tuttavia, l'ira del poeta non si limita solo alle donne, ma si estende anche ad altre persone che lo hanno offeso o deluso. Descrive la sua ira come un fuoco che brucia senza pietà, senza risparmiare nessuno.</p><p>La poesia "S'i' fosse foco" rappresenta l'ira come una forza distruttiva e incontrollabile, che può portare alla distruzione e alla vendetta. Il poeta esprime la sua frustrazione e il suo desiderio di vendetta attraverso un linguaggio appassionato e immagini vivide, creando un'atmosfera di intensa emotività.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 12:33:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<p>L’ira di Achille</p><p>L’ira di Achille è stata rappresentata nella storia dell’arte da molti pittori. Tra i quadri più importanti e intensi spicca il dipinto <em>La furia di Achille</em>, del pittore francese , Charles-Antoine Coyoel fu realizzato nel 1737.</p><p>L’eroe si trova al centro del dipinto. Alle sue spalle c’è la dea Atena che cerca di fermarlo, ma lui calpesta e travolge corpi per dare sfogo alla sua rabbia. L’episodio dell’ira di Achille è uno dei più importanti e famosi di tutta l’Iliade, nonché il filo rosso del poema.&nbsp;È inserito all’interno del primo canto e dà inizio alla vicenda narrata. Achille è un semidio, figlio del mortale re Peleo (per questo infatti viene chiamato spesso Pelide – figlio di Peleo) e della ninfa Teti.</p><p>Secondo una leggenda, la madre Teti, sapendo che il figlio sarebbe morto sotto le mura di Troia, lo immerse appena nato nel sacro fiume Stige per renderlo invulnerabile tenendolo per il tallone. Per questo motivo il tallone di Achille era l’unico punto debole. Nel primo canto dell’Iliade, dopo il proemio, viene spiegato il motivo dell’ira dell’eroe: la guerra fra achei e troiani durava già da 9 anni e la città di Troia, nonostante fosse sotto assedio, continuava a resistere.</p><p>Crise, sacerdote di Apollo, si recò al campo acheo per riscattare la figlia Criseide, che era stata fatta schiava da Agamennone capo degli Achei; Crise venne trattato molto male e respinto. Questo rifiuto di Agamennone<strong> </strong>provocò l’ira del dio Apollo, che per vendetta fece scoppiare una terribile pestilenza  fra i greci. Essi interpellarono l’indovino Calcane per trovare una soluzione: egli spiegò che la pestilenza era proprio dovuta all’ira di Apollo, causata dal rifiuto di restituire Criseide, tenuta come schiava. Quindi l’unica cosa da fare per fermare l’epidemia era quella di restituire la fanciulla a suo padre. Agamennone prima si infuriò poi decise di cedere, a patto che gli venisse ceduta a Briseide, la schiava del suo guerriero più forte: Achille. Decise quindi di ritirarsi dalla battaglia e pronunciò una minaccia.</p><p>Senza l’aiuto di Achille il campo acheo sembrava subire l’avanzata dei troiani, quasi pronti a dar fuoco alle navi.</p><p>Patroclo venne scambiato per Achille da Ettore, che lo uccise. Fu per questo motivo che l’eroe decise di tornare sul campo di battaglia e vendicare così la morte del suo amico. </p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 16:09:15 UTC</pubDate>
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         <title>il mito di Narasimha</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Come in ogni racconto indiano, il male è sconfitto dalla devozione, dal buon senso e dall’amore.</p><p>L’iracondo prova una profonda avversione verso qualcosa o qualcuno, ma in alcuni casi anche verso se stesso. L’ira, spesso, è una delle strategie cerebrali per affrontare la paura dell’incertezza. Quando siamo arrabbiati i muscoli si tendono, aumenta il battito cardiaco, la pressione sanguigna, il ritmo respiratorio e inoltre, il cervello stimola azioni protettive immediate, come gesti o parole.</p><p>Si ritiene che il giusto vivere richieda di mantenere sempre la calma e contenere l’aggressività. In realtà, il primo passo consiste nel riconoscere e comprendere l’emozione, dandole uno spazio.</p><p>La rabbia è legata alla&nbsp;frustrazione&nbsp;e la frustrazione è legata al dolore: la rabbia, quindi, maschera un dolore. E cosa c’è di sbagliato in un dolore? Niente.</p><p>Come per il re demone Hiranyakashipu, l’ira derivava dal desiderio di vendetta e dal dolore della perdita del fratello, per Narasimha, la rabbia scatenata era il vendicare tutte le ingiustizie subite dai fedeli di Visnu e dal piccolo Prahlada.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 16:37:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella religione cristiana  l'ira, se intesa come sentimento che inclina alla vendetta e non come semplice passione  che spinge ad affrontare e superare ostacoli, è uno dei sette vizi capitali da cui, secondo i dettami religiosi , bisognerebbe astenersi in ogni caso.</p><p>Ciò malgrado, la Bibbia  contiene numerosi riferimenti alla cosiddetta “ira di Dio”, da intendersi come antropomorfismo per indicare la giustizia di Dio contro il male  e in difesa di chi ne risulta vittima. Infatti Gesù su una montagna vicino Cafarnao tenne un discorso nel quale diceva</p><p><br/></p><p>«Avete inteso che fu detto agli antichi: <strong><em>Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio</em></strong>. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio.»</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 17:38:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito di Artemide e Atteone è riportato da Ovidio nelle Metamorfosi. Racconta di come Atteone, aggirandosi tra i boschi in cerca di selvaggina, accompagnato dai suoi cinquanta cani, ad un certo punto si ritrovi presso una fonte dove scorge Artemide nuda, intenta a bagnarsi circondata dal suo corteo di ninfe. A quella vista, l’abile cacciatore rimane ammaliato dalla bellezza della nudità della dea e si appaga di quel meraviglioso spettacolo proibito agli occhi maschili.</div><div>Ad un tratto, però, Artemide, dea della caccia e della natura selvaggia, viene avvertita da una ninfa della presenza di Atteone. Ecco che allora si scatena la furia divina. Il giovane viene trasformato in cervo dalla dea che aizza contro di lui i suoi stessi cani. Atteone è così costretto a fuggire, da cacciatore diventa preda dei suoi stessi compagni di caccia che, in balia di una rabbia incontrollabile, finiscono per sbranare il loro stesso padrone trasformato in cervo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-29 20:51:35 UTC</pubDate>
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         <title>“Saturno che divora i suoi figli”</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il dipinto "Saturno che divora i suoi figli" di Francisco Goya è un'opera d'arte molto intensa e inquietante. Rappresenta il dio romano Saturno che, secondo la mitologia, aveva paura di essere detronizzato dai suoi figli, quindi li divorava per evitare che ciò accadesse.</p><p>La scena dipinta da Goya è estremamente cruda e brutale, con Saturno che afferra uno dei suoi figli e lo sta divorando con una ferocia selvaggia. L'uso di colori scuri e toni cupi contribuisce a creare un'atmosfera tetra e spaventosa.</p><p>Quest'opera può essere interpretata come una riflessione sulla natura distruttiva del potere e sulla paura che alcuni individui possono provare di perdere il controllo. Rappresenta anche il conflitto tra l'amore e l'istinto di sopravvivenza.</p><p>Il dipinto di Goya suscita forti emozioni e offre uno sguardo profondo nell'oscurità dell'animo umano. È un'opera che invita alla riflessione e che lascia un'impressione duratura nello spettatore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-30 10:57:17 UTC</pubDate>
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         <title>“L’IRA DI ARES”</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><em>L'ira di Ares nel mito è un aspetto molto interessante della sua personalità. Ares, il dio greco della guerra, era noto per la sua furia inarrestabile durante і combattimenti. Spesso si diceva che Ares si infiammasse di rabbia e si scatenasse con una forza brutale, causando distruzione e caos sul campo di battaglia. La sua ira era così potente che poteva influenzare anche gli esseri umani, spingendoli a combattere con una ferocia simile. Tuttavia, l'ira di Ares non era sempre benvista dagli altri dei e spesso veniva punito per la sua impulsività. Questo mito ci mostra come l'ira possa essere un'emozione potente, ma anche pericolosa se non controllata.</em></p><p><em>Anche nell’arte l’ira di Ares è stata spesso rappresentata attraverso dipinti e sculture che catturano la sua furia e la sua potenza. Ad esempio, ci sono opere d'arte che ritraggono Ares in piena battaglia, con uno sguardo feroce e un'armatura imponente. Queste rappresentazioni visive cercano di trasmettere l'intensità e la violenza dell'ira di Ares, mostrando la sua figura muscolosa e il suo atteggiamento minaccioso. Alcuni artisti hanno anche cercato di rappresentare l'ira di Ares attraverso l'uso di colori vivaci e contrastanti, creando un'atmosfera di tensione e agitazione. In generale, l'arte ha fornito un mezzo per esplorare e rappresentare l'aspetto emotivo e potente dell'ira di Ares.</em></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-30 14:48:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>Anima dannata</em></strong> è un busto realizzato nel 1619 da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Gian_Lorenzo_Bernini">Gian Lorenzo Bernini</a>. L'anima dannata potrebbe essere un autoritratto dai tratti esasperati e dall'atteggiamento urlante che raffigura l’ira e il tormento dell’uomo. Quest'opera è contrapposta ad un altro busto, quello dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Anima_beata"><em>Anima beata</em></a>: le due sculture insieme, infatti, sono l'esempio delle anime condannate alla dannazione eterna e di quelle salve dei beati. <em>Anima dannata</em> rappresenta “un giovane oppresso dal tormento, che guarda in basso, come se stesse osservando, e contemporaneamente sentendo, gli orrori dell'inferno."L'espressione è caratterizzata dagli occhi sbarrati, dalle sopracciglia alte e dalla bocca spalancata: tutti questi attributi conferiscono al volto della giovane anima un'espressione di sorpresa mista a terrore. Una descrizione così dettagliata di ciò che l’ira provoca nel volto e nel corpo del soggetto era già stata fatta da Seneca nella sua opera “De ira” in cui si sofferma su come l’ira inorridisca l’individuo che la sperimenta. </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-30 20:28:25 UTC</pubDate>
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         <title>Saturno che divora i suoi figli (1821-1823).</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Per rappresentare l'ira nell'arte ho scelto il terrificante dipinto di Francisco Goya <em>Saturno che divora i suoi figli </em>(1821-1823).</p><p>A Crono (Saturno nella mitologia romana), dio del tempo, era stato profetizzato che uno dei suoi figli l'avrebbe detronizzato e ucciso; per scongiurare tale eventualità, li aveva divorati uno dopo l'altro. Sua moglie Rea, per salvare il figlio Zeus, gli aveva dato al suo posto una pietra avvolta in un telo, e il mostruoso dio l'aveva divorata senza accorgersi dell'inganno.</p><p>Questo è esattamente l'atteggiamento dell'iracondo, che distrugge e divora ciecamente ogni cosa lo circondi, senza avvedersi del dolore che procura. L'unico a sopravvivere alla follia divoratrice di Crono sarebbe stato quindi Zeus, che avrebbe realizzato quanto indicato dalla profezia, liberando poi i fratelli e le sorelle prigionieri nello stomaco del padre.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-31 08:57:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L'angelo caduto è spesso rappresentato come un simbolo dell'ira nella tradizione artistica. Questa figura mitologica, che si riferisce a un angelo che è stato cacciato dal cielo a causa della sua ribellione contro Dio, è spesso associata all'ira e alla sua conseguente caduta. L'ira dell'angelo caduto può essere interpretata come una manifestazione della sua ribellione e del suo desiderio di sfidare l'autorità divina. Nelle rappresentazioni artistiche, l'angelo caduto è spesso raffigurato come una figura tormentata e furiosa, con ali spezzate e un'espressione di rabbia sul volto. Queste rappresentazioni visive cercano di catturare l'intensità e la potenza dell'ira dell'angelo caduto, trasmettendo un senso di ribellione e di distruzione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-31 09:05:34 UTC</pubDate>
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         <title>La tempesta, W. Shakespeare </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nella commedia teatrale "La tempesta" di William Shakespeare, l'ira è un tema che viene affrontato in diversi modi.</p><p>Uno dei personaggi principali, Prospero, è un mago esiliato su un'isola deserta. In passato, è stato tradito e deposto dal suo fratello Antonio, che ha preso il suo posto come duca di Milano. Prospero nutre un profondo risentimento e desiderio di vendetta nei confronti di Antonio e degli altri che lo hanno tradito. Utilizza la sua magia per creare una tempesta che fa naufragare la nave su cui si trovano Antonio e gli altri colpevoli. L'ira di Prospero è un motore per l'azione della commedia e guida il suo desiderio di ristabilire la giustizia.</p><p>Tuttavia, nel corso della storia, Prospero impara a controllare la sua rabbia e a trovare la via del perdono. Alla fine, decide di perdonare i suoi nemici e di riconciliarsi con loro. Questo rappresenta un messaggio di redenzione e di superamento dell'ira.</p><p>Inoltre, altri personaggi come Calibano, il selvaggio abitante dell'isola, e Stefano e Trinculo, due marinai ubriachi, mostrano l'ira in modi più comici. Questi personaggi spesso si arrabbiano e si scontrano tra loro, creando situazioni di comicità e caos.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-31 09:06:41 UTC</pubDate>
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         <title>l’ira in psicologia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Tra l’ampia gamma di emozioni provate dall’essere umano, l’ira rientra in quelle cosiddette “di base”, ovvero quelle emozioni primordiali strettamente connesse alla sopravvivenza. Essa, tuttavia,  può diventare disfunzionale o problematica nel momento in cui gli attacchi di rabbia&nbsp;(detti anche scatti d’ira) compromettono le relazioni o la qualità della vita, o creano sofferenza spingendo ad intraprendere azioni dannose verso sé o verso gli altri. Si manifesta a livello verbale e/o motorio e può culminare in comportamenti aggressivi e distruttivi nei confronti di oggetti, persone o di sé stessi. Tra le espressioni facciali più frequenti riscontriamo sicuramente l’abbassamento e contrazione delle ciglia, labbra strette e tese, narici dilatate e palpebre socchiuse mentre a livello fisiologico c’è un aumento dei livelli di adrenalina, noradrenalina e della pressione arteriosa. Se non curata può sfociare  in un Disturbo Esplosivo Intermittente (DEI o IED in inglese), considerata una vera e propria malattia psichiatrica data da episodi violenti saltuari ma ricorrenti, dovuti&nbsp;all’incapacità e all’impossibilità di resistere agli impulsi aggressivi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-31 09:17:00 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il dipinto "L'ira di Achille" di Peter Paul Rubens raffigura un momento di intenso sdegno e rabbia da parte del leggendario eroe greco Achille. </p><p>". Il dipinto rappresenta un episodio dell'"Iliade" di Omero, il poema epico greco.</p><p>Nel dipinto, Achille è rappresentato con un'espressione feroce, mentre brandisce una lancia e sta per colpire il re troiano Ettore. Questo è il momento in cui Achille si vendica per la morte del suo amico Patroclo, uccidendo Ettore, il principe troiano. L'ira di Achille è evidente nella sua postura e nell'espressione del suo volto, poiché è guidato dalla rabbia e dalla vendetta.</p><p>Rubens utilizza colori vibranti e dettagli realistici per catturare l'intensità dell'emozione di Achille.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-31 09:20:36 UTC</pubDate>
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