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      <title>LE PAROLE DEL WEB by Valentina Pizzo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>“</strong><strong><em>FOLLOWER”</em></strong></div><pre><em>-</em><strong>etimologia: </strong>deriva dall’ inglese “<em>to follow</em>” ovvero “seguire”.

-<strong>significato: 
1.</strong>(Su internet) chi segue con costanza un blog o una pagina personale su un social network o chi segue una persona o un gruppo per diversi motivi;  
<strong>2. </strong>Chi segue una persona o un gruppo, sostenendolo e/o ammirandolo. 

-<strong>differenza tra </strong><strong><em>followers</em></strong><strong> e amico sui social media e “seguiti/</strong><strong><em>following</em></strong><strong>”:
</strong>sui social media il termine “<em>follower</em>” indica colui che segue una persona/blog senza che quest’ultimo ricambi; al contrario, richiedere l’amicizia su un social media significa che entrambe le persone si seguono. 
Il termine “seguiti/<em>following</em>” indica invece le persone/blog che il soggetto decide di seguire.
<br></pre>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>Phishing </title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div>-<mark>DEFINIZIONE ed ETIMOLOGIA</mark>:&nbsp; [da <em>fishing</em> «pesca», con sostituz. di ph a f originatasi nell’ambiente della pirateria informatica]. Tentativo di impadronirsi illegalmente dei dati personali di un utente e di altre utili informazioni (numeri di conto corrente e di carta di credito, codici di sicurezza per l’accesso a banche dati, ecc.), con il&nbsp; fine di derubarlo.<br>-<mark>IN COSA CONSISTE IL </mark><em><mark>PHISHING</mark></em><mark>? </mark><br>Questa tecnica di social engineering consiste nell’inviare messaggi fasulli di posta elettronica, a nome di istituti di credito, finanziarie, agenzie assicurative, ecc., che invitano l’utente a inserire informazioni sensibili come password, PIN ecc.<br>-<mark>COME RICONOSCERE UN TENTATIVO DI </mark><em><mark>PHISHING</mark></em><br>Ecco a cosa fare attenzione se si pensa di essere vittima di phishing:<br><strong>1. Controllare attentamente nome e indirizzo del <br>mittente</strong><br>In un’ipotetica mail da parte della propria banca o di un servizio che offre servizi online bisogna la prima azione da compiere è guardare il mittente. Bisogna chiedersi se si è mai entrati in contatto con quella persona o con quella banca e se vi è stato mai fornito il proprio indirizzo e-mail. Visualizzare l’indirizzo intero e confrontarlo con i messaggi che si sono già ricevuti. Se non dovessero coincidere, allora è probabile che si tratti di una frode.<br><strong>2. Formule di apertura delle e-mail</strong><br>Solitamente le aziende si rivolgono ai loro clienti chiamandoli per nome quindi se un messaggio comincia con “Gentili Signori e Signore” o altre forme standard, bisogna chiedersi&nbsp; perché il proprio istituto di credito o un eventuale negozio online non sappia il vostro nome. <br><strong>3. Controllare grammatica e ortografia</strong><br>Se una e-mail presenta svariati errori di grammatica e ortografia molto probabilmente si tratta di un tentativo di frode.<br><strong>4. Controllo dei link</strong></div><div>Bisogna accertarsi che i link conducano a sito di comprovata serietà. Si può passare il mouse sul link e controllare l’indirizzo Internet che viene mostrato in basso a sinistra nella finestra del browser. Verificare quindi che l’URL coincida con quello dell’azienda o ente in questione e che siano presenti protocolli di sicurezza come HTTPS per la trasmissione di dati. Se si hanno&nbsp; dei dubbi, non cliccare sul link e non inserire&nbsp; manualmente l’indirizzo Internet sul vostro browser.<br><strong>5.&nbsp; Non trasmettere i propri dati via e-mail</strong><br>Nessuna banca o negozio online richiede che vengano inseriti online informazioni sensibili come PIN, passwords ecc.<br><strong>6. Prestare attenzione agli allegati</strong><br>se il mittente è sconosciuto, è meglio non scaricare l'allegato del file esso può&nbsp; contenere malware come virus e trojan che infettano il computer e leggono dati sensibili. <br><strong>7. Non farsi mettere sotto pressione</strong><br>Se una mail contiene un invito all’azione immediata è necessario prestare molta attenzione. I truffatori a volte usano le maniere forti per mettere sotto pressione gli utenti di Internet e per spingerli ad azioni avventate. <br><br><mark>-COSA FARE SE SI È VITTIMA DI UN TENTATIVO DI PHISHING?</mark><br>Se si è ricevuto un’e-mail che sembra un tentativo di phishing, prima di cancellarla si dovrebbe&nbsp; spostarla nella cartella spam della vostra casella e bloccare il mittente. In questo modo verranno bloccati altri attacchi provenienti dallo stesso mittente. Per contenere l’aumento di messaggi fraudolenti anche in futuro, bisogna contattare l’azienda o la persona per cui si sta spacciando chi vi ha inviato l’e-mail. La maggior parte delle aziende mette a disposizione diverse possibilità di contatto, come per esempio moduli da compilare con cui è possibile segnalare un tentativo di phishing.<br><br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><strong>BODYSHAMING</strong><br><br>“BodyShaming” è l’unione tra due parole inglesi:<br>body, il corpo e il verbo “to shame”, ovvero “mettere in imbarazzo”. Il bodyshaming è la ridicolizzazione del corpo umano, di un corpo che non piace, che non rientra nei canoni generali di bellezza (da nessuno mai accertati).&nbsp; Fa certamente parte del linguaggio digitale, è messo in pratica spesso quando si vuole screditare un’altra persona e si è in carenza di reali argomentazioni. Il problema è che non fa parte solo del mondo di Internet, ma è qualcosa presente fin da quando si è bambini. Sono i bambini in primis a fare bodyshaming su altri e, nonostante si cresca, è una pratica che resta comunque utilizzata. Il bodyshaming può&nbsp; essere un insulto diretto, come “ciccione”, ma anche un modo di convincere qualcuno che il suo corpo non vada bene e che sia brutto, mascherando il tutto da “critica costruttiva” o “semplice opinione”. Sono molto gravi le conseguenze che può avere il bodyshaming su chi lo subisce. Ci sono persone più “forti” che non si abbattono quando vengono denigrati, mentre quelle più “deboli” possono avere delle ripercussioni non da sottovalutare. Insulti del genere possono causare disturbi alimentari (bulimia, anoressia ecc…) che sono molto pericolosi per la salute e, in casi più gravi, possono portare anche al suicidio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div>Whatsapp&nbsp;<br>L’applicazione naque nel 2009 da un’idea di Brian Acton e Jan Koum, due informatici americani ed ex dipendenti di Yahoo, che rivoluzionarono completamente il mondo degli SMS e degli MMS.<br>Il nome WhatsApp è un bel gioco di parole tra “what’s up?”, che in italiano si traduce con “che c’è?”, “cosa succede?”, e “app“, che inizialmente faceva pensare anche all’App Store di Apple.<br><br>Il primo lancio di WhatsApp, infatti, non fu quello di un vero e proprio servizio di messaggistica istantanea, quanto quello di un ‘aggiornatore di status’, un social network ridotto al minimo che permettesse ad un utente di avvisare il proprio network di contatti che si trovava a lavoro o in palestra, ecc. in modo rapito e istantaneo.<br><br>Originariamente l'app era stata ideata per dispositivi mobili, ma è stata sviluppata anche una versione per computer desktop, per la quale è necessario collegare il proprio numero telefonico di cellulare standard.<br><br>Gli utenti possono scambiare messaggi di testo, immagini, video e file audio, nonché informazioni sulla posizione, documenti e informazioni di contatto tra due persone o in gruppi. Dapprima si poteva comunicare solo tra singole persone o in gruppi di singoli, ma a settembre 2017 la società ha annunciato una piattaforma commerciale che avrebbe consentito alle aziende di fornire un servizio clienti agli utilizzatori su larga scala.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>SOCIAL NETWORK</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em><mark>Etimologia=&gt;</mark></em></strong><em> </em>È una parola derivante dall’inglese, composta da social = "sociale" + network = "rete".<br><br><strong><em><mark>Significato=&gt;</mark></em></strong>Con l’espressione <strong><em>social network</em></strong> si identifica un servizio informatico on line che permette la realizzazione di reti sociali virtuali. Si tratta di siti internet o tecnologie che consentono agli utenti di condividere contenuti testuali, immagini, video e audio e di interagire tra loro. Generalmente i <strong><em>social network</em></strong> prevedono una registrazione mediante la creazione di un profilo personale protetto da password e la possibilità di effettuare ricerche nel database della struttura informatica per localizzare altri utenti e organizzarli in gruppi e liste di contatti. <br>Le informazioni condivise variano da servizio a servizio e possono includere dati personali, sensibili e professionali.<br>Sui<em> </em><strong><em>social network</em></strong> gli utenti non sono solo fruitori, ma anche creatori di contenuti.&nbsp;<br>La rete sociale diventa un ipertesto interattivo tramite cui diffondere pensieri, idee, link e contenuti multimediali.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><pre><em><mark>ETIMOLOGIA</mark></em><mark>:</mark> 
Il termine malware deriva dalla contrazione dei due termini inglesi "malicious" e "software".</pre><div><br><em><mark>COS'È</mark></em><mark>:</mark> Malware o “software malevolo” è un termine generico che descrive un programma/codice dannoso che mette a rischio un sistema.<br><br></div><div>Invasivi e maligni, i malware cercano di invadere, danneggiare o disattivare computer, sistemi, reti, tablet e dispositivi mobili, spesso assumendo il controllo parziale delle operazioni del dispositivo, interferendo con il loro normale funzionamento.<br><br></div><div>Sebbene i malware non possano danneggiare gli hardware fisici di un sistema, possono rubare, criptare o eliminare i dati, alterare o compromettere le funzioni fondamentali di un computer e spiare le attività degli utenti senza che questi se ne accorgano o forniscano alcuna autorizzazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>Lo spam</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’etimologia di questa parola è piuttosto bizzarra, deriva infatti dal marchio SPAM che produce carne in scatola. Questa parola comincia ad avvicinarsi al significato che gli diamo oggi negli anni 70’, quando due comici inglesi interpretano in uno sketch una scena ambientata in un locale, in cui la cameriera continua a proporre insistentemente dei piatti contenenti il prodotto del marchio SPAM. Ciò è dovuto al fatto che il prodotto veniva costantemente riproposto nelle pubblicità. <br><br>Lo <strong>spam è</strong> l’invio o la ricezione di messaggi pubblicitari o di posta elettronica indirizzati all’utente che non ne ha autorizzato l’invio al mittente.<br>Spesso lo scopo degli “<strong>spammer</strong>” è la diffusione di pubblicità, che vanno da comuni sponsorizzazioni commerciali a contenuti illegali, come la pornografia. Grazie a questa copertura gli <em>spammer</em> sono in grado di rubare dati personali, codici per le carte di credito e password: ovviamente queste persone possono essere considerate criminali a tutti gli effetti.<br>Nelle email spam vengono spesso proposte offerte allettanti, come la condivisione di una somma di denaro, ma per fare questo vengono richiesti dati bancari o carte di credito. Gli <em>spammer</em> prendono di mira diversi indirizzi per volta, copiano automaticamente mail, usano appositi software, utilizzano falsi siti web e acquistano indirizzi email da altri <em>spammer</em>. <br>Ad oggi, con la diffusione dei social network, lo spam non si diffonde più solamente attraverso posta elettronica, ma anche su app come Facebook o nella messaggistica instantanea.<br>Gli <em>spammer</em> assumono varie identità, ma a volte i nostri dispositivi elettronici sono in grado di indentificare lo spam e lo spostano in cartelle apposite avvertendoci del pericolo. È possibile evitare lo spam anche attraverso i <strong>filtri antispam. <br></strong>Per evitare lo spam è bene non aprire le mail che appaiono “sospette” poiché se si riveleranno spam ne arriveranno una quantità ancora maggiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>BACKUP</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><var><br></var></blockquote><var><strong><mark>BACKUP</mark></strong></var><div>s. ingl. (propr. «sostegno, rinforzo»), usato in ital. al masch.&nbsp;</div><div>In informatica, procedura con la quale si realizza una copia di sicurezza (detta anch’essa backup o copia di b.) di un certo insieme di dati. <br><br><em><mark>IL SIGNIFICATO </mark></em><em><br></em>Backup significa fare una copia e</div><div>archiviare i dati del computer così che in</div><div>qualsiasi momento può essere utilizzato</div><div>per ripristinare le versione originale, nel</div><div>caso in cui avvenga una perdita di dati. Backup dei dati in informatica è sinonimo</div><div>di continuità operativa. Compiere questa</div><div>operazione di backup, infatti, significa</div><div>fare un duplicato e quindi creare una</div><div>copia di sicurezza di informazioni e <em>file</em>, in modo tale da tutelare i dati.</div><div><br><em><mark>PERCHÉ FARE IL BACKUP?</mark></em><em><br></em>È fondamentale premettere che il backup</div><div>in informatica è un tassello cruciale</div><div>di una qualsiasi data strategy. Inoltre,</div><div>la capacità di gestire e processare le</div><div>informazioni è la chiave competitiva delle</div><div>nuove imprese digitali. Ecco perché occorre pianificare un data journey strutturato e graduale. Solo così le aziende arrivano alla padronanza in materia di data &amp; analytics.&nbsp;<br><br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>HACKER</title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948518</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em><mark>etimologia: </mark></em></strong>hacker <em>‹hä′kë›</em> s. ingl. [der. (con uso fig.) del verbo <em>(to) hack</em> «tagliare, fare a pezzi»]<br><strong><mark><br>Cos'è un hacker? </mark></strong><br>Il termine hacker è stato ricondotto ad un primo utilizzo nell’ambito del MIT di Boston, dove un gruppo di studenti degli anni ‘60 davano prova dei primi esperimenti di hackeraggio su una linea telefonica. <br>Un <strong>hacker, </strong>quindi, è colui che, analizzando un sistema informatico, è in grado di smontarlo in diversi blocchi di codice. Con una tecnica che prevede un procedimento a ritroso per trovare una vulnerabilità, chiamata di <strong><em>reverse engineering</em></strong>, l’hacker riesce a infiltrarsi all’interno di un sistema, e di modificarlo per sfruttarne appieno tutte le sue potenzialità. <br>Esistono <strong><mark>3 tipi di hacker: </mark></strong><br><strong><mark>- White hat:</mark></strong> sono coloro che ogni giorno ci mettono al sicuro da software malevoli, come la violazione della nostra privacy o il furto dei dati personali.<br><strong><mark>- Black hat:</mark></strong> sono i più pericolosi, accedono ai nostri dati e ne approfittano.<br><strong><mark>- Grey hat: </mark></strong>sono coloro che cercano di dimostrare la propria bravura, ma che allo stesso tempo compiono atti contro la legge.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>“FAKE NEWS”...</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Fake news</em></strong><em>: notizie false, con particolare riferimento a quelle diffuse mediante la Rete. <br>È un termine inglese utilizzato per definire articoli che presentano informazioni distorte, ingannevoli, create per disinformare e rendere virali le “bufale” attraverso internet.<br>I motori di ricerca cercano di combattere questi siti, i social media meno, ed è proprio qui che le fake news dilagano.<br><br>—&gt; </em>Bufale e disinformazione sono molto pericolose; spesso non è facile distinguerle tra milioni di informazioni!<br>È importante far chiarezza sulle fake news più diffuse, smentendole alla luce delle evidenze disponibili.<em><br><br>• Le notizie devono essere: </em><strong><em>attendibili</em></strong><em>, </em><strong><em>verificate</em></strong><em> e poi </em><strong><em>diffuse nel momento in cui sono sicure e veritiere</em></strong><em>.<br><br> </em><mark>Spesso chi diffonde una fake news ha obiettivi ben precisi</mark>:</div><div>—&gt; è consapevole della falsità della notizia (<em>l'obiettiva difformità dal vero, l'esagerazione, la tendenziosità</em>) e agisce con l'intento di disinformare e di ingannare;<br><br></div><div>—&gt; ha interesse a fare in modo che la fake news raggiunga il maggior numero di persone possibile, soprattutto perché nell'epoca dei social network la crescita del numero di follower (anche fittizi) può corrispondere a un guadagno, anche economico. <br>A tal fine, spesso rimanda a fonti o dati che risultano <strong>apparentemente </strong>rilevanti e attendibili.<br><br>• <strong>Come proteggersi da queste notizie e come distinguerle dalle altre?</strong><em><br>—&gt; </em><em><mark>Verifica la fonte</mark></em><em>, </em>consulta più fonti e, quando possibile, affidati a fonti ufficiali.<em>&nbsp;<br></em><br></div><div>—&gt;<em><mark>Verifica i documenti ufficiali.</mark></em><em><br><br>—&gt; </em><em><mark>Diffida di informazioni che fanno affermazioni sorprendenti</mark></em><em> </em>ma sono descritte con messaggi che presentano evidenti errori grammaticali e di battitura.<em><br><br>—&gt; </em><em><mark>Confronta</mark></em><em> </em>informazioni differenti provenienti da fonti diverse. <em><br><br>—&gt; </em><em><mark>Leggi criticamente</mark></em><em>: </em>Soffermati sul significato dei dati disponibili e concediti del tempo per riflettere sulle informazioni acquisite e sulle opzioni di scelta a tua disposizione! <br>Chiediti se il modo in cui l'informazione è offerta non stia orientando la tua attenzione su un profilo in particolare, distraendoti da altre notizie parimenti importanti.<em><br><br>—&gt; </em>Ed infine <mark>rifletti prima di condividere le informazioni che hai ricevuto</mark>, ossia prima di ”passare-parola” ai tuoi contatti! <br><mark>Non condividere informazioni che non hai verificato</mark> o non sei in grado di verificare per non alimentare la circolazione di fake news. <br><br><a href="https://youtu.be/5FROGYnhxGU">https://youtu.be/5FROGYnhxGU</a> !!!</div><div><em><br><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>FLAMING</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>letteralmente </em><strong><em>“in fiamme”</em></strong><em>, “ardente”;<br>nel mondo del web ci si riferisce all’atto di postare o inviare messaggi offensivi, e può essere considerato una delle sfaccettature&nbsp; di </em><strong><em>cyberbullismo</em></strong><em>.<br><br></em>•<strong>PSICOLOGIA -&gt; </strong>in psicologia, il fenomeno prende il nome di “<em>online</em> <em>disinhibition effect</em>”: questo atteggiamento spinge gli utenti ad assumere <mark>comportamenti provocatori</mark> nei confronti degli altri. Secondo lo psicologo John Suller, l’anonimato permesso da molti siti aumenta il senso di sicurezza e crea così dei veri e propri <strong>“leoni da tastiera”</strong>.<em> </em>I <strong><em>flamers</em></strong><strong> </strong>si sentono più a loro agio in quanto non si interfacciano direttamente con le persone, e questo incrementa il loro senso di potenza.<br><br></div><div><strong>•VARI TIPI -&gt; <br></strong><strong><em>flame trolling</em></strong><strong>: </strong>si fa riferimento all’atto di <mark>postare un messaggio provocatorio in forum e gruppi</mark>, con lo scopo di innescare una discussione. Perciò, il messaggio viene chiamato <em>“bait”</em>, cioè “esca”: questo è facilmente riconoscibile, in quanto spesso è scritto in <strong>maiuscolo</strong>, pieno di <strong>punti esclamativi</strong> ed è in disaccordo con l’opinione degli altri utenti;<br><strong><em>flame war</em></strong><strong>: </strong>a volte si possono creare delle <mark>vere e proprie guerre</mark> in cui, oltre ai due schieramenti opposti, vengono coinvolti anche altri utenti che cercano di placare la situazione.<br><br><strong>•COME EVITARE -&gt; </strong>a differenza di uno scontro dal vivo, online possono esserci dei <mark>malintesi</mark> dovuti alla mancanza degli “elementi paralinguistici”, quali i gesti o la mimica. Perciò, alcuni suggerimenti sono:<br>- specificare sempre se si è <strong>ironici;<br>- </strong>aggiungere <strong>emoji</strong> che potrebbero rappresentare l’espressione del viso; <br>- porsi in maniera <strong>gentile </strong>e dimostrarsi <strong>aperti al dialogo</strong>;<br>- tenere a mente che ci si interfaccia sempre con un <strong>essere umano</strong>, pertanto è opportuno utilizzare le stesse regole di <strong>educazione </strong>che vengono applicate nella vita reale.<br><br><strong>•COSA FARE -&gt; </strong>per cercare di placare un <em>flaming</em>, si può:<br>- seguire le regole <strong>dell’educazione civica digitale</strong>; <br>- lasciar stare la discussione qualora il dialogo non fosse possibile; <br>- <strong>segnalare </strong>i commenti volgari che violano le linee guida, contenenti insulti, bestemmie o materiale grafico;<br>- <strong>bloccare </strong>l’utente qualora si trattasse di <em>flaming</em> in chat privata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>TEXTING</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>Il texting: </mark>&nbsp;deriva dall'inglese text messaging ed indica lo scambio di SMS o altri messaggini; colui che invia gli SMS è il <mark>texter.</mark> Tutto deriva da una sola parola, ossia <mark>text,</mark> che sta ad indicare sia il messaggio sia l'azione di inviare gli SMS o altri messaggini.<br><br>Questo video ci illustra come il texting tra gli adolescenti stia diventando un'ossessione; ce ne parla una madre, facendo riferimento a sua figlia.<br>https://youtu.be/n75W81OfNxw<br><br><mark>Il texting</mark> è l'atto di comporre e inviare messaggi elettronici, tipicamente costituiti da caratteri alfabetici e numerici, tra due o più utenti di dispositivi mobili.<br><br>I messaggi di testo vengono utilizzati per scopi personali, familiari, aziendali e sociali. Le organizzazioni governative e non governative utilizzano i messaggi di testo per la comunicazione tra colleghi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;GROOMING&quot; </title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948522</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>GROOMING</em></strong>: adescamento di un minore in Internet tramite tecniche di manipolazione psicologica volte a superarne le resistenze e a ottenerne la fiducia per abusarne sessualmente, creando una relazione intima, e duratura, con la cyber vittima.</div><div><br>Aprire un profilo sui social network, oggi, è una cosa molto semplice e comune, ma molto spesso non si tiene conto dei <strong>rischi del web</strong> (cyberbullismo, adescamento in rete, appropriazione dei dati personali…)</div><div>Contare tanti amici, o amici di amici, online è sinonimo di popolarità ed è, quindi, uno dei principali motivi di esposizione al pericolo.</div><div><br></div><div><strong>Fasi dell'adescamento</strong>:</div><div><br></div><div><strong>Fase dell’amicizia</strong>: l’adescatore virtuale effettua ripetuti contatti di socializzazione. L’avvicinamento è graduale, non punta subito all’esclusività ma getta le basi per cogliere il maggior numero di informazioni possibili.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>Fase del </strong><strong><em>risk-assessement</em></strong>: dopo aver stabilito i primi contatti, il potenziale abusante cerca di capire a quale livello di “privacy si sta svolgendo la conversazione con il bambino o l’adolescente. Alcune delle domande che rivolge potrebbero quindi essere: "dove è situato il computer in casa?", "i tuoi genitori sono presenti?", "stai utilizzando il tuo smartphone/tablet?"...</div><div><br></div><div><strong>Fase dell’esclusività</strong>: quando l’adulto è sicuro di non correre il rischio di essere scoperto, inizia la fase dell’esclusività, che rende impenetrabile la relazione ad esterni contando soprattutto sulla dimensione del segreto.&nbsp;</div><div><br></div><div><strong>Fase della relazione sessualizzata</strong>: è proprio in questo momento che i ragazzi corrono il rischio di scambiare immagini, anche a sfondo sessuale esplicito, o di incorrere nella richiesta di un incontro "offline".&nbsp;</div><div>Le stesse immagini, i video o i testi inviati dalla persona minorenne, possono in seguito essere utilizzate in forma <strong>ricattatoria</strong> nel caso di un eventuale rifiuto nel continuare il rapporto online o nell’avviare una vera e propria relazione sessuale offline.</div><div><br></div><div>È molto importante, a questo punto, saper riconoscere la situazione di pericolo, alcuni segnali potrebbero essere un uso quasi ossessivo e sistematico del proprio smartphone, un atteggiamento più sessuato, un auto-isolamento…</div><div><br></div><div><strong>Intervenire in tempo è importante</strong>;<strong> </strong>in caso di adescamento:</div><ul><li>rivolgersi prima possibile alla Polizia Postale ad altri presidi di Polizia;</li><li>tenere traccia di tutti i contatti intercorsi, salvando le conversazioni anche attraverso gli screenshot delle chat;</li><li>se si percepisce un rischio per il benessere psicofisico delle persone minorenni coinvolte è bene rivolgersi ad un servizio di supporto psicologico anche passando per una consultazione presso i servizi territoriali di riferimento (Consultori Familiari, Servizi di Neuropsichiatria infantile).</li></ul><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>&lt;&lt;WEB REPUTATION&gt;&gt;                        </title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948523</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br></div><div><strong><em><mark>WEB REPUTATION </mark></em></strong><strong><em>-</em></strong>-&gt; <em>loc. s.le f. </em>La considerazione in cui si è tenuti nella rete telematica.<br><br>-Espressione inglese composta dai s. <strong><em>web</em></strong> e <br><strong><em>reputation</em></strong> (reputazione, fama).<br><br>I ragazzi di oggi, definiti<strong> “nativi digitali”,</strong> imparano fin da piccoli a utilizzare i social network e le applicazioni di messaggistica, ma non sempre sono consapevoli di che cosa fanno in Rete e delle conseguenze che le loro azioni possono avere, soprattutto per quanto riguarda la privacy. Esiste ormai una vera e propria mania di pubblicare qualsiasi cosa: foto, messaggi vocali, video, esiti di sondaggi. Tutte le informazioni pubblicate nella Rete contribuiscono però a costruire la cosiddetta <strong>“web reputation”</strong>, cioè una sorta di carta di identità digitale, un biglietto da visita che si struttura nel tempo attraverso le informazioni condivise: post pubblicati, video, foto personali e dei propri familiari e amici, commenti postati,<em> “like”</em> lasciati sui post altrui. <br><br>Spesso ci si dimentica di tutto quanto è stato pubblicato e si sottovaluta l’effetto che può fare a chi lo legge, soprattutto se si tiene conto che tali informazioni restano nella Rete per molto tempo e potrebbero essere utilizzate in futuro anche per altre finalità, come la valutazione di candidature per un posto di lavoro. Accade sempre più spesso, infatti, che le aziende o i selezionatori, prima di assumere personale, consultino i profili social dei candidati e, eventualmente, anche quelli dei loro amici e familiari, in modo da trarre informazioni per farsi un’idea del loro profilo. Diventa fondamentale, quindi, capire l’importanza di un uso consapevole del web per costruirsi una buona reputazione, senza mai dimenticare che quello che viene pubblicato è difficilmente cancellabile. Oltre che per motivi economici e professionali, avere una “cattiva” reputazione sul web può incidere anche sulla sfera personale di un individuo.<br><br><strong><mark>Web reputation</mark></strong><mark>: come costruirla e monitorarla</mark><br> - link: https://youtu.be/7fZSBLFSVxk<br><a href="https://www.youtube.com/watch?v=RnHOFlaxQtI"><mark>Helping young people manage their online identity </mark></a><br> - link:https://youtu.be/RnHOFlaxQtI<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>INFLUENCER</title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948524</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><mark>Etimologia&gt;&gt;</mark></strong> (Neologismo, inglesismo). Dall’inglese si diffonde nella lingua italiana dal 2018, anche se compare per la prima volta nel 2007 in un articolo del “Corriere della sera”. Viene da “influenza” dal lat. INFLUENTEM p. pres. d’IN-FLUERE scorrer dentro, insinuarsi, inondare (v. influire).<br><br><strong><mark>Cos’è un influencer?&gt;&gt;</mark></strong> Il termine <em>influencer</em> è in uso in inglese con il significato generico di ‘persona che influenza qualcosa o qualcuno’ sin dal 1664, mentre i maggiori dizionari inglesi non riportano l'accezione con cui la parola circola in italiano, a dimostrazione del fatto che il termine, con questo senso, è molto meno (se non per niente) diffuso nella lingua d’origine. L'<em>Influencer </em>è un <em>opinion leader</em> (una persona che esprime appunto, opinioni) dotato di carisma, autorevolezza, competenza, capacità di coinvolgimento e persuasione, che guadagna diffondendo e amplificando messaggi promozionali per conto di aziende e <em>brand</em>, in cambio di una ricompensa. Il compito dell'<em>Influencer </em>infatti è influenzare la propria <em>community </em>di <em>followers</em> sui diversi <em>social network</em> (come Facebook, Youtube, Twitter, Instagram, Pinterest, LinkedIn...). Ogni Influencer si è costruito una reputazione sul web e sui social media grazie alla sua competenza in un particolare ambito (come moda, cosmetici, viaggi, fitness, cucina/ricette, videogiochi...) ed è diventato un personaggio di riferimento per il proprio settore. Gli Influencers sono blogger, videomaker, fotografi, content creators, YouTubers, Instagrammers che postano con regolarità dei contenuti di qualità sui loro canali preferiti (siti web, social media, blog...) e interagiscono via chat, post, tweet con utenti e followers interessati ai temi e agli argomenti di cui si occupano. Ciascun Influencer si specializza in un ambito, di cui diventa interprete e voce protagonista.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>PRIVACY</title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948525</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em><mark>etimologia: </mark></em></strong>‹<em>prìvësi</em> o, spec. nella pron. angloamer., <em>pràivësi</em>› s. ingl. [der. di <em>priva</em>(<em>te</em>) «privato»]<br><mark>C</mark><strong><mark>he cos'è&nbsp; la privacy?</mark></strong><strong>&nbsp; Essa indica l</strong>a vita personale, privata, dell’individuo o della famiglia, in quanto costituisce un diritto e va perciò rispettata e tutelata.<br>Inizialmente riferito alla sfera della vita privata, negli ultimi decenni ha subito un'evoluzione estensiva, arrivando ad indicare il diritto al controllo sui propri dati personali. Quindi, il significato odierno di <em>privacy</em>, comunemente, è relativo al diritto della persona di controllare che le informazioni che la riguardano vengano trattate o guardate da altri solo in caso di necessità.<br><strong><mark>Nell'utilizzo degli </mark></strong><strong><em><mark>smartphones</mark></em></strong><strong><mark>:</mark></strong><br>i sistemi operativi installati sui cellulari mettono da parte la dimensione privata degli utenti in modo da ottimizzare i servizi offerti, in cambio di dati che riguardo l'utente stesso.<br>Un primo esempio di dato che viene raccolto in continuazione è la posizione del dispositivo, ovvero dell'utente che lo sta portando. La posizione può essere individuata&nbsp; grazie al GPS.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>NETIQUETTE</title>
         <author>valevp8</author>
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         <description><![CDATA[<div>Netiquette è una parola che fonde “<em>net</em>” (internet) ed “<em>etiquette</em>” (educazione in Francese) e designa tutti quei comportamenti apprezzabili che hanno come fine ultimo la corretta armonia tra gli utenti W<em>eb</em>.</div><div>Le regole pilastri della “<em>netiquette</em>” sono:</div><div>-evitare un linguaggio scurrile ed offensivo;</div><div>-non violare il copyright;&nbsp;</div><div>-citare sempre le fonti;</div><div>-non discriminare;</div><div>-evita lo spam.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948527</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>YOUTUBERS</strong><br><br><strong>Chi sono gli youtubers?</strong><br><br>Gli YouTubers sono spesso dei giovani, anche adolescenti, che aprono un loro canale su YouTube per offrire dei video gratuiti agli utenti. Alcuni si focalizzano su temi particolari, come videogames, moda, cinema e musica, offrendo recensioni, commenti, guide all’uso. Altri danno semplicemente dei consigli, anche di natura pratica, ad esempio come avere un look più attraente o come passare da un livello all’altro di un videogioco. Altri parlano semplicemente di loro stessi, della loro vita, senza temi specifici in particolare, mentre fanno qualcosa di buffo, in modo da creare un’atmosfera surreale e irriverente che suscita simpatia e comicità. Il loro linguaggio è di solito molto colloquiale. Con spesso l'aggiunta di autoironia e trash.<br><br>Alcuni YouTubers, da semplici utenti amatoriali, sono diventati in poco tempo dei divi, seguiti da centinaia di migliaia di followers. Un vero e proprio punto di riferimento, seguiti quotidianamente da tanti adolescenti.<br><br><strong>Perché piacciono così tanto?</strong><br><br>Innanzitutto piace proprio la loro spontaneità e spesso il pubblico che li segue si rivede in loro e vi si identifica. In altre parole, gli YouTubers piacciono ai giovani proprio perché sono ragazzi come loro, con i loro stessi gusti, passioni, problemi, sentimenti ed emozioni.&nbsp;<br><br>Ma il loro successo non si basa solamente su questo. Gli YouTubers offrono anche contenuti che piacciono, divertono e informano, e che risultano vincenti di fronte all’appiattimento dei palinsesti tv decisi dai dirigenti dei piani alti. Se la tv non è più capace di offrire programmi che suscitino reale interesse nei giovani, ecco che la migrazione verso altre piattaforme come YouTube diviene irreversibile.<br><br>Questo successo comporta anche tante responsabilità e si deve essere molto attenti a ciò che si dice e a ciò che si fa, per non dare un cattivo esempio ai propri followers.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948528</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>FOMO (fear of missing out)</strong><br><br><strong>“Ciò che viene postato sulla rete rappresenta solitamente solo la parte migliore, modificata e stereotipata di un canone di bellezza dettato dalla moda“<br><br></strong>Fear Of Missing Out (<strong>FOMO</strong>), significa letteralmente “paura di essere tagliati fuori”. Questo disturbo ha visto la sua nascita nell’ultimo decennio, in corrispondenza con l’aumento dell’uso dei <em>social network</em>. Tale paura si caratterizza come un <strong>disturbo d’ansia</strong>.<br>Le persone provano un forte sentimento di sconforto, in quanto si sentono un passo indietro rispetto alla vita vissuta dai loro “amici virtuali”. Sviluppano sconforto, ansia e paura, perché sentono di poter perdere qualche evento importante e di vivere momenti meno divertenti.<br>Si rischia di generare così una svalutazione della propria vita e una chiusura, in quanto il soggetto si sente inferiore, incapace di apprezzare quello che fa.<br>La FOMO è molto diffusa tra i giovani e gli adolescenti. Essendo quello adolescenziale un periodo molto critico e ricco di cambiamenti, i ragazzi cercano maggior supporto e coesione con i pari. <br>In quella fascia d’età risulta molto importante fare gruppo e questo viene ricercato principalmente nell’accettazione in rete. Grazie all’uso dei <em>social</em>, i più giovani possono vedere soddisfatto il proprio bisogno di socializzazione e di appartenenza. Qui però si genera il problema del <strong>sentirsi sempre un passo indietro</strong>.<br>Ragazzi che tendono a essere più sensibili e fragili possono lasciarsi facilmente influenzare da questa perfezione, sentendosi inferiori e peggiori e chiudendosi maggiormente nel proprio nido.<br>Questo disturbo risulta largamente diffuso in Stati Uniti.<br>Come per ogni forma d’ansia, è necessario rivolgersi a uno specialista e recarsi da uno psicologo o uno psicoterapeuta che supporti tale paura, marginandola con delle soluzioni pratiche.<br><a href="https://youtu.be/q5zv9_ZgYoQ"><strong><em>https://youtu.be/q5zv9_ZgYoQ</em></strong></a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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         <title>CLOUD</title>
         <author>valevp8</author>
         <link>https://padlet.com/valevp8/ezgxs1azybcky9g7/wish/2551948529</link>
         <description><![CDATA[<div>CLOUD, in inglese letteralmente “nuvola informatica”; è un’espressione con cui ci si riferisce alla tecnologia che permette di elaborare e archiviare dati in rete.&nbsp;</div><div>Si tratta di un’architettura informatica che mise le radici nel 1950, quando le prime sale <em>server</em> erano enormi e piene di giganteschi <em>mainframe</em> che venivano condivisi da più utenti tramite connessioni.</div><div><br></div><div>Il cloud non è un'entità fisica, ma una vasta rete di <em>server</em> remoti ubicati in tutto il mondo, collegati tra loro e che operano come un unico sistema.&nbsp;</div><div>Grazie alla diffusa presenza dei <em>server</em>, affidare i propri dati ad un <em>cloud</em> significa disporre di ciascuno di essi ovunque ci si trovi: per accedere ai servizi sono sufficienti un dispositivo (<em>computer</em>, <em>tablet</em>, <em>smartphone</em>…), un sistema operativo e una connessione<em> Internet</em> o VPN (<em>Virtual Private Network</em>).</div><div><br></div><div>Non mancano le perplessità; da un lato i <em>file</em> sono accessibili solo tramite rete, dall’altro (nonostante le rassicurazioni dei fornitori) si teme per la sicurezza dei dati sensibili.</div><div><br></div><div>L’implementazione delle risorse, infatti, non è definita in modo dettagliato: l’idea è proprio che essa sia un insieme eterogeneo e distribuito (da cui “<em>cloud</em>”) di risorse le cui caratteristiche non siano note all'utilizzatore.</div><div><br></div><div>I benefici, come la facilità d’utilizzo e d’accesso, sono affiancati da rischi quali la difficoltà nel comprendere come vengano gestiti i propri dati, eventuali problemi relativi a <em>data breach</em> o attacchi informatici.</div><div>Di sicuro il futuro del <em>cloud</em> dipende dall'affidabilità di chi lo gestisce.</div><div><br></div><div>Le probabilità di aver già usato una qualche forma di <em>cloud computing </em>sono molto elevate per chiunque: basta solo disporre di un <em>account e-mail</em> basato sul<em> Web</em> come <em>Hotmail</em>, Yahoo! Mail o Gmail, dove è possibile caricare file per disporne costantemente.</div><div>Persino la possibilità di recuperare il proprio profilo <em>Instagram </em>su un nuovo cellulare, dopo aver rotto il vecchio e con questo tutti i post, la cronologia delle storie e delle <em>chat</em>, è legata alla presenza di un “<em>data center</em>”.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-04-12 17:32:10 UTC</pubDate>
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