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      <title>금과 진흙 (Oro e fango) by </title>
      <link>https://padlet.com/yoongi_is_mine/Fanfictions</link>
      <description>Bts au (jikook)
Potete votare ciascun capitolo da 1 a 5 stelle😘 su wattpad: BtsOfficialIta insta: @yoongi_forever_mine</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-07-19 09:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>1. Party~ jk</title>
         <author>yoongi_is_mine</author>
         <link>https://padlet.com/yoongi_is_mine/Fanfictions/wish/657705400</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>L'amore è come la guerra: facile da iniziare, ma molto difficile da fermare.<br>(Henry Louis Mencken)</em></blockquote><div><br></div><div><br></div><div>-Hey, Jungkook! Sbrigati, questa è una di quelle volte in cui non possiamo arrivare in ritardo!<br><br></div><div>Sospirai, spegnendo di soppiatto la sigaretta, non volendo farmi beccare da Tae. Mi aggiustai lo smoking e indossai il mio sorriso migliore, mentre seguivo Taehyung e Jin nell'ingresso del retro. La maschera ci fece passare salutandoci con un cenno del capo, noi, tre amici allegri, eleganti, ma soprattutto ricchi da far schifo.<br><br></div><div>Percorremmo un breve e buio corridoio prima di sfociare nella sala principale,piena di luci, musica e persone. Una noia, la musica era classica, le luci bianche accecanti e la gente... l'età media era sui quarant'anni, contanto anche noi che dovevamo abbassarla di parecchio.<br><br></div><div>Jin se ne andò per i fatti suoi (probabilmente in bagno a controllare di essere perfetto come al solito) mentre io e Tae andavamo al tavolinetto degli alcolici e ci facevamo versare dai camerieri vestiti di bianco un'abbondante flûte di champagne.<br><br></div><div>-Ancora non capisco a cosa occorra la nostra presenza qui- si lamentò Tae.<br><br></div><div>-Immagine, come sempre- risposi mentre davo un'occhiata in giro sorseggiando il mio champagne.<br><br></div><div>-Ehy idiota, guarda di là. C'è un tizio che fa cocktail là nell'angolo... andiamo a bere qualcosa di più interessante?-. Seguii lo sguardo di Tae, che mi stava indicando la zona bar dove un ragazzo poco più grande di noi stava preparando bevande colorate. Aveva i capelli neri e gli occhi scuri, un'aria diffidente però avevo proprio voglia di bere qualcosa di... semplice.<br><br></div><div>Ci facemmo strada in mezzo alle donne in abito da sera e a rispettabilissimi milionari.<br><br></div><div>-Ehy, per me un Bloody Mary- fece Taehyung al bar man senza neppure guardarlo. -Kook? Tu che prendi?<br><br></div><div>-Per me un Sex on the beach, grazie- urlai per farmi sentire, mentre dietro il banco il ragazzi annuiva senza dire nulla.<br><br></div><div>-Sai, a volte ho la sensazione che le persone prendano il Sex on the Beach solo per poter dire queste parole... dà una certa soddisfazione, vero?<br><br></div><div>-E anche fosse?- risposi con un sorrisetto malizioso, giocherellando con l'ombrellino dentro al mio cocktail. -Quindi, faremo questo tutta la serata? Bere?<br><br></div><div>Luo scosse le spalle. -Mi pare che ci sia uno spettacolo in programma, forse qualcuno che balla. Spero non lo facciano fare a noi, faccio schifo col valzer e le altre cazzate...<br><br></div><div>Sospirai rassegnato. Tanto sapevo già che quella sera non mi sarei divertito affatto. Guardai stancamente la piccola orchestra che suonava, sentendo le palpebre calarmi per la noia. Mi dovetti riscuotere per tornare normale.<br><br></div><div>-Ehy, io vado un attimo in bagno- dissi, ma lui non mi stava ascoltando, dato che dall'altra parte della sala aveva individuato un gruppo di nostri coetanei e si stava già dirigendo in quella direzione. Con un sospiro, mi guardai in giro, cercando di capire in che fottuta direzione potessi trovare la toilette. Non ne ero sicuro, ma mi parve di scorgere un'insegna poco dietro al palco.<br><br></div><div>Avanzai nella mischia cercando di non calpestare i lunghi abiti da sera delle signore, domandandomi dove lì in mezzo si trovassero anche i miei. Arrivai all'altezza delle quinte con la testa che iniziava a girarmi dal caldo: lo smoking era un abito troppo pesante per l'atmosfera che regnava là. "Dove cazzo sarà il maledetto bagno?!".<br><br></div><div>-Ehy, tu ragazzo! Come fai di cognome?- mi voltai pensando che si stessero rivolgendo a me, invece vidi quello che poteva essere l'organizzatore dell'evento che parlava con un tizio un po'nell'ombra, di cui vedevo solo la sagoma. Anche se non riuscivo a distinguerlo bene, sembrava abbastanza basso e magrissimo.<br><br></div><div>-Park, signore- disse quello.<br><br></div><div>L'organizzatore fece una smorfia. -Che palle, altri due Park lavorano stasera. Spero non ci siano problemi per la paga... mi dai anche l'iniziale del tuo nome?<br><br></div><div>-J. Park J...-.<br><br></div><div>-Bene, ora spicciati, entri in scena in quindici minuti, qui esigiamo una certa puntualità di orari grazie- solo allora mi notò e passò tutta la sua attenzione su di me :- Salve signorino... Jeon, giusto, come posso aiutarla?<br><br></div><div>-Mi chiedevo dove fosse la toilette...-<br><br></div><div>Luo mi indicò la strada con un gentilezza disgustosa. Era chiaro che si rivolgeva così a me solo per rispetto al mio denaro, non alla mia persona, soprattutto contando come aveva trattato il ragazzo di prima.<br><br></div><div>Annuii e andai a rinfrescarmi.<br><br></div><div>--------------------------------------------------------------------------<br><br></div><div>-Mi sono perso qualcosa?- chiesi a Taehyung qualche minuto più tardi.<br><br></div><div>-No, nulla- rispose lui con lo sguardo fisso sulla scollatura di una ragazza che ridacchiava insieme alle amiche. Ragazze ricche, alcune belle, alcune brutte, alcune gentili e altre puttane; alla fine la società funzionava allo stesso modo, soldi o non soldi.<br><br></div><div>D'un tratto la musica i fermò, lasciando tutti un po' storditi. Una donna con un abito dorato, costoso quanto volgare, prese in mano il microfono con una certa dimestichezza e si schiarì la voce, per annunciare l'imminente spettacolo, e ricordare che tutti gli introiti di quella serata sarebbero stati devoluti ad un'ente benefico per la tutela della savana africana.<br><br></div><div>Con un sorriso dolciastro girò sui tacchi a spillo e se ne andò. Io rimasi a sorseggiare il mio cocktail distratto, senza la minima intenzione di prestare attenzione, come del resto tutti in quella sala. Presi una nota mentale: mai più credere a Taehyung quando parlava di "divertirsi". Non troppo lontano vidi Seokjin che parlava con un ragazzo alto, con gli occhiali. Mi passai stancamente una mano tra i capelli, riflettendo sul fatto che ormai li avessi fatti crescere un po' troppo.<br><br></div><div>In quel momento, successe l'inevitabile, il momento che cambiò tutto. La musica partì di nuovo, ma era qualcosa di diverso stavolta, qualcosa di accattivante che mi fece girare subito verso il palco, mentre i miei compagni continuavano a farsi i cazzi loro. Comparve... lui.<br><br></div><div>All'inizio credetti che fosse una donna, dai suoi movimenti morbidi e sinuosi, i capelli rosa confetto e lo sguardo... riuscivo  avederlo perfettamente, vedevo passione, desiderio, mentre si muoveva. Improvvisamente, tutto l'ambiente sembrò svuotarsi, e rimase solo lui. Il cuore mi batteva, mentre seguivo i movimenti di quel corpo minuto, e un desiderio sconosciuto si impossessava pericolosamente di me. L'inizio della fine era molto più vicino di quanto sarei mai potuto aspettarmi.<br><br></div><div>Era vestito di bianco, e anche nell'assenza delle ali mi fece pensare ad un cigno... o forse ancora meglio, era un angelo! Volteggiava senza curarsi minimamente della gravità, che sembrava sfuggirgli, incantava e seduceva l'aria intorno a lui. Non ci sono altre parole con cui lo potrei descrivere, né adesso, né allora: era semplicemente bellissimo.<br><br></div><div>Non avrei saputo dire se la coreografi fosse durata due ore oppure due minuti, ma quando finì battei le mani con forza, a differenza degli altri, che applaudivano pacatamente con educazione. Prima di sparire dietro le quinte, il ragazzo fece un breve inchino, ma l'attenzione del pubblico era già diretta altrove. A parte la mia...<br><br></div><div>Guardarlo era stato incantevole. Avrei voluto strlo ad osservare per ore ed ore ed ore...<br><br></div><div>Mi feci largo tra la folla, che, se possibile, era diventata anche più numerosa. -Permesso... scusi...- borbottai, cercando di arrivare quanto prima possibile all'altezza del palco. Una volta arrivato, non c'era nessuno, ma mi fermai ad aspettare. Poco dopo, dai camerini apparve proprio lui, il misterioso ragazzo dai capelli rosa, che doveva arrivarmi circa all'altezza della spalla, e si guardava intorno con uno sguardo timido, vagamente a disagio nel suo nuovo abito nero, che gli stava una meraviglia. Un attimo! Quello fu il mio primo campanello di allarme, seguito da molti altri, più o meno ignorati a seconda del momento. Che pensieri erano? Io di certo non ero... <em>gay</em>... e neppure bisessuale se era per quello. Non avevo mai sentito il bisogno neppure di provare.<br><br></div><div>Con questo cominciai a cercare una scusa plausibile per me stesso. Ero attratto dalla sua arte, non da lui. Perfetto, ci stava.<br><br></div><div>Gli corsi dietro prima che potesse allontanarsi e io lo perdessi di vista. -Ehy! Scusami!<br><br></div><div>Lui si voltò a guardarmi con uno sguardo perplesso, sorpreso che qualcuno gli avesse rivolto la parola.<br><br></div><div>-Dici a me...?-. I suoi occhi erano di un'innocenza che non avevo mai visto in nessun altro, e vedendolo lì, piccolo e fragile, mi venne un'incredibile voglia di stringerlo a me e proteggerlo.<br><br></div><div>Ma non sarebbe stato per nulla appropriato.<br><br></div><div>Invece mi avvicinai con il mio sorriso migliore, e con una sicurezza che non possedevo dissi: -Sì, ti ho visto ballare, prima, sei davvero bravo. Volevo farti i miei comlimenti- quasi tutto d'un fiato.<br><br></div><div>Lui sorrise, e se mi era sembrato bello prima, adesso mi sentii sciogliere dalle sue labbra morbide e...<br><br></div><div>-Ti ringrazio- rispose, con una voce melodiosa che avrebbe fatto invidia a qualsiasi cantante. -Io... ehm... mi chiamo Jimin- disse esitante.<br><br></div><div>-Piacere, io sono Jungkook-. Seguì un silenzio che nessuno di noi sapeva come riempire,e dopo un momeno parlammo in contemporanea:<br><br></div><div>-Bella serata!<br><br></div><div>-Sei di queste parti?<br><br></div><div>Ci fermammo e scoppiò ad entrambi una risarta. Cavolo, i suoi denti erano pefetti...<br><br></div><div>-Non lo è, credimi- gli risposi con una smorfia. -Se non fosse statto per la tua esibizione, sarebbe stata una delle serate più noiose di quest'anno!- lui continuò a sorridere per un atimo, prima di rispondere alla mia domanda.<br><br></div><div>-In realtà no, sono qui solo da un paio di giorni, alloggio in un motel ad un paio di isolati da qui, sono venuto in questa città perché sembrava promettere un bel po' di lavoro, e finora mi è sembrava una scelta azzeccata-.<br><br></div><div>-Quindi... tu ti mantieni facendo il ballerino a tempo pieno?<br><br></div><div>-Diciamo di sì. Oltre a serate come questa, posso fare anche diversi generi, però sì, fino a quando il corpo me lo permetterà il mio desiderio è questo.<br><br></div><div>Io annuii, cercando di formulare in fretta un piano. Alla fine mi illuminai:- Beh, se non hai già tutta l'agenda piena, io fra una settimana volevo dare una festa, e mi farebbe molto piacere se ti esibissi anche tu. Darebbe senza dubbio un tocco di classe, e ovviamente sono disposto a pagare bene.<br><br></div><div>Lui sitrise un po' gli occhi in un'espressione concentrata, cercando probabilmente di ricordarsi i propri impegni. -Se si stratta di giovedì o venerdì, dovrei farcela. Tieni, questo è il mio numero, mandami i dettagli.<br><br></div><div>Presi il suo biglietto da visita con una contentezza che non avevo mai provato prima. -Si tratta di venerdì- mentii. Non c'era nessuna festa in programma, ma potevo benissimo organzzarne una, anche con così poco anticipo.<br><br></div><div>-Domani ti invierò l'indirizzo e l'ora, e ti pregherei di darmi i dati del tuo conto in banca- dissi, disgustato dal tono professionale delle mie parole. Lui annuì ancora con il suo timido sorriso e se ne andò scomparendo tra la gente, lasciandomi lì solo con quel pezzo di carta in mano.<br><br></div><div>Senza perdere tempo memorizzai il nemro nel mio smartphone di ultima generazione e telefonai al mio maggiordomo, avvisandolo della festa che si saebbe tenuta venerdì e chiedendogli di comincire i preparativi. Mancava meno di una settimana...<br><br></div><div>Solo allora mi fermai, chiedendomi se fossi impazzito. Riassunsi mentalmente l'accaduto della serata: avevo visto un ragazzo ballare, e ora stavo organizzando un intero evento solo per vederlo di nuovo. Stavo impazzendo, insomma.<br><br></div><div>Mi lasciai cadere di peso su una sedia dopo essermi versato un bicchierino di wiskey, dato che tutto ciò che mi rimaneva per allora era bere, e non pensare al ragazzo dai capelli rosa.<br><br></div><div>-Jimin...<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-19 09:51:50 UTC</pubDate>
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         <author>yoongi_is_mine</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Jungkook</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-19 10:00:33 UTC</pubDate>
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         <author>yoongi_is_mine</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote>Jimin</blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-19 10:01:31 UTC</pubDate>
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         <title>2. Fight~ jm</title>
         <author>yoongi_is_mine</author>
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         <description><![CDATA[<blockquote><em>Viviamo in un mondo in cui ci nascondiamo per fare l'amore, mentre la violenza e l'odio si diffondono alla luce del sole.<br>(John Lennon)</em></blockquote><div><br></div><div><br></div><div>Ero troppo stanco, così stanco che probabilmente per dormire mi sarebbe voluto un bel caffè.<br><br></div><div>Era stata una serata orribile.<br><br></div><div>Morivo dal sonno ancora prima di salire sul palco e avevo mal di testa, per non contare il disagio della figura che ci facevo io, un povero e nemmeno tanto carino ragazzo in mezzo a tutta quella gente ricca. I soldi donavano, sembravano tutti più belli e più giovani; sarà stato l'effetto dell'oro.<br><br></div><div>Unica nota positiva: una nuova proposta di lavoro. Non era bello ammetterlo, ma mi serviva, perché nel mio campo venivo pagato una miseria per spaccarmi il culo su quei palchi.<br><br></div><div>Ancora una volta mi chiesi dove fossi finito.<br><br></div><div>Avrei voluto ballare in un teatro, o su un palco vero, invece? Eccomi qua, il clown a vostra conpketa disposizione, pronto a ballare non appena gli dare un colpo di telefono. I sogni, alla fine, a quanto pare vanno messi in un cassetto e dimenticati.<br><br></div><div>Mentre preparavo il borsone per uscire, ripensai a quel ragazzo, Jungkook. Era l'unico che si era avvicinato. L'unico che mi aveva fatto i complimenti. L'unico che mi aveva stretto la mano. Io facevo caso a questi comportamenti, e me nelo sarei ricordato.<br><br></div><div>Fuori faceva freddo, e rabbrividii nella mia felpa, pregando di non prendermi qualche malanno. A parte quella, avevo solo dei leggings neri aderenti che se possibile mi facevano ancora più magro di quanto fossi già.<br><br></div><div>Da anni convivevo con numerosi disagi derivanti dal mio aspetto fisico. Mi vedevo troppo grasso, troppo magro, troppo basso, brutto. Non ero contento mai.<br><br></div><div>Una volta l'autostima mi derivava dalle gratificazione dei miei spettacoli, ora niente, perché si trattava di serate per ricchi con soldi a palate e col solo pensiero di apparire "glamour" invitando a ballare un povero disgraziato (che sarei stato io).<br><br></div><div>Cercai di calmarmi, ma mi veniva da piangere, e poi avevo freddo, e non arrivavo più al motel, tanto che temetti anche di aver sbagliato strada.<br><br></div><div>Poi, sentii dei passi dietro di me, ma inizialmente non me ne preoccupai. Dopo un po'però cominciarono a salirmi dei dubbi, e velocizzai il passo. Anche chiunque era dietro di me aumentò velocità. Mi ritrovai quasi a correre, ma presto sentii una mano sulla spalla.<br><br></div><div>-Fermati, frocetto!<br><br></div><div>Valutai le mie opzioni. Potevo fuggire? Dove? La zona era scarsamente illuminata. Potevo urlare? Sì, ma chi mi avrebbe sentiti, e ancora di meno aiutato? Nessuno, ecco la verità.<br><br></div><div>Ora, oltre che dal freddo tremavo anche dalla paura.<br><br></div><div>Il tizio era alto e grosso, e senza molte cerimonie mi spinse a terra, impossessandosi della mia borsa; il punto era che avevo solo poche migliaia di won, e dubito che avrebbe gradito. Dopo aver frugato bene, si voltò verso di me, con l'intento di perquisirmi. Notai il riflesso delle luci lontane dei lampioni nel suo coltello, e dimenticai di respirare.<br><br></div><div>Al giorno d'oggi, nessuno è sicuro. Uomo, donna, bambino, adulto, gay o eterosessuale. Tutti corriamo il rischio...<br><br></div><div>-Ehy!<br><br></div><div>Questa voce era diversa, più potente. Alzai gli occhi e mi ritrovai davanti il ragazzo che mi aveva avvicinato quella sera, quel tale Jeon. Anche vestito di marca, era alto e aveva un'aria minacciosa. In mano teneva un telefono, e il ladro dovette aver paura che chiamasse la polizia, perché mollò la presa violentemente e scappò via.<br><br></div><div>Io ero ancora a terra, stordito e umiliato. Fino a quando... nel mio campo visivo apparve una mano, e vidi Jungkook che ci chinava su di me con uno sguardo preoccupato.<br><br></div><div>-Stai bene?-. No, col cazzo che stavo bene.<br><br></div><div>-Sì, tutto a posto- risposi accettando il suo aiuto, e praticamente facendomi sollevare di peso.<br><br></div><div>Lui mi fissò preoccupato, o almeno lo sembrava; poi beh, che poteva mai fregare ad un ragazzo ricco e viziato di uno come me?<br><br></div><div>-Stavo andando alla macchina- disse lui, indicando con noncuranza un'auto grande, nera e con i vetri oscurati parcheggiata poco più in là -quando vi ho visti... ti ha presi qualcosa?<br><br></div><div>"Non mi è rimasto nulla che potesse prendermi". -No, ho tutto.<br><br></div><div>Sospirai. -Senti, ti ringrazio davvero.<br><br></div><div>-Di nulla- si mise le mani nelle tasche del suo cappotto color crema, guardandosi in giro, senza avere l'intenzione di andarsene.<br><br></div><div>-Dove alloggi esattamente?<br><br></div><div>-In fondo alla strada, credo, dovrebbe essere a mezzo chilometro...<br><br></div><div>-Ti accompagno- disse, con un tono di chi non è abituato ad essere contraddetto. <br><br></div><div>-Oh no, non serve, io...<br><br></div><div>Ma lui era già avanti a me, si voltò solo per guardami con le sopracciglia alzate, cone a dirmi "io sono partito... tu dove pensi di andare?". Imprecai sottovoce prima di seguirlo, temendo di restare indietro rispetto alle sue falcate enormi.<br><br></div><div>Dopo qualche passo, dovette accorgersi che tremavo ancora, perché si fermò e si tolse la giacca per appoggiarmela sulle spalle. Stavo per protestare ma lui mi zittì con un cenno della mano.<br><br></div><div>Era un ragazzo impossibile.<br><br></div><div>Ma premuroso e gentile, e carino.<br><br></div><div>Ma che cazzo.<br><br></div><div>Era tremendamente sexy, parliamoci chiaro.<br><br></div><div>Adesso non avevo più sonno, anzi avevo la brutta sensazione che quella notte non sarei riuscito affatto a dormire. Al mio fianco, procedendo a passi sicuri, nonostante l'ora Jungkook non sembrava per nulla stanco; bisogna anche contare il fatto che un ragazzo ricco come lui non ha tante occasioni per spaccarsi il culo di lavoro, questo è quanto.<br><br></div><div>Arrivammo all'ingresso del motel.<br><br></div><div>Qualcuno forse si sarebbe vergognato di far vedere di alloggiare in un posto del genere, ma per me era quasi un motivo di vanto, perché tutto ciò che possedevo, tutto, anche se era poco, apparteneva a me e a nessun altro.<br><br></div><div>Si voltò a guardarmi, e un lampione poco lontano proiettava la sua luce proprio sul suo viso. Per ricambiare lo sguardo dovetti alzare la testa, sentendomi improvvisamente piccolissimo.<br><br></div><div>-Siamo arrivati- disse, e mi parve di sentire un briciolo di esitazione nelle sue parole. -Domani... ti scrivo per venerdì, ok?<br><br></div><div>Gli sorrisi, perché sembrava impacciato in quel momento e questo mi dava più sicurezza, nonché me lo rendeva molto più simpatico. La tenerezza attrae sempre.<br><br></div><div>-Ma certo- risposi.<br><br></div><div>-E... grazie ancora, di tutto...<br><br></div><div>-Non è nulla- si sminuì lui. -Solo... stai attento la prossima volta!<br><br></div><div>-Mi tocca- sorrisi, ed entrai nel motel, quasi correndo nella mia stanza.<br><br></div><div>Mi buttai sul materasso, stordito, stanco e confuso.<br><br></div><div>"Non dovevo tingere i capelli di rosa, cazzo" mormorai mentre mi preparavo un caffè forte. Era un colore meraviglioso, ma non potevo continuare ad andare in giro con la paura che mi aggredissero. "Frocetto". Non ci avrei mai fatto l'abitudine neppure io, come avrebbero potuto farsela gli altri?<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-07-25 11:43:18 UTC</pubDate>
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