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      <title>Il Natale in trincea by GIULIA CARRARO</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-12 10:43:22 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera</title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carissimi genitori,<br><br>ecco che anche per quest’anno è passato il giorno del Santo Natale e quello di Santo Stefano, ed ora non ci rimane che un semplice, ma indimenticabile ricordo di questi cari giorni.<br><br>Come le abbiamo passate queste feste? È con questo punto interrogativo che rivolgo a voi detta domanda. Naturalmente il vostro giudizio non mi suggerisce a male tale risposta e ne son già quasi sicuro che non avete mancato di festeggiare allegramente quei due giorni in cui ricordano la nascita del nostro Redentore, perché leggendo la vostra cara lettera compresi le disposizioni stabilite per dette feste e di certo non avete trasgredito alle antiche usanze, cioè a quelle tradizionali usanze che in tutte le case, in tutte le famiglie, inspirano ad una certa unione e con ciò suscitare a quella schietta allegria che rende felice (sebben per il momento) anche <mark>i </mark>orari più afflitti. Questo è ciò che auguravo nella mia precedente lettera e che ora di mio vivo desiderio, cioè: Allegria e non lasciarsi invadere da nessun triste presentimento. Ricordatevi di quell’antico, ma giusto proverbio che dice: “Gente allegra il ciel l’aiuta” e questo ve lo posso confermare che è vero, perché durante la mia vita al fronte ho avuto largo campo di avere delle prove.<br><br>Anche voi altro sarete desiderosi sapere come io passai dette feste, ed eccomi qui a darvene un sunto del mio Natale.<br><br><mark>Principio col dirvi</mark>, che ad osservare il momento in cui attraversiamo, ed il compito che aggrava su noi soldati, non c'è da pretendere troppo; però anche quest’anno lo passai discretamente bene. Una buona fortuna è già stata quella di non essere stato di guardia in trincea, né al giorno di Natale, né quello di Santo Stefano; secondo luogo, voglio dirvi che in quei giorni non si è accorti per niente che ci fosse stato guerra, non si è sentito ne un rombo di cannone, ne un colpo di fucile (cosa che non è mai capitata) si credeva che gli austriaci non sapessero osservare quella civiltà che al giorno d’oggi tutti invocano, invece anche loro avranno sentito in cuor suo il bisogno di passare quei Santi giorni un po’ in pace, in modo che non ci disturbarono per niente. Solo con questo, fu per noi una bella inspirazione.<br><br>In merito poi al mio sontuoso pranzo, non val la pena di stare a descriverlo, ma tanto per completare l’opera ve lo voglio far conoscere. Era mia intenzione a completare il «Menù» con qualche grosso panettone e qualche bottiglia di Marsala, ma l’affluenza che cera nei negozi di Gorizia era tanto...... poca, che quando andai io in Città (cioè alla mattina del Natale) trovai già tutto venduto, ed ho dovuto accontentarmi di comprare solo un po’ di cioccolata. Il rancio che ci diede la nostra batteria fu discretamente buono (non però da paragonare alle nostre portate in tavola). Ecco ciò che ci diede: Alla mattina appena svegliati ci diedero una tazza di caffè corretto con del Cognac; verso le ore 10, primo rancio così composto: una pagnotta (alquanto nera) mezza gavetta tra carne, patate, cucinati in umido, un pezzo di formaggio e mezzo litro di vino. Verso le ore 4 del pomeriggio secondo rancio, così composto: una gavetta di pasta al sugo (ben condita), un pezzo di cioccolata, una mela e mezzo litro di vino contenente una buona dose di Marsala. Ecco tutto il mio gran pranzo. Come vedete, non cera mica da fare una indigestione, ed anzi, mangiai tutto con buon appetito. Alla sera poi, abbiamo acceso un piccolo fuocherello qui nella nostra camera del terzo piano, ed io in compagnia di altri miei compagni abbiam bevuto allegramente, ed allo schioppettio della legna che ardeva, si brindava e cantava, inneggiando ad un presto ritorno alle nostre case. Di sicuro un altro Natale in guerra non lo faremo più! Speriamo che l’alba che sorge al 1 Gennaio dovesse essere di conforto a tutti quanti consentono i disagi dell’orribile guerra, e con essa portare il buon augurio di una prossima «PACE»<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 11:01:27 UTC</pubDate>
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         <title>Anno </title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>La lettera è stata scritta a Gorizia il 27 dicembre 1916.<br>La guerra era iniziata da un anno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 11:10:01 UTC</pubDate>
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         <title>Contenuto</title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il protagonista della lettera scrive ai suoi famigliari per raccontare a loro come ha passato il Natale e Santo Stefano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 11:22:50 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa</title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 11:23:06 UTC</pubDate>
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         <title>Altre informazione </title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mittente della lettera è un soldato e per fortuna il giorno di Natale, non era stato messo di guardia in trincea.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-12 14:45:57 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti</title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://espresso.repubblica.it/grandeguerra/index.php?page=estratto&amp;id=601</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-19 19:45:21 UTC</pubDate>
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         <title>Armi</title>
         <author>giuliacarraro</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella lettera vengono citate delle armi, per esempio i cannoni e i fucili.<br>Non vengono usati essendo il giorno di Natale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-19 19:56:23 UTC</pubDate>
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         <title>Autore della lettera</title>
         <author>giuliacarraro</author>
         <link>https://padlet.com/giuliacarraro/Bookmarks/wish/2056868506</link>
         <description><![CDATA[<h1>L'autore della lettera è Achille Salvatore Fontana.</h1><div>Nato a Como il 2 marzo 1894 ed è morto il 29 ottobre 1957.<br>Ha scritto molte lettere ai genitori e alla sorella e poi, dopo la morte della madre, al padre e alla sorella durante l’intero periodo della Prima Guerra Mondiale, dal 1915 al 1918.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-19 23:03:10 UTC</pubDate>
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         <title>Lessico e stile della lettera:</title>
         <author>giuliacarraro</author>
         <link>https://padlet.com/giuliacarraro/Bookmarks/wish/2057681274</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa lettere sono scritte con una calligrafia molto piccola e quasi illeggibile.<br><mark>Principio col dirvi</mark>: inizio col dirvi;<br><mark>I</mark>:gli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-20 21:34:16 UTC</pubDate>
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