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      <title>Tour dell&#39;Emilia Romagna by Martina Lombardi</title>
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      <description>L&#39;itinerario realizzato dalla 1A</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-26 07:38:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il Parmigiano Reggiano: curiosità e storia</title>
         <author>russogiady32</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Parmigiano Reggiano è un prodotto tipico dell' Emilia-Romagna, in particolare dell' area di Reggio Emilia , Parma, Modena e Bologna ed è uno dei formaggi più e apprezzati nel mondo. Il Parmigiano Reggiano è un formaggio a pasta dura , caratterizzato da un basso contenuto di acqua e da una stagionatura che può variare da un minimo di 12 mesi, fin a ben oltre 30. è il frutto di una tradizione molto antica , iniziata nel Medioevo dai monaci benedettini e cistercensi.  Sia la qualità dei suoi ingredienti che la modalità per la sua preparazione non sono cambiate nel tempo fino ai giorni nostri, tanto da rendere questa specialità unica e meritare la Denominazione DOP che ne protegge le caratteristiche. Le origini del Parmigiano Reggiano sono collocate nel corso del dodicesimo secolo , in pieno Medioevo. I primi produttori di questo formaggio furono i Benedettini e i Cistercensi dei monasteri situati nelle pianure intorno alle città di Parma e Reggio Emilia: grazie al latte prodotto negli ottimi pascoli locali e al sale proveniente dalle famose saline di Salsomaggiore, questi monaci diedero vita a un cibo appetitoso e nutriente che , allo stesso tempo , aveva il prezioso vantaggio di poter essere conservato a lungo , caratteristica molto importante , soprattutto a quei tempi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 11:38:00 UTC</pubDate>
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         <title>Bologna e le sue attrazioni!</title>
         <author>lauragalano1</author>
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         <description><![CDATA[<div>°Torre degli asinelli.Una leggenda narra che la torre fu costruita per iniziativa di un giovane che di mestiere trasportava sabbia e ghiaia con i suoi asinelli (da qui il nome della famiglia). In uno dei suoi frequenti viaggi, vide una bellissima ragazza e se ne innamorò.<br>°Panchina di Lucio Dalla. La statua di Lucio Dalla seduto su una panchina è stata posta in piazza Cavour perché, secondo molti, fu quella che Lucio definiva “Piazza Grande”. È stata inaugurata il 10 luglio 2021 in piazza Cavour nel centro di Bologna la statua dedicata a Lucio Dalla.<br>°Casa di Lucio Dalla. La casa di Lucio si trova al piano nobile di un pregevole Palazzo Bolognese originario del '400 che all'inizio del '500 divenne di proprietà della famiglia Fontana il cui blasone è dipinto negli affreschi della Bottega di Antonio Basoli e Felice Giani che decorano i saloni.<br>°Basilica di San Petronio. La Basilica di San Petronio, dedicata al patrono cittadino, sorge in Piazza Maggiore ed è la più grande e importante chiesa bolognese. La costruzione fu iniziata nel 1390 sotto la direzione di Antonio di Vincenzo. La basilica è, letteralmente, la casa del re e cioè del Signore. Viene infatti dal greco basileus, che significa re, e da oikos, che vuol dire casa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 12:58:24 UTC</pubDate>
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         <title>Prosciutto di Parma</title>
         <author>noemistaiano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il prosciutto di Parma è un salume tipico della provincia di Parma. È celebre in tutto il mondo e si contraddistingue oltre che per le peculiarità nutrizionali. Questo prosciutto crudo dal sapore dolce e raffinato, è una pietanza a basso contenuto calorico, ma dal gusto intenso. L'unico conservante ammesso dal disciplinare, tra l'altro in quantità minori rispetto ad altri tipi di prosciutto crudo, è il <strong>sale.</strong> Oltre al sale non ci sono additivi (nitriti,nitrati o altro). Studi biomolecolari hanno dimostrato che il prosciutto crudo mantiene il colore rosso grazie al processo naturale di stagionatura del prodotto. Il prosciutto di Parma conta circa su 150 produttori concentrati nella parte est della provincia di Parma, in particolare nella zona di Langhirano. Le fasi di allevamento e ingrasso degli animali regolati e garantiti dal consorzio. Vengono usati solo cosce di gran peso. Viene anche chiamato prosciutto dolce in quanto viene aggiunta una bassa quantità di sale durante la lavorazione. La salatura è accompagnata da un breve periodo di riposo in celle frigorifere e seguita da un cospargimento di un grasso pregiato, che prende il nome di sugna, ricavata dal maiale. Questo garantisce una lenta asciugatura, così il produttore può stagionare la coscia per lungo tempo (minimo 12 mesi), aggiungendo poco sale. A stagionatura completata, il prodotto dovrebbe uscire sul mercato tra i 7 kg e gli 8 kg, mentre il prodotto con l'osso dovrebbe pesare tra i 9,5 kg e i 10,5 kg. I prosciutti di Parma con un peso che si discosta molto da quelli appena menzionati, hanno un valore commerciale inferiore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 13:08:46 UTC</pubDate>
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         <title>Cibi tipici bognesi😋</title>
         <author>lauragalano1</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/evgqi8gpqsszdxku/wish/2531783922</link>
         <description><![CDATA[<div>°Tortellini bolognesi.Le prime tracce del tortellino risalgono ad una pergamena del 1112, oltre che ad una bolla di Papa Alessandro III del 1169. I tortellini in brodo sono spesso serviti nel menù di Natale. Lo storico bolognese Alessandro Cervellati riferisce che questa tradizione a Bologna risale al XII secolo.</div><div>°Tigelle. Etimologia. I dischi di terracotta o di pietra refrattaria in cui originariamente erano cotte le crescenti sono chiamati tigelle. Tigella deriva da tegella, diminutivo di tegula che in latino volgare significava coperchio, dal verbo tegere (coprire).<br>°Mortadella bolognese. Furono proprio i bolognesi, per iniziativa del cardinale Farnese nel 1661 a codificare per primi il metodo di produzione della mortadella, in quello che può essere considerato il primo disciplinare della storia.<br>°Passatelli. La storia di questa pasta non è ben definita, ma sicuramente ha avuto inizio nella bassa Romagna, forse insieme alle province di Pesaro e Urbino.</div><div>°Tagliatelle. Secondo la leggenda, le tagliatelle furono inventate nel 1487 dal Mastro Zafirano, in occasione del matrimonio di Lucrezia Borgia con il Duca di Ferrara. Si dice che il cuoco si ispirò ai bellissimi capelli biondi della sposa per cerare questa nuova pasta fresca.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 13:14:41 UTC</pubDate>
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         <title>La Fontana dei Quattro Cavalli</title>
         <author>flaviarusso200com</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/evgqi8gpqsszdxku/wish/2531808529</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>Fontana dei Quattro Cavalli</strong> si trova in Piazzale Fellini in un punto molto scenografico.Il fruscio delle sue acque e la frescura del parco ne fanno meta privilegiata in tutte le stagioni;Non sono pochi, poi, coloro che vi gettano la monetina come tradizione vuole per le più importanti fontane italiane.</div><div>La fontana dei quattro cavalli fu scolpita da un riminese, Filogenio Fabbri, ed inaugurata il 29 giugno 1928. Sopravvissuta alla seconda guerra mondiale, fu rimossa nel 1954. In quell’occasione, la vasca grande fu abbattuta e i cavalli trasferiti in altre sedi: tre furono sistemati nel Parco Marecchia e uno nell’adiacente terreno dell’acquedotto. Nel 1983, dopo l’interessamento di Umberto Bartolani e dalla figlia dello scultore, Fausta Fabbri, la fontana fu riposta nel luogo originario.</div><div><br></div><div>La vasca principale ha forma circolare e rappresenta simbolicamente il mare, da cui sorgono quattro cavalli marini. Questi buttano acqua dalle narici e sorreggono, col capo, un’altra vasca di raccolta per uno zampillo centrale che spruzza l’acqua verso l’alto. Sul basamento della fontana, una targa del 1987 ricorda Ugo Stentori, che pose mano alla felice restaurazione della fontana e della vasca principale.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 13:56:11 UTC</pubDate>
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         <title>La pasta Barilla </title>
         <author>ericadegennaro</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Italia è universalmente nota per il suo cibo e per le sue specialità culinarie.Tra i prodotti senza dubbio più famosi e più riconoscibile c'è la pasta,ormai diventata sinonimo di italianità nel mondo.Questo successo deriva anche dal ruolo svolto da una delle più grandi multinazionali del settore alimentare,la Barilla,portabandiere del modello alimentare mediterraneo nel mondo.La Barilla ha una storia lunga quasi quanto l'Italia,essa venne fondata nel lontano 1877 a Parma da Pietro Barilla.Pietro Barilla discendeva da un'antica famiglia di panettieri,conosciuta fin dalla seconda metà del Cinquecento.Nel 1877 ebbe l'idea di aprire una bottega specializzata nella produzione di pane e pasta nel centro di Parma.La produzione iniziale ammontava a solo 50 kg di pasta al giorno,ma il primo passo verso la multinazionale conosciuta da tutti era stato compiuto.Nonostante alcune difficoltà e il fallimento della bottega nel 1894,Barilla riuscì a ingrandire la propria attività,trasformandola in una vera e propria azienda,che nel 1905 produceva già 25 quintali di pane e pasta al giorno.In quegli anni il forno s'ingrandì rapidamente e nel 1910,visto il crescente successo,fu inaugurato un pastificio industriale dotato di un forno a produzione continua che,con una forza lavoro di 100 operai,permetteva di raggiungere gli 80 quintali di pasta al giorno.Nello stesso anno venne creato il primo marchio aziendale,in modo da rendere facilmente riconoscibile la pasta prodotta.Alla morte di Pietro Barilla il testimone passò al figlio Riccardo,che nel corso degli anni Venti,grazie ai moderni macchinari utilizzati e a una buona organizzazione commerciale,portò la Barilla a coprire tutto il territorio nazionale,con una produzione di pasta che toccò gli 850 quintali giornalieri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 14:24:11 UTC</pubDate>
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         <title>La storia della Piadina Romagnola   ( Savarese Francesco )  </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/evgqi8gpqsszdxku/wish/2531939073</link>
         <description><![CDATA[<div>La piadina romagnola, tradizionalmente piada, è un prodotto alimentare tipico della Romagna, composto da una sottile focaccia di farina di grano, strutto o olio di oliva, bicarbonato o lievito, sale e acqua, che viene tradizionalmente cotta su una lastra rotonda di terracotta, detta "teglia". Oggi più comunemente viene cotta su piastra di metallo oppure su lastra di pietra refrattaria.&nbsp;<br><br></div><div>Il termine piada è stato ufficializzato per merito dello stesso poeta, il quale italianizzò la parola romagnola piè in questo termine. In un suo famoso poemetto Pascoli, tesse un elogio della piadina, alimento antico quasi quanto l’uomo, e la definisce il pane nazionale dei Romagnoli creando un binomio indissolubile tra Piadina e Romagna. Le sue origini, però, partono da molto più lontano. Già al tempo degli Etruschi, nelle zone dell’odierna Romagna, sono state rinvenute tracce dell’utilizzo di un sostituto del pane fatto con farina grezza, cerali e di forma circolare.<br><br></div><div>Durante l’epoca romana si hanno numerose testimonianze dell’uso di sostitutivi del pane, realizzati con cerali grezzi e accompagnati, come ai giorni nostri, con dei formaggi. La tradizione della Piadina è proseguita lungo i secoli, ritrovando un suo sviluppo nel Medioevo, quando gli abitanti della Romagna cominciarono a utilizzarla con i cereali poveri per non incorrere nella tassazione che subiva il grano – e quindi il pane – da parte dei proprietari terrieri. Nel 1371, infatti, il Cardinale Angelico annoterà che, tra i tributi che la città di Modigliana, in provincia di Forlì Cesena, doveva pagare alla Camera Apostolica, figuravano 2 “piade”.<br><br></div><div>Nel secondo dopoguerra, la Piadina Romagnola si è diffusa sia nelle campagne che nelle città, e non è più&nbsp; considerata un surrogato del pane ma una golosa alternativa. A partire dagli anni Settanta alle piadine casalinghe si accompagnano&nbsp; quelle di produzione artigianale, create dai chioschi che iniziano ad aprire sul lungomare e nei primi laboratori.<br><br></div><div>In Romagna sono diffusi due tipi ben distinti di piadine tradizionali: la piadina romagnola, tipica del Forlivese, del Cesenate e del Ravennate , più spessa, e la piadina romagnola alla riminese, più sottile e con unico riconoscimento IGP.<br><br></div><div>Essendo la piadina un cibo che si presta ad essere consumato all’aperto, o&nbsp; da street food come si definisce oggi , molti romagnoli prediligono mangiarla per strada, magari prendendo un po’ di sole e godendo del bel clima della Costa Adriatica.<br><br></div><div>Dagli ultimi decenni del XX secolo alcune industrie hanno messo in commercio imitazioni di piadine, precotte e a lunga conservazione, distribuite nei supermercati di tutta Italia; generalmente tendono ad avvicinarsi al tipo riminese, più adatto alla lunga conservazione. Per questi prodotti è stato istituito un disciplinare IGP, che garantisce specifici requisiti. Tuttavia si tratta di prodotti molto lontani, dalla piadina tradizionale cotta al momento, in casa o nei chioschi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-26 17:41:19 UTC</pubDate>
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         <title>LA STORIA DELL&#39; EMILIA-ROMAGNA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/evgqi8gpqsszdxku/wish/2533261761</link>
         <description><![CDATA[<div>L'Emilia-Romagna ha una superficie di 22453 km2 e la sua popolazione è di circa 4448000 abitanti.<br>Comprende due realtà storico-geografiche distinte, l'Emilia e la Romagna, che corrispondono rispettivamente all' antica area Ducale Longobarda e all' antica area Bizantina e poi Pontificia.<br>Anticamente tutta la Pianura Padana ha avuto il nome di Longobardia o Lombardia per più di 1200 anni, come riporta l'esempio della città di Reggio Emilia chiamata REGGIO DI LOMBARDIA fino all' UNITA D'ITALIA o la stessa località di MASSA LOMBARDA RA che ancora oggi lo riporta nel toponimo comunale.<br>CIAO</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:02:59 UTC</pubDate>
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         <title>IL PARMIGIANO REGGIANO</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:37:40 UTC</pubDate>
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         <title>Storia della Ferrari di Lorenzo Leone</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Enzo Ferrari:</strong> "Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere"<br><br><strong>Enzo Anselmo Ferrari</strong> nasce a Modena il 18 febbraio 1898. <br>Imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico italiano, fonda nel 1947 a Maranello l’omonima casa automobilistica, dando il via a una storia che farà di Ferrari la scuderia più vincente della Formula 1 e il marchio più famoso ed evocativo delle quattro ruote.<br>La prima gara disputata nel campionato di Formula 1 fu il Gran Premio di Monaco, il 21 maggio del 1950. <br>La prima vittoria arriva nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con José Froilán González, sbaragliando lo squadrone Alfa Romeo. È la vittoria che segna il declino del Biscione nel mondo della F1 e contemporaneamente l’ascesa sportiva della Ferrari. <br>Il primo titolo mondiale giunge nel 1952, con Alberto Ascari.<br><br><strong>Testimonianze</strong><br><a href="https://www.ferrari.com/it-IT/museums/">Il Museo casa Enzo Ferrari,</a> inaugurato nel 2012 a Modena, è dedicato alla vita e al lavoro del “Drake" (soprannome attribuitogli dai colleghi/avversari per la sua natura di corsaro delle piste).<br>Il <a href="http://motorvalley.it/museo-ferrari/">Museo Ferrari di Maranello</a>&nbsp; racconta la Ferrari di oggi e di domani attraverso un’esposizione permanente dedicata alla Formula 1.<br><br><mark>Frasi famose:</mark> "Date a un bambino un foglio e dei colori e chiedetegli di disegnare un'auto, sicuramente la farà rossa"<br>"Non abbiamo petrolio e miniere, ma possiamo primeggiare nel mondo con la fantasia"<br>"La macchina da corsa perfetta è quella che si rompe un attimo dopo il traguardo"<br><br>Grazie<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:44:36 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi iaccarino </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>RADIO BOLOGNA: la prima radio libera in Italia&nbsp;<br><br>La prima radio libera della storia italiana nella comunicazione e dell’informazione, forse non sono in molti a saperlo, nacque a Bologna. Era il 1974, e per l’etere ancora sgombro, vi erano soltanto i programmi della Rai. Ma la sera del 23 novembre 1974, cercando di sintonizzarsi sulle trasmissioni locali, qualche migliaio di bolognesi restò sbalordito:&nbsp; al posto della voce del solito speaker del radiogiornale regionale, o di Orietta Berti che cantava&nbsp;Io, tu e le rose,&nbsp;stavano captando quella tonante di Marco Pannella, impegnato in una delle sue roventi invettive di allora sulla necessità di democratizzare l’informazione.<br><br><br><br>Soddisfacente la ricezione, alto l’interesse e l’indice di gradimento: insomma un successo. Ma soprattutto un esperimento destinato a spalancare spazi e prospettive storiche, visto ciò che sarebbe accaduto poi. A chi si doveva l’idea? A un gruppetto di giovani operatori, per l’occasione costituite nella Cooperativa Lavoratori Informazione.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:47:36 UTC</pubDate>
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         <title>Luigi IACCARINO </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>LA GAZZETTA DI PARMA: il giornale più antico di ITALIA&nbsp;<br><br>L'ORIGINE<br>Grazie a una storia lunga quasi tre secoli la «Gazzetta di Parma» è il più antico giornale d'Italia. Il primo&nbsp;numero risale al 20 giugno 1728.<br><br>Un giornale fitto&nbsp;di notizie e di inchiostro, ma bello nella grafica e nei caratteri tipografici.<br><br>￼<br><br><br>L’OTTOCENTO<br>In quasi tre secoli di vita il giornale ha&nbsp;seguito passo dopo passo la storia della città e del Paese, nella buona e nella cattiva sorte. Nel 1796 conosce la scure della censura e le pubblicazioni vengono sospese: all’epoca la «Gazzetta di Parma» è già molto conosciuta come “libera voce” ben al di fuori dei confini del ducato d’origine e tanto basta per farne una delle prime vittime della dominazione napoleonica. Il bavaglio le tocca in sorte fino al 1811, quando riprende a uscire regolarmente, proseguendo durante tutto il Regno di Maria Luigia.<br><br><br>IL NOVECENTO<br>Nonostante l'avvento del regime, la «Gazzetta» per almeno 6 anni continua a non considerarsi un giornale fascista, ma un «quotidiano liberale», come orgogliosamente inalbera sotto la testata. Ma nel 1928 deve cedere le armi, fondendosi con il «Corriere Emiliano», di proprietà della federazione fascista Parma. Nel ’41 riprende però la sua antica e gloriosa testata che mantiene anche, unico quotidiano fra quelli dell’Europa occupata dai nazisti, dopo il 25 aprile 1945.<br><br><br>￼</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 15:49:34 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità sulla Ferrari di Lorenzo Leone</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 18:20:13 UTC</pubDate>
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         <title>DOTTOR BALANZONE ( Emilia Romagna) MARIA CIOFFI❤</title>
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         <description><![CDATA[<div>La maschera più celebre dell'Emilia Romagna&nbsp; è quella bolognese del Dottor&nbsp; Balanzone , che ha preso forma sul palco della Commedia dell'Arte :un professore presuntuoso. Viene anche chiamato "Graziano" o solo " Dottore" perché si&nbsp; tratta di un dottore in Legge<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 18:47:43 UTC</pubDate>
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         <title>Balanzone: storia e origini. Maria CIOFFI </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Balanzone è il personaggio più chiacchierone e ciarliero della Commedia dell'Arte e parla con l'accento bolognese. Ha un aspetto florido e robusto, grosso, come "grassa" è la città che rappresenta : ama la buona cucina e lo fa notare.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 18:52:40 UTC</pubDate>
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         <title>Balanzone (Maria Cioffi)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Balanzone&nbsp;veste di nero, abito, mantello e un grande cappellaccio a tese larghe, solo il bavero e i polsini sono candidi. Anche la maschera è di colore nero e gli copre parzialmente il viso, lasciando vedere le guance rubiconde e i grandi baffi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 18:58:40 UTC</pubDate>
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         <title>La Storia della Piadina Romagnola</title>
         <author>saveriofrancesco31</author>
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         <pubDate>2023-03-27 19:24:55 UTC</pubDate>
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         <title>MUSEO ENZO FERRARI.         ANDREA FERRAIOLO  </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Inaugurato il 10 marzo 2012 per volere della <a href="http://www.fondazioneenzoferrari.it/">Fondazione Enzo Ferrari</a>, ideatrice del progetto, Il Museo Enzo Ferrari racchiude due realtà distinte e complementari: l’<a href="https://musei.ferrari.com/en/modena/birthplace-of-the-legend">Officina Meccanica Alfredo Ferrari</a>, baricentro architettonico dell’intera area museale, e la nuova galleria espositiva, l’ormai famoso “cofano” di alluminio giallo, colore istituzionale della <a href="https://www.travelemiliaromagna.it/modena-3-minuti/">Città di Modena</a>, che avvolge la Casa natale. Si tratta un edificio futuristico, costruito secondo criteri di sostenibilità ambientale.All’interno dell’Officina Meccanica Alfredo Ferrari, luogo dove lavorava il padre di Enzo ed oggi perfettamente ristrutturata, è possibile visitare il Museo dei Motori Ferrari. Un luogo unico nel suo genere, in cui vi potrete divertire nella scoperta dei propulsori che hanno fatto la storia del Cavallino Rampante, da quelli più sperimentali e quelli da strada. Nella piccola struttura sono state ricostruite inoltre alcune stanze della casa dove Enzo Ferrari nacque nel 1898.Tra le esposizioni di maggior rilevanza che sono state allestite all’interno del museo vanno citate la mostra “Driving with the Stars” che ospita una importante rassegna di alcuni dei rappresentativi modelli Ferrari che hanno affascinato le più grandi star del cinema, dello spettacolo, dello sport.Tra le tante attività che è possibile svolgere al Museo Casa Enzo Ferrari non possiamo non segnalare la presenza di un <a href="https://musei.ferrari.com/it/modena/driving-simulation">simulatore di guida semiprofessionale</a> a disposizione di tutti coloro che vogliono provare l’emozione di guidare una monoposto di Formula 1 Ferrari su alcuni dei circuiti più famosi del Mondiale.Ma le emozioni di guida non si esauriscono certo nel virtuale. I musei Ferrari, insieme all’<a href="http://www.autodromodimodena.it/">Autodromo di Modena</a>, riservano infatti ai loro visitatori l’opportunità di mettersi davvero al volante su una pista da corsa. Presentando il biglietto di Musei Ferrari sarà possibile infatti usufruire della convenzione per accedere con il proprio automezzo alla pista dell’Autodromo di Modena.Per tutti coloro che invece sono interessati alla scoperta del territorio modenese, delle sue eccellenze e dei suoi personaggi più famosi vi è la possibilità di acquistare il passaporto del <a href="https://musei.ferrari.com/it/modena/discover-ferrari">Discover Ferrari e Pavarotti Land</a>, una full immersion di un giorno nella storia, nel gusto e nei personaggi di Modena e che include: l’ingresso ai due Musei Ferrari, l’ingresso alla Casa Museo di Luciano Pavarotti, visite guidate e degustazioni ad almeno due delle aziende del territorio e che rappresentano delle eccellenze nei settori del Balsamico tradizionale, del Lambrusco e della salumeria ed un comodo servizio di collegamento con la stazione ferroviaria di Modena e l’autostazione di Bologna.<br><br></div><div>All’interno della struttura del Museo Enzo Ferrari di Modena è inoltre possibile usufruire di un programma per far conoscere a bambini e ragazzi la nascita e la storia del Mito Ferrari. I <a href="https://musei.ferrari.com/it/modena/didattica">percorsi didattici</a>, adatti alle diverse età e ai diversi programmi di studio, possono spaziare dalle scienze alla tecnologia, all’arte, alla storia, allo sport, all’economia.<br>EVENTI</div><div>Il Museo Enzo Ferrari di Modena dispone di una <a href="https://musei.ferrari.com/it/modena/spazi-convention">sala convention e una sala riunioni</a> che possono essere utilizzate sia nel corso della giornata che durante l’orario di chiusura.<br>L’architettura della struttura centrale del Museo consente inoltre l’organizzazione di <a href="https://musei.ferrari.com/it/modena/eventi-privati">eventi serali personalizzati</a> di grande effetto, come cene di rappresentanza tra le automobili in esposizione, feste private e convention aziendali.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 15:09:27 UTC</pubDate>
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         <title>IL PARMIGIANO REGGIANO</title>
         <author>andreacapodilupo</author>
         <link>https://padlet.com/martinalombardilettere/evgqi8gpqsszdxku/wish/2535430994</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Parmigiano Reggiano DOP (denominazione di origine protetta) è un formaggio a pasta dura tipico dell'Emilia Romagna. La produzione del latte, la trasformazione, la stagionatura e il confezionamento sono fatte esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Questo formaggio è un'ottima fonte di proteine, calcio e fosforo.</div><div>Il parmigiano reggiano ha una storia molto antica. Nel Medioevo i monaci cistercensi e benedettini, spinti dalla ricerca di un formaggio in grado di durare nel tempo, furono i primi produttori: grazie al sale proveniente dalle saline di Salsomaggiore e al latte delle vacche allevate nelle grange, le aziende agricole dei monasteri, ottennero un formaggio dalla pasta asciutta e dalle grandi forme, adatto alle lunghe conservazioni. Le prime testimonianze della sua commercializzazione risalgono al 1200: un atto notarile redatto a Genova nel 1254 testimonia infatti che fin da allora il <em>caseus parmen</em>sis (il formaggio di Parma) era noto in una città così lontana dalla sua zona di produzione. Nel XIV secolo i commerci si espansero in Romagna, Piemonte e Toscana, raggiungendo anche i centri marittimi del mare Mediterraneo. &nbsp;</div><div>Per la produzione di Parmigiano Reggiano, si utilizza un latte particolare, caratterizzato da una particolare attività batterica della flora microbica autoctona (ossia della mucca stessa), influenzata soprattutto dai foraggi, erbe e fieni del territorio che costituiscono il principale alimento delle bovine. Inoltre, per fare il Parmigiano Reggiano non si usano additivi. La gran parte del latte viene ricavata dalla frisona (così chiamata in quanto il ceppo originario si trova nella regione olandese della Frisia), e dalle vacche rosse (mucche dal manto rossiccio che producono un latte particolarmente ricco di calcio e fosforo). La produzione del parmigiano reggiano segue precise fasi di lavorazione.&nbsp;</div><div>Il latte del mattino e della sera precedente vengono versati nelle tipiche caldaie di rame a forma di campana rovesciata. Per ogni forma di Parmigiano Reggiano occorrono circa 550 litri di latte. La coagulazione del latte avviene lentamente e naturalmente grazie all’aggiunta di caglio e del siero ottenuto dalla lavorazione del giorno precedente e ricco di fermenti lattici naturali. A rompere la cagliata provvede il mastro casaro: con uno strumento, detto spino, la cagliata si frantuma in tanti granuli.&nbsp;</div><div>A questo punto, si passa alla cottura: i frammenti di cagliata sono scaldati fino a una temperatura di 55°C; i granuli si addensano sul fondo della caldaia e dànno vita alla forma di formaggio. La massa di formaggio viene divisa in due parti; ogni parte è inserita nelle fascere, appositi stampi di legno, di forma circolare, per 2 o 3 giorni. Su ogni forma sono incisi il mese e l’anno di produzione, il numero di matricola del caseificio e la scritta puntinata “Parmigiano Reggiano”. Ogni forma è immersa in una soluzione satura di acqua e sale per circa 20 giorni, dopodiché comincia la fase di stagionatura che va da 12 a 36 mesi.&nbsp;</div><div>Il Parmigiano Reggiano, oltre ad essere un alimento molto presente nell'alimentazione degli italiani, è uno degli alimenti “Made in Italy” più esportati, ma anche più imitato, in tutto il mondo.</div><div>&nbsp;<br><br></div><div><em>Approfondimento elaborato da: Andrea Capodilupo<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 17:47:21 UTC</pubDate>
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         <title>Castello di Canossa</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>il castello di Canossa fu costruito nel 940.&nbsp;<br>Quest'ultimo era ricoperto di ben tre strati di mura , purtroppo non è possibile fornire altri dettagli poiché è totalmente distrutto . é diventato però famoso per la storia di Enrico IV che si recò proprio lì per chiedere perdono al papa . Questo castello offrì anche rifugio alla vedova di Lotario Adelaide che era inseguita Berengario</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-28 19:14:11 UTC</pubDate>
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