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      <title>LE METODOLOGIE A SCUOLA by EMANUELA BARRA</title>
      <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-22 15:02:53 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;IDEA DI FONDO</title>
         <author>emanuelabarra1983</author>
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         <description><![CDATA[<ul><li><p>La didattica in gruppi cooperativi si fonda sulla consapevolezza che quando gli studenti cooperano o collaborano sono in grado di raggiungere un risultato che è superiore alla somma dell'impegno o delle capacità di ognuno. Inoltre riconosce che buona parte della conoscenza si costruisce socialmente, nel senso che impariamo dalle altre persone presenti nei contesti a noi più vicini. L'apprendimento cooperativo quindi è un modo naturale di imparare e di insegnare. Inoltre può influire positivamente sull'etica della classe e scuola, promuovendo valori come l'aiuto reciproco e la cura dell'altro. La didattica in gruppi cooperativi ha quattro componenti essenziali:</p><ul><li><p>interdipendenza</p></li><li><p>cooperazione</p></li><li><p>responsabilità individuale</p></li><li><p>autovalutazione</p></li></ul></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 15:36:35 UTC</pubDate>
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         <title>LA PRATICA</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003558661</link>
         <description><![CDATA[<p>La didattica in gruppi cooperativi è una forma più strutturata e sistematica del lavoro svolto ne cosiddetti "gruppi di aiuto reciproco". Ogni componente del gruppo ha un pezzo necessario al completamento del disegno, per cui tutti i componenti del gruppo devono concorrere al raggiungimento di un obiettivo comune.  Ciò richiede interdipendenza che può assumere una o più forme:</p><ul><li><p>interdipendenza di obiettivi: il gruppo ha un unico obiettivo (ad esempio completare il puzzle).</p></li><li><p>Interdipendenza di ricompensa: l'intero gruppo riceve un riconoscimento per aver raggiunto l'obiettivo .</p></li><li><p>Interdipendenza di risorse: ogni componente del gruppo ha risorse diverse  che devono essere messe insieme per svolgere il compito.</p></li><li><p>Interdipendenza di ruoli: ogni membro del gruppo ha un ruolo diverso  (ad esempio guida, segretario, controllore dei tempi).</p></li></ul><p>L' apprendimento di gruppo parte dal presupposto che tutti gli studenti, compresi quelli con bisogni educativi speciali, possono dare un contributo individuale e unico. Il successo del gruppo dipende dal fatto che tutti i suoi componenti diano il proprio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 15:52:37 UTC</pubDate>
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         <title>IL RUOLO DELL&#39;EDUCATORE NELL&#39;APPRENDIMENTO COOPERATIVO</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003583795</link>
         <description><![CDATA[<p>Per realizzare efficacemente l'apprendimento in gruppi cooperativi occorre prestare attenzione a quattro aspetti:</p><ol><li><p>decidere quando è più opportuno utilizzarli: secondo uno studio, l'apprendimento cooperativo è più efficace quando gli studenti hanno acquisito una conoscenza sufficiente a discutere e ad apprendere con i compagni;</p></li><li><p>sviluppare compiti di gruppo adeguati: è essenziale scegliere attività che siano adatte a tutti i componenti del gruppo, soprattutto a quelli con bisogni educativi speciali e spiegare agli studenti come aiutare i compagni con bisogni educativi speciali fornendo eventualmente dei materiali, come piccole schede, che sintetizzano principi e strategie;</p></li><li><p>insegnare a lavorare in gruppo: si tratta di abilità come ascoltare, stabilire contatto oculare, comunicar in modo chiaro, fare domande, guidare, costruire fiducia, prendere decisioni, gestire i conflitti, incoraggiare, riconoscere il contribuito di ognuno, comprendere il punto di vista degli altri e rispettare le differenze individuali.</p></li><li><p>affrontare efficacemente qualunque problema sorga: nelle attività di gruppo spesso emergono vari problemi legati alla personalità e al comportamento degli studenti, come la necessità di gestire i "solitari",  i "dominatori", i soggetti "aggressivi o disturbanti", gli studenti "passivi". Il modo in cui affrontate questi comportamenti interagendo con la classe intera sarà un modello per gli studenti.</p></li></ol><p>Inoltre, è fondamentale che nella costituzione dei gruppi cooperativi, l'insegnante faccia attenzione a comporre gruppi eterogenei per livelli di abilità.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:16:46 UTC</pubDate>
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         <title>BRUNER  E LA NARRAZIONE</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003608488</link>
         <description><![CDATA[<p>La narrazione: secondo Bruner noi siamo fatti di storie e tendenzialmente comprendiamo la realtà attraverso una struttura narrativa. questo implica che nel momento in cui diamo un senso alle nostre azioni facciamo riferimento a questa struttura che è di tipo cognitivo e che è legato a quello che lui definisce pensiero narrativo.&nbsp; La narrazione non serve a risolvere problemi ma tenta di trovarne, cioè cercare strategie che decostruiscono il nostro punto di vista rispetto ad un argomento per poi ricostruirlo sotto un altro punto di vista. La narrazione è un processo dialogico (dialogo) c’è sempre un dialogo, uno scambio concettuale tra narratore e il suo pubblico. In ambito didattico, la narrazione, il raccontarci permette di facilitare gli apprendimenti perché apre i canali immaginativi ed emotivi. La narrazione ha diverse funzioni:</p><ul><li><p>memoria : è più semplice ricordare un concetto difficile sotto forma di racconto. Il digital storytelling facilita l’apprendimento  della matematica, delle lingue</p></li><li><p>educazione&nbsp;</p></li><li><p>apprendimento: migliora i risultati, ma anche le elaborazioni dei contenuti.</p></li></ul><p>La narrazione è legata ad un pensiero non lineare reticolare e inferenziale…..essa si differenzia al pensiero razionale che invece è più legato alla linearità e sequenzialità, logica e scientifica.</p><p>storie ed emozioni: è questione di chimica. quando il racconto ci emoziona, il nostro cervello simula l’emozione che stiamo vedendo (neuroscienze). Facciamo esperienza di quello che guardiamo, ci facciamo travolgere, e il nostro cervello produce cortisolo ed ossitocina aumentando a sua volta attenzione ed empatia.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.nytimes.com/2016/06/09/science/jerome-s-bruner-who-shaped-understanding-of-the-young-mind-dies-at-100.html" />
         <pubDate>2024-05-22 16:38:41 UTC</pubDate>
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         <title>IL ROLE PLAYING</title>
         <author>emanuelabarra1983</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003612108</link>
         <description><![CDATA[<p>Il role playing è una tecnica di simulazione che riproduce in aula, quindi in una situazione protetta e di laboratorio, problemi e accadimenti e comportamenti simili della vita reale. Si richiede ad alcuni studenti di svolgere per un tempo limitato il ruolo di attori e di drammatizzare vissuti, dinamiche interpersonali, processi di comunicazione osservati e vissuti nella vita reale. Uno dei principali scopi del role playing è quello di indurre i partecipanti ad ampliare i propri punti di vista e a cercare di comprendere il comportamento altrui, sollecitando quindi il desiderio in ciascuno di dimostrare come risolverebbe in pratica una determinata situazione.</p><p>E’ una metodologia didattica che favorisce il problem solving ed il pensiero divergente. Il ruolo dell’insegnante è quello di osservatore e nel caso di mediatore capace intervenire e&nbsp; di correggere all’occorrenza i comportamenti errati drammatizzati dagli attori.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:40:34 UTC</pubDate>
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         <title>JOE LAMBERT</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003613046</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Il Digital Storytelling secondo Joe Lambert è una metodologia che attraverso un breve video racconto in cui sono presenti immagini video, voce narrante, colonna sonora e testo scritto. I video racconti vanno da due a 10 minuti e sono stati usati per la didattica, la formazione di professionisti e educazione e la cura.</p><p>Joe Lambert è conosciuto per lo STORYCENTER (httpd://<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://www.storicenter.org">www.storicenter.org</a>)</p><p>quali sono gli elementi che caratterizzano un digital storytelling?</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; dimensione emozionale:&nbsp;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; punti di vista personale: la persona narra dal proprio punto di vista</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Drammatic Question tema: il tema è lo stimolo da cui partire ed è legato all’obiettivo che vogliamo raggiungere. può configurarsi come una domanda: es raccontami la storia di un’invenzione.</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; voce, suoni e rumori: la voce esprime umanità del racconto che accompagnati a suoni e rumori ne da effetti diversi</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; immagini</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ritmo adeguato</p><p>economicità: le storie possono essere realizzate in poco tempo e possiamo utilizzare app. gratuite come mooimaker e app per telefoni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:41:10 UTC</pubDate>
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         <title>FASI DI REALIZZAZIONE DELLO STORYTELLING</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003614268</link>
         <description><![CDATA[<p>Fasi di realizzazione del digital storytelling:</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; si propone e si scrive un’idea</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; si va a ricercare info per costruire il video-racconto</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; scrivere la bozza e la si definisce nella sua parte definitiva</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; utilizzo dello storyboard: categorie ed elementi che voglio inserire</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; ricerca materiali audio video e immagini</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; montaggio&nbsp;</p><p>·&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; feedback finale e riflessione del processo dall’inizio alla fine.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:42:19 UTC</pubDate>
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         <title>COME INDIVIDUARE SOLUZIONI CREATIVE</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003625985</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>Il brainstorming traducibile in italiano con l’espressione ’’tempesta di cervelli’’, rappresenta una tecnica di gruppo per la formazione di nuove idee e per la risoluzione di problemi in modo creativo.<br>Il brainstorming è una tecnica utilizzata per incoraggiare il pensiero creativo e la produzione di molteplici idee su una questione specifica o un particolare problema.</p><p>La nascita del brainstorming, intorno agli anni trenta del novecento, è da attribuire al pubblicitario statunitense Alex F. Osborn, fondatore dell’agenzia Bbdo (Batten, Barten, Durstine e Osborn), che ha per primo applicato la tecnica in ambito aziendale.</p><p>Il processo di brainstorming si basa sul principio per cui le idee si concatenano l’una all’altra e gli interventi dei partecipanti stimolano le idee delle altre persone presenti, innescando quindi una catena di idee creative.<br>Il brainstorming funziona focalizzando la discussione del gruppo su un problema specifico e lasciando libero lo scambio comunicativo, senza fissare precedentemente un ordine per gli interventi e spingendo la riflessione sul tema in questione quanto più lontano dal punto iniziale, sia possibile. Nel brainstorming viene, quindi, separata la fase di produzione di idee da quella della loro analisi o critica. Ai partecipanti, viene chiesto di esprimere idee, sulla base degli stimoli ricevuti dai pensieri altrui, senza attivare un processo di discussione dei pensieri esposti; questo aspetto differenzia il brainstorming dal&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="internal-link" href="http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/utilizzare-gli-strumenti/focus-group/index.html">focus group</a>.</p><p>Il brainstorming prevede infatti due distinte fasi:</p><p>&nbsp;- una prima fase, detta&nbsp;divergente, in cui viene stimolata la produzione di idee a ruota libera. Una volta messo a fuoco il problema e fissato un tempo limite per l’incontro, ciascuno esprimerà, per risolvere il problema posto all’attenzione del gruppo, la ’’prima idea che gli viene in mente’’, in rapida sequenza e per associazione di idee. Il moderatore inviterà i membri del gruppo a non esprimere giudizi di valore o critiche e cercherà di favorire lo scorrere della discussione.&nbsp;</p><p>&nbsp;- una seconda fase, detta&nbsp;convergente,&nbsp;in cui le idee vengono selezionate e valutate al fine di individuare e condividere quelle più interessanti. Sottoponendo le proposte emerse ad un processo sempre più affinato di rielaborazione, di approfondimento, di revisione da parte del gruppo si ritiene di poterle ’’tradurre’’ in idee più realistiche e realizzabili. Può risultare produttivo, in molti casi, affrontare tale fase di valutazione con un gruppo diverso di soggetti, magari più specializzato ed esperto, per migliorare la qualità dei risultati.</p><p>La versione tradizionale del brainstorming prevede un gruppo di persone e, nella maggior parte dei casi, l’intervento di un moderatore. Il metodo classico è, inoltre, orale, ma in determinate circostanze, caratterizzate da conflittualità, si può fare brainstorming anche per iscritto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:53:18 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Per essere efficace il processo di brainstorming deve rispettatere quattro semplici ma fondamentali regole, che corrispondono ai principi fissati da Osborn: </title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003628239</link>
         <description><![CDATA[<p>1. La corsa è libera: è fondamentale la dimensione del ’’gioco’’ quale modalità ’’spensierata’’ di relazione che permette di liberare la creatività dei singoli e del gruppo, normalmente impedita da una serie di inibizioni</p><p><br/></p><p>2. Puntare alla quantità: è importante produrre il maggior numero di idee possibili, anche a discapito della qualità delle stesse, in virtù del fatto che più alto è il numero delle idee prodotte, più alta sarà la probabilità che qualcuna di esse sia una buona idea</p><p><br/></p><p>3. Cercare combinazioni e miglioramenti: occorre che i membri del gruppo si ascoltino reciprocamente e cerchino dei punti di incontro attorno ai quali far ruotare le loro proposte, anche tramite associazioni di idee</p><p><br/></p><p>4. La critica è esclusa: è essenziale che la fase di generazione delle idee sia separata dalla fase di giudizio del pensiero: al gruppo viene chiesto di produrre nuove idee rispetto ad una questione, senza preoccuparsi del loro valore. Le idee espresse da ciascun individuo non devono essere sottoposte immediatamente a critica o ad un giudizio di valore da parte degli altri, questo avviene solo in una fase successiva di verifica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:55:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>DEBATE</title>
         <author>emanuelabarra1983</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003628366</link>
         <description><![CDATA[<p>La metodologia didattica chiamata debate consiste in un confronto nel quale due squadre (composte ciascuna di due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro).</p><p>Gli argomenti da disputare possono essere vari, sia di natura curriculare che extracurriculare.</p><p>Il debate (dibattito) quindi è una metodologia che permette di acquisire competenze trasversali (life skill) e curricolari, smontando alcuni paradigmi tradizionali e favorendo il cooperative learning e la peereducation, non solo tra studenti, ma anche tra docenti e tra docenti e studenti.</p><p>Per applicare tale metodologia didattica si procede con i seguenti passi:</p><ol><li><p>definizione di dibattito;</p></li><li><p>divisione della classe in gruppi numericamente omogenei;</p></li><li><p>assegnazione di un tema oggetto di dibattito;</p></li><li><p>enucleazione di n argomenti “pro” e di n “contro” inerenti il tema proposto (si consiglia di considerare n minore di 4);</p></li><li><p>discussione, guidata dal docente, finalizzata alla focalizzazione dei “punti di forza” a sostegno delle rispettive argomentazioni;</p></li><li><p>schematizzazione alla lavagna (in una tabella a 2 colonne) e successiva illustrazione delle argomentazioni contrapposte;</p></li><li><p>analisi del tema in oggetto attraverso la formulazione di domande.</p><p>Caratteristica essenziale del debate, difatti, è la probabilità di essere chiamati a difendere opinioni in contrasto rispetto a quanto si pensa effettivamente, chiedendo quindi allo studente una forma di flessibilità mentale e di apertura alle altrui visioni tanto più necessaria in tempi di rigidità e di aprioristica difesa ad oltranza delle proprie posizioni. Una autorevole proposta critica costituisce difatti la carta in più di chi intuisce che dibattere con successo è fondamentale. Non è possibile, difatti, avanzare conclusioni e formulare giudizi, se dapprima non si è fatta la fatica dell’osservazione e dell’analisi, poiché la presenza della squadra di contraddittori, impegna continuamente a motivare le proprie opinioni. Un dibattito non è una discussione libera. In una discussione, difatti, si coltiva una conversazione senza esatte regole, allo scopo di rispondere ad una domanda aperta. È, piuttosto, una discussione dominata da regole ben precise, alle quali è necessario attenersi, se si vuole riportare un esito positivo nel dibattito.</p></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>QUANDO UTILIZZARE IL BRAINSTORMING</title>
         <author>claudiamodica1979cm</author>
         <link>https://padlet.com/emanuelabarra1983/eve8gccsv3o541ny/wish/3003629683</link>
         <description><![CDATA[<p>Il brainstorming si adatta ad un’infinità di campi di applicazione, dalle indagini di mercato alla promozione di un prodotto commerciale, dall’individuazione di interventi pubblici alla&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="internal-link" href="http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/conoscere-processi-di-lavoro/cooperazione-e-negoziazione/index.html">negoziazione</a>&nbsp;tra controparti.</p><p>Tale strumento di lavoro può risultare ottimale nei casi in cui si ricerchino soluzioni e proposte creative ed innovative, ma anche in situazioni in cui si ha l’interesse a produrre effetti su un determinato&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="internal-link" href="http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/utilizzare-gli-strumenti/gruppo-di-lavoro/index.html">gruppo di lavoro</a>, come per esempio:</p><p>&nbsp;- favorire lo spirito di gruppo e migliorare le relazioni e la&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="internal-link" href="http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/comunicare-e-informare/comunicazione-interpersonale/index.html">comunicazione interpersonale</a><br>&nbsp;- favorire la ’’rottura’’ delle modalità classiche di lavoro e indurre il gruppo ad uscire dai propri schemi mentali e dalle proprie consuetudini metodologiche<br>&nbsp;- incentivare il rispetto delle idee e delle proposte altrui<br>&nbsp;- rafforzare il&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="internal-link" href="http://qualitapa.gov.it/sitoarcheologico/relazioni-con-i-cittadini/comunicare-e-informare/saper-ascoltare-in-modo-attivo/index.html">saper ascoltare in modo attivo</a><br>&nbsp;- stimolare la capacità di sfruttare i contributi altrui per la realizzazione di un obiettivo comune.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-22 16:57:00 UTC</pubDate>
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         <title>METODOLOGIA DELLE 5 E</title>
         <author>emanuelabarra1983</author>
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         <description><![CDATA[<p>La metodologia delle 5E è un modello didattico utilizzato per insegnare le scienze e altre materie in modo coinvolgente e strutturato. Il modello è composto da cinque fasi: Engage (Coinvolgere), Explore (Esplorare), Explain (Spiegare), Elaborate (Elaborare), e Evaluate (Valutare). Ogni fase ha un ruolo specifico nel processo di apprendimento, che aiuta gli studenti a costruire una comprensione profonda e duratura dei concetti. </p><p><strong>1. Engage (Coinvolgere)</strong></p><p><strong>Obiettivo:</strong> Attirare l'attenzione degli studenti e stimolare il loro interesse. <strong>Attività tipiche:</strong> Discussioni introduttive, domande stimolanti, presentazione di un problema reale o di un fenomeno interessante.</p><p>Durante questa fase, l'insegnante cerca di collegare il nuovo argomento con le esperienze e le conoscenze pregresse degli studenti. L'obiettivo è suscitare curiosità e motivazione.</p><p><strong>2. Explore (Esplorare)</strong></p><p><strong>Obiettivo:</strong> Permettere agli studenti di investigare e sperimentare. </p><p><strong>Attività tipiche:</strong> Esperimenti, osservazioni, attività pratiche, ricerche in piccoli gruppi.</p><p>In questa fase, gli studenti interagiscono con il materiale in modo pratico e attivo. L'insegnante assume un ruolo di guida e facilitatore, piuttosto che di direttore, permettendo agli studenti di esplorare e scoprire da soli.</p><p><strong>3. Explain (Spiegare)</strong></p><p><strong>Obiettivo:</strong> Consolidare e chiarire le conoscenze acquisite durante l'esplorazione. </p><p><strong>Attività tipiche:</strong> Discussioni guidate, lezioni frontali, presentazioni da parte degli studenti, letture.</p><p>Qui, l'insegnante chiarisce i concetti, corregge eventuali idee sbagliate e introduce formalmente il vocabolario e le teorie rilevanti. Gli studenti condividono le loro scoperte e cominciano a formare una comprensione concettuale più chiara.</p><p><strong>4. Elaborate (Elaborare)</strong></p><p><strong>Obiettivo:</strong> Espandere la comprensione degli studenti e applicare le conoscenze acquisite. </p><p><strong>Attività tipiche:</strong> Progetti, problemi complessi, ricerche approfondite, applicazioni pratiche.</p><p>In questa fase, gli studenti applicano ciò che hanno imparato a nuove situazioni e contesti. Questo aiuta a rafforzare e approfondire la loro comprensione, oltre a sviluppare abilità di pensiero critico e problem-solving.</p><p><strong>5. Evaluate (Valutare)</strong></p><p><strong>Obiettivo:</strong> Valutare la comprensione e le competenze degli studenti. </p><p><strong>Attività tipiche:</strong> Test, quiz, valutazioni formative, riflessioni, auto-valutazioni, valutazioni tra pari.</p><p>La valutazione può essere sia formativa che sommativa. L'insegnante raccoglie dati per comprendere quanto bene gli studenti hanno compreso i concetti e per identificare aree che necessitano di ulteriori chiarimenti. Gli studenti possono anche riflettere sul proprio apprendimento e ricevere feedback dai compagni e dall'insegnante.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-25 14:16:04 UTC</pubDate>
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