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      <title>Fauna, Flora e Geologia del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni by Rosa</title>
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      <description>Condividi i tuoi lavori sulla parete!</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-10 09:13:00 UTC</pubDate>
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         <title>FLORA del Parco</title>
         <author>ro_giffoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.cilentoediano.it/sito/natura/la-flora/91-la-flora">http://www.cilentoediano.it/sito/natura/la-flora/91-la-flora</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 09:15:39 UTC</pubDate>
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         <title>FAUNA del Parco</title>
         <author>ro_giffoni</author>
         <link>https://padlet.com/ro_giffoni/etgyrxwfsg3v/wish/230251641</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La fauna del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano è assai diversificata in virtù dell’ampia varietà di ambienti presenti sul territorio. Aree costiere e montane, fiumi impetuosi e ruscelli, rupi e foreste, determinano altrettante comunità faunistiche dove spesso emerge la presenza di specie di alto valore naturalistico. Sulle vette, sulle praterie di altitudine e sulle <a href="http://www.cilentoediano.it/sito/images/parco/foto_articoli/lepre.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/cache/e/7e3f6fa5c595b0501cb170dc678512c0.jpg" width="300" height="221"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>rupi montane sono frequenti l’Aquila reale (Aquila chrysaetos) e le sue prede d’elezione: la Coturnice (Alectoris graeca) e la Lepre Italica(Lepus corsicanus). La presenza di queste due ultime specie è biologicamente importante in quanto rappresentano popolazioni autoctone appenniniche, oramai estinte in buona parte del territorio. L’aquila divide questo ambiente con altri rapaci come il Falco pellegrino (Falco peregrinus), il Lanario (Falco biarmicus), il Corvo imperiale (Corvus corax) ed il Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax).<br><br></div><div><br>Tra i pascoli è facile osservare l’arvicola del Savi (Microtus savii), un piccolo roditore erbivoro predato dalla Volpe (Vulpes vulpes), dalla Martora (Martes martes) o anche dal Lupo (Canis lupus) specie quest’ultima la cui popolazione sembra essere in leggera crescita. Tra gli stessi prati, regno di numerose specie di farfalle, vivono la Lucertola muraiola (Podarcis muralis) e la Luscengola (Chalcides chalcides) peculiare per la sua somiglianza ad un piccolo serpente ma dal quale differisce per la presenza di piccoli arti.<br><br></div><div><br>Tra la ricca avifauna delle foreste di faggio le specie più tipiche sono il Picchio nero (Drycopus martius), il Picchio muratore (Sitta europaea) e il Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula), mentre di grande interesse è la presenza dell’Astore (Accipiter gentilis) uccello rapace la cui distribuzione è in declino.<br><br><br>Molto ricca è anche la fauna dei corsi d’acqua dove senza dubbio domina la popolazione di lontre (Lutra lutra) forse più ricca d’Italia. Nelle aree più prossime alle sorgenti, dove l’acqua è più fredda, più costante ed i folti boschi ripariali forniscono abbondante ombra, vivono la rara Salamandra dagli occhiali (Salamandrina terdigitata), endemismo italiano di grande interesse naturalistico, e la più comune Salamandra (Salamandra salamandra).<br><br></div><div><br>Nei siti con acque più limpide e ricche di ossigeno abbondano la Trota (Salmo macrostigma) ed il Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus), lungo le sponde sono frequenti piccoli trampolieri limicoli come il Corriere piccolo (Charadrius dubius) mentre nelle piccole pozze la Rana italica, la Rana dalmatina, l’Ululone dal ventre giallo (Bombina pachypu) e il Rospo (Bufo bufo); tra le gole rocciose il raro Biancone (Circaetus gallicus) rapace di grandi dimensioni che si nutre prevalentemente dei rettili che frequentano il Parco. Tra questi ultimi la Lucertola campestre (Podarcis sicula), il Ramarro (Lacerta viridis), il Cervone (Elaphe quatuorlineata) il Biacco (Coluber viridiflavus), la Vipera (Vipera aspis) e la Natrice (Natrix <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 09:16:22 UTC</pubDate>
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         <title>GEOLOGIA del Parco</title>
         <author>ro_giffoni</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il Cilento, terra dalle dolci morfologie collinari, ricoperte da distese di ulivi verdecenere che si rispecchiano nel blu del Tirreno e allo stesso tempo, terra dalle morfologie molto aspre profondamente incise da vivaci torrenti, raie dall’aspetto lunare, boschi di castagni e di lecci, paesi abbarbicati alle rocce o adagiati sulle rive. Pochi immaginano che a determinare questo affresco, fatto di forme e colori suggestivi apparentemente in forte contrasto, sia la duplice natura geologica delle rocce che costituiscono il Cilento: quella del «Flysch del Cilento», che ha la sua massima diffusione in corrispondenza del bacino idrogeografico del Fiume Alento e dei principali monti del Cilento occidentale, quali il Monte Centaurino (1433 m), e quella delle «rocce calcaree» che costituiscono i complessi montuosi interni (Alburno-Cervati) e meridionali (Monte Bulgheria, Monte Cocuzzo) del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.<br><br></div><div><br>Sulla costa alta, il Flysch si caratterizza per la fitta stratificazione delle rocce che talora assumono forme e colori particolari come è possibile riscontrare in località Ripe rosse o nel terrazzo marino di Punta Licosa.<br><br></div><div><br>I paesaggi che ne derivano si riconoscono per le morfologie spesso dolci e per la maggiore presenza arborea della macchia mediterranea.<br>Lasciata la costa nord-occidentale, territorio del Flysch, e inoltrandoci verso l’interno del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il paesaggio cambia: siamo nel «regno» delle rocce calcaree, al cospetto dei massicci carbonatici degli Alburni e del Cervati. Il paesaggio, modellato dalle forme carsiche, dall’asprezza di taluni versanti segnati da una intensa tettonica; dalle grandi forre scavate da torrenti perennemente in piena, si presenta con un aspetto lunare reso brullo dalla «povertà» dei terreni, anche se, la dove le condizioni del suolo e delle acque lo permettono, esso diventa ricco di boschi mediterranei e faggeti o di prati a lavanda. Caratteristica della geologia di queste rocce sono le forme carsiche, dovute alla dissoluzione del carbonato di calcio che produce «erosione» e deposizione con formazioni, tra l’altro, di stalattiti e stalagmiti.<br><br></div><div><br>Le forme che ne derivano possono essere superficiali (epigee) come i solchi dei campi carreggiati, le doline, e gli ighiottitoi o profonde (ipogee) quali grotte, gallerie e cavità, presenti nel territorio del Parco, molte delle quali ancora inesplorate. Il fenomeno carsico è particolarmente spinto nei Monti Alburni con le magnifiche testimonianze della grotta di Castelcivita lunga quasi 5 km; della grotta di Pertosa accessibile per un tratto con zatteroni; e della grotta dell’Auso presso S. Angelo a Fasanella.<br><br></div><div><br>Forme carsiche di particolare richiamo sono poi quelle che il fiume Bussento ha prodotto nel tratto Caselle in Pittari– Morigerati, con il suo lungo corso sotterraneo e ancora le gole profonde prodotte dal fiume Mingardo nel tratto di attraversamento del Monte Bulgheria. Tagli profondi, che incidono il «morbido» calcare bianco, sono quelli prodotti dal Torrente Sammaro, dal fiume Calore e dal Bussentino; le loro acque impetuose sono spesso artefici di cascate e rapide di raro spettacolo naturale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 09:20:07 UTC</pubDate>
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         <title>Flora (immagini)</title>
         <author>ro_giffoni</author>
         <link>https://padlet.com/ro_giffoni/etgyrxwfsg3v/wish/230251979</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/flora/72/thumbs/phoca_thumb_l_4fl.jpg" width="584" height="388"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/flora/72/thumbs/phoca_thumb_l_3fl.jpg" width="584" height="388"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/flora/72/thumbs/phoca_thumb_l_2fl.jpg" width="584" height="395"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/flora/72/thumbs/phoca_thumb_l_1fl.jpg" width="321" height="480"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 09:21:07 UTC</pubDate>
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         <title>Fauna (immagini)</title>
         <author>ro_giffoni</author>
         <link>https://padlet.com/ro_giffoni/etgyrxwfsg3v/wish/230252115</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/fauna/72/thumbs/phoca_thumb_l_1fa.jpg" width="584" height="391"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/fauna/72/thumbs/phoca_thumb_l_4fa.jpg" width="584" height="391"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://www.cilentoediano.it/sito/images/phocagallery/fauna/72/thumbs/phoca_thumb_l_8fa.jpg" width="584" height="391"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 09:23:32 UTC</pubDate>
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