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      <title>PABLO NERUDA E ALDA MERINI by Valeria Rocco</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-15 19:20:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <description><![CDATA[<div>PABLO NERUDA<br><br>LA VITA:</div><div>Pablo Neruda, nacque a Parral, in Cile, il 12 luglio 1904 da una famiglia di agiate condizioni. Nel 1921 si trasferì a Santiago, dove effettuò gli studi universitari e dove pubblicò i primi versi con lo pseudonimo di Neruda, in omaggio allo scrittore praghese Jan Neruda. Le sue prime raccolte Crepuscolario e Venti poesie d’amore e una canzone disperata, uscirono nel 1923 e 1924. Allo scoppio della Guerra civile spagnola (1936), anziché mantenersi neutrale, si schierò con la Repubblica contro i franchisti e per questo venne dimesso. Nel 1945 venne eletto senatore in Cile, ma tre anni dopo fu costretto, per la sua opposizione alla classe politica al potere in Cile, a rinunciare alla carica. Quando nel 1970 in Cile si instaurò il governo socialista di Salvador Allende, Pablo Neruda venne nominato ambasciatore in Francia. Nel 1971 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura;&nbsp; sofferente per una grave malattia, ritornò a Santiago, dove morì il 23 settembre 1973. Nel 1974 uscirono le sue memorie, Confesso che ho vissuto.</div><div><br></div><div>LA POETICA:</div><div><br></div><div>Il suo linguaggio poetico si esprime soprattutto attraverso l’intuizione dei sentimenti, il senso forte delle cose, l’angoscia e la difficoltà del vivere quotidiano.La sua poesia,infiammata da ideali rivoluzionari ritrae con aderenza usi e costumi nazionali e temi di intonazione sociale.Dotato di una capacità straordinaria di creare sempre nuovi ritmi e forme metriche, espresse nella sua calda e musicalissima poesia molteplici problemi:dai sentimenti d’amore alla deludente percezione della precarietà della realtà,nuovi contenuti sociali e politici,lotta ideologica a favore degli oppressi. Neruda ha scritto fino all'ultimo, con una vena,una felicità e una facilità che mettono in luce la volontà degli uomini di una vita più giusta.</div><div><br></div><div>Per quanto riguarda la forma e la metrica, Neruda predilige le forme semplici, come il verso libero, il linguaggio, estremamente ricco e potente, palpitante di emozioni vitali. Ma l'argomento principale della sua poesia resta certamente l'amore: verso l'esistenza, verso la donna amata, verso il suo Paese, l'umanità, la natura, le piante, il cibo e gli animali tutto ciò che suscita un sentimento di connessione e felicità nel poeta.</div><div><br></div><div>&nbsp;</div><div>«La poesia è sempre un atto di pace. Il poeta nasce dalla pace come il pane nasce dalla farina.»</div><div>(da Confesso che ho vissuto)</div><div><br></div><div>&nbsp;</div><div><br></div><div>LE OPERE:</div><div>Tra le sue opere più importanti vi sono:</div><div>-Residenza sulla terra</div><div>-I versi del Capitano</div><div>-Cento sonetti d'amore</div><div>-Canto generale</div><div>-Odi elementari</div><div>-Stravagario</div><div>-Le uve e il vento</div><div>-il dramma "Splendore e morte di Joaquin Murieta"&nbsp;</div><div>-il libro di memorie "Confesso che ho vissuto"</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>PARAFRASI</div><div><br></div><div>“SONO VENUTO SOLO PER CANTARE”</div><div><br></div><div>E ora qui vi saluto,</div><div>torno alla mia casa ,ai miei sogni</div><div>ritorno nella Patagonia, dove</div><div>il vento fa vibrare</div><div>le stalle e spruzza ghiaccio</div><div>l’Oceano. Non sono che un poeta</div><div>e vi amo tutti, e vago per il mondo</div><div>che amo: nella mia patria i minatori</div><div>conoscono le carceri e i soldati</div><div>danno ordini ai giudici.</div><div>Ma io amo anche le radici</div><div>Del mio piccolo gelido Paese.</div><div>Se dovessi morire mille volte,</div><div>io là vorrei morire:</div><div>se dovessi mille volte nascere,</div><div>là vorrei nascere,</div><div>vicino all’auricaria selvaggia,</div><div>al forte vento che soffia dal Sud,</div><div>alle campane comprate da poco.</div><div>Nessuno pensi a me.</div><div>Pensiamo a tutta la terra, battendo</div><div>dolcemente le nocche sulla tavola.</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>E ora vi saluto, torno alla mia casa, in Patagonia,dove il vento accarezza le stalle e l’Oceano spruzza ghiaccio.Sono solo un poeta e vi amo tutti,nel mio Paese i lavoratori sono oppressi e l’esercito comanda sopra tutti,anche i giudici. Vorrei nascere nuovamente e morire là, vicino all’albero dell’auricaria, al vento che soffia e alle nuove campane.Non pensate a me. Pensiamo piuttosto alla nostra terra.Mai più violenza, mai più sangue sparso per il pane di ogni giorno; io voglio che,ciascuno nella sua diversità, possiate gustare insieme a me i semplici piaceri della vita, nella gioia.Io non sono venuto a risolvere nulla . Sono venuto solo per cantare con voi.</div><div><br></div><div>SPIEGAZIONE: In questa poesia, Pablo Neruda esprime il suo amore per la gente della sua terra,dicendo di amarli tutti. Se dovesse nascere o morire di nuovo, vorrebbe farlo in Cile. Manifesta anche la sua voglia di pace e di non violenza,condannando chi ha abusato della sua Patria</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-15 19:38:17 UTC</pubDate>
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         <title>AUDIO </title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-02-15 19:42:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL POSTINO </title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-02-15 19:44:12 UTC</pubDate>
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         <title>ALDA MERINI</title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <description><![CDATA[<div>ALDA MERINI</div><div><br></div><div>La Vita:</div><div>Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931 da una famiglia di origini modeste. Manifesta sin da subito una certa passione per la poesia e la musica e a soli 15 anni esordisce come autrice. Per Alda Merini, il manicomio sarà un'esperienza purtroppo costante, una sorta di alternarsi tra buio e luce, l'inizio di un estenuante viaggio nella psicanalisi. Le prime poesie di Alda Merini pubblicate nell'Antologia della poesia italiana sono Il gobbo e Luce, nel 1950. Seguita e apprezzata da Montale e Quasimodo, nel 1953 Alda Merini sposa Ettore Carniti, un ricco panettiere, e pubblica un volume di versi, La presenza di Orfeo, seguito pochi anni dopo da Nozze Romane e Tu sei Pietro, dedicata al medico curante di Emanuela, la prima delle sue tre figlie. Alda Merini, però, nel 1961 va nuovamente in crisi: fino al 1972 resta internata al manicomio Paolo Pini. Muore a Milano il 1 novembre 2009.</div><div><br></div><div><br></div><div>“E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.”</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>La Poetica:</div><div><br></div><div>Alda Merini è stata per molti anni la poetessa dei reietti e degli emarginati, di tutti quegli esclusi di cui è riuscita a esprimere dall’interno la condizione delicata derivante da problematiche estreme di disagio sociale.</div><div>L’infinita sensibilità di Alda Merini le ha permesso di resistere alla vita, sopravvivere alle sue sventure e sbatterle in faccia alla gente grazie alle sue impietose rime, grazie a fiumi di inchiostro versati sui fogli.</div><div>La poetica di Alda Merini è schietta e assoluta ed è proprio questo che le fa meritare il titolo di una tra le voci più rilevanti della scrittura italiana contemporanea.</div><div><br></div><div><br></div><div>Le Opere:</div><div>Destinati a morire. Poesie vecchie e nuove (Poggibonsi 1980)</div><div>La Terra Santa (Milano 1984)</div><div>L’altra verità. Diario di una diversa (Milano 1986)</div><div>Fogli bianchi. 23 inediti (Cittadella 1987)</div><div>La vita facile. Aforismi, a cura e con disegni di A. Casiraghi (Osnago, 1992)</div><div>Lettera ai figli, a cura di M. Camilliti (Faloppio-Como 1994)</div><div>25 poesie autografe (Torino 1994)</div><div>Delirio amoroso. Monologo di Licia Maglietta (Napoli 1995)</div><div>Aforismi e magie (Milano 1999)</div><div>Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta (Milano 1999)</div><div>Sono nata il ventuno a primavera. Diario e nuove poesie, a cura di P. Manni (Lecce 2005)</div><div>Amleto di carta (Milano 2005)</div><div>Il diavolo è rosso (Milano 2005)</div><div>Un segreto andare (Alpignano 2006)</div><div>Un’anima indocile. Parole e poesie (Milano 2006)</div><div>Elettroshock: parole, poesie, racconti, aforismi, foto (Viterbo 2010)</div><div>Nuove magie: aforismi inediti 2007-2009 (Milano 2010)</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>Poesia:</div><div>“Abbi pietà di me”</div><div>Abbi pietà di me che sto lontana</div><div>che tremo del tuo futile abbandono,</div><div>tienimi come terra che pur piana</div><div>dia nella pace il suo perdono</div><div>od anche come aperta meridiana</div><div>che dia suono dell’ora e dia frastuono,</div><div>abbi pietà di me miseramente</div><div>poiché ti amo tanto dolcemente.</div><div><br></div><div>PARAFRASI:</div><div>Non odiarmi perché sono lontana, perché io soffro per il tuo abbandono non necessario, considerami come terra silenziosa che offra pace perdonando gli uomini, o anche come meridiana al cielo che suoni allo scoccare dell’ora e rallegri, sii comprensivo ed umile con me perché il mio amore per te è tenero.</div><div>Spiegazione:</div><div>In questa raccolta di Alda Merini è il suo amore verso la Vita e il mondo intero a non essere corrisposto: innumerevoli disgrazie hanno continuamente devastato la&nbsp; psiche della poetessa.&nbsp;</div><div>Abbi pietà di me è interpretabile in due modi: sia come messaggio inviato al marito da poco morto, sia come preghiera rivolta alla divinità.</div><div>&nbsp;</div><div>Commento: A parer mio, Alda Merini era una donna semplice, genuina e sopratutto ricca dentro, ma anche&nbsp; una persona profonda che trasmette tante emozioni</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 07:50:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-03-11 07:51:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-03-11 07:51:47 UTC</pubDate>
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         <title>VIDEO ALDA MERINI</title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-03-11 07:52:21 UTC</pubDate>
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         <title>GIUSEPPE UNGARETTI </title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <description><![CDATA[<div>GIUSEPPE UNGARETTI</div><div>LA VITA:</div><div>Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto il 10 febbraio 1888 da una famiglia di origini lucchesi. Perde il padre quando è molto piccolo e non vive una condizione economica particolarmente agiata. Nel 1912 il trasferimento a Parigi è per lui fondamentale. Qui conosce vari intellettuali, letterati e non, in particolare il gruppo della rivista “Lacerba” che lo invita a farne parte. Nel 1915 vengono pubblicate le sue prime poesie. Finita la guerra rimase in Francia come corrispondente di un giornale fascista. Si trasferì a Roma negli anni venti dove visse un lungo periodo di pace e serenità, immerso nella vita culturale.Quelli che seguirono furono anni segnati dalla tragedia della morte del figlio. Gli ultimi anni della propria vita Ungaretti li trascorre tra vari viaggi, conferenze e ammirazioni. Il poeta diventava così fondamentale nella società del dopo guerra. Morì a Milano nel 1970.</div><div>LE OPERE PIÙ IMPORTANTI:</div><div>Il Porto Sepolto:L'idea per questa poesia prende vita da un antico porto di Alessandria d'Egitto che si è inabissato per via di movimenti bradisismici e che diventa un motivo simbolico per il poeta: immergersi nel porto sepolto significa entrare nella profondità dell'animo umano e rimanerci bloccati, come se si fosse in un luogo</div><div>I fiumi:I fiumi è una della poesie più celebri della raccolta L'allegria di Ungaretti. In questo componimento il poeta sembra riassumere i temi della raccolta: la fusione con il paesaggio, il senso della memoria, del ripercorrere la memoria filogenetica, ricapitolando la propria esistenza</div><div>San Martino Del Carso:La spaventosa realtà della guerra e della morte è espressa mediante un'analogia, le macerie del paese di San Martino diventano il simbolo del cuore del poeta e del suo dolore. Lo strazio per l'orrore della guerra è espresso dalle case, metaforicamente ridotte a qualche brandello di muro.</div><div>In memoria:Il tema principale è lo spaesamento di chi non ha più una patria in cui riconoscersi e la perdita di identità e la solitudine che ne conseguono.</div><div>Soldati: Viene descritta attraverso la metafora della caduta delle foglie in autunno la precarietà della vita umana, prendendo come esempio nel testo lirico alla condizione dei soldati che vivono la difficile vita di trincea nel corso della Prima Guerra mondiale.</div><div>Non Gridate più:affronta il tema del dolore personale dovuto alla perdita del figlio e quello del dolore collettivo, a seguito delle tragedie portate dalla guerra appena conclusa.</div><div>LA POETICA:</div><div>L’esperienza poetica di Ungaretti si può riassumere nel tentativo di portare sulle pagine esperienze, situazioni e momenti della vita di un uomo. Un uomo semplice e un cittadino che, persi i fondamenti della propria società, non si rispecchia più in schemi prefissati; ma elabora nuovi modi di comunicazione. Da questa visione del reale, il poeta diventa come l’unico che può, con la propria scrittura, diventare un “grido unanime”. Cioè rivelare le inquietudini dell’intero universo. Ma questa perdita di centralità si rivela sin da subito. I componimenti del poeta non rispecchiano più uno schema metrico, il verso può ridursi anche ad una singola parola, le immagini sono nascoste, la parola è carica di elementi profetici.</div><div><br></div><div>PARAFRASI</div><div>“Veglia”</div><div>Un’intera nottata</div><div>buttato vicino</div><div>a un compagno</div><div>massacrato</div><div>con la sua bocca&nbsp;</div><div>digrignata</div><div>volta al plenilunio</div><div>con la congestione</div><div>delle sue mani</div><div>penetrata</div><div>nel mio silenzio</div><div>ho scritto</div><div>lettere piene d’amore</div><div><br></div><div>Non sono mai stato</div><div>tanto</div><div>attaccato alla vita</div><div><br></div><div>Una nottata intera accasciato a fianco ad un compagno massacrato, guardando quella bocca serrata, a denti stretti, con i suoi occhi rivolti alla luna piena, guardando le sue mani gonfie che penetrano nel mio silenzio, ho scritto lettere piene d’amore. Non mi sono mai sentito tanto attaccato alla vita.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-14 07:45:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valeriarocco</author>
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         <pubDate>2022-03-14 07:45:46 UTC</pubDate>
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