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      <title>17 maggio storia e italiano by </title>
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         <author>tommaso_grillo01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Firenze aveva raggiunto il suo massimo splendore con Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico che aveva governato la città a partire dal 1469. Egli aveva saputo imporre il proprio potere personale, senza rovesciare le istituzioni repubblicane; inoltre era riuscito a bloccare i nemici esterni con un'abile politica di alleanze che gli permise di mantenere per più di un quarantennio l'equilibrio fra i vari Stati italiani, meritandosi così l'appellativo di "ago della bilancia". Alla sua morte nel 1492, gli succedette il figlio Pietro che demolì,però, tutto quanto aveva costruito il padre. Infatti, la sua politica codarda, in merito all'invasione di Carlo VIII, provocò la caduta dei Medici e la restaurazione della Repubblica che venne retta dal frate domenicano Girolamo Savonarola. Questa Repubblica non durò però molto tempo perchè il frate fu osteggiato sia dal potere signorile che dalla Chiesa verso la quale si dimostrò molto critico. Così Savonarola, abbandonato anche da quel popolo in cui aveva riposto tutte le sue speranze , fu condannato al rogo come eretico e morì nel 1498. Dopo la morte di Savonarola, la Repubblica fiorentina subì dei profondi mutamenti: si instaurò un regime più moderato basato sull'accordo tra borghesia e aristocrazia minore da una parte ed aristocrazia maggiore dall'altra. Inoltre il potere del Consiglio Grande, istituito da Savonarola, fu ridotto con l'istituzione della carica di gonfaloniere a vita. L'incarico toccò a Pier Soderini che ebbe tra i suoi collaboratori più importanti proprio Niccolò Machiavelli. Soderini si trovò a fronteggiare sia conflitti interni che conflitti esterni come ad es la riconquista di Pisa ed il conflitto con Cesare Borgia che minacciò i confini orientali della Repubblica fiorentina. Tuttavia Soderini, privo di spiccate capacità politiche, diminuì il prestigio internazionale della città. Questa diminuzione fu patita anche da tutta l'Italia che divenne terreno di scontro tra Francia e Spagna per il suo controllo, mentre Papa Giulio II della Rovere, eletto nel 1503, alla testa delle sue truppe si preoccupava di conquistare altri territori alla Chiesa. Nel frattempo, il cardinale Giovanni, figlio del Magnifico, riuscì ad entrare nelle grazie del nuovo Papa e a convincerlo che era suo interesse riportare i Medici a Firenze. Nel 1512 le truppe spagnole della Lega Santa, costituita per iniziativa di Giulio II, marciarono sulla città. Il governo, presieduto da Soderini e su consiglio di Machiavelli, decise di resistere organizzando una milizia cittadina, ma nell'agosto del 1512, dopo aver messo a ferro e fuoco Prato, gli spagnoli costrinsero alla fuga Soderini ed aprirono la strada ai Medici che ritornarono a Firenze dopo un esilio durato 18 anni. Lo scontro tra la Francia di Francesco I e la Spagna di Carlo V continuò finchè quest'ultimo riportò una vittoria decisiva sui francesi a Pavia, dove fu fatto prigioniero lo stesso Francesco I. Il re francese, per tornare in libertà, dovette accettare un trattato di pace con cui rinunciava ad ogni diritto su Milano e sul regno di Napoli. Francesco I non rispettò però i patti e strinse un'alleanza, la famosa di Lega di Cognac, con gli Stati italiani ed il Papa Clemente VII, al secolo Giulio de' Medici, contro Carlo V. Questo provocò la reazione di Carlo V che , indignato con Clemente VII per l'appoggio dato a Francesco I, fece scendere in Italia i Lanzichenecchi, i quali calarono su Roma, mettendola al sacco. La sconfitta del Papa mediceo provocò la cacciata dei Medici da Firenze e la restaurazione di una Repubblica di tipo democratico. Preoccupato per le sorti di Firenze e della sua famiglia, Clemente VII chiese la pace a Carlo V e lo incoronò imperatore. Questa pacificazione tra Papa e Imperatore comportò la fine della restaurata Repubblica ed il ritorno dei Medici a Firenze che , dopo essere stata posta sotto assedio per dieci lunghi mesi, dovette piegarsi alle milizie spagnole. Con il ritorno dei Medici nel 1532 cessava definitivamente di esistere a Firenze il regime repubblicano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 16:10:10 UTC</pubDate>
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         <author>tommaso_grillo01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Niccolò Machiavelli nacque a Firenze il 3 maggio del 1469; tutta la sua vita si incrociò con la storia e&nbsp; la politica della sua città natale. la sua attività politica incominciò nel 1498, dopo la morte di Savonarola, quando venne nominato Segretario della II Cancelleria della&nbsp; Repubblica Fiorentina, allora retta dal gonfaloniere Pier Soderini. Per le sue qualità di ingegno, Machiavelli venne mandato dallo stesso Soderini fuori Firenze per svolgere missioni diplomatiche. Frutto di queste missioni diplomatiche furono varie relazioni nelle quali elaborò analisi politiche approfondite, insieme ad alcuni consigli che rivolse al governo di Firenze. In modo particolare il suo scopo era quello di dotare Firenze di un esercito proprio che sostituisse i mercenari. Egli era infatti convinto che, per salvare Firenze e l'Italia intera dalla situazione drammatica in cui versavano, fosse necessaria una politica risoluta in cui occorrevano prudenza ed armi. Dalle missioni diplomatiche , Machiavelli trasse anche spunto per scrivere le proprie opere storiche e politiche tra cui&nbsp; possiamo ricordare il "Ritratto delle cose di Francia" e il "Ritratto delle cose della Magna". Tuttavia nell'agosto del 1512 le truppe spagnole della Lega Santa entrarono in Toscana ed annientarono l'esercito fiorentino, devastando Prato. A causa di ciò Soderini fu costretto a fuggire, la Repubblica finì ed i Medici ripresero il potere. Questo provocò l'allontanamento di Machiavelli dalla vita politica fiorentina, il suo arresto e la sua condanna ad un anno di confino non solo per la lealtà dimostrata a Soderini, ma anche perchè fu accusato di aver partecipato alla congiura antimedicea di Boscoli. Fu proprio durante l'esilio che Machiavelli compose le sue opere maggiori tra cui dobbiamo ricordare "Il Principe", i "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio", la "Mandragola" e Belfagor Arcidiavolo. Dal 1516 Machiavelli cominciò a ritornare a Firenze per lunghi periodi dove si avvicinò ad un gruppo di giovani letterati di ispirazione repubblicana che si riunivano negli Orti Oricellari Nel frattempo si riavvicinò ai Medici che lo assunsero come storico ufficiale della città affidandogli l'incarico di scrivere le "Istorie Fiorentine". Sempre dello stesso periodo furono i sette libri "Dell'arte della guerra" in cui parla di politica e dei problemi della milizia. Sotto la minaccia di Carlo V, Machiavelli tentò di organizzare un piano di difesa della città facendosi aiutare dalle truppe di Giovanni dalle Bande Nere, ma il sacco di Roma&nbsp;del 1527 fece precipitare la situazione: i Medici furono cacciati e fu restaurata la Repubblica. Machiavelli tentò invano di mettersi al Servizio della Repubblica, ma venne escluso da qualsiasi incarico proprio per la sua vicinanza ai Medici. Morì il 21 giugno del 1527, prima di poter rivedere il ritorno dei Medici a Firenze.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 18:52:37 UTC</pubDate>
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         <author>tommaso_grillo01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1516 divenne re di Spagna Carlo D'Asburgo, nato da Giovanna la Pazza, figlia dei sovrani spagnoli Fedinando ed Isabella , e da Filippo, figlio dell'imperatore Massimiliano I. Carlo ereditava dai nonni un regno straordinariamente vasto: la Spagna con i territori d'oltreoceano, i possedimenti di Napoli, Sicilia e Sardegna, i territori asburgici d'Austria e Boemia, le Fiandre e i Paesi Bassi. Inoltre, in quanto nipote di Massimiliano I, era il primo pretendente alla corona imperiale. Grazie all'ingente quantità di denaro prestato dai banchieri Fugger e prontamente distribuito ai grandi elettori, Carlo si impose sull'altro candidato, Francesco I di Francia, e nel 1519 venne eletto imperatore con il nome di Carlo V. Egli desiderava dare vita ad un grande impero universale, guidato da un unico sovrano ed unito sotto la fede cattolica. Il suo progetto incontrò però numerosi ostacoli; il suo impero era formato, infatti, da un insieme di regni geograficamente e culturalmente eterogenei, ma l'ostacolo maggiore fu rappresentato dalla Riforma protestante che aveva causato una frattura interna nei territori tedeschi. Per imporre la supremazia spagnola, Carlo V dovette fin dall'inizio confrontarsi con Francesco I in uno scontro che durò più di vent'anni e che coinvolse inizialmente la Penisola italiana di cui entrambi volevano avere il controllo.. Nel 1525, mentre assediavano Pavia, i Francesi furono sconfitti: Francesco I, caduto prigioniero, fu portato in Spagna e costretto a concedere a Carlo V il possesso di Milano e delle Borgogna. Appena liberato il tenace sovrano francese riprese le ostilità, dopo essersi alleato con Venezia, Firenze e Milano e con il Papa Clemente VII. Il comportamento del Papa scatenò la feroce reazione di Carlo V che fece scendere in Italia i Lanzichenecchi , i quali misero Roma al sacco. Al Papa non restò altro da fare che chiedere la pace ed incoronare Carlo V imperatore. Dal canto suo Carlo V si affrettò a mantenere la promessa fatta a Clemente VII di riportare i Medici a Firenze, dopo che i fiorentini li avevano nuovamente scacciati nel 1527 alla notizia del sacco di Roma ed avevano restaurato nella città un governo repubblicano. Carlo V assediò pertanto Firenze e sconfisse la forza repubblicana dopo 10 mesi restaurando il potere dei Medici. Alla morte di Francesco I, sul trono di Francia salì il figlio Enrico II che proseguì la guerra contro la Spagna. Nel 1556, Carlo V decise di abdicare e divise i suoi Stati assegnandone una parte al figlio Filippo II e l'altra al fratello Ferdinando</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-27 20:00:40 UTC</pubDate>
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         <author>tommaso_grillo01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carlo V è stato sicuramente uno dei più grandi sovrani della storia moderna. Egli nacque a Gand, nelle Fiandre, nel 1500, discendendo da uno dei casati più illustri della nobiltà europea: era , infatti, figlio dell'arciduca d'Austria Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza e nipote di Massimiliano, imperatore del Sacro Romano Impero, e del re di Spagna Ferdinando il Cattolico. Della sua educazione si prese cura la zia Margherita d'Asburgo che lo affidò agli umanisti spagnoli Juan de Vera e Luis Vaca e al decano di Utrecht, Alessandro, che diventerà poi papa Adriano VI; furono proprio loro ad instillare nel giovane Carlo l'idea di una monarchia universale. Nel 1506 ereditò dal padre i Paesi Bassi, il Lussemburgo, l'Artois e la Franca Contea e nel 1516, dopo la morte di Ferdinando il Cattolico, diventò re di Spagna, entrando così in possesso del regno di Spagna che comprendeva oltre ai domini italiani anche le colonie americane. In Spagna non riuscì però a conquistare le simpatie dei suoi sudditi che attraverso le adunanze delle Cortes si opposero con ogni mezzo al governo di Carlo. Nel 1519 morì il nonno Massimiliano e Carlo lasciò temporaneamente la Spagna perchè voleva candidarsi alla corona imperiale; lasciò allora la Castiglia in mano ad Adriano di Utrecht e durante la sua assenza scoppiò la rivolta dei comuneros che però fallì ben presto a causa del mancato appoggio della nobiltà e del clero. Nel 1522 tornò nuovamente in Spagna dove riuscì a ristabilire l'ordine dimostrandosi clemente nei confronti dei ribelli. Alla corona imperiale aspirava, però, anche il sovrano francese Francesco I, ma Carlo, grazie all'ingente somma di denaro prestatagli dai banchieri Fugger, riuscì a comprare i grandi elettori e a farsi incoronare imperatore con il nome di Carlo V.  Carlo V si trovò quindi a governare un impero immenso su cui , come diceva lui, "non tramontava mai il sole". Il suo sogno era quello di dare vita ad un grande impero universale, guidato da un unico sovrano ed unito sotto la fede cattolica, ma il suo grandioso progetto trovò non pochi ostacoli. Il suo impero era, infatti , formato da un insieme di regni che erano molto diversi tra loro per storia, lingua , leggi e costumi; inoltre gran parte della Germania era diventata protestante anche grazie all'appoggio dei principi tedeschi che rivendicavano la propria autonomia  dall'impero. Per imporre la supremazia spagnola Carlo V dovette poi affrontare una lunga guerra contro Francesco I e che coinvolse il Ducato di Milano, la Savoia e le terre del Reno. Nel 1521 Carlo V occupò Milano e nel 1525 sconfisse i francesi presso Pavia. Nonostante la sconfitta Francesco I non esitò ad allearsi con la maggior parte degli Stati italiani e con il papa Clemente VII contro Carlo V, ma la reazione di quest'ultimo non si fece attendere perchè egli fece mettere al sacco Roma dai Lanzichenecchi. Il papa fu allora costretto a chiedere la pace e ad incoronare Carlo V re d'Italia che in contraccambio aiutò i Medici a ritornare a Firenze. La guerra contro la Francia non fu però la sola che Carlo V dovette affrontare; vi erano altri due fronti caldi : il conflitto con i protestanti e quello contro i Turchi Ottomani. Nel primo caso egli decise di non assumere un atteggiamento troppo energico permettendo ai luterani il libero esercizio della propria confessione, rimandando ogni decisione al Concilio di Trento. Tuttavia dopo la diserzione dei protestanti a tale concilio, egli si trovò costretto a riprendere le armi contro i principi tedeschi, ma nonostante la vittoria, di fronte alle proteste dei luterani e alla minaccia di una nuova guerra in Germania, rinunciò alla pretesa di  togliere ai protestanti quanto gli aveva concesso. Anche contro i Turchi che minacciavano le coste spagnole e quelle dell'italia meridionale, non ci fu un vero vincitore. Dopo l'iniziale vittoria di Carlo V che conquistò Tunisi, le flotte cristiane furono sconfitte. Inoltre Francesco I aveva firmato un trattato con il sultano turco e si era accordato con i principi luterani per cui Carlo V si vedeva costretto a combattere contemporaneamente su due fronti. Anche questa volta nessuno ebbe la meglio ed il conflitto si concluse con la pace di Crepy. Il suo sogno di creare un impero universale era ormai tramontato e Carlo V, logorato e stanco , decise di abdicare dividendo l'Impero in due parti, una affidata al figlio e l'altra al fratello, consapevole del fatto che un così vasto regno non poteva essere governato da un uomo solo. Si ritirò nel convento di Yuste dove morì</div>]]></description>
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