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      <title>Oltre il canone 3 A CAT by Elena Tamborrino</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-10-25 08:53:05 UTC</pubDate>
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         <title>Esser DONNA in diverse epoche</title>
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         <description><![CDATA[<p>"Io non sono Alda Merini, la poesia e l'elettroshock"</p><p>Nayt, con "18 donne", celebra figure femminili che hanno affrontato lotte personali e sociali, rendendosi simbolo di forza e autenticità. Il rimando ad Alda Merini si intreccia con il concetto di donne che, come la Compiuta Donzella, hanno osato esprimersi in contesti storici difficili.</p><p><br/></p><p>Alda Merini e la Compiuta Donzella sono due figure che, attraverso la poesia, hanno dato voce alla propria interiorità e alla loro posizione in un mondo spesso oppressivo verso le donne.</p><p>La Compiuta Donzella, vissuta nel XIII secolo, è considerata una delle prime poetesse della letteratura italiana. Nei suoi sonetti, affronta il dolore del matrimonio forzato,<strong> denunciando l’imposizione sociale che le negava libertà</strong>.</p><p>Alda Merini, nel Novecento, ha spesso trattato la sofferenza interiore e il<strong> peso delle convenzioni sociali</strong>, parlando anche dell’esperienza dell’elettroshock, simbolo di una <strong>società che patologizza</strong> e reprime la diversità o<strong> la ribellione femminile</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-27 14:07:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<p>"la franca gente tutta s'inamora,</p><p>e di servir ciascun tragges'inanti </p><p>ed ogni damigella in gioia dimora; </p><p>e me, n'abondan marrimenti e pianti"</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-28 10:01:49 UTC</pubDate>
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         <title>A la stagion che ‘l mondo foglia e fiora</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong><em>A la stagion che 'l mondo foglia e fiora</em></strong>, qui la poetessa lamenta l'infelicità della propria condizione: all'immagine di gioia di tutte le damigelle, nei cui cuori la primavera esultante fa fiorire l'amor cortese, la poetessa contrappone lo smarrimento per il proprio infausto destino di promessa sposa contro la sua volontà; <strong><em>Lasciar vorria lo mondo e Dio servire</em></strong>, dove emerge il contrasto fra il suo proposito di diventare monaca e quello del padre deciso ad obbligarla a contrarre matrimonio; <strong><em>Ornato di gran pregio e di valenza</em></strong>, è una tenzone con un poeta anonimo che alcuni critici identificano con Chiaro Davanzati.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-03 21:20:48 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara di Assisi. Elogio della disobbedienza</title>
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         <description><![CDATA[<p>È la storia di un incontro, tra una grande scrittrice che ha fatto della parola il proprio strumento per raccontare la realtà e una donna intelligente e volitiva a cui la parola è stata negata. Non potrebbero essere più diverse, Dacia Maraini e Chiara di Assisi, la santa che nella grande Storia scritta dagli uomini ha sempre vissuto all'ombra di Francesco. Eppure sono indissolubilmente legate dal bisogno di esprimere sempre la propria voce. Chiara ha dodici anni appena quando vede "il matto" di Assisi spogliarsi davanti al vescovo e alla città. È bella, nobile e destinata a un ottimo matrimonio, ma quel giorno la sua vita si accende del fuoco della chiamata: seguirà lo scandaloso trentenne e si ritirerà dal mondo per abbracciare, nella solitudine di un'esistenza quasi carceraria, la povertà e la libertà di non possedere. Sta tutta qui la disobbedienza di Chiara, in questo strappo creativo alle convenzioni di un'epoca declinata al maschile. Perché, ieri come oggi, avere coraggio significa per una donna pensare e scegliere con la propria testa, anche attraverso un silenzio nutrito di idee. In questo racconto, che a volte si fa scontro appassionato, segnato da sogni e continue domande, Dacia Maraini traccia per noi il ritratto vivido di una Chiara che prima è donna, poi santa dal corpo tormentato ma felice.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-04 09:58:40 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara d&#39;Assisi: BIOGRAFIA</title>
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         <description><![CDATA[<p>Nata ad Assisi da una famiglia nobile e protagonista degli scontri tra fazioni, Chiara assistette con grande ammirazione all'esperienza di <strong>rinnovamento spirituale e missionario </strong>promossa dal concittadino Francesco.</p><p>I dati sulla sua vita prima e dopo l'avvicinamento al frate sono purtroppo velati sia dall'aura leggendaria che presto circondò entrambi sia dalla volontà dei papi di presentare la donna come <strong>modello di castità claustrale</strong>.</p><p>Le testimonianze più genuine delle parenti e amiche di Chiara ci consegnano invece una figura intenta a praticare, come Francesco, la <strong>povertà radicale</strong> ma anche <strong>l'evangelizzazione</strong>, tanto che la donna ebbe il desiderio di recarsi a questo fine in Marocco.</p><p>La storia della sua vita religiosa ci tramanda, dal 1212, prima il soggiorno in due monasteri benedettini umbri, da cui i parenti tentarono di strapparla con la forza, quindi il passaggio nella chiesa-ospizio di San Damiano, restaurata da Francesco. Chiara dovette lottare a lungo con la gerarchia ecclesiastica per garantire almeno ad Assisi una regola di vita rigorosa, che escludesse la possibilità di acquisire beni mobili e immobili (il cosiddetto <strong><em>Privilegio della povertà</em></strong>, concesso dal papa). Inferma ma non inoperosa, Chiara passò a <strong>San Damiano</strong> gli anni successivi al 1223.</p><p>Il movimento da lei promosso crebbe in tutta Europa; tuttavia, solo pochi giorni prima della sua morte, nel 1253, il papa approvò la Regola o, come la chiamava Chiara, la <strong>Forma di vita del futuro Ordine delle clarisse</strong>. Chiara fu autrice anche di molte <strong>lettere</strong> (se ne conservano quattro) in latino; le sono attribuiti, ad Assisi, vari <strong>miracoli</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-06 17:58:53 UTC</pubDate>
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         <title>Compiuta Donzella: UNA PRIMAVERA TRISTE</title>
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         <description><![CDATA[<p>L'esperienza di Compiuta Donzella, ovvero l'imposizione di un <strong>marito scelto dal padre</strong>, era molto comune all'epoca; le madri non avevano voce in capitolo e, se l'avevano, era per sostenere le scelte maschili. Beatrice, Laura, la moglie di Dante ebbero tutte in sorte un marito imposto da altri e solo in<strong> letteratura</strong> alcune di loro avrebbero trovato <strong>uomini pronti a idealizzarle</strong>. Compiuta ha avuto la possibilità di mettere in versi il <strong>mancato consenso</strong> rispetto a una scelta subita come un torto. Il suo <strong>rifiuto </strong>era destinato a rientrare di fronte alle <strong>insistenze paterne</strong> e la donna avrebbe sposato un uomo forse mai incontrato, perpetuando sulla propria persona quel <strong>ciclo di infelicità</strong> che toccò a molte prima e dopo di lei. Quasi a trasmettere il senso di <strong>claustrofobia </strong>verso le regole della <strong>mentalità patriarcale</strong>, il &nbsp;componimento <strong>si chiude ad anello</strong>, riprendendo con <em>variatio </em>e chiasmo al verso 14 le parole del verso 1: «foglia e fiora» (verbi) / «fior né foglia» (nomi). </p><p>È la testimonianza di una donna che non avrebbe più saputo distinguere tra primavera e inverno, l'unica stagione, quest'ultima, a lei familiare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-06 18:09:13 UTC</pubDate>
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         <title>Nina Siciliana e il Poeta Anonimo: TENZONE. Botta e risposta &quot;Mi hai lasciato per un&#39;altra...&quot;;   &quot;No, non è vero!&quot;</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>La servitù d'amore per lei</strong></p><p><br></p><p>Il sonetto è attraversato tutto da una <strong>metafora</strong>:</p><p>Nina immagina l'<strong>amato come uno sparviero</strong> che, ben nutrito dalla sua <strong>allevatrice</strong>, la abbandona per un'altra (v. 8). A nulla sono valse le cure di lei, che lo ha dotato persino di un «sonaglio d'oro» (v. 10); l'uomo ha «rotti li geti» (v. 13), cioè<strong> </strong>i <strong>lacci dell'amore</strong> (che arricchiscono la metafora continuata dello sparviero), tradendo così la sua innamorata. Il motivo della <strong>servitù d'amore</strong>, di derivazione <strong>provenzale</strong>, è qui rivisitato quasi con <strong>sensibilità sociologica</strong>, visto che la caccia con il falcone era tra le attività più apprezzate dagli uomini europei del tempo. Lo stesso Federico II, il sovrano poeta della Sicilia duecentesca, scrisse in latino un trattato sulla falconeria.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-06 18:40:00 UTC</pubDate>
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         <title>Nina Siciliana e il Poeta Anonimo: tenzone. Botta e risposta &quot;Mi hai lasciato per un&#39;altra...&quot;; &quot;No, non è vero!&quot;</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/elenatamborrino/eq7ebo7h0g88bhbh/wish/3250114442</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>La servitù d'amore per lui</strong></p><p><br></p><p>Quello di cui Nina si è lamentata è smentito nel sonetto di risposta. </p><p>Il presunto traditore, servendosi delle <strong>stesse rime</strong>, le ribatte che non deve dirsi &lt;«tapin» (v.3), perché lui non ha rinunciato alla &lt;gaia segnoria» (v. 8) dell'amore. Per continuare con la metafora dello sparviero, l'innamorato - è vero - è volato in cielo, ma solo perché mosso dal pensiero del <strong>sentimento ricambiato</strong> da lei. Non bisogna dunque prestar fede alle <strong>maldicenze</strong> che, in Provenza come in Italia, turbano la felicità degli amanti. Nina è la sua unica regina e lui un suo <strong>devoto «fedele»</strong> (v. 11). All'altezza del volo dello sparviero si contrappone dunque il suo <strong>atteggiamento umile</strong> («gechito», v. 11) verso di lei.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-06 18:47:41 UTC</pubDate>
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         <title>Prima lettera ad Agnese di Praga </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><em>Alla venerabile e santissima vergine, Donna Agnese, figlia dell’esimio e illustrissimo re di Boemia, Chiara, indegna serva di Gesù Cristo ed ancella inutile delle donne recluse del monastero di San Damiano, sua suddita in tutto e serva, si raccomanda in ogni modo con particolare rispetto, mentre augura di conseguire la gloria della eterna felicità.</em></p><p><em> All’udire la stupenda fama della vostra santa vita religiosa, che non a me soltanto è giunta, ma si è sparsa magnificamente su tutta quasi la faccia della terra, sono ripiena di gaudio nel Signore e gioisco; e di questo possono rallegrarsi non soltanto io, ma tutti coloro che servono o desiderano<br>servire Gesù Cristo.</em></p><p><em> Il motivo è questo mentre potevate più di ogni atra godere delle fastosità, degli onori e delle dignità mondane, ed anche accedere con una gloria meravigliosa a legittimi sponsali con l’illustre imperatore, – unione che, del resto, sarebbe stata conveniente alla vostra e sua eccelsa condizione -, tutte queste cose voi avete invece respinte, e avete preferito con tutta l’anima e con tutto il trasporto del cuore abbracciare la santissima povertà e le privazioni del corpo, per donarvi ad uno sposo di ancor più nobile origine, al Signore Gesù Cristo, il quale custodirà sempre immacolata e intatta la vostra verginità.</em></p><p><em>Il suo amore vi farà casta, le sue carezze più pura, il possesso di lui vi confermerà vergine. Poiché la sua potenza è più forte d’ogni altra, più larga è la sua generosità; la sua bellezza è più seducente, il suo amore più dolce ed ogni suo favore più fine. Ormai stretta nell’amplesso di lui, egli ha ornato il vostro petto di pietre preziose; alle vostre orecchie ha fissato inestimabili perle; e tutta vi ha rivestita di nuove e scintillanti gemme, come a primavera, e vi ha incoronata di un diadema d’oro, inciso col simbolo della santità. Perciò, sorella carissima, o meglio signora degna di ogni venerazione, poiché siete sposa,<br>madre e sorella del Signor mio Gesù Cristo, insignita dello smagliante stendardo della inviolabile verginità e della santissima povertà, riempitevi di coraggio nel santo servizio che avete iniziato per l’ardente desiderio del Crocifisso povero. Lui per tutti noi sostenne il supplizio della croce,<br>strappandoci dal potere del principe delle tenebre, che ci tratteneva avvinti con catene in conseguenza del peccato del primo uomo, e riconciliandoci con Dio Padre.</em></p><p><em> O povertà beata! A chi t’ama e t’abbraccia procuri ricchezze eterne. O povertà santa! A quanti ti possiedono e desiderano, Dio promette il regno dei cieli, ed offre in modo infallibile eterna gloria e vita beata. O povertà pia! Te il Signore Gesù Cristo, in cui potere erano e sono il cielo e la terra,<br>giacché bastò un cenno della sua parola e tutte le cose furono create, si degnò abbracciare a preferenza di ogni altra cosa. Disse egli, infatti: Le volpi hanno le loro tane, gli uccelli del cielo i nidi, ma il<br>figlio dell’uomo, cioè Cristo, non ha dove posare il capo; e quando lo reclinò sul suo petto, fu per rendere l’ultimo respiro.</em></p><p><em>Se, dunque, tale e così grande Signore, scendendo nel seno della Vergine, volle apparire nel mondo come uomo spregevole, bisognoso e povero, affinché gli uomini – che erano poverissimi e<br>indigenti, affamati per l’eccessiva penuria del nutrimento celeste, – divenissero in Lui ricchi col possesso dei reami celesti; esultate e godete molto, ripiena di enorme gaudio e di spirituale letizia.</em></p><p><em>Invero voi, che avete preferito il disprezzo del mondo agli onori, la povertà alle ricchezze temporali, e avete affidato i vostri tesori, piuttosto che alla terra, al cielo, ove non li corrode ruggine, non li consuma il tarlo, non li scoprono né rubano i ladri, voi riceverete abbondantissima ricompensa nei cieli, e avete meritato degnamente di essere chiamata sorella, sposa e madre del figlio dell’Altissimo Padre e della gloriosa Vergine.</em></p><p><em>Certamente voi sapete, – ne sono sicurissima – che il regno dei cieli il Signore lo promette e dona solo ai poveri, perché quando si amano le cose temporali, si perde il frutto della carità; e che non è possibile servire a Dio e a mammona, perché o si ama l’uno e si ha in odio l’altro, o si serve il secondo e si disprezza il primo. E l’uomo coperto di vestiti non può pretendere di lottare con uno ignudo, perché è più presto gettato a terra chi offre una presa all’avversario; e neppure è possibile ambire la gloria in questo mondo e regnare poi lassù con Cristo; ed è più facile che un cammello passi per una cruna di un ago, che un ricco salga ai reami celesti. Perciò voi avete gettato le vesti superflue, cioè le ricchezze terrene, a fine di non soccombere neppure in un punto nella lotta e di poter entrare nel regno dei cieli per la via stretta e la porta angusta.</em></p><p><em>È magnifico davvero e degno di ogni lode questo scambio: rifiutare i beni della terra per avere quelli del cielo, meritarsi i celesti invece dei terreni, ricevere il cento per uno e possedere la vita beata per l’eternità.</em></p><p><em> Per questo ho ritenuto opportuno supplicare con umili preghiere, nell’amore di Cristo, la vostra maestà e la vostra santità, per quanto io posso, a voler perseverare con coraggio nel suo santo servizio, progredendo di bene in meglio, di virtù in virtù, affinché Colui, al quale servite con tutto l’amore, si degni concedervi il desiderato premio.</em></p><p><em>Vi scongiuro ancora nel Signore, come posso, di tener presenti nelle santissime vostre preghiere me, vostra serva, sebbene inutile, e con me tutte le altre sorelle di questo monastero, che<br>tanto vi venerano, affinché, col soccorso di esse, possiamo meritarci la misericordia di Gesù Cristo e insieme con voi gioire dell’eterna visione. State bene nel Signore, e pregate per me.</em></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 11:18:50 UTC</pubDate>
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         <title>Maledetta primavera </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Compiuta Donzella nel sonetto "A la stagion che 'l mondo foglia e fiora" protesta la propria situazione dove, nel cuore di tutte le sue damigelle, la primavera  e l'amor cortese risuonavano, ma il proprio, al contrario, non lo era, perché promessa sposa contro la sua volontà. </p><p>Nella prima parte del sonetto, la poetessa, presenta la primavera come la stagione dell'amore, viceversa nelle ultime due strofe dove ella non può e non riesce a lasciar andare i propri sentimenti a causa del matrimonio, voluto dal padre, assieme ad un'uomo che lei non ama. </p><p>Il brano " Maledetta primavera", interpretato da Loretta Goggi, del 1981, racconta non dell'ostilità verso la stagione, come si può pensare, bensì di una relazione che ferisce la protagonista come il tormento che prova la poetessa a causa del matrimonio combinato.  Anche se con storie diverse, le due, soffrono a causa dell'amore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 11:21:50 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara D&#39;Assisi: SCRITTRICE DELLA REGOLA DI VITA RELIGIOSA FEMMINILE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La regola si distingue dalla tradizione monastica nella <strong>struttura</strong>, nel <strong>contenuto</strong> e nello <strong>stile di vita</strong> delle monache. La condizione è distribuire i propri beni ai poveri.&nbsp;Chiara ha fondato <em>l’Ordine delle Clarisse</em>, detto anche <em>Secondo Ordine di San Francesco.</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 11:39:39 UTC</pubDate>
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         <title>La piccola voce apparentemente insignificante di Compiuta Donzella </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Compiuta donzella</strong> è una donna obbligata dal padre a sposarsi, ma i celebri versi della Compiuta Donzella di Firenze portano alla luce alcune dinamiche del mondo femminile di quel tempo, in un contesto socialmente e  culturalmente dominato da uomini. </p><p>Si ipotizza che Compiuta Donzella avrebbe avuto modo di conoscere l'esistenza della <strong>clausola matrimoniale</strong>, che riconosceva l'importanza del consenso reciproco da parte dei coniugi come una condizione essenziale per le nozze.</p><p>Tra circa mille componimenti della lirica italiana, solo tre di questi sono stati attribuiti ad una donna, denominata  Compiuta Donzella di Firenze. Rappresenterebbe la prima donna nella storia della letteratura italiana, e l'unica voce femminile presente nel mano scritto. Purtroppo non si hanno abbastanza informazioni legate alle sue vicende biografiche, e questa cosa ha impedito agli studiosi di confermarne l'esistenza storica, dato che per i poeti duecentisti  era di consuetudine dilettarsi nell'interpretazione di voci femminili.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 13:52:48 UTC</pubDate>
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         <title>Chi era Nina Siciliana </title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Nina Siciliana</strong>  è stata una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poeta"><strong>poetessa italiana </strong></a><strong> </strong>del XIII secolo, considerata la prima donna a poetare in volgare<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nina_Siciliana#cite_note-1"><sup>. </sup></a> Non si hanno notizie certe sul nome, fu chiamata indifferentemente anche <strong>Nina da Messina</strong>, <strong>Monna Nina</strong>, <strong>Nina del Dante</strong>. Né ve ne sono sulla provenienza: secondo alcuni autori è vissuta a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messina">Messina</a>, secondo altri a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 14:01:07 UTC</pubDate>
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         <title>Via Nina Siciliana a Palermo</title>
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         <description><![CDATA[<p>La via Nina Siciliana si trova a Palermo e va da via Perpignano a via degli Emiri.</p><p>È dedicata alla poetessa siciliana, vissuta nel XIII secolo, la cui esistenza è messa ancora in dubbio da alcuni studiosi. Sono pochissime le notizie che si hanno di lei, tra cui la più importante è una corrispondenza epistolare col rimatore fiorentino Dante da Majano, con cui intratteneva rapporti sentimentali.</p><p>Le era stato dedicato un piccolo monumento nella chiesa di S. Domenico, ma nel 1930 questo fu sostituito da una stele con urna dei generale Eugenio Di Maria.</p><p>Tale monumento, su cui spiccavano due colombe, vi erano scritti tali versi ad opera dell’erudito Agostino Gallo:</p><p>“A Nina</p><p>ornamento del siculo Pernaso</p><p>cara alle Grazie a poetar fu prima</p><p>fra il vago sesso nel volgare in rima</p><p>astro d’amor brillò nel ciel sicano</p><p>per fama accese Dante da Majano.</p><p>Fiorì nel secolo di Federico lo Svevo verso il MCCLXXX”.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 14:01:09 UTC</pubDate>
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         <title>Dante da Maiano</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il toscano Dante da Majano si innamorò perdutamente di Nina Siciliana, semplicemente leggendo i suoi versi.</p><p><br></p><p>Nina rispose al di lei invaghito <strong>Dante da Maiano</strong> con un sonetto, "Qual sete voi, sì cara preferenza", intrattenendo, così, uno scambio epistolare poetico. </p><p>A causa di questa relazione amorosa platonica, Nina è ricordata anche come "La Nina del Dante".<br>Lo scambio di sonetti tra i due, è giunto a noi grazie alla raccolta "Sonetti e canzoni di diversi antichi autori toscani", edita nel 1527 a Firenze da Giunti e, per ciò, detta comunemente "Giuntina di Rime Antiche".</p><p><br></p><p>C’è da dire che il poeta e critico letterario Adolfo Borgognoni, teorizzò l’inesistenza di <strong>Dante da Maiano,</strong> ma fu poi smentito nel 1907 da Santorre Debenedetti, che ritrovò in un manoscritto quattrocentesco due suoi componimenti in occitano.<br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 16:39:53 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara D&#39;Assisi e la lettera alle sorelle : del modo di lavorare </title>
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         <description><![CDATA[<p>Le sorelle alle quali il Signore ha dato la grazia di lavorare, lavorino, dopo l’ora di terza, applicandosi a lavori decorosi e di comune utilità, con fedeltà e devozione, in modo tale che, bandito l’ozio, nemico dell’anima, non estinguano lo spirito della santa orazione e devozione, al quale tutte le altre cose temporali devono servire.</p><p>E l’abbadessa o la sua vicaria sia tenuta ad assegnare in capitolo, davanti a tutte, il lavoro che ciascuna dovrà svolgere con le proprie mani. </p><p>Ci si comporti allo stesso modo quando qualche persona mandasse delle elemosine, affinché si preghi in comune per lei.</p><p>E tutte queste cose vengano distribuite dall’abbadessa o dalla sua vicaria col consiglio delle discrete a comune utilità.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 17:21:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[<p>La vicenda di Compiuta Donzella, raccontata nel sonetto "A la stagion che 'l mondo foglia e fiora", costretta dal padre a sposare un uomo che non amava, non è solo un triste ricordo del passato. Anche oggi assistiamo al fenomeno delle "Spose bambine", presente principalmente nei paesi dell'Asia meridionale, dove bambine o ragazze, minorenni, vengono date in sposa contro la loro volontà a uomini per la maggior parte delle volte di età adulta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 17:31:52 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara d&#39;Assisi. Il ramoscello forte di Francesco</title>
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         <description><![CDATA[<p>Non si può parlare di Chiara senza parlare di Francesco e viceversa. La loro esperienza spirituale è inscindibile e rappresenta un esempio luminoso di reciprocità e di amore. La tradizione agiografica del tempo però potrebbe suggerire un ritratto di Chiara subalterno a Francesco, in linea con la mentalità dell'epoca. In realtà Chiara ha scelto di vivere come Francesco non in nome della subalternità, ma come scelta di indipendenza, infrangendo così il modello culturale del suo tempo. Questo ritratto di Chiara d'Assisi ha lo stile accattivante del romanzo e, nello stesso tempo, si basa sulle Fonti Francescane e sulle testimonianze raccolte nel Processo di canonizzazione; si tratta quindi di una biografia, come già quella di Francesco dello stesso autore, scrupolosamente storica, a indicare l'impegno di R. Doni per una aderenza alle fonti e ai documenti autorevoli che permettono una ricostruzione fedele di Chiara.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 18:13:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Chiara d'Assisi (1194-1253) è stata una santa italiana, fondatrice dell'Ordine delle Clarisse, una ramo femminile dell'Ordine Francescano. Nata a Assisi, come Santa Chiara è nota per la sua estrema devozione a Dio e per il suo legame spirituale con San Francesco d'Assisi, che è stato anche il suo maestro e guida.</p><p>Chiara era una giovane nobile che, all'età di 18 anni, decise di abbandonare la sua vita di lusso e di dedicarsi completamente alla povertà e alla preghiera. In seguito alla sua decisione, fuggì di casa per seguire la chiamata di Dio, e San Francesco la accolse e le offrì un rifugio nel monastero di San Damiano, nei pressi di Assisi. Qui fondò l'Ordine delle Clarisse, una comunità religiosa di donne che seguivano la regola di povertà, castità e obbedienza, ispirandosi agli ideali di Francesco.</p><p>Chiara fu una donna di grande spiritualità e devozione, tanto che, anche dopo la fondazione dell'ordine, visse una vita di preghiera, povertà e servizio. Il suo carisma e la sua dedizione le valsero una reputazione di santità, e nel 1253, due anni dopo la sua morte, fu canonizzata da Papa Alessandro IV.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 20:19:02 UTC</pubDate>
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         <title>Chi era Compiuta Donzella.</title>
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         <description><![CDATA[<p>Compiuta Donzella, prima poetessa in lingua italiana, è un simbolo della presenza femminile nella letteratura medievale. Attiva nel XIII secolo, era una voce rara in un'epoca dominata dagli uomini, e i suoi sonetti rivelano il conflitto tra desideri personali e doveri imposti dalla società.</p><p>La sua poesia rappresenta un primo passo verso l’emancipazione femminile, esprimendo una consapevolezza delle limitazioni che la società patriarcale imponeva alle donne. La sua figura dimostra come, anche in un contesto rigido, le donne abbiano trovato spazi per affermare la propria identità e creatività, anticipando un lungo cammino verso la parità.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 20:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>Madre Teresa di Calcutta</title>
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         <description><![CDATA[<p>Madre Teresa di Calcutta (Gonxha Agnes Bojaxhiu), nacque proprio come Chiara d'Assisi<strong>, </strong>da una famiglia benestante, il 26 agosto 1910 a Skopje, nell’odierna Macedonia. </p><p>Fu all’età di dodici anni che sentì la prima vocazione religiosa, che la portò poi a lasciare la famiglia per entrare in qualità di postulante nell’Ordine della Beata Vergine Maria, meglio noto come le «Suore di Loreto». Si recò così in Irlanda, ove assunse il nome di <strong>Mary Teresa</strong>, <strong>in onore di santa Teresa di Lisieux</strong>. Il 10 dicembre 1928 si imbarcò per l’India e il 6 gennaio arrivò a Calcutta. </p><p>Durante la Seconda Guerra Mondiale, durante una serie di sanguinosi scontri tra hindu e musulmani e durante la divisione del vecchio dominio britannico nell’India, Madre Teresa <strong>venne a diretto contatto con la sofferenza umana nelle condizioni più estreme</strong>,<strong> </strong>e questo segnò la sua vita rafforzandone la fede. In questo periodo ebbe la sua seconda vocazione, che la indirizzò verso l’impegno concreto al servizio dei sofferenti. Numerose furono le sue opere fino al 5 settembre 1997, anno in cui morì a Calcutta all’età di 87 anni. </p><p>Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003 la proclamò <strong>beata</strong>; ed il 4 settembre del 2016, venne proclamata <strong>Santa</strong> da papa Francesco.</p><p>Donne come lei, Chiara d'Assisi e molte altre, hanno fatto la storia del mondo, obbedendo alla parola di Dio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-08 21:30:14 UTC</pubDate>
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