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      <title>Van Gogh by melanie</title>
      <link>https://padlet.com/melanie1999/Vangoghmelaniecardillo99_</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-16 20:43:29 UTC</pubDate>
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         <title>La vita </title>
         <author>melanie1999</author>
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         <description><![CDATA[<div>Van Gogh, nato nel 1853 in Olanda, era figlio di un pastore protestante.<br>Tenta la carriera religiosa, ma l'abbandona ben presto per dedicarsi al disegno. Apre uno studio nel paese dei genitori dove dipinge e da lezioni di pittura. E' di questo periodo l'opera ' <strong>I mangiatori di patate</strong>' (1885). L'anno dopo è a Parigi dove viene in contatto con gli <strong>impressionisti</strong> e conosce il suo caro amico Gauguin. Nel 1888, attratto dal sud della Francia, si reca ad Arles in Provenza. Qui vorrebbe creare una comunità di artisti che chiama “ <strong>Atelier del Sud</strong>”. <br>Van Gogh è affascinato dai colori e dalla natura provenzale: lo splendore del sole, la violenza dei gialli sono il fatto che più caratterizza questo suo periodo.L'amico Gauguin lo raggiunge ad Arles, ma la convivenza fra i due è impossibile per incompatibilità di carattere. Gauguin torna a Parigi e Van Gogh cade in una depressione da cui non si riprenderà mai più. Viene ricoverato nel manicomio di Saint Remy dove dipinge diverse tele tra cui Campo di grano con cipressi guardando dalle finestre gli ulivi e la campagna circostante. Anche se uscirà in breve tempo dal manicomio non si ristabilirà mai del tutto.<br>La sua ultima tela “C<strong>ampo di grano con corvi</strong>” viene dipinto nel 1890.E' una sera di Luglio di quello stesso anno che Van Gogh si suiciderà sparandosi un colpo di pistola al petto.La sua vita, breve e tragica è stata a lungo analizzata per cercare di capirne i tormenti e la genialità.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:47:08 UTC</pubDate>
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         <title>I mangiatori di patate</title>
         <author>melanie1999</author>
         <link>https://padlet.com/melanie1999/Vangoghmelaniecardillo99_/wish/252345574</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo quadro, dipinto nel 1885, rappresenta il punto di arrivo della prima fase pittorica di Van Gogh. È il periodo che coincide con la sua vocazione religiosa. Matura in questo periodo il suo amore per i poveri, i derelitti, le persone sfortunate.uesto suo legame affettivo con i poveri lo ritroviamo soprattutto in questo quadro, che egli dipinse a Nuenen, dopo altri burrascosi anni in cui egli viaggiò in Francia, in Belgio, e dopo la sua convivenza a L’Aja con Sien. Quando lasciò la donna decise di andare in campagna. Iniziò così ad interessarsi ai contadini. In difficoltà finanziarie, si recò a Nuenen dove il padre si era trasferito per i suoi impegni di pastore. Qui, Van Gogh, invece di andare a vivere con la famiglia, prese in affitto due stanze: in una abitava, nell’altra dipingeva.</div><div>A «I mangiatori di patate» lavorò molti mesi, eseguendone più versioni. In questo quadro sono già evidenti i caratteri stilistici che rendono immediatamente riconoscibile la sua pittura. Vi è soprattutto il tratto di pennello doppio che plasma le figure dando loro un aspetto di deformazione molle.</div><div>In questo quadro sono più evidenti le influenze della grande pittura fiamminga del Seicento. Sia per la scelta di rappresentare la scena in un interno, sia per la luce debole che illumina solo parzialmente la stanza e il gruppo di persone sedute intorno al tavolo.</div><div>Il soggetto del quadro è di immediata evidenza. In una povera casa, un gruppo di contadini sta consumando un misero pasto a base di patate. Sono cinque persone: una bambina di spalle, un uomo di profilo, di fronte una giovane donna e un altro uomo con una tazzina in mano, e una donna anziana che sta versando del caffè in alcune tazze. Hanno pose ed espressioni serie e composte. Esprimono una dignità che li riscatta dalla condizione di miseria in cui vivono.</div><div>Nel quadro predominano i colori scuri e brunastri. Tra di essi Van Gogh inserisce delle pennellate gialle e bianco-azzurrine, quali riflessi della poca luce che rende possibile la visione. Da notare l’alone biancastro che avvolge la figura della ragazzina di spalle e che crea un suggestivo effetto di controluce.</div><div>In questo quadro c’è una evidente partecipazione affettiva di Van Gogh alle condizioni di vita delle persone raffigurate. La serietà con cui stanno consumando il pasto dà una nota quasi religiosa alla scena. È un rito, che essi stanno svolgendo, che attinge ai più profondi valori umani. I valori del lavoro, della famiglia, delle cose semplici ma vere.</div><div>Non è un’opera di denuncia sociale (come potevano essere i quadri di Courbet), o di esaltazione della nobiltà del lavoro dei campi (come era nei quadri di Millet). Questo quadro di Van Gogh esprime solo la sua profonda solidarietà con i lavoratori dei campi che consumano i cibi che essi stessi hanno ottenuto dalla terra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:55:07 UTC</pubDate>
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         <title>I girasoli</title>
         <author>melanie1999</author>
         <link>https://padlet.com/melanie1999/Vangoghmelaniecardillo99_/wish/252346529</link>
         <description><![CDATA[<div>I <strong><em>Girasoli</em></strong> sono una serie di dipinti ad <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pittura_a_olio">olio</a> su <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pittura_su_tela">tela</a> realizzati tra il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1888">1888</a> e il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1889">1889</a> dal pittore <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vincent_van_Gogh">Vincent van Gogh</a>.&nbsp;<br><br>Tra i soggetti preferiti dal pittore, sono oggi tra le sue opere più riconoscibili e note presso il grande pubblico. Il dipinto mostra i girasoli in ciascuna fase della fioritura, dal bocciolo all'appassimento. Anche se alcuni hanno interpretato le forme contorte dei petali e degli steli come un segno di tormento, traspare dalle lettere al fratello che questo soggetto diede gioia e ottimismo, come simbolo del clima temperato del sud. Inoltre il girasole simboleggia spesso devozione e lealtà e i vari stadi di decadimento potevano simboleggiare i cicli di vita e morte.<br><br></div><div><br>Le prime opere della serie mostrano di aderire alle teorie allora in voga nella cerchia di artisti trasgressivi parigini, usando come sfondo un blu/violetto per i fiori gialli. In seguito provò a mettere i fiori in un vaso giallo, su uno sfondo di una tonalità dello stesso colore e si accorse che la pittura sembrava irradiare luce e allegria: il colore per lui era già un modo di esprimere emozioni piuttosto che un modo per rappresentare la realtà.<br><br></div><div><br>L'artista stendeva i colori con pennellate ruvide e dense, spesso appiccicandoli uno sopra l'altro finché i pigmenti erano ancora umidi. A volte procedeva a scalfire la superficie fresca usando anche l'impugnatura del pennello. Si tratta di un approccio "scultoreo" alla pittura, in cui le ombre e le luci sono date, oltre che dai pigmenti, dallo spessore dell'impasto cromatico. L'effetto che si otteneva era quello di un'espressività mai vista prima. La serie fu innovativa anche per l'uso estensivo del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giallo_cadmio">giallo cadmio</a>, un pigmento di invenzione recente, che l'artista amava usare.<br><br></div><div><br>Nella serie dei girasoli in vaso c'è un netto contrasto tra la piattezza del fondo e del vaso e i fiori che invece sembrano contorcersi in tutte le direzioni. La firma dell'artista si trova spesso sul vaso: come i grandi maestri del passato egli usava solo il proprio nome di battesimo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 20:59:01 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di grano con corvi</title>
         <author>melanie1999</author>
         <link>https://padlet.com/melanie1999/Vangoghmelaniecardillo99_/wish/252347743</link>
         <description><![CDATA[<div>Questa è stata, con molta probabilità, l’ultima tela dipinta da Van Gogh. Dopo pochi giorni, in un campo di grano come quello raffigurato sul quadro, si sparò un colpo di pistola al cuore. È un artista oramai giunto alla soglia della disperazione interiore quello che dipinge questo quadro. Ed è una disperazione talmente forte che riesce a trasfigurare la visione che il pittore ha innanzi: un campo di grano diviene una immagine di massima intensità drammatica. Egli stesso, nello scrivere al fratello, aveva detto: «non ho avuto difficoltà nel cercare di esprimere la tristezza, la solitudine spinta all’eccesso».</div><div>Dopo aver dipinto «I mangiatori di patate», Van Gogh, nel 1886, si recò in Francia senza più far ritorno in Olanda. A Parigi si era trasferito il fratello Theo per dirigervi una galleria d’arte ed egli lo raggiunse. Si fermò nella capitale francese per due anni. Qui conobbe i maggiori pittori del periodo: Seurat, Gauguin, Toulouse-Lautrec, Pissarro, Bernard. Da loro egli apprese il piacere dei colori brillanti che costituiscono uno dei tratti fondamentali della pittura francese sia impressionista che postimpressionista.</div><div>Intanto perfezionava sempre più il suo stile personale. Nelle sue tele compaiono i tipici soggetti impressionisti. Vedute cittadine, come i Caffè visti di notte, o di soggetto naturalistico, come i vasi con fiori. Sono anni di relativa serenità. Dopo due anni di permanenza a Parigi decise di trasferirsi in Provenza, per conoscere la campagna francese. Si stabilì ad Arles. Qui, dopo la rottura con Gauguin, Van Gogh ebbe la prima seria crisi depressiva. Dopo il taglio dell’orecchio fu convinto dal dottor Rey a ricoverarsi in una casa di cura di Saint-Rémy-de-Provence. Qui produsse numerosi capolavori, quali «La ronda dei prigionieri», o la bellissima serie dei cipressi, che, come lingue di fuoco si alzano dalla terra verso cieli carichi di elettricità. Uscito dalla casa di cura nel 1890 si recò nuovamente a Parigi dal fratello. Vi restò solo pochi giorni. Si diresse a Auvers-sur-Oise dove lo ebbe in cura il dottor Gachet, di cui Van Gogh ci ha lasciato un famosissimo ritratto. Qui, Van Gogh dipinse, nel luglio del 1890, tre tele raffiguranti i campi di grano intorno al paese. Domenica 27 luglio, si diresse verso quegli stessi campi di grano. Aveva con se una pistola con la quale iniziò a sparare ai corvi che si aggiravano sui campi. E, in un momento di disperazione, si diresse la pistola al petto sparandosi un colpo al cuore. Non morì. Riuscì a trascinarsi fino al Café Revoux dove era a pensione. Il dottor Gachet, dopo averlo visitato, si rese conto della impossibilità di estrargli la pallottola dal cuore. Mandò a chiamare il fratello che giunse nel paese il giorno dopo. Vincent trascorse la giornata tranquillo, fumando la pipa e parlando con il fratello Theo. La sera Theo si stese di fianco al fratello. All’una e mezzo del mattino Vincent morì. Aveva trentasette anni.</div><div>«Il campo di grano con volo di corvi» è un paesaggio interiore. Un paesaggio fatto di solitudine e disperazione. In questa tela vi è racchiusa non solo la tragica esistenza del pittore ma tutta la sua vibrante tecnica esecutiva. Il quadro è realizzato con pochi colori fondamentali. Su una preparazione rossa, traccia dei segni gialli per indicare il grano, altri segni verdi e rossi per indicare le strade che attraversano i campi. Il cielo è di un blu cobalto cupo ed innaturale. Un cielo pesante ed oppressivo. Pochi tratteggi neri raffigurano un volo di corvi. La loro è una presenza inquietante. Il tutto è realizzato con una mirabile sintesi di colore, materia, gesto, segno, portati ad un livello massimo di esplosione drammatica.</div><div>«Il campo di grano con volo di corvi» è la più grande sinfonia coloristica mai realizzata sul dolore di vivere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-16 21:04:54 UTC</pubDate>
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         <title>La notte stellata</title>
         <author>melanie1999</author>
         <link>https://padlet.com/melanie1999/Vangoghmelaniecardillo99_/wish/252437433</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Notte stellata</em></strong> è un dipinto realizzato nel 1889 e conservato al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Museum_of_Modern_Art_di_New_York">Museum of Modern Art</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/New_York">New York</a>. Vera e propria icona della pittura occidentale, il dipinto raffigura un paesaggio notturno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Saint-R%C3%A9my-de-Provence">Saint-Rémy-de-Provence</a>, poco prima del sorgere del sole.<br><br>In questo dipinto, il pittore ha certamente cercato il contatto diretto con la realtà, dipingendo quello che si poteva vedere dalla finestra della sua stanza nel manicomio di Saint-Rémy. Van Gogh, tuttavia, non ha ripreso fedelmente questa veduta notturna, bensì la ha manipolata con mezzi plastici, interiorizzandola fino allo spasimo e trasformandola in una potente visione onirica in cui poter fare affiorare le sue emozioni, le sue paure, i suoi viaggi dell'anima. La <em>Notte stellata</em>, pertanto, non offre all'osservatore un'immagine fedele della realtà, quanto una forma di «espressione» di quest'ultima.<br><br></div><div><br>L'immagine possiede una forza straordinaria. A sinistra la scena è chiusa da un cipresso alto e severo come un «obelisco egiziano» (è lo stesso van Gogh a riconoscerlo) che, stagliandosi contro il cielo notturno, agisce come un intermediario vegetale tra la terra e il cielo, tra la vita e la morte: più che un albero sembrerebbe quasi una fiamma scura che divampa all'improvviso alla ricerca dell'infinito. A fianco del solitario cipresso troviamo un piccolo paesino - forse è Saint-Rémy, forse Nuenen, forse una reminiscenza del villaggio natio - che, disperdendosi su una vallata, sembra perduto nell'immensità del movimento cosmico che fluisce sopra di esso: i caseggiati sono generalmente bassi, fatta eccezione per l'acuminata cuspide di un campanile, che riprende la statuaria verticalità del cipresso e «sfida le forze della natura: è un'antenna e un parafulmine insieme, una sorta di Tour Eiffel, la cui fascinazione è sempre presente nelle vedute notturne dell'artista [...] sembra crepitare, carica di elettricità».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata#cite_note-d-3"><sup>[3]</sup></a> A destra vigoreggia la ricca vegetazione degli ulivi, mentre sullo sfondo si estende il profilo diagonale e ondulato delle Alpilles, importante catena montuosa del Meridione francese.<br><br></div><div><br>Il villaggio è avvolto dal buio e dal sonno e rimanda nel suo complesso a un ideale di placida quiete.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata#cite_note-4"><sup>[4]</sup></a> Il paesaggio, al contrario, rinvia esplicitamente alla grandiosa natura decantata a inizio secolo dal romantico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caspar_David_Friedrich">Caspar David Friedrich</a>, soprattutto con i monti retrostanti, come osservato dai critici d'arte Giorgio Cricco e Francesco di Teodoro:<br><br></div><div>« Le colline azzurre nella notte, trattate con linee ondulate e parallele, non hanno più il rassicurante aspetto di rilievi pettinati dal vento, indorati e scaldati dal sole (come in Renoir), ma sembrano minacciose acque dilavanti, di cui le curve degli ulivi sono le frange più avanzate e ribollenti »<br>(Giorgio Cricco, Francesco di Teodoro<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata#cite_note-cdt-5"><sup>[5]</sup></a>)</div><div><br>L'inquietudine dell'artista, poi, esplode nella porzione superiore della tela, quella relativa al cielo. Questi spazi cosmici sono rischiarati dalla luce aranciata della falce lunare, visibile in alto a destra, e dal quieto pulsare del pianeta Venere, anche conosciuto come «stella del mattino». Ma a catturare l'attenzione dell'osservatore sono soprattutto le stelle, che sembrano ruotare pericolosamente su sé stesse in gorghi titanici e vorticosi, come se fossero meteore impazzite: ciò è particolarmente evidente nel vortice centrale, dove l'intervento di pennellate che cambiano ripetutamente direzione ne trasforma il romantico pulsare in uno spasmodico turbinio. Il movimento arcano degli astri, nonostante la sua tumultuosità, è infatti guidato da pennellate che, raggrumandosi e ispessendosi, distribuiscono la materia pittorica secondo irradiazioni circolari. La visione, poi, viene resa armoniosa dal mirabile contrasto presente tra l'ultramarino, i blu cobalto (tonalità costitutive del cielo) e i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giallo_indiano">gialli indiano</a> e di zinco (i quali, invece, vanno a tingere le stelle). «Il colore, di consistenza molto fluida» osservano ancora Cricco e di Teodoro «è steso con uno spessore minimo, a piccoli tocchi ravvicinati, lasciando qua e là spazi vuoti, dai quali si intravede anche la trama della tela sottostante che, in corrispondenza delle stelle, ne simula il tremolio. In questo modo il dipinto assume un tono brillante ma freddo al tempo stesso, che restituisce l’atmosfera rarefatta e quasi lattiginosa della notte stellata».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata#cite_note-cdt-5"><sup>[5]<br></sup></a><br></div><div><br>Questo itinerario pittorico dagli accenti siderali ripropone l'inquietante consapevolezza di una solitudine desolata e di un animo smarrito e allucinato. La contemplazione di questo cielo stellato affascinante e terribile è tutt'altro che idillica, ma vuole affrontare il mistero dell'universo e della drammatica vitalità del pittore, che non a caso ricorre a un segno pittorico materico, agitato, quasi aggressivo, che si smorza solo quando tratteggia le morbide ondulazioni delle Alpilles, le quali sono tra l'altro rimarcate da una spessa linea di contorno nera, che probabilmente intende sottolineare la loro appartenenza alla dimensione terrena. La potente raffigurazione del cielo, insieme al contrasto stridente tra i bagliori vibranti e infuocati degli astri e alla flebile luce emessa dalle luci del villaggio sottostante, sembra quasi voler delineare un confine individuabile tra van Gogh e il mondo, tra il «sentimento di fragilità e inconsistenza dell’individuo [e] la sublime e soverchiante immensità del cosmo» (Carlo Bertelli).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Notte_stellata#cite_note-6"><sup>[6]</sup></a> Così, in questo capolavoro dell'arte ottocentesca, i vertiginosi e drammatici tormenti di van Gogh trovano una delle loro più potenti raffigurazioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-17 06:52:45 UTC</pubDate>
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