<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Le fiabe by </title>
      <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30</link>
      <description>B1</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-12-14 14:56:56 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-26 11:59:59 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f5dd.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Una fiaba da impazzire</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508307791</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>C’era una volta, molti anni fa, una ragazza che viveva nel Paese delle Fiabe. Si chiamava Bella Addormentata perché adorava tantissimo dormire. I suoi sogni erano un po’ bizzarri e fantasiosi, soprattutto quelli delle notti in cui usciva a far festa con gli amici.<br><br></div><div>Una notte, cari lettori, sognò che il Principe Azzurro abitava in una vecchia cascina abbandonata con sette nane che gli volevano bene. I suoi amici lo chiamavano il Bel Bianconeve. Innanzitutto questo soprannome al Principe Azzurro non piaceva. Ma siccome era una persona molto garbata, non diceva mai nulla e col passare del tempo si era abituato.&nbsp;<br><br></div><div>Ben presto, il Principe Azzurro e le sette nane recuperarono la cascina e la trasformarono in un’azienda agricola, dove producevano i prodotti a km zero che poi li vendevano nei mercati bio. Malgrado fossero aristocratiche, erano persone rispettose con la natura.<br><br></div><div>Un giorno, &nbsp; Cenerentola si presentò nella cascina e denunciò il Principe Azzurro per aver rubato la sua scarpa di vetro.&nbsp;<br>Le sette nane, arrabbiatissime, le dissero che il colpevole era stato il Gatto con gli stivali, ma&nbsp; Cenerentola non ci credette. Proprio in quel momento cominciò una rissa.&nbsp;</div><div>Meno male che il Pifferaio Magico suonò la sua chitarra elettrica e la Bella Addormentata si svegliò all'improvviso. Quando vide la bottiglia di grappa sul comodino, si disse:</div><div>“Che incubo! La prossima volta che uscirò con gli amici berrò soltanto dell’acqua”.<br>Con queste parole, la Bella Addormentata chiuse gli occhi e si addormentò subito. E sognò che tutti i suoi amici vissero felici e contenti… e un po’ brilli e matti come lei.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-10 08:50:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508307791</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La formica e la cicala</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508345272</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>C'era una volta, in una foresta, una cicala allegra che passava la giornata sdraiata all'ombra di un albero mentre cantava senza nessuna preoccupazione.</div><div>C'era cibo in abbondanza e, quando aveva fame, soltanto doveva allungare la mano e mangiare. Pensava di essere nel paradiso.</div><div>Al suo fianco, la formica lavorava senza riposo, raccogliendo il cibo per riempire la sua dispensa per l’inverno. Quando passò vicino alla cicala, questa rise e le disse:</div><div>"Dovresti divertirti di più e godere di questo meraviglioso giorno di estate come me e <strong>n</strong>on lavorare così tanto. Pensare al presente è una grande virtù"</div><div>Quindi l'inverno arrivò e senza il sole, il cibo iniziò a scarseggiare e, colle prime nevi, la cicala vagava attraverso i campi, affamata e morta di freddo. Ricordò che la formica aveva delle risorse per l'intero inverno e decise di fare una visita al suo formicaio.</div><div>"Formica, per favore, puoi darmi qualcosa da mangiare? Sono molto affamata e non ho niente da portare in bocca.</div><div>"Che cosa hai fatto durante l'estate mentre io lavoravo?" – la formica le chiese</div><div>"Lo sai già" - disse la cicala "Ho cantato e ho preso il sole dalla mattina alla sera".</div><div>"Inoltre, hai riso di me mentre lavoravo" - gli ricordò la formica arrabbiata - <br>"se avessi fatto come me, avresti abbastanza cibo per passare tutto l'inverno. Ma siccome io non provo rancore, ti darò del cibo e ti lascerò leggere il libro <em>LE PICCOLE VIRTU</em> perché così impari le cose importi della vita".</div><div>Infine, durante l’inverno, tutte e due diventarono amiche e furono felici insieme.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-10 09:07:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508345272</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il picnic delle tartarughe</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508364925</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>C'era una volta una famiglia di tartarughe che voleva andare un po' lontano da casa a fare il picnic. C'era il sole ed erano felici.</div><div>Si fornirono delle cose necessarie e partirono verso una valle vicino a un lago.</div><div>Siccome erano tartarughe, cioè lente, ci vollero alcuni giorni per arrivare alla valle.</div><div>Quando sono arrivate, la madre disse:&nbsp;<br>"Accidenti! ho dimenticato l'apribottiglie!"</div><div>A quel punto il padre disse al figlio maggiore:<br>"Vai tu a prenderlo, sei il più veloce di tutti"</div><div>Lui implorò:&nbsp;<br>"No, non voglio farlo perché quando tornerò sono sicuro che il mio fratellino avrà già mangiato i miei stuzzichini".&nbsp;</div><div>Il padre disse:&nbsp;<br>"Devi andarci, tu sei il più veloce di tutti noi. Vai, vai!"</div><div>Dunque lui andò via ma malcontento.</div><div>Il tempo passava e passava e il figlio non ritornava più.</div><div>Il piccolo pianse:&nbsp;<br>"Ho fame, mammaaaa, posso mangiare?"</div><div>I genitori risposero:&nbsp;<br>"No, figlioletto, non ancora, dovremo aspettare un altro po'"</div><div>Ma il figlio non ritornava e finalmente cominciarono a mangiare.</div><div>All'improvviso uscì da dietro un albero il figlio sparito e molto arrabbiato urlò:</div><div>"Lo sapevo, lo sapevo che avresti mangiato i miei panini"<br>… ma questo non era mica vero.</div><div>La verità è che nessuno poté bere perché non c'era l'apribottiglie. Che peccato!</div><div>Morale: Se diffidate sempre non otterrete nulla. Godetevi la vita!</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-10 09:16:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508364925</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il ragazzino del buco</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508385414</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>C’era una ragazzino che viveva in un buco. Nessuno sapeva il perché. Non&nbsp; ne usciva mai. Mangiava quello che i passanti<strong> </strong>gli gettavano giù. Non parlava con nessuno e le solite parole che a volte sgridava erano: “una fiaba! raccontatemi una fiaba!”.</div><div>Ma i passanti&nbsp; andavano sempre di fretta&nbsp; e nessuno aveva tempo per fermarsi a raccontargli una storia.</div><div>Un giorno, mentre una ragazzina stava giocando con un palloncino, ebbe la sfortuna che il palloncino cadde nel buco.&nbsp;<br>Il ragazzino le disse:&nbsp;<br>“se mi racconti una fiaba ti restituirò la palla”.</div><div>E lei iniziò a parlare:&nbsp;<br>“C’era una volta un riccio piccolino che cadde in un buco. Siccome c’era del cibo e faceva caldo, il riccio ci si trovò bene e decise di non uscirne fuori. Ma un giorno una ragazzina, con i capelli lunghi e biondi e con gli occhi azzurri, che giocava nei pressi, lo vide e gli disse di andare con lei a casa sua. Gli disse che a casa sua c’erano altri animali: un cane, un gatto, due uccelli e un topolino; che tutti giocavano e cantavano insieme, che erano molto felici e che la sua mammina cucinava la migliore pizza del mondo. E il riccio quando ascolto la parola “pizza” non ne ebbe alcun dubbio e decise di andare via con la biondina”&nbsp;</div><div>Allora la ragazza chiese al ragazzino:&nbsp;<br>“e tu, vuoi venire a vivere con la mia famiglia e i miei animali e mangiare ogni giorno una pizza?</div><div>E il ragazzo uscì dal buco con la palla fra le sue mani&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-10 09:26:12 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508385414</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il contadino astrologo</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508405014</link>
         <description><![CDATA[<div>C’era una volta un Re che aveva perduto un anello prezioso. Cercò ovunque, ma non&nbsp; riusciva a trovarlo. Quindi, decise di lanciare un annuncio in cui si diceva che se un astrologo lo avesse trovato lo avrebbe fatto ricco.<br>C’era un contadino di nome Gambara che non aveva un soldo e non sapeva né leggere né scrivere, ma pensò che non sarebbe molto difficile fare l’astrologo e andò dal Re.&nbsp;</div><div>Il Re lo prese in parola, e lo chiuse a studiare in una stanza dove c’era solo un letto e un tavolo con un grande libro d’astrologia, una penna e una risma di fogli. Gambara si sedette al tavolo e cominciò a leggere il libro senza capirci niente allo stesso tempo che ci faceva dei segni molti strani con la penna. I servi che entravano due volte al giorno a portargli da mangiare, credettero che fosse un astrologo sapiente e cominciarono a fargli tante riverenze:&nbsp;<br>"S`, signor astrologo! Comandi, signor astrologo!...</div><div>A quel punto, Gambara che era furbo perché non era un astrologo ma un contadino, pensò subito che i servi dovevano sapere qualcosa sull’anello e li fece cadere in un inganno. Un giorno, all’ora in cui i servi gli portavano il pranzo, Gambara si nascose&nbsp; sotto il letto. Quando entrò il primo dei servi, di sotto il letto Gambara disse forte: -E uno!- e il servo lasciò il piatto e si ritirò spaventato. Poi entrò il secondo servo, e senti quella voce che veniva&nbsp; dadi sotto terra: -E due!-, e scappò via. Finalmente, entrò il terzo, e senti di nuovo la voce&nbsp; dadi sotto terra: -E tre!&nbsp;</div><div><br>I servi pensarono di essere stati scoperti e così decisero di confessare all’astrologo che loro avevano rubato l’anello perché erano poveri. Gli&nbsp; chiesero chiederanno di non spiegare nulla al Re oppure sarebbero perduti per tutta la vita, e gli consegnarono una borsa piena di monete d’oro in modo che non li le tradisse. Gambara prese la borsa e glie lo disse: -Io non vi tradirò, ma voi fate quello che vi dico. Prendete l’anello, fatelo inghiottire a quel tacchino che c’è laggiù in cortile e poi lasciate fare a me.<br>Il giorno dopo, Gambara si presentò al Re e gli disse che dopo lunghi studi era riuscito a sapere che l’anello: l’aveva inghiottito un tacchino che fu subito sventrato. Una volta che il Re ebbe avutoaveva il suo anello, colmò di ricchezze all’astrologo e diede un pranzo in suo onore con la nobiltà del regno. Fra le tante pietanze fu portato in tavola un piatto di gamberi regalo di un re di un’altro paese, ma el Re che non aveva mai visto quel cibo e non conosceva il nome, chiese al contadino se lo sapeva. Il poverino Gambara che non aveva mai visto quel così non ne aveva mai viste quel cibo, disse – a mezza voce- tra sé: - Ah, Gambara, Gambara... sei finito male!<br>All’improvviso, disse il Re che non sapeva il vero nome del contadino: -Hai indovinato il nome: gamberi!&nbsp; Sei il più grande astrologo del mondo!!!<br>E così vissero felici e contenti.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-10 09:35:59 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1508405014</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La lepre e la tartaruga</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1524770641</link>
         <description><![CDATA[<div>C’era una volta, nel mondo degli animali, una lepre molto orgogliosa di se stessa per la sua velocità.&nbsp;</div><div>Ogni giorno parlava con gli altri animali del bosco -sempre&nbsp; al centro di tutti loro- e gli diceva:</div><div>-Guardate come sono veloce, davvero sono la più veloce di tutti,&nbsp; ahahah!</div><div>Rideva sempre di loro.</div><div>Era una lepre molto presuntuosa e gli altri erano abituati ai suoi commenti.</div><div>Li prendeva in giro, soprattutto la tartaruga, poverina, sempre così carina e prudente.</div><div>Finché una mattina la tartaruga si avvicinò e&nbsp; le disse:</div><div>-Facciamo una gara tra noi, carissima lepre? Parlava con una voce decisa e ferma e allora seguì:</div><div>-Di sicuro&nbsp; vincerò io! Ahahahah!</div><div>La lepre, sorpresa, accettò con incredulità.</div><div>A quel punto non riusciva a capire cosa&nbsp; potesse passare per la testa di quella tartaruga sciocca.</div><div>Il giorno dopo, tutti gli animali erano pronti a presenziare la gara tra la lepre e la tartaruga.</div><div>La lepre ripeteva con sicurezza che era sicura di vincere.</div><div>Allora la gara iniziò , e la lepre lasciò andare&nbsp; la tartaruga prima, fiduciosa di essere migliore di lei.<br>La tartaruga cominciò a camminare&nbsp; a modo suo e appena&nbsp; dopo pochi minuti la lepre l’avanzò. Era chiaro che la lepre era più veloce della tartaruga. Era così ovvio che la lepre lo sapeva e di tanto in tanto si riposava sotto gli alberi piuttosto sicura di se stessa.</div><div>Ripeté&nbsp; queste soste tre volte, per lasciare vantaggio alla tartaruga che andava sempre in dietro .</div><div>Ad un tratto, la lepre&nbsp; si addormentò sotto una quercia mentre la sua avversaria proseguiva piano piano la sua passeggiata fino al traguardo</div><div>-Talin, talan cantava la tartaruga quando ci arrivò.</div><div>All’improvviso la lepre si svegliò :</div><div>-Mamma mia, dov’è la tartaruga? disse molto preoccupata la lepre.</div><div>A quel punto, corse velocemente fino al traguardo ma era già troppo tardi.</div><div>La tartaruga aveva vinto la gara e rideva felice guardando la faccia furiosa della lepre.</div><div>Morale della fiaba:</div><div>Non ridere mai di nessuno e sii sempre una persona umile , volenterosa e modesta come la nostra cara tartaruga.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-14 14:27:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1524770641</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Patufet</title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1524791016</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando ero bambino, forse avevo 5 o 6 anni, mia madre e qualche volta mia nonna mi raccontavano questa storia che iniziava così ...<br>C'era una volta una coppia di contadini che sognava di avere figli. Con il passare del tempo, la madre rimase incinta e partorì un bambino. I genitori restarono molto sorpresi perché il loro figlio era piccolo come un chicco di legume, motivo per cui lo chiamarono “Patufet”. Nonostante questo, i suoi genitori lo adoravano perché era un bambino amorevole e gentile. Tuttavia, erano molto preoccupati e temevano che potesse accadergli di tutto perché era piccolissimo. Era così piccolo che nessuno lo vedeva quando usciva per strada e per questo cantava sempre una bella canzone:<br>"Patin, patin, patin!</div><div>State attenti a quello che fate!</div><div>Patin, patin, patin!</div><div>Non dovete calpestare Patufet! "</div><div><br></div><div>Ma “Patufet” si sentiva molto forte e aiutava sempre i suoi genitori nel lavoro del campo. In un'occasione “Patufet” accompagnò suo padre al campo di cavoli. Mentre suo padre li raccoglieva, “Patufet” giocava e saltava senza rendersi conto che si stava allontanando sempre di più da suo padre.</div><div>Di colpo fece una piroetta e fu intrappolato in un cavolo. Purtroppo un enorme bue affamato mangiò il cavolo in un morso.</div><div>Quando fu il momento di tornare, il padre cercò “Patufet” dappertutto, senza successo. Disperato, è andato ad avvertire sua moglie, che lo ha aiutato a percorrere tutti i campi e le strade. Di continuo gridavano molto&nbsp; angosciati: “Patufet! Dove sei figlio?” Ma nessuno rispondeva.</div><div>Fortunatamente passarono accanto all'enorme bue che dormiva sotto un albero frondoso. All'improvviso sentirono una voce che sembrava provenire da dentro. Mammina! Papà! Sono qui! Nella pancia del bue, dove non piove né nevica!</div><div>I genitori si avvicinarono al bue e iniziarono a solleticarlo per farlo uscire. L'animale iniziò a ridere - ah ah ah! - e con un gran starnuto gettò fuori “Patufet”, chi abbracciò i suoi genitori con immensa gioia.</div><div>Poi i tre tornarono a casa gioiosi e felici cantando all'unisono:</div><div>"Patin, patin, patin!</div><div>State attenti a quello che fate!</div><div>Patin, patin, patin!</div><div>Non dovete calpestare Patufet! "</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-14 14:32:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1524791016</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>fauge4</author>
         <link>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1542925923</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>COMBATTERE O PRENDERE UN TÈ</strong></div><div><br><br></div><div>Questa storia è&nbsp; diventata famosa grazie a un professore universitario inglese, che per tutta la sua vita la raccontò ai suoi studenti come una fantastica lezione di vita.</div><div><br></div><div>Durante la Seconda Guerra mondiale il professore prestò servizio nell'esercito e fu trasferito in Birmania per combattere i giapponesi.</div><div>Sembra che il suo battaglione fosse circondato dal nemico nella giungla. Uno degli esploratori informò il Capitano: “Signore ho visto uomini intorno a noi, non c'è via di uscita!”</div><div>Tutti tremarono. Il professore era molto giovane e in quel momento pensò che la sua vita fosse arrivata alla fine.</div><div>Il Capitano avrebbe ordinato di attaccare per cercare di fuggire, ma probabilmente sarebbero morti.</div><div>Tuttavia il Capitano guardò il suo orologio e disse: “Signori sono le cinque, è l'ora del tè”</div><div>A quel punto tutti i soldati si guardarono&nbsp; perplessi ma dovevano obbedire, quindi prepararono il tè e si sedettero con calma a gustare la bevanda.</div><div>Dopo un po', l'esploratore tornò e disse qualche cosa all'orecchio del Capitano e questi&nbsp; dissero&nbsp; ai loro soldati:” Il nemico si è mosso, prendete le vostre cose che abbiamo una possibile uscita”</div><div>E fu così che il soldato, che poi diventò professore, riuscì a sopravvivere grazie alla saggezza del Capitano.</div><div><br></div><div>E una storia di come risolvere i problemi. Si non puoi fare nulla, non fare niente.</div><div>Cosa fare quando siamo bloccati, angosciati e non possiamo fare nulla? Ê meglio aspettare con calma che si presenti un'opportunità migliore.</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-20 08:03:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/fauge4/emy3i67qb8fasv30/wish/1542925923</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
