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      <title>La libertà by HUB Scuola</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-09 10:37:35 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La svolta ellenistica: il primato dell'etica<br><br></strong>Con l'avvento delle <strong>scuole ellenistiche</strong> si verifica una vera e propria svolta nel corso del pensiero occidentale. Pur nella diversità dei loro approcci, infatti, tutte concordano nel ritenere l'<strong>etica</strong> il centro della riflessione filosofica. <br><br>Quello che sostengono le scuole ellenistiche è che la filosofia sia interamente rivolta al raggiungimento del fine della morale: la <strong>liberazione</strong> dalle paura, dalle sofferenze, dalle angosce che turbano l'<strong>esistenza</strong> di ogni singolo individuo. In ciò per i filosofi ellenistici consiste l’autentica <strong>felicità</strong>. <br><br>Non è un caso, quindi, che la filosofia di età ellenistica sia stata definita come un “<strong>esercizio spirituale</strong>”, nel quale la riflessione teoretica e la pratica della vita si uniscono in maniera indissolubile.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-09 17:52:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;     </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-09 17:54:55 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Epicuro: la felicità come assenza di turbamento e liberazione dal dolore<br><br></strong>In netta contrapposizione all'ideale classico, declinato in maniera paradigmatica sia nell'etica platonica sia in quella aristotelica, che la identifica nell'esercizio delle più alte facoltà intellettuali e della virtù, Epicuro fa coincidere la <strong>felicità</strong> con la <strong>liberazione dal dolore</strong> e con l'<strong>assenza d</strong>i <strong>turbamento</strong>.<br><br>In questo senso, per Epicuro raggiungere la felicità significa seguire la via del <strong>piacere</strong>, un piacere inteso non come semplice appagamento dei sensi, ma come condizione stabile dell'animo (piacere <strong>catastematico</strong>) che accompagna&nbsp; chi conduce un'esistenza nella totale assenza di turbamenti (<strong>atarassia</strong>) e di dolore (<strong>aponia</strong>).</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-10 11:30:23 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Gli stoici e la liberazione dalle passioni<br><br></strong>Anche l'altra grande scuola filosofica ellenistica – la terza è lo scetticismo –, quella stoica, lega strettamente la realizzazione dell'ideale etico al tema della liberazione. <br><br>A differenza degli epicurei, però, per gli <strong>stoici</strong> la via da seguire non è più quella del piacere, ma quella del <strong>dominio delle passioni</strong>. Queste, infatti, devono essere estirpate per raggiungere l'<strong>apatia</strong>, l'assenza di ogni passione e l'imperturbabilità di fronte a esse: in ciò consiste la vera <strong>felicità</strong>.<br><br>Nasce così la figura del <strong>saggio</strong> stoico, che vive in armonia con la ragione (<em>logos</em>) che governa la natura perché ne possiede la scienza e perché è libero dal giogo delle passioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-10 11:39:29 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Qual è il rapporto tra ragione e passioni?<br></strong><br>Con l'etica stoica e il suo insistere sulla liberazione dalla passione come via necessaria per conseguire la virtù e il bene morale, nasce nel pensiero occidentale la <strong>contrapposizione tra ragione e passioni</strong>, contrapposizione che avrà grande e duratura fortuna.<br><br>Ma siamo proprio sicuri che considerare le passioni come «fattori di turbamento o di perdita temporanea della ragione», e quindi responsabili di impedire all'uomo che se ne lascia incantare il conseguimento del bene (legato alla «parte migliore dell'uomo», ossia la ragione), sia l'atteggiamento teorico corretto da abbracciare quando si affronta un così decisivo tema morale? È quello che si chiede <strong>Remo Bodei</strong> in un suo celebre volume dal titolo <strong><em>Geometria delle passioni. Paura, speranza felicità: filosofia e uso politico</em></strong> (1991).&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-14 10:46:27 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>R. Bodei<br><br><em>Dopo aver letto un estratto da </em>Geometria delle passioni. Paura, speranza felicità: filosofia e uso politico<em>, con l'aiuto dell'insegnante prova ad aprire un dibattito in classe con i tuoi compagni che verta sul rapporto tra ragione e passioni, cercando di rispondere agli interrogativi sollevati da Bodei.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-14 12:32:06 UTC</pubDate>
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         <title>LETTERATURA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Charles Baudelaire, </strong><strong><em>L'uomo e il mare</em></strong><strong> (1857)<br><br></strong>Nel suo celebre componimento <em>L'uomo e il mare</em>, Charles Baudelaire (1821-1867) affronta il tema della <strong>libertà</strong> stabilendo un <strong>parallelo tra l'animo umano e il mare</strong>.<strong><br></strong><br></div><blockquote>Uomo libero, sempre amerai il mare!<br>È il tuo specchio il mare: ti contempli l'anima<br>nell'infinito muoversi della sua lama.<br>E il tuo spirito non è abisso meno amaro.<br><br>Divertito ti tuffi in seno alla tua immagine,<br>l'abbracci con lo sguardo, con le braccia e il cuore<br>a volte si distrae dal proprio palpitare<br>al bombo di quel pianto indomabile e selvaggio.<br><br>Siete discreti entrambi, entrambi tenebrosi:<br>inesplorato, uomo, il fondo dei tuoi abissi,<br>sconosciute, mare, le tue ricchezze intime,<br>tanto gelosamente custodite i segreti!<br><br>Eppure ecco che vi combattete<br>da infiniti secoli senza pietà né rimorso,<br>a tal punto amate le stragi e la morte,<br>o lottatori eterni, o fratelli implacabili!</blockquote><div><br><em>Che ne pensi dell'immagine del mare come specchio&nbsp;dell'animo umano e della sua libertà? Quale lettura del contrasto tra ragione e passioni emerge, a tuo parere, dai versi di Baudelaire?</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-14 15:56:52 UTC</pubDate>
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         <title>CINEMA E TV</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Paolo Sorrentino, </strong><strong><em>È stata la mano di Dio</em></strong><strong> (2021)</strong></div><div><br>Liberarsi dalle proprie angosce e paure, e dalle avversità e dai dolori che la vita porta inevitabilmente con sé, è anche un passaggio necessario nel percorso di formazione della propria identità personale. È quello che racconta Paolo Sorrentino nel suo <strong><em>È stata la mano di Dio</em></strong>, film autobiografico in cui il regista partenopeo non esita a confrontarsi con il suo passato più intimo.<br><br>Il protagonista della pellicola è il giovane <strong>Fabietto</strong>, <em>alter ego</em> dello stesso Sorrentino, che – <strong>timido e introverso</strong> – attraversa i giorni della sua adolescenza, sostenuto e confortato dall'affetto dei suoi amati genitori. Il tempo della sua spensieratezza e innocenza, sullo sfondo della Napoli degli anni Ottanta dominata e illuminata dal mito di Maradona, non è però destinato a durare a lungo: un <strong>tragico incidente</strong>, infatti, gli toglie per sempre l'affetto dei suoi genitori, facendolo precipitare nella più cupa tristezza e nella più disperata rassegnazione.<br><br>Ma proprio da quelle ferite, aperte da un così straziante dolore, inizierà il <strong>percorso di liberazione e di costruzione identitaria</strong> che porterà Fabietto a trovare il coraggio di abbracciare le proprie emozioni, i propri sentimenti, le proprie paure e di raccontarli nel linguaggio che da sempre lo affascina: il cinema.<br><br><em>Guarda il trailer ufficiale del film.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-14 16:37:14 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La crisi della </strong><strong><em>polis</em></strong><strong> e un nuovo orizzonte per l'individuo<br><br></strong>A segnare come netto spartiacque l'avvento dell'<strong>età ellenistica</strong> è un evento fondamentale che investe il mondo greco: la <strong>crisi delle </strong><strong><em>poleis</em></strong> e la perdita della loro indipendenza. Con il trasferimento del centro del potere dalle assemblee cittadine ai palazzi del monarca, infatti, viene meno quell'orizzonte culturale, valoriale, sociale in cui ogni greco si era fino ad allora riconosciuto e a cui sentiva di appartenere.<br><br>Essendo diventato, da cittadino, <strong>suddito</strong>, lontano ormai dalla vita politica, l'uomo ellenistico è costretto, nel tentativo di ritrovare la propria identità, a <strong>ripiegarsi su se stesso</strong> <strong>e sulla propria individualità</strong>, andando oltre i legami della comunità cittadina e aprendosi così al mondo intero. <br><br>Nasce così, da un lato, l'<strong>ideale cosmopolitico</strong> e, dall'altro, un nuovo modo di intendere la <strong>libertà</strong>, tutto incentrato sulla dimensione individuale.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-15 12:01:57 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il disinteresse verso la politica<br></strong><br>Sul piano della riflessione politica, le ripercussioni della crisi della <em>polis</em> si manifestano chiaramente nell'emergere di una netta <strong>distanza tra l'individuo e la politica</strong>. A essere messo in discussione, infatti, è la figura stessa del cittadino e il <strong>modo di intendere la partecipazione alla vita pubblica</strong>, fino ad allora espressa con la piena identificazione tra individuo e comunità politica di appartenenza nella forma della <strong>democrazia diretta</strong>.<br><br>Mentre si discute su quale spazio possa oggi trovare un istituto come quello della democrazia diretta – molto spesso invocato dai populisti dei più diversi orientamenti –, nel dibattito contemporaneo si fa sempre più urgente la questione di come far fronte al crescente <strong>disinteresse verso la politica e la partecipazione attiva</strong> alla vita pubblica che attraversa le moderne democrazie rappresentative.<br><br>Si tratta di un problema che ha radici lontane e che, come sostiene il grande filosofo e politologo italiano <strong>Noberto Bobbio</strong> in un suo famoso saggio del 1984 dal titolo <strong><em>Il futuro della democrazia</em></strong>,&nbsp;si segnala come una delle diverse «promesse non mantenute» del sistema democratico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-15 17:49:47 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>R. Bobbio<br><br><em>Leggi l'estratto da </em>Il futuro della democrazia <em>di Norberto Bobbio e rifletti sul fenomeno dell'«apatia politica» nella società contemporanea.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-16 09:01:58 UTC</pubDate>
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         <title>ARTE</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>L'</strong><strong><em>action painting</em></strong><strong> di Jackson Pollock<br><br></strong>Concentrarsi sul <strong>significato liberatorio del gesto artistico</strong>, sulla sua dirompente forza insieme di rottura e di denuncia, è la rivoluzione introdotta nella seconda metà del Novecento dalle avanguardie artistiche che si rifanno al movimento dell'<strong><em>action painting</em></strong> («pittura d'azione»).<br><br><strong>Spezzare il dominio della forma e del figurativo</strong>, considerato espressione diretta di una società di massa e conformista, e aprire una nuova dimensione artistica centrata interamente sulla carica emotiva, fisica, morale racchiusa nel segno pittorico come <strong>puro processo creativo</strong> è il senso profondo dell'opera dello statunitense <strong>Jackson Pollock</strong> (1912-1956).<br><br>È nella tecnica del <strong><em>dripping</em></strong>, di cui Pollock è considerato un maestro, che meglio si apprezza la portata rivoluzionaria dell'<em>action painting</em>. Spostando dal cavalletto al suolo il luogo dove interagire con la tela e abbandonando il tradizionale rapporto con la <strong>materia pittorica</strong> (colori, vernici ecc.), non più disposta con cura sulla tela ma <strong>lasciata gocciolare</strong> su di essa se non addirittura <strong>lanciata</strong> con pennelli o altri supporti, Pollock dà forma al suo grido di libertà.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-16 10:17:13 UTC</pubDate>
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