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      <title>Antologia di Spoon River by </title>
      <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5</link>
      <description>5 liriche</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-04-06 18:12:05 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-02-18 06:59:46 UTC</lastBuildDate>
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         <title>JOHNNIE SAYRE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249330208</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi testuale:<br>la lirica è composta da 13 versi liberi, tutti piani, eccetto il penultimo che termina con il monosilabo "me". I versi sono sciolti, a parte per alcune rime interne: nel primo verso ("potrai" "mai"), nel quarto e quinto ("locomotiva" "viva") e negli ultimi due versi ("scolpire" "venire"). Sono presenti quattro enjambement: nel primo verso, nel terzo, nel quarto e nel settimo; in quest'ultimo verso è presente anche un allitterazione della "l". Ci sono anche alcune assonanze: tra "ruota" e "ancora" nel quarto e nel settimo verso, tra "perdono" e "conforto" nel nono e decimo e tra "lacrime", "scolpire" e "venire" nel decimo, dodicesimo e tredicesimo verso;  tra "dalla", "nella " e "valle" nel sesto e settimo verso si ha, invece, una consonanza.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-06 18:17:33 UTC</pubDate>
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         <title>JOHNNIE SAYRE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249425886</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento:<br>questa lirica viene narrata in prima persona da un bambino, che muore in seguito ad un incidente ferroviario. Il giovane, infatti, saltava la scuola per salire sui treni, all'insaputa del padre. A lui confessa i suoi peccati e rivela di voler continuare a vivere solo per chiedergli perdono, in quanto ammette di essere tormentato dal rimorso per avergli disubbedito. Ma quegli ultimi momenti, durante i quali il padre lo piangeva e lo confortava, gli provocarono una "felicità infinita" e fu d'accordo nello scolpire sulla propria tomba "strappato al male a venire", poichè se avesse continuato a vivere avrebbe dovuto sopportare il dolore di una mutilazione della gamba che era stata ferita brutalmente. Questa lirica mi è piaciuta perchè tratta di profondi sensi di colpa che, sul punto di morte, corrodono l'animo di un bambino, il cui peccato più vergognoso è l'aver ingannato chi credeva in lui e gli voleva bene.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-07 13:33:53 UTC</pubDate>
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         <title>DORCAS GUSTINE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249432532</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi testuale:<br>la lirica è costituita da 14 versi liberi, tutti piani, tranne per il terzo verso che termina con il monosillabo "me" e per il penultimo verso che è concluso dalla parola sdrucciola "anima". I versi sono sciolti, eccetto per alcune rime iinterne: nel quarto verso tra "nascondendo" e "nutrendo", nell'ottavo e nel nono verso tra "lamentarsi" e "strapparsi" e; infine, nell' ottavo e decimo verso tra "divorare"e "lottare". Nella lirica sono contenuti due enjambement nel terzo e nel quarto verso, dove è presente anche un'allitterazione della "n". Vi è un'anafora nel sesto e nel nono verso e una consonanza tra "tutto", "atto" e "sotto"  rispettivamente nel secondo, sesto e settimo verso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-07 14:36:56 UTC</pubDate>
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         <title>DORCAS GUSTINE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249432589</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento:<br>la lirica viene presentata dallo stesso Dorcas Gustine che espone il suo pensiero riguardo al comportamento che ha avuto in vita e come gli abitanti del villaggio lo disprezzassero per questo. Egli, infatti, diceva sempre la sua opinione e non nascondeva ciò che provava verso gli altri. Mostra un interessante paragone tra ciò che lui riteneva coraggioso e ciò che gli altri lodavano. Per gli altri era meglio mascherare il male che era dentro l'anima e lasciarsi distruggere da quello senza darlo a vedere, mentre per Dorcas era più valoroso combattere contro esso, anche sotto gli occhi di tutti, per scacciarlo. Gli ultimi versi spiegano il motivo di questo suo pensiero, ossia che parlare, come faceva lui, può essere indisciplinato, ma che stare zitti rovina l'anima. Questa lirica mi è piaciuta perchè parla di un uomo che ha compiuto ciò che voleva fare, seguendo il suo pensiero e non facendosi influenzare dai pensieri altrui, e che ora, nonostante tutte le critiche, è contento.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-07 14:37:25 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIUDICE DISTRETTUALE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249508184</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi testuale:<br>la lirica è composti da 15 versi liberi e sciolti, alcuni piani e altri sdruccioli. Sono presenti due enjambement nel terzo e nel dodicesimo verso, un'anafora nel decimo e undicesimo verso con la parola "peggio" e un' epifora nel secondo e nono verso con "lapide". C'è una similitudine dal terzo verso e un'antitesi nel quinto verso ( "per distruggere, non per salvare").<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 09:34:03 UTC</pubDate>
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         <title>IL GIUDICE DISTRETTUALE</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249527201</link>
         <description><![CDATA[<div>Commento:<br>in questa lirica il giudice distrettuale del paese svela le riflessioni sui suoi peccati da magistrato, paragonando la pioggia e il vento che rovinano la sua lapide alla dea della giustizia e all'odio che vogliono, giustamente, distruggere la sua memoria e non salvarla. Si maledice per aver condannato gli accusati basandosi solo sulle tesi degli avvocati e non sulla giustizia di ogni caso e si rende conto, da morto, di essere più colpevole anche di un assassino. Questa lirica mi è piaciuta perchè parla della presa di consapevolezza di un giudice che capisce i suoi veri errori e si diffama per questi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:04:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249530656</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:36:57 UTC</pubDate>
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         <title>ALEXANDER THROCKMORTON</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249531966</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi testuale: <br>la lirica è composta di soli 5 versi liberi e sciolti. Nel primo e terzo verso è presente un'anafora con "quando" e un'epifora nel secondo e nel terzo verso con la parola "montagne"; in questi due versi c'è anche un poliptoto ("conoscevo" e "conobbi").  </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:48:27 UTC</pubDate>
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         <title>ALEXANDER THROCKMORTON</title>
         <author>valesola_com</author>
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         <description><![CDATA[<div>Commento:<br>questa lirica viene narrata da un uomo, evidentemente morto di vecchiaia, che attraverso la sua esperienza di vita dà una definizione del genio. Per lui, il genio comprende saggezza e gioventù, in quanto da ragazzo avrebbe potuto varcare qualsiasi terra, grazie alla forza della sua giovinezza,  ma non conosceva il mondo, mentre da vecchio lo conosceva, ma era troppo debole per fare ciò che avrebbe voluto fin da giovane. Questa lirica mi è piaciuta perchè è interessante vedere come solo alla fine della propria vita si riesca a comprendere un concetto importante e profondo che sarebbe stato utile apprendere molto prima, per sfruttare la vita al meglio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 13:49:02 UTC</pubDate>
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         <title>ELIZABETH CHILDERS</title>
         <author>valesola_com</author>
         <link>https://padlet.com/valesola_com/eix4isv3xke5/wish/249562841</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi testuale:<br>la lirica è costituita da 26 versi liberi, sciolti, alcuni piani e altri sdruccioli. Nei primi due versi è presente un'anafora con la parola "polvere" e nel terzo e nel quarto vi è un'allitterazione della "m" e un'assonanza tra "mondo" e "morto". Nel quarto c'è anche un poliptoto e nel nono verso un'anadiplosi ("lunga,lunga"). Nel quattordicesimo, quindicesimo e sedicesimo verso è inserita un'enumerazione per polisindeto e nel penultimo verso vi è un'altra anadiplosi ("Bimbo! bimbo!").</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 18:12:56 UTC</pubDate>
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         <title>ELIZABETH CHILDERS</title>
         <author>valesola_com</author>
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         <description><![CDATA[<div>Commento:<br>questa lirica è scritta da una donna incinta, che muore durante il parto insieme al figlio che stava per nascere. Per tutta la lirica la madre si rivolge al bambino mai nato dicendogli che è stato meglio così, non esser mai venuto al mondo. In questo modo si è risparmiato il dispiacere per un amico che lo abbandona, la malattia, la disperazione per la morte del padre e della madre, l'innamorarsi lo stesso nonostante si sappia di andare incontro ad un dolore, e i figli e il loro futuro forse infelice. "La Morte è meglio della Vita!" annuncia infine, rivelando la sua visione così penosa delle esperienze della vita. Di questa lirica mi è piaciuto come la madre disperatamente cerchi di confortare il figlio per ciò che non è riuscito ad avere, mostrandogli un'esistenza non degna di essere vissuta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-08 18:22:35 UTC</pubDate>
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