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      <title>Caccia alle definizioni di &quot;educazione&quot; by maura tripi2</title>
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      <description>Inserite un post unico con la foto della pagina individuata; la trascrizione della definizione e la fonte bibliografica</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-10-14 07:41:24 UTC</pubDate>
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         <title>M. Giovanni, Dizionario delle Scienze Pedagogiche, Milano 1929</title>
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         <description><![CDATA[<p>“L’Educazione è concepita come un processo naturale , che si compie per l’azione di varie cause o fattori convergenti di diversa natura bensì, ma tutte in fondo della stessa natura: il fattore biologico, che agisce con processo fatale istintivo; il fattore sociologico e storico, che agisce in modo suggestionale; il fattore diretto dell’educatore, che dispiega la sua azione in modo preveggente. L’Educazione umana è l’equivalente di questa somma di azioni…. </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-14 12:39:20 UTC</pubDate>
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         <title>Marchesini Giovanni, Dizionario delle scienze pedagogiche, Società Editrice Libraria, Milano 1929</title>
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         <pubDate>2024-10-14 12:51:29 UTC</pubDate>
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         <title>DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI PEDAGOGIA VOLUME II, EDITRICE S.A.I.E. - TORINO  Stampato nell’Istituto Salesiano per Arti Grafiche Colle Don Bosco (Asti) 1958</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mauratripi/eh2et8v4dgzmgu91/wish/3170634614</link>
         <description><![CDATA[<p>EDUCAZIONE</p><p>I - Essenza e concetto dell'educazione.</p><p>L'uomo non entra nel mondo, come essere della sua specie, perfettamente sviluppato.</p><p>Un gran numero di fattori partecipa al processo di formazione della personalità, come l’intera natura individuale e il complesso del patrimonio ereditario che egli reca con sè (v. ereditarietà), l'impulso della crescita, l'assimila zione dei contenuti dell'ambiente (v. mesologia pedagogica), l'acquisto d'esperienze, la ricerca spontanea di conoscenze e la libertà per-sonale.</p><p>Ma tutti questi influssi sono infine penetranti e raccolti dall’educazione, che in particolare tende a determinare la forma essenziale del perfezionamento dell’uomo. Per questo l’educazione è un fenomeno fondamentale della natura umana come tale. Essa viene impartita universalmente e necessariamente, ovunque si sviluppa una vita umana. Qualunque poi ancora possa essere la sua attuazione, sia che segue un corso assai complesso, ha pur sempre una caratteristica: l’ispirazione al perfezionamento, all’elevazione degli uomini in via di sviluppo. In tal modo, essa conferisce direzione e senso a tutti gli altri fattori formativi. Questa caratteristica essenziale del fenomeno si esprime nelle immagini suggerite dai verbi originali: “e-ducare” in italiano e latino, “παιδαγωγεῖν” in greco.</p><p>La teoria dell’educazione deve prendere le mosse dal fatto dell’educazione. Ma essa può fare ciò con un duplice intento: come pedagogia descrittiva (V.), chiedere semplicemente che cos’è educazione, riferisce dei fatti e li spiega; come pedagogia normativa (V.), invece si propone di scoprire sempre più a fondo come dev’essere. Essa dà un giudizio valutativo dei fatti e mostra le vie per dar loro la forma dovuta. I due aspetti non devono essere disgiunti l’uno dall’altro. La pedagogia è, in sostanza, una scienza pratica; essa non adempie il suo compito quando si limita esclusivamente a descrivere e intraprendere i fatti dell’educazione, e non dice nulla sul modo con cui dobbiamo educare. Ora dipende dal modo di concepire il fenomeno educativo — o come un processo inevitabile sottoposto alla causalità naturale, o invece come una connessione di interventi aventi un senso, liberamente determinabile e soggetta alla causalità volontaria — se una teoria dell'educa zione debba arrestarsi alla pura e semplice fase descrittiva, o possa procedere fino a dettar norme per il processo educativo.</p><p>Esistono diverse opinioni in merito al problema del fattore ultimo dell'atto educativo.</p><p>Oggi, i principali modi di concepire latto educativo, che esercitano il loro influsso sulla teoria dell'educazione, sono quattro.&nbsp; 1. La concezione individualista; <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="http://2.La">2. La</a> concezione sociale; 3. La concezione filosofica - culturale, 4. La concezione teista-metafisica.</p>]]></description>
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         <title>EDUCAZIONE </title>
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         <pubDate>2024-10-16 13:31:16 UTC</pubDate>
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         <title>Educazione </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>EDUCAZIONE</p><p>I - Essenza e concetto dell'educazione.</p><p>L'uomo non entra nel mondo, come essere della sua specie, perfettamente sviluppato.</p><p>Un gran numero di fattori partecipa al processo di formazione della personalità, come l'intima natura individuale e il complesso del patrimonio ereditario che egli reca con sè (v. ereditarietà), l'impulso della crescita, l'assimila-zione dei contenuti dell'ambiente (v. mesologia pedagogica), l'acquisto d'esperienze,</p><p>la ricer-</p><p>ca spontanea di conoscenze e la libertà per-</p><p>sonale. Ma tutti questi influssi sono infine penetrati e raccolti dall'educazione, che in particolare tende a determinare la forma essenziale del perfezionamento dell'uomo.</p><p>Per questo l'educazione è un fenomeno fondamentale della natura umana come ta-le. Essa viene impartita universalmente e ne-cessariamente, ovunque si sviluppa una vita umana. Qualunque poi ancora possa essere la sua attuazione, sia che si svolga in forma semplice e primitiva, sia che segua un corso assai complesso, ha pur sempre una caratte-ristica: l'aspirazione al perfezionamento, al-</p><p>l'elevazione degli uomini in via di sviluppo.</p><p>In tal modo, essa conferisce direzione e senso a tutti gli altri fattori formativi. Questa caratteristica essenziale del fenomeno si esprime nelle immagini suggerite dai verbi originari: «e-ducare » in italiano e latino, «ладазшуєї»»</p><p>in greco.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <title>termine educazione </title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Nuovo Dizionario di pedagogia </strong> , a cura di Giuseppe Flores d’Arcois, edizione in Paoline </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-16 14:46:06 UTC</pubDate>
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         <title>Vocabolario della lingua italiana - Istituto della enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani, Roma- IV volume </title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-17 08:26:46 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Dizionario Delle Scienze Pedagogiche, Marchesini Giovanni, Milano 1929.</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-17 08:30:04 UTC</pubDate>
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         <title>DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI PEDAGOGIA, STAMPATO NELL’ISTITUTO SALESIANO PER ARTI GRAFICHE COLLE DON BOSCO NEL 1958</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L'educazione è un fenomeno fondamentale della natura umana. Essa viene impartita universalmente e necessariamente, ovunque si sviluppa una vita umana. Qualunque poi ancora possa essere la sua attuazione, sia che si svolga in forma semplice e primitiva, sia che segua un corso assai complesso, ha pur sempre una caratteristica: l'aspirazione al perfezionamento, all'elevazione degli uomini in via di sviluppo.</p><p>In tal modo, essa conferisce direzione e senso a tutti gli altri fattori formativi. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-17 08:32:44 UTC</pubDate>
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         <title>DIZIONARIO ENCICLOPEDICO DI PEDAGOGIA-VOLUME II, EDITRICE S.A.I.E-TORINO. STAMPATO NELL’ISTITUTO SALESIANO PER ARTI GRAFICHE COLLE DON BOSCO, 1958.</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>EDUCAZIONE</p><p>I- Essenza e concetto dell’educazione.</p><p>L'uomo non entra nel mondo, come essere della sua specie, perfettamente sviluppato.</p><p>Un gran numero di fattori partecipa al pro-cesso di formazione della personalità, come l'intima natura individuale e il complesso del patrimonio ereditario che egli reca con sè (v. ereditarietà), l'impulso della crescita, l'assimila-zione dei contenuti dell'ambiente (v. mesologia pedagogica), l'acquisto d'esperienze, la ricer-ca spontanea di conoscenze e la libertà per-sonale. Ma tutti questi influssi sono infine penetrati e raccolti dall'educazione, che in particolare tende a determinare la forma essenziale del perfezionamento dell'uomo.</p><p>Per questo l'educazione è un fenomeno fondamentale della natura umana come tale. Essa viene impartita universalmente e necessariamente, ovunque si sviluppa una vita umana. Qualunque poi ancora possa essere la sua attuazione, sia che si svolga in forma semplice e primitiva, sia che segua un corso assai complesso, ha pur sempre una caratte-ristica: l'aspirazione al perfezionamento, all'elevazione degli uomini in via di sviluppo.</p><p>In tal modo, essa conferisce direzione e senso a tutti gli altri fattori formativi. Questa ca-ratteristica essenziale del fenomeno si esprime nelle immagini suggerite dai verbi originari: «e-ducare» in italiano e latino «radaywyEiv» in greco. La teoria dell'educazione deve prendere le mosse dal fatto dell'educazione. Ma essa può fare ciò con un duplice intento: come Pedagogia descrittiva (v.), chiede semplicemente che cos'è educazione, riferisce dei fatti e li spiega; come Pedagogia normativa (v.), invece, si propone di scoprire sempre più a fondo come dev'essere. Essa dà un giudizio valutativo dei fatti e mostra le vie per dar loro la forma dovuta. I due aspetti non devono essere disgiunti l'uno dall'altro. La Pedagogia è, in sostanza, una scienza pratica; essa non adempie il suo compito quando si limita esclusivamente a descrivere e interpretare i fatti dell'educazione, e non dice nulla sul modo con cui dobbiamo educare. Ora dipende dal modo di concepire il fenomeno educativo</p><p>- o come un processo inevitabile sottoposto alla causalità naturale, o invece come una connessione di interventi aventi un senso, liberamente determinabile e soggetta alla causalità volontaria - se una teoria dell'educazione debba arrestarsi alla pura e semplice fase descrittiva, o possa procedere fino a dettar norme per il processo educativo. Esistono diverse opinioni in merito al problema del fattore ultimo dell'atto educativo. Oggi, i principali modi di concepire l'atto educativo, che esercitano il loro influsso sulla teoria dell'educazione, sono quattro.</p><ol><li><p>La concezione individualista</p></li><li><p>La concezione sociale</p></li><li><p>La concezione filosofico-culturale</p></li><li><p>La concezione teista-metafisica</p></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-17 08:33:43 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Dizionario enciclopedico di pedagogia volume II editrice S.A.I.E Torino, 1958</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-17 08:40:52 UTC</pubDate>
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         <title>G. Corallo, Pedagogia Volume Primo, L’Educazione, Problemi di Pedagogia Generale, Armando Editore, Roma, 2010</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Si possono così forse indicare tre di queste che potremmo chiamare le costanti educative empiriche :</p><p>1) Innanzi tutto, l'educazione mira a dare all'educando una capacità autonoma, e cioè l'indipendenza nell'uso di una certa capacità per il raggiungimento di quei fini ai quali la capacità è commisurata. Questo elemento, sempre presente ovunque ci sia un fatto educativo, è indipendente dalla natura dei fini concreti e contingenti che l'educazione di volta in volta si pro-pone: siano essi personali o sociali, pratici o teoretici, il loro raggiungimento (in quanto è materia di educazione) passa sempre attraverso un'attività del singolo, che perciò deve diventarne « capace». Siamo fuori dell'educazione tutte le volte che un'agenza esterna tende a sostituirsi all'attività del-l'individuo.</p><p>2) Questa capacità deve diventare una «abilità», e cioè un abito co stante di azione, e non solo un'esecuzione o un'acquisizione occasionale o mo-mentanea. Soltanto questo assicura l'« indipendenza» o l'autonomia nell'azione che è l'aspetto primordiale dell'educazione.</p><p>3) Tale abito autonomo e costante di azione deve anche in qualche modo e in qualche misura impegnare l'educando-educato dal punto di vista del suo giudizio e della sua volontà. Tale abito deve quindi avere in lui una radice morale: non basta che egli sappia fare costantemente quella cosa, ma si vuole anche che il fare acquisti un aspetto di doverosità, o da un punto di vista personale, o anche come esigenza sociale. La « capacità» all'azione deve quindi diventare anche una « norma» di azione. Non è ancora chiarita la natura di tale norma, se di carattere strettamente personale-morale o giuridico-sociale: ma questo elemento normativo, sia esso di natura etica o giuridica, individuale o sociale, ecc., è sempre presente nei fatti indicati come « educativi ».</p>]]></description>
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         <title>Definizione del termine educazione </title>
         <author></author>
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      </item>
      <item>
         <title>G.MARCHESINI, DIZIONARIO DELLE SCIENZE PEDAGOGICHE, SOCIETÀ EDITRICE LIBRARIA, MILANO 1929</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-17 09:18:40 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>educazióne s. f. [dal lat. educatio -onis, der.di educare: v. EDUCARE): -1. In generale, l’attività’, l&#39;opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitudini come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, estetici, morali: curare l&#39;e. della mente, dello spirito, dell&#39;ingegno, della fantasia, della memoria, del senso estetico, del gusto, dei sensi</title>
         <author>vgsdhrzpj2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Vocabolario della lingua italiana</p>]]></description>
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         <title>EDUCAZIONE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p> •L’educazione è l’insieme di insegnamenti e attività che formano, dal punto di vista morale e intellettuale, una persona, il suo carattere, il suo comportamento e i suoi princìpi. L'educazione non riguarda solo l'acquisizione di informazioni, ma anche la formazione di valori, pensiero critico e competenze relazionali.</p><p><br/></p><p>•L'educazione e le buone maniere sono strettamente interconnesse. Le buone maniere, che includono comportamenti come il rispetto, la cortesia e l'ascolto attivo, sono espressioni pratiche di un'educazione solida. Esse aiutano a facilitare interazioni positive e a costruire </p><p>relazioni sane.</p>]]></description>
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      <item>
         <title>GIOVANNI MARCHESINI DIZIONARIO DELLE SCIENZE PEDAGOGICHE. Società editrice libraria 1929.</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-19 08:11:44 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Marchesini Giovanni, Dizionario delle Scienze Pedagogiche, Società Editrice Libraria, Milano 1929</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2024-10-19 10:45:56 UTC</pubDate>
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         <title>Vocabolario della lingua italiana, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani, Roma</title>
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         <description><![CDATA[<p>« Educazione di base » è l'espressione usata dall'Unesco (v.) per designare una forma di educazione che cerca di venire in aiuto a giovani e adulti che non abbiano goduto i benefici di una normale istruzione scolastica: di comprendere i problemi del loro mondo immediato, e i loro diritti e doveri come cittadini e personalità singole; e, nel tempo stesso, di collaborare più efficacemente al loro progresso economico e sociale. L'educazione di base viene impartita a quei fanciulli per i quali non esiste un'adeguata scuola elementare, e agli adulti che non hanno avuto alcuna possibilità di educazione e istruzione. Essa mette in opera tutti i mezzi più idonei per l'evoluzione di tali persone, sia con gli sforzi personali che con la vita sociale. L'educazione di base è destinata soprattutto a quelle regioni (che si trovano, più o meno estese, in ogni continente ed in molti paesi), le quali vengono generalmente designate come « aree depresse » e nelle quali non esiste via di uscita dal fatale circolo chiuso dell'analfabetismo, della malattia e della miseria, sì che ogni progresso umano diventa impossibile. </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-19 13:56:41 UTC</pubDate>
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         <title>DIZIONARIO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>ENCICLOPEDICO DI PEDAGOGIA, EDITRICE S.A.I.E-TORINO.</p><p>STAMPATO NELL'ISTITUTO SALESIANO PER ARTI GRAFICHE COLLE DON BOSCO, 1958.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-21 00:05:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-10-21 18:10:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>AAVV, Nuovo Dizionario di Pedagogia a cura di Giuseppe Flores d’Arcais, Edizioni Paoline, Roma, 1992</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>IL "TRARRE FUORI" Che l'educazione sia un trarre fuori, si può intendere in duplice modo: anzitutto nel senso già richiamato, che l'anima si tragga fuori dai limiti del corpo. È atteggiamento che è sostanzialmente condiviso, sia pure con diversità di accentuazione, dalla quasi totalità delle religioni, anche politeistiche, e da quelle dottrine filosofiche nelle quali il dualismo spirito-materia costituisce il motivo dominante. In un secondo significato l'educazione come un trarre fuori comporta che già nell'anima è tutto contenuto quel che potrà o dovrà esplicitarsi, così che sarà anche possibile porre analogie concettuali tra educazione e sviluppo o processo, come vedremo più avanti. Nell'uno e nell'altro caso l'anima si educa traendo tutto da sé, pur se il "sé" potrà essere considerato nella sua completa attualità (e quindi si tratta di sottolineare l'educazione come liberazione da) o come potenzialità che il tempo (e lo spazio) trasformerà in risultato (alla pari del seme, quel seme, che diventa pianta, quella pianta).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-21 18:35:03 UTC</pubDate>
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         <title>G. Marchesini, Dizionario delleScienze Pedagogiche, Casa editrice (Società Editrice Libraia), 1929 Milano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L'idea che si contrappone nettam, a quella di sviluppo è quella di creaz., così come l'idea che si contrappone a quella di determinismn</p><p>meccanico è quella di libertà. Dalla applicaz. di esse, prese nelle loro forme estreme, nasce il nuovo concetto di educaz. concepita come libera e assoluta creaz. che lo spirito fa di sè stesso. Chi per primo espose energicam, questo pensiero fu Amedeo Fichte (1762-1814), nella</p><p>Dottrina della scienza (1794-95) e nei Discorsi alla nazione tedesca (1806-7). Egli, infatti, partendo dall'idea del soggetto puro, come unità di essere e di pensiero, ne deduceva: 1.° che l'essere del pensiero non è uno stare, ma un fare, perchè il pensiero in quanto pensa, fa (di che abbiamo certezza nella intuiz. immediata di noi stessi come pensanti. nella intui, intel-lettuale); 2.0 che il pensiero nel suo fare, che o per sè pienam. libero, si pone il proprio oggetto, e ponendoselo limita la propria libertà, e su-</p><p>bisce, in un certo modo, la determinaz. dell'og-getto, cosicchè lo spirito o l'Io, in quanto pone l'oggetto, o il non-Io, si chiude da sè nelle forme finite dell'esperienza oggettiva; 3.° che il pen-</p><p>Siero, o lo spirito, continuando nel suo faxe, riconosce negli oggetti da lui posti sè stesso, e li riconduce quindi a sè in una unità nuova, più profonda e più ricca, in cui riacquista la libertà come riconoscimento delle leggi dell'og-</p><p>Irattato di Pedagogia • Vol. I. - 29.</p><p>EDUOAZIONE</p><p>449</p><p>getto quali poste da lui, spirito, cioè, come autonomia piena. L'Io, dunque, spinto dal motivo intrinseco al suo fare o alla sua attività si crea il limite per superarlo, e conquistare pienam. sè stesso: in tale processo di autofor-</p><p>maz. consiste appunto l'E. La quale è fondamen-</p><p>talm. etica e sintetica: etica, perchè tutta risultante dallo sforzo dello spirito di realizzare interam. sè stesso; sintetica, perchè provenendo dalla radice prima della vita spirituale la abbraccia e la costruisce tutta quanta. Onde il rapporto fra maestro e alunno non è pensato come rapporto fra chi possiede un sapere e chi non lo possiede, ma come rapporto fra l'io e il non io, fra l'io che si pone il non-io per su-perarlo, e il non-io che si riconosce nell'io; un rapporto insomma fra due momenti della stessa attività, che si svolge da sè. - Uno sviluppo ulteriore di questo concetto dell'E. si ha nella teoria di G. Gentile. Anch'egli parte dall' esperienza soggettiva, a cui tutto il reale si riduce, e precisam. dalla proposiz, che « le cose conosciute non sono cose per sè stanti e quindi preesistenti alla cogniz., ma solo a volta a volta, l'oggetto creato dall'atto della nostra mente.</p><p>Pertanto, se la conoscenza non è un'alteraz. delle cose, è bensì una creaz. di esse » (Sommario di pedagogia, I, pag. 11-12). Onde « l'atto del conoscere non è la somma del conoscere più la cosa, che non c'è prima del conoscere, ma questo non c'è, se non come conoscenza della cosa: ed è unità viva, atto, onde può cominciare a porsi qualcosa » (pag. 14). L'Io, adunque, e l'atto medesimo, e soltanto esso, in cui vive il pensiero, come unità di soggetto e oggetto; e siccome in tale atto si concentra, in fondo, tutta la vita e tutto il reale, così si può dire che l'atto del pensiero è l'Atto assoluto (pag. 21).</p><p>Quindi, anche qui, come in Fichte, l'Io è il creatore del reale, cioè di sè stesso; ma, a, dif.</p><p>ferenza di Fichte, l'Io è ridotto all'Atto, e lo svolgimento creativo dello spirito è ridotto all'attualità di ciaseun momento. In forza di questa riduz. del reale allo spirito e, anzi, all'atto dello spirito, il Gentile annulla in esso tutte le opposizioni psicologiche, ped., e didattiche sulle quali poggia l'idea di E., cioè le opposizioni fra io e non io, fra sensaz. e percez., piacere e dolore, pensiero e parola, concetto e categoria, intelletto e volontà, spirito e corpo; e poi quelle fra educando ed educatore, potenza e atto, uomo in formaz., e uomo formato, E.</p><p>pubblica, ed E. privata, giuoco e lavoro, imi.</p><p>taz. e creaz., E. formale</p><p>ed E. realistica, E.</p><p>fisica, ed E. spirituale, ed infine fra metodo di-dattico, e metodo scientifico, fra maestro e scolaro, legge e volontà, autorità e/ libertà, istruz. e sapere, intuiz, e ragionamento, materia centrale e materie periferiche. E l'E. insomma vien concepita come l'atto dello spirito nel suo farsi o autoprodursi, nella sua autoctisi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-22 07:57:04 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Marchesini Giovanni, Dizionario delle scienze pedagogiche, Società Editrice Libraria, Milano 1929</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mauratripi/eh2et8v4dgzmgu91/wish/3183183206</link>
         <description><![CDATA[<p>EDUCAZIONE. 1) Il concetto di E. è univer-salm. adoperato presso i popoli civili: dai Greci che usavano il termine preciso di matôeia, (da tais fanciullo), ai Romani, che introdussero il termine più vasto derivato dal verbo ducere (onde e-ducere, educatio) e poi trasferito in tutte le lingue derivate (it., frane., anglo americ.) ai Tedeschi, che usano il termine Erzichung (da er-zichen perfettam. analogo al termine latino), il concetto volgare di E. è quello di un'az. rivolta a trarre in atto energie e attitudini che sono in potenza nell'uomo, e precisam. nell'uomo in formaz., e ciò senza riguardo al fine, verso cui l'az. procede o che si</p><p>propone, esenza riguardo la vi da etto queste,</p><p>largam. formale. perchè prescinde da ogni contenuto (sebbene, in pratica, il contenuto sia determinato dalle condizioni reali), e in un certo senso anche superficiale, perchè prescinde pure da ogni determinaz. delle energie e attitudini da sviluppare, dei loro interni rapporti di valore e di graduazione. Di lì è derivato che il concetto medesimo si è potuto estendere per analogia a ogni altro caso in cui vi siano energie e attitudini in potenza da trarre in atto, o reglio a ogni caso in cui dagli effetti conseguiti con l'az. umana si è potuto arguire la presenza di attitudini potenziali. Così si è parlato e si parla di E. degli animali e delle piante, perchè in ambo i casi l'az. dell'uomo riesce a trarre in atto e sviluppare energie prima solo in potenza.</p><p>In questi due casi poi si rivela anche un altro elemento del concetto primitivo di E., quello, cioè, della cura sollecita onde il processo educativo si compie, intendendosi cioè che anche nel caso degli animali e delle piante l'az. del. l'uomo si accompagni a quel medesimo atteggiamento sentimentale, con eui l'az. educativa si compie sull'uono. Ora, questa medesima estens. dimostra che nel concetto volgare di E. non è implicita nè la noz. del fine nè quella del metodo nè quella dell'ente e della energia,a cui l'opera educativa si rivolge. Ma una prima rifless. sull'uso volgare dell'idea di E.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-23 06:57:58 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Vocabolario della lingua italiana, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, fondata da Giovanni Treccani,Roma</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Sofia Marabella </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-23 08:47:22 UTC</pubDate>
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         <title>Evoluzione biologica, cultura e educazione</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Darwinismo, darwinismo sociale, sociobiologia</p><p>L'educazione è un processo che connota in modo determinante l'evoluzione umana, la quale non può venire scissa dallo sfondo in cui naturalmente si colloca, che è quello dell'evoluzione biologica. L'educazione è in particolare condizione e fattore fondamentale dell'evoluzione culturale, che è qualcosa di diverso dall'evoluzione biologica. Di diverso, ma non di distaccato e tanto meno di opposto. L'esigenza di riconoscere pienamente la continuità fra i due processi evolutivi non può essere disconosciuta. Essa si è andata lentamente affermando, sia pure con oscillazioni pendolari molto pronun-ciate, nel corso di oltre due millenni e mezzo, cioè almeno a partire dai naturalisti o « fisiologi » presocratici fino ai più recenti dibattiti sulle varie forme di evoluzione relative agli animali superiori.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-24 07:00:23 UTC</pubDate>
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         <title>Educazione </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>A. Visalberghi, Pedagogia e scienze dell’educazione, Oscar Mondadori, 1990.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-24 15:12:45 UTC</pubDate>
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         <title>DEFINIZIONE DI EDUCAZIONE VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA , ISTITUTO DELLA ENCICLOPEDIA ITALIANA FONDATA DA GIOVANNI TRECCANI ROMA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Fiorella Abbate </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-24 20:50:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/mauratripi/eh2et8v4dgzmgu91/wish/3186442156</link>
         <description><![CDATA[<p>EDUCAZIONE in VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA. ISTITUTO DELL’ ENCICLOPEDIA ITALIANA FONDATA DA GIOVANNI TRECCANI S.p.a, Roma, 1987, VOL. IV, p. 219.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-24 21:32:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CHE SIGNIFICA L&#39;EDUCAZIONE?</title>
         <author>labramo2</author>
         <link>https://padlet.com/mauratripi/eh2et8v4dgzmgu91/wish/3202471026</link>
         <description><![CDATA[<p>In epoca classica, i Greci utilizzavano il termine "paideia" per indicare il concetto di educazione. Il termine "pedagogia," con il significato che gli attribuiamo oggi, fu introdotto soltanto da Immanuel Kant, uno dei più grandi filosofi tedeschi (1724-1804). Da circa un secolo, gli studi sull’educazione hanno assunto un carattere più ampio e complesso, abbracciando ricerche che non sono più esclusivamente filosofiche ma si configurano come "Scienze dell'Educazione".</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p>SCIENZE DELL'EDUCAZIONE: Le scienze dell'educazione comprendono quelle discipline che studiano in modo sistematico lo sviluppo della persona umana nelle varie fasi e nei diversi contesti della vita. Tra queste scienze troviamo la pedagogia, la filosofia, la psicologia, la sociologia e l'antropologia. Queste discipline, pur diverse, hanno un comune punto di riferimento nel concetto di educabilità dell'essere umano.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p>LE DOMANDE CHE TUTTI CI PONIAMO!</p><p><br/></p><p>Come dobbiamo intendere la parola "educazione"?</p><p>Che cos’è, dunque, "l’educazione"?</p><p>Alla prima domanda risponde J. Maritain, che afferma che il compito dell’educazione è quello di aiutare la persona a rispondere al suo principale dovere: "diventare uomo." Se l'educazione consistesse semplicemente nell'uso di buoni metodi e nell'applicazione di tecniche efficaci per formare la persona, potremmo ottenere ottimi risultati soprattutto con i bambini. Tuttavia, la realtà è più complessa.</p><p><br/></p><p>Il termine "educazione" possiede molti significati. Fa parte del linguaggio comune da cui deriva la pedagogia stessa, e si riferisce a un’attività altrettanto comune e naturale.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>Ad esempio, EDUCAZIONE FAMILIARE si riferisce all’insieme di azioni, consapevoli o inconsce, con cui la famiglia trasmette le proprie abitudini, regole, valori morali e credenze.</p><p><br/></p><p>EDUCAZIONE SCOLASTICA ha un significato più specifico: si intende come un'attività istituzionale rivolta all'apprendimento di materie che sarebbe difficile acquisire al di fuori di un contesto scolastico. Nel campo delle scienze dell’educazione, questo concetto comprende due aspetti fondamentali: per l'educando, l'apprendimento; per l'educatore, la comunicazione, che costituisce l'insegnamento. Questi concetti sono tradizionalmente connessi ai termini "istruzione" e "formazione."</p><p><br/></p><p>Oggi si parla anche di EDUCAZIONE PERMANENTE, che indica come l'essere umano non smetta mai di fare nuove esperienze e di imparare nel corso della vita.</p><p><br/></p><p><br/></p><p>Fra tutti questi concetti di educazione c’è un legame: le differenze tra un tipo di educazione e l’altro sono definite dagli aggettivi che accompagnano il termine stesso, pur in situazioni e contesti molto diversi tra loro. Inoltre, il significato dell’educazione varia a seconda delle teorie degli autori, delle loro idee sulla vita e sul mondo, e delle loro posizioni politiche. Ad esempio, il concetto di educazione sviluppato nel corso dei secoli dai pensatori cattolici e dalla Chiesa è molto diverso da quello elaborato da un filosofo come Giovanni Gentile o da un pensatore economico-politico come Karl Marx.</p><p><br/></p><p>Lucrezia Abramo.</p><p>Definizione recuperata da numerosi testi consultati in biblioteca.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-05 12:51:42 UTC</pubDate>
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         <title>Vocabolario della lingua italiana </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>educazióne s. f. [dal lat. educatio -onis, der.</p><p>di educare: V. EDUCARE]. - 1. In generale, l'at-tività, l'opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitu-dini, come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, este-</p><p>tici, morali: curare l'e. della mente, dello spirito, dell'ingegno, della fantasia, della memoria, del senso estetico, del gusto, dei sensi; avere, non avere un'e. letteraria, artistica, musicale. Più in partic., il processo di trasmissione culturale, diverso per ogni situazione storicamente e culturalmente determinata, mediante il quale, all'interno di determinate istituzioni sociali (fa-</p><p>miglia, scuola, ecc.), viene strutturata la personalità umana e integrata nella società: e. della prole, come obbligo imposto dalla legge ai ge-nitori; dare un'e. ai propri figli; dedicarsi all'e. dei giovani; conferire un'e. civile, morale, religio-</p><p>sa; trascurare, perfezionare la propria e.; e con riguardo al modo di educare, di essere educato: sistemi, metodi di e.; dare, ricevere un'e. severa, seria, debole, falsa; avere ricevuto una sana educazione. In senso ampio, e di uso più recente, e. permanente, processo di formazione</p><p>dell'individuo che si sviluppa lungo tutta la vita, scolastica e post-scolastica, soprattutto se favorito dall'integrazione in un sistema omogeneo che unisca i vari momenti della vita asso-ciata: famiglia, scuola (come centro di processi formativi), luogo di lavoro, istituzioni culturali e ricreative, ecc. In pedagogia, s'intende per e. l'insieme delle attività, individuali o collettive, che tendono a favorire sistematicamente, con l'ausilio di particolari tecniche e metodi, il raggiungimento di prefissate conoscenze e abilità da parte di individui generalmente giovani.</p><p>Scienze dell'e., l'insieme studi e discipline che si sono via via aggiunti alla pedagogia (e cioè didattica, docimologia, istruzione pro-grammata, sociologia dell'educazione, ecc.),</p><p>sottolineandone la natura interdisciplinare, con riguardo anche al complesso dei rapporti e dei fenomeni sociali che sono per essa oggetto di considerazione. Ministero della E. Nazionale, nome assunto nel settembre 1929 dal ministero della Pubblica Istruzione e mantenuto fino al</p><p>1944. 2. Con accezione più ristretta, denominazione di alcune materie di studio o d'inse-gnamento: e. alimentare, il complesso delle nozioni rivolte a razionalizzare il comportamento alimentare (entità dei fabbisogni alimentari, composizione chimica degli alimenti, principi basilari di fisiologia della nutrizione, ecc.); e. artistica, materia d'insegnamento della scuola media che mira a maturare le capacità di esprimersi e di comunicare mediante i linguaggi fi-gurativi, e di comprendere e produrre messaggi visuali, promuovendo e sviluppando le attitudini estetiche dell'allievo; e. civica (v. CIVI-</p><p>co); e. fisica, insieme di norme e di esercizi tendenti a rendere il corpo più robusto e a favorirne l'armonico sviluppo (è in genere sinon.</p><p>burocratico di ginnastica); e. linguistica, azione didattica tendente a sviluppare negli individui,</p><p>spec. di giovane età, la capacità di uso del lin-guaggio; e. musicale, insegnamento che ha per obiettivo di promuovere la partecipazione attiva degli alunni della scuola media all'esperienza della musica sia come espressione e co-municazione, sia come ricezione o ascolto, attraverso l'educazione dell'orecchio musicale e l'affinamento del gusto; e. sanitaria, in genera-le, l'acquisizione delle fondamentali norme di igiene e di comportamento che siano utili per salvaguardare la salute fisica individuale; e. ses-</p><p>suale, l'informazione sui fatti e i problemi sessuali che la moderna pedagogia e psicologia ritengono necessario dare ai</p><p>scenti al fine di sviluppare in essi un equilibrato atteggiamento mentale e morale verso i comportamenti e i rapporti sessuali; e. tecnica, sezione dell'insegnamento medio che tende a sviluppare la conoscenza e la riflessione sui fondamenti della tecnica (come insieme dei metodi e dei mezzi utilizzati nei processi produttivi) e della tecnologia (come scienza che studia tali metodi, mezzi e process1). 3. Buona creanza, abitudine a comportarsi in ogni occasione con modi gentili e cortesi: gente, ragazzi senza e.; non hai un pơ di e.!; chi t'ha insegnato l'e.?;</p><p>ma guarda che razza d'educazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-05 21:34:16 UTC</pubDate>
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         <title>I significati dell’educazione.Teorie pedagogiche e della formazione contemporanee diGiorgio Chiosso (1.1 Le trasformazioni culturali di fine/inizio secolo)</title>
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         <description><![CDATA[<p>Fino a qualche decennio fa l'educazione era una esperienza largamente condivisa nel suo quotidiano dipanarsi anche se gli scopi perseguiti o da perseguire potevano essere diversi (e in qualche caso addirittura contrastanti) in rapporto a differenti concezioni ideali e sociali (la formazione dell'uomo borghese, del marxista, del cristiano ecc.). Era infatti quasi scontato che le pratiche educative coincidessero con l'avviamento dei giovani alla vita sociale e alle regole etiche secondo la tradizione/le tradizioni ereditate dai padri e secondo alcune prassi ampiamente condivise (centralità della famiglia, ruolo etico-civile della scuola ecc.).</p><p>Oggi questa impostazione appare notevolmente indebolita. Ci troviamo di fronte a un'idea di introduzione all'età adulta alquanto diversa, nutrita più di liberazione dai vincoli tradizionali che di partecipazione a una identità condivisa. Nei giovani è molto più diffuso che in passato, per esempio, il senso di autosufficienza, di libertà, di consapevolezza del proprio valore. Gli adulti, a loro volta, hanno a poco a poco ridotto il loro ruolo a quello di semplici compagni di viaggio dei rispettivi figli e/o allievi fin quasi alla rinuncia di qualsiasi atteggiamento che possa in qualche modo produrre frustrazioni o piccole sofferenze.</p><p>La percezione d'insieme è che il nostro tempo sia segnato da una trasformazione educativa di ampia portata che sta modificando la nozione stessa di educazione. Diverse sono le ragioni dei cambiamenti in corso, alcune di carattere generale e altre legate alla difficoltà di trovare efficaci punti di mediazione nelle pratiche pedagogiche e della formazione.</p><p>Sul piano generale non possiamo naturalmente prescindere dalle trasformazioni culturali che hanno percorso le società occidentali negli ultimi decenni. Alcune espressioni che tentano sinteticamente di renderne conto come «condizione postmoderna» o «postmoder-</p><p>nità», «società liquida», «società della piena conoscenza», «globalizzazione» e altre ancora di analogo impianto sono diventate non solo di uso corrente, ma si configurano ormai come veri e propri luoghi comuni. Con il ricorso a metafore diverse esse tentano di rappresentare un nuovo modo di intendere la convivenza umana, di rileggere i rapporti tra le persone, di comprendere le conseguenze che le trasformazioni tecnologiche hanno portato negli stili di vita, spesso anche di ridisegnare i significati etici delle azioni umane.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-05 21:39:19 UTC</pubDate>
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