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      <title>L&#39;Architettura Romanica by Vincenzo Nato</title>
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      <description>Realizzato con tua mamma</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-28 16:34:09 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Architettura Romanica</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’architettura romanica<br><br></div><div>Il nuovo linguaggio artistico che assume il nome di Romanico nacque a favore di una forte ripresa dell’attività edilizia, che, a partire dall’XI secolo, coinvolse le città che rappresentavano importanti sedi episcopali. La spinta che diede il via a questo nuovo linguaggio artistico dal progetto della Chiesa di costruire degli edifici per il culto dei Santi e delle loro reliquie, ma anche un motivo di prestigio e orgoglio per i Comuni che li ospitavano.<br><br></div><div> Il termine “Romanico” deriva dall’aggettivo inglese <em>romanesque</em>, con il quale gli Inglesi indicavano il processo di sviluppo delle lingue derivanti dal Latino. Inoltre si voleva sottolineare il condiviso riferimento al modello e alle pratiche costruttive dell’età romana; tuttavia non manca una spiccata persistenza di elementi barbarici insieme a elementi dell’architettura araba.<br><br></div><div>L’architettura fu la manifestazione più rappresentativa del Romanico e trovò la massima espressione negli edifici sacri. Mentre nelle città le cattedrali rappresentavano il cuore sia religioso che civile e quindi il centro della società, nei piccoli centri monastici questi edifici religioso erano eretti dalle famiglie più ricche come manifestazione del proprio prestigio e potere.<br><br></div><div>L’Italia rappresenta il centro dell’architettura romanica godendo di numerosi edifici religiosi famosi in tutto il mondo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 16:35:42 UTC</pubDate>
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         <title>Romanico A Firenze</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel Basso Medioevo la Toscana fu una delle realtà artistiche più vivaci della penisola infatti in questa area il Romanico trovò una grande varietà di interpretazioni, fondendosi con le tradizioni locali e soprattutto con il persistere di una componente classica, tanto da poter parlare di “classicismo toscano”.<br><br></div><div>A Firenze gli elementi strutturali scandiscono le superfici creando giochi di pieni e vuoti, luci e ombre, perdono la concretezza fisica per perseguire effetti di superficie, cromatici e ottici, grazie anche all’uso di marmi colorati. Esempi di architettura romanica a Firenze sono il Battistero di San Giovanni e la Basilica di San Miniato al Monte.<br>Ranucci.<br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 16:43:43 UTC</pubDate>
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         <title>Battistero Di San Giovanni</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong>I fiorentini del Medioevo credevano che il Battistero fosse un edificio antico, risalente al periodo romano della città; un tempio pagano trasformato in chiesa. In effetti gran parte del rivestimento marmoreo del Battistero, così come i numerosi frammenti ed iscrizioni antiche e le grandi colonne che sorreggono la trabeazione sopra le porte all'interno, provengono dalle rovine della “Florentia” romana, forse da qualche edificio pagano. Il monumento che vediamo oggi è il frutto dell'ampliamento di un primitivo Battistero, risalente al IV-V secolo.</div><div>Il Battistero di San Giovanni presenta una pianta ottagonale. All’esterno la sua superficie si articola su tre livelli, scanditi in verticale da paraste replicate lungo tutto il perimetro e in orizzontale da cornicioni. I due ordini inferiori presentano una rigorosa decorazione bicroma, infatti vi è un alternarsi di marmi bianchi e verdi provenienti da Prato: quello più in basso è caratterizzato da forme rettangolari, mentre quello superiore presenta un’impronta più classica, infatti sono evidenti ampie arcate dove trovano collocazione tre finestre, di cui quella centrale è ad arco mentre le laterali sono timpanate. L’ultimo livello è costituito da un alto attico suddiviso in specchiature rettangolari, simili a triglifi classici. La copertura piramidale della cupola contribuisce a conferire all’edificio un aspetto geometrico.&nbsp;</div><div>&nbsp;Entrando nell’edificio, la prima cosa che cattura l’attenzione è il prezioso mosaicodella cupola, una delle più grandi al mondo per l’epoca ad esser decorata con questa tecnica. I mosaici sono dominati dall'enorme figura di Cristo giudice con scene del giudizio universale che occupano tre degli otto spicchi della cupola. Nei sovrapposti registri orizzontali degli altri cinque spicchi, sono raffigurate le storie di San Giovanni Battista, patrono di Firenze, di Cristo, di Giuseppe e della Genesi. Al centro, nel registro più in alto, trovano posto le gerarchie angeliche.<br>Nel corso degli anni il Battistero venne impreziosito anche da tre bellissime porte bronzee.<br>&nbsp;La più antica è la Porta Sudrealizzata tra il 1330 e il 1336 dallo scultore Andrea Pisano. Essa mostra nei venti scomparti superiori gli episodi della vita del Battista e nei restanti otto, le Virtù cristiane.<br>&nbsp;La Porta Nord, fu la seconda ad essere realizzata. Sostanzialmente impostata come la prima, rappresenta nelle venti formelle superiori scene del Nuovo Testamento e nelle otto formelle inferiori gli Evangelisti e i quattro Padri della Chiesa.<br>&nbsp;Infine la porta est, detta da Michelangelo laPorta del Paradiso, il capolavoro oramai pienamente rinascimentale del Ghiberti e dei suoi aiuti, tra cui Luca della Robbia. Ghiberti e la sua bottega, ottennero senza concorso la commissione della porta che venne realizzata in un formato diverso dalle altre due, in dieci grandi formelle.<br>&nbsp;Da ricordare che dentro il Battistero originariamente trovavano collocazione anche altre grandiose opere d’arte, come la Maddalena di Donatello o l’Altare d’argento, oggi visibili al Museo dell'Opera del Duomo per ragioni conservative.<br>Ranucci.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 16:47:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 16:51:39 UTC</pubDate>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 16:52:16 UTC</pubDate>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 16:52:57 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di San Miniato</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div><div>ESTERNO</div><div>Il corpo della chiesa si divide in tre parti principali: inferiore, mediana e superiore. Lungo la facciata principale corrono due trabeazioni in pietra. La facciata, nella parte inferiore, è caratterizzata da archi (cinque in tutto) sorretti da colonne in marmo verde, con basi e capitelli di marmo bianco stile corinzio. I frontoni laterali realizzati con marmo bianco di Carrara e verde di Prato, presentano delle figure romboidali. Nella parte centrale della facciata si trova un pronao tetrastilo e nella parte superiore di questo è possibile ammirare il mosaico risalente al 1260 che rappresenta Cristo in trono benedicente fra la madre Maria e San Miniato. Il frontone presenta nove archi sormontati da motivi ornamentali e da una croce. Sulla sommità spicca un’aquila, simbolo della corporazione che per anni si occupò del mantenimento della chiesa.</div><div> <br>INTERNO</div><div>L’interno della basilica mostra tre navate, il presbiterio e il coro rialzati, un pavimento marmoreo e, tra il coro e il presbiterio un pulpito romanico. La parte superiore dell’abside è decorata da un mosaico, con lo stesso tema di quello proposto nella facciata, e ciò fa supporre che tali opere siano state portate a compimento dallo stesso artista. Al centro della navata maggiore c’è la Cappella del Crocifisso, un’edicola realizzata nel XV secolo per custodire un venerato Crocifisso che ora è stato trasferito in un altro luogo sacro. </div><div>  Immediatamente sotto il presbiterio si trova la cripta, ricca di affreschi nonché la parte più antica della chiesa, che ha la stessa lunghezza della struttura sovrastante e ben trentotto colonne che la dividono in sette navate: tre centrali e quattro laterali. Il monastero annesso alla chiesa venne ricostruito nel 1426 con i proventi forniti dall’Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti dell’Arte della Lana, e fu chiamato a contribuire a tale realizzazione, per la parte pittorica, Paolo Uccello, che si occupò anche degli affreschi del chiostro, portando a termine le Storie della vita dei Santi Padri.<br>Ranucci</div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 16:54:19 UTC</pubDate>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 16:56:41 UTC</pubDate>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 16:57:19 UTC</pubDate>
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         <title>Il Campo dei miracoli</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La</strong> <strong>Piazza del Duomo</strong> è il centro artistico e turistico più importante di Pisa. La Piazza, che accoglie i più alti esempi dell’arte romanica pisana, è tra i più celebri e visitati complessi monumentali d’Italia. Sull’ampia distesa erbosa, contro lo sfondo delle merlate medievali, si ergono il Duomo, il Battistero, il Campanile e il Camposanto che, sebbene edificati in epoche differenti presentano tutti un’omogeneità cromatica e stilistica e una mirabile unità architettonica. All’inizio della piazza vi è la fontana dei Putti: il pilastro marmoreo è seicentesco mentre i Putti reggenti lo stemma pisano sono degli inizi del 1763.<br>Nato<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 16:58:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il Campanile</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Campanile </strong>conosciuto anche come la torre pendente, costituisce il più importante emblema della città ed è una delle torri più famose al mondo, per l’eleganza dell’architettura di marmo bianco e la singolarità della statica. Questa costruzione venne iniziata a costruire intorno al 1173, ma a causa del cedimento del terreno che costituisce anche la causa della sua famosa inclinazione, il progetto venne mollato e ripreso diverse volte per poi essere concluso definitivamente nella seconda metà del 300 probabilmente da Tommaso Pisano.&nbsp; La struttura del campanile incorpora due stanze. Una alla base della torre, nota come sala del Pesce, per via di un bassorilievo raffigurante un pesce. Tale sala non ha soffitto, essendo di fatto il cavo della torre. L'altra invece è la cella campanaria, al settimo anello. Delimitata dalle mura del camminamento superiore, è anch'essa a cielo aperto e al centro, tramite un'apertura, è possibile vedere il pian terreno della torre. Sono inoltre presenti tre rampe di scale: una ininterrotta dalla base fino al sesto anello, dove si esce all'esterno; una, a chiocciola più piccola che porta dal sesto anello al settimo; infine una ancor più piccola, sempre a chiocciola, che porta dal settimo anello alla sommità.&nbsp;<br>Nato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 17:01:16 UTC</pubDate>
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         <title>Il Duomo</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Duomo: </strong>Il bianco ed imponente edificio è il massimo monumento dell’architettura romanico-pisana. La fronte, spartita inferiormente da arcate cieche, è coronata da quattro diversi ordini di loggette, ornate con sculture e tarsie di marmi vari. I tre portali hanno ante in bronzo. Un’elegante partitura decorativa corre anche lungo i fianchi e i transetti fino alla bella abside coronata da due ordini di loggette.<br><br></div><div><strong>L’interno</strong> solenne e luminoso, con parametro a bande bianche e nere, è a cinque navate su serrate colonne, con matronei anche nei bracci del transetto a tre navate, cupola ellissoidale sulla crociera e profonda nell’abside.<br>Nato</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 17:05:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 17:08:04 UTC</pubDate>
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         <title>Battistero San Giovanni Pisa</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Battistero </strong>è un maestoso edificio romanico in marmo bianco a pianta circolare, cinto da arcate e loggette con frastagliati elementi gotici, è munito inoltre di una cupola piramidale ad otto facce. Vi si aprono quattro pregevoli portali dei quali è notevole soprattutto quello affacciato sul duomo, fiancheggiato da colonne intagliate e con rilievi nell’architrave.<br>Nato<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 17:09:19 UTC</pubDate>
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         <title>Camposanto</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Camposanto: </strong>perfetta costruzione rettangolare ad arate cieche cinge con una galleria interna il prato dell’antico cimitero. Esternamente si aprono due semplici portali: quello destro è sormontato da un’elegante tabernacolo gotico.<br>Nato</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-02-28 17:11:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <pubDate>2017-02-28 17:14:01 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di Sant&#39;Ambrogio</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>LA BASILICA DI SANT’AMBROGIO<br></strong><br></div><div>La basilica di Sant'Ambrogio è una delle più antiche chiese di Milano e si trova in piazza sant’Ambrogio.<br><br></div><div><strong>Storia<br></strong><br></div><div>Edificata tra il 378 e il 368 per volere del vescovo di Milano Ambrogio, fu costruita in una zona in cui erano stati sepolti i cristiani martirizzati dalle persecuzioni dei romani. La basilica attuale rispetta scrupolosamente la pianta di questa basilica paleocristiana: tre navate, con quadriportico antistante. L’edificio subì delle trasformazioni quando venne affiancato da u monastero benedettino. Vennero poi applicate delle modifiche: venne costruita il campanile dei monaci e vennero costruite la absidi. La chiesa venne pesantemente colpita dai bombardamenti anglo-americani del 1943 che distrussero soprattutto la parte esterna del portico, danneggiando la cupola della basilica, il mosaico alle spalle dell'altare ed altre parti esterne della chiesa. Negli anni successivi ebbero inizio i restauri che negli anni '50 riportarono la basilica al suo antico splendore.<br><br></div><div><strong>Architettura<br></strong><br></div><div>La facciata in mattoni con inserti in pietra. Il materiale di costruzione è povero (principalmente mattoni di diversi colori, pietra e intonaco bianco) e la provenienza è locale: con esso si costruiscono anche gli edifici che costellano la campagna dei dintorni.</div><div><strong>Facciata e quadriportico<br></strong><br></div><div>La facciata a capanna è larga e schiacciata ed è affiancata dai due campanili. Presenta due logge sovrapposte. Quella inferiore ha cinque arcate uguali (di cui solo tre sono visibili in facciata) e si ricongiunge con il perimetro interno del portico, pur avendo questo arcate leggermente più alte, mentre quella superiore ha cinque arcate che scalano in altezza assecondando il profilo degli spioventi<br><br></div><div>Davanti alla chiesa sorgeva un ampio quadriportico che fungeva da diaframma tra la città e lo spazio sacro. Era,un tempo, un luogo in cui dove si radunavano i cittadini per discutere assemblee religiose o civili. Dalla loggia superiore della facciata il vescovo dava la sua benedizione ai cittadini, mentre le cariche pubbliche potevano interloquire con la folla.<br><br></div><div><strong>I campanili<br></strong><br></div><div>Il campanile di destra, detto dei monaci, risale al IX secolo e ha l'aspetto tipico delle torri di difesa. Quello di sinistra, detto dei canonici, è più alto e risale al XII secolo. <br><br></div><div> <br><br></div><div><strong>Interno<br></strong><br></div><div>L'interno aveva una struttura molto avanzata per l’epoca, con l'uso di volte a crociera rinforzate da costoloni piatti nella navata centrale. Le volte a crociera della basilica di sant’Ambrogio sono tra le più antiche ad essere usate per coprire spazi cosi ampi e l’equilibrio dei pesi delle murature è capolavoro di ingegneria romanica. Molto importante è anche l’illuminazione: le navate laterali sono buie mentre nella navata centrale la luce si irradia gradualmente partendo dalla loggia o dalle finestre del tiburio<br>Montefusco</div>]]></description>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <title>Duomo di Modena</title>
         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <description><![CDATA[<div>La cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo e San Geminiano è il principale luogo di culto della città di Modena.<br><br></div><div>Capolavoro dello stile romanico, la cattedrale è stata edificata dall'architetto Lanfranco nel sito del sepolcro di san Geminiano, patrono di Modena, dove in precedenza, a partire dal V secolo, erano state già erette due chiese. Nella cripta del duomo si trovano le reliquie del santo, conservate in una semplice urna del IV secolo ricoperta da una lastra di pietra e sorretta da colonne di spoglio. <br>A fianco della cattedrale sorge la torre campanaria detta la Ghirlandina.<br>La facciata è a salienti che riflettono la forma interna delle navate, con tetti spioventi ad altezze diverse. Due poderose paraste dividono la facciata in tre campiture.<br>Il centro è dominato dal portale maggiore, sovrastato da un protiro a due piani con un'edicola dalla volta a botte. Il protiro è retto da due leoni stilofori (cioè reggenti una colonna ciascuno) di epoca verosimilmente antica (forse copie di sculture romane). <br>I portali non presentano lunette, mentre sono decorati da sculture gli altri elementi. Numerosi rilievi sono posti al di sopra dei portali laterali e a fianco di quello centrale, sono suddivisi in dodici parti.Il grande rosone venne aggiunto nel XIII secolo assieme ai due portali laterali<br>Notevoli sono le porte laterali, due sul fianco sud nella piazza Grande e una su quello nord.<br>La Porta regia non esisteva nel Duomo di Lanfranco ed è opera dei maestri campionesi, databile fra il 1209 e il 1231 mentre si svolgevano anche i lavori nel presbiterio. Presenta all'esterno alcuni gradini ed è di marmo rosa, diverso dal colore bianco della superficie del Duomo. Minore, rispetto alle altre porte, è la sua decorazione scultorea, mentre molto maggiore è la sua imponenza architettonica: a strombo, delimitato da una serie di colonne tutte diverse, di cui le due prime di diametro maggiore sono sorrette da due grandi leoni stilofori, spoglie antiche recuperate da un edificio di epoca romana.Il tutto è sormontata da un imponente protiro.<br>La più piccola Porta dei Principi è ornata nell'architrave da un bassorilievo raffigurante episodi della vita di San Geminiano.<br>Sul fianco settentrionale, in via Lanfranco, si trova la Porta della Pescheria, sormontata dal protiro retto da due colonne su leoni stilofori.La torre campanaria di tipo lombardo è indipendente.<br>L'interno<br>La chiesa è a tre navate prive di transetto e con un presbiterio (l'area dove si trova l'altare liturgico) in posizione sopraelevata, che suggerisce la presenza della cripta. A ciascuna navata corrisponde un'abside. La copertura era anticamente a capriate lignee e venne sostituita con volte a crociera a sesto acuto soltanto durante il XV secolo.<br>La navata centrale presenta quattro grandi campate, di lunghezza doppia rispetto a quelle nelle navate laterali (che sono quindi otto).<br>Le pareti che separano le navate sono scandite da archi a tutto sesto, poggianti su pilastri compositi alternati a colonne, e articolate da triplici arcate nel triforio, dove si simula un matroneo inesistente ripreso da modelli carolingi e ottoniani, e strette finestre nel cleristorio, dalle quali filtra la luce.<br>L'uso di pilastri e colonne alternati è di solito funzionale alla costruzione delle volte, perché le volte della navata centrale, più ampie e pesanti, poggiano su pilastri, mentre le volte delle navate laterali scaricano su colonne o pilastri più piccoli. Nel caso del Duomo di Modena, all'epoca della costruzione, la scelta fu puramente stilistica, essendo anticamente coperta da capriate. Esistevano comunque quattro campate già delimitate da arconi, che ancora attraversano la navata e che creavano un ritmo nella struttura parietale, sottolineato anche dalle paraste che prolungano i pilastri, dalle membrature degli archi a tutto sesto e dalle trifore.    <br>Corso</div><div> <br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <author>vincy_nuvolagialla</author>
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         <title>Pianta duomo Modena</title>
         <author>giustiana_arena</author>
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         <title></title>
         <author>giustiana_arena</author>
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