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      <title>Magica e strepitosa 4^A by SABINA PICCININ</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-05-06 13:12:21 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-05-16 12:01:52 UTC</lastBuildDate>
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         <title>IL FIUME ISONZO </title>
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         <description><![CDATA[<p>lunghezza:136,0 km                                                                          sorgente:monte Gialluz (Slovenia)</p><p>foce:a Delta,mare adriatico(tra grado e starazano)</p><p>Città o paesi attraversati:Slovenia,Italia </p><p>piante:orchidee,biancospini,ontani,salici e pioppi e spartina</p><p>animali:cigno reale,oca zamperosee,casacca,tadorna,fischione,canapiglia e alzavola </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-09 19:11:45 UTC</pubDate>
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         <title>IL FIUME NATISONE</title>
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         <description><![CDATA[<p>Lunghezza: 60 km</p><p>Sorgente: nasce in Italia, a 415 metri di quota, nelle vicinanze di Prossenicco, al confine tra il Friuli Venezia Giulia e la Slovenia.</p><p>Foce:da sinistra nel fiume Torre.</p><p>Città o paesi attraversati: Italia e Slovenia.</p><p>Piante:l’orchidea, il fiore di campo, il faggio, il castagno e il carpino nero.</p><p>Animali:il ghiozzo padano, il vairone, il barbo italico, il cavedano, l’alborella e martora costiera.</p><p><br></p><p>MAIA SCIRCOLI</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-11 07:30:36 UTC</pubDate>
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         <title>FIUME PIAVE</title>
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         <description><![CDATA[<p>LUNGHEZZA:231,24 Km</p><p>SORGENTE:nasce in FVG sul monte Peralba nelle Alpi Carniche.</p><p>FOCE: mare Adriatico presso Cortellazzo in Veneto.</p><p>CITTA' O PAESI ATTRAVERSATI: Nasce in Friuli  per poi scorrere in Veneto per la maggior parte del suo corso.</p><p>PIANTE: Zigolo Ferrugineo, Pioppo bianco e Ninfea bianca alla foce.</p><p>ANIMALI: Luccio, Rana rossa, la candida  Garzetta, Carpa.</p><p>CURIOSITA': È conosciuto in Italia come <strong>fiume Sacro alla Patria</strong> per gli avvenimenti svoltisi lungo le sue sponde nel corso della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prima_guerra_mondiale">Grande Guerra.</a></p><p><br></p><p>BINCOLETTO MARGHERITA.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-11 11:23:55 UTC</pubDate>
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         <title>IL FIUME NONCELLO</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il fiume Noncello è lungo 15km e la sua sorgente si trova a Cordenons.</p><p>Questo fiume sfocia in un altro fiume: il Meduna.</p><p><br/></p><p>Attraversa <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pordenone">Pordenone</a>, prima percorrendo a sud l'antico quartiere di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Torre_(Pordenone)">Torre</a>, e poi prosegue lasciandosi sulla sua destra il centro storico di Pordenone.</p><p><br/></p><p>Nel tratto più vicino al centro storico della città, il fiume è circondato da una <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Flora">flora</a> spontanea (<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Salici">salici</a> cinerini e bianchi, <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pioppo">pioppi</a>, ontani) che costituiscono il <em>Parco fluviale del Noncello (Parco Flu).</em></p><p><br/></p><p>Il fiume ha molti animali <em>(trote,lucci</em>,<em>tinche,anguille,gamberi di fiume e nuntrie)</em>.</p><p><br/></p><p>Il fiume ha una portata media di 21 metri cubi (volume di acqua)</p><p>al secondo, la formula è 21 m<sup>3</sup>/s.</p><p><br/></p><p>Il Noncello è un tipico corso d' acqua di risorgiva (dove c' è acqua potabile),con portata e temperatura costante tutto ľ anno, salvo in presenza di eventi atmosferici primaverili, quando arriva acqua proveniente dal Meduna e il livello del fiume aumenta anche di diversi metri.</p><p><br/></p><p>Sofia Zanzot</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-11 13:45:29 UTC</pubDate>
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         <title>FIUME TAGLIAMENTO DI : GIORGIANNA ANNEMARY MAXIM</title>
         <author>ionmaxim</author>
         <link>https://padlet.com/sabinapiccinin/ef9xiaqrnc2uv5h1/wish/2989463670</link>
         <description><![CDATA[<p>       </p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p>Il Tagliamento allo sbocco nella pianura friulana nei pressi di Ragogna</p><p>Stato	Bandiera dell'Italia Italia</p><p>Regioni	  Friuli-Venezia Giulia</p><p>  Veneto</p><p>Lunghezza	170 km</p><p>Portata media	70 m³/s, alla foce</p><p>a Venzone 69 m³/s</p><p>a Pinzano 92 m³/s</p><p>Bacino idrografico	2 916,86 km²</p><p>Altitudine sorgente	1 195 m s.l.m.</p><p>Nasce	Passo della Mauria</p><p>46°26′59.89″N 12°31′18.79″E</p><p>Affluenti	</p><p>Degano</p><p>But</p><p>Fella</p><p>Leale</p><p>Arzino</p><p>Cosa</p><p>Ledra</p><p>Varmo</p><p>Sfocia	Mare Adriatico fra le spiagge di Lignano Sabbiadoro e Bibione</p><p>45°38′37″N 13°06′05″E</p><p>Coordinate: 45°38′37″N 13°06′05″E (Mappa)</p><p>Mappa del fiume</p><p><br></p><p><br></p><p>Geografia                                                                                                       </p><p>Il Tagliamento nasce nei pressi del Passo della Mauria nel comune di Lorenzago di Cadore, in provincia di Belluno (Veneto). Nel primissimo tratto scorre nella regione storica del Cadore, per poi attraversare da ovest a est tutta la Carnia. Nel tratto medio-basso costituisce il confine tra le province di Pordenone ed Udine e, in seguito, fra il Friuli-Venezia Giulia ed il Veneto (città metropolitana di Venezia), per poi sfociare, infine, nel Golfo di Venezia tra Lignano Sabbiadoro (UD) e Bibione (VE).</p><p>Il bacino idrografico si estende su 2916,86 km² e raccoglie una popolazione di circa 165 000 persone. Il bacino si trova quasi interamente in Carnia e nelle altre vallate montane friulane. I principali centri abitati posti sulle sue rive sono Forni di Sopra, Latisana e San Michele al Tagliamento, mentre nelle immediate vicinanze del fiume si trovano Tolmezzo, Enemonzo, Gemona del Friuli, Trasaghis, San Daniele del Friuli, Spilimbergo, Valvasone, Sedegliano, Codroipo, Varmo e San Vito al Tagliamento.</p><p>Il fiume presenta caratteristiche torrentizie, un letto ampio fino due chilometri (rispetto ad una lunghezza di 170), l'assenza di argini artificiali ed un numero limitato di ponti a causa del divieto di costruire su una zona di interesse militare, ritenuta una linea di difesa bellica fino alla Guerra fredda. La permanenza del letto e del corridoio fluviale originari, nonché l'assenza di apporti umani significativi lungo il suo corso, lo rendono "l'ultimo fiume selvaggio in Europa"[5]. Solo qui si può ancora osservare un letto fluviale a canali intrecciati e di una simile ampiezza. Il suo contributo all'ecosistema del mare Adriatico deriva in primo luogo dalla qualità delle acque confluite e dai sedimenti di dolomia bianca delle Alpi Carniche - Dolomiti Friulane e di roccia vulcanica, che determinano realtà turistiche come Lignano e Bibione[6].</p><p>Principali affluenti</p><p>Torrente Arzino, affluente del Tagliamento</p><p>torrente[7] Lumiei</p><p>torrente Degano</p><p>torrente But</p><p>fiume Fella</p><p>torrente Leale</p><p>torrente Arzino</p><p>torrente Cosa</p><p>torrente Ledra</p><p>fiume Varmo</p><p>Aspetti naturalistici</p><p>Lo stesso argomento in dettaglio: Canali intrecciati.</p><p>La morfologia intrecciata del medio corso</p><p>Il fiume Tagliamento viene ritenuto un ecosistema estremamente prezioso ed interessante, essendo considerato l'ultimo corridoio fluviale morfologicamente intatto delle Alpi.[19] Infatti per buona parte del corso, ed in particolare nel medio tratto fino a Pinzano, l'intervento invasivo dell'uomo è stato pressoché nullo e le dinamiche fluviali presentano un grado di naturalità unico in Europa. Grazie a questa sua caratteristica, il Tagliamento viene studiato da università ed istituti di ricerca di tutto il mondo, ed è stato preso a modello per interventi di ri-naturalizzazione fluviale.[20]</p><p>Dal punto di vista morfologico, il Tagliamento si caratterizza per la sua dinamica a canali intrecciati, consistente nel fatto di avere un letto ghiaioso molto ampio con numerosi canali d'acqua che si intrecciano nel percorso. Questa forma si manifesta solitamente in fiumi con elevato trasporto solido, ma può essere fortemente messa a rischio da interventi antropici che riducano la larghezza dell'alveo. Il Tagliamento è uno dei pochi fiumi in Europa a mantenere preservata la dinamica a canali intrecciati: infatti causa di una serie di fattori le sue rive non sono state urbanizzate lungo tutto il corso fino a Latisana, e questo ha permesso il mantenimento di uno stato quasi naturale. Nel tratto di pianura compreso fra Venzone e Pinzano il letto si presenta nella sua larghezza naturale, nel resto del medio corso, come già detto, è stato ristretto parzialmente pur mantenendo ancora una notevole ampiezza. Questo tipo di alveo consente la creazione di elementi morfologici come le isole vegetate e le barre ghiaiose, oggi a rischio in tutta Europa, che a loro volta hanno consentito lo sviluppo di un ricco ecosistema fluviale.                                                                                                                                                                                                </p><p>Flora                                                                                                              </p><p>La varietà di specie vegetali presenti nel Tagliamento è notevole: la maggior ricchezza si ha nella parte di medio corso compresa tra Amaro e Cornino. L'alveo del fiume si comporta come un corridoio naturale sia longitudinale che latitudinale, che mette in comunicazione gli habitat tipicamente montani con quelli della pianura. Come conseguenza di questo fenomeno, chiamato dealpinismo, non è raro trovare nell'alveo specie vegetali tipiche dei ghiaioni di montagna.</p><p>Transizione da magredo pionieristico (in primo piano) a bosco (in secondo piano)</p><p>In generale è possibile classificare la vegetazione in base alla distanza dai canali di scorrimento delle acque, e quindi in base alla probabilità di inondazione in regime di piena.</p><p>il "greto attivo", pur apparendo un inospitale deserto di ghiaia, in realtà è caratterizzato da una vegetazione pioniera, quasi esclusivamente erbacea, in grado di sopportare lo stress dovuto alle frequenti inondazioni.</p><p>sui banchi ghiaiosi leggermente più elevati, e pertanto ad inondazione sporadica, si trova un "ambiente magredile" in cui compaiono prima arbusti, poi anche specie arboree come pioppi neri e salici bianchi. Lo stesso habitat è possibile trovare nelle "isole vegetate" (dette anche saletti, in friulano salets) che separano diversi canali fra di loro.</p><p>infine, negli spazi golenali più esterni, dove le inondazioni avvengono solo in caso di piena eccezionale, si trova la vegetazione permanente composta da pioppi bianchi e ontani neri. In questa fascia boscosa la vegetazione funge da riparo per numerosissime specie di insetti e uccelli.                                                                                                                                 </p><p>Fauna                                                                                                                </p><p>Barbo</p><p>Nel medio corso si possono trovare numerose specie animali rare o scomparse nel resto della pianura padana a causa dell'azione umana, ovvero alla trasformazione del loro ambiente naturale in campi coltivati o zone edificate. Fra le specie più frequenti vanno ricordati il gheppio, la volpe e la faina. Il letto del Tagliamento funge anche da corridoio migratorio e punto di riferimento visivo per numerose specie di uccelli migratori, e spesso viene utilizzato anche per la loro nidificazione. Tra i numerosi anfibi presenti nell'ecosistema, che sfruttano le pozze d'acqua stagnante e i canali minori per la posa delle uova, la rana di Lataste, considerata specie a rischio altrove, è presente in numero significativo nel Tagliamento.</p><p>Passando alla fauna acquatica, le specie più numerose sono la trota marmorata ed il temolo nel corso medio-alto e il cavedano ed il barbo nel corso medio-basso. La trota fario è stata immessa dall'uomo ed ora rischia di inquinare geneticamente le originarie popolazioni di marmorata.</p><p>Riferimenti al fiume su monumenti</p><p>Sopra la trabeazione dell'Arco della Pace di Milano sono collocate le personificazioni dei quattro fiumi principali del Lombardo-Veneto: il Po, il Ticino, l'Adige e il Tagliamento.</p><p>Sulle facce interiori dei pilasti delle grandi arcate dell'Arco di Trionfo di Parigi, sono incisi i nomi delle grandi battaglie della rivoluzione e dell'impero francesi. Nella terza colonna dell'immagine, dopo il secondo separatore decorato, si può leggere "Mantoue" e poi "Tagliamento".</p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="https://it.wikipedia.org/wiki/Tagliamento" />
         <pubDate>2024-05-12 17:19:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL LAGO DI BARCIS</title>
         <author>maestra_GiuliaM</author>
         <link>https://padlet.com/sabinapiccinin/ef9xiaqrnc2uv5h1/wish/2992414887</link>
         <description><![CDATA[<p>NOME: Lago di Barcis.</p><p>DIMENSIONE: 0,98 km2.</p><p>ORIGINE: Lago artificiale.</p><p>LUOGO: Valcellina (Pordenone).</p><p>PIANTE: Latifoglie, Conifere, Abeti, Faggi.   </p><p>ANIMALI: Trote, Fario e Salmerini.</p><p>SPORT: Vela, surf, canoa e Kayak sono alcune delle discipline di questo lago.</p><p>CURIOSITA':<em> Il lago avrebbe dovuto raggiungere un’altezza maggiore di 11 metri rispetto all’attuale. Il progetto è stato però ridimensionato perché avrebbe richiesto l’evacuazione della popolazione di Barcis che aveva appena ricostruito tutte le case.</em></p><p><br></p><p><br></p><p><em>                                              LEONARDO IOB</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-14 12:24:33 UTC</pubDate>
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         <title>Il fiume noncello </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p> Il fiume noncello è lungo 15 km, sfocia: a Meduna e visinale e a Pasiano.</p><p>Informazioni : città di Pordenone vanta uno dei più alti rapporti tra aree verdi e popolazione residente d’Italia.Tra queste, di particolare importanza sono le aree verdi circostanti il fiume Nncello, che attraversala città. Il Noncello (Nunciel in friulano standard, Nunsiel in friulano occidentale) è un fiumecompreso interamente nella provincia di Pordenone, anticamente noto come ‘Naone’.Probabilmente il toponimo attuale era in origine riferito a uno dei suoi rami (a sua volta diminutivodel fiume principale). Il Noncello nasce presso Cordenons e attraversa Pordenone, primapercorrendo a sud l'antico quartiere di Torre, e poi lasciando sulla destra il centro storico della città,la quale deve il proprio sviluppo al traffico fluviale che la collegava al mare Adriatico, e dunquecon Venezia, attraverso il percorso Noncello-Meduna-Livenza (il toponimo della città derivaproprio da Portus Naonis ‘Porto sul Naone’). Il Noncello confluisce infine nel Meduna nei pressi diVisinale, con un percorso di 15.8 km, ed ha il carattere tipico del fiume di risorgiva, essendogenerato dalla confluenza di brevi rogge alimentate da gruppi di olle sorgive. Il fiume cittadino èancora oggi utilizzato per la navigazione fluviale e da diporto, e può essere navigato fino al mareseguendo l’idrovia che prosegue lungo i fiumi Meduna e Livenza. Il Parco Fluviale del Noncello èdisteso al centro dell’abitato della Pordenone moderna e fa parte contestuale del centro, ospitandouna ricca biodiversità vegetale (Martini &amp; Poldini 1980, Martini 2008).Questa guida interattiva alle piante legnose presenti nel Parco del Noncello (comprese alcune speciecoltivate o sfuggite alla coltivazione) è stata richiesta al Dipartimento di Scienze della Vitadell’Università di Trieste da un gruppo di cittadini pordenonesi, la maggior parte dei qualiinsegnanti, il cui scopo è la protezione e promozione del Parco Fluviale del Noncello. La guida,sviluppata da un sistema informativo creato presso l’Università di Trieste (Nimis &amp; Martellos 2009)servirà a promuovere la conoscenza del ricco patrimonio di biodiversità della città di Pordenone,non solo da parte degli studenti nelle scuole, ma di tutta la cittadinanza.La guida è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Pordenone ed il Progetto SiiT,coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambitodell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumentiinterattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ esoprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdicomunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centratesull’identificazione delle piante. Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione dellabiodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito delProgramma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo disviluppo regionale e dai fondi nazionali.BibliografiaMARTINI F. 2008. La flora vascolare spontanea di Pordenone. Mus. Civ. Storia Nat. Pordenone.Comune di Pordenone Editore.280 pp.MARTINI F., POLDINI L., 1980. Il paesaggio vegetale del fiume Noncello nell’area urbana diPordenone. Gortania,</p><p>città di Pordenone vanta uno dei più alti rapporti tra aree verdi e popolazione residente d’Italia.</p><p>Tra queste, di particolare importanza sono le aree verdi circostanti il fiume Noncello, che attraversa</p><p>la città. Il Noncello (Nunciel in friulano standard, Nunsiel in friulano occidentale) è un fiume</p><p>compreso interamente nella provincia di Pordenone, anticamente noto come ‘Naone’.</p><p>Probabilmente il toponimo attuale era in origine riferito a uno dei suoi rami (a sua volta diminutivo</p><p>del fiume principale). Il Noncello nasce presso Cordenons e attraversa Pordenone, prima</p><p>percorrendo a sud l'antico quartiere di Torre, e poi lasciando sulla destra il centro storico della città,</p><p>la quale deve il proprio sviluppo al traffico fluviale che la collegava al mare Adriatico, e dunque</p><p>con Venezia, attraverso il percorso Noncello-Meduna-Livenza (il toponimo della città deriva</p><p>proprio da Portus Naonis ‘Porto sul Naone’). Il Noncello confluisce infine nel Meduna nei pressi di</p><p>Visinale, con un percorso di 15.8 km, ed ha il carattere tipico del fiume di risorgiva, essendo</p><p>generato dalla confluenza di brevi rogge alimentate da gruppi di olle sorgive. Il fiume cittadino è</p><p>ancora oggi utilizzato per la navigazione fluviale e da diporto, e può essere navigato fino al mare</p><p>seguendo l’idrovia che prosegue lungo i fiumi Meduna e Livenza. Il Parco Fluviale del Noncello è</p><p>disteso al centro dell’abitato della Pordenone moderna e fa parte contestuale del centro, ospitando</p><p>una ricca biodiversità vegetale (Martini &amp; Poldini 1980, Martini 2008).</p><p>Questa guida interattiva alle piante legnose presenti nel Parco del Noncello (comprese alcune specie</p><p>coltivate o sfuggite alla coltivazione) è stata richiesta al Dipartimento di Scienze della Vita</p><p>dell’Università di Trieste da un gruppo di cittadini pordenonesi, la maggior parte dei quali</p><p>insegnanti, il cui scopo è la protezione e promozione del Parco Fluviale del Noncello. La guida,</p><p>sviluppata da un sistema informativo creato presso l’Università di Trieste (Nimis &amp; Martellos 2009)</p><p>servirà a promuovere la conoscenza del ricco patrimonio di biodiversità della città di Pordenone,</p><p>non solo da parte degli studenti nelle scuole, ma di tutta la cittadinanza.</p><p>La guida è stata realizzata in collaborazione tra il Comune di Pordenone ed il Progetto SiiT,</p><p>coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, nell’ambito</p><p>dell’iniziativa ‘Verde Pubblico’, che mira a valorizzare le aree verdi comunali creando strumenti</p><p>interattivi di facile consultazione per avvicinare i cittadini alla conoscenza della ‘foresta urbana’ e</p><p>soprattutto per fornire alle scuole uno strumento che permetta loro di utilizzare le aree verdi</p><p>comunali come veri e propri ‘laboratori all’aperto’ in cui svolgere attività didattiche centrate</p><p>sull’identificazione delle piante. Il progetto SiiT (Strumenti interattivi per l’identificazione della</p><p>biodiversità: un progetto educativo in un’area transfrontaliera) è finanziato nell’ambito del</p><p>Programma per la Cooperazione Transfrontaliera Italia-Slovenia 2007-2013, dal Fondo europeo di</p><p>sviluppo regionale e dai fondi nazionali.</p><p>Bibliografia</p><p>MARTINI F. 2008. La flora vascolare spontanea di Pordenone. Mus. Civ. Storia Nat. Pordenone.</p><p>Comune di Pordenone Editore.280 pp.</p><p>MARTINI F., POLDINI L., 1980. Il paesaggio vegetale del fiume Noncello nell’area urbana di</p><p>Pordenone. Gortania,</p><p><br></p><p>Zakria Mohamed rehman</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-14 17:45:25 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca Zoe Pol Bodetto</title>
         <author>crisalide2012</author>
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         <description><![CDATA[<p>FIUME LIVENZA:</p><p>Il fiume Livenza nasce nelle sorgenti del Gorgazzo a Polcenigoin provincia di Pordenone. </p><p>È lungo 112 km. </p><p>Questo fiume lungo il suo percorso segna il confine tra Veneto e Friuli e passa per i comuni di: Polcenigo, Caneva, Fontanafredda, Sacile, Brugnera, Rata di Pordenone e Pasiano di Pordenone nella parte Friulana. Passa invece nei comuni di Gaiarine, Portobuffole', Mansue', Gorgo al Monica o, Meduna di Livenza, Motta di Livenza, San Stino di Livenza, Cessato, Torre di Mosto, Eraclea e Caorle, per la parte Veneta. </p><p>Il Livenza sfocia nel mar Adriatico, a porto Santa Margherita a Caorle, nella laguna di Venezia.</p><p>La fauna di questo fiume  è composta da Trota, Tinca, Scardola, Alborella, Carpa, Luccio, Temolo e Anguilla. </p><p>La Flora invece è composta da Salici, Pioppi Tremuli, Olmi, Ontani e Farnie. </p><p>Ci sono inoltre vari piccoli fiori tra cui una pianta rara la Ludwigia palustris. </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-14 18:58:22 UTC</pubDate>
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         <title>Lago di Redona (o Lago di Tramonti) - Rosi Del Pin</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>NOME Lago di Redona<br>DIMENSIONI 1,6 Km²<br>ORIGINE Lago artificiale<br>LUOGO Val Tramontina nel vecchio borgo di Movada (Pordenone)<br>PIANTE carpino nero, orniello, faggi,  pino nero, pino silvestre e abete rosso<em> </em><br>ANIMALI trote iridee, fario, barbi e cavedani</p><p>CURIOSITA'  Il lago fa parte delle Dolomiti Friulane, che sono patrimonio dell'Unesco. I lavori per la sua costruzione furono completati nel 1952, sbarrando il Meduna in Val Tramontina e comportò l'abbandono del vecchio borgo di Movada, i cui resti ancora emergono quando il lago è in secca.</p><p>Una delle caratteristiche del lago di Redona è rappresentata dalle sue acque dal colore verde brillante. </p><p>Tra le attrazioni del lago ci sono la passerella sospesa in località Tridis e numerosi sentieri per gli amanti dell'escursionismo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 12:55:32 UTC</pubDate>
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         <title>Fiume tagliamento</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>LUNGHEZZA:170km</p><p>SORGENTE: Passo della Mauria</p><p>FOCE: Situata tra le località di Bibione e Lignano riviera, si immette con una foce ad estuario nel mar adriatico.</p><p>CITTA' O PAESI ATTRAVERSATI: Posti sulle rive troviamo i Forni di sopra, Latisana e S. Michele al Tagliamento.</p><p>PIANTE: Orchidee, arbusti, fiordaliso, ramerino di fiume, salice rosso, il carpine nero, tiglio</p><p>ANIMALI: L'averla piccola, l'upupa, il pendolino, il gheppio, la volpe, il tasso, il topino, la trota marmolata, il temolo, il luccio</p><p><br/></p><p>Sara Rhassoub</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 14:26:59 UTC</pubDate>
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         <title>Lago natisone</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nasce in Italia, a 415 metri di quota, nelle vicinanze di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prossenicco">Prossenicco</a>, frazione di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Taipana">Taipana</a>, al confine tra il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friuli-Venezia_Giulia">Friuli-Venezia Giulia</a> e la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Slovenia">Slovenia</a> e deriva dalla confluenza del Rio Bianco e del Rio Nero che scendono dalle falde del Monte Maggiore e dal Gabrovig<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natisone#cite_note-6"><sup>[6]</sup></a>. Per un tratto segna il confine dell'Italia e, poco dopo aver ricevuto le acque dei torrenti Namlen e Jamnik, entra e continua il suo percorso in territorio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Slovenia">sloveno</a> lambendo gli insediamenti di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bergogna">Bergogna</a>, Longo, Podibela, Boreana, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Creda">Creda</a> e Robis del comune di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caporetto">Caporetto</a>.</p><p>Dopo avervi percorso circa 10&nbsp;km rientra in <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> nei pressi di Stupizza e comincia a scorrere nella Val Natisone. Riceve quindi i contributi delle sorgenti Poiana, Arpit e Naklanz, di alcuni torrentelli quali il Jauarščak, il Tarčešnjak, e lo Zejac, ed a Ponte san Quirino, del torrente Azzida (che è formato dall'unione dell'Alberone, del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cosizza">Cosizza</a> e dell'Erbezzo, torrenti che danno il nome alle altre tre valli del comprensorio).</p><p>In questa zona, il Natisone è caratterizzato dalla notevole erosione dell'alveo che dà luogo a vere e proprie forre nei pressi delle frazioni di Vernasso e Ponte San Quirino. Lungo il suo corso italiano, il Natisone attraversa i comuni di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pulfero">Pulfero</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Pietro_al_Natisone">San Pietro al Natisone</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cividale_del_Friuli">Cividale del Friuli</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Premariacco">Premariacco</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Manzano_(Friuli-Venezia_Giulia)">Manzano</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_al_Natisone">San Giovanni al Natisone</a> e confluisce nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_(fiume)">Torre</a> nei pressi di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trivignano_Udinese">Trivignano Udinese</a>.</p><p>La portata minima del fiume è di 0,8 metri cubi al secondo<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natisone#cite_note-Marinelli-3"><sup>[3]</sup></a>, ma è soggetto, nei periodi piovosi, a piene improvvise e, a volte, notevoli che di rado producono danni proprio per la notevole altezza delle rive. La portata media può essere indicata in 4 metri cubi al secondo, mentre quelle primaverile/autunnale in 6-8 metri cubi al secondo. La sua lunghezza, dalla unione del Rio Bianco col Rio Nero fino alla confluenza con il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Torre_(fiume)">fiume Torre</a>, è di 55&nbsp;km, mentre la lunghezza totale, comprendendo anche il Rio Bianco, è di 60&nbsp;km.<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natisone#cite_note-7"><sup>[7]</sup></a>Le acque fanno parte del bacino imbrifero del fiume <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isonzo">Isonzo</a><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natisone#cite_note-8"><sup>[8       </sup></a></p><p><sup>Ruben Duciuc</sup></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 14:47:42 UTC</pubDate>
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         <title>IL LAGO DEI 3 COMUNI O LAGO DI CAVAZZO</title>
         <author>fammoret08</author>
         <link>https://padlet.com/sabinapiccinin/ef9xiaqrnc2uv5h1/wish/2994540126</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Lunghezza: </strong>3,4 km</p><p><strong>Profondità:</strong> 40 m</p><p><strong>Informazioni:</strong> Il lago di Cavazzo è il più esteso lago naturale del Friuli-Venezia Giulia. La valle del lago era percorsa un tempo da un ramo del fiume Tagliamento. Nel corso delle ultime glaciazioni è stata occupata da un'imponente calotta di ghiaccio che si estendeva fino al Tagliamento. Il ghiacciaio ha scavato ulteriormente per erosione la valle ed al suo ritiro ha lasciato una depressione occupata dalle acque. Il lago formatosi si estendeva fino agli archi morenici ed occupava il campo di Osoppo. Successivamente si è ritirato e ciò che rimane è il relitto di un bacino lacustre glaciale ben più grande.</p><p><strong>Sorgente:</strong> è di origine glaciale, sorge a 195 m s.l.m., ai piedi del Monte Festa e del Monte San Simeone risultando più basso del fiume Tagliamento che scorre circa 3 km a est.&nbsp;È alimentato sia artificialmente sia da sorgenti naturali sotterranee che risultano essere dei veri e propri crateri larghi fino a 2 metri.</p><p>Il lago ha inoltre vari immissari di origine naturale ma con carattere per lo più stagionale. Tra questi l'unico perenne è il Rio Schiasazze.</p><p>Emissario è il torrente Leale, canale artificiale.</p><p><strong>Città o paesi attraversati:</strong> Interneppo (frazione di Bordano), Alesso (frazione di Trasaghis) e Cavazzo, da cui prende il nome.</p><p><strong>Flora:</strong> canneto e nelle rive salici e pioppi neri.</p><p><strong>Fauna: </strong>nel canneto nidificano il tarabuso, il tarabusino, il germano reale, la gallinella d`acqua, la folaga e dal martin pescatore; è presente la vipera dal corno.</p><p>È luogo di riproduzione per numerosi pesci: lucci, tinche, anguille, alborelle, cavedani, sanguinerole, spinarelli, agoni, trote fario. Mentre tra quelle alloctone vi sono: carpe, persici reali e trote iridea.</p><p><br></p><p>FRANCESCO MORET</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 17:04:19 UTC</pubDate>
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         <title>LAGO DEL PREDIL</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sabinapiccinin/ef9xiaqrnc2uv5h1/wish/2994605769</link>
         <description><![CDATA[<p>DOVE SI TROVA:</p><p>nel comune di Tarvisio (UD), tra le Alpi Giulie, vicino al confine con la Slovenia, a 959 metri sul livello del mare</p><p>ORIGINE: </p><p>lago alpino di origine glaciale</p><p>LE SUE MISURE:</p><p>è lungo 1,5 Km, è largo 500 m e profondo circa 30 m</p><p>EMISSARIO PRINCIPALE: Rio del Lago</p><p>IMMISSARIO PRINCIPALE: Rio di Saletto </p><p>FAUNA:</p><p>trota fario, salmerino, biscia acquatica, rospi e vipere sulle</p><p>rocce al sole </p><p>FLORA:</p><p>salice, ontano e ginepro; piante che resistono agli eventi atmosferici del lago, che può avere aree totalmente coperte da acqua o completamente secche</p><p>SPORT:</p><p>barche a vela e a remi, pedalò e kayak.</p><p>C'è una scuola di windsurf, gommoni e scivoli per bambini, ma solo d'estate perché d'inverno è ghiacciato</p><p>LEGGENDA:</p><p>Racconta la leggenda che un tempo al posto del lago vi fosse un paesino. Gli abitanti erano persone insensibili e durante una fredda notte d'inverno si rifiutarono di ospitare una donna e un bimbo giunti da lontano. Solo una famiglia povera offrì loro un tetto ricoprendo di attenzioni la madre e il bambino. Il mattino dopo il lago aveva ricoperto tutto il paese, tranne un'isoletta con la casa della famiglia ospitale, mentre la donna e il piccolo erano scomparsi.</p><p>ALICE CACCIA</p><p> </p><p><br/></p><p> </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-15 18:00:59 UTC</pubDate>
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         <title>lago di BARCIS</title>
         <author>sabinapiccinin</author>
         <link>https://padlet.com/sabinapiccinin/ef9xiaqrnc2uv5h1/wish/2995902024</link>
         <description><![CDATA[<p>Il lago di Barcis a 402 metri di latitudine.</p><p>Il lago di Barcis e nato a poca distanza da Maniago e Pordenone ,nelle Prealpi carniche dietro il monte Cavallo.</p><p>queto lago nasce nel 1954con la nuova diga che sbarra la fotta del Celina.</p><p>Il lago di Barcis ospita trote ,fari e salmerini.</p><p>l'origine del lago sono le cause più frequenti sono, il riempimento dei sedimenti, quindi ha origine vulcanica. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-05-16 12:01:52 UTC</pubDate>
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