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      <title>Il mio padlet squisito
 by Angelo Vitagliano</title>
      <link>https://padlet.com/angelocaputo218/ecc9qghh5rm8</link>
      <description>Realizzato con la forza per avere successo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-26 15:32:10 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-03-28 06:00:05 UTC</lastBuildDate>
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         <title>BIOGRAFIA:</title>
         <author>angelocaputo218</author>
         <link>https://padlet.com/angelocaputo218/ecc9qghh5rm8/wish/140521031</link>
         <description><![CDATA[<div>Alessandro Manzoni proveniva, dal lato materno, da una famiglia illustre, i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Beccaria">Beccaria</a>. Il nonno materno di Manzoni, infatti, era quel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_Beccaria">Cesare Beccaria</a>, autore del trattato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dei_delitti_e_delle_pene"><em>Dei delitti e delle pene</em></a>, che fu uno dei principali animatori dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Illuminismo_in_Italia">illuminismo lombardo</a>. A detta del Manzoni stesso, lui e il nonno si conobbero soltanto una volta, in occasione della visita della madre presso il celebre padre<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-4">[4]</a>. La parentela coi Beccaria lo rendeva inoltre lontano cugino dello scrittore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scapigliatura">scapigliato</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Dossi">Carlo Dossi</a>.<br><br></div><div>Più modesta era invece la famiglia paterna<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-5">[N 1]</a>: don <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Manzoni">Pietro Manzoni</a>, il padre di Alessandro, discendeva da una nobile famiglia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barzio">Barzio</a>, in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Valsassina">Valsassina</a>, e stabilitasi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lecco">Lecco</a> (nella località del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caleotto">Caleotto</a>) nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1612">1612</a> in seguito al matrimonio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Maria_Manzoni">Giacomo Maria Manzoni</a> con Ludovica Airoldi nel 1611<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-6">[5]</a>. Per quanto don Pietro Antonio Pasino Manzoni (1657-1736) avesse poi ricevuto il feudo di Moncucco nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Novara">novarese</a> nel 1691<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-7">[6]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-8">[7]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-9">[8]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-10">[9]</a>, e per quanto in virtù di ciò fossero conti, il titolo a Milano non era valido perché "straniero"<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:5-11">[10]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-group-12">[N 2]</a>. Inizialmente don Pietro presentò al governo austriaco una richiesta ufficiale perché fosse riconosciuto, ma poi preferì non insistere<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-13">[11]</a>. In ogni caso, quando Roma attribuirà molto più tardi la cittadinanza al Manzoni, il titolo comitale apparirà sull'atto ufficiale e verrà mantenuto dalla sua discendenza.<br>Alessandro Francesco Tommaso Antonio Manzoni<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-17">[15]</a> nacque a Milano, al n. 20 di via San Damiano<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:9-18">[16]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-19">[N 3]</a>, il 7 marzo 1785 da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulia_Beccaria">Giulia Beccaria</a> e, ufficialmente, da don <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_Manzoni">Pietro Manzoni</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-20">[17]</a>. Trascorse i primi anni di vita prevalentemente nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cascina"><em>cascina</em></a><em> Costa</em> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Galbiate">Galbiate</a>, tenuto a balia da Caterina Panzeri, una contadina del luogo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:1-21">[18]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-22">[19]</a>. Questo fatto è attestato dalla targa tuttora affissa nella cascina. Sin d'ora passò alcuni periodi alla villa rustica di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caleotto">Caleotto</a>, di proprietà della famiglia paterna, una dimora in cui amerà tornare da adulto e che venderà, non senza rimpianti, nel 1818. In seguito alla separazione dei genitori<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-23">[N 4]</a>, Manzoni venne educato in collegi religiosi.<br>Il 13 ottobre 1791<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:2-25">[21]</a> fu accompagnato dalla madre a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Merate">Merate</a> al collegio San Bartolomeo dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chierici_regolari_di_Somasca">Somaschi</a>, dove rimase cinque anni: furono anni duri, in quanto il piccolo Alessandro risentiva della mancanza della madre<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-26">[N 5]</a> e perché soffriva del difficile rapporto con i suoi compagni di scuola, violenti<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-27">[N 6]</a> tanto quanto gli insegnanti che lo punivano di frequente<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-28">[22]</a>. La letteratura era già una consolazione e una passione: durante la ricreazione, racconterà lo scrittore, «…mi chiudevo […] in una camera, e lì componevo versi»<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-29">[23]</a>. Nell'aprile del 1796 passò al collegio di Sant'Antonio, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lugano">Lugano</a>, gestito ancora dai Somaschi, per rimanervi fino al settembre del 1798<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:2-25">[21]</a>. Nello stesso 1796, giungeva sul <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Lugano">Lago di Lugano</a> il somasco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Soave">Francesco Soave</a>, celebre erudito e pedagogista. Per quanto sia del tutto improbabile che Manzoni l'abbia avuto come maestro (se non per qualche giorno), la sua figura esercitò sul bambino una notevole influenza<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-30">[24]</a>. Vecchio e prossimo alla morte, l'autore de <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_Promessi_Sposi"><em>I Promessi Sposi</em></a> ricordava: «Io volevo bene al padre Soave, e mi pareva di vedergli intorno al capo un'aureola di gloria»<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-31">[25]</a>.<br>Passò, alla fine del '98, al collegio Longone di Milano, gestito dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chierici_regolari_di_San_Paolo">Barnabiti</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:10-32">[26]</a> e quindi si trasferì a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castellazzo_de%27_Barzi">Castellazzo de' Barzi</a>, dove l'istituto aveva stabilito provvisoriamente la propria sede a causa delle manovre belliche<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:2-25">[21]</a> per poi tornare, il 7 agosto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>, a Milano<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:10-32">[26]</a>. Non è chiaro quanto l'adolescente rimanesse dai Barnabiti, anche se l'ipotesi più accreditata lo fa supporre allievo della scuola fino al giugno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1801">1801</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-33">[27]</a>. Alessandro, nonostante l'isolamento cui era costretto per colpa dell'ambiente chiuso e bigotto, riuscì a stringere alcune amicizie che resteranno durature nel corso degli anni a venire: Giulio Visconti e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Confalonieri">Federico Confalonieri</a> furono suoi compagni di classe. Un giorno imprecisato dell'anno scolastico 1800-1801, poi, gli scolari ricevettero una visita che suscitò nel Nostro una grande emozione: l'arrivo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Monti">Vincenzo Monti</a>, che leggeva avidamente e considerava il più grande poeta vivente, «fu per lui come un'apparizione di un Dio»<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-34">[28]</a>.<br>assieme al Monti, svolgono un ruolo importante <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Parini">Parini</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Alfieri">Alfieri</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-37">[31]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-38">[32]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-39">[33]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-40">[34]</a>. Se si escludono gli esercizi di stile precedenti<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-41">[N 7]</a>, le sue primissime esperienze poetiche risalgono alla metà del 1801, quando cominciò a stendere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opere_di_Alessandro_Manzoni"><em>Del trionfo della libertà</em></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-42">[35]</a>. Tuttavia vi si può riscontrare una vena satirica e polemica che avrà un ruolo non trascurabile nel Manzoni adolescente, pur venendo mitigata già a metà del decennio. Ci restano le traduzioni, in endecasillabi sciolti, di alcune parti del libro quinto dell’<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eneide"><em>Eneide</em></a> e della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Satire_(Orazio)"><em>Satira</em></a> terza (libro primo) di Orazio, accanto a un epigramma mutilo in cui attacca un certo fra' Volpino che, sotto mentite spoglie, raffigura il vicerettore del collegio, padre Gaetano Volpini<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-43">[36]</a>.<br>Nel 1805 Manzoni venne invitato dalla madre e da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Imbonati">Carlo Imbonati</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a>, a quanto pare dietro suggerimento del Monti<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-60">[50]</a>. Alessandro accettò con entusiasmo, ma non fece in tempo a conoscere il conte - alla cui missiva rispose nel marzo, con parole di calore e riconoscimento che Imbonati non lesse mai -, il quale morì il 15 marzo, lasciando la Beccaria ereditiera universale del suo patrimonio<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-61">[51]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:6-62">[52]</a> ma anche affranta e bisognosa dell'amore filiale<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-63">[53]</a>. Il giovane, ora ventenne, giunse nella capitale francese il 12 luglio<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:2-25">[21]</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-:6-62">[52]</a>, giorno in cui la polizia locale gli rilasciava il permesso di soggiorno<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-64">[54]</a>. Uniti entrambi nel dolore Manzoni, che per lo scomparso scrisse l'ode <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opere_di_Alessandro_Manzoni"><em>In morte di Carlo Imbonati</em></a>, scoprì di avere una madre: le loro strade, divise sino ad allora, si incrociarono per non lasciarsi più. Fino al 1841, anno della morte della Beccaria, i due instaurarono un rapporto strettissimo la cui profondità emerge dalle lettere dello scrittore in numerosissime occasioni. Già il 31 agosto 1805 rivelava a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Monti">Vincenzo Monti</a> di aver trovato «la mia felicità […] fra le braccia d'una madre», e di non vivere che «per la mia Giulia»<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni#cite_note-65">[55]</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-29 15:06:49 UTC</pubDate>
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         <title>LE OPERE:</title>
         <author>angelocaputo218</author>
         <link>https://padlet.com/angelocaputo218/ecc9qghh5rm8/wish/140525174</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli <strong><em>Inni sacri</em></strong> sono una raccolta di sei componimenti di argomento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Religione">religioso</a> scritti da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni">Alessandro Manzoni</a> tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1812">1812</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1822">1822</a> come primo frutto letterario della conversione, avvenuta nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1810">1810</a><br>L'idea si formò nella mente del Manzoni non più tardi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1810">1810</a>, come testimonia una lettera al sacerdote <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giansenista">giansenista</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eustachio_Degola">Eustachio Degola</a>, in cui il poeta afferma di aver pensato «l'operetta» a Parigi<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inni_sacri#cite_note-1">[1]</a>. È difficile invece inferire quanto articolato fosse il progetto nell'ultimo periodo passato in Francia, il termine «operetta» potendo ascriversi alla modestia manzoniana, sempre portato a sminuire le sue composizioni, o debba invece riferirsi a una fase ancora incipiente.<br>La raccolta degli <em>Inni sacri</em> sarebbe dovuta essere composta, secondo le originali intenzioni dell'autore, di dodici testi (<em>Il Natale</em>, <em>L'Epifania</em>, <em>La Passione</em>, <em>La Risurrezione</em>, <em>L'Ascensione</em>, <em>La Pentecoste</em>, <em>Il Corpo del Signore</em>, <em>La Cattedra di San Pietro</em>, <em>L'Assunzione</em>, <em>Il Nome di Maria</em>, <em>Ognissanti</em>, <em>I Morti</em>) riguardanti le principali festività liturgiche del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cattolicesimo">cattolicesimo</a>. Tuttavia, egli concluse solo cinque inni (<em>La Resurrezione</em>, <em>Il nome di Maria</em>, <em>Il Natale</em>, <em>La Passione</em>, <em>La Pentecoste</em>) e ne lasciò incompleto un sesto (<em>Ognissanti</em>). Benché non sia compreso nel progetto iniziale, si è soliti aggiungere agli <em>Inni Sacri</em> il frammento intitolato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Natale_del_1833"><em>Il Natale del 1833</em></a>, ispirato al giorno nel quale morì la moglie di Manzoni, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrichetta_Blondel">Enrichetta Blondel</a>.<br>La stesura degli inni è databile agli anni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1812">1812</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1815">1815</a>, appena successivi alla conversione religiosa dell'autore, tranne l'ultimo (<em>La Pentecoste</em>), completato dopo varie revisioni solo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1822">1822</a> e caratterizzato da una sensibilità poetica e religiosa più matura. Le date di composizione, segnate dall'autore sui vari autografi, sono le seguenti: <em>La Risurrezione</em> fu scritta dall'aprile al 23 giugno 1812, <em>Il Nome di Maria</em> dal 6 novembre 1812 al 19 aprile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1813">1813</a>, <em>Il Natale</em> dal 15 luglio al 29 settembre 1813, <em>La Passione</em> dal 3 marzo 1814 all'ottobre 1815, mentre la <em>Pentecoste</em> conobbe una genesi più complessa<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inni_sacri#cite_note-2">[2]</a>. La lentezza nella composizione va ascritta a diversi fattori: oltre alla difficoltà di trovare uno stile omogeneo e accessibile al pubblico, che costituiva uno degli obiettivi primari della raccolta, entrarono in gioco la malattia nervosa dell'autore<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inni_sacri#cite_note-3">[3]</a>, che cominciava a manifestarsi con forza alla metà degli anni Dieci, e gli avvenimenti del 1814, cui Manzoni partecipò emotivamente, dichiarando il proprio sostegno ai patrioti in due canzoni: <em>Aprile 1814</em> e l'incompiuto <em>Proclama di Rimini<br></em>L'ispirazione dei componimenti viene dall'antica innografia cristiana e da un'ampia tradizione che andava dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bibbia">Bibbia</a> ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Padri_della_Chiesa">padri della Chiesa</a> fino ad arrivare agli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_(musica)">oratori sacri</a> francesi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bossuet">Bossuet</a>, Massillon, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bourdaloue">Bourdaloue</a>).<br><strong>LE ODI CIVILI DI </strong><a href="http://appunti.studentville.it/manzoni_promessi_sposi"><strong>ALESSANDRO MANZONI</strong></a><strong>: CARATTERI GENERALI E TEMATICHE.</strong> Le <strong>Odi Civili</strong>, scritte in un periodo di forti tensioni sociali, costituiscono la summa del pensiero di<strong> Alessandro Manzoni</strong>, precisamente tutti quegli ideali di giustizia, libertà e democrazia che l'autore ha ripreso dall'Illuminismo. Dal Romanticismo invece il Manzoni riprende il patriottismo, presente nelle due<strong> Odi Civili</strong>, ma accompagnato da una religiosità molto forte. La fede spinge a rispettare i contenuti presenti nel Vangelo, e nello stesso tempo tutti gli ideali acquisiti dalle varie letture spingono il Manzoni a creare un nuovo concetto: quello della <strong>Provvida Sventura</strong>, presente in particolare nei<a href="http://appunti.studentville.it/manzoni_promessi_sposi/riassunto_promessi_sposi.php"><strong>Promessi Sposi</strong></a>, che potrebbe sembrare un qualcosa che condanna l'uomo all'eterna disperazione, ma in realtà è l'unica via di salvezza per tutti gli esseri umani. <br><strong>ODI CIVILI: IL CINQUE MAGGIO E MARZO 1821</strong>. Le Odi Civili riportano importantissimi esempi, soprattutto il <strong>Cinque Maggio</strong>. In <strong>Marzo 1821</strong> invece viene messo in risalto soprattutto l'amor di patria. Per quanto riguarda il Cinque Maggio, possiamo considerare l'ode come l'opera più completa del Manzoni: in essa ci sono vari contenuti, come il necrologio iniziale, i flashback che ricordano le imprese di Napoleone, l'indagine psicologica, l'applicazione sia del vero storico che del vero poetico. L'opera è inoltre importantissima, in quanto ha procurato grandissima fama all'autore, grazie anche alla diffusione da parte di Goethe, il quale l'ha tradotta in tedesco. Il <strong>Cinque maggio</strong> inoltre conferma la genialità del Manzoni: si racconta infatti che egli, turbato dalla notizia della morte di <strong>Napoleone</strong>, l'abbia scritta in 3 giorni. Scrivere un'opera di così grande spessore, utilizzando termini e strutture poetiche così ricercati in così poco tempo, ci fanno riflettere sulle straordinarie capacità poetiche del Manzoni. Per tutti questi motivi non possiamo considerare <strong>Marzo 1821</strong> allo stesso livello del <strong>Cinque Maggio</strong>, anche se non è inferiore considerando le scelte lessicali e la struttura poetica. Anche in <strong>Marzo 1821</strong> Napoleone ha un ruolo importante, e addirittura, a questo punto, possiamo considerarlo il vero protagonista delle Odi: da un lato come l'esule oppresso, dall'altro lato invece come l'imperatore oppressore. Il dualismo oppressore-oppresso lo ritroviamo molto spesso nelle opere del Manzoni, per esempio nelle tragedie, ma soprattutto nei <strong>Promessi Sposi</strong>. In poche parole, l'oppresso è chi sopporta i soprusi del più forte, che può essere un signorotto locale come don Rodrigo o un grande imperatore come Napoleone.<br>  <strong>ODI CIVILI DI ALESSANDRO MANZONI: LA PROVVIDA SVENTURA.</strong> Tuttavia, l'oppresso è destinato a sconfiggere l'oppressore, il quale paga addirittura con la vita, tranne nel caso in cui intervenga la <strong>Provvida Sventura</strong> a salvarlo. L'oppresso spera in Dio e nella fede, e trae da ciò tutta la sua forza. Da questo punto di vista Marzo 1821 assume un valore educativo: ci fa comprendere l'importanza della libertà e della lotta per conquistarla. Nel fare ciò il popolo deve agire e non aspettare passivamente, in quanto esso costituisce la nazione e soprattutto, affidandosi a mani esterne, potrebbe non riuscire a conquistare l'indipendenza. Occorre allora assumere un nuovo modo di pensare, cercando di sentirsi tutti parte dello stesso paese, senza distinzioni. L'ispirazione per Marzo 1821 è stata data sicuramente dalla delusione procuratagli da Napoleone, il quale giunse in Italia come alleato ma poi se ne impadronì con prepotenza. L'intento dell'ode, in fondo però, consisteva proprio nell'aiutare tutti i suoi concittadini, e incitarli a riconquistare la libertà e l'indipendenza. L'ode tuttavia è piena di ottimismo, in quanto auspica all'unità del popolo italiano, un popolo ancora diviso, ma destinato all'unità nazionale in quanto ha una sola religione, le stesse usanze e  condivide lo stesso suolo. <br><strong>LE TRAGEDIE DI </strong><a href="http://appunti.studentville.it/manzoni_promessi_sposi"><strong>ALESSANDRO MANZONI</strong></a><strong>: IL CONTE DI CARMAGNOLA E L'ADELCHI.</strong> Le due tragedie di<strong> Alessandro Manzoni</strong>, il Conte di Carmagnola e l'Adelchi, rappresentano il primo articolarsi della sua ispirazione su schemi più ampi e su una materia più complessa, epica e drammatica. Manzoni realizza dunque una tragedia storica in cui vuole inserire le storie dei personaggi in un determinato contesto storico, ricostruito pedissequamente. I suoi intenti sono descritti nella <em>Lettera allo Chauvet sull'unità di tempo e di luogo nella tragedia. </em>Questa lettera, scritta nel 1820, è un lungo saggio che controbatte le critiche fatte da un letterato francese al Conte di Carmagnola, il quale sottolineava che la tragedia non fosse stata scritta secondo le unità aristoteliche di tempo e di luogo. Nell'argomentare Manzoni è allineato perfettamente con le idee del Romanticismo italiano. Secondo il Manzoni le unità aristoteliche non danno la possibilità di rappresentare adeguatamente la verità storica e quella psicologica: le tragedie antiche, restringendo lo spazio e il tempo, esageravano le passioni rappresentate in scena. La caratteristica specifica del Manzoni è il realismo cristiano: non rappresenta aristocratici idealizzati, ma vicende in cui tutti possano riconoscersi nella vita quotidiana, in cui si lotta costantemente tra il bene e il male. <br>  <br><strong>LE TRAGEDIE DI MANZONI: CARATTERISTICHE. </strong>Nelle tragedie si intrecciano due piani:<br><br></div><ol><li><em>il reale</em>, che fornisce un vasto repertorio di soggetti drammatici, al quale il poeta si deve attenere</li><li>  <em>l'ideale</em>, cioè ciò che la realtà dovrebbe essere secondo una più elevata legge cristiana</li></ol><div><br>Una tragedia falsa, secondo il Manzoni, può avere effetti negativi sul pubblico, il quale potrebbe applicare alla vita reale ciò che vede rappresentato. Il teatro può dare effetti positivi solo se si ispira al bene. <br> La tragedia si basa sull'opposizione tra due tipi di personaggi:<br><br></div><ol><li>Gli uomini soggetti alle severe norme della politica<br>2.  Gli uomini puri e nobili, che cercano di far emergere ideali nobili e generosi, ma purtroppo vengono sconfitti nel mondo: troveranno però una vittoria più grande nella morte cristiana, in cui vedranno l'affermazione completa di quel bene che avevano percepito.</li></ol><div>La tematica principale delle tragedie è dunque la storia umana in cui trionfa il male, a cui si oppongono personaggi destinati alla sconfitta. Per questo motivo molti critici vedono nelle tragedie di Manzoni un profondo pessimismo riguardo alla storia umana, in quanto il male viene superato dopo la morte. Solo nei <a href="http://appunti.studentville.it/manzoni_promessi_sposi/riassunto_promessi_sposi.php">Promessi Sposi</a> ci sarà una visione più positiva, in cui l'autore affiderà gli ideali cristiani agli umili, testimoni dell'attualità della parola di Cristo. <br>  <strong>TRAGEDIE DI MANZONI: IL CONTE DI CARMAGNOLA.</strong> Si tratta di una tragedia a sfondo politico, ambientata nel XV secolo (come l'altra tragedia) e incentrata sull'avvenimento storico della <strong>Battaglia di Maclodio del 1427</strong>. La tragedia racconta l'ingiusta condanna del Conte di Carmagnola, accusato di tradmento da parte dei Veneziani in lotta con i milanesi: il conte viene poi processato e decapitato. Partendo dalla descrizione del nobile carattere del Conte, Manzoni prosegue poi con un'accesa critica a questa guerra, in quanto fratricida e non finalizzata alla libertà, dunque non voluta da Dio. La condanna per questa guerra sarà dunque una secolare dominazione straniera in Italia. <br>  <strong>ALESSANDRO MANZONI: L'ADELCHI. </strong>Dell'Adelchi è molto importante il primo coro, esempio di poesia che tratta vicende storiche mai toccate. La tragedia è incentrata sulla caduta del dominio longobardo in Italia in seguito alla discesa dei Franchi di Carlo Magno. Ai potenti, legati al desiderio di dominio e alla brama di potere (Carlo Magno e il re dei longobardi Desiderio), si oppongono Adelchi e Ermengarda (ripudiata da Carlo Magno), i figli di Desiderio. Alla fine però sono i longobardi ad essere sconfitti: il re Desiderio viene imprigionato e Adelchi muore in difesa della città di Verona, chiedendo però prima perdono per le azioni del padre. In Adelchi è evidente una lotta interiore tra ciò che ritiene giusto e ciò che dovrebbe fare per essere fedele al padre e al suo popolo. Ermengarda è l'altra figura di rilievo della tragedia: anche lei è soggetta ad una lotta interiore che la porta a lasciare una vita di passioni per rifugiarsi nella pace spirituale. E' la vera vittima del contrasto tra i due popolo, cerca disperatamente pace e oblio, e alla fine muore purificata dalla sofferenza. Il Manzoni ripercorre le vicende passate tenendo sempre in considerazione il presente: attraverso la storia passata riprende i problemi attuali. Nel Coro del III atto, ad esempio, evidenzia come, sia in mano ai Longobardi e ai Franchi, il popolo italiano abbia perso la propria dignità e sia solamente un volgo senza identità. <br><strong><em>I promessi sposi</em></strong> è un celebre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_storico">romanzo storico</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Manzoni">Alessandro Manzoni</a>, ritenuto il più famoso e il più letto tra quelli scritti in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_italiana">lingua italiana</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_sposi#cite_note-1">[1]</a> Preceduto dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_sposi#Fermo_e_Lucia"><em>Fermo e Lucia</em></a>, spesso considerato romanzo a sé, fu pubblicato in una prima versione nel 1827 (detta edizione ventisettana); rivisto in seguito dallo stesso autore, soprattutto nel linguaggio, fu ripubblicato nella versione definitiva fra il 1840 e il 1842 (edizione quarantana).<br><br></div><div>Ambientato tra 1628 e il 1630 in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lombardia">Lombardia</a> durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ducato_di_Milano#Il_periodo_spagnolo_.281535-1714.29">dominio spagnolo</a>, fu il primo esempio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romanzo_storico">romanzo storico</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_italiana">letteratura italiana</a>. Secondo un'interpretazione <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Risorgimento">risorgimentista</a> il periodo storico era stato scelto da Manzoni con l'intento di alludere al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Lombardo-Veneto">dominio austriaco</a> sull'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_settentrionale">Italia settentrionale</a>. Quella che Manzoni vuole descrivere è la società italiana di tutti i tempi anche con le imperfezioni di adesso.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_promessi_sposi#cite_note-2">[2]<br></a><br></div><div>Il romanzo si basa su una rigorosa ricerca storica e gli episodi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a>, come ad esempio le vicende della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monaca_di_Monza">monaca di Monza</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste_del_1630">la grande peste del 1629-1631</a>, si fondano tutti su documenti d'archivio e cronache dell'epoca. Manzoni per il suo romanzo prese come base la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Religione_cattolica">religione cattolica</a>: infatti uno dei personaggi principali che viene nominato raramente all'interno della vicenda (anche se importantissimo, se si vuole capire l'aspetto religioso) è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Divina_Provvidenza">Divina Provvidenza</a>, la mano di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dio">Dio</a> che tutto volge verso il bene. In questo senso si possono considerare Renzo e Lucia (i personaggi principali del romanzo) non come unici protagonisti, che si possono invece dividere in tre gruppi distinti.<br><br></div><ul><li>Protagonista storico: il XVII secolo (1600). Manzoni tesse il suo racconto su una base di fatti realmente accaduti durante questo secolo.</li><li>Protagonista religioso: la Provvidenza, la mano di Dio.</li><li>Protagonisti materiali: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Renzo_Tramaglino">Renzo Tramaglino</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lucia_Mondella">Lucia Mondella</a> (i "promessi sposi" del titolo). Altri due personaggi, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fra_Cristoforo">Fra Cristoforo</a> e la monaca di Monza, sono comunque protagonisti assoluti dei capitoli loro dedicati.</li></ul><div>Il romanzo di Manzoni viene considerato non solo una pietra miliare della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_italiana">letteratura italiana</a>, ma anche un passaggio  fondamentale nella nascita stessa della lingua italiana. Nei dialoghi riporta anche diversi esempi di parlato spontaneo non ammissibili nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_standard">lingua standard</a>, tra cui il frequente uso dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anacoluto">anacoluto</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-29 15:16:00 UTC</pubDate>
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