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      <title>Vincent Van Gogh by Olimpia Innocenti</title>
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      <description>Geniale e incompreso</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-07 18:52:26 UTC</pubDate>
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         <title>BIO</title>
         <author>olimpiai</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>V</strong>incent <strong>W</strong>illem <strong>V</strong>an <strong>G</strong>ogh nasce il 30 marzo 1853 a Groot Zundert ed ebbe, a causa della sua estrema sensibilità di artista, una vita molto tormentata.&nbsp;<br> &nbsp;<br>Figlio di un pastore protestante, mentre ancora vive a Zundert, Vincent esegue i suoi primi disegni. Inizia invece le scuole a Zevenbergen. Impara il Francese, l'Inglese, il Tedesco e per la prima volta inizia a dipingere.&nbsp;<br>Terminati gli studi, va a lavorare come impiegato nella succursale della casa d'arte parigina Goupil e Cie, successivamente nelle sedi dell'Aja (dove compie frequenti visite ai musei locali), di Londra e di Parigi. Nel maggio del 1875 viene definitivamente trasferito a Parigi.<br> &nbsp;<br>Il trasferimento nella città francese, dove già risiede il fratello Theo, segna l'inizio del periodo appunto francese, interrotto solo da un breve viaggio ad Anversa alla fine dello stesso anno. Molto del suo tempo lo spende assieme al fratello e i due, da quel momento, iniziano una corrispondenza che durerà tutta la vita e che rappresenta ancora oggi il mezzo migliore per studiare le opinioni, i sentimenti&nbsp; lo stato d'animo e la pittura di Vincent.&nbsp;<br> &nbsp;<br>Durante il soggiorno parigino Vincent Van Gogh scopre la pittura impressionista e approfondisce l'interesse per l'arte e le stampe giapponesi. Conosce molti pittori tra cui Toulouse Lautrec e Paul Gauguin che apprezza particolarmente. La loro sarà una relazione assi turbolenta, con esiti anche drammatici, come testimonia il famoso episodio del taglio dell'orecchio (si suppone infatti che Vincent abbia assalito Gauguin con un rasoio. Fallito l'attacco, in preda ad una crisi di nervi, si taglia il lobo dell'orecchio sinistro). Intanto, il rendimento di Vincent alla Goupil &amp; Cie si deteriora mentre, allo stesso tempo, la sua dedizione agli studi biblici raggiunge un livello ossessivo. Dopo essersi dimesso da Goupil al principio della primavera, si reca a Ramsgate, in Inghilterra, dove viene assunto in un piccolo collegio. Più avanti nel corso dell'anno Vincent assume un nuovo incarico quale insegnante e coadiutore presso il Reverendo T. Slade Jones, un pastore Metodista. Il 29 Ottobre Vincent pronuncia il suo primo sermone domenicale. Man mano che il fervore religioso di Vincent aumenta, il suo stato di salute fisico e mentale volge al peggio. Il 1880 è un punto di svolta nella vita di Vincent Van Gogh. Abbandona i suoi propositi religiosi e si dedica esclusivamente a dipingere poveri minatori e tessitori. Theo inizia ad appoggiarlo finanziariamente, una situazione che si protrarrà fino alla fine della vita di Vincent. Più tardi nel corso dell'anno, intraprende studi formali di anatomia e prospettiva all'Accademia di Bruxelles.&nbsp;<br> &nbsp;<br>Incontra Clasina Maria Hoornik (detta "Sien"), una prostituta gravata fra l'altro dal mantenimento di una figlia di cinque anni ed incinta di un altro figlio. Mentre continua i suoi studi e dipinge in compagnia di alcune nuove conoscenze, il suo stato di salute va nuovamente deteriorandosi, tanto da dover essere ricoverato in ospedale per gonorrea. Una volta dimesso, inzia alcune sperimentazioni pittoriche e, dopo più di un anno trascorso insieme, pone termine alla sua relazione con Sien. Più tardi nel corso dell'anno, Vincent si trasferisce a Nuenen dai suoi genitori, mette in piedi un piccolo studio per lavorare e continua a fare affidamento sul sostegno di Theo Vincent Van Gogh estende i suoi esperimenti fino ad includere una maggiore varietà di colori e sviluppa un grandissimo interesse per le incisioni su legno giapponesi. Tenta di intraprendere una qualche formazione artistica alla Ecole des Beaux-Arts, ma respinge molti dei principi che gli vengono insegnati. Desiderando continuare con qualche tipo di educazione artistica formale, sottopone qualcuno dei suoi lavori all'Accademia di Anversa, dove viene posto in una classe per principianti. Come ci si aspetterebbe, Vincent non si trova a suo agio all'Accademia ed abbandona.&nbsp;<br> &nbsp;<br>Intanto, sopravviene il 1888, un anno fondamentale nella vita di Van Gogh. Lascia Parigi in febbraio e si trasferisce ad Arles, nel Sud. All'inizio, il cattivo tempo invernale gli impedisce di lavorare, ma una volta arrivata la primavera inizia a dipingere i paesaggi in fiore della Provenza. Si trasferisce infine nella "Casa Gialla", una dimora che ha preso in affitto dove spera di stabilire una comunità di artisti. E' il momento in cui riesce a dipingere alcune delle sue opere migliori ma anche il momento delle sue già accennate violente tensioni con Gauguin.&nbsp;<br> &nbsp;<br>Durante la prima parte dell'anno, lo stato di salute mentale di Vincent oscilla paurosamente. A volte è completamente calmo e lucido; altre volte, soffre di allucinazioni e fissazioni. Continua sporadicamente a lavorare nella sua "Casa Gialla", ma la frequenza crescente degli attacchi lo induce, con l'aiuto di Theo, a farsi ricoverare presso l'ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Per ironia della sorte, mentre lo stato mentale di salute di Vincent continua a peggiorare nel corso dell'anno, la sua opera inizia infine a ricevere riconoscimenti presso la comunità artistica. I suoi dipinti "Notte stellata sul Rodano" e "Iris" sono in mostra al Salon des Indépendants in settembre, e in novembre viene invitato ad esibire sei dei suoi lavori da Octave Maus (1856-1919), segretario del gruppo di artisti Belgi "Les XX".&nbsp;<br> &nbsp;<br>Dopo una serie incredibile di alti e bassi, sia fisici che emotivi e mentali, e dopo aver prodotto con incredibile energia una serie sconvolgente di capolavori, Vincent Van Gogh muore nelle prime ore del 29 luglio 1890, sparandosi in un campo nei pressi di Auverse. Il funerale ha luogo il giorno dopo, e la sua bara è ricoperta di dozzine di girasoli, i fiori che amava così tanto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-07 19:02:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>olimpiai</author>
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         <description><![CDATA[￼]]></description>
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         <pubDate>2018-05-07 19:06:58 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosità</title>
         <author>olimpiai</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>1</strong> Per dipingere di notte, e rischiarare tela e tavolozza, Van Gogh indossava spesso un cappello di paglia costellato di candele accese.</div><div>Varie fonti raccontano di averlo visto lavorare in alcuni caffè con lo strano indumento in testa, e le candele incastrate nella tesa o fissate con alcune mollette.</div><div>&nbsp;</div><div>L'abitudine a dipingere di notte è ravvisabile nelle sue opere ma anche in alcune testimonianze scritte. "<em>Spesso ho l'impressione che la notte sia molto più viva e riccamente colorata del giorno</em>" si legge in una lettera al fratello Theo. In un altro passo della loro corrispondenza, Vincent racconta che <em>Notte Stellata sul Rodano</em> fu dipinta in notturna, "sotto un getto di gas", con riferimento forse alla lampada usata per farsi luce.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>2&nbsp; </strong>L'auto mutilazione dell'orecchio sinistro - spesso citata come la prova di una conclamata follia - potrebbe nascondere in realtà la vendetta di un amico. Secondo alcuni storici sarebbe stato il pittore e per alcuni tempi coinquilino di Vincent Paul Gauguin - esperto schermitore - a mozzare parte del lobo (e non l'orecchio intero) durante una delle frequenti liti.</div><div>&nbsp;</div><div>È la tesi sostenuta dagli due storici di Amburgo Hans Kaufmann e Rita Wildegans, nel libro <em>L'orecchio di van Gogh, Paul Gauguin e il patto del silenzio</em>: i due ritengono che Van Gogh abbia poi raccontato di aver compiuto il gesto da solo per coprire Gauguin e convincerlo a continuare a vivere con lui. La tesi è controversa e rifiutata da molti; la ricostruzione dei fatti è ancora oggi incerta. <br><br><strong>3. NOTTE STELLATA. </strong>Uno dei capolavori pittorici più apprezzati al mondo fu dipinto dalla finestra di un ospedale: quello di Saint Paul de Mausole, appena fuori Saint Rémy, dove Vincent chiese di essere ricoverato nel maggio 1889.</div><div>&nbsp;</div><div>In quello stesso periodo, Van Gogh realizzò alcune delle sue opere più celebri, come <em>Iris </em>e <em>Uliveto</em>. Vincent non fu mai soddisfatto della <em>Notte Stellata</em>: "<em>non mi dice niente</em>" scrisse in una lettera al fratello.&nbsp;<br><br></div><div><strong>4 </strong>Van Gogh iniziò a dipingere solo all'età di 27 anni, ma ebbe poi modo di recuperare il "tempo perduto", con circa 900 dipinti (in media 2 alla settimana) e 1100 disegni realizzati prima della sua morte, a 37 anni. Prima di tentare la carriera pittorica provò a diventare maestro e mercante d'arte.</div><div>&nbsp;</div><div><strong>5 </strong>Il "giallo cromo" - una sorta di firma pittorica che caratterizza alcuni dipinti di Van Gogh, come i vari <em>Girasoli </em>o <em>La camera di Arles</em>, doveva essere molto più brillante quando fu steso su tela. Con il tempo, questo pigmento instabile è andato sbiadendo, e ha virato verso il marrone. Riportarlo alla brillantezza originaria non è possibile, dicono gli esperti. Si rischierebbe di danneggiare i dipinti in modo irreversibile.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-07 19:08:27 UTC</pubDate>
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         <title>NOTTE STELLATA 1889</title>
         <author>olimpiai</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Olio su tela, Museum of Modern Art, New York<br></em><br></div><div>Notte Stellata è uno dei dipinti più famosi di Vincent van Gogh. E’ interessante però notare che ben poco si conosce dei sentimenti che Van Gogh stesso nutriva per il suo quadro.<br>Ciò è dovuto principalmente al fatto che egli lo menziona solo due volte nelle lettere al fratello Theo, e sempre di sfuggita. Anche questo concorre a creare una sorta di alone di mistero sull’opera, di certo tra le più frequentemente discusse per quanto riguarda il suo significato e la sua importanza.<br><em>“Spesso penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”</em>, scrive Vincent in una lettera al fratello. Nell’opera egli cerca di rappresentare quella vita, quell’angosciosa vita, che attribuisce alla notte.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="http://media.studentville.it/articoli_media/images/appunti/301px-VanGogh-starry_night_ballance1.jpg" width="301" height="240"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Soggetto della raffigurazione è il </div><div>paesaggio di un borgo, di notte e con dei colli sullo sfondo è importante notare il campanile della chiesa, che è tipico dell’Olanda, nazione natale dell’artista. In effetti, diversamente da molte altre delle opere di Van Gogh, <em>Notte Stellata</em> fu dipinta a memoria e non <em>en plein air</em> come egli era solito fare.<br>Questo può forse spiegare, in parte, perché l’impatto emotivo dell’opera sia assai più forte che in altre opere di van Gogh dello stesso periodo.<br>La composizione del quadro è semplice: il cielo notturno occupa circa due terzi dello spazio della tela, mentre il terzo rimanente è occupato dal borgo e dalle colline ad esso retrostanti. Vi è un forte contrasto tra il caos del cielo e il tranquillo ordine del villaggio. Il cipresso a sinistra crea un fiammeggiante collegamento tra terra e cielo.<br>Scrisse Van Gogh: <em>“…guardare il cielo mi fa sempre sognare… Perché, mi chiedo, i punti scintillanti del cielo non sono accessibili come in puntini neri sulla cartina della Francia? Proprio come prendiamo il treno per andare a Tarascon o a Rouen, così prendiamo la morte per raggiungere una stella.”</em> Dall’opera, tuttavia, non traspare la quieta rassegnazione di queste parole.</div><div>Dal punto di vista della tecnica egli usa colori puri, violenti, contrastanti tra loro, privi di gradazioni sfumate e passaggi tonali. Scie vorticose dilatano astri giganteschi e si inseguono entro cieli dal blu intenso; la Notte di Van Gogh è schiarita da bagliori argentei che sembrano tratteggiare le segrete geometrie dell’universo. Una magica energia sospinge il movimento delle stelle.<br>I colori chiari sono rafforzati dall’accostamento di pennellate che vanno dall’azzurro al violetto, al blu più intenso. Con tratti precisi di color giallo, arancio e bianco, Van Gogh rende l’intensa luminosità di questo notturno. Le pennellate seguono con insistenza i contorni delle figure, dilatandoli a dismisura. Tra i vortici terrorizzanti del cielo notturno, solo gli astri si presentano come punti fermi e, dunque, come elementi attorno ai quali possono gravitare il colore ed il pensiero.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-07 19:15:07 UTC</pubDate>
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