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      <title>Il mio padlet stellare by Ashley Yelitza Herreras Reinoso</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-02-09 11:57:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ashleyherreras</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 12:03:13 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio paese</title>
         <author>faty24</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le cause principali che ci hanno spinto ad abbandonare il nostro paese sono i conflitii interni, scontri religiosi e l'occupazione russa sulla Siria. Ci sono stati negati tanti diritti i principali sono: la libertà, la sicurezza, molte persone venivano maltrattate,torturate e le donne subivano violenze sessuali.</p><p>Per evitare alla mia famiglia ciò ho deciso di percorrere lo stesso viaggio che molti immigrati compiono per raggiungere l'europa e metterci in salvo.</p><p>F.H.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 12:04:57 UTC</pubDate>
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         <title>Siria</title>
         <author>giovanniordinola</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 12:18:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il viaggio</title>
         <author>ashleyherreras</author>
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         <description><![CDATA[<p>Io e la mia famiglia siamo partiti attraversando molte difficolta per prima cosa avviamo ha attraversato l'Iran, la Turchia e la Grecia per poi risalire lungo la penisola balcanica fino ad arrivare in Italia. </p><p>Abbiamo lavorato per tanti anni io e mio marito per poter intraprendere il viaggio, io per esempio lavoravo in un piccolo mercato mentre mio marito scaricava sacchi di cemento.</p><p>Una volta partiti siamo stati vittima di attacchi aeri e avviamo dovuto rifugiarci per più di sette giorni senza cibo, a causa di questi imprevisti abbiamo rallentato il passo per per fare più attenzione a eventuali rischi e difficoltà. I miei figli erano impauriti ma io e mio marito dovevamo essere forte per loro, il tragitto non fu per niente facile ma dovevo mantenere un sorriso ed essere fiduciosa per loro. Le mie paure aumentavano di giorno in giorno più andavamo avanti più difficile era per me essere forte, ogni giorno vedevo persone perdere la vita, per il nostro stesso scopo, poter essere Liberi.</p><p>A.H.</p><p><br/></p><p> </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 12:20:35 UTC</pubDate>
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         <title>La mia vita in Italia </title>
         <author>giovanniordinola</author>
         <link>https://padlet.com/ashleyherreras/e85zq5uyrte9fwpx/wish/2879076810</link>
         <description><![CDATA[<p>Sono passati ormai 3 anni dal mio arrivo in Italia, precisamente in Sicilia, Vivo a Palermo con mio marito e miei 2 figli che sono cresciuti e si sono ambientati nella loro scuola.</p><p>Dopo il nostro arrivo, abbiamo vissuto inizialmente in un centro di accoglienza per rifugiati. Ottenere i documenti è stato un processo lungo e difficile, ma alla fine siamo riusciti ad avere il permesso di soggiorno. Le principali difficoltà che abbiamo incontrato riguardavano l'adattamento culturale, il problema della lingua, trovare lavoro e le discriminazioni da parte di alcune persone. Abbiamo dovuto affrontare la mancanza di alloggi adeguati e spesso ci siamo sentiti isolati. Tuttavia, nel tempo, abbiamo fatto amicizia con altre famiglie immigrate e abbiamo ricevuto sostegno da organizzazioni locali e volontari. I diritti sono stati garantiti grazie al permesso di soggiorno, ma abbiamo dovuto lottare per accedere a servizi come l'istruzione e l'assistenza sanitaria. Nonostante tutto, abbiamo cercato di costruire una nuova vita qui, sognando un futuro più stabile e sicuro per i nostri figli. Per il futuro non abbiamo in programma di trasferirci, finalmente ci sentiamo a casa, al sicuro. G.O.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-09 12:38:08 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;arrivo in Italia </title>
         <author>faty24</author>
         <link>https://padlet.com/ashleyherreras/e85zq5uyrte9fwpx/wish/2885926275</link>
         <description><![CDATA[<p>Dopo giorni infiniti di viaggi finalmente io e la mia famiglia siamo arrivati in Italia, in una piccola isoletta al sud, chiamata Sicilia, eravamo felicissimi e non credevamo di aver finalmente raggiunto la Pace.</p><p>Dopo poco tempo siamo stati accolti in un centro per rifugiati, dove abbiamo incontrato altre persone come noi, che avevano abbandonato il proprio paese per salvare la propria vita.</p><p>Le procedure sembravano infinite, ma dovevamo mettere tutti i nostri documenti in regola e registrarci come abitanti italiani.Spesso venivamo discriminati e derisi, ma infondo quando eravamo in Siria ho cercato di prepararmi mentalmente a tutto ciò perchè sapevo che sarebbe successo; mio marito ha subito anche delle violenze fisiche per discriminazione, e non abbiamo potuto fare niente perchè non eravamo niente in Italia, non avevamo ancora diritto a nulla.</p><p>Siamo stati definiti profughi, era un'etichetta molto brutta ma che con il tempo sapevo che ci avrei preso l'abitudine sia io che mio marito, ma non volevo che i nostri bambini si trascinassero questo identificativo per sempre, loro avrebbero passato il resto della loro vita in Italia, e volevo che diventassero italiani.</p><p>Nonostante tutta la buona accoglienza ricevuta in italia e la pace mentale, la Siria è rimasta nei nostri cuori, e ogni sera mi dispiaceva vedere  il mio paese distrutto da chi voleva prenderne il controllo. Mi chiedevo se scappare dalla guerra e abbandonare la Siria era la scelta giusta, speravo che un giorno si sarebbe liberata e avremmo potuto visitare il nostro paese.</p><p>F.H.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-16 11:55:43 UTC</pubDate>
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