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      <title>Laboratorio applicazioni linguistiche by Vincenzo Del Core</title>
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      <description>Realizzato con un pizzico di ingegno</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-06-26 10:57:34 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-07-03 18:22:14 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Primo post</title>
         <author>vincenzo_delcore</author>
         <link>https://padlet.com/vincenzo_delcore/e7q9obtstw72/wish/177437649</link>
         <description><![CDATA[<div>ggg</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-26 10:58:57 UTC</pubDate>
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         <title>02a. Le flashcard</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/vincenzo_delcore/e7q9obtstw72/wish/177900939</link>
         <description><![CDATA[<div>Non ho mai utilizzato le flashcard, né ne avevo mai sentito parlare. Come tutti i sistemi "collaudati", sicuramente è possibile ravvisare elementi di utilità ai fini di un perfezionamento della didattica. Mi è difficile individuare particolari criticità, se non quelle più ovvie ed attinenti alla fisiologica reazione di disorientamento, sia da parte dei colleghi sia da parte degli alunni, inevitabilmente generata dalla proposta di una metodologia di apprendimento obiettivamente distante da quelle tradizionalmente applicate in quasi tutti gli ambiti della vita scolastica. Al massimo, almeno per quello che riguarda il mio approccio alle questioni didattiche (senz'altro influenzato dal "cordone ombelicale" rappresentato dalla cultura classica e umanistica che ha caratterizzato il mio percorso di studente e insegnante), ravviserei una tendenza a un apprendimento che definirei, senza nessun intento connotativo e quindi dispregiativo, "superficiale" (nel vero senso della parola), a scapito della necessità di collegare a ciascuna nozione un percorso concettuale più definito (rapporti causa/effetto; contestualizzazione etc.).<br>Quanto ai punti di forza, mi viene in mente subito l'aspetto ludico/iconico (sovente i due aggettivi si armonizzano), solitamente in grado di stimolare non soltanto gli alunni - che trarrebbero un inevitabile giovamento dall'essere risparmiati, almeno ogni tanto, dalla dittatura del modello di apprendimento codificato dallo studio e dal ripasso sul libro di testo - ma anche gli insegnanti, motivati a riorganizzare in senso creativo le proprie stesse conoscenze (e, perché no, a rinfrescarle!). Alla luce di queste considerazioni, i miei suggerimenti non potrebbero che basarsi su quanto di positivo e potenzialmente produttivo ho avuto modo, almeno finora, di rilevare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-07-02 20:29:29 UTC</pubDate>
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         <title>02b. </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-07-02 22:36:48 UTC</pubDate>
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         <title>Anki</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/vincenzo_delcore/e7q9obtstw72/wish/177966217</link>
         <description><![CDATA[<div>Non avevo mai sentito parlare di Anki e devo dire di averlo trovato molto interessante. Al di là del fatto che il principio su cui si fonda può essere utilizzato anche indipendentemente dalla strumentazione informatica a disposizione, immagino la possibilità di farvi ricorso in classe anche senza avere a disposizione una LIM. Basta dotarsi di un pc portatile e fare in modo che, magari a turno, un gruppo di alunni prepari il proprio mazzo di carte.&nbsp;<br>Gli esempi relativi alla geografia sono molto interessanti, ma credo possa essere molto stimolante organizzare un percorso in una materia come la storia, in cui il problema della date e dei luoghi, sempre ostici in fase di memorizzazione, può essere in parte risolto proprio attraverso l'elaborazione di un'unità didattica in cui Anki possa costituire un valido supporto.&nbsp;<br>Si potrebbe procedere in questo modo: divisa la classe in 4-5 gruppi costituiti da altrettanti alunni istruiti sulle modalità di funzionamento attivo e passivo dell'applicazione, ogni unità crea il proprio mazzo di carte, ognuno a sua volta centrato su un argomento/periodo diverso dall'altro. Procedendo tramite una rotazione, ogni gruppo lavorerà (o meglio, si interrogherà) su tutti gli altri periodi storici, concludendo con il proprio. Nell'arco di 3-4 lezioni, sicuramente l'acquisizione delle date da parte di una buona parte della classe risulterebbe facilitata. Mi piace immaginare, inoltre, una fase di "allenamento" basata su argomento extracurricolari e, perché no, extrascolastici. In ogni caso, è essenziale che gli alunni lavorino alla preparazione dei mazzi, sia ai fini della memorizzazione delle date (o di altri contenuti) sia per migliorare e diversificare la propria competenza informatica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-07-03 17:58:30 UTC</pubDate>
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